Ultime notizie

AUGURI AL NEO MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DOTT. FIORAMONTI. 

 Nel ricordare con l'occasione, che i DSGA ff sono i direttori incaricati di cui fino ad ora si è e si sta servendo il Miur per l'esercizio della funzione medesima, si ribadisce che la categoria è normata con decretazioni e disposizioni qualificate come lex specialis (si rimanda al D.lgs. 165/01 e successive decretazioni nonché all'emendamento autorizzativo sulla legge di bilancio 2018) che  fino ad ora sono state disattesi volutamente (dai funzionari? dal decisore politico?).  

I DSGA ff stanno ancora aspettando di essere riconosciuti nel ruolo esercitato perché la legge di comparto lo stabilisce e perché dopo 36 mesi di servizio anche la recente sentenza della Corte Europea lo riconosce. Siamo personale di ruolo interno all'amministrazione con nomina a T.D. reiterata negli anni e che la suddetta amministrazione  avrebbe dovuto confermare attraverso mobilità verticale.   Il Miur, d'altra parte non ha mai redatto né un regolamento di attuazione della direttiva europea né ha mai provveduto a regolarizzare le posizioni dei lavoratori con mobilità verticale. Adesso la sentenza della Corte è divenuta  ordinatoria e  stabilisce  che  i contratti di lavoro a T.D. che superano  i 36 mesi  devono essere convalidati con  le relative posizioni in ruolo.    

Si è cercato con ogni mezzo in questi ultimi tempi  di mettere da parte i DSGAff e di dimenticarli attuando un concorso ordinario aperto a tutti che non ha rispettato il doppio canale di assunzione: interno con percorso riservato e ordinario per soli esterni. Ciò nonostante la categoria ha prontamente resistito, ha partecipato alla preselettiva imposta dall'amministrazione uscente e molti noi (facenti funzioni altamente qualificati) sono rimasti fuori dall'accesso al concorso. Tutto ciò ha sviluppato una ignominiosa discriminazione che ha alimentato un'accesa contestazione per la lesione dei diritti legittimi  tanto è vero che con l'inserimento dell'emendamento, dell'on. Pittoni, Presidente della VII comm. Cultura del Senato, che richiama la normativa di comparto, nel decreto Salvaprecari,  presentato lo scorso 6 agosto al CdM, si sarebbe potuto ovviare autorizzando un percorso riservato per stabilizzare i dipendenti che da oltre 36 mesi hanno esercitato la funzione.  Peccato che le promesse non sono state mantenute e la categoria è rimasta nel nulla di fatto pur esercitando ancora la funzione con nomina a T. D. del

Dirigente Scolastico o dell'ambito territoriale. 

  Il nuovo ministro, pertanto, dovrebbe  attenersi alle disposizioni e attraverso decretazione autorizzare il percorso riservato agli interni che stabilizzi i lavoratori che stanno esercitando la funzione. Ci si augura che il Movimento 5 Stelle sia il partito che con onestà rispetti le leggi e la categoria dei lavoratori ingiustamente vessati i quali sono , anche loro, parte  del precariato storico della scuola.

  Il Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Conte, è stato più volte informato della questione e con l'intesa unitaria del 24 aprile scorso, che lui stesso ha firmato, sono stati presi precisi impegni per la stabilizzazione dei Dsgaff. Si resta pertanto in attesa delle dovute disposizioni autorizzative per la stabilizzazione nei ruoli dei lavoratori che meritoriamente con onestà e dedizione stanno continuando a servire lo Stato.  Buon lavoro  Ministro e grazie per la cortese attenzione offerta.

 Anna Picardi

Maria Catena Fazio

Angelo La Torre

Barbara Magistri

Amelia Sparavigna

 Paola Danti

Umberto Schiavone

Il 12 settembre 2019 il MIUR ha fatto un accordo con le organizzazioni sindacali per tamponare è cercare di porre rimedio all'incredibile situazione di disfunzione che esiste negli uffici di segreteria  causa l'esistenza di 2907 posti vacanti non coperti con Direttori titolari.

E' del tutto evidenze l'incuria dell'amministrazione nell'apprestare per tempo la copertura dei posti. oggi si ricorre a dei rimedi che non possono soddisfare a pieno il funzionamento degli uffici di segreteria. Vengono preposti aspiranti facenti funzioni da ogni parte privi di qualsiasi esperienza, pur di coprire i posti. E' avvilente questo modo di gestire l'amministrazione. E' avvilente anche per la figura del Direttore SGA.

L'accordo raggiunto ha fornito le seguenti indicazioni per coprire in qualche modo i posti vacanti.

Per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22, si può procedere alla copertura dei posti con le procedure straordinarie indicate in ordine di priorità. Questo previa pubblicazione di avviso di disponibilità sul sito deIl’USR:

Le procedure nello specifico sono le seguenti:

  • In base ai criteri e alla procedura di cui all’art. 14, del CCNI del 12.6.2019. Mediante provvedimento di utilizzazione di personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo di altra provincia dello stesso USR o, in subordine, di altro USR;
  • O mediante affidamento in reggenza di posti di DSGA di istituzioni scolastiche a DSGA di ruolo in servizio nelle scuole viciniori, secondo la normativa vigente;
  • E mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi immessi in ruolo a decorrere dall’a.s. 2019-20. Che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili, il cui servizio è valido ai fini del periodo di prova qualora non già terminato;
  • Mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi non di ruolo che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili;
  • E infine mediante conferimento di incarico con contratto a tempo determinato di DSGA ai candidati inseriti nelle graduatorie di istituto del profilo di assistente amministrativo, nel rispetto della posizione occupata dai medesimi all’interno delle stesse. E a condizione che siano in possesso del titolo di studio previsto dalla Tabella B allegata al CCNL comparto scuola del 29.11.2007 (laurea specialistica in giurisprudenza; in scienze politiche sociali e amministrative; in economia e commercio o titoli equipollenti), che si siano dichiarati disponibili.
  • In allegato l'accordo sindacale

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo all'unanimità alla sperimentazione nell'anno scolastico appena iniziato (2019-2020) dello studio obbligatorio dell'Educazione civica. Pertanto, la legge che introduce questo insegnamento (Legge 92/2019) entrerà in vigore nell'anno scolastico 2020/2021.

Tale passaggio in realtà era già in parte preannunciato dalla ristrettezza dei tempi dell’iter legislativo della legge rispetto all’inizio dell’anno scolastico; tanto che lo stesso (ex-) ministro Bussetti era intervenuto rettificando la data di entrata in vigore della Legge (spostandola al 5 settembre), in modo da permettere alle scuole di prepararsi efficacemente. Un altro aspetto che può essere ritenuto “prognostico” dell’esito negativo dell’organo consultivo è rappresentato dal riconoscimento, nello stesso schema di decreto, del carattere “sperimentale” per l’anno 2019/2020.

Tuttavia tale intervento si è dimostrato insufficiente secondo il CSPI, che ha reso un parere  (di natura non vincolante ma obbligatoria)  dove ha sottolineato come sia indiscutibile che <<la legge decorerrerà a partire dal prossimo anno scolastico 2020/2021>>. Le principali problematiche sollevate dal CSPI sono la “imprecisa” individuazione della platea di istituzioni scolastiche coinvolte, così come l’assenza di riferimenti alle modalità di adesione. Inoltre, in luogo del carattere sperimentale per l’anno in corso previsto, il CSPI ha evidenziato l’assenza di un termine definito per tale fase transitoria, e al tempo stesso ha considerato come non chiaramente indicati gli obiettivi dell’insegnamento così come le finalità e i risultati previsti.

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2019

Invalsi: questione che affascina e divide

Editoriale di Vittorio Venuti

In finale d’anno scolastico un argomento che ha calamitato l’attenzione degli organi di stampa e dei media in generale è stato il Rapporto Invalsi 2019. Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che, quando si questiona sulla scuola, sono tutti bravi a parlare, dai politici ai sindacalisti, dai filosofi agli esperti d’altro, dagli opinionisti più o meno improvvisati al passante di lì per caso. Sull’esito delle prove Invalsi si è detto di tutto, da pareri di buon senso ed analisi accurate a valutazioni sommarie e tendenziose, cosicché gli stessi sono stati utilizzati per rimarcare le esigenze di un sistema d’istruzione che necessita di più cura ed attenzione oppure come alibi per evidenziare etichette contro o pro studenti ed insegnanti.

Quel che ne emerge è una carente informazione sulla finalità delle prove, questo al di là di come le prove siano, di anno in anno, pensate, elaborate e proposte. Alla fine, si guarda ai numeri, alle differenze di prestazione tra le diverse aree regionali ancora pensando l’Italia divisa in tre macroregioni inopinatamente contrapposte a partire dall’Unità d’Italia.

DIRIGERE LA SCUOLA n.8/2019

Concorso dirigenti scolastici:si va avanti! ... con riserva

Editoriale  di Vittorio Venuti

Infine è arrivata la salomonica decisione del Consiglio di Stato: il concorso dei dirigenti va a conclusione e ogni decisione in merito ai ricorsi, che avevano portato il TAR Lazio a sentenziarne l’annullamento, si sposta ad ottobre, dopo che i vincitori saranno stati nominati e si saranno insediati, rimediando, in tal modo, al costume delle reggenze, ormai pervenuto ad una consistenza numerica intollerabile ed umiliante per l’intero sistema scolastico.

Con la decisione del CdS non si chiude la partita, la si rinvia soltanto perché la scuola non abbia a trovarsi impedita a riprendere il proprio corso con l’avvio del nuovo anno scolastico. In tal modo si sospende la sentenza di annullamento pronunciata dal TAR Lazio e, contemporaneamente si sospende ogni pronunciamento in merito ai ricorsi che l’hanno prodotta. Significa che si è “preferito”tutelare la scuola per evitarle di precipitare nel delirio organizzativo proprio in chiusura di una procedura concorsuale, che passerà alla storia per la massiccia quantità di ricorsi di cui è stata fatta segno fin dal primo momento e che ha visto un proliferare di contestazioni in tutte le fasi di svolgimento. Contestazioni, peraltro, quasi mai campate per aria, così tanti sono stati i punti critici della procedura, le falle, le incoerenze e i molti casi di ottusa conduzione nei momenti di svolgimento delle prove.

Si comunica che  EUROEDIZIONI Torino e il CIDI di Bologna  organizzano un  Convegno a Rimini  per le giornate del  19 e 20 ottobre presso Hotel Continental  destinato non solo ai Dirigenti scolastici di nuova assunzione, ma si possono iscrivere anche gli aspiranti idonei in graduatoria in attesa di nomina, nonché i dirigenti già in servizio.

Il seminario ha carattere laboratoriale, affronta la soluzione dei casi proposti sulle principali funzioni che investono la professione del dirigente.

Formatori: Paolo Landri, Anna Armone, Ivana Summa, Gianluca Dradi, Rocco Callà, Marsa Bassani, Maria Rosaria Tosiani

In allegato l'intero programma del seminario e il modulo di adesione da restituire entro il 21 settembre 2019

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Il MIUR nell'informativa ai sindacati ha comunicato che i candidati idonei alla procedura concorsuale  sono in totale 3.420, dei quali 94 con riserva; di questi saranno dichiarati vincitori i primi 2.900.

Restano fuori dalla nomina, benchè  abbiano superato le prove del concorso 520 candidati!

Il MIUR ha richiesto l’autorizzazione all’immissione in ruolo di 2.117 per tutti i posti vacanti e disponibili, così suddivisi: 1.982 dalla graduatoria del concorso, 7 per il Friuli di lingua slovena, 39 per gli idonei della procedura concorsuale di cui al DDG del 13 luglio 2011 della regione Campania, 67 per dirigenti scolastici che hanno presentato richieste di trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1 comma 257 della L. 208/2015 accolte dagli USR, 1 dirigente scolastico che ha presentato richiesta di riammissione in servizio accolta dal Direttore dell’USR, 21 soggetti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali che riguardano la regione Sicilia.

I 2.900 vincitori entreranno in ruolo in due tranches: 1.989 nell’anno scolastico 2019-2020, i rimanenti nell'anno scolastico successivo.

Gli idonei ammessi con riserva potranno scegliere la regione e il loro posto sarà congelato fino alla pronuncia di merito del TAR.

Tra il 29 o il  30 luglio sarà pubblicata dal MIUR  la graduatoria nazionale

Dal 31 luglio al 2 agostoi candidati dovranno fare la scelta della regione dove vogliono essere nominati

Dal 5 agosto il MIUR assegnerài candidati alle regioni. Di conseguenza l'Ufficio scolastico regionale procederà  alla stipula dei contratti di lavoro e all'assegnazione della sede.

Il Direttore generale dell’USR assegni la sede nel rispetto dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dall’interessato.

L’assegnazione dei vincitori alle regioni avverrà secondo l’ordine di graduatoria ed in base alle preferenze espresse senza tener conto della legge 104

L’applicazione degli articoli 21 e 33 della legge 104 avverrà nell’assegnazione della sede di servizio ad opera del Direttore generale dell’USR

Gli uffici scolastici regionali in questi giorni provvederanno a pubblicare le sedi disponibili

La Casa Editrice Euroedizioni per la preparazione alle prove scritte del  concorso per Direttori SGA propone:

un corso di 20 lezioni on line  (Webinar), sulle materie del concorso.  L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Proponiamo anche l'acquisto di due testi dal taglio teorico e pratico per affrontare le due prove scritte

Un testo di legislazione scolastica non commentato da portarsi dietro e consultare  il giorno delle prove scritte

Commentando il risultato del vertice sulle autonomie tenutosi ieri (19 luglio), in una intervista al “Messaggero”, il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano ha dichiarato che “la scuola non sarà regionalizzata”, sulla base della risposta negativa data dal M5S alla richiesta dei governatori della Lombardia e del Veneto di far diventare gli insegnanti regionali. “Nessuno – ribadisce Giuliano - sia che si tratti di docenti, sia che si tratti di dirigenti scolastici, sia che si tratti di personale Ata, transiterà nei ruoli regionali. Il personale rimarrà tutto alle dipendenze del ministero dell’Istruzione e degli uffici scolastici periferici. E tutti saranno accomunati dal medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro. Non ci saranno nemmeno concorsi banditi dalle singole regioni. L’articolo 12 delle bozze di intesa che conteneva le richieste di regionalizzazione da parte delle regioni è stato stralciato”.

La posizione del Presidente Conte e del M5S è stata chiara. Fanno specie le dichiarazioni rabbiose dei due presidenti di regione Zaia per il Veneto e Fontana per la Lombardia. Dichiarazioni che non possono che suscitare sospetti sul tipo di gestione che la scuola si troverebbe a vivere nel caso in cui la regionalizzazione dovesse andare a buon fine.

Zaia, punto di riferimento della Lega, ha così commentato: "Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto cheall'interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d'accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo. Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di PIl. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati".

Sulla stessa linea il governatore Fontana: Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

 

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di Luciano Lelli - Le discipline tra multidisciplinarità e interdisciplinarità

Questo numero della rivista si prefigge di scandagliare, in una varietà di prospettive, la pratica delle discipline nella scuola, soprattutto italiana, rilevandone la presenza e la funzione sia in ottica diacronica che sincronica. Ciò con l’intento operativo di contribuire alla riflessione dei docenti riguardo alle loro consuetudini di impostazione della didattica disciplinare, riflessione particolarmente opportuna all’avvio di ogni nuovo anno scolastico, per evitare che l’adagiamento nella routine eccessivamente prevalga.

Innanzi tutto, che cosa è pertinente intendere con il termine disciplina? Traggo una prima descrizione dall’Enciclopedia Treccani: “Disciplina(dal lat. disciplina, da disco‘apprendo, imparo’). - È in origine l’atto dell’apprendere, e di riflesso anche l’atto dell’insegnare; ma il termine ‘disciplina’ passò a significare a un tempo l’oggetto stesso dell'apprendere e dell’insegnare, quella che fu detta anche la materia dell’insegnamento, onde si ebbero le varie discipline: letterarie, scientifiche, storiche, …..”. La specificazione riferita assimila tout court le denominazioni disciplina e materia: anche se volendo sottilizzare si potrebbe identificare una qualche distinzione concettuale e operativa tra i due termini, si può ritenere sostanzialmente accettabile la sovrapposizione, del resto frequente e anzi generalizzata negli usi discorsivi.

TEMI DI SCUOLA

Cosa sono e come sono le discipline nella scuola dei  curricoli per competenze di Ivana Summa

Il termine disciplina è, secondo l'OCSE,"non solo e non tanto un insieme di contenuti, ma, e soprattutto, un insieme di metodi di indagine, di tecniche di lavoro che si possono esercitare non solo per studiare un argomento piuttosto che un altro, ma anche per apprendere cose nuove, applicando metodi e tecniche a concetti e contenuti diversi".

Questa definizione, ancorché non esaustiva, è comunque utile  se la assumiamo dentro una logica di progettazione curriculare, perché è proprio in questa prospettiva - da circa due decenni fatta propria dalle riforme scolastiche - che i saperi  trasmessi dalla scuola nell'ambito dell'insegnamento disciplinare (si pensi al sistema delle cattedre e degli stessi libri di testo) sfuggono dalla logica enciclopedica e frammentaria delle conoscenze disciplinari. Infatti, nella definizione sopra riportata, la disciplina viene rappresentata come uno  strumento di investigazione della realtà e non di una sua riproposizione astratta da trasmettere alle nuove generazioni.

 

La musica: disciplina dall’elevato potenziale educativo e formativo di Giovanna Facilla

La musica merita di essere la seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole del mondo”. È un aforisma scaturito dalla penna di Paul Carvel che dà conto dell’importanza della musica nel curricolo scolastico e la sdogana dal luogo comune di “disciplina minore”.

La musica è disciplina dall’elevato valore educativo e formativo.  È un linguaggio universale, componente dell’esperienza umana, disciplina fondamentale per la realizzazione di percorsi di conoscenza, espressione, comunicazione e consapevolezza culturale. Del valore della musica nella scuola, ci si resoconto in Italia nel 1979, quando, con gran ritardo rispetto ad altri Paesi europei, essa entrò a far parte dei programmi scolastici della scuola media come “educazione musicale”, obbligatoria per due ore settimanali. Nello stesso anno, nello stesso segmento scolastico, si istituiva la sperimentazione dell’insegnamento  dello strumento musicale, che cessava dopo venti anni, con i corsi ad indirizzo musicale.

 

Dell’educazione come prassi di giustizia di Antonio Vernacotola e Gualtieri D’Ocre

L’opera di Gennaro Puritano Buongiorno, Prof! Confessioni di un insegnante alla prova (Milano, Ipoc, 2014) sembra inserirsi, ad una prima analisi, nel vasto filone della narrativa autobiografica, ritrovando tanto la sua cifra stilistica quanto la propria specifica dimensione nell’humus neorealista del Corrado Alvaro di Vent’anni o, ancor più decisamente, del Marcello D’Orta di Io speriamo che me la cavo. E in effetti, si avvertono nel libro del Puritano la profondità di analisi, il taglio di denuncia e la spinta propositiva che contraddistinguono, nel complesso, questo particolare indirizzo letterario.

 

Le discipline fra Programmi e Indicazioni di Gianni Balduzzi

I Programmi

Per comprendere il senso e l’importanza delle discipline nei processi d’insegnamento e di apprendimento l’atteggiamento più logico è prestare attenzione ai programmi, che si presentano con una chiara specificità nei vari ordini e gradi di scuola. Nella scuola secondaria superiore, infatti, alcune discipline disegnano la piattaforma comune per tutti gli studenti, altre sono riconducibili alla specificità dei percorsi di formazione e agli obiettivi del corso di studi. Qui, il loro rapporto con i processi d’insegnamento/apprendimento si presenta con caratteristiche legate all’età,ai contenuti delle materie e alle competenze da sviluppare.

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Anno nuovo, scuola nuova? Per certi aspetti, verrebbe proprio di augurare un anno scolastico all’insegna di tante novità che garantiscano a tutti gli attori del mondo dell’istruzione quella serenità adeguata per poter lavorare efficacemente con gli studenti. Poi incontri gli insegnanti, ascolti i genitori, rubi spunti agli alunni e ti rendi conto che il mondo reale è diverso, perché catapulta tutti tra i banchi con la nostalgia di un’estate troppo rapida e l’entusiasmo per nuove avventure. Così, le pratiche quotidiane riprendono tra consigli, dipartimenti, programmazioni, assegnazioni, classi, compiti, lezioni. E torna lei: inesorabile e spietata, rifà capolino la valutazione.

Inesorabile e spietata? Forse. O, forse, anche possibile mezzo di crescita e stimolo. Quali sono, dunque, gli elementi che possono porre tale strumento tra quelli utili o, al contrario, pericolosi per la crescita degli studenti? Riteniamo che, per rispondere a tale quesito, sia utile recuperare il senso della valutazione stessa, che non rappresenta soltanto un modo per rilevare in un dato momento quali siano le conoscenze che lo studente ha acquisito o le competenze che ha maturato. Essa, infatti, è un processo più profondo che entra a pieno titolo nell’esperienza di apprendimento e che interviene anche nella delicata dinamica di costruzione del senso che lo studente ha di se stesso. In altre parole, nel momento in cui assegniamo un voto ad uno studente o certifichiamo le sue competenze, nella modalità in cui poniamo le prove e comunichiamo con l’allievo, è molto probabile che impattiamo sulla sua modalità di percepirsi. Infatti, solitamente, un conto è ricevere un voto alto e un conto è riceverne uno basso, un conto è cogliere la possibilità che la valutazione può cambiare e un conto è considerarla come stabile per sempre, un conto è ricevere considerazioni sulla propria performance ed un conto è riceverne sulla propria persona.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Storie di mani  di Laura Rossi e Alessia Sansoni

Senza il casuale, non possono esservi cose nuove (Gregory Bateson)

«Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti»così recita uno dei 169 traguardi di AGENDA 2030. Un documento redatto dall'ONU che propone un programma d'azione in 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile del Pianeta.

L’obiettivo che più direttamente coinvolge la scuola è il n. 4 che è quello di «Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti»; sollecitazioni che sono state riprese anche nel nuovo documento redatto dal Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione “Indicazioni Nazionali e nuovi scenari”.

 

La componente educativa delle attività nella scuola dell’infanzia: principi e criteri di base di Giada Iannuzzi

Gli interessi e l’attenzione

Le numerose attività quotidiane, nella scuola dell’infanzia, non sempre partono da interessi vivi e presenti, anchedi breve durata, destinati a tradursi, nel tempo, in motivazioni più consistenti e durature attraverso percorsi educativi adeguati, e, di conseguenza, non sempre riescono a coinvolgere, in maniera valida, gli alunni sul piano emotivo e mentale, a impegnare la loro attenzione, gradualmente, in maniera sempre più intensa e per un tempo sempre più lungo.

All’età di tre anni il bambino presenta una limitata capacità di concentrazione e di riflessione, passa facilmente da un’attività a un’altra e da un interesse a un altro, in tanti casi si tratta di curiosità superficiali e passeggere, cambia facilmente gruppo e amicizie, dimostra poca stabilità mentale e operativa. Le sue attività si presentano alquanto“indifferenziate e aspecifiche” (1), non sono ben definite, non hanno assunto ancora una loro specificità e un loro volto, si confondono e si mescolano tra loro. Le relazioni con i compagni, di solito, sono molto fragili, possono variare anche in periodi molto brevi. Eventuali interventi impositivi, regolativi, a volte repressivi e sanzionatori, intesi a dare maggiore stabilità all’impegno scolastico del bambino, come accade in tante circostanze, non sempre sono un rimedio efficace, non sempre risolvono il problema.Al contrario, “differenziazione e specificità precoci producono inevitabilmente processi di semplificazione e d'impoverimento” (2).

 

SCUOLA PRIMARIA

Tell me a tale. Quando Alice entra in classe di Rita Quinzio

La competenza comunicativa, in qualsiasi lingua, si mobilita partendo dalle quattro abilità linguistiche (four skills): “il parlare, in senso stretto, cioè usare le parole con la voce, l’ascoltare (e capire) le parole dette da altri, il leggere (e capire) le parole scritte” [T. De Mauro, 1998].

Delle quattro abilità l’espressione scritta è probabilmente l’abilità più difficile da insegnare perché è la forma più complessa di comunicazione; necessita di una gradualità e richiede tempi distesi e una messa a punto di strategie e attività diversificate in base ai prerequisiti e alle conoscenze degli allievi. Per il Common European Framework of Reference le abilità linguistiche si attivano nella competenza comunicativa secondo lo schema:

ricezione  mediazione   produzione  interazione.

 

Per una gestione efficace della classe di Monica Piolante

L'argomento enunciato  nel titolo impone un chiarimento perché il termine “gestione” è tipico  di un modello  scolastico  che la pedagogia  da tempo ritiene  superato, ma la prassi  scolastica  è ben lontana dall'essere in linea  con esso. La “gestione” di un problema non dovrebbe  essere  equivalente  ad una imposizione dall'alto, soprattutto  quando  il problema  stesso è tutt'uno con la persona  che il modello  di scuola  inclusivo sotteso  a tutta la nostra legislazione scolastica ha messo al primo posto dell'attenzione pedagogica.

L'espressione “gestione della classe”, secondo la vigente normativa, è a mio giudizio  impropria, perché presuppone  l'uguaglianza dei membri che la compongono. Se partiamo dal presupposto  che una classe  non è una realtà  omogenea (i soldatini a cui fa  riferimento Pennac diventano  un esempio  ormai desueto  per esprimere l'identità di una classe),  ma una realtà eterogenea, costituita per  natura da un insieme di persone tra loro diverse e portatrici di bisogni differenziati e strettamente  “unici”, allora possiamo comprendere che, a monte del problema della gestione  di quell'insieme eterogeneo  che è la classe, c'é sostanzialmente  un atto  “rivoluzionario”, che in molti casi è difficile da accettare, ma  che è un dato di fatto.

 

Insegnare: un dialogo costante all’interno del curricolo di Emanuela Cren

Essere docenti oggi è davvero una sfida. La scuola, infatti, rappresentando un tempo formativo importante e dilatato, sa bene che serve padroneggiare saperi per possedere ed esercitare le capacità di analizzare, comprendere ed infine scegliere, ovvero attrezzare l’individuo di una forma mentis in grado di reggere e sostenere il cambiamento. Si tratta di un obiettivo a lungo termine che trova espressione nel concetto di Lifelong Learning, le cui radici, però, si rinvengono già nella scuola dell’infanzia e primaria. Si tratta di un obiettivo che trova nella “continuità curricolare” la sintesi della sua complessità e nel concetto di verticalizzazione, la sua espressione a lungo termine, superando i confini dell’istruzione formalizzata.

Possiamo sostenere che quanto scritto è scollegato dalla fase dell’istruzione obbligatoria o, in virtù dello sviluppo di facoltà ed abilità traducibili poi in conoscenze e competenze, ne vediamo la potenziale crescita a spirale?

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Aver ragione è ancora un’arte? Dialettica e argomentazione in Schopenhauer di Elisabetta Imperato

L’arte di ottenere ragione

In relazione alle lezioni magistrali del festival di filosofia, sul tema “verità”, credo sia utile, a scopi didattici, riprendere uno scritto di Schopenhauer sull’arte di avere ragione. Nell’età dei social networke delle fake news è bene proporre agli studenti un’analisi che possa fornire una difesa rispetto alle false notizie che imperversano ovunque.

Intorno al 1830-31, Schopenhauer scrive un breve trattato, apparso in Italia nel 1991 con il titolo L’arte di ottenere ragione (Adelphi 1991). Nel testo il filosofo si occupa della dialettica e ci introduce in uno dei tanti usi al quale storicamente il termine rimanda, collegandolo al contesto antico della gara e della disputa. La dialettica in Schopenhauer si identifica con l’eristica. Il filosofo la riferisce ad una dimensione di tipo agonistico, incurante del valore di verità del linguaggio e attenta ai trucchi e agli artifici logico-linguistici utilizzabili nelle dispute. Questi ultimi vengono individuati e formalizzati in 38 stratagemmi. Dopo aver dato una definizione dell’arte di disputare in modo da ottenere ragione con mezzi leciti e illeciti, l’autore distingue tra la verità oggettiva di una proposizione e la validità della stessa nell’approvazione dei contendenti; collega poi la dialettica alla seconda, riconducendone l’origine alla naturale slealtà del genere umano.  
 

Il lessico: una sfida per tutti gli insegnanti di Loredana De Simone

Molti studiosi ritengono che l’acquisizione lessicale sia di natura processuale e che, a differenza della sintassi e della fonologia, il cui possesso si stabilizza ad un certo livello della  crescita e della formazione, la conoscenza delle parole e del loro significato è un processo permanente nel corso della vita di ogni individuo. Questo è avvalorato dal fatto che il lessico stesso è in continua evoluzione e trasformazione e che cambia di generazione in generazione, in relazione anche all’evoluzione scientifico-culturale di una società.

Tutti i docenti di tutti gli ordini di scuola dovrebbero perseguire la competenza lessicale che si caratterizza per l’ampiezza del lessico compreso e usato, ma anche svilupparne la padronanza nell’uso, nonché il suo arricchimento. In tal senso, l’uso del lessico è strettamente connesso allo sviluppo di conoscenze e di capacità di selezione, di rispondenza alle situazioni e di adeguatezza ai contesti, ma è anche  in relazione all’apprendimento  delle discipline e cambia in relazione  ai destinatari, alle situazioni comunicative e  ai mezzi che vengono utilizzati nell’espressione orale e scritta.

 

Un esempio di potenziamento delle competenze in due discipline mediante metodologia CLIL di Marco Pellizzoni

Introduzione

Presso un Istituto di Istruzione Superiore della provincia di Brescia, nell'ambito del settore tecnologico e della disciplina di Estimo, dell'Indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio è stata progettata una unità di apprendimento organizzata  mediante metodologia del Content and Language Integrated Learning (CLIL), ai fini dell'innovazione curricolare. La medesima è stata realizzata con lo scopo di sollecitare nei discenti competenze non solo disciplinari ma anche progettuali, collaborative e cooperative volte alla creazione di un prodotto innovativo, rappresentato da una piccola dispensa digitale, riferito ad un contesto professionale reale. Mediante questo prodotto sono state effettuate riflessioni in lingua veicolare inglese, necessarie per cogliere le principali differenze tra l'estimo tradizionale, presente sul libro di testo in adozione e quello internazionale.

Il materiale prodotto è da ritenersi complementare al classico libro di testo, rappresentando di fatto una risorsa necessaria per approfondire una specifica tematica  i cui contenuti, essendo in costante evoluzione, non possono essere presenti sui tradizionali libri di testo. Questa attività ha permesso di potenziare non solo le competenze disciplinari ma anche perseguire la competenza chiave “Comunicare in una lingua straniera”, classificata come seconda tra le otto competenze per l'apprendimento permanente (2009/962/CE). Questa, per l'importanza strategica che riveste nelle prossime indagini nazionali (prove INVALSI) previste anche nel quinto anno, è stata inserita come prioritaria in alcuni documenti vitali per il funzionamento dell'Istituto (Piano di miglioramento, Rapporto di autovalutazione,

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

L’attualità del pensiero filosofico e pedagogico di Jacques Maritain di fronte ai problemi del nostro tempo di Nicola Serio

Molti sono stati negli ultimi decenni gli studi sulla vasta produzione filosofica e pedagogica di J. Maritain, tra questi quelli di Piero Viotto, pedagogista e studioso di problemi educativi, scomparso lo scorso anno.

Sul piano della riflessione filosofica, occorre far riferimento ai contributi di Umanesimo integrale; L’educazione della persona; Scienza e saggezza; La persona umana e il bene comune;Elogio della democrazia e L’uomo e lo Stato.

* Crisi della modernità:Maritain individua come motivi dominanti della crisi l’antropocentrismo immanentista e il prevalere della scienza sulla saggezza: nel primo, il motivo scaturente nasce dalla credenza che«per riconoscere all’uomo una personalità completa ed autonoma è necessario eliminare dalla sua vita la presenza dell’Assoluto»,presenza che costituirebbe un limite alla sovranità e all’autonomia dell’uomo;nel secondo, ilprevalere della scienza sulla saggezza, della tecnica sulla cultura, della volontà sulla intelligenza, dell’azione sulla contemplazione, ha determinato una crisi della“coscienza metafisica”, una sfiducia, cioè, nella ragione e nell’intelligenza dell’uomo. È unrovesciamento di valori: l’uomo si pone come fine assoluto e nega Dio per fondare unumanesimo naturalista, in cui la vita dell’uomo si riduce a puro elemento naturale; l’uomo senza Dio finisce schiavo della sua opera; si crede solo nella tecnica e a questa egli viene asservito. Si è smarrito in pratica “il senso dell’essere”, lanatura determina tutta la vita umana, le sue origini, il suo fine, il suo sviluppo,la sua organizzazione.

 

Le Parole della Scuola

Ambiente di apprendimento di Luciano Lelli

Inizio questa nuova rubrica della rivista riflettendo su una parola (linguisticamente una locuzione) da qualche tempo oggetto di intensa attenzione in campo scolastico, “ambiente di apprendimento”.

In senso generale esso è ogni luogo, opportunità, circostanza, rete di rapporti, strumentazione comunicativa in cui ciascuna persona è implicata, in tutto l’arco della vita. Quindi, la pluralità (come si vedrà a seguire) degli ambienti di apprendimento è coessenziale, sul piano formativo, all’esistenza stessa di ciascuno. Però, è soprattutto nell’età dello sviluppo iniziale che gli ambienti di apprendimento esplicano con la massima incisività la loro funzione educativa.

Il concetto qui discusso, sempre in qualche modo presente nella consapevolezza degli operatori scolastici, denota di sé un testo di grande rilevanza culturale e didattica, i Programmi 1985 per la scuola primaria, ove con molta pertinenza è specificato che detta scuola per esercitare al meglio la sua funzione deve agire come “ambiente educativo di apprendimento”.

 

Scuole che INNOVANO

Comprensivi per davvero... una storia di vera innovazione! di Ivana Summa

In una fase storica del nostro paese in cui gli eventi e gli avvenimenti  vengono posti all'attenzione mediatica e consumati nel giro di qualche giorno, è molto raro che una notizia che riguarda la  scuola sfugga a questa logica. Infatti, si parla dei tanti problemi emergenziali, ma non si  raccontano le tante innovazioni che  nelle scuole si realizzano un anno dopo l'altro e che, tutt'al più, trovano un po' di spazio  nella stampa locale. E così, come d'autunno cadono le foglie  e ciò non fa notizia, ci sono alcuni luoghi del nostro paese che iniziano una nuova stagione in modo diverso dagli anni precedenti, accogliendo sfide che le scuole  debbono sforzarsi di vincere perché - come si sul dire - ci hanno messo la faccia. Senza rumore, ma con tanta passione.

 

Arte Musica e Spettacolo

Personal Shopper di Olivier Assayas di Vincenzo Palermo

Il regista francese Olivier Assayas nei suoi lavori più dichiaratamente anarchici, modulati sulle alte frequenze del rock o sull’evocazione di fantasmi interiori, non ha mai nascosto l’urgente volontà di riflettere sul contrasto sociale inteso come ribellione del “nuovo” nei confronti di un “vecchio” che fatica ad arrendersi e a declinarsi in forme diverse: che sia l’adolescenza inquieta narrata nella parabola post-sessantottina Après Mai contro la morale costituita o lo scontro generazionale tra due donne in Clouds of Sils Maria, si tratta sempre e comunque di una collisione tra mondi diversi che faticano ad armonizzarsi tra loro.

 

 

Legislazione e normativa scolastica

L’informativa sul trattamento dei dati personali a scuoladi Anna Armone

L’informativa costituisce una fase cruciale del trattamento, anche se preliminare allo stesso.

L’informativa consente all’interessato di venire a conoscenza del trattamento dei dati che  lo riguardano, dei fini perseguiti attraverso il trattamento, delle modalità del trattamento e di tutte le altre informazioni, di far acquisire una consapevolezza piena sui propri diritti, le libertà fondamentali e la dignità personale, da proteggere in modo effettivo anche attraverso i mezzi di tutela previsti a suo favore.

 

Un libro al mese

Edgar Morin, INSEGNARE A VIVERE di Rosanna Rinaldi

Necessità di cambiamento

“Tutto ciò che non si rigenera degenera”. Questa affermazione, pronunciata da Edgar Morin al Convegno dell’Unesco nel luglio del 2001, può rappresentare il leit motiv  del libro “Insegnare a vivere – Manifesto per cambiare l’educazione”.

Metamorfosi

In tutto il volume l’autore esorta da diversi punti di vista ad avere il coraggio di cambiare il sistema di formazione dei giovani a scuola: alla fine del testo definisce il cambiamento più di una riforma e più ricco di una rivoluzione, vale a dire una “metamorfosi” con la volontà di portare a compimento la missione storica di indurre negli individui lo sviluppo delle interdipendenti abilità del saper vivere, pensare, agire nel ventunesimo secolo.

 

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo