Ultime notizie

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Dall’insegnamento agli apprendimenti: le tecnologie al servizio della didattica

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Smartphone, tablet, dispositivi elettronici vari: benvenuti a scuola o da espellere? di Luciano Lelli

Le Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione a supporto della didattica di Feldia Loperfido e

Giuseppe Ritella

E-Learning nella formazione dei docenti

di Carmelina Maurizio

Piani di lavoro, progettazione educativo-didattica e curricolo. Linee di sviluppo di Nicola Serio

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

Fare l’insegnante in carcere di Lia Pensabene

Istruzione e formazione professionale: un’occasione mancata? di Gian Carlo Sacchi

La creatività digitale… leva strategica per il miglioramento del successo formativo di Caterina Bagnardi

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Parliamo di noi: femmine e maschi di Nicoletta Calzolari

 

 

SCUOLA PRIMARIA

Insegnare a Sognare di Rita Quinzio

Leggere e scrivere al tempo del web di Gheti Valente

Tecnologie interattive e soluzione di problemi: la didattica del fare di Emanuela Cren

 

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Placetelling e Storytelling di Vincenzo Palermo

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Il digitale a scuola, facciamo il punto. L’Europa ci guarda di Anna Alemanno

L’e-learning per un apprendimento significativo di Loredana De Simone

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Migranti: apprendimento della lingua e cultura italiana e integrazione di Lorella Tomirotti

 

 

Rubriche

 

Maestri del PASSATO che parlano al PRESENTE

La lezione di Sant’Agostino di Loredana De Simone

 

Le Parole della Scuola

Competenze di Ivana Summa

 

Scuole che innovano

Un’innovazione didattica nel nuovo ordinamento “Web Community” di un Istituto di Istruzione Superiore di Serena Selvaggia Pezone e Domenico Consoli

 

Legislazione e normativa scolastica

Il valore delle norme interne all’istituzione scolasticadi Anna Armone

 

Un LIBRO al mese

Da Le linee rosse e Quando inizia la nostra storia: quali stimoli per l’insegnamento/apprendimento? di Flavia Marostica

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di  Ivana Summa  Direttore  responsabile

Dall’insegnamento agli apprendimenti: le tecnologie al servizio della didattica

Il tema che in questo numero della rivista è fatto oggetto di attenzione riguarda l’utilizzo delle tecnologie nelle attività didattiche che vengono praticate nelle nostre scuole. Ovviamente, ciascuno di noi è libero di essere favorevole o contrario all’utilizzo didattico delle tecnologie ma, in ogni caso, è preliminare il considerare che sia l’una che l’altra posizione, se estremizzata, è sbagliata.

Da un lato, infatti, non si può ignorare il fatto che la storia dell’umanità è anche storia delle tecnologie e che queste hanno un potere di cui non sempre si comprende la portata, anche se la storia dell’uomo potrebbe essere scritta come storia di “epoche tecnologiche”. E così, fino a qualche decennio fa, educare voleva dire trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di saperi che l’umanità aveva costruito nei secoli, perché si riteneva utile per essere in grado di affrontare, da adulti, i problemi. Come è facile intuire - ma, forse, non si riflette mai abbastanza su questo aspetto - alla base di questa funzione sociale affidata ai sistemi scolastici c’è la certezza (infondata!) che i problemi del futuro saranno molto simili a quelli che le generazioni precedenti hanno già risolto. Insomma,per la scuola è sufficiente la “trasmissione” di saperi codificati in modo immutabile.

Come sempre accade, quando si verifica un avvicendamento politico, la scuola viene chiamata in ballo con promesse salvifiche. Non è sfuggito alla regola neanche il neoeletto segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che, domenica, all’Assemblea Nazionale, nel discorso che celebrava la cerimonia di investitura ha richiamato l’attenzione su due leggi da proporre subito: “quota 10” e istruzione pubblica, che non ha esitato a definire come “architrave di un’ampia operazione di crescita”.

L’istruzione pubblica, ha precisato, deve essere oggetto di “scelte radicali a cominciare dalla prossima legge di bilancio; per chiedere l’aumento dei salari a tutti i maestri e le maestre e l’apertura a tempo pieno delle scuole del Paese”.

Il Ministro Marco Bussetti ha firmato il decreto di adozione del nuovo “Sistema di misurazione e valutazione della performance” del Miur, in vigore già a partire da quest’anno, al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti dal Ministero ai cittadini e far crescere le competenze professionali del personale attraverso la valorizzazione del merito.

Le nuove disposizioni, che sono state anche oggetto di apposito confronto con le organizzazioni sindacali, si sono rese necessarie per aggiornano il sistema di valutazione del Miur alla luce delle recenti modifiche normative intervenute sul decreto legislativo 150 del 2009 in materia di riforma della Pubblica Amministrazione. Alla loro formulazione si è adoperato un tavolo tecnico predisposto ad hoc e coordinato dall’Organismo Indipendente di Valutazione della performance(OIV) scaduto da due anni e riattivato dal Ministro Bussetti. Le novità relative al Sistema di misurazione e valutazione della performance.

Per Bussetti “Il nuovo Sistema sarà uno strumento fondato sulla profonda connessione tra programmazione, obiettivi, risorse, attività e risultati del Miur. Vogliamo che il nostro Ministero funzioni sempre meglio, che sia sempre più efficiente e offra servizi di qualità ai cittadini, a partire dai suoi numerosissimi dipendenti”.

In forza di questo testo, precisa il Ministro, “riduciamo fortemente gli spazi di discrezionalità– e introduciamo criteri e parametri di misurazione e valutazione più oggettivi. Il nuovo Sistema ci consentirà di avere maggiore trasparenza all’esterno e allo stesso tempo di gestire meglio il lavoro all’interno dei nostri uffici: ci permetterà di monitorare la nostra azione, di correggere il tiro in caso di bisogno e di valorizzare il lavoro del personale del Ministero”.

Tra le novità introdotte si evidenzia l’eliminazione del meccanismo dell’autovalutazione della performance della macchina organizzativa e amministrava del Miur, che avverràseguito di un processo di valutazione precisamente scandito nelle fasi e nei tempi, sulla base di criteri più oggettivi, e che coinvolgerà figure dirigenziali e non, quindi affidando con chiarezza con chiarezza ruoli specifici ai principali attori che sono parte del ciclo della performance e riconoscendo il contributo dato da ciascun dipendente in relazione al diretto grado di responsabilità.

La valutazione comprenderà le attività degli enti vigilati o partecipati dal Ministero e rivolgerà particolare attenzione anche al parere dei cittadini e degli utenti esterni, attraverso questionari einiziative dedicate).Riguardo alla valutazione dei singoli dipendenti si prevedono procedure di conciliazione in caso di disaccordo sul giudizio finale.

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  del 15 marzo il calendario della prova preselettiva del concorso per diventare DSGA. 

La prova preselettiva del concorso pubblico, per esami e titoli, a 2004 posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi, si svolgerà l’11, il 12 e il 13 giugno 2019.

La banca dati dei 4000 quesiti da cui verranno estratti i test oggetto della prova preselettiva saranno pubblicati almeno 20 giorni prima rispetto alle date su indicate, sul sito del MIUR. L’elenco delle sedi con la loro esatta ubicazione, l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti sulla base della Regione per la quale hanno presentato la domanda di partecipazione, l’orario di svolgimento e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicate almeno quindici giorni prima della data di svolgimento della prova tramite un avviso che verrà pubblicato sul sito del MIUR e degli USR competenti.

PREPARATI CON NOI ALLA PROVA DI PRESELEZIONE! SCARICA IL PROGRAMMA!

Governo e Camera dei Deputati hanno approvato la mozione che impegna il Governo ad adottare iniziative per introdurre progressivamente e gradualmente, entro il 2022, nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione lo studio del pensiero computazionale e del Coding nell’ambito del curricolo digitale obbligatorio, in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo.

La prima firmataria della mozione, n. 1-00117, è l’On. Aprea (capogruppo F.I. della Commissione Cultura)  che, dopo aver espresso grande soddisfazione per l’approvazione, ha spiegato: “Governare con scelte pubbliche le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale con tempestività e lungimiranza richiede, prima di tutto, l’introduzione dell’insegnamento del Coding sin dalla scuola dell’infanzia e primaria per favorire la formazione del pensiero computazionale, la creatività digitale, e più generalmente, la cittadinanza digitale. Intelligenza artificiale, robotica e biotecnologia, costituiscono i nuovi campi da sviluppare per favorire una nuova era del lavoro, migliorare anziché sostituire le condizioni e le opportunità del lavoro. Per questo, il Coding, la programmazione informatica, deve essere considerata come la quarta abilità di base per le nuove generazioni di studenti, insieme al leggere, allo scrivere e al far di conto.

“L’Italia presenta un elevato indice di rischio di cambiamento pari al 35,5 per cento dei lavori attuali, al di sopra della media internazionale. Se ignoriamo queste trasformazioni e non interveniamo per alfabetizzare le nuove generazioni ai linguaggi delle nuove tecnologie si allargheranno le lacune di competenze, si creeranno nuovi e maggiori diseguaglianze e polarizzazioni”.

Per raggiungere entro il 2022 questo obiettivo al Governo si chiede di rispettare i seguenti impegni:

– a considerare lo studio del « coding» e la dotazione nelle classi degli strumenti tecnologici a tal fine necessari come nuovi aspetti degli ambienti per l’apprendimento in sostituzione degli arredi tradizionali, quali le lavagne di ardesia e la tradizionale organizzazione degli spazi con banchi e sedie non modulabili;

– a valutare, di conseguenza, la dotazione di strumenti hardware avanzati quali componente essenziale dei nuovi ambienti di apprendimento;

– ad adottare misure affinché gli edifici scolastici di nuova costruzione siano predisposti per facilitare la diffusione del coding a scuola;

– ad adottare iniziative per prevedere, a partire già dall’anno scolastico in corso, percorsi di formazione per il personale docente delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, al fine di sensibilizzarlo alle nuove metodologie didattiche digitali attraverso cui veicolare gli apprendimenti e raggiungere gli obiettivi delle indicazioni nazionali;

– a promuovere e favorire iniziative volte all’alfabetizzazione e allo sviluppo dell’apprendimento del « coding» nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Con largo anticipo rispetto al passato, anche in considerazione delle novità che entrano in vigore per effetto del decreto legislativo 62 del 2017, è disponibile sul sito del MIUR l’ordinanza ministeriale relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione. Il documento guiderà presidenti, commissari e docenti nelle tappe di avvicinamento alle prove di giugno e nello svolgimento delle stesse. “Con l’ordinanza – spiega il Ministro Bussetti - offriamo un quadro chiaro delle norme e delle diverse tappe dell’Esame. Nelle prossime settimane andremo avanti con le simulazioni della prima e della seconda prova che abbiamo voluto per consentire a insegnanti e studenti di ‘testare’ i nuovi scritti previsti dal decreto 62 del 2017. Proseguiremo anche gli incontri sui territori con docenti e ragazzi”.

I contenuti dell’O.M.

- Entro il prossimo 15 maggio ogni consiglio di classe elaborerà un documento che espliciterà “i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo” seguito dagli studenti e anche “i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti”. Il documento illustrerà, poi, le attività, i percorsi e i progetti eventualmente svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione” ai fini della prova orale. I commissari condurranno il colloquio tenendo infatti conto di quanto previsto dal documento elaborato dai docenti della classe.

- La prima riunione plenaria delle commissioni si terrà il prossimo 17 giugno alle 8.30. La prima prova, italiano, è calendarizzata per il 19 giugno, alle 8.30. il giorno dopo, giovedì 20 giugno, sempre alle 8.30, ci sarà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. L’ordinanza individua anche le date per le eventuali prove suppletive.

- Una specifica sezione del documento è destinata alla prova orale: le commissioni dovranno dedicare un’apposita sessione di lavoro alla sua preparazione. Il colloquio prenderà il via da materiali predisposti dalla commissione (testi, documenti, esperienze, progetti, problemi) e che servirà a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi caratteristici delle singole discipline e la capacità del candidato di utilizzare le proprie conoscenze e di metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale. I materiali, precisa l’ordinanza, costituiranno solo uno spunto di avvio del colloquio che si svilupperà poi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare, per fare emergere al meglio il percorso fatto da ciascuno studente. Nella predisposizione di questi materiali di partenza la commissione terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento prodotto a maggio da ciascun consiglio di classe.

- Per garantire a tutti i candidati trasparenza e pari opportunità, la commissione predisporrà, per ogni classe, un numero di buste con i materiali di avvio del colloquio pari al numero dei candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare anche all’ultimo candidato di esercitare la facoltà di scelta fra tre buste. Il giorno del colloquio, infatti, il presidente di commissione preleverà in modo casuale tre buste alla presenza di ciascun candidato e le sottoporrà a quest’ultimo che ne sceglierà una. I materiali delle buste già scelte dai candidati non potranno essere riproposti in successivi colloqui.

Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.

In allegato, l’ordinanza completa.

O.M. n°205

Infografica tappe Maturità 2019

EDITORIALE  di Vittorio Venuti - Cambia l’Esame di Stato, ma il sistema non cambia!

In quest’ultimo periodo, anche in coincidenza con gli scrutini quadrimestrali e con l’approssimarsi della conclusione dell’anno scolastico, come ricorre ormai da anni,è tornato ad accendersi il dibattito sulla funzione della bocciatura e sull’utilità di ripetere l’anno scolastico. Questione che riemerge puntualmente ma che continua a non trovare riscontro negli alti vertici, che preferiscono impegnarsi in interventi di facciata più che non di sostanza. Non sfugge a questa logica neanche l’operazione di restyling dell’esame di maturità, intervenuto in corso d’anno scolastico e, quindi, già solo per questo foriero di malumori non solo tra gli studenti.

Immaginiamo che anche la frequenza scolastica comporti una sorta di contratto tra scuola, studenti e genitori e che qualsiasi modifica si voglia apportare debba essere spiegata nelle premesse e nelle intenzioni, motivata e giustificata certamente non da discutibili scelte di parte. Soprattutto occorrerebbe che le modifiche introdotte rientrassero in una visione riformatrice del sistema d’istruzione, e non adombrassero Il sospetto che si tratti di ripicche ideologiche.

Certamente, quello delle bocciature è un problema serio, che non trova alcuna giustificazione valida nell’ambito della scuola dell’obbligo e che, anche per gli anni successivi non è indenne da critiche, non tanto o non solo perché si configura in termine di punizione, ma soprattutto perché espressione di un sistema che dalla legge Casati (1859) ad oggi non è riuscito a modificarsi sostanzialmente!

Argomenti:

Giacomo Mondelli - Una Proposta di Atto di Indirizzo: l’Articolazione degli Indirizzi Generali per l’azione formativa

Maria Rosaria Tosiani - I nuovi adempimenti per le istituzioni scolastiche in materia pensionistica

Raffaella Scibi - Reddito di cittadinanza

Antonio Di Lello - Congedo straordinario retribuito

Maria Rosaria Tosiani - La gestione del fondo minute spese. Le novità del nuovo regolamento di contabilità

Filippo Sturaro - Diventare insegnante di sostegno. Corsi di specializzazione al via!

Silvia Giannone - Le occupazioni studentesche: quando sfociano in violenza privata e interruzione di pubblico servizio

Angelo Muratore - Volontarietà dei contributi scolastici e loro detraibilità/deducibilità

Luciana Petrucci Ciaschini - Riscatto laurea. Le novità del D.L. del 17/01/2019

Sandro Valente - Per il personale ATA il nuovo contratto prevede la determinazione concordata della sanzione

 

Notizie:

Alternanza Scuola-Lavoro: si cambia

Personale cessato dal servizio dal 02/01/2016 in poi: applicazione CCNL 19/4/2018 - Luciana Petrucci Ciaschini

Rubriche:

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Per la Corte di Giustizia Europea va applicata la parità di trattamento tra lavoratori precari e non

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

Le reciproche aspettative come presupposto alla realizzazione del benessere organizzativo

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Editoriale: Vittorio Venuti  - Cambia l’Esame di Stato, ma il sistema non cambia!

Francesco G. Nuzzaci - Sull’autonomia differenziata in materia d’istruzione

Michela Lella - In cerca di credibilità

Damiano Verda - Riforme educative: l’agenda Macron

Antonio Di Lello - Il nuovo Esame di Stato del 2° ciclo. Cosa cambia da quest’anno (Prima parte)

Maria Torelli - Didattica per competenze e nuovo esame di stato: aspettando le simulazioni della seconda prova scritta

Anna Armone - La responsabilità in vigilando del dirigente scolastico sull’ esercizio dell’azione amministrativa

Gian Carlo Sacchi - Istruzione e formazione professionale: un’occasione mancata?

Loredana Garritano - Gli alunni con cittadinanza non italiana e le buone pratiche di una scuola per tutti

Maria Rosaria Tosiani - Pensioni scuola a.s. 2019/2020

 

Rubriche:

I CASI DELLA SCUOLA ...  a cura di Antonio Di Lello

Indennità funzioni superiori - Riconoscimento del diritto al compenso

 

LA SCUOLA IN EUROPA … a cura di Mario Di Mauro

Scuola di ieri, scuola di oggi nella ex-Jugoslavia

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE … a cura di Vittorio Venuti

Concorso dirigenti All’orale cadono le maschere ovvero:  come ci si presenta al colloquio orale?

FARE L'insegnante n.3/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Il team teaching: dimensione razionale e dimensione emozionale

La storia della dimensione gruppale della funzione docente ha inizio con i decreti delegati del 1974 che, come è noto, istituiscono il Collegio dei docenti e i Consigli di classe, interclasse e intersezione. È una innovazione straordinaria che si spiega se si considera attentamente il clima culturale, sociale e politico dell'epoca. Oggi, dopo più di quarant'anni, ne conosciamo gli esiti, anche alla luce dell'attribuzione dell'autonomia agli istituti scolastici e, ovviamente, ciò che si è  concretizzato a partire dal dettato normativo è di fatti qualcosa di molto diverso da ciò che prevedeva il legislatore. Infatti, oggi ci troviamo ancora  di fronte ad un docente  dal ruolo forte, unico diretto responsabile dell’azione formativa della scuola, interprete  di una libertà di insegnamento che può essere  fatta oggetto  di contestazione soltanto quando si manifesta con modalità riconducibili alla patologia e/o alla estemporaneità.

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Il Team modulare della primaria: possibile paradigma dell’insegnamento cooperativo di Filippo Cancellieri

Il dibattito sulla pluralità dei docenti è partito negli anni Settanta del secolo scorso dalla scuola elementare con la critica al  maestro tuttologo. Si metteva in evidenza, innanzi tutto, la necessità di offrire ai bambini una molteplicità di figure adulte a supporto della loro maturazione socio-affettiva che richiede relazioni e scambi ampi, ricchi, diversificati, che la maestra-chioccia non poteva più garantire.

L’argomentazione  più convincente contro il docente unico era però fondata sulla complessità dei nuovi curriculi, non più limitati al tradizionale  leggere,  scrivere e far di conto, ma con un articolato  impianto  disciplinare che presuppone la presenza di più docenti, ognuno con approfondite competenze in specifici settori del sapere.

 

Il team-teaching di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Carlo è un bambino che da poche settimane ha cominciato la scuola primaria. La scuola che adesso frequenta ha ricevuto la documentazione appropriata relativa ad una diagnosi di uno specifico BES. L’insegnante curriculare e l’insegnante di sostegno hanno visioni molto diverse rispetto al modo in cui approcciarsi al bambino. In classe, la tensione è sempre alta. L’una predilige metodi normativi orientati al raggiungimento di risultati comportamentali e cognitivi, e l’altra modalità di intervento educativo più orientate alla cura della relazione e all’integrazione nel contesto sociale della scuola. Spesso perdono il controllo e si delegittimano reciprocamente davanti ai bambini, nonostante la voglia di trattenersi per non rompere l’equilibrio della classe e per non nuocere alla formazione degli alunni.

 

L’insegnante responsabile di efficienza e di efficacia di Umberto Savini

“Non sono affatto d’accordo!”, mi disse secca e arcigna una delle due insegnanti che, insieme a me, era stata invitata a rispondere alla domanda “chi è l’insegnante oggi” e a partecipare l’opinione agli insegnanti di un Istituto comprensivo.

A dire la nostra eravamo in tre: oltre a me, dirigente scolastico, e alla contestatrice, un’altra insegnante: entrambe avevano parlato prima di me.

Una aveva caratterizzato la figura dell’insegnante proponendo un lungo elenco di comportamenti che si potrebbero definire etico-professionali (“…che sa chinarsi sui bambini - …che ricerca opportune strategie didattiche - …che prepara coscienziosamente le lezioni – che… che…che…”) mentre l’altra aveva centrato il suo discorso su categorie etico-sindacali (“niente da dire sull’elenco precedentemente proposto ma attenzione a che i comportamenti non superino limiti contrattuali garanti della dignità professionale ecc. ecc.”).

 

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

 Come sta la Buona Scuola? Analisi disincantata e modeste proposte di Luciano Lelli

La Buona Scuola oltre la “Buona Scuola”

Con la locuzione Buona Scuola non mi riferisco in questo passaggio (lo farò a seguire) al contingente significato politico della stessa, riferito alle intenzioni e alle disposizioni normative del governo presieduto da Matteo Renzi, bensì all’estensione semantica complessiva, generale e per svariati aspetti atemporale dell’espressione, animato così dal proposito di sottrarmi ad ogni tentazione di propaganda e di mistificazione che quasi inevitabilmente è sottesa alle maniere di comunicare dei politici.

Ciò doverosamente premesso, specifico subito che per la scuola il periodo corrente è di natura prevalentemente grigia. Si può dire, infatti, che per i governanti attualmente in carica la scuola non rientri nel novero degli interessi principali. Evidenzia con crudezza ciò anche la circostanza che, nel cosiddetto contratto di governo, alla scuola siano riservate poche ed evasive battute (cambio di rotta nei riguardi della “Buona Scuola”, ovviamente come configurata in termini politici, amministrativi e in senso lato culturali dal governo precedente; revisione del sistema di reclutamento dei docenti; superamento, cioè abolizione, della cosiddetta “chiamata diretta”; modifica dell’alternanza scuola-lavoro, considerata provvedimento addirittura dannoso).

 

Radiografie al sistema scolastico e formativo di Gian Carlo Sacchi

In un’epoca in cui fare formazione vuol dire essere considerati una componente dello sviluppo economico e quindi sottoposti a verifica dei risultati e giudicati sulla base della capacità di trasferire le competenze degli allievi direttamente nel mercato del lavoro, anche il nostro sistema scolastico e formativo è sotto la lente di ingrandimento. Numerose ricerche, nazionali e internazionali, negli anni hanno sfornato una enorme mole di dati, frutto di osservazioni dall’esterno e di analisi dall’interno, che vengono offerti all’opinione pubblica attraverso i media, mentre la politica alla quale sarebbero principalmente destinati manifesta un interesse piuttosto superficiale, momentaneo, presa com’è dalla routine e da emergenze di vario genere.

Si vuole puntare alla sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa ed alla competizione tra i sistemi, secondo una visione che ha prevalso nell’ultimo mezzo secolo eche vedeva nell’istruzione un ascensore sociale sempre più adeguato al progredire delle attività produttive  ed all’organizzazione della società.

 

La co-progettazione tra team teaching, multi e interdisciplinarità di Loredana De Simone

Il team, in senso lato, è un gruppo di persone che collabora sinergicamente per raggiungere in modo condiviso gli stessi obiettivi.  Nella scuola lavorare in team è un aspetto necessario e imprescindibile per realizzare un tipo di insegnamento /apprendimento efficace e, soprattutto,  fondante di  un sapere quale tessuto interdisciplinare e multi disciplinare, finalizzato alla promozione di alunni competenti. Questo, però, comporta uno sforzo notevole, in particolare nella scuola superiore dove gli  spazi  e i tempi, destinati  al confronto, alla condivisione e alla co-progettazione, sono veramente ridotti.

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Lo sfondo integratore: oltre la forma e l’apparenza,  la sostanza di Sabrina Devona

La mia riflessione nasce dal desiderio di incoraggiare ogni operatore della scuola e soprattutto me stessa e dalla convinzione che ciò che funziona bene va conservato e con la giusta manutenzione.

L'anno da poco iniziato ha riportato a scuola dei bambini nei quali l'interesse sedimentato per gli Gnomi nello scorso anno scolastico pare facilitare le attività educative e didattiche.

 

Accoglienza e allestimenti di Tìndara Rasi

La prima tappa di ogni adeguata accoglienza prevede uno screening iniziale per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro capacità iniziali, le loro skills di base e i loro talenti potenziabili. La seconda tappa imprescindibile è sempre quella di individuare spazi fisici e temporali per le attività, e di allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando a migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a casa propria (in mindfulness). Neiprimi mesi dunque, soprattutto per i piccolissimi, più che a richieste grafiche immediate o ad attività cooperative/operative, dovrebbe essere data importanza alla predisposizione di un ambiente salubre che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e lavorativi come successiva “conseguenza naturale” (Montessori) nel benessere più totale. Ma come fare?

 

 

 

SCUOLA PRIMARIA

La valutazione degli alunni nel I Ciclo d’Istruzione: le innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2017 di Monica Piolante

Il tema della valutazione è certamente uno di quelli  più scottanti  nel panorama  della scuola  italiana contemporanea. Il termine “valutazione” consiste  nell'attribuire  un valore  a qualche prodotto o alla persona  che lo ha incarnato. Infatti, valutare  comprende  da un lato  aspetti  di carattere  metodologico e dall'altro  intende sottolineare  la qualità degli esiti di una verifica  degli apprendimenti.

Ma l'aspetto più significativo della valutazione  nel I Ciclo della scuola italiana odierna è quello proposto dalle “Indicazioni Nazionali” del 2012 che all'idea  tradizionale di  valutazione intesa soprattutto in senso  selettivo, sostituisce l'idea  di una “valutazione formativa” orientata alla promozione  dello studente  e al miglioramento  complessivo  della qualità  della scuola. In tal senso nella scuola odierna  (il I Ciclo della scuola  italiana) la valutazione  è destinata  a determinare effetti  e decisioni  che riguardano  soprattutto  l'azione  dei docenti.

 

Team teaching: agire complesso, condiviso, fattibile di Emanuela Cren

La scuola primaria, si sa, rappresenta il primo anello formale di congiunzione tra le diverse fasi istituzionalizzate della scolarizzazione del bambino: lo accoglie dopo l’esperienza legata al “fare” propria della scuola dell’infanzia e lo introduce al grado successivo attraverso un percorso che prevede, tra i vari traguardi, capacità di astrazione e pensiero logico.

A declinare i percorsi necessari allo sviluppo di tutto ciò, sono i curricoli e le varie discipline, viste sia singolarmente che in correlazione. Si apre una spirale crescente in cui l’azione cardine è la progettazione di un percorso educativo-didattico spendibile all’interno di una classe che, di per sé, è un vero e proprio microcosmo (Levine, 1997), con le proprie caratteristiche, necessità ed abitudini, in cui convergono routine allo scopo di facilitare innovazioni per stimolare la crescita sia personale che del gruppo in toto. Il docente si relaziona con la diversità in tutte le sue sfaccettature, interagendo con la personalità degli

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Ricchi di parole, ricchi di pensiero di Michela Agazzani

Quanto serve conoscere le parole, avere un proprio, ben strutturato, vocabolario mentale!

La competenza lessicale aiuta nel saper parlare, scrivere, comprendere, studiare. Non solo, aiuta nel proprio saper essere, nel presentarsi agli altri e a se stessi,nel portare avanti le proprie idee. Compito fondamentale della scuola è far acquisire una sicura e ricca padronanza del lessico comune e specifico, entrando nel merito delle singole discipline, che possa strutturare, integrare, implementare il vocabolario mentale di ciascun alunno. Bisogna pensare e progettare una educazione linguistica che formi un “parlante intelligente”: il linguaggio è strettamente connesso con l’intelligenza, il suo sviluppo favorisce l’intelligenza e la potenzia. La sede del linguaggio è nel cervello come insegnano le neuroscienze.

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Un esempio di co-progettazione didattica per conseguire competenze dal profilo europeo di Marco Pellizzoni e Stefania Borra

L’interdipendenza disciplinare è cosa oramai risaputa; ciò nonostante fatica ancora a radicare nelle scuole italiane. Numerose sono le cause che minano tale processo, necessario per contrastare la separatezza disciplinare e pervenire ad una essenzializzazione dei curricula di Istituto. Il punto di partenza, probabilmente, non può rimanere quello della progettazione per competenze di carattere squisitamente disciplinare, con il proposito, in un secondo momento, di pervenire ad una progettazione transdisciplinare, concernente quindi più discipline, atta al raggiungimento di un obiettivo condiviso. A nostro avviso, il focus attentivo deve essere posto anzitutto sulle competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi (PECUP), ossia sulle competenze che gli studenti devono possedere al termine del curricolo scelto.

 

La Bellezza tra virtù e virtuale di Elisabetta Imperato

Nel mondo moderno, a partire soprattutto dal Romanticismo, l’idea della bellezza si collega spesso alla nostalgia per qualcosa che si ritiene irrimediabilmente perduto. Molti poeti individuano in questo struggente senso di perdita e di lontananza, l’essenza stessa della bellezza (quel “vago e sconvolgente oltre”). L’idea di bellezza, la sua percezione, indubbiamente si modificano nel tempo. Ma dove collocare le fratture storiche, i passaggi epocali, e in base a quali criteri? Potremmo iniziare, seguendo un percorso storico dalla bellezza greca intesa come proporzione, con l’individuare il cambio di paradigma nella filosofia di Plotino, che concepisce il bello non più come ordine e simmetria, ma come infinito, indefinito e luce. Potremmo partire dalla rivoluzione copernicana, col tentativo da parte dell’uomo, spinto nel buio di un carcere periferico, di assorbire il colpo della perduta centralità e di fare i conti con l’infinito. Potremmo iniziare il nostro viaggio seguendo i francoforte si nell’analisi di un processo di enorme rilevanza sociologica: l’avvento della società di massa che porta con sé la trasformazione del lavoro artistico e del consumo di bellezza.

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Apprendere da adulti: alcune soluzioni pratiche per un’organizzazione flessibile della didattica di Carla Deiana

1. Flessibilità e apprendimento permanente

La flessibilità secondo la definizione del dizionario è la proprietà o la caratteristica di piegarsi, modificarsi, adattarsi a situazioni o condizioni diverse. Un termine molto usato nel mondo della scuola degli ultimi venti anni, da quando il Regolamento dell’autonomia, il D.P.R. 275/99, ha legato l’autonomia scolastica al concetto di flessibilità affermando che “l'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale” (art. 3).

La dimensione della flessibilità tarda però ad affermarsi nella pratica scolastica, poiché si scontra spesso con i modelli organizzativi tradizionali, con la rigidità dei tempi, degli spazi, dell’inquadramento delle discipline e con la resistenza al cambiamento, spesso caratterizzante le pratiche quotidiane di molti docenti.

 

Rubriche

Lettera al direttore

 

Maestri del passato che parlano al presente

Il primo maestro “moderno”: Vittorino da Feltre di Gianni Balduzzi

Nella storia dell’educazione ci sono dei personaggi che conservano immutato il loro fascino, al di là del tempo e nonostante le radicali trasformazioni dei costumi e della società. Uno di questi personaggi è certamente Vittorino da Feltre, di cui sia i contemporanei, sia gli storici più recenti hanno riconosciuto l’originalità e l’importanza: “quando morì, nel 1446  ̶ scrive Bowen ̶  egli era divenuto, più di ogni altra singola figura,la personificazione del nuovo modo di concepire il maestro di scuola”1.

Da molti è considerato, infatti, un educatore geniale, il primo maestro “moderno” per cui il metodo è il suo stesso modo di vivere, che sta alla base di un rapporto maestro-scolaro impegnativo e ricco di empatia, tutto teso alla valorizzazione delle capacità individuali dei propri allievi.

Giudizi di questo genere comportano, inevitabilmente, una domanda preliminare: chi era questo Vittorino?

 

Le Parole della Scuola

Collegialità docente di Ivana Summa

Tutte le organizzazioni di lavoro, per raggiungere i propri obiettivi, si basano su una qualche forma di azione collettiva, ovvero sul fatto che tutti gli attori organizzativi, pur con compiti e ruoli diversi, collochino la loro prestazione in un sistema più ampio che rende coerente l'azione dei singoli. Oltre alla divisione/coordinamento del lavoro attraverso la modalità burocratica, fatta di rigoroso rispetto delle regole e vincoli procedurali cui corrisponde la logica del controllo, possono essere adottate altre modalità di gestione per rendere operativa l'azione collettiva ed una di queste è proprio la collegialità, intesa come un metodo di lavoro che consente la partecipazione e crea responsabilità, ma che richiede coordinamento.

 

Arte Musica e Spettacolo

Re della terra selvaggia: educare alla costruzione del sé di Vincenzo Palermo

Hushpuppy è una bambina di sei anni e vive col padre nelle paludi nel sud della Louisiana, un luogo che per gran parte dell’anno è sommerso dalle incessanti inondazioni, tanto da essere chiamato “la grande vasca”. Le continue catastrofi ambientali che si abbattono sul territorio, i grandi cicloni e gli allagamenti costanti, non fanno che complicare le condizioni di vita nelle quali sguazzano la bambina e gli abitanti del villaggio. Quando il papà, dal temperamento aggressivo e spinto a trasformare la sua unica figlia nel “re” del focolare, si ammala gravemente, Hushpuppy rimane da sola a fronteggiare un destino crudele che la spinge a dare inizio alla sua “autobiografia” immaginaria per i posteri.

 

Legislazione e normativa scolastica

Il Patto di corresponsabilità educativa. Ha valenza giuridica? di Anna Armone

La serie dei procedimenti che coinvolgono la famiglia e lo studente inizia con il momento dell’iscrizione e via di seguito con l’inserimento nella classe, la valutazione dell’apprendimento, la gestione della disciplina, della vigilanza, della sicurezza. In tutti questi procedimenti si azionano diritti dello studente e della famiglia e doveri della scuola e degli stessi studenti e famiglie. Come vedremo più avanti si tratta di una trama che supporta i comportamenti degli uni e degli altri.

L’intervento dell'allora Ministro Giannini, avente ad oggetto il Patto di corresponsabilità educativa  giunse alla fine di una sequenza di eventi ed episodi allarmanti che, già a partire dal precedente Governo, portarono l’amministrazione a puntare decisamente sull’alleanza scuola-famiglia al fine di ribadire impegni e responsabilità condividendo le regole e i percorsi di crescita dei ragazzi.

Lo strumento normativo utilizzato per modificare lo Statuto delle studentesse e degli studenti è stato il D.p.r. n. 235/2007 che ha modificato gli articoli 4 e 5 e ha introdotto l’art. 5 bis.

 

 

Un libro al mese

Ancora Edgar Morin, Conoscenza Ignoranza Mistero di Luciano Lelli

Nel n. 2 appena pubblicato della rivista, Rosanna Rinaldi ha,con specifica recensione, consigliato la lettura del saggio di Morin Insegnare a vivere –Manifesto per cambiare l’educazione. Può sembrare eccessiva la reiterazione qui del consiglio a replicare l’approccio al nonagenario studioso francese, mediante lettura del suo più recente contributo Conoscenza Ignoranza Mistero; ugualmente però formulo la raccomandazione di procedere alla ricognizione dell’opera appena menzionata, per una serie di motivi fondanti che espliciterò.

 

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