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AUGURI AL NEO MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DOTT. FIORAMONTI. 

 Nel ricordare con l'occasione, che i DSGA ff sono i direttori incaricati di cui fino ad ora si è e si sta servendo il Miur per l'esercizio della funzione medesima, si ribadisce che la categoria è normata con decretazioni e disposizioni qualificate come lex specialis (si rimanda al D.lgs. 165/01 e successive decretazioni nonché all'emendamento autorizzativo sulla legge di bilancio 2018) che  fino ad ora sono state disattesi volutamente (dai funzionari? dal decisore politico?).  

I DSGA ff stanno ancora aspettando di essere riconosciuti nel ruolo esercitato perché la legge di comparto lo stabilisce e perché dopo 36 mesi di servizio anche la recente sentenza della Corte Europea lo riconosce. Siamo personale di ruolo interno all'amministrazione con nomina a T.D. reiterata negli anni e che la suddetta amministrazione  avrebbe dovuto confermare attraverso mobilità verticale.   Il Miur, d'altra parte non ha mai redatto né un regolamento di attuazione della direttiva europea né ha mai provveduto a regolarizzare le posizioni dei lavoratori con mobilità verticale. Adesso la sentenza della Corte è divenuta  ordinatoria e  stabilisce  che  i contratti di lavoro a T.D. che superano  i 36 mesi  devono essere convalidati con  le relative posizioni in ruolo.    

Si è cercato con ogni mezzo in questi ultimi tempi  di mettere da parte i DSGAff e di dimenticarli attuando un concorso ordinario aperto a tutti che non ha rispettato il doppio canale di assunzione: interno con percorso riservato e ordinario per soli esterni. Ciò nonostante la categoria ha prontamente resistito, ha partecipato alla preselettiva imposta dall'amministrazione uscente e molti noi (facenti funzioni altamente qualificati) sono rimasti fuori dall'accesso al concorso. Tutto ciò ha sviluppato una ignominiosa discriminazione che ha alimentato un'accesa contestazione per la lesione dei diritti legittimi  tanto è vero che con l'inserimento dell'emendamento, dell'on. Pittoni, Presidente della VII comm. Cultura del Senato, che richiama la normativa di comparto, nel decreto Salvaprecari,  presentato lo scorso 6 agosto al CdM, si sarebbe potuto ovviare autorizzando un percorso riservato per stabilizzare i dipendenti che da oltre 36 mesi hanno esercitato la funzione.  Peccato che le promesse non sono state mantenute e la categoria è rimasta nel nulla di fatto pur esercitando ancora la funzione con nomina a T. D. del

Dirigente Scolastico o dell'ambito territoriale. 

  Il nuovo ministro, pertanto, dovrebbe  attenersi alle disposizioni e attraverso decretazione autorizzare il percorso riservato agli interni che stabilizzi i lavoratori che stanno esercitando la funzione. Ci si augura che il Movimento 5 Stelle sia il partito che con onestà rispetti le leggi e la categoria dei lavoratori ingiustamente vessati i quali sono , anche loro, parte  del precariato storico della scuola.

  Il Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Conte, è stato più volte informato della questione e con l'intesa unitaria del 24 aprile scorso, che lui stesso ha firmato, sono stati presi precisi impegni per la stabilizzazione dei Dsgaff. Si resta pertanto in attesa delle dovute disposizioni autorizzative per la stabilizzazione nei ruoli dei lavoratori che meritoriamente con onestà e dedizione stanno continuando a servire lo Stato.  Buon lavoro  Ministro e grazie per la cortese attenzione offerta.

 Anna Picardi

Maria Catena Fazio

Angelo La Torre

Barbara Magistri

Amelia Sparavigna

 Paola Danti

Umberto Schiavone

Il 12 settembre 2019 il MIUR ha fatto un accordo con le organizzazioni sindacali per tamponare è cercare di porre rimedio all'incredibile situazione di disfunzione che esiste negli uffici di segreteria  causa l'esistenza di 2907 posti vacanti non coperti con Direttori titolari.

E' del tutto evidenze l'incuria dell'amministrazione nell'apprestare per tempo la copertura dei posti. oggi si ricorre a dei rimedi che non possono soddisfare a pieno il funzionamento degli uffici di segreteria. Vengono preposti aspiranti facenti funzioni da ogni parte privi di qualsiasi esperienza, pur di coprire i posti. E' avvilente questo modo di gestire l'amministrazione. E' avvilente anche per la figura del Direttore SGA.

L'accordo raggiunto ha fornito le seguenti indicazioni per coprire in qualche modo i posti vacanti.

Per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22, si può procedere alla copertura dei posti con le procedure straordinarie indicate in ordine di priorità. Questo previa pubblicazione di avviso di disponibilità sul sito deIl’USR:

Le procedure nello specifico sono le seguenti:

  • In base ai criteri e alla procedura di cui all’art. 14, del CCNI del 12.6.2019. Mediante provvedimento di utilizzazione di personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo di altra provincia dello stesso USR o, in subordine, di altro USR;
  • O mediante affidamento in reggenza di posti di DSGA di istituzioni scolastiche a DSGA di ruolo in servizio nelle scuole viciniori, secondo la normativa vigente;
  • E mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi immessi in ruolo a decorrere dall’a.s. 2019-20. Che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili, il cui servizio è valido ai fini del periodo di prova qualora non già terminato;
  • Mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi non di ruolo che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili;
  • E infine mediante conferimento di incarico con contratto a tempo determinato di DSGA ai candidati inseriti nelle graduatorie di istituto del profilo di assistente amministrativo, nel rispetto della posizione occupata dai medesimi all’interno delle stesse. E a condizione che siano in possesso del titolo di studio previsto dalla Tabella B allegata al CCNL comparto scuola del 29.11.2007 (laurea specialistica in giurisprudenza; in scienze politiche sociali e amministrative; in economia e commercio o titoli equipollenti), che si siano dichiarati disponibili.
  • In allegato l'accordo sindacale

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo all'unanimità alla sperimentazione nell'anno scolastico appena iniziato (2019-2020) dello studio obbligatorio dell'Educazione civica. Pertanto, la legge che introduce questo insegnamento (Legge 92/2019) entrerà in vigore nell'anno scolastico 2020/2021.

Tale passaggio in realtà era già in parte preannunciato dalla ristrettezza dei tempi dell’iter legislativo della legge rispetto all’inizio dell’anno scolastico; tanto che lo stesso (ex-) ministro Bussetti era intervenuto rettificando la data di entrata in vigore della Legge (spostandola al 5 settembre), in modo da permettere alle scuole di prepararsi efficacemente. Un altro aspetto che può essere ritenuto “prognostico” dell’esito negativo dell’organo consultivo è rappresentato dal riconoscimento, nello stesso schema di decreto, del carattere “sperimentale” per l’anno 2019/2020.

Tuttavia tale intervento si è dimostrato insufficiente secondo il CSPI, che ha reso un parere  (di natura non vincolante ma obbligatoria)  dove ha sottolineato come sia indiscutibile che <<la legge decorerrerà a partire dal prossimo anno scolastico 2020/2021>>. Le principali problematiche sollevate dal CSPI sono la “imprecisa” individuazione della platea di istituzioni scolastiche coinvolte, così come l’assenza di riferimenti alle modalità di adesione. Inoltre, in luogo del carattere sperimentale per l’anno in corso previsto, il CSPI ha evidenziato l’assenza di un termine definito per tale fase transitoria, e al tempo stesso ha considerato come non chiaramente indicati gli obiettivi dell’insegnamento così come le finalità e i risultati previsti.

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2019

Invalsi: questione che affascina e divide

Editoriale di Vittorio Venuti

In finale d’anno scolastico un argomento che ha calamitato l’attenzione degli organi di stampa e dei media in generale è stato il Rapporto Invalsi 2019. Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che, quando si questiona sulla scuola, sono tutti bravi a parlare, dai politici ai sindacalisti, dai filosofi agli esperti d’altro, dagli opinionisti più o meno improvvisati al passante di lì per caso. Sull’esito delle prove Invalsi si è detto di tutto, da pareri di buon senso ed analisi accurate a valutazioni sommarie e tendenziose, cosicché gli stessi sono stati utilizzati per rimarcare le esigenze di un sistema d’istruzione che necessita di più cura ed attenzione oppure come alibi per evidenziare etichette contro o pro studenti ed insegnanti.

Quel che ne emerge è una carente informazione sulla finalità delle prove, questo al di là di come le prove siano, di anno in anno, pensate, elaborate e proposte. Alla fine, si guarda ai numeri, alle differenze di prestazione tra le diverse aree regionali ancora pensando l’Italia divisa in tre macroregioni inopinatamente contrapposte a partire dall’Unità d’Italia.

DIRIGERE LA SCUOLA n.8/2019

Concorso dirigenti scolastici:si va avanti! ... con riserva

Editoriale  di Vittorio Venuti

Infine è arrivata la salomonica decisione del Consiglio di Stato: il concorso dei dirigenti va a conclusione e ogni decisione in merito ai ricorsi, che avevano portato il TAR Lazio a sentenziarne l’annullamento, si sposta ad ottobre, dopo che i vincitori saranno stati nominati e si saranno insediati, rimediando, in tal modo, al costume delle reggenze, ormai pervenuto ad una consistenza numerica intollerabile ed umiliante per l’intero sistema scolastico.

Con la decisione del CdS non si chiude la partita, la si rinvia soltanto perché la scuola non abbia a trovarsi impedita a riprendere il proprio corso con l’avvio del nuovo anno scolastico. In tal modo si sospende la sentenza di annullamento pronunciata dal TAR Lazio e, contemporaneamente si sospende ogni pronunciamento in merito ai ricorsi che l’hanno prodotta. Significa che si è “preferito”tutelare la scuola per evitarle di precipitare nel delirio organizzativo proprio in chiusura di una procedura concorsuale, che passerà alla storia per la massiccia quantità di ricorsi di cui è stata fatta segno fin dal primo momento e che ha visto un proliferare di contestazioni in tutte le fasi di svolgimento. Contestazioni, peraltro, quasi mai campate per aria, così tanti sono stati i punti critici della procedura, le falle, le incoerenze e i molti casi di ottusa conduzione nei momenti di svolgimento delle prove.

Si comunica che  EUROEDIZIONI Torino e il CIDI di Bologna  organizzano un  Convegno a Rimini  per le giornate del  19 e 20 ottobre presso Hotel Continental  destinato non solo ai Dirigenti scolastici di nuova assunzione, ma si possono iscrivere anche gli aspiranti idonei in graduatoria in attesa di nomina, nonché i dirigenti già in servizio.

Il seminario ha carattere laboratoriale, affronta la soluzione dei casi proposti sulle principali funzioni che investono la professione del dirigente.

Formatori: Paolo Landri, Anna Armone, Ivana Summa, Gianluca Dradi, Rocco Callà, Marsa Bassani, Maria Rosaria Tosiani

In allegato l'intero programma del seminario e il modulo di adesione da restituire entro il 21 settembre 2019

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Il MIUR nell'informativa ai sindacati ha comunicato che i candidati idonei alla procedura concorsuale  sono in totale 3.420, dei quali 94 con riserva; di questi saranno dichiarati vincitori i primi 2.900.

Restano fuori dalla nomina, benchè  abbiano superato le prove del concorso 520 candidati!

Il MIUR ha richiesto l’autorizzazione all’immissione in ruolo di 2.117 per tutti i posti vacanti e disponibili, così suddivisi: 1.982 dalla graduatoria del concorso, 7 per il Friuli di lingua slovena, 39 per gli idonei della procedura concorsuale di cui al DDG del 13 luglio 2011 della regione Campania, 67 per dirigenti scolastici che hanno presentato richieste di trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1 comma 257 della L. 208/2015 accolte dagli USR, 1 dirigente scolastico che ha presentato richiesta di riammissione in servizio accolta dal Direttore dell’USR, 21 soggetti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali che riguardano la regione Sicilia.

I 2.900 vincitori entreranno in ruolo in due tranches: 1.989 nell’anno scolastico 2019-2020, i rimanenti nell'anno scolastico successivo.

Gli idonei ammessi con riserva potranno scegliere la regione e il loro posto sarà congelato fino alla pronuncia di merito del TAR.

Tra il 29 o il  30 luglio sarà pubblicata dal MIUR  la graduatoria nazionale

Dal 31 luglio al 2 agostoi candidati dovranno fare la scelta della regione dove vogliono essere nominati

Dal 5 agosto il MIUR assegnerài candidati alle regioni. Di conseguenza l'Ufficio scolastico regionale procederà  alla stipula dei contratti di lavoro e all'assegnazione della sede.

Il Direttore generale dell’USR assegni la sede nel rispetto dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dall’interessato.

L’assegnazione dei vincitori alle regioni avverrà secondo l’ordine di graduatoria ed in base alle preferenze espresse senza tener conto della legge 104

L’applicazione degli articoli 21 e 33 della legge 104 avverrà nell’assegnazione della sede di servizio ad opera del Direttore generale dell’USR

Gli uffici scolastici regionali in questi giorni provvederanno a pubblicare le sedi disponibili

La Casa Editrice Euroedizioni per la preparazione alle prove scritte del  concorso per Direttori SGA propone:

un corso di 20 lezioni on line  (Webinar), sulle materie del concorso.  L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Proponiamo anche l'acquisto di due testi dal taglio teorico e pratico per affrontare le due prove scritte

Un testo di legislazione scolastica non commentato da portarsi dietro e consultare  il giorno delle prove scritte

Commentando il risultato del vertice sulle autonomie tenutosi ieri (19 luglio), in una intervista al “Messaggero”, il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano ha dichiarato che “la scuola non sarà regionalizzata”, sulla base della risposta negativa data dal M5S alla richiesta dei governatori della Lombardia e del Veneto di far diventare gli insegnanti regionali. “Nessuno – ribadisce Giuliano - sia che si tratti di docenti, sia che si tratti di dirigenti scolastici, sia che si tratti di personale Ata, transiterà nei ruoli regionali. Il personale rimarrà tutto alle dipendenze del ministero dell’Istruzione e degli uffici scolastici periferici. E tutti saranno accomunati dal medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro. Non ci saranno nemmeno concorsi banditi dalle singole regioni. L’articolo 12 delle bozze di intesa che conteneva le richieste di regionalizzazione da parte delle regioni è stato stralciato”.

La posizione del Presidente Conte e del M5S è stata chiara. Fanno specie le dichiarazioni rabbiose dei due presidenti di regione Zaia per il Veneto e Fontana per la Lombardia. Dichiarazioni che non possono che suscitare sospetti sul tipo di gestione che la scuola si troverebbe a vivere nel caso in cui la regionalizzazione dovesse andare a buon fine.

Zaia, punto di riferimento della Lega, ha così commentato: "Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto cheall'interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d'accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo. Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di PIl. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati".

Sulla stessa linea il governatore Fontana: Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

 

FARE L'insegnante n.3/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Il team teaching: dimensione razionale e dimensione emozionale

La storia della dimensione gruppale della funzione docente ha inizio con i decreti delegati del 1974 che, come è noto, istituiscono il Collegio dei docenti e i Consigli di classe, interclasse e intersezione. È una innovazione straordinaria che si spiega se si considera attentamente il clima culturale, sociale e politico dell'epoca. Oggi, dopo più di quarant'anni, ne conosciamo gli esiti, anche alla luce dell'attribuzione dell'autonomia agli istituti scolastici e, ovviamente, ciò che si è  concretizzato a partire dal dettato normativo è di fatti qualcosa di molto diverso da ciò che prevedeva il legislatore. Infatti, oggi ci troviamo ancora  di fronte ad un docente  dal ruolo forte, unico diretto responsabile dell’azione formativa della scuola, interprete  di una libertà di insegnamento che può essere  fatta oggetto  di contestazione soltanto quando si manifesta con modalità riconducibili alla patologia e/o alla estemporaneità.

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Il Team modulare della primaria: possibile paradigma dell’insegnamento cooperativo di Filippo Cancellieri

Il dibattito sulla pluralità dei docenti è partito negli anni Settanta del secolo scorso dalla scuola elementare con la critica al  maestro tuttologo. Si metteva in evidenza, innanzi tutto, la necessità di offrire ai bambini una molteplicità di figure adulte a supporto della loro maturazione socio-affettiva che richiede relazioni e scambi ampi, ricchi, diversificati, che la maestra-chioccia non poteva più garantire.

L’argomentazione  più convincente contro il docente unico era però fondata sulla complessità dei nuovi curriculi, non più limitati al tradizionale  leggere,  scrivere e far di conto, ma con un articolato  impianto  disciplinare che presuppone la presenza di più docenti, ognuno con approfondite competenze in specifici settori del sapere.

 

Il team-teaching di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Carlo è un bambino che da poche settimane ha cominciato la scuola primaria. La scuola che adesso frequenta ha ricevuto la documentazione appropriata relativa ad una diagnosi di uno specifico BES. L’insegnante curriculare e l’insegnante di sostegno hanno visioni molto diverse rispetto al modo in cui approcciarsi al bambino. In classe, la tensione è sempre alta. L’una predilige metodi normativi orientati al raggiungimento di risultati comportamentali e cognitivi, e l’altra modalità di intervento educativo più orientate alla cura della relazione e all’integrazione nel contesto sociale della scuola. Spesso perdono il controllo e si delegittimano reciprocamente davanti ai bambini, nonostante la voglia di trattenersi per non rompere l’equilibrio della classe e per non nuocere alla formazione degli alunni.

 

L’insegnante responsabile di efficienza e di efficacia di Umberto Savini

“Non sono affatto d’accordo!”, mi disse secca e arcigna una delle due insegnanti che, insieme a me, era stata invitata a rispondere alla domanda “chi è l’insegnante oggi” e a partecipare l’opinione agli insegnanti di un Istituto comprensivo.

A dire la nostra eravamo in tre: oltre a me, dirigente scolastico, e alla contestatrice, un’altra insegnante: entrambe avevano parlato prima di me.

Una aveva caratterizzato la figura dell’insegnante proponendo un lungo elenco di comportamenti che si potrebbero definire etico-professionali (“…che sa chinarsi sui bambini - …che ricerca opportune strategie didattiche - …che prepara coscienziosamente le lezioni – che… che…che…”) mentre l’altra aveva centrato il suo discorso su categorie etico-sindacali (“niente da dire sull’elenco precedentemente proposto ma attenzione a che i comportamenti non superino limiti contrattuali garanti della dignità professionale ecc. ecc.”).

 

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

 Come sta la Buona Scuola? Analisi disincantata e modeste proposte di Luciano Lelli

La Buona Scuola oltre la “Buona Scuola”

Con la locuzione Buona Scuola non mi riferisco in questo passaggio (lo farò a seguire) al contingente significato politico della stessa, riferito alle intenzioni e alle disposizioni normative del governo presieduto da Matteo Renzi, bensì all’estensione semantica complessiva, generale e per svariati aspetti atemporale dell’espressione, animato così dal proposito di sottrarmi ad ogni tentazione di propaganda e di mistificazione che quasi inevitabilmente è sottesa alle maniere di comunicare dei politici.

Ciò doverosamente premesso, specifico subito che per la scuola il periodo corrente è di natura prevalentemente grigia. Si può dire, infatti, che per i governanti attualmente in carica la scuola non rientri nel novero degli interessi principali. Evidenzia con crudezza ciò anche la circostanza che, nel cosiddetto contratto di governo, alla scuola siano riservate poche ed evasive battute (cambio di rotta nei riguardi della “Buona Scuola”, ovviamente come configurata in termini politici, amministrativi e in senso lato culturali dal governo precedente; revisione del sistema di reclutamento dei docenti; superamento, cioè abolizione, della cosiddetta “chiamata diretta”; modifica dell’alternanza scuola-lavoro, considerata provvedimento addirittura dannoso).

 

Radiografie al sistema scolastico e formativo di Gian Carlo Sacchi

In un’epoca in cui fare formazione vuol dire essere considerati una componente dello sviluppo economico e quindi sottoposti a verifica dei risultati e giudicati sulla base della capacità di trasferire le competenze degli allievi direttamente nel mercato del lavoro, anche il nostro sistema scolastico e formativo è sotto la lente di ingrandimento. Numerose ricerche, nazionali e internazionali, negli anni hanno sfornato una enorme mole di dati, frutto di osservazioni dall’esterno e di analisi dall’interno, che vengono offerti all’opinione pubblica attraverso i media, mentre la politica alla quale sarebbero principalmente destinati manifesta un interesse piuttosto superficiale, momentaneo, presa com’è dalla routine e da emergenze di vario genere.

Si vuole puntare alla sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa ed alla competizione tra i sistemi, secondo una visione che ha prevalso nell’ultimo mezzo secolo eche vedeva nell’istruzione un ascensore sociale sempre più adeguato al progredire delle attività produttive  ed all’organizzazione della società.

 

La co-progettazione tra team teaching, multi e interdisciplinarità di Loredana De Simone

Il team, in senso lato, è un gruppo di persone che collabora sinergicamente per raggiungere in modo condiviso gli stessi obiettivi.  Nella scuola lavorare in team è un aspetto necessario e imprescindibile per realizzare un tipo di insegnamento /apprendimento efficace e, soprattutto,  fondante di  un sapere quale tessuto interdisciplinare e multi disciplinare, finalizzato alla promozione di alunni competenti. Questo, però, comporta uno sforzo notevole, in particolare nella scuola superiore dove gli  spazi  e i tempi, destinati  al confronto, alla condivisione e alla co-progettazione, sono veramente ridotti.

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Lo sfondo integratore: oltre la forma e l’apparenza,  la sostanza di Sabrina Devona

La mia riflessione nasce dal desiderio di incoraggiare ogni operatore della scuola e soprattutto me stessa e dalla convinzione che ciò che funziona bene va conservato e con la giusta manutenzione.

L'anno da poco iniziato ha riportato a scuola dei bambini nei quali l'interesse sedimentato per gli Gnomi nello scorso anno scolastico pare facilitare le attività educative e didattiche.

 

Accoglienza e allestimenti di Tìndara Rasi

La prima tappa di ogni adeguata accoglienza prevede uno screening iniziale per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro capacità iniziali, le loro skills di base e i loro talenti potenziabili. La seconda tappa imprescindibile è sempre quella di individuare spazi fisici e temporali per le attività, e di allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando a migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a casa propria (in mindfulness). Neiprimi mesi dunque, soprattutto per i piccolissimi, più che a richieste grafiche immediate o ad attività cooperative/operative, dovrebbe essere data importanza alla predisposizione di un ambiente salubre che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e lavorativi come successiva “conseguenza naturale” (Montessori) nel benessere più totale. Ma come fare?

 

 

 

SCUOLA PRIMARIA

La valutazione degli alunni nel I Ciclo d’Istruzione: le innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2017 di Monica Piolante

Il tema della valutazione è certamente uno di quelli  più scottanti  nel panorama  della scuola  italiana contemporanea. Il termine “valutazione” consiste  nell'attribuire  un valore  a qualche prodotto o alla persona  che lo ha incarnato. Infatti, valutare  comprende  da un lato  aspetti  di carattere  metodologico e dall'altro  intende sottolineare  la qualità degli esiti di una verifica  degli apprendimenti.

Ma l'aspetto più significativo della valutazione  nel I Ciclo della scuola italiana odierna è quello proposto dalle “Indicazioni Nazionali” del 2012 che all'idea  tradizionale di  valutazione intesa soprattutto in senso  selettivo, sostituisce l'idea  di una “valutazione formativa” orientata alla promozione  dello studente  e al miglioramento  complessivo  della qualità  della scuola. In tal senso nella scuola odierna  (il I Ciclo della scuola  italiana) la valutazione  è destinata  a determinare effetti  e decisioni  che riguardano  soprattutto  l'azione  dei docenti.

 

Team teaching: agire complesso, condiviso, fattibile di Emanuela Cren

La scuola primaria, si sa, rappresenta il primo anello formale di congiunzione tra le diverse fasi istituzionalizzate della scolarizzazione del bambino: lo accoglie dopo l’esperienza legata al “fare” propria della scuola dell’infanzia e lo introduce al grado successivo attraverso un percorso che prevede, tra i vari traguardi, capacità di astrazione e pensiero logico.

A declinare i percorsi necessari allo sviluppo di tutto ciò, sono i curricoli e le varie discipline, viste sia singolarmente che in correlazione. Si apre una spirale crescente in cui l’azione cardine è la progettazione di un percorso educativo-didattico spendibile all’interno di una classe che, di per sé, è un vero e proprio microcosmo (Levine, 1997), con le proprie caratteristiche, necessità ed abitudini, in cui convergono routine allo scopo di facilitare innovazioni per stimolare la crescita sia personale che del gruppo in toto. Il docente si relaziona con la diversità in tutte le sue sfaccettature, interagendo con la personalità degli

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Ricchi di parole, ricchi di pensiero di Michela Agazzani

Quanto serve conoscere le parole, avere un proprio, ben strutturato, vocabolario mentale!

La competenza lessicale aiuta nel saper parlare, scrivere, comprendere, studiare. Non solo, aiuta nel proprio saper essere, nel presentarsi agli altri e a se stessi,nel portare avanti le proprie idee. Compito fondamentale della scuola è far acquisire una sicura e ricca padronanza del lessico comune e specifico, entrando nel merito delle singole discipline, che possa strutturare, integrare, implementare il vocabolario mentale di ciascun alunno. Bisogna pensare e progettare una educazione linguistica che formi un “parlante intelligente”: il linguaggio è strettamente connesso con l’intelligenza, il suo sviluppo favorisce l’intelligenza e la potenzia. La sede del linguaggio è nel cervello come insegnano le neuroscienze.

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Un esempio di co-progettazione didattica per conseguire competenze dal profilo europeo di Marco Pellizzoni e Stefania Borra

L’interdipendenza disciplinare è cosa oramai risaputa; ciò nonostante fatica ancora a radicare nelle scuole italiane. Numerose sono le cause che minano tale processo, necessario per contrastare la separatezza disciplinare e pervenire ad una essenzializzazione dei curricula di Istituto. Il punto di partenza, probabilmente, non può rimanere quello della progettazione per competenze di carattere squisitamente disciplinare, con il proposito, in un secondo momento, di pervenire ad una progettazione transdisciplinare, concernente quindi più discipline, atta al raggiungimento di un obiettivo condiviso. A nostro avviso, il focus attentivo deve essere posto anzitutto sulle competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi (PECUP), ossia sulle competenze che gli studenti devono possedere al termine del curricolo scelto.

 

La Bellezza tra virtù e virtuale di Elisabetta Imperato

Nel mondo moderno, a partire soprattutto dal Romanticismo, l’idea della bellezza si collega spesso alla nostalgia per qualcosa che si ritiene irrimediabilmente perduto. Molti poeti individuano in questo struggente senso di perdita e di lontananza, l’essenza stessa della bellezza (quel “vago e sconvolgente oltre”). L’idea di bellezza, la sua percezione, indubbiamente si modificano nel tempo. Ma dove collocare le fratture storiche, i passaggi epocali, e in base a quali criteri? Potremmo iniziare, seguendo un percorso storico dalla bellezza greca intesa come proporzione, con l’individuare il cambio di paradigma nella filosofia di Plotino, che concepisce il bello non più come ordine e simmetria, ma come infinito, indefinito e luce. Potremmo partire dalla rivoluzione copernicana, col tentativo da parte dell’uomo, spinto nel buio di un carcere periferico, di assorbire il colpo della perduta centralità e di fare i conti con l’infinito. Potremmo iniziare il nostro viaggio seguendo i francoforte si nell’analisi di un processo di enorme rilevanza sociologica: l’avvento della società di massa che porta con sé la trasformazione del lavoro artistico e del consumo di bellezza.

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Apprendere da adulti: alcune soluzioni pratiche per un’organizzazione flessibile della didattica di Carla Deiana

1. Flessibilità e apprendimento permanente

La flessibilità secondo la definizione del dizionario è la proprietà o la caratteristica di piegarsi, modificarsi, adattarsi a situazioni o condizioni diverse. Un termine molto usato nel mondo della scuola degli ultimi venti anni, da quando il Regolamento dell’autonomia, il D.P.R. 275/99, ha legato l’autonomia scolastica al concetto di flessibilità affermando che “l'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale” (art. 3).

La dimensione della flessibilità tarda però ad affermarsi nella pratica scolastica, poiché si scontra spesso con i modelli organizzativi tradizionali, con la rigidità dei tempi, degli spazi, dell’inquadramento delle discipline e con la resistenza al cambiamento, spesso caratterizzante le pratiche quotidiane di molti docenti.

 

Rubriche

Lettera al direttore

 

Maestri del passato che parlano al presente

Il primo maestro “moderno”: Vittorino da Feltre di Gianni Balduzzi

Nella storia dell’educazione ci sono dei personaggi che conservano immutato il loro fascino, al di là del tempo e nonostante le radicali trasformazioni dei costumi e della società. Uno di questi personaggi è certamente Vittorino da Feltre, di cui sia i contemporanei, sia gli storici più recenti hanno riconosciuto l’originalità e l’importanza: “quando morì, nel 1446  ̶ scrive Bowen ̶  egli era divenuto, più di ogni altra singola figura,la personificazione del nuovo modo di concepire il maestro di scuola”1.

Da molti è considerato, infatti, un educatore geniale, il primo maestro “moderno” per cui il metodo è il suo stesso modo di vivere, che sta alla base di un rapporto maestro-scolaro impegnativo e ricco di empatia, tutto teso alla valorizzazione delle capacità individuali dei propri allievi.

Giudizi di questo genere comportano, inevitabilmente, una domanda preliminare: chi era questo Vittorino?

 

Le Parole della Scuola

Collegialità docente di Ivana Summa

Tutte le organizzazioni di lavoro, per raggiungere i propri obiettivi, si basano su una qualche forma di azione collettiva, ovvero sul fatto che tutti gli attori organizzativi, pur con compiti e ruoli diversi, collochino la loro prestazione in un sistema più ampio che rende coerente l'azione dei singoli. Oltre alla divisione/coordinamento del lavoro attraverso la modalità burocratica, fatta di rigoroso rispetto delle regole e vincoli procedurali cui corrisponde la logica del controllo, possono essere adottate altre modalità di gestione per rendere operativa l'azione collettiva ed una di queste è proprio la collegialità, intesa come un metodo di lavoro che consente la partecipazione e crea responsabilità, ma che richiede coordinamento.

 

Arte Musica e Spettacolo

Re della terra selvaggia: educare alla costruzione del sé di Vincenzo Palermo

Hushpuppy è una bambina di sei anni e vive col padre nelle paludi nel sud della Louisiana, un luogo che per gran parte dell’anno è sommerso dalle incessanti inondazioni, tanto da essere chiamato “la grande vasca”. Le continue catastrofi ambientali che si abbattono sul territorio, i grandi cicloni e gli allagamenti costanti, non fanno che complicare le condizioni di vita nelle quali sguazzano la bambina e gli abitanti del villaggio. Quando il papà, dal temperamento aggressivo e spinto a trasformare la sua unica figlia nel “re” del focolare, si ammala gravemente, Hushpuppy rimane da sola a fronteggiare un destino crudele che la spinge a dare inizio alla sua “autobiografia” immaginaria per i posteri.

 

Legislazione e normativa scolastica

Il Patto di corresponsabilità educativa. Ha valenza giuridica? di Anna Armone

La serie dei procedimenti che coinvolgono la famiglia e lo studente inizia con il momento dell’iscrizione e via di seguito con l’inserimento nella classe, la valutazione dell’apprendimento, la gestione della disciplina, della vigilanza, della sicurezza. In tutti questi procedimenti si azionano diritti dello studente e della famiglia e doveri della scuola e degli stessi studenti e famiglie. Come vedremo più avanti si tratta di una trama che supporta i comportamenti degli uni e degli altri.

L’intervento dell'allora Ministro Giannini, avente ad oggetto il Patto di corresponsabilità educativa  giunse alla fine di una sequenza di eventi ed episodi allarmanti che, già a partire dal precedente Governo, portarono l’amministrazione a puntare decisamente sull’alleanza scuola-famiglia al fine di ribadire impegni e responsabilità condividendo le regole e i percorsi di crescita dei ragazzi.

Lo strumento normativo utilizzato per modificare lo Statuto delle studentesse e degli studenti è stato il D.p.r. n. 235/2007 che ha modificato gli articoli 4 e 5 e ha introdotto l’art. 5 bis.

 

 

Un libro al mese

Ancora Edgar Morin, Conoscenza Ignoranza Mistero di Luciano Lelli

Nel n. 2 appena pubblicato della rivista, Rosanna Rinaldi ha,con specifica recensione, consigliato la lettura del saggio di Morin Insegnare a vivere –Manifesto per cambiare l’educazione. Può sembrare eccessiva la reiterazione qui del consiglio a replicare l’approccio al nonagenario studioso francese, mediante lettura del suo più recente contributo Conoscenza Ignoranza Mistero; ugualmente però formulo la raccomandazione di procedere alla ricognizione dell’opera appena menzionata, per una serie di motivi fondanti che espliciterò.

 

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