Ultime notizie

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza della Legge di Bilancio 2020 non prevede nuovi tagli ma neanche fondi soddisfacenti. I famosi aumenti a tre cifre sono ben lontani!Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione, infatti,la bozza di legge di bilancio porta da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021. Come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti.

Per i dirigenti scolastici, a partire dal 2020, si prevede lo stanziamento di 30 milioni in più per il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato.

Per il personale ATA saranno stanziati 5 milioni di euro annui finalizzati alla creazione di nuove posizioni organizzative del personale.

Per la formazione dei docenti, in materia di inclusione scolastica, verranno destinati 11 milioni dal 2020.

L’innovazione digitale si gioverà di 2 milioni di euro.

Fondi saranno erogati alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado che acquisiranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, a copertura fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. I contributi verrebbero concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI a seguito dell'emanazione da parte del MIUR della circolare del 30 settembre 2019 contenente le istruzioni per la redazione del programma annuale 2020 e la comunicazione delle risorse disponibili per avviare la contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2019/2020, organizza i due seguenti corsi con modalità webinar:

- 13 novembre 2019,  ore 15- Le modalità di predisposizione del programma annuale 2020. Il webinar avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre il programma annuale mediante la compilazione del MODELLO A, allocando in modo corretto le risorse nei relativi aggregati delle entrate e delle spese.

- 14 novembre 2019, ore 15,  La contrattazione integrativa d'istituto alla luce delle regole del nuovo CCNL, le modalità, le regole, la definizione del budget e la quantificazione dei compensi da erogare al personale.

In data 29 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio di Ministri lo scorso 10 ottobre, che prevede “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, e che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, adeguato rispetto a quello approvato dal CDM per eliminare parti a rischio di incostituzionalità contiene misure che riguardano, tra l’altro: concorso straordinario per la scuola secondaria, revisione della modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito relative al concorso 2016 e della procedura per assumere in altre regioni i vincitori dei concorsi 2016, 2018, esclusione dalle rilevazioni biometriche dei dirigenti scolastici e del personale ATA, estensione del bonus merito ai docenti precari, concorso riservato ai facenti funzione DSGA, concorso per Dirigenti tecnici del MIUR.

Dalle ore 15 di martedì 29 ottobre sono aperte funzioni per l’iscrizione delle scuole alle prove Invalsi 2020. L’operazione sarà possibile fino alle ore 16,30 del 22 novembre.

Per tutte le indicazioni di merito e per la compilazione degli otto moduli utili, l’Invalsi ha predisposto una guida in formato PDF:

https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/iscrizionepdf.pdf

Pagina di accesso all’Invalsi: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=accesso.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

Saranno molti i dirigenti scolastici che mercoledì 30 ottobre si ritroveranno a Roma per protestare contro gli articoli 17 e 18 del decreto “sicurezza” (D.L. 81/2008), che li carica di eccessive e pesanti responsabilità senza riconoscere loro alcun potere effettivo né risorse utili ad affrontare i molti problemi che affliggono le scuole.

Esistono responsabilità connesse alla valutazione dei rischi strutturali che sono da imputare all’ente proprietario e non al dirigente, alquale dovrebbe competere solo l’obbligo di richiedere all’ente proprietario degli interventi strutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici. È fuor di dubbio che spetta all’ente proprietario l’obbligo di consegnare edifici a norma, verificare sistematicamente lo stato di sicurezza degli stessi, effettuare gli interventi di manutenzione per prevenire il verificarsi di situazioni di pericolo.

La manifestazione è fortemente partecipata dall’Associazione “Modifica81”, creata dalla dirigente scolastica Franca Principe, avverso alla quale, qualche settimana fa la Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale, cui si è aggiunta una sospensione dall’incarico e dallo stipendio per 5 mesi da parte del dirigente dell’USR, per una fatto occorso nella sua scuola nel 2011, durante il periodo di esami, quando peraltro, la stessa dirigente, era impegnata in altra sede.

FARE L'insegnante n.3/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Il team teaching: dimensione razionale e dimensione emozionale

La storia della dimensione gruppale della funzione docente ha inizio con i decreti delegati del 1974 che, come è noto, istituiscono il Collegio dei docenti e i Consigli di classe, interclasse e intersezione. È una innovazione straordinaria che si spiega se si considera attentamente il clima culturale, sociale e politico dell'epoca. Oggi, dopo più di quarant'anni, ne conosciamo gli esiti, anche alla luce dell'attribuzione dell'autonomia agli istituti scolastici e, ovviamente, ciò che si è  concretizzato a partire dal dettato normativo è di fatti qualcosa di molto diverso da ciò che prevedeva il legislatore. Infatti, oggi ci troviamo ancora  di fronte ad un docente  dal ruolo forte, unico diretto responsabile dell’azione formativa della scuola, interprete  di una libertà di insegnamento che può essere  fatta oggetto  di contestazione soltanto quando si manifesta con modalità riconducibili alla patologia e/o alla estemporaneità.

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Il Team modulare della primaria: possibile paradigma dell’insegnamento cooperativo di Filippo Cancellieri

Il dibattito sulla pluralità dei docenti è partito negli anni Settanta del secolo scorso dalla scuola elementare con la critica al  maestro tuttologo. Si metteva in evidenza, innanzi tutto, la necessità di offrire ai bambini una molteplicità di figure adulte a supporto della loro maturazione socio-affettiva che richiede relazioni e scambi ampi, ricchi, diversificati, che la maestra-chioccia non poteva più garantire.

L’argomentazione  più convincente contro il docente unico era però fondata sulla complessità dei nuovi curriculi, non più limitati al tradizionale  leggere,  scrivere e far di conto, ma con un articolato  impianto  disciplinare che presuppone la presenza di più docenti, ognuno con approfondite competenze in specifici settori del sapere.

 

Il team-teaching di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Carlo è un bambino che da poche settimane ha cominciato la scuola primaria. La scuola che adesso frequenta ha ricevuto la documentazione appropriata relativa ad una diagnosi di uno specifico BES. L’insegnante curriculare e l’insegnante di sostegno hanno visioni molto diverse rispetto al modo in cui approcciarsi al bambino. In classe, la tensione è sempre alta. L’una predilige metodi normativi orientati al raggiungimento di risultati comportamentali e cognitivi, e l’altra modalità di intervento educativo più orientate alla cura della relazione e all’integrazione nel contesto sociale della scuola. Spesso perdono il controllo e si delegittimano reciprocamente davanti ai bambini, nonostante la voglia di trattenersi per non rompere l’equilibrio della classe e per non nuocere alla formazione degli alunni.

 

L’insegnante responsabile di efficienza e di efficacia di Umberto Savini

“Non sono affatto d’accordo!”, mi disse secca e arcigna una delle due insegnanti che, insieme a me, era stata invitata a rispondere alla domanda “chi è l’insegnante oggi” e a partecipare l’opinione agli insegnanti di un Istituto comprensivo.

A dire la nostra eravamo in tre: oltre a me, dirigente scolastico, e alla contestatrice, un’altra insegnante: entrambe avevano parlato prima di me.

Una aveva caratterizzato la figura dell’insegnante proponendo un lungo elenco di comportamenti che si potrebbero definire etico-professionali (“…che sa chinarsi sui bambini - …che ricerca opportune strategie didattiche - …che prepara coscienziosamente le lezioni – che… che…che…”) mentre l’altra aveva centrato il suo discorso su categorie etico-sindacali (“niente da dire sull’elenco precedentemente proposto ma attenzione a che i comportamenti non superino limiti contrattuali garanti della dignità professionale ecc. ecc.”).

 

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

 Come sta la Buona Scuola? Analisi disincantata e modeste proposte di Luciano Lelli

La Buona Scuola oltre la “Buona Scuola”

Con la locuzione Buona Scuola non mi riferisco in questo passaggio (lo farò a seguire) al contingente significato politico della stessa, riferito alle intenzioni e alle disposizioni normative del governo presieduto da Matteo Renzi, bensì all’estensione semantica complessiva, generale e per svariati aspetti atemporale dell’espressione, animato così dal proposito di sottrarmi ad ogni tentazione di propaganda e di mistificazione che quasi inevitabilmente è sottesa alle maniere di comunicare dei politici.

Ciò doverosamente premesso, specifico subito che per la scuola il periodo corrente è di natura prevalentemente grigia. Si può dire, infatti, che per i governanti attualmente in carica la scuola non rientri nel novero degli interessi principali. Evidenzia con crudezza ciò anche la circostanza che, nel cosiddetto contratto di governo, alla scuola siano riservate poche ed evasive battute (cambio di rotta nei riguardi della “Buona Scuola”, ovviamente come configurata in termini politici, amministrativi e in senso lato culturali dal governo precedente; revisione del sistema di reclutamento dei docenti; superamento, cioè abolizione, della cosiddetta “chiamata diretta”; modifica dell’alternanza scuola-lavoro, considerata provvedimento addirittura dannoso).

 

Radiografie al sistema scolastico e formativo di Gian Carlo Sacchi

In un’epoca in cui fare formazione vuol dire essere considerati una componente dello sviluppo economico e quindi sottoposti a verifica dei risultati e giudicati sulla base della capacità di trasferire le competenze degli allievi direttamente nel mercato del lavoro, anche il nostro sistema scolastico e formativo è sotto la lente di ingrandimento. Numerose ricerche, nazionali e internazionali, negli anni hanno sfornato una enorme mole di dati, frutto di osservazioni dall’esterno e di analisi dall’interno, che vengono offerti all’opinione pubblica attraverso i media, mentre la politica alla quale sarebbero principalmente destinati manifesta un interesse piuttosto superficiale, momentaneo, presa com’è dalla routine e da emergenze di vario genere.

Si vuole puntare alla sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa ed alla competizione tra i sistemi, secondo una visione che ha prevalso nell’ultimo mezzo secolo eche vedeva nell’istruzione un ascensore sociale sempre più adeguato al progredire delle attività produttive  ed all’organizzazione della società.

 

La co-progettazione tra team teaching, multi e interdisciplinarità di Loredana De Simone

Il team, in senso lato, è un gruppo di persone che collabora sinergicamente per raggiungere in modo condiviso gli stessi obiettivi.  Nella scuola lavorare in team è un aspetto necessario e imprescindibile per realizzare un tipo di insegnamento /apprendimento efficace e, soprattutto,  fondante di  un sapere quale tessuto interdisciplinare e multi disciplinare, finalizzato alla promozione di alunni competenti. Questo, però, comporta uno sforzo notevole, in particolare nella scuola superiore dove gli  spazi  e i tempi, destinati  al confronto, alla condivisione e alla co-progettazione, sono veramente ridotti.

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Lo sfondo integratore: oltre la forma e l’apparenza,  la sostanza di Sabrina Devona

La mia riflessione nasce dal desiderio di incoraggiare ogni operatore della scuola e soprattutto me stessa e dalla convinzione che ciò che funziona bene va conservato e con la giusta manutenzione.

L'anno da poco iniziato ha riportato a scuola dei bambini nei quali l'interesse sedimentato per gli Gnomi nello scorso anno scolastico pare facilitare le attività educative e didattiche.

 

Accoglienza e allestimenti di Tìndara Rasi

La prima tappa di ogni adeguata accoglienza prevede uno screening iniziale per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro capacità iniziali, le loro skills di base e i loro talenti potenziabili. La seconda tappa imprescindibile è sempre quella di individuare spazi fisici e temporali per le attività, e di allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando a migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a casa propria (in mindfulness). Neiprimi mesi dunque, soprattutto per i piccolissimi, più che a richieste grafiche immediate o ad attività cooperative/operative, dovrebbe essere data importanza alla predisposizione di un ambiente salubre che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e lavorativi come successiva “conseguenza naturale” (Montessori) nel benessere più totale. Ma come fare?

 

 

 

SCUOLA PRIMARIA

La valutazione degli alunni nel I Ciclo d’Istruzione: le innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2017 di Monica Piolante

Il tema della valutazione è certamente uno di quelli  più scottanti  nel panorama  della scuola  italiana contemporanea. Il termine “valutazione” consiste  nell'attribuire  un valore  a qualche prodotto o alla persona  che lo ha incarnato. Infatti, valutare  comprende  da un lato  aspetti  di carattere  metodologico e dall'altro  intende sottolineare  la qualità degli esiti di una verifica  degli apprendimenti.

Ma l'aspetto più significativo della valutazione  nel I Ciclo della scuola italiana odierna è quello proposto dalle “Indicazioni Nazionali” del 2012 che all'idea  tradizionale di  valutazione intesa soprattutto in senso  selettivo, sostituisce l'idea  di una “valutazione formativa” orientata alla promozione  dello studente  e al miglioramento  complessivo  della qualità  della scuola. In tal senso nella scuola odierna  (il I Ciclo della scuola  italiana) la valutazione  è destinata  a determinare effetti  e decisioni  che riguardano  soprattutto  l'azione  dei docenti.

 

Team teaching: agire complesso, condiviso, fattibile di Emanuela Cren

La scuola primaria, si sa, rappresenta il primo anello formale di congiunzione tra le diverse fasi istituzionalizzate della scolarizzazione del bambino: lo accoglie dopo l’esperienza legata al “fare” propria della scuola dell’infanzia e lo introduce al grado successivo attraverso un percorso che prevede, tra i vari traguardi, capacità di astrazione e pensiero logico.

A declinare i percorsi necessari allo sviluppo di tutto ciò, sono i curricoli e le varie discipline, viste sia singolarmente che in correlazione. Si apre una spirale crescente in cui l’azione cardine è la progettazione di un percorso educativo-didattico spendibile all’interno di una classe che, di per sé, è un vero e proprio microcosmo (Levine, 1997), con le proprie caratteristiche, necessità ed abitudini, in cui convergono routine allo scopo di facilitare innovazioni per stimolare la crescita sia personale che del gruppo in toto. Il docente si relaziona con la diversità in tutte le sue sfaccettature, interagendo con la personalità degli

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Ricchi di parole, ricchi di pensiero di Michela Agazzani

Quanto serve conoscere le parole, avere un proprio, ben strutturato, vocabolario mentale!

La competenza lessicale aiuta nel saper parlare, scrivere, comprendere, studiare. Non solo, aiuta nel proprio saper essere, nel presentarsi agli altri e a se stessi,nel portare avanti le proprie idee. Compito fondamentale della scuola è far acquisire una sicura e ricca padronanza del lessico comune e specifico, entrando nel merito delle singole discipline, che possa strutturare, integrare, implementare il vocabolario mentale di ciascun alunno. Bisogna pensare e progettare una educazione linguistica che formi un “parlante intelligente”: il linguaggio è strettamente connesso con l’intelligenza, il suo sviluppo favorisce l’intelligenza e la potenzia. La sede del linguaggio è nel cervello come insegnano le neuroscienze.

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Un esempio di co-progettazione didattica per conseguire competenze dal profilo europeo di Marco Pellizzoni e Stefania Borra

L’interdipendenza disciplinare è cosa oramai risaputa; ciò nonostante fatica ancora a radicare nelle scuole italiane. Numerose sono le cause che minano tale processo, necessario per contrastare la separatezza disciplinare e pervenire ad una essenzializzazione dei curricula di Istituto. Il punto di partenza, probabilmente, non può rimanere quello della progettazione per competenze di carattere squisitamente disciplinare, con il proposito, in un secondo momento, di pervenire ad una progettazione transdisciplinare, concernente quindi più discipline, atta al raggiungimento di un obiettivo condiviso. A nostro avviso, il focus attentivo deve essere posto anzitutto sulle competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi (PECUP), ossia sulle competenze che gli studenti devono possedere al termine del curricolo scelto.

 

La Bellezza tra virtù e virtuale di Elisabetta Imperato

Nel mondo moderno, a partire soprattutto dal Romanticismo, l’idea della bellezza si collega spesso alla nostalgia per qualcosa che si ritiene irrimediabilmente perduto. Molti poeti individuano in questo struggente senso di perdita e di lontananza, l’essenza stessa della bellezza (quel “vago e sconvolgente oltre”). L’idea di bellezza, la sua percezione, indubbiamente si modificano nel tempo. Ma dove collocare le fratture storiche, i passaggi epocali, e in base a quali criteri? Potremmo iniziare, seguendo un percorso storico dalla bellezza greca intesa come proporzione, con l’individuare il cambio di paradigma nella filosofia di Plotino, che concepisce il bello non più come ordine e simmetria, ma come infinito, indefinito e luce. Potremmo partire dalla rivoluzione copernicana, col tentativo da parte dell’uomo, spinto nel buio di un carcere periferico, di assorbire il colpo della perduta centralità e di fare i conti con l’infinito. Potremmo iniziare il nostro viaggio seguendo i francoforte si nell’analisi di un processo di enorme rilevanza sociologica: l’avvento della società di massa che porta con sé la trasformazione del lavoro artistico e del consumo di bellezza.

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Apprendere da adulti: alcune soluzioni pratiche per un’organizzazione flessibile della didattica di Carla Deiana

1. Flessibilità e apprendimento permanente

La flessibilità secondo la definizione del dizionario è la proprietà o la caratteristica di piegarsi, modificarsi, adattarsi a situazioni o condizioni diverse. Un termine molto usato nel mondo della scuola degli ultimi venti anni, da quando il Regolamento dell’autonomia, il D.P.R. 275/99, ha legato l’autonomia scolastica al concetto di flessibilità affermando che “l'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale” (art. 3).

La dimensione della flessibilità tarda però ad affermarsi nella pratica scolastica, poiché si scontra spesso con i modelli organizzativi tradizionali, con la rigidità dei tempi, degli spazi, dell’inquadramento delle discipline e con la resistenza al cambiamento, spesso caratterizzante le pratiche quotidiane di molti docenti.

 

Rubriche

Lettera al direttore

 

Maestri del passato che parlano al presente

Il primo maestro “moderno”: Vittorino da Feltre di Gianni Balduzzi

Nella storia dell’educazione ci sono dei personaggi che conservano immutato il loro fascino, al di là del tempo e nonostante le radicali trasformazioni dei costumi e della società. Uno di questi personaggi è certamente Vittorino da Feltre, di cui sia i contemporanei, sia gli storici più recenti hanno riconosciuto l’originalità e l’importanza: “quando morì, nel 1446  ̶ scrive Bowen ̶  egli era divenuto, più di ogni altra singola figura,la personificazione del nuovo modo di concepire il maestro di scuola”1.

Da molti è considerato, infatti, un educatore geniale, il primo maestro “moderno” per cui il metodo è il suo stesso modo di vivere, che sta alla base di un rapporto maestro-scolaro impegnativo e ricco di empatia, tutto teso alla valorizzazione delle capacità individuali dei propri allievi.

Giudizi di questo genere comportano, inevitabilmente, una domanda preliminare: chi era questo Vittorino?

 

Le Parole della Scuola

Collegialità docente di Ivana Summa

Tutte le organizzazioni di lavoro, per raggiungere i propri obiettivi, si basano su una qualche forma di azione collettiva, ovvero sul fatto che tutti gli attori organizzativi, pur con compiti e ruoli diversi, collochino la loro prestazione in un sistema più ampio che rende coerente l'azione dei singoli. Oltre alla divisione/coordinamento del lavoro attraverso la modalità burocratica, fatta di rigoroso rispetto delle regole e vincoli procedurali cui corrisponde la logica del controllo, possono essere adottate altre modalità di gestione per rendere operativa l'azione collettiva ed una di queste è proprio la collegialità, intesa come un metodo di lavoro che consente la partecipazione e crea responsabilità, ma che richiede coordinamento.

 

Arte Musica e Spettacolo

Re della terra selvaggia: educare alla costruzione del sé di Vincenzo Palermo

Hushpuppy è una bambina di sei anni e vive col padre nelle paludi nel sud della Louisiana, un luogo che per gran parte dell’anno è sommerso dalle incessanti inondazioni, tanto da essere chiamato “la grande vasca”. Le continue catastrofi ambientali che si abbattono sul territorio, i grandi cicloni e gli allagamenti costanti, non fanno che complicare le condizioni di vita nelle quali sguazzano la bambina e gli abitanti del villaggio. Quando il papà, dal temperamento aggressivo e spinto a trasformare la sua unica figlia nel “re” del focolare, si ammala gravemente, Hushpuppy rimane da sola a fronteggiare un destino crudele che la spinge a dare inizio alla sua “autobiografia” immaginaria per i posteri.

 

Legislazione e normativa scolastica

Il Patto di corresponsabilità educativa. Ha valenza giuridica? di Anna Armone

La serie dei procedimenti che coinvolgono la famiglia e lo studente inizia con il momento dell’iscrizione e via di seguito con l’inserimento nella classe, la valutazione dell’apprendimento, la gestione della disciplina, della vigilanza, della sicurezza. In tutti questi procedimenti si azionano diritti dello studente e della famiglia e doveri della scuola e degli stessi studenti e famiglie. Come vedremo più avanti si tratta di una trama che supporta i comportamenti degli uni e degli altri.

L’intervento dell'allora Ministro Giannini, avente ad oggetto il Patto di corresponsabilità educativa  giunse alla fine di una sequenza di eventi ed episodi allarmanti che, già a partire dal precedente Governo, portarono l’amministrazione a puntare decisamente sull’alleanza scuola-famiglia al fine di ribadire impegni e responsabilità condividendo le regole e i percorsi di crescita dei ragazzi.

Lo strumento normativo utilizzato per modificare lo Statuto delle studentesse e degli studenti è stato il D.p.r. n. 235/2007 che ha modificato gli articoli 4 e 5 e ha introdotto l’art. 5 bis.

 

 

Un libro al mese

Ancora Edgar Morin, Conoscenza Ignoranza Mistero di Luciano Lelli

Nel n. 2 appena pubblicato della rivista, Rosanna Rinaldi ha,con specifica recensione, consigliato la lettura del saggio di Morin Insegnare a vivere –Manifesto per cambiare l’educazione. Può sembrare eccessiva la reiterazione qui del consiglio a replicare l’approccio al nonagenario studioso francese, mediante lettura del suo più recente contributo Conoscenza Ignoranza Mistero; ugualmente però formulo la raccomandazione di procedere alla ricognizione dell’opera appena menzionata, per una serie di motivi fondanti che espliciterò.

 

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