Ultime notizie

FARE L'insegnante n.9/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

 I PON per creare un sistema d’istruzione e formazione di elevata qualità

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

4La didattica come arte e come scienza: tattiche e strategie per l’implementazione della sua efficacia formativadi Luciano Lelli

7Le politiche europee e i PON di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

10Didattiche difensive di Filippo Cancellieri

13Mi ricordo, sì mi ricordo di Umberto Savini

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

16Il docente educatore del XXI secolo: educare le Life skills di Carmelina Maurizio

19Ricerca-azione e modelli di progettazione didattica di Nicola Serio

22Competenze, titoli di studio, occupazione giovanile di Gian Carlo Sacchi

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

25Avventure in moto di Alessia Sansoni

 

SCUOLA PRIMARIA

27Disegnare con le parole di Rita Quinzio

31Insegnanti e genitori di oggi: possono diventare empatici? di Monica Piolanti

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

35 Matematica in gioco: tutti pazzi per Geometriko di Luca Bonomi

38Didattica innovativa ed educazione per l’innovazione di Delia Dami

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

42 Gestire la comunicazione in classe di Elisabetta Imperato

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

45Quando lo studio diventa una risorsa che modifica in meglio il corso della vita

di Mimosa Crestani

 

Rubriche

49 Maestri del PASSATO che parlano al PRESENTE

Il “sistema preventivo” di Don Giovanni Bosco di Alessandro Ferioli

 

52 Le Parole della Scuola

Flessibilità organizzativa e didattica di Ivana Summa

 

54 Arte Musica e Spettacolo

Perché fare Musica? di Carla Vazzola

 

57 Dall’ufficio di segreteria ...

Fondi strutturali tra opportunità e incongruenze di Filippo Cancellieri

 

61 Un LIBRO al mese

Letture per conoscere meglio l’UE di Flavia Marostica

FARE L'insegnante n.9/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

I PON per creare un sistema d’istruzione e formazione di elevata qualità

Editoriale di Ivana Summa, Direttore responsabile

Se pensate che un buon sistema di istruzione sia costoso, provate l’ignoranza.Ma il nostro è un buon sistema d’istruzione e formazione? Ad analizzare le comparazioni internazionali pare proprio di no. E allora cosa fare? In questo numero vogliamo ragionare intorno alle scelte di governo delle nostre istituzioni scolastiche.

Il vecchio aforisma si adatta perfettamente alla condizione attuale della scuola italiana, che funziona trascinandosi vecchi problemi senza mai risolverli una volta per tutte. E, d’altronde, non si può neanche affermare che i governi e il MIUR non siano intervenuti e non continuino ad intervenire per poterli risolvere o almeno portarli ad un livello di accettabilità confrontabile con gli altri paesi. Ecco, forse è proprio questo il problema: tanti interventi, tanti dispositivi di manutenzione ordinaria, tante pressioni e su diversi fronti senza che - nonostante tutto - si ottengano risultati soddisfacenti. Anzi, è sotto gli occhi di noi tutti il progressivo appesantimento burocratico cui, proprio con la pioggia di interventi del MIUR (l’ultimo è sul bullismo), è sottoposta la macchina organizzativa e gestionale delle singole istituzioni scolastiche, continuamente molestate da disposizioni che pretendono di migliorare le scuole attraverso il cambiamento delle procedure oppure facendo loro acquisire finanziamenti.

PUBBLICATI I QUIZ MINISTERIALI PER LA PROVA DI PRESELEZIONE CONCORSO DIRETTORE SGA

Corso di 8 webinar più tutti i quiz ministeriali on line riorganizzati per materia sulla piattaforma digitale di euroedizioni a soli 30,00 euro.

In data odierna il MIUR ha pubblicato la banca dati dei 4000 quesiti a risposta multipla su cui saranno estratti le 100 domande per la prova di preselezione. La prova si svolgerà nelle date già programmate dal MIUR dell'11,12,13 giugno.

La nostra CASA EDITRICE ha organizzato un corso di 8 webinar  tutti incentrati sui quiz  a risposta multipla pubblicati dal ministero  per la prova di preselezione  con la finalità di spiegare in che modo affrontare lo svolgimento della prova.

Nell’incontro di informativa sull’organico del personale ATA, per il triennio scolastico 2019/2022tenutosi al MIUR nella giornata di ieri, 20 maggio, sono stati esposti i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’A.S. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1° gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Il calcolo delle dotazioni organiche terrà conto del numero di alunni con disabilità, per cui la riduzione, che ci sarebbe stata per effetto della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Il taglio previsto inizialmente di 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati, consentendo, il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Il saldo complessivo – pari per l’A.S. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1° gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, per questo si attendono i decreti applicativi del Ministero.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.1/2019

E' l’anno del reclutamento dei nuovi dirigenti e dei direttori amministrativi!

EDITORIALE di Anna Armone Direttore responsabile, Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Da questi due reclutamenti dovrebbe emergere una classe gestionale in grado di reggere la complessità della scuola,

complessità che potrebbe benissimo essere contenuta e,

anzi, ridotta, lasciando alla scuola la realizzazione

più proficua della sua missione

È l’anno dell’immissione negli organici del personale dirigente e amministrativo della scuola di un gran numero di vincitori dei concorsi in atto o in via di realizzazione. Il reclutamento del personale in un’organizzazione pubblica deve partire non solo dal disegno organizzativo di questa, ma anche dalla visione politica dell’organizzazione. E da qui partiamo. Il concorso per dirigente scolastico è nella fase centrale e presumibilmente si concluderà entro l’estate 2019. Dal programma d’esame viene fuori un profilo dirigenziale molto complesso che fa trasparire un’organizzazione scolastica fondata su un apparato amministrativo analogo a qualsiasi altro apparato pubblico. La normativa richiamata copre tutti gli ambiti dell’azione amministrativa, dalla contrattualistica alla sicurezza, alla privacy, al rapporto di lavoro. E questo è un riferimento alla normativa generale. Poi c’è la normativa di settore che riguarda in modo specifico la scuola.

CORSO SUI QUIZ MINISTERIALI PRESELEZIONE CONCORSO PER DIRETTORE SGA

WEBINAR di Esercitazione sulla batteria dei quiz  che saranno pubblicati dal MIUR 20 giorni prima della prova di preselezione a soli 30,00 euro

Il corso comprende 8 webinar  tutti incentrati sui quiz  a risposta multipla che saranno pubblicati dal ministero  per la prova di preselezione  con la finalità di spiegare in che modo affrontare lo svolgimento della prova. L'obiettivo dei webinar è appunto quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quiz a risposta multipla, mediante l'esercitazione pratica proprio sui quiz  ministeriali.

Nel corso di un comizio elettorale a Tivoli,il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salviniha ricordato che la settimana prossima approderà in Parlamento la legge per introdurre le telecamere negli asili nido e nelle case di riposo per anziani, proposta fortemente sponsorizzata Lega proprio allo scopo di “difendere bambini, anziani e disabili”.

Analoga dichiarazione ha reso in analoga situazione a Potenza, confermando di avere assunto una attenzione molto particolare nei confronti della scuola. Durante un comizio elettorale a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, aveva chiaramente annunciato: "Entro maggio sarà legge la possibilità di mettere le telecamere in scuole materne e case di riposo per difendere bimbi, anziani e disabili. Però stiamo valutando di metterle anche nelle superiori per difendere i professori da qualche alunno imbecille e maleducato. E fosse per me - nel nome del rispetto e della parità - chiederei che venga messo anche il grembiule per evitare che ci sia il bimbo con la felpa da 700 euro e il figlio dell'operaio che non se lo può permettere. Già so che diranno che lo faceva anche il duce. Siamo in democrazia ma io penso che un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina".

Ricordiamo che, secondo il Garante, “nessuna telecamera potrà mai sopperire a carenze insite nella scelta e nella formazione del personaledeputato all’educazione e all’assistenza dei soggetti meritevoli della maggiore attenzione”.

Contrari alle telecamere sono contrari anche la gran parte dei docenti, che ritengono il provvedimento lesiva della privacy dei lavoratori.

Nel corso della presentazione del Portale Nazionale della scuola in ospedale, il Ministro Bussetti ha annunciato che è sua intenzione “pensare con i sindacati a qualche misura in più nel rinnovo del contratto per i docenti che si occupano da vicino dei ragazzi in ospedale”.

“Oggi – ha precisato il ministro – i docenti che lavorano in ospedale hanno una indennità minima. Vorrei creare una classe di docenti attenta a questi problemi specifici. Con il rinnovo contrattuale con le organizzazioni sindacali vorrei garantire loro un sostegno di questo tipo. La scuola ha una missione educativa forte: garantire il diritto allo studio e la continuità didattica per i ragazzi che sono impossibilitati a frequentare i normali percorsi d’istruzione è determinante per consentire alle famiglie di continuare ad aver speranza nel futuro”.

Nel corso di un punto stampa al Forum Pa, il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, ha annunciato che il Governo sta studiando un disegno di legge per istituire un corso universitario al termine del quale, attraverso un concorso, si possa entrare nella pubblica amministrazione.

“Oggi c'è un grosso problema per i giovani - ha detto Bongiorno-, non riescono a trovare lavoro quando escono dall'Università, di solito escono con un tipo di formazione estremamente generica.Con il ministro Bussetti abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all'università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella pubblica amministrazione e permette alla Pa di assumere ragazzi. Perché non è possibile che si entri nella Pa soltanto a 35 anni,si deve entrare prima. Quando dico che nella legge di bilancio ci sono risorse, do già delle risposte. Stiamo parlando di un piano concreto e fare ricambio generazionale”. Sui tempi di realizzazione di tale progetto Bongiorno ha poi aggiunto "quando ci sarà un ddl”.

Il ministro ha anche annunciato che sta sperimentando un concorso territoriale in Campania per evitare il fenomeno delle migrazioni. “C’è un nuovo concorso al quale tengo particolarmente che è un concorso territoriale, lo stiamo sperimentando con il presidente della Campania. È un concorso che permette al singolo di partecipare a un concorso sapendo quale è la sua destinazione finale - ha spiegato, - cosi che se ci sono concorsi nella regione Sicilia si resta in Sicilia, se ci sono concorsi in Campania, in Campania; questo permette di evitare la migrazione del dipendente pubblico. Il bando sarà entro giugno e il concorso sarà a fine agosto”. Avviata la sperimentazione, Bongiorno non ha escluso che questa formula di concorso territoriale possa essere resa obbligatoria.

Determinata nel voler contrastare l’introduzione dei controlli biometrici per i dirigenti scolastici contenuta nel “Decreto concretezza”, l’ANP si è rivolta direttamente al Presidente Mattarella, rappresentando le ragioni che attengono al ruolo e alla funzione dei dirigenti scolasticicontro una disposizione che appare come una massiva violazione della privacy.

«Signor Presidente,

mi rivolgo a Lei per evidenziare l’emergenza di una questione che ritengo di primaria importanza per la tutela delle amministrazioni e delle scuole pubbliche, nonché per la dignità dei rispettivi lavoratori. In qualità di Presidente dell’ANP, l’associazione professionale maggioritaria dei dirigenti scolastici, Le rappresento il carattere di assoluta gravità di alcuni provvedimenti contenuti nel cosiddetto “decreto concretezza”. L’introduzione generalizzata di controlli biometrici per la verifica della presenza, sul posto di lavoro, di tutti i dipendenti pubblici contrattualizzati, con l’esclusione dei soli insegnanti, è una misura che presenta una massiva violazione della privacy – in quanto coinvolge oltre due milioni e mezzo di persone – ed è molto sproporzionata rispetto al dichiarato e pienamente condivisibile scopo: evitare condotte disoneste come quelle dei cosiddetti “furbetti del cartellino”. Condotte che, però, riguardano una irrisoria percentuale di lavoratori e che andrebbero combattute conferendo ai dirigenti adeguati poteri gestionali. Una “schedatura” biometrica di massa senza precedenti come quella prefigurata non migliorerà certo la produttività delle amministrazioni pubbliche ma, al contrario, favorirà demotivazione e inefficienza. Per i dirigenti – scolastici e non – la misura è, inoltre, del tutto insensata: si tratta di personale senza orario di lavoro e la cui valutazione dipende solo dai risultati ottenuti. La conoscenza del tempo trascorso in ufficio, quindi, non ha nulla a che fare con la trasparenza. Nello specifico caso dei dirigenti scolastici, poi, la cosa è ancora più assurda: per la prima volta, da quando esiste l’organizzazione del lavoro, si sovverte il principio di gerarchia, sottoponendo il capostruttura ad un controllo da cui è esclusa la maggior parte del personale in servizio presso la stessa. Aggiungo che, stante l’equiparazione del dirigente scolastico al datore di lavoro a fini antinfortunistici, dovrebbe semmai avere lui contezza delle effettive presenze, contrariamente a quanto previsto. Tutto questo per non parlare dei costi: trattandosi di un provvedimento “senza oneri aggiuntivi per lo Stato”, la spesa necessaria per acquistare e installare i dispositivi di controllo biometrico nelle scuole, stimabile in circa cento milioni di euro, assottiglierà corrispondentemente le loro risorse ordinarie.

I dirigenti scolastici, Signor Presidente, sono i primi garanti di una quantità di diritti di rango primario: dal diritto allo studio, al diritto al lavoro, alla libertà di pensiero e di insegnamento, al diritto alla salute, solo per citarne alcuni. Si tratta di persone che, tra mille difficoltà, si impegnano ogni giorno per migliorare la qualità formativa delle scuole di ogni ordine e grado, creando così le premesse sostanziali di un’Italia più giusta e democratica, proiettata verso un futuro di sviluppo sostenibile ed un concreto benessere che si ispiri ai valori della solidarietà e del bene comune. A questi fedeli servitori dello Stato che, con un carico di responsabilità e di competenze che quasi non ha eguali nello scenario della pubblica amministrazione, si vuole ora imporre un controllo insensato e irragionevole, con un accanimento che non ha precedenti e con grave lesione della loro autorevolezza. I dirigenti che spesso appelliamo ancora “Presidi” si dividono ogni giorno tra una quantità di plessi, dislocati sovente a molti chilometri di distanza, per risolvere i problemi di studenti e famiglie, per incontrare i rappresentanti degli enti locali, per ottimizzare risorse inadeguate rispetto ai bisogni di un’utenza che chiede sempre più qualità e tutela, per prevenire le insidie di contesti degradati che continuamente richiedono la loro coraggiosa dedizione. Come Lei ha spesso ricordato, Signor Presidente, la scuola italiana ha bisogno di competenza, qualità, spirito di servizio, innovazione e cultura; non certo di accendere inutili conflitti o di screditare il prestigio di chi, da sempre, profonde impegno e professionalità ad esclusivo vantaggio dei cittadini. Faccio dunque appello alla Sua sempre premurosa attenzione per il rispetto della legittimità formale e sostanziale delle leggi, nonché per la salvaguardia dei valori e dell’autorevolezza che le nostre istituzioni sono chiamate ad incarnare, affinché la proposta di verifiche biometriche venga accantonata durante l’imminente passaggio nell’aula del Senato La ringrazio per l’attenzione e Le invio i miei più rispettosi saluti. Roma, 12 maggio 2019»

FARE L'insegnante n.3/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

Il team teaching: dimensione razionale e dimensione emozionale

La storia della dimensione gruppale della funzione docente ha inizio con i decreti delegati del 1974 che, come è noto, istituiscono il Collegio dei docenti e i Consigli di classe, interclasse e intersezione. È una innovazione straordinaria che si spiega se si considera attentamente il clima culturale, sociale e politico dell'epoca. Oggi, dopo più di quarant'anni, ne conosciamo gli esiti, anche alla luce dell'attribuzione dell'autonomia agli istituti scolastici e, ovviamente, ciò che si è  concretizzato a partire dal dettato normativo è di fatti qualcosa di molto diverso da ciò che prevedeva il legislatore. Infatti, oggi ci troviamo ancora  di fronte ad un docente  dal ruolo forte, unico diretto responsabile dell’azione formativa della scuola, interprete  di una libertà di insegnamento che può essere  fatta oggetto  di contestazione soltanto quando si manifesta con modalità riconducibili alla patologia e/o alla estemporaneità.

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Il Team modulare della primaria: possibile paradigma dell’insegnamento cooperativo di Filippo Cancellieri

Il dibattito sulla pluralità dei docenti è partito negli anni Settanta del secolo scorso dalla scuola elementare con la critica al  maestro tuttologo. Si metteva in evidenza, innanzi tutto, la necessità di offrire ai bambini una molteplicità di figure adulte a supporto della loro maturazione socio-affettiva che richiede relazioni e scambi ampi, ricchi, diversificati, che la maestra-chioccia non poteva più garantire.

L’argomentazione  più convincente contro il docente unico era però fondata sulla complessità dei nuovi curriculi, non più limitati al tradizionale  leggere,  scrivere e far di conto, ma con un articolato  impianto  disciplinare che presuppone la presenza di più docenti, ognuno con approfondite competenze in specifici settori del sapere.

 

Il team-teaching di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Carlo è un bambino che da poche settimane ha cominciato la scuola primaria. La scuola che adesso frequenta ha ricevuto la documentazione appropriata relativa ad una diagnosi di uno specifico BES. L’insegnante curriculare e l’insegnante di sostegno hanno visioni molto diverse rispetto al modo in cui approcciarsi al bambino. In classe, la tensione è sempre alta. L’una predilige metodi normativi orientati al raggiungimento di risultati comportamentali e cognitivi, e l’altra modalità di intervento educativo più orientate alla cura della relazione e all’integrazione nel contesto sociale della scuola. Spesso perdono il controllo e si delegittimano reciprocamente davanti ai bambini, nonostante la voglia di trattenersi per non rompere l’equilibrio della classe e per non nuocere alla formazione degli alunni.

 

L’insegnante responsabile di efficienza e di efficacia di Umberto Savini

“Non sono affatto d’accordo!”, mi disse secca e arcigna una delle due insegnanti che, insieme a me, era stata invitata a rispondere alla domanda “chi è l’insegnante oggi” e a partecipare l’opinione agli insegnanti di un Istituto comprensivo.

A dire la nostra eravamo in tre: oltre a me, dirigente scolastico, e alla contestatrice, un’altra insegnante: entrambe avevano parlato prima di me.

Una aveva caratterizzato la figura dell’insegnante proponendo un lungo elenco di comportamenti che si potrebbero definire etico-professionali (“…che sa chinarsi sui bambini - …che ricerca opportune strategie didattiche - …che prepara coscienziosamente le lezioni – che… che…che…”) mentre l’altra aveva centrato il suo discorso su categorie etico-sindacali (“niente da dire sull’elenco precedentemente proposto ma attenzione a che i comportamenti non superino limiti contrattuali garanti della dignità professionale ecc. ecc.”).

 

 

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

 Come sta la Buona Scuola? Analisi disincantata e modeste proposte di Luciano Lelli

La Buona Scuola oltre la “Buona Scuola”

Con la locuzione Buona Scuola non mi riferisco in questo passaggio (lo farò a seguire) al contingente significato politico della stessa, riferito alle intenzioni e alle disposizioni normative del governo presieduto da Matteo Renzi, bensì all’estensione semantica complessiva, generale e per svariati aspetti atemporale dell’espressione, animato così dal proposito di sottrarmi ad ogni tentazione di propaganda e di mistificazione che quasi inevitabilmente è sottesa alle maniere di comunicare dei politici.

Ciò doverosamente premesso, specifico subito che per la scuola il periodo corrente è di natura prevalentemente grigia. Si può dire, infatti, che per i governanti attualmente in carica la scuola non rientri nel novero degli interessi principali. Evidenzia con crudezza ciò anche la circostanza che, nel cosiddetto contratto di governo, alla scuola siano riservate poche ed evasive battute (cambio di rotta nei riguardi della “Buona Scuola”, ovviamente come configurata in termini politici, amministrativi e in senso lato culturali dal governo precedente; revisione del sistema di reclutamento dei docenti; superamento, cioè abolizione, della cosiddetta “chiamata diretta”; modifica dell’alternanza scuola-lavoro, considerata provvedimento addirittura dannoso).

 

Radiografie al sistema scolastico e formativo di Gian Carlo Sacchi

In un’epoca in cui fare formazione vuol dire essere considerati una componente dello sviluppo economico e quindi sottoposti a verifica dei risultati e giudicati sulla base della capacità di trasferire le competenze degli allievi direttamente nel mercato del lavoro, anche il nostro sistema scolastico e formativo è sotto la lente di ingrandimento. Numerose ricerche, nazionali e internazionali, negli anni hanno sfornato una enorme mole di dati, frutto di osservazioni dall’esterno e di analisi dall’interno, che vengono offerti all’opinione pubblica attraverso i media, mentre la politica alla quale sarebbero principalmente destinati manifesta un interesse piuttosto superficiale, momentaneo, presa com’è dalla routine e da emergenze di vario genere.

Si vuole puntare alla sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa ed alla competizione tra i sistemi, secondo una visione che ha prevalso nell’ultimo mezzo secolo eche vedeva nell’istruzione un ascensore sociale sempre più adeguato al progredire delle attività produttive  ed all’organizzazione della società.

 

La co-progettazione tra team teaching, multi e interdisciplinarità di Loredana De Simone

Il team, in senso lato, è un gruppo di persone che collabora sinergicamente per raggiungere in modo condiviso gli stessi obiettivi.  Nella scuola lavorare in team è un aspetto necessario e imprescindibile per realizzare un tipo di insegnamento /apprendimento efficace e, soprattutto,  fondante di  un sapere quale tessuto interdisciplinare e multi disciplinare, finalizzato alla promozione di alunni competenti. Questo, però, comporta uno sforzo notevole, in particolare nella scuola superiore dove gli  spazi  e i tempi, destinati  al confronto, alla condivisione e alla co-progettazione, sono veramente ridotti.

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Lo sfondo integratore: oltre la forma e l’apparenza,  la sostanza di Sabrina Devona

La mia riflessione nasce dal desiderio di incoraggiare ogni operatore della scuola e soprattutto me stessa e dalla convinzione che ciò che funziona bene va conservato e con la giusta manutenzione.

L'anno da poco iniziato ha riportato a scuola dei bambini nei quali l'interesse sedimentato per gli Gnomi nello scorso anno scolastico pare facilitare le attività educative e didattiche.

 

Accoglienza e allestimenti di Tìndara Rasi

La prima tappa di ogni adeguata accoglienza prevede uno screening iniziale per conoscere il “capitale umano” dei bambini, cioè le loro capacità iniziali, le loro skills di base e i loro talenti potenziabili. La seconda tappa imprescindibile è sempre quella di individuare spazi fisici e temporali per le attività, e di allestire gli ambienti in base alla progettazione annuale, pensando a migliorare il benessere ambientale. Per percepire positivamente l’ambiente scolastico è necessario infatti starci bene, come a casa propria (in mindfulness). Neiprimi mesi dunque, soprattutto per i piccolissimi, più che a richieste grafiche immediate o ad attività cooperative/operative, dovrebbe essere data importanza alla predisposizione di un ambiente salubre che favorisca la nascita di gruppi cooperativi e lavorativi come successiva “conseguenza naturale” (Montessori) nel benessere più totale. Ma come fare?

 

 

 

SCUOLA PRIMARIA

La valutazione degli alunni nel I Ciclo d’Istruzione: le innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2017 di Monica Piolante

Il tema della valutazione è certamente uno di quelli  più scottanti  nel panorama  della scuola  italiana contemporanea. Il termine “valutazione” consiste  nell'attribuire  un valore  a qualche prodotto o alla persona  che lo ha incarnato. Infatti, valutare  comprende  da un lato  aspetti  di carattere  metodologico e dall'altro  intende sottolineare  la qualità degli esiti di una verifica  degli apprendimenti.

Ma l'aspetto più significativo della valutazione  nel I Ciclo della scuola italiana odierna è quello proposto dalle “Indicazioni Nazionali” del 2012 che all'idea  tradizionale di  valutazione intesa soprattutto in senso  selettivo, sostituisce l'idea  di una “valutazione formativa” orientata alla promozione  dello studente  e al miglioramento  complessivo  della qualità  della scuola. In tal senso nella scuola odierna  (il I Ciclo della scuola  italiana) la valutazione  è destinata  a determinare effetti  e decisioni  che riguardano  soprattutto  l'azione  dei docenti.

 

Team teaching: agire complesso, condiviso, fattibile di Emanuela Cren

La scuola primaria, si sa, rappresenta il primo anello formale di congiunzione tra le diverse fasi istituzionalizzate della scolarizzazione del bambino: lo accoglie dopo l’esperienza legata al “fare” propria della scuola dell’infanzia e lo introduce al grado successivo attraverso un percorso che prevede, tra i vari traguardi, capacità di astrazione e pensiero logico.

A declinare i percorsi necessari allo sviluppo di tutto ciò, sono i curricoli e le varie discipline, viste sia singolarmente che in correlazione. Si apre una spirale crescente in cui l’azione cardine è la progettazione di un percorso educativo-didattico spendibile all’interno di una classe che, di per sé, è un vero e proprio microcosmo (Levine, 1997), con le proprie caratteristiche, necessità ed abitudini, in cui convergono routine allo scopo di facilitare innovazioni per stimolare la crescita sia personale che del gruppo in toto. Il docente si relaziona con la diversità in tutte le sue sfaccettature, interagendo con la personalità degli

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Ricchi di parole, ricchi di pensiero di Michela Agazzani

Quanto serve conoscere le parole, avere un proprio, ben strutturato, vocabolario mentale!

La competenza lessicale aiuta nel saper parlare, scrivere, comprendere, studiare. Non solo, aiuta nel proprio saper essere, nel presentarsi agli altri e a se stessi,nel portare avanti le proprie idee. Compito fondamentale della scuola è far acquisire una sicura e ricca padronanza del lessico comune e specifico, entrando nel merito delle singole discipline, che possa strutturare, integrare, implementare il vocabolario mentale di ciascun alunno. Bisogna pensare e progettare una educazione linguistica che formi un “parlante intelligente”: il linguaggio è strettamente connesso con l’intelligenza, il suo sviluppo favorisce l’intelligenza e la potenzia. La sede del linguaggio è nel cervello come insegnano le neuroscienze.

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Un esempio di co-progettazione didattica per conseguire competenze dal profilo europeo di Marco Pellizzoni e Stefania Borra

L’interdipendenza disciplinare è cosa oramai risaputa; ciò nonostante fatica ancora a radicare nelle scuole italiane. Numerose sono le cause che minano tale processo, necessario per contrastare la separatezza disciplinare e pervenire ad una essenzializzazione dei curricula di Istituto. Il punto di partenza, probabilmente, non può rimanere quello della progettazione per competenze di carattere squisitamente disciplinare, con il proposito, in un secondo momento, di pervenire ad una progettazione transdisciplinare, concernente quindi più discipline, atta al raggiungimento di un obiettivo condiviso. A nostro avviso, il focus attentivo deve essere posto anzitutto sulle competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi (PECUP), ossia sulle competenze che gli studenti devono possedere al termine del curricolo scelto.

 

La Bellezza tra virtù e virtuale di Elisabetta Imperato

Nel mondo moderno, a partire soprattutto dal Romanticismo, l’idea della bellezza si collega spesso alla nostalgia per qualcosa che si ritiene irrimediabilmente perduto. Molti poeti individuano in questo struggente senso di perdita e di lontananza, l’essenza stessa della bellezza (quel “vago e sconvolgente oltre”). L’idea di bellezza, la sua percezione, indubbiamente si modificano nel tempo. Ma dove collocare le fratture storiche, i passaggi epocali, e in base a quali criteri? Potremmo iniziare, seguendo un percorso storico dalla bellezza greca intesa come proporzione, con l’individuare il cambio di paradigma nella filosofia di Plotino, che concepisce il bello non più come ordine e simmetria, ma come infinito, indefinito e luce. Potremmo partire dalla rivoluzione copernicana, col tentativo da parte dell’uomo, spinto nel buio di un carcere periferico, di assorbire il colpo della perduta centralità e di fare i conti con l’infinito. Potremmo iniziare il nostro viaggio seguendo i francoforte si nell’analisi di un processo di enorme rilevanza sociologica: l’avvento della società di massa che porta con sé la trasformazione del lavoro artistico e del consumo di bellezza.

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Apprendere da adulti: alcune soluzioni pratiche per un’organizzazione flessibile della didattica di Carla Deiana

1. Flessibilità e apprendimento permanente

La flessibilità secondo la definizione del dizionario è la proprietà o la caratteristica di piegarsi, modificarsi, adattarsi a situazioni o condizioni diverse. Un termine molto usato nel mondo della scuola degli ultimi venti anni, da quando il Regolamento dell’autonomia, il D.P.R. 275/99, ha legato l’autonomia scolastica al concetto di flessibilità affermando che “l'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale” (art. 3).

La dimensione della flessibilità tarda però ad affermarsi nella pratica scolastica, poiché si scontra spesso con i modelli organizzativi tradizionali, con la rigidità dei tempi, degli spazi, dell’inquadramento delle discipline e con la resistenza al cambiamento, spesso caratterizzante le pratiche quotidiane di molti docenti.

 

Rubriche

Lettera al direttore

 

Maestri del passato che parlano al presente

Il primo maestro “moderno”: Vittorino da Feltre di Gianni Balduzzi

Nella storia dell’educazione ci sono dei personaggi che conservano immutato il loro fascino, al di là del tempo e nonostante le radicali trasformazioni dei costumi e della società. Uno di questi personaggi è certamente Vittorino da Feltre, di cui sia i contemporanei, sia gli storici più recenti hanno riconosciuto l’originalità e l’importanza: “quando morì, nel 1446  ̶ scrive Bowen ̶  egli era divenuto, più di ogni altra singola figura,la personificazione del nuovo modo di concepire il maestro di scuola”1.

Da molti è considerato, infatti, un educatore geniale, il primo maestro “moderno” per cui il metodo è il suo stesso modo di vivere, che sta alla base di un rapporto maestro-scolaro impegnativo e ricco di empatia, tutto teso alla valorizzazione delle capacità individuali dei propri allievi.

Giudizi di questo genere comportano, inevitabilmente, una domanda preliminare: chi era questo Vittorino?

 

Le Parole della Scuola

Collegialità docente di Ivana Summa

Tutte le organizzazioni di lavoro, per raggiungere i propri obiettivi, si basano su una qualche forma di azione collettiva, ovvero sul fatto che tutti gli attori organizzativi, pur con compiti e ruoli diversi, collochino la loro prestazione in un sistema più ampio che rende coerente l'azione dei singoli. Oltre alla divisione/coordinamento del lavoro attraverso la modalità burocratica, fatta di rigoroso rispetto delle regole e vincoli procedurali cui corrisponde la logica del controllo, possono essere adottate altre modalità di gestione per rendere operativa l'azione collettiva ed una di queste è proprio la collegialità, intesa come un metodo di lavoro che consente la partecipazione e crea responsabilità, ma che richiede coordinamento.

 

Arte Musica e Spettacolo

Re della terra selvaggia: educare alla costruzione del sé di Vincenzo Palermo

Hushpuppy è una bambina di sei anni e vive col padre nelle paludi nel sud della Louisiana, un luogo che per gran parte dell’anno è sommerso dalle incessanti inondazioni, tanto da essere chiamato “la grande vasca”. Le continue catastrofi ambientali che si abbattono sul territorio, i grandi cicloni e gli allagamenti costanti, non fanno che complicare le condizioni di vita nelle quali sguazzano la bambina e gli abitanti del villaggio. Quando il papà, dal temperamento aggressivo e spinto a trasformare la sua unica figlia nel “re” del focolare, si ammala gravemente, Hushpuppy rimane da sola a fronteggiare un destino crudele che la spinge a dare inizio alla sua “autobiografia” immaginaria per i posteri.

 

Legislazione e normativa scolastica

Il Patto di corresponsabilità educativa. Ha valenza giuridica? di Anna Armone

La serie dei procedimenti che coinvolgono la famiglia e lo studente inizia con il momento dell’iscrizione e via di seguito con l’inserimento nella classe, la valutazione dell’apprendimento, la gestione della disciplina, della vigilanza, della sicurezza. In tutti questi procedimenti si azionano diritti dello studente e della famiglia e doveri della scuola e degli stessi studenti e famiglie. Come vedremo più avanti si tratta di una trama che supporta i comportamenti degli uni e degli altri.

L’intervento dell'allora Ministro Giannini, avente ad oggetto il Patto di corresponsabilità educativa  giunse alla fine di una sequenza di eventi ed episodi allarmanti che, già a partire dal precedente Governo, portarono l’amministrazione a puntare decisamente sull’alleanza scuola-famiglia al fine di ribadire impegni e responsabilità condividendo le regole e i percorsi di crescita dei ragazzi.

Lo strumento normativo utilizzato per modificare lo Statuto delle studentesse e degli studenti è stato il D.p.r. n. 235/2007 che ha modificato gli articoli 4 e 5 e ha introdotto l’art. 5 bis.

 

 

Un libro al mese

Ancora Edgar Morin, Conoscenza Ignoranza Mistero di Luciano Lelli

Nel n. 2 appena pubblicato della rivista, Rosanna Rinaldi ha,con specifica recensione, consigliato la lettura del saggio di Morin Insegnare a vivere –Manifesto per cambiare l’educazione. Può sembrare eccessiva la reiterazione qui del consiglio a replicare l’approccio al nonagenario studioso francese, mediante lettura del suo più recente contributo Conoscenza Ignoranza Mistero; ugualmente però formulo la raccomandazione di procedere alla ricognizione dell’opera appena menzionata, per una serie di motivi fondanti che espliciterò.

 

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