Ultime notizie

FARE L'INSEGNANTE N. 5/2020

Editoriale di Ivana Summa -La scuola di fronte ad un compito di realtà

Che cosa hanno fatto le scuole in questi mesi di choc organizzativo? Presto detto: hanno affrontato un “compito di realtà” somministrato, contemporaneamente e impetuosamente, a ciascun insegnante, al dirigente scolastico e a tutto il personale della scuola, da soli e collettivamente. Chi ci legge sa benissimo che cosa sia un compito di tale natura e come lo stesso - se somministrato in ambito scolastico e formativo - riguardi sia la fase di progettazione del curricolo d’istituto e dei curricoli disciplinari, sia la fase di valutazione delle competenze. Ma perché sia efficace sul piano dell’acquisizione di competenze da parte del soggetto che apprende, è necessaria la cosiddetta autovalutazione che, essendo un processo metacognitivo ed esercitando una sorta di controllo sul proprio apprendimento, induce comprensione profonda e consapevolezza delle proprie capacità.

DIRIGERE LA SCUOLA N.7

Editoriale di Vittorio Venuti -Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Indubitabilmente il coronavirus ci ha fatto precipitare in una condizione esistenziale ad elevata drammaticità, squassando certezze, abitudini e tutto ciò che si dava per scontato, in primo luogo la nostra pervicace tendenza a ritenerci, per lo più, padroni del mondo, centri permanenti e ingordi di interessi e voglie, in qualche modo trascurando di essere anche al centro di manovre e seduzioni in quanto pedine di giochi giocati ad un livello decisamente superiore, ma non per questo più nobili.La scuola ha resistito allo schianto e ha messo in atto una modalità di funzionamento che, occorre riconoscere, è stata formidabile, per quanto confusa e manchevole per molti aspetti, essendo stata essa stessa oggetto, negli ultimi decenni, di politiche malaccorte e discordanti che l’hanno penalizzata e “tagliuzzata” fuori logica e fuori misura compromettendone finanche il regolare funzionamento. Possiamo dire che la scuola si è, finora, salvata grazie al naturale istinto di sopravvivenza che si riconosce agli organismi viventi (e la scuola lo è) e per la forte capacità creativa di adattamento e di riprogettazione che, in certi momenti, proprio gli organismi viventi sanno esprimere; quindi non per grazia di un sistema centrale che, incomprensibilmente e caparbiamente, ha perseguito logiche fuorviate e disorientanti, come se il destino della scuola fosse cosa marginale nel progetto politico del Paese.

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Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Michela Lella-La comunità scolastica ai tempi del corona virus

Ivana Summa-Che impresa cambiare la scuola!

Anna Armone-La privacy a scuola

Edgardo Escamilo-Il coronavirus e la disciplina sullo stress lavoro-correlato

Michele Di Filippo -Deludenti i risultati dell’indagine OCSE-PISA 2018 Financial Literacy 

Vittoria Striato-Come la creatività può favorire l’acquisizione di competenze

Annalisa Frigenti - Anna Immacolata Lepore -Un possibile percorso per l’apprendimento del testo argomentativo attraverso una didattica per competenze: La “Logica” del fumetto

Antonio Sapiente-Il  passaggio di gestione tra dirigenti scolastici

Antonietta Di Martino -Inserto sicurezza:Il ruolo datoriale nella scuola: aspetti giuridici e aspetti di crescita professionale

 

Rubriche

 

I CASI DELLA SCUOLA A cura di ... Antonio Di Lello -Alunno disabile grave posticipo ingresso primaria

 

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro -Perchè guardare alle tante Europe che ci portiamo dentro? 

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti -Inclusione, metacognizione e creatività alla base della scuola che sarà

Argomenti:

Michela Lella-La nuova frontiera della scuola pubblica

Maria Rosaria Tosiani-Le misure economiche del governo per rilanciare l’economia del paese dopo i guasti del coronavirus

Antonio Di Lello-Periodo di formazione e di prova Il funzionamento del comitato di valutazione dei docenti (5° Parte)

Luciana Petrucci Ciaschini -I decreti d’inquadramento tramite SIDI 

Salvatore Giacinto -Il quadro normativo sulla tutela degli alunni disabili (1° Parte)

Sandro Valente -I contratti per servizi assicurativi degli istituti scolastici

Sandro Valente -Come stipulare il contratto di assicurazione

Stanislao Copia-Come deve avvenire la fatturazione elettronica dei servizi assicurativi

Maria Rosaria Tosiani-Le novità del Decreto Scuola dopo la definitiva approvazione del Parlamento

Rosanna Visocchi-Licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Antonio Di Lello -Precedenza nel trasferimento per assistere il genitore disabile

 

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Attività alternative alla religione cattolica

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA... a cura di Vittorio Venuti -Io, il mio lavoro e il.. Coronavirus

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Rivista trimestrale di

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone -  La valutazione ai tempi del coronavirus

Raffaele Iosa  - L’iclusione in comune

Renato Loiero  - Emergenza covid-19: gli interventi normativi nel settore scolastico

Francesco G. Nuzzaci  - Dalla fase emergenziale alla fase quasi-strutturale della didattica a distanza: l’an, l’id e il quomodo

Vanna Maria Monducci  - Didattica a distanza: opportunità per una didattica nuova d

Federica Marotta -  La flessibilità normativa del limite minimo di frequenza: la decisione del T.A.R. Puglia - Sezione II - n. 233

Nicoletta Tomba -  L’ “incoronamento” del digitale

Adriano Cecconi -  La revisione legale dei conti delle istituzioni scolastiche

Giuseppe Zavettieri -  Ruolo, funzioni e responsabilità del personale docente

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA  a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO a cura di Giuliana Costantini

RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Antonio Di Lello - Gli Esami di Stato nel secondo ciclo di istruzione (maturità) per l’anno scolastico 2019/2020

(O.M. n. 10 del 16 maggio 2020)

Gianluca Dradi - Sintesi delle operazioni connesse con lo svolgimento degli esame di stato

(O.M. n. 10 del 16 maggio 2020)

Silvia Giannone - Coronavirus: le ripercussioni sullo svolgimento degli esami di maturità. Misure urgenti adottate dal Governo e dal Ministero dell’Istruzione

Marco Saccucci e Sabrina Morrea - Vademecum scrutini ed Esami conclusivi del Primo ciclo di istruzione

Stefano Callà - Le misure adottate per la scuola dal c.d. decreto rilancio

Salvatore Argenta - Obbligo di adesione a PAGO PA

Sandro Valente - Il punto sulle Note del Miur in tema di proroga dei contratti di supplenza breve

Sandro Valente - La privacy nella conclusione dell’anno scolastico

 

L'INFORMAZIONE

Adozioni libri di testo anno scolastico 2020/2021: pubblicata l’ordinanza ministeriale

Emanato il Decreto e le tabelle sulle dotazioni organiche del personale ATA

Autorizzate le proroghe delle supplenze dei contratti del personale ATA

Comandi personale docente e dirigente a.s. 2020-2021

Pubblicato il decreto ministeriale sulle immissioni in ruolo dei posti quota 100

Emanato il bando per la graduatoria nazionale per l’internalizzazione lavoratori ex LSU e appalti storici

Sottoscritto Protocollo d’intesa per garantire la massima sicurezza per la maturità in presenza

Supplenze prorogate al 31 agosto


 

Argomenti:

Michela Lella-La scuola non c’è più

Angelo Orsingher-Cosa resterà dell’autonomia scolastica dopo il coronavirus?

Carmelo Febbe-Vent’anni di autonomia, CCNL, Covid-19, smart working

Annalisa Frigenti-SMART WORKING: il futuro della pa? vantaggi, ricadute sulla qualità, rinnovata leadership del dirigenti

Antonio Di Lello-Periodo di formazione e di prova (Quarta parte)

Luciana Petrucci Ciaschini-Decreti di riconoscimento servizi tramite SIDI (Quarta parte)

Maria Rosaria Tosiani-Valutazione dei servizi prestati nelle scuole paritarie ai fini della carriera del personale scolastico

C. Febbe e A. Orsingher-Verifiche e modifiche al programma annuale 

Rubriche:

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore - Utile ai fini pensionistici la maternità in assenza di rapporto di lavoro

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà - Il docente come pubblico ufficiale ha l’obbligo di denunciare un reato?

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti - Lo smart working e la centralità ignorata del personale ata

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti- Bene la scuola nell’emergenza, ma deve “recuperare”

Michela Lella- Oltre l’aula: riflessioni sulla didattica a distanza

Annalisa Frigenti- Dalla scuola “locus” di presenza fisica alla didattica a distanza

Gabriella Scaturro - Didattica a distanza: “fare scuola”, ma “non a scuola”, al tempo del coronavirus

Samuele Giombi- In margine alla didattica a distanza: una prima valutazione problematica e alcuni interrogativi aperti

Michele Di Filippo- L’educazione civica: nomen omen?

Rossella De Luca - “Universal Design Learning” per una didattica a distanza inclusiva

Filippo Cancellieri- Didattiche difensive

Angelo Muratore- La verifica del programma annuale nel nuovo regolamento n. 129/2018

Antonietta Di Martino- Inserto sicurezza:Lavoratori e soggetti equiparati

 

Rubriche

I CPA A cura di ... Ada Maurizio - Didattica a distanza in carcere: oltre l’emergenza

#SPORTELLOASSICURATIVOA cura di ... Vincenzo Casella

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

Parole strane corrono tra i banchi di scuola. Come ‘blockchain’

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Rimettere al centro l’inclusione, paradigma dell’identità della scuola


 

GUIDA  COMPLETA AI CONCORSI ORDINARI E STRAORDINARI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE  DI OGNI ORDINE E GRADO

A cura di Ivana Summa con contributi di Anna Armone e Loredana De Simone

Avvertenze generali per tutte le classi di concorso:  competenze psico-pedagogiche e metodologie didattiche progettazione curricolare delle discipline  Legislazione scolastica

Il testo è corredato con esercitazioni di test a risposta multipla di logica, comprensione del testo, competenze didattico/metodologiche  e legislazione scolastica

Pag. 380- € 30,00 (aggiungere 4,00 euro di spese di spedizione con corriere SDA)

Questa guida costituisce uno strumento di studio per la preparazione alle prove del Concorso Ordinario e straordinario,  perché tratta in modo completo e approfondito le principali tematiche del programma di esame  contenuto nelle Avvertenze generali riferite a tutte le classi di concorso, ivi comprese infanzia e primaria.

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di  Luciano Lelli, Direttore Editoriale

La funzione educativa della famiglia e della scuola: uno sguardo alla storia e all’attualità

FARE L’INSEGNANTEaffronta in questo numero una tematica essenziale riguardo al funzionamento della scuola, quella del suo rapporto con la famiglia; ispezionata in una triplice ottica: le tipologie della comunicazione, come nella tradizione sono lungamente state, come attualmente in linea generale si svolgono e come in vista della maturazione personale e del successo formativo delle giovani generazioni dovrebbero esplicarsi; le forme della corresponsabilità etica che entrambe le istituzioni è adeguato esercitino, al servizio educativo di bambini e ragazzi; le modalità della cooperazione che famiglia e scuola è necessario mettano in atto, sempre per favorire al massimo il«bene-essere» umano e culturale delle persone in fase di costituzione integrale del loro “sé”. Trattasi, dunque, di approccio intenzionalmente triplice che sfocia nel proposito di comprendere sinergicamente come il rapporto tra scuola e famiglia in potenza e in atto si articola e di fornire agli operatori scolastici qualche spunto per rendere il rapporto più dinamico e produttivo.

All’esordio della ricognizione è funzionale rappresentare una convinzione molto diffusa: sia la scuola che la famiglia soffrono per l’aggressione contro e in esse di patologie varie, designate nei discorsi valutativi in argomento con la categorizzazione apprezzativa crisi. In tale stato la scuola si arrabatterebbe da decenni e forse da sempre nella sua natura di“apparato ideologico” dello Stato. Lungamente dal suo canto la famiglia è stata percepita quale fondamento solido della società: man mano però essa avrebbe oscurato i suoi connotati di pregevole connotazione, caricandosi di disagi, inadeguatezze e negatività. Non mi prefiggo d’addentrarmi nelle accennate questioni di coloritura sociologica: mi limito qui a constatare che, rispetto a tempi non troppo regrediti nel passato, sia l’una che l’altra istituzione sono notevolmente cambiate, nel loro essere ontologico e nelle concrete manifestazioni di sé, non sempre e non necessariamente transitando dal meglio al peggio, anzi, anche presentando innovazioni comportamentali decisamente rilevanti per pregevolezza. Conseguentemente è mutata pure la relazione funzionale tra scuola e famiglia, la quale non è costituita solo dai fenomeni sui quali i mezzi di comunicazione di massa voluttuosamente si diffondono sul piano informativo, di aggressione anche fisica di esponenti familiari a docenti e dirigenti, ma anche da intrecci apprezzabili assai variegati.

In questa sorta di introduzione generale alla problematica, mi attengo tatticamente alla accennata tipologia triplice di esplicazione del rapporto tra famiglia e scuola. Avvio, quindi, la rapida osservazione dicendo innanzi tutto della comunicazione.

Lungamente in passato tra l’istituzione naturale (famiglia) e quella culturale (scuola) non si è data sostanzialmente effettiva comunicazione. La scuola operava sulla base dei suoi criteri pedagogici costitutivi (notevolmente persistenti nei suoi assunti fondativi) e manifestava un cospicuo disinteresse per le esperienze esistenziali extrascolastiche dei soggetti affidati alle sue cure educative. La famiglia era destinataria di periodiche informazioni sugli apprendimenti e sul comportamento dell’allievo di sua pertinenza, in colloqui ai quali un suo esponente si recava in spirito di sudditanza, incline a solidarizzare con gli insegnanti soprattutto se il giudizio ricevuto dagli stessi in merito allo specifico allievo non era apprezzativo, anche con assicurazione di duri interventi repressivi.

Sia per emersi convincimenti nella ricerca pedagogica e nelle prassi sull’importanza formativa dell’extra scuola nella configurazione degli apprendimenti e del comportamento scolastici, sia per rilevanti innovazioni normative introdotte (in particolare il DPR 416/1974 sulla compartecipazione anche dei genitori degli alunni alla gestione della scuola), sia per la rivoluzione tecnologica che sta facilitando al massimo le opportunità di comunicazione (con strumenti potenti ed economici quali i telefoni cellulari, la posta elettronica, dispositivi telematici quali WhatsApp) la comunicazione tra famiglia e scuola è stata ed è tuttora destinataria di cambiamenti estesi e profondi.

Personalmente inclino a ritenere che gli apporti dei mutamenti menzionati abbiano connotazione prevalentemente positiva, anche se non sono rare le espressioni di disagio e le manifestazioni di insofferenza di insegnanti oberati da eccesso di intrusione delle famiglie nella gestione dei processi formativi di loro stretta pertinenza e certamente censurabili le sovrapposizioni violente di familiari (casi clamorosi ma quantitativamente minimali) dissenzienti riguardo posizioni, scelte e valutazioni assunte dalle scuole.

Comunque, le emersioni di patologie relazionali rafforzano la convinzione che è adesso urgente la rivitalizzazione del Patto di corresponsabilità, con precisa puntualizzazione, anche per quanto concerne le tipologie della comunicazione, di ciò che attiene alla scuola e di quello che la famiglia può e anche deve fare. Se, infatti, le due istituzioni si sovrappongono o arrivano a invadere il territorio operativo di ciascuna peculiare, l’effetto non può non essere che confusione, incapacità di ascolto e comprensione, degrado della parola in chiacchiera.

Passo ora a una delineazione, sempre sommaria e introduttiva, della seconda valenza funzionale inerente al rapporto tra famiglia e scuola e concernente gli ambiti di responsabilità peculiari dell’una e dell’altra. È vexata quaestio se nella formazione delle giovani generazioni il primato, cioè a dire nel discorso qui intrapreso la responsabilità primaria, sia da riconoscere alla famiglia o alla scuola. Attualmente è condivisa, e con tutta probabilità concettualmente e operativamente efficace e produttiva, l’idea di un sostanziale equilibrio: essenziale è la funzione della famiglia per quanto concerne l’educazione complessiva, il progetto di vita, le scelte etiche ed esistenziali. D’altro canto di pari rilievo è il ruolo della scuola nella gestione dell’istruzione degli allievi affidati alle sue cure, soprattutto per quanto concerne contenuti, obiettivi, perseguimento delle competenze, metodi e opzioni didattiche. Ovviamente non sostengo qui che la famiglia non debba mettere bocca in argomento, come succedeva in epoche trascorse, probabilmente in situazioni meno stressanti e problematiche per i docenti: però, la scuola non deve essere troppo assillata dalle pretese e dai rilievi critici della famiglia, la quale in modalità adeguata esercita il proprio impegno educativo fidandosi dell’attitudine professionale, della capacità tecnica, della disponibilità all’attenzione e alla cura, della propensione alla continua qualificazione della propria azione delle comunità di docenti che in ogni scuola co-agiscono.

Consegue, per implicazione etica, che, anche al fine di prevenire l’insorgenza di conflitti nocivi per tutti (allievi, scuole, famiglie), le singole scuole e il sistema scolastico nazionale complessivo intensamente debbono operare per mantenere e anzi implementare la propria adeguatezza professionale, in termini di cultura, specializzazione metodologica e didattica, apertura alle esigenze formative delle persone affidate alle loro cure, ottemperanza al diritto dei giovani di fruire di prestazioni di insegnamento sempre di decorosa consistenza ed anzi tendenzialmente ottimali.

Non è certamente agevole una adeguazione all’impegno in fugaci termini descritto senza ombre pertinente: anche per il fastidioso motivo che, ormai da qualche decennio e come non avveniva con pari insistenza in passato, implacabilmente e senza sostanziali cambiamenti di orientamento, sulla scuola si riversano gli strali critici di una molteplicità di opinion makers, secondo i quali sempre la scuola è in crisi, si arrabatta convulsamente in un groviglio di problemi che non riesce ad affrontare e tanto meno a risolvere, non è più capace di esercitare con perspicua professionalità la propria funzione istituzionale e fornisce, perciò, agli utenti un servizio di scarsa apprezzabilità.

Ecco, anche a contrasto di siffatta tenacissima opinione negativa e pure denigratoria, famiglia e scuola dovrebbero con più stretti vincoli allearsi nell’allusa rigenerazione delPatto di corresponsabilità, appunto per evidenziare, anche con la vivezza e l’efficacia della loro connessione funzionale che, pur nella consapevolezza della difficoltà degli impegni ai quali far fronte, la capacità di educazione e istruzione di entrambe le componenti non è così deficitaria come gli orientatori delle opinioni collettive vorrebbero far credere.

Dicoda questo punto della terza specificità in cui in questo numero di FARE L’INSEGNANTE è stata articolata l’indagine sulle relazioni funzionali tra famiglia e scuola, la cooperazione. Ribadisco che le tre prospettive d’approccio sono sinergiche: nel senso che una pertinente gestione della comunicazione agevola la consapevolezza e le pratiche efficaci della corresponsabilità, la quale è auspicabile che produca forme innovative e autenticamente formative di cooperazione. È questo per molti versi l’aspetto più delicato e problematico: per la ragione che - come ho en passant sopra annotato - incombe il rischio della sovrapposizione, della confusione dei ruoli pertinenti di ciascuna delle due istituzioni sul rapporto tra le quali qui rifletto.

Ciò ulteriormente evidenziato, nulla esclude, anzi tutto auspica che famiglia e scuola operino d’intesa, anche nella pratica delle attività e delle esperienze didattiche. Mi diffondo un poco in siffatta scansione dell’indagine.

La ricerca pedagogica da ormai lungo tempo sostiene che l’extrascuola costituisce per scolari e studenti ambiente di apprendimento, anzi, pluralità di ambienti di apprendimento, classificabili, secondo una nota categorizzazione degli stessi, quali non formali e informali. In essi, certamente dal punto di vista quantitativo, si svolge la maggior parte delle esperienze esistenziali e in senso lato educative di bambini e ragazzi. Acquisita esplicita consapevolezza di ciò, la scuola è uscita dai suoi tradizionali confini topografici (edificio complessivo, aule e immediate pertinenze) inducendo gli allievi ad esplorare il proprio ambiente di vita con i suoi strumenti interpretativi, nell’ottica di una forte risalto formativo di tali esperienze.

Essa però, per contingenze facilmente intuibili, può riservare a tale estensione soltanto una quota parziale del suo impegno e del suo tempo di attività. Ad adeguata implementazione, è altamente positivo che intervenga la famiglia, con viaggi, visite a musei, pinacoteche e altre opportunità culturali, anche con qualificazione in declinazione educativa delle singole e quotidiane esperienze esistenziali che bambini e ragazzi compiono. A ulteriore valorizzazione di siffatte caratterizzazioni dell’extrascuola, è pertinente che la scuola costantemente intervenga, trattandole come «saperi caldi», integrativi dei «saperi freddi», mediati dalle discipline, che sono il suo tradizionale campo di attività. In siffatta esplicazione ideale della cooperazione, dunque, accade che la famiglia costruisce ed amplia le esperienze esistenziali di bambini e ragazzi e la scuola ne fa oggetto di riflessione critica, di approfondimento e sistematizzazione cognitivi, così traducendole in occasioni fondative della maturazione culturale che ciascun allievo è indispensabile persegua.

La cooperazione tra famiglia e scuola è resa nei tempi correnti indispensabile e primaria, per l’avvento in scena sempre più imponente delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Tale presenza di grande rilevanza formativa, come diffusamente si sa, implica la disponibilità a scuola di svariati dispositivi informatici e telematici, che, per motivi di natura finanziaria, essa non può sempre acquisire per tutti gli allievi. Promana da tale circostanza la assai pubblicizzata metodologia BYOD (bringyourowndevice -porta il tuo dispositivo personale), consistente appunto nella richiesta che le famiglie dotino gli allievi delle attrezzature elettroniche funzionali all’implementazione della didattica.

In larga misura derivazione della ancora in corso rivoluzione digitale si può considerare una metodologia di sempre più ampia diffusione a livello internazionale, la cosiddetta Flippedclassroom (argomento in questo numero della rivista di una specifica presentazione ad opera dello scrivente). Senza particolare insistenza, qui, nell’esplicitazione dei tratti costitutivi di detta metodologia didattica, evidenzio comunque che essa muta profondamente la relazione cooperativa tra famiglia e scuola. Nella tradizione, infatti, la famiglia in merito allo svolgimento domestico dei cosiddetti compiti aveva (in realtà tuttora ha) una mera funzione sussidiaria, di stimolazione e controllo, in non pochi casi di intervento diretto nello svolgimento delle consegne addossate agli alunni.

Nell’ambito della gestione integrale o parziale della Flippedclassroom, la funzione cooperativa della famiglia muta notevolmente: non più tenuta a mera vigilanza o inappropriato intervento sostitutivo bensì sollecitata appunto a cooperare: nella messa a disposizione delle indispensabili attrezzature elettroniche, nella acquisizione primaria da parte di bambini e ragazzi delle nozioni e delle informazioni che la scuola, mutata anche grazie a tale riqualificazione della ruolo della famiglia la propria tipologia di azione formativa, procede sinergicamente a precisare, approfondire, collegare, tradurre in conoscenze e competenze solide e non volatili nel patrimonio conoscitivo degli allievi. X

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