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La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza della Legge di Bilancio 2020 non prevede nuovi tagli ma neanche fondi soddisfacenti. I famosi aumenti a tre cifre sono ben lontani!Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione, infatti,la bozza di legge di bilancio porta da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021. Come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti.

Per i dirigenti scolastici, a partire dal 2020, si prevede lo stanziamento di 30 milioni in più per il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato.

Per il personale ATA saranno stanziati 5 milioni di euro annui finalizzati alla creazione di nuove posizioni organizzative del personale.

Per la formazione dei docenti, in materia di inclusione scolastica, verranno destinati 11 milioni dal 2020.

L’innovazione digitale si gioverà di 2 milioni di euro.

Fondi saranno erogati alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado che acquisiranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, a copertura fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. I contributi verrebbero concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI a seguito dell'emanazione da parte del MIUR della circolare del 30 settembre 2019 contenente le istruzioni per la redazione del programma annuale 2020 e la comunicazione delle risorse disponibili per avviare la contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2019/2020, organizza i due seguenti corsi con modalità webinar:

- 13 novembre 2019,  ore 15- Le modalità di predisposizione del programma annuale 2020. Il webinar avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre il programma annuale mediante la compilazione del MODELLO A, allocando in modo corretto le risorse nei relativi aggregati delle entrate e delle spese.

- 14 novembre 2019, ore 15,  La contrattazione integrativa d'istituto alla luce delle regole del nuovo CCNL, le modalità, le regole, la definizione del budget e la quantificazione dei compensi da erogare al personale.

In data 29 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio di Ministri lo scorso 10 ottobre, che prevede “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, e che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, adeguato rispetto a quello approvato dal CDM per eliminare parti a rischio di incostituzionalità contiene misure che riguardano, tra l’altro: concorso straordinario per la scuola secondaria, revisione della modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito relative al concorso 2016 e della procedura per assumere in altre regioni i vincitori dei concorsi 2016, 2018, esclusione dalle rilevazioni biometriche dei dirigenti scolastici e del personale ATA, estensione del bonus merito ai docenti precari, concorso riservato ai facenti funzione DSGA, concorso per Dirigenti tecnici del MIUR.

Dalle ore 15 di martedì 29 ottobre sono aperte funzioni per l’iscrizione delle scuole alle prove Invalsi 2020. L’operazione sarà possibile fino alle ore 16,30 del 22 novembre.

Per tutte le indicazioni di merito e per la compilazione degli otto moduli utili, l’Invalsi ha predisposto una guida in formato PDF:

https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/iscrizionepdf.pdf

Pagina di accesso all’Invalsi: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=accesso.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

Saranno molti i dirigenti scolastici che mercoledì 30 ottobre si ritroveranno a Roma per protestare contro gli articoli 17 e 18 del decreto “sicurezza” (D.L. 81/2008), che li carica di eccessive e pesanti responsabilità senza riconoscere loro alcun potere effettivo né risorse utili ad affrontare i molti problemi che affliggono le scuole.

Esistono responsabilità connesse alla valutazione dei rischi strutturali che sono da imputare all’ente proprietario e non al dirigente, alquale dovrebbe competere solo l’obbligo di richiedere all’ente proprietario degli interventi strutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici. È fuor di dubbio che spetta all’ente proprietario l’obbligo di consegnare edifici a norma, verificare sistematicamente lo stato di sicurezza degli stessi, effettuare gli interventi di manutenzione per prevenire il verificarsi di situazioni di pericolo.

La manifestazione è fortemente partecipata dall’Associazione “Modifica81”, creata dalla dirigente scolastica Franca Principe, avverso alla quale, qualche settimana fa la Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale, cui si è aggiunta una sospensione dall’incarico e dallo stipendio per 5 mesi da parte del dirigente dell’USR, per una fatto occorso nella sua scuola nel 2011, durante il periodo di esami, quando peraltro, la stessa dirigente, era impegnata in altra sede.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 5/2019

Editoriale di Vittorio Venuti - Anche i prossimi aumenti non renderanno giustizia al personale né alla scuola

In occasione del 70esimo anniversario della testata giornalistica “La tecnica della scuola”, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha rilasciato un’intervista esprimendo, tra l’altro, il proprio pensiero sugli aumenti di stipendio al personale della scuola, sulla regionalizzazione e sulla rilevazione delle impronte digitali ai dirigenti scolastici.

Le risposte sulla regionalizzazione e sulle impronte digitali sono scontate, in quanto il Ministro è persona legata al partito della Lega - il cui distintivo fregia e fa buona mostra sulla sua giacca) - più interessante appare, invece, la dichiarazione in merito agli aumenti ventilati in occasione della sottoscrizione dell’intesa con le OO.SS. il 24 aprile scorso. Allora, come accade di solito, si ribadì l’attenzione sugli aumenti stipendiali agli insegnanti, addirittura enfatizzandoli a tre cifre (forte la suggestione data da riserve economiche dedicate). Rispondendo all’intervistatore il Ministro ha garbatamente evidenziato: “Dobbiamo parlare di personale della scuola, perché non dimentichiamoci del personale anche amministrativo, che svolge un ruolo importantissimo”.Si tratta, indubbiamente di un rilievo opportuno, che riflette quanto già affermato in quella parte del CCNL 2016/2018 nel quale si dà atto che il personale ATA appartiene alla“comunità educante” al punto da prevederne un coinvolgimento strutturato alle attività scolastiche, nel rispetto delle competenze e dei ruoli professionali (art. 24).

Una puntualizzazione, quella del Ministro, indubbiamente apprezzabile, però non abbiamo percezione che questa sensibilità possa tradursi in qualcosa di realisticamente consistente, vuoi perché le affermazioni di principio dei politici sono soggette all’amnesia e ricadono in un calderone comune di dimenticanze, vuoi perché i fatti hanno dimostrato sempre che c’è un oceano tra il dire e il fare e vuoi perché, conti alla mano, le risorse disponibili per gli aumenti consentiranno un incremento medio di poche decine di euro vanificando ancor più il manifesto e seducente obiettivo di rincorrere almeno la media degli stipendi europei. Eppure, non è difficile immaginare (e rendersi conto) che la mortificazione economica ostacola la stessa valorizzazione della scuola che, invece, dovrebbe porsi come obiettivo principale della politica di Governo: più si ha capacità di investire sulle strutture scolastiche e sul personale e più si investe per il Paese. Lasciare il personale ai limiti dell’indigenza non giova certo alla scuola, sempre meno centro vitale e sempre più periferia.

I vari tentativi di riforma, le razionalizzazioni, le innovazioni, i correttivi, le revisioni, le disposizioni… tutto si è abbattuto sulla scuola sradicandola finanche dalla sua stessa definizione senza introdurre, sostanzialmente, una prospettiva di crescita, una riconsiderazione premiante, una progettualità coerente, una visione verso cui tendere. La scuola ha bisogno di una svolta radicale, ha bisogno di guardarsi seriamente dentro e indagare sulle incongruenze che la determinano e che non fanno altro che farla girare intorno senza imboccare mai realmente la via del cambiamento e dell’innovazione. Eppure esistono statistiche, studi, sperimentazioni che altri Paesi intraprendono. In genere, proprio i Paesi nei quali gli stipendi sono decisamente al disopra di quelli italiani, si registra anche un’attenzione più ardita nei confronti della scuola e del modo di farla. Un’altra scuola è possibile solo se si abbandona l’abominio del “a saldi invariati per l’Amministrazione”. La formula a costo zero è un cappio che finirà con lo stritolarci.

Un’altra scuola è possibile, una scuola che persegua la coerenza interna tra il dire e il fare per dare coerenza sociale all’esterno. La nostra è la scuola dell’Inclusione e, quindi, della Personalizzazione, che dovrebbe riscontrare tutti gli studenti nel rispetto delle differenze, delle individualità e delle risorse disponibili; ma si tratta di un principio teorico che contrasta con norme che non ne tengono conto e non lo rendono fattibile. In Germania esiste una scuola creata e costruita a misura di studente, l’Istituto Comprensivo Allemannenshule di Wutöschingen, in cui questa è la missione e la personalizzazione è il filo conduttore dell’intero impianto organizzativo. Senza andare tanto lontano esempi ne abbiamo anche in Italia. Basta scorrere il sito dell’INDIRE per rendersene conto o anche, più banalmente cercare su Youtube alla voce“Una scuola a misura di studente” La scuola italiana sconta, purtroppo la vetusta dei propri edifici che, peraltro rispecchia la staticità di un sistema incapace di promuovere una “riedificazione”di tutto l’impianto.

 

Siamo in chiusura d’anno scolastico e gli studenti sono in procinto di entrare in fibrillazione per gli scrutini, che decreteranno il finale del loro annuale impegno di studio, e per le prove d’esame che sanciranno la chiusura di un ciclo in favore di altre prospettive. Appare quindi opportuno il contributo di apertura “L’esame di Stato nella Scuola Secondaria di Primo Grado”a cura di Antonio Di Lello, che si propone come guida pratica aggiornata con le ultime modifiche apportate con il D.L,vo n. 62/2017. Tra le novità ricordiamo il peso dato alle prove INVALSI, la cui non partecipazione avvalorerebbe l’esclusione dagli esami. Si conferma che la prova scritta di lingue straniere sarà articolata in due sezioni, una per ciascuna lingua e che per la certificazione delle competenze si utilizzeranno ancora i modelli di certificazione allegati al D.M. n. 742/2017.

Michela Lella, coerentemente con la visione di una scuola che sappia mettere al centro del discorso pedagogico l’attenzione per la persona dello studente e per la sua crescita, in “La responsabilità formativa della scuola”ribadisce l’importanza della salvaguardia dell’alterità come presupposto di ogni processo educativo, quindi dell’instaurarsi di ogni relazione che si voglia intendere come legame e/o dipendenza reciproca. Il che comporta che l’insegnante sia guidato da un atto di responsabilità anche etica, che lo guidi nella conoscenza dei propri vissuti e lo predisponga “con umiltà e diligenza alla frequentazione dell’educando per scoprire ogni specifico aspetto della sua personalità”.

Dopo aver scritto sulla scomparsa dell’infanzia (n. 12/2018 e n. 2/2019 di “Dirigere la scuola”), Giacomo Mondelli entra nel merito dell’adolescenza con il contributo “Adolescenti, questi sconosciuti”, suggestionato dal rilievo che la cronaca riserva, quasi quotidianamente, a fatti di cronaca ed accadimenti persino luttuosi che vedono coinvolti i“nostri ragazzi”, nonché dalla constatazione che non si è ancora sviluppata e diffusa una forte e decisa consapevolezza della necessaria esplorazione e conoscenza delle loro caratteristiche“evolutive”, delle relazioni che vivono, degli atteggiamenti che assumono, dei comportamenti che esprimono. Carenza che si riscontra ampiamente anche a scuola, a partire da quella (la scuola secondaria, specie di secondo grado) che, pur frequentata da adolescenti, almeno fino a qualche tempo fa, paradossalmente si disinteressava di loro e, quindi, anche dei loro modi di vivere, relazionarsi, studiare e apprendere. Il contributo propone di entrare nel mondo dell’adolescenza attraverso la porta della conoscenza circa il modo di essere e di vivere degli adolescenti e quella della comprensione partecipata della loro attuale condizione di vita.

Ha un contenuto tecnico ma decisamente interessante e attuale il contributo di Maria Patrizia Costantini, che richiama l’attenzione su “La formazione degli organici e la gestione del personale docente nella scuola dell’autonomia”; questione alquanto delicata che permea l’organizzazione delle istituzioni scolastiche e incide fortemente sul loro stesso funzionamento ponendo, al Dirigente scolastico, il compito, complesso e delicato, di rinvenire un equilibrio tra i diversi attori e portatori di interessi della comunità scolastica tutta.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio commenta, in “Italiano per stranieri nei CPIA: cittadinanza e altre questioni”,il D.L. 4/12/2018 n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, che introduce sostanziali modifiche alla precedente normativa in materia di cittadinanza, subordinandola al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. Al riguardo, i CPIA non rilasciano certificazioni linguistiche di livello superiore all’A2 ma attestazioni di completamento del percorso formativo corrispondente al livello B1.

Per La Scuola in Europa, Mauro Di Mauroci porta ad osservare il sistema scolastico di “Un Paese scommessa, la Turchia” che potrebbe essere prossimo ad entrare nell’UE. Realtà complessa la Turchia, crogiolo di grandi civiltà, in cui l’ultima riforma della scuola, risalente al 2012, non ha mancato di far molto discutere la politica e di suscitare possibili revisioni conservatrici ed autoritarie. La riforma, ancora in corso di affinamento, è riuscita a disegnare bene una scuola più funzionale anche rispetto alle attese comunitarie.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lellotratta di “Bonus Docenti. Accesso agli Atti”esponendo il caso di un docente di un IPSSAR che, non essendo rientrato tra i destinatari del bonus, presenta istanza al Dirigente scolastico richiedendo i nominativi dei destinatari, le relative attività per le quali il bonus è stato riconosciuto ai singoli docenti, i criteri adottati per l’assegnazione dei bonus. L’istanza di accesso agli atti viene negata dal Dirigente, in forza del fatto che i criteri di valutazione erano stati diffusi sul web dandone anche informazione agli interessati. Legittima la determinazione del Dirigente?

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutipropone “Riflessioni sparse sugli Esami, occasioni mancate”,evidenziando come si sia smarrito il senso degli esami quali momento di passaggio verso un nuovo percorso di vita, quindi da intendere come momenti di riflessione comune e confronto, che non può essere condizionato dalla intenzione della scuola di conformare al proprio modello culturale e ai propri codici interpretativi proprio quella variegata realtà degli studenti che, almeno teoricamente, essa stessa riconosce come infinitamente differenziata al proprio interno e, proprio per questo, degna di attenzioni personalizzate e individualizzate.

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