Ultime notizie

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza della Legge di Bilancio 2020 non prevede nuovi tagli ma neanche fondi soddisfacenti. I famosi aumenti a tre cifre sono ben lontani!Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione, infatti,la bozza di legge di bilancio porta da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021. Come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti.

Per i dirigenti scolastici, a partire dal 2020, si prevede lo stanziamento di 30 milioni in più per il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato.

Per il personale ATA saranno stanziati 5 milioni di euro annui finalizzati alla creazione di nuove posizioni organizzative del personale.

Per la formazione dei docenti, in materia di inclusione scolastica, verranno destinati 11 milioni dal 2020.

L’innovazione digitale si gioverà di 2 milioni di euro.

Fondi saranno erogati alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado che acquisiranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, a copertura fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. I contributi verrebbero concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI a seguito dell'emanazione da parte del MIUR della circolare del 30 settembre 2019 contenente le istruzioni per la redazione del programma annuale 2020 e la comunicazione delle risorse disponibili per avviare la contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2019/2020, organizza i due seguenti corsi con modalità webinar:

- 13 novembre 2019,  ore 15- Le modalità di predisposizione del programma annuale 2020. Il webinar avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre il programma annuale mediante la compilazione del MODELLO A, allocando in modo corretto le risorse nei relativi aggregati delle entrate e delle spese.

- 14 novembre 2019, ore 15,  La contrattazione integrativa d'istituto alla luce delle regole del nuovo CCNL, le modalità, le regole, la definizione del budget e la quantificazione dei compensi da erogare al personale.

In data 29 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio di Ministri lo scorso 10 ottobre, che prevede “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, e che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, adeguato rispetto a quello approvato dal CDM per eliminare parti a rischio di incostituzionalità contiene misure che riguardano, tra l’altro: concorso straordinario per la scuola secondaria, revisione della modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito relative al concorso 2016 e della procedura per assumere in altre regioni i vincitori dei concorsi 2016, 2018, esclusione dalle rilevazioni biometriche dei dirigenti scolastici e del personale ATA, estensione del bonus merito ai docenti precari, concorso riservato ai facenti funzione DSGA, concorso per Dirigenti tecnici del MIUR.

Dalle ore 15 di martedì 29 ottobre sono aperte funzioni per l’iscrizione delle scuole alle prove Invalsi 2020. L’operazione sarà possibile fino alle ore 16,30 del 22 novembre.

Per tutte le indicazioni di merito e per la compilazione degli otto moduli utili, l’Invalsi ha predisposto una guida in formato PDF:

https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/iscrizionepdf.pdf

Pagina di accesso all’Invalsi: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=accesso.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

Saranno molti i dirigenti scolastici che mercoledì 30 ottobre si ritroveranno a Roma per protestare contro gli articoli 17 e 18 del decreto “sicurezza” (D.L. 81/2008), che li carica di eccessive e pesanti responsabilità senza riconoscere loro alcun potere effettivo né risorse utili ad affrontare i molti problemi che affliggono le scuole.

Esistono responsabilità connesse alla valutazione dei rischi strutturali che sono da imputare all’ente proprietario e non al dirigente, alquale dovrebbe competere solo l’obbligo di richiedere all’ente proprietario degli interventi strutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici. È fuor di dubbio che spetta all’ente proprietario l’obbligo di consegnare edifici a norma, verificare sistematicamente lo stato di sicurezza degli stessi, effettuare gli interventi di manutenzione per prevenire il verificarsi di situazioni di pericolo.

La manifestazione è fortemente partecipata dall’Associazione “Modifica81”, creata dalla dirigente scolastica Franca Principe, avverso alla quale, qualche settimana fa la Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale, cui si è aggiunta una sospensione dall’incarico e dallo stipendio per 5 mesi da parte del dirigente dell’USR, per una fatto occorso nella sua scuola nel 2011, durante il periodo di esami, quando peraltro, la stessa dirigente, era impegnata in altra sede.

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2019

Invalsi: questione che affascina e divide

Editoriale di Vittorio Venuti

In finale d’anno scolastico un argomento che ha calamitato l’attenzione degli organi di stampa e dei media in generale è stato il Rapporto Invalsi 2019. Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che, quando si questiona sulla scuola, sono tutti bravi a parlare, dai politici ai sindacalisti, dai filosofi agli esperti d’altro, dagli opinionisti più o meno improvvisati al passante di lì per caso. Sull’esito delle prove Invalsi si è detto di tutto, da pareri di buon senso ed analisi accurate a valutazioni sommarie e tendenziose, cosicché gli stessi sono stati utilizzati per rimarcare le esigenze di un sistema d’istruzione che necessita di più cura ed attenzione oppure come alibi per evidenziare etichette contro o pro studenti ed insegnanti.

Quel che ne emerge è una carente informazione sulla finalità delle prove, questo al di là di come le prove siano, di anno in anno, pensate, elaborate e proposte. Alla fine, si guarda ai numeri, alle differenze di prestazione tra le diverse aree regionali ancora pensando l’Italia divisa in tre macroregioni inopinatamente contrapposte a partire dall’Unità d’Italia.

Riprendiamo l’argomento approfittando di essere ad inizio d’un anno scolastico che vede l’insediamento del corposo numero di vincitori del tanto tribolato concorso per Dirigenti Scolatici. Immaginiamo, infatti, che una riflessione sull’argomento Invalsi vada fatta fin da subito, poiché tutte le scuole ne sono e saranno interessate e tutti gli insegnanti variamente coinvolti, direttamente perché in cattedra nelle classi che saranno chiamate alla valutazione e indirettamente perché parte attiva della comunità scolastica.

I titoli che abbiamo letto sono chiari: si conferma il divario tra Nord e Sud, gli alunni del Sud arretrano mentre gli alunni delle regioni del Nord-Est raggiungono risultati in linea con i livelli internazionali.

Da qui l’appalesare un grosso danno per il Paese - ormai tutto si tramuta in PIL, promozioni e bocciature comprese! - Le stesse affermazioni dei responsabili dell’Invalsi vengono“accomodate”per enfatizzare esigenze riparatorie. Tutto sta ad intendersi.

“Le prove INVALSI 2019- si legge nel comunicato stampa dello stesso Istituto - restituiscono un’immagine complessa dei livelli di apprendimento in Italiano, Matematica e Inglese degli studenti italiani”, attraverso prove standardizzate che non entrano nel merito delle discipline ma mirano a rilevare le competenze ritenute essenziali. Su questa base, lo stesso Invalsi riconosce che le prove non misurano tutto e non servono a valutare né lo studente né l’insegnante, e che sono solo uno dei tanti elementi dell’autovalutazione d’istituto. Insomma, un paio di lenti speciali che viene offerto alle scuola per “vedere quello che da soli è più difficile vedere, evitando il rischio di essere autoreferenziali”.

Ma, se è così c’è da chiedersi il perché delle tante polemiche che accompagnano le Prove ogni anno ormai da parecchi anni. Premesso che l’educazione, quindi l’istruzione, non è neutrale, c’è da dire che anche le Prove non sono neutrali. Precipitano sugli insegnanti senza che questi, da un anno all’altro, abbiano avuto la necessaria formazione su come si intercettano le competenze essenziali e su come queste debbano/possano rientrare nella normale attività didattica in forma di test. Precipitano sugli alunni senza che questi siano stati introdotti adeguatamente al mondo dei quiz, che adottano un linguaggio particolare e richiedono risorse cognitive allenate.

Una delle critiche più importanti che vengono fatte alle prove è legata proprio al linguaggio, spesso infarcito di doppie negazioni e di trucchetti linguistici messi apposta per sviare l’alunno. Chiunque provi a leggere le prove finanche della seconda classe della Primaria può rendersene conto, naturalmente lasciando posto al dubbio se sia corretto questo tipo di procedimento persino per i bambini che, giocoforza, per l’età che hanno non sono ancora allenati ai quiz e a ai trabocchetti che nascondono. Certamente le prove non vogliono valutare gli studenti ma, in definitiva è questo che passa tra gli stessi studenti, gli insegnanti, i genitori, spesso anche tra i dirigenti scolastici che volentieri si trovano a fare il confronto con le altre scuole e a fregiarsi dei risultati conseguiti quando questi siano in linea con la media nazionale o anche superiori. L’errore sta proprio in questo!

Ci siamo trovati a dire, in altre occasioni che, nel momento in cui le Prove Invalsi sono diventate un“affare”per le case editrici e fonte di ansie per alunni e genitori, allora vuol dire che qualcosa non funziona, che il senso stesso delle prove è distorto e i risultati non possono che essere falsati perché emergenti da situazioni ambientali (setting) alterate.

Fatta salva, se si vuole, la necessità, per il sistema d’istruzione, di valutare se stesso, forse c’è da chiedersi come pensa di colmare i divari; ma prima ancora c’è da chiedersi come possa riuscire a comprendere e a riscontrare operativamente l’incidenza che l’ambiente socioeconomico e culturale di crescita degli alunni ha sulle loro prestazioni che, in ogni caso, sono di ordine cognitivo e culturale; persino c’è da chiedersi come riesca a tenere conto del luogo in cui le prove si svolgono, che riguarda il territorio e, perché no?, anche gli edifici, in certe situazioni a limiti della decenza (e sappiamo bene quanto sia importante l’ambiente fisico nel quale si studia!).

La riflessione che auspichiamo ad inizio d’anno a livello collegiale dovrebbe proprio chiarire quale significato attribuire alle prove Invalsi e come la loro finalità possa rientrare nella progettazione degli insegnanti, o meglio, come evidenziare quelle competenze trasversali che, comuni a tutte le discipline, consentono di poter disegnare un profilo più pertinente per ogni alunno, senza graduatorie di merito, ma con l’intenzione di voler dare a ciascuno la giusta attenzione pedagogica e la corretta personalizzazione didattica.

A margine, occorre dire che l’uso delle prove cosiddette obiettive - perché standardizzate - al fine di valutare le prestazioni degli alunni è stato messo in discussione già da qualche anno a livello internazionale, essendo ritenute inidonee allo scopo e fuorvianti. Insomma, utili a chi? Non fraintendiamo: di valutazione c’è bisogno, ma occorre che anche l’Invalsi non ceda all’autoreferenzialità e che i responsabili del MIUR si assumano la responsabilità di un sistema d’istruzione che, in qualche modo, favorisce la persistenza del divario tra il Nord e il Sud anche alla luce del fatto che gran parte dei docenti del nord proviene dal sud.

 

L’articolo di apertura della rivista è diPasquale Anneseed è dedicato ai circa 2000 dirigenti scolastici che assumeranno servizio in quella che sarà, almeno per un triennio, la sede del loro primo incarico. In“Otto e venti prima campana, per i 2000 neo dirigenti scolastici”viene disegnata la prima parte di una guida ragionata sui primi adempimenti dirigenziali: nomina dello staff di presidenza e relative deleghe, identificazione delle funzioni strumentali al PTOF, nomina del 1° e 2° collaboratore del DS, nomina del responsabile di plesso/sezione staccata. L’articolo è opportunamente corredato da modelli di delibere e di nomine.

Utile, ai neo dirigenti, sarà anche il contributo “Come costituire lo staff’e quanti docenti si possono nominare e retribuire di Silvia Renzulli, che richiama, molto opportunamente, il quadro normativo di riferimento.

In coincidenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, ed a sostegno del gravoso impegno che attende i neo dirigenti, l’Ispettrice Maria Torelli invita ad una riflessione attenta sull’introduzione del nuovo Esame di Stato, al fine di una pertinente riconsiderazione di alcune modalità di progettazione didattica delle classi V (o meglio, del triennio) delle scuole secondarie di secondo grado:“Il nuovo Esame di Stato e la Progettazione Didattica”.In particolare, tre gli aspetti diversi sui quali si sofferma il contributo: la revisione della progettazione in senso interdisciplinare; l’obbligo, riaffermato con forza, di definire un curricolo per Cittadinanza e Costituzione; l’impostazione della relazione degli studenti sui PCTO.

L’intelligenza artificiale è stata inserita, di recente, nei programmi di studio delle scuole di primo e secondo grado in Cina. Tanto guardando al mondo quanto all’Italia, è significativo osservare come si persegua una logica di crescita non solo economica ma anche culturale concentrandosi sull’integrazione tra machine learning e scuola; l’attenzione, cioè, è focalizzata sulle interazioni tra apprendimento automatico e apprendimento tout court. Damiano Verda discute sull’argomento in “Informazioni strutturate e non strutturate”,alla ricerca del miglior approccio per confrontarsi con la complessità, evidenziando la distinzione tra come imparare (dati strutturati) e da cosa e come imparare (dati non strutturati); e come, anche prendendo in esame il processo di apprendimento dalla prospettiva di una macchina che cerca di imitarlo, emerga come per imparare concetti complessi e acquisire capacità di maggiore portata sia utile non soltanto per perfezionare la procedura di apprendimento ma anche per ridefinire, al contempo, gli elementi su cui si basa.

“Personale di qualità per una scuola che abbia gli studenti come fine” è il titolo dell’intervento di Viviana Rossi, che si sofferma su un altro tema chiave del Quaderno n. 15 dell’Associazione Treellle: realizzare una scuola di qualità per conseguire livelli di preparazione e competenza paragonabili alle migliori esperienze formative in Europa e nel mondo. Ricordiamo che i precedenti interventi ispirati alle analisi e considerazioni del Quaderno, si trovano nei precedenti numeri di giugno, luglio e agosto, un percorso molto interessante da porre alla base di rinnovate considerazioni sulle urgenze che premono per una scuola che sappia riflettere su se stessa, rivedersi e rinnovarsi.

L’8 luglio 2019, presso la sede dell’Aran, l’ANP ha sottoscritto in via definitiva il primo CCNL dell’area Istruzione e Ricerca, unico per tutta l’area, che non prevede sezioni specifiche e realizza la piena equiparazione della parte fissa della retribuzione dei dirigenti della scuola rispetto a quella di tutti i dirigenti pubblici di pari livello. Maria Rosaria Tosiani ne tratta in “Firmato definitivamente il contratto dei dirigenti scolastici 2016/2018” evidenziandone le principali novità. In aggiunta c’è da dire che la stessa ANP ha richiesto al MIUR di attivare il confronto sindacale previsto dall’art. 5 del nuovo CCNL al fine di garantire che a tutti i vincitori del concorso dirigenziale e comunque anche a chi è già in servizio, che tutti gli USR applichino gli stessi criteri di conferimento degli incarichi dirigenziali.

A proposito del tanto tormentato concorso,Aldo Domenico Ficarane fa il punto alla luce della sospensiva accolta dal Consiglio di Stato in “Concorso dirigenti scolastici. Considerazioni a margine delle sentenze”. Un percorso ad ostacoli, questo del concorso, che lascia ancora in sospeso parecchie questioni e che, comunque, costringerà a ripensare le forme di reclutamento dei dirigenti scolastici, magari guardando alle procedure utilizzate in altri paesi europei.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo “Perché più ‘educational’ e meno ‘education’ a proposito di scuola?”.Educational e Education sono termini che si rimandano l’un l’altro, ma i modi di viverli possono renderli estranei tra loro. La domanda comporta che ci si chieda in quale modo ‘education’ ed‘educational’ convergano o divergano quando come ‘alunni’ si è parte di un sistema scolastico.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti rivolge il contributo ai neo dirigenti all’insegna di “Dirigere esige conoscenze, competenze e creatività”,rappresentando la dirigenza come un’arte che si può apprendere solo considerando e valorizzando la presenza di quanti operano a vario titolo nella scuola, e che ne rappresentano le risorse su cui poggiare il funzionamento della stessa scuola nonché la prospettiva evolutiva della comunità scolastica. Ai dirigenti scolastici si chiede, oggi più che mai, di dare corpo ad una figura che senz’altro applichi norme e disposizioni, faccia rispettare le regole al personale, gestisca bene il bilancio, provveda perché l’edificio sia sicuro, la mensa funzioni e quant’altro legato all’ordinario funzionamento, ma soprattutto che sappiano entrare nel merito della dinamica insegnamento-apprendimento.

A partire da questo numero una nuova rubrica arricchisce la rivista“Lo Sportello Assicurativo”.

Si tratta di un servizio di consulenza dedicato agli abbonati offerto in collaborazione con esperti del settore iscritti al Registro Unico degli intermediari assicurativi. Lo Sportello Assicurativo fornisce gratuitamente consulenza e pareri sulle assicurazioni scolastiche e in particolare su:

·       Polizze di Responsabilità Civile, Infortuni, Assistenza, Tutela Legale in ambito scolastico.

·       Polizze Property - Assicurazione dei beni dell’Istituto (Incendio, Furto, Elettronica, RC Auto, ecc.).

·       Polizze di Responsabilità Civile Patrimoniale e Amministrativa contabile del Dirigente e del Direttore S.G.A. .

·       Polizze Cyber Risk - Assicurazione dedicata per il Rischio informatico.

Gli abbonati potranno porre i loro quesiti gratuitamente all’indirizzo e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi nel suo pezzo di Giurisprudenza Scolastica “Diffusione di dati atti a rivelare lo stato di salute di un alunno, sanzione del Garante per la privacy e conseguente danno al bilancio dell’istituto scolastico”illustra il pronunciamento dell’Autorità garante per la privacy, a cui si è rivolto un genitore di un alunno disabile il cui nominativo era stato divulgato in rete dalla scuola. X

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