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AUGURI AL NEO MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DOTT. FIORAMONTI. 

 Nel ricordare con l'occasione, che i DSGA ff sono i direttori incaricati di cui fino ad ora si è e si sta servendo il Miur per l'esercizio della funzione medesima, si ribadisce che la categoria è normata con decretazioni e disposizioni qualificate come lex specialis (si rimanda al D.lgs. 165/01 e successive decretazioni nonché all'emendamento autorizzativo sulla legge di bilancio 2018) che  fino ad ora sono state disattesi volutamente (dai funzionari? dal decisore politico?).  

I DSGA ff stanno ancora aspettando di essere riconosciuti nel ruolo esercitato perché la legge di comparto lo stabilisce e perché dopo 36 mesi di servizio anche la recente sentenza della Corte Europea lo riconosce. Siamo personale di ruolo interno all'amministrazione con nomina a T.D. reiterata negli anni e che la suddetta amministrazione  avrebbe dovuto confermare attraverso mobilità verticale.   Il Miur, d'altra parte non ha mai redatto né un regolamento di attuazione della direttiva europea né ha mai provveduto a regolarizzare le posizioni dei lavoratori con mobilità verticale. Adesso la sentenza della Corte è divenuta  ordinatoria e  stabilisce  che  i contratti di lavoro a T.D. che superano  i 36 mesi  devono essere convalidati con  le relative posizioni in ruolo.    

Si è cercato con ogni mezzo in questi ultimi tempi  di mettere da parte i DSGAff e di dimenticarli attuando un concorso ordinario aperto a tutti che non ha rispettato il doppio canale di assunzione: interno con percorso riservato e ordinario per soli esterni. Ciò nonostante la categoria ha prontamente resistito, ha partecipato alla preselettiva imposta dall'amministrazione uscente e molti noi (facenti funzioni altamente qualificati) sono rimasti fuori dall'accesso al concorso. Tutto ciò ha sviluppato una ignominiosa discriminazione che ha alimentato un'accesa contestazione per la lesione dei diritti legittimi  tanto è vero che con l'inserimento dell'emendamento, dell'on. Pittoni, Presidente della VII comm. Cultura del Senato, che richiama la normativa di comparto, nel decreto Salvaprecari,  presentato lo scorso 6 agosto al CdM, si sarebbe potuto ovviare autorizzando un percorso riservato per stabilizzare i dipendenti che da oltre 36 mesi hanno esercitato la funzione.  Peccato che le promesse non sono state mantenute e la categoria è rimasta nel nulla di fatto pur esercitando ancora la funzione con nomina a T. D. del

Dirigente Scolastico o dell'ambito territoriale. 

  Il nuovo ministro, pertanto, dovrebbe  attenersi alle disposizioni e attraverso decretazione autorizzare il percorso riservato agli interni che stabilizzi i lavoratori che stanno esercitando la funzione. Ci si augura che il Movimento 5 Stelle sia il partito che con onestà rispetti le leggi e la categoria dei lavoratori ingiustamente vessati i quali sono , anche loro, parte  del precariato storico della scuola.

  Il Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Conte, è stato più volte informato della questione e con l'intesa unitaria del 24 aprile scorso, che lui stesso ha firmato, sono stati presi precisi impegni per la stabilizzazione dei Dsgaff. Si resta pertanto in attesa delle dovute disposizioni autorizzative per la stabilizzazione nei ruoli dei lavoratori che meritoriamente con onestà e dedizione stanno continuando a servire lo Stato.  Buon lavoro  Ministro e grazie per la cortese attenzione offerta.

 Anna Picardi

Maria Catena Fazio

Angelo La Torre

Barbara Magistri

Amelia Sparavigna

 Paola Danti

Umberto Schiavone

Il 12 settembre 2019 il MIUR ha fatto un accordo con le organizzazioni sindacali per tamponare è cercare di porre rimedio all'incredibile situazione di disfunzione che esiste negli uffici di segreteria  causa l'esistenza di 2907 posti vacanti non coperti con Direttori titolari.

E' del tutto evidenze l'incuria dell'amministrazione nell'apprestare per tempo la copertura dei posti. oggi si ricorre a dei rimedi che non possono soddisfare a pieno il funzionamento degli uffici di segreteria. Vengono preposti aspiranti facenti funzioni da ogni parte privi di qualsiasi esperienza, pur di coprire i posti. E' avvilente questo modo di gestire l'amministrazione. E' avvilente anche per la figura del Direttore SGA.

L'accordo raggiunto ha fornito le seguenti indicazioni per coprire in qualche modo i posti vacanti.

Per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21 e 2021/22, si può procedere alla copertura dei posti con le procedure straordinarie indicate in ordine di priorità. Questo previa pubblicazione di avviso di disponibilità sul sito deIl’USR:

Le procedure nello specifico sono le seguenti:

  • In base ai criteri e alla procedura di cui all’art. 14, del CCNI del 12.6.2019. Mediante provvedimento di utilizzazione di personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo di altra provincia dello stesso USR o, in subordine, di altro USR;
  • O mediante affidamento in reggenza di posti di DSGA di istituzioni scolastiche a DSGA di ruolo in servizio nelle scuole viciniori, secondo la normativa vigente;
  • E mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi immessi in ruolo a decorrere dall’a.s. 2019-20. Che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili, il cui servizio è valido ai fini del periodo di prova qualora non già terminato;
  • Mediante conferimento di incarico ad assistenti amministrativi non di ruolo che dichiarino la disponibilità ad accettare l’incarico di DSGA su uno dei posti disponibili;
  • E infine mediante conferimento di incarico con contratto a tempo determinato di DSGA ai candidati inseriti nelle graduatorie di istituto del profilo di assistente amministrativo, nel rispetto della posizione occupata dai medesimi all’interno delle stesse. E a condizione che siano in possesso del titolo di studio previsto dalla Tabella B allegata al CCNL comparto scuola del 29.11.2007 (laurea specialistica in giurisprudenza; in scienze politiche sociali e amministrative; in economia e commercio o titoli equipollenti), che si siano dichiarati disponibili.
  • In allegato l'accordo sindacale

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo all'unanimità alla sperimentazione nell'anno scolastico appena iniziato (2019-2020) dello studio obbligatorio dell'Educazione civica. Pertanto, la legge che introduce questo insegnamento (Legge 92/2019) entrerà in vigore nell'anno scolastico 2020/2021.

Tale passaggio in realtà era già in parte preannunciato dalla ristrettezza dei tempi dell’iter legislativo della legge rispetto all’inizio dell’anno scolastico; tanto che lo stesso (ex-) ministro Bussetti era intervenuto rettificando la data di entrata in vigore della Legge (spostandola al 5 settembre), in modo da permettere alle scuole di prepararsi efficacemente. Un altro aspetto che può essere ritenuto “prognostico” dell’esito negativo dell’organo consultivo è rappresentato dal riconoscimento, nello stesso schema di decreto, del carattere “sperimentale” per l’anno 2019/2020.

Tuttavia tale intervento si è dimostrato insufficiente secondo il CSPI, che ha reso un parere  (di natura non vincolante ma obbligatoria)  dove ha sottolineato come sia indiscutibile che <<la legge decorerrerà a partire dal prossimo anno scolastico 2020/2021>>. Le principali problematiche sollevate dal CSPI sono la “imprecisa” individuazione della platea di istituzioni scolastiche coinvolte, così come l’assenza di riferimenti alle modalità di adesione. Inoltre, in luogo del carattere sperimentale per l’anno in corso previsto, il CSPI ha evidenziato l’assenza di un termine definito per tale fase transitoria, e al tempo stesso ha considerato come non chiaramente indicati gli obiettivi dell’insegnamento così come le finalità e i risultati previsti.

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2019

Invalsi: questione che affascina e divide

Editoriale di Vittorio Venuti

In finale d’anno scolastico un argomento che ha calamitato l’attenzione degli organi di stampa e dei media in generale è stato il Rapporto Invalsi 2019. Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che, quando si questiona sulla scuola, sono tutti bravi a parlare, dai politici ai sindacalisti, dai filosofi agli esperti d’altro, dagli opinionisti più o meno improvvisati al passante di lì per caso. Sull’esito delle prove Invalsi si è detto di tutto, da pareri di buon senso ed analisi accurate a valutazioni sommarie e tendenziose, cosicché gli stessi sono stati utilizzati per rimarcare le esigenze di un sistema d’istruzione che necessita di più cura ed attenzione oppure come alibi per evidenziare etichette contro o pro studenti ed insegnanti.

Quel che ne emerge è una carente informazione sulla finalità delle prove, questo al di là di come le prove siano, di anno in anno, pensate, elaborate e proposte. Alla fine, si guarda ai numeri, alle differenze di prestazione tra le diverse aree regionali ancora pensando l’Italia divisa in tre macroregioni inopinatamente contrapposte a partire dall’Unità d’Italia.

DIRIGERE LA SCUOLA n.8/2019

Concorso dirigenti scolastici:si va avanti! ... con riserva

Editoriale  di Vittorio Venuti

Infine è arrivata la salomonica decisione del Consiglio di Stato: il concorso dei dirigenti va a conclusione e ogni decisione in merito ai ricorsi, che avevano portato il TAR Lazio a sentenziarne l’annullamento, si sposta ad ottobre, dopo che i vincitori saranno stati nominati e si saranno insediati, rimediando, in tal modo, al costume delle reggenze, ormai pervenuto ad una consistenza numerica intollerabile ed umiliante per l’intero sistema scolastico.

Con la decisione del CdS non si chiude la partita, la si rinvia soltanto perché la scuola non abbia a trovarsi impedita a riprendere il proprio corso con l’avvio del nuovo anno scolastico. In tal modo si sospende la sentenza di annullamento pronunciata dal TAR Lazio e, contemporaneamente si sospende ogni pronunciamento in merito ai ricorsi che l’hanno prodotta. Significa che si è “preferito”tutelare la scuola per evitarle di precipitare nel delirio organizzativo proprio in chiusura di una procedura concorsuale, che passerà alla storia per la massiccia quantità di ricorsi di cui è stata fatta segno fin dal primo momento e che ha visto un proliferare di contestazioni in tutte le fasi di svolgimento. Contestazioni, peraltro, quasi mai campate per aria, così tanti sono stati i punti critici della procedura, le falle, le incoerenze e i molti casi di ottusa conduzione nei momenti di svolgimento delle prove.

Si comunica che  EUROEDIZIONI Torino e il CIDI di Bologna  organizzano un  Convegno a Rimini  per le giornate del  19 e 20 ottobre presso Hotel Continental  destinato non solo ai Dirigenti scolastici di nuova assunzione, ma si possono iscrivere anche gli aspiranti idonei in graduatoria in attesa di nomina, nonché i dirigenti già in servizio.

Il seminario ha carattere laboratoriale, affronta la soluzione dei casi proposti sulle principali funzioni che investono la professione del dirigente.

Formatori: Paolo Landri, Anna Armone, Ivana Summa, Gianluca Dradi, Rocco Callà, Marsa Bassani, Maria Rosaria Tosiani

In allegato l'intero programma del seminario e il modulo di adesione da restituire entro il 21 settembre 2019

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Il MIUR nell'informativa ai sindacati ha comunicato che i candidati idonei alla procedura concorsuale  sono in totale 3.420, dei quali 94 con riserva; di questi saranno dichiarati vincitori i primi 2.900.

Restano fuori dalla nomina, benchè  abbiano superato le prove del concorso 520 candidati!

Il MIUR ha richiesto l’autorizzazione all’immissione in ruolo di 2.117 per tutti i posti vacanti e disponibili, così suddivisi: 1.982 dalla graduatoria del concorso, 7 per il Friuli di lingua slovena, 39 per gli idonei della procedura concorsuale di cui al DDG del 13 luglio 2011 della regione Campania, 67 per dirigenti scolastici che hanno presentato richieste di trattenimento in servizio ai sensi dell’art. 1 comma 257 della L. 208/2015 accolte dagli USR, 1 dirigente scolastico che ha presentato richiesta di riammissione in servizio accolta dal Direttore dell’USR, 21 soggetti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali che riguardano la regione Sicilia.

I 2.900 vincitori entreranno in ruolo in due tranches: 1.989 nell’anno scolastico 2019-2020, i rimanenti nell'anno scolastico successivo.

Gli idonei ammessi con riserva potranno scegliere la regione e il loro posto sarà congelato fino alla pronuncia di merito del TAR.

Tra il 29 o il  30 luglio sarà pubblicata dal MIUR  la graduatoria nazionale

Dal 31 luglio al 2 agostoi candidati dovranno fare la scelta della regione dove vogliono essere nominati

Dal 5 agosto il MIUR assegnerài candidati alle regioni. Di conseguenza l'Ufficio scolastico regionale procederà  alla stipula dei contratti di lavoro e all'assegnazione della sede.

Il Direttore generale dell’USR assegni la sede nel rispetto dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse dall’interessato.

L’assegnazione dei vincitori alle regioni avverrà secondo l’ordine di graduatoria ed in base alle preferenze espresse senza tener conto della legge 104

L’applicazione degli articoli 21 e 33 della legge 104 avverrà nell’assegnazione della sede di servizio ad opera del Direttore generale dell’USR

Gli uffici scolastici regionali in questi giorni provvederanno a pubblicare le sedi disponibili

La Casa Editrice Euroedizioni per la preparazione alle prove scritte del  concorso per Direttori SGA propone:

un corso di 20 lezioni on line  (Webinar), sulle materie del concorso.  L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta:

ai quesiti a risposta aperta previsti per la prima prova scritta;

alla soluzione di un caso pratico previsto per la seconda prova scritta.

Proponiamo anche l'acquisto di due testi dal taglio teorico e pratico per affrontare le due prove scritte

Un testo di legislazione scolastica non commentato da portarsi dietro e consultare  il giorno delle prove scritte

Commentando il risultato del vertice sulle autonomie tenutosi ieri (19 luglio), in una intervista al “Messaggero”, il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano ha dichiarato che “la scuola non sarà regionalizzata”, sulla base della risposta negativa data dal M5S alla richiesta dei governatori della Lombardia e del Veneto di far diventare gli insegnanti regionali. “Nessuno – ribadisce Giuliano - sia che si tratti di docenti, sia che si tratti di dirigenti scolastici, sia che si tratti di personale Ata, transiterà nei ruoli regionali. Il personale rimarrà tutto alle dipendenze del ministero dell’Istruzione e degli uffici scolastici periferici. E tutti saranno accomunati dal medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro. Non ci saranno nemmeno concorsi banditi dalle singole regioni. L’articolo 12 delle bozze di intesa che conteneva le richieste di regionalizzazione da parte delle regioni è stato stralciato”.

La posizione del Presidente Conte e del M5S è stata chiara. Fanno specie le dichiarazioni rabbiose dei due presidenti di regione Zaia per il Veneto e Fontana per la Lombardia. Dichiarazioni che non possono che suscitare sospetti sul tipo di gestione che la scuola si troverebbe a vivere nel caso in cui la regionalizzazione dovesse andare a buon fine.

Zaia, punto di riferimento della Lega, ha così commentato: "Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato. Noi veneti siamo gente pratica e la misura è colma. Ho dei dubbi sul fatto cheall'interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d'accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo. Siamo cinque milioni di veneti e 150 miliardi di PIl. Ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare. La finiscano di parlare di unità nazionale, secessione dei ricchi, paesi di serie A o B. Vogliamo solo che i virtuosi siano premiati".

Sulla stessa linea il governatore Fontana: Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

 

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2019

Invalsi: questione che affascina e divide

Editoriale di Vittorio Venuti

In finale d’anno scolastico un argomento che ha calamitato l’attenzione degli organi di stampa e dei media in generale è stato il Rapporto Invalsi 2019. Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che, quando si questiona sulla scuola, sono tutti bravi a parlare, dai politici ai sindacalisti, dai filosofi agli esperti d’altro, dagli opinionisti più o meno improvvisati al passante di lì per caso. Sull’esito delle prove Invalsi si è detto di tutto, da pareri di buon senso ed analisi accurate a valutazioni sommarie e tendenziose, cosicché gli stessi sono stati utilizzati per rimarcare le esigenze di un sistema d’istruzione che necessita di più cura ed attenzione oppure come alibi per evidenziare etichette contro o pro studenti ed insegnanti.

Quel che ne emerge è una carente informazione sulla finalità delle prove, questo al di là di come le prove siano, di anno in anno, pensate, elaborate e proposte. Alla fine, si guarda ai numeri, alle differenze di prestazione tra le diverse aree regionali ancora pensando l’Italia divisa in tre macroregioni inopinatamente contrapposte a partire dall’Unità d’Italia.

Riprendiamo l’argomento approfittando di essere ad inizio d’un anno scolastico che vede l’insediamento del corposo numero di vincitori del tanto tribolato concorso per Dirigenti Scolatici. Immaginiamo, infatti, che una riflessione sull’argomento Invalsi vada fatta fin da subito, poiché tutte le scuole ne sono e saranno interessate e tutti gli insegnanti variamente coinvolti, direttamente perché in cattedra nelle classi che saranno chiamate alla valutazione e indirettamente perché parte attiva della comunità scolastica.

I titoli che abbiamo letto sono chiari: si conferma il divario tra Nord e Sud, gli alunni del Sud arretrano mentre gli alunni delle regioni del Nord-Est raggiungono risultati in linea con i livelli internazionali.

Da qui l’appalesare un grosso danno per il Paese - ormai tutto si tramuta in PIL, promozioni e bocciature comprese! - Le stesse affermazioni dei responsabili dell’Invalsi vengono“accomodate”per enfatizzare esigenze riparatorie. Tutto sta ad intendersi.

“Le prove INVALSI 2019- si legge nel comunicato stampa dello stesso Istituto - restituiscono un’immagine complessa dei livelli di apprendimento in Italiano, Matematica e Inglese degli studenti italiani”, attraverso prove standardizzate che non entrano nel merito delle discipline ma mirano a rilevare le competenze ritenute essenziali. Su questa base, lo stesso Invalsi riconosce che le prove non misurano tutto e non servono a valutare né lo studente né l’insegnante, e che sono solo uno dei tanti elementi dell’autovalutazione d’istituto. Insomma, un paio di lenti speciali che viene offerto alle scuola per “vedere quello che da soli è più difficile vedere, evitando il rischio di essere autoreferenziali”.

Ma, se è così c’è da chiedersi il perché delle tante polemiche che accompagnano le Prove ogni anno ormai da parecchi anni. Premesso che l’educazione, quindi l’istruzione, non è neutrale, c’è da dire che anche le Prove non sono neutrali. Precipitano sugli insegnanti senza che questi, da un anno all’altro, abbiano avuto la necessaria formazione su come si intercettano le competenze essenziali e su come queste debbano/possano rientrare nella normale attività didattica in forma di test. Precipitano sugli alunni senza che questi siano stati introdotti adeguatamente al mondo dei quiz, che adottano un linguaggio particolare e richiedono risorse cognitive allenate.

Una delle critiche più importanti che vengono fatte alle prove è legata proprio al linguaggio, spesso infarcito di doppie negazioni e di trucchetti linguistici messi apposta per sviare l’alunno. Chiunque provi a leggere le prove finanche della seconda classe della Primaria può rendersene conto, naturalmente lasciando posto al dubbio se sia corretto questo tipo di procedimento persino per i bambini che, giocoforza, per l’età che hanno non sono ancora allenati ai quiz e a ai trabocchetti che nascondono. Certamente le prove non vogliono valutare gli studenti ma, in definitiva è questo che passa tra gli stessi studenti, gli insegnanti, i genitori, spesso anche tra i dirigenti scolastici che volentieri si trovano a fare il confronto con le altre scuole e a fregiarsi dei risultati conseguiti quando questi siano in linea con la media nazionale o anche superiori. L’errore sta proprio in questo!

Ci siamo trovati a dire, in altre occasioni che, nel momento in cui le Prove Invalsi sono diventate un“affare”per le case editrici e fonte di ansie per alunni e genitori, allora vuol dire che qualcosa non funziona, che il senso stesso delle prove è distorto e i risultati non possono che essere falsati perché emergenti da situazioni ambientali (setting) alterate.

Fatta salva, se si vuole, la necessità, per il sistema d’istruzione, di valutare se stesso, forse c’è da chiedersi come pensa di colmare i divari; ma prima ancora c’è da chiedersi come possa riuscire a comprendere e a riscontrare operativamente l’incidenza che l’ambiente socioeconomico e culturale di crescita degli alunni ha sulle loro prestazioni che, in ogni caso, sono di ordine cognitivo e culturale; persino c’è da chiedersi come riesca a tenere conto del luogo in cui le prove si svolgono, che riguarda il territorio e, perché no?, anche gli edifici, in certe situazioni a limiti della decenza (e sappiamo bene quanto sia importante l’ambiente fisico nel quale si studia!).

La riflessione che auspichiamo ad inizio d’anno a livello collegiale dovrebbe proprio chiarire quale significato attribuire alle prove Invalsi e come la loro finalità possa rientrare nella progettazione degli insegnanti, o meglio, come evidenziare quelle competenze trasversali che, comuni a tutte le discipline, consentono di poter disegnare un profilo più pertinente per ogni alunno, senza graduatorie di merito, ma con l’intenzione di voler dare a ciascuno la giusta attenzione pedagogica e la corretta personalizzazione didattica.

A margine, occorre dire che l’uso delle prove cosiddette obiettive - perché standardizzate - al fine di valutare le prestazioni degli alunni è stato messo in discussione già da qualche anno a livello internazionale, essendo ritenute inidonee allo scopo e fuorvianti. Insomma, utili a chi? Non fraintendiamo: di valutazione c’è bisogno, ma occorre che anche l’Invalsi non ceda all’autoreferenzialità e che i responsabili del MIUR si assumano la responsabilità di un sistema d’istruzione che, in qualche modo, favorisce la persistenza del divario tra il Nord e il Sud anche alla luce del fatto che gran parte dei docenti del nord proviene dal sud.

 

L’articolo di apertura della rivista è diPasquale Anneseed è dedicato ai circa 2000 dirigenti scolastici che assumeranno servizio in quella che sarà, almeno per un triennio, la sede del loro primo incarico. In“Otto e venti prima campana, per i 2000 neo dirigenti scolastici”viene disegnata la prima parte di una guida ragionata sui primi adempimenti dirigenziali: nomina dello staff di presidenza e relative deleghe, identificazione delle funzioni strumentali al PTOF, nomina del 1° e 2° collaboratore del DS, nomina del responsabile di plesso/sezione staccata. L’articolo è opportunamente corredato da modelli di delibere e di nomine.

Utile, ai neo dirigenti, sarà anche il contributo “Come costituire lo staff’e quanti docenti si possono nominare e retribuire di Silvia Renzulli, che richiama, molto opportunamente, il quadro normativo di riferimento.

In coincidenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, ed a sostegno del gravoso impegno che attende i neo dirigenti, l’Ispettrice Maria Torelli invita ad una riflessione attenta sull’introduzione del nuovo Esame di Stato, al fine di una pertinente riconsiderazione di alcune modalità di progettazione didattica delle classi V (o meglio, del triennio) delle scuole secondarie di secondo grado:“Il nuovo Esame di Stato e la Progettazione Didattica”.In particolare, tre gli aspetti diversi sui quali si sofferma il contributo: la revisione della progettazione in senso interdisciplinare; l’obbligo, riaffermato con forza, di definire un curricolo per Cittadinanza e Costituzione; l’impostazione della relazione degli studenti sui PCTO.

L’intelligenza artificiale è stata inserita, di recente, nei programmi di studio delle scuole di primo e secondo grado in Cina. Tanto guardando al mondo quanto all’Italia, è significativo osservare come si persegua una logica di crescita non solo economica ma anche culturale concentrandosi sull’integrazione tra machine learning e scuola; l’attenzione, cioè, è focalizzata sulle interazioni tra apprendimento automatico e apprendimento tout court. Damiano Verda discute sull’argomento in “Informazioni strutturate e non strutturate”,alla ricerca del miglior approccio per confrontarsi con la complessità, evidenziando la distinzione tra come imparare (dati strutturati) e da cosa e come imparare (dati non strutturati); e come, anche prendendo in esame il processo di apprendimento dalla prospettiva di una macchina che cerca di imitarlo, emerga come per imparare concetti complessi e acquisire capacità di maggiore portata sia utile non soltanto per perfezionare la procedura di apprendimento ma anche per ridefinire, al contempo, gli elementi su cui si basa.

“Personale di qualità per una scuola che abbia gli studenti come fine” è il titolo dell’intervento di Viviana Rossi, che si sofferma su un altro tema chiave del Quaderno n. 15 dell’Associazione Treellle: realizzare una scuola di qualità per conseguire livelli di preparazione e competenza paragonabili alle migliori esperienze formative in Europa e nel mondo. Ricordiamo che i precedenti interventi ispirati alle analisi e considerazioni del Quaderno, si trovano nei precedenti numeri di giugno, luglio e agosto, un percorso molto interessante da porre alla base di rinnovate considerazioni sulle urgenze che premono per una scuola che sappia riflettere su se stessa, rivedersi e rinnovarsi.

L’8 luglio 2019, presso la sede dell’Aran, l’ANP ha sottoscritto in via definitiva il primo CCNL dell’area Istruzione e Ricerca, unico per tutta l’area, che non prevede sezioni specifiche e realizza la piena equiparazione della parte fissa della retribuzione dei dirigenti della scuola rispetto a quella di tutti i dirigenti pubblici di pari livello. Maria Rosaria Tosiani ne tratta in “Firmato definitivamente il contratto dei dirigenti scolastici 2016/2018” evidenziandone le principali novità. In aggiunta c’è da dire che la stessa ANP ha richiesto al MIUR di attivare il confronto sindacale previsto dall’art. 5 del nuovo CCNL al fine di garantire che a tutti i vincitori del concorso dirigenziale e comunque anche a chi è già in servizio, che tutti gli USR applichino gli stessi criteri di conferimento degli incarichi dirigenziali.

A proposito del tanto tormentato concorso,Aldo Domenico Ficarane fa il punto alla luce della sospensiva accolta dal Consiglio di Stato in “Concorso dirigenti scolastici. Considerazioni a margine delle sentenze”. Un percorso ad ostacoli, questo del concorso, che lascia ancora in sospeso parecchie questioni e che, comunque, costringerà a ripensare le forme di reclutamento dei dirigenti scolastici, magari guardando alle procedure utilizzate in altri paesi europei.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo “Perché più ‘educational’ e meno ‘education’ a proposito di scuola?”.Educational e Education sono termini che si rimandano l’un l’altro, ma i modi di viverli possono renderli estranei tra loro. La domanda comporta che ci si chieda in quale modo ‘education’ ed‘educational’ convergano o divergano quando come ‘alunni’ si è parte di un sistema scolastico.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti rivolge il contributo ai neo dirigenti all’insegna di “Dirigere esige conoscenze, competenze e creatività”,rappresentando la dirigenza come un’arte che si può apprendere solo considerando e valorizzando la presenza di quanti operano a vario titolo nella scuola, e che ne rappresentano le risorse su cui poggiare il funzionamento della stessa scuola nonché la prospettiva evolutiva della comunità scolastica. Ai dirigenti scolastici si chiede, oggi più che mai, di dare corpo ad una figura che senz’altro applichi norme e disposizioni, faccia rispettare le regole al personale, gestisca bene il bilancio, provveda perché l’edificio sia sicuro, la mensa funzioni e quant’altro legato all’ordinario funzionamento, ma soprattutto che sappiano entrare nel merito della dinamica insegnamento-apprendimento.

A partire da questo numero una nuova rubrica arricchisce la rivista“Lo Sportello Assicurativo”.

Si tratta di un servizio di consulenza dedicato agli abbonati offerto in collaborazione con esperti del settore iscritti al Registro Unico degli intermediari assicurativi. Lo Sportello Assicurativo fornisce gratuitamente consulenza e pareri sulle assicurazioni scolastiche e in particolare su:

·       Polizze di Responsabilità Civile, Infortuni, Assistenza, Tutela Legale in ambito scolastico.

·       Polizze Property - Assicurazione dei beni dell’Istituto (Incendio, Furto, Elettronica, RC Auto, ecc.).

·       Polizze di Responsabilità Civile Patrimoniale e Amministrativa contabile del Dirigente e del Direttore S.G.A. .

·       Polizze Cyber Risk - Assicurazione dedicata per il Rischio informatico.

Gli abbonati potranno porre i loro quesiti gratuitamente all’indirizzo e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi nel suo pezzo di Giurisprudenza Scolastica “Diffusione di dati atti a rivelare lo stato di salute di un alunno, sanzione del Garante per la privacy e conseguente danno al bilancio dell’istituto scolastico”illustra il pronunciamento dell’Autorità garante per la privacy, a cui si è rivolto un genitore di un alunno disabile il cui nominativo era stato divulgato in rete dalla scuola. X

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