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Le fragilità della scuola

Editoriale di Vittorio Venuti

In ottobre, mentre centinaia di dirigenti scolastici si incontravano sui social e dialogavano animatamente solidarizzando con la collega Franca Principe (vedi editoriale di novembre 2019) e progettando la forma di protesta più opportuna contro il decreto sicurezza n. 81 e, più in particolare contro l’articolo 18, per fatale coincidenza di tempi, il piccolo Leonardo, il bambino di 5 anni precipitato dalle scale della scuola “Pirelli” di Milano, moriva in conseguenza della caduta. La manifestazione del 31 ottobre a Roma, alla quale hanno partecipato centinaia di Dirigenti Scolastici provenienti da tutta Italia, ha quindi assunto un rilievo ed un significato particolare, sollecitando urgenze che non possono continuare ad essere ignorate.

Con l'entrata in vigore del nuovo CCNL 19/4/2018 del comparto Istruzione e Ricerca,  gli istituti delle relazioni sindacali in ambito scolastico sono stati disciplinati ex novo.

La conoscenza delle regole pattizie consente di costruire  delle ottime relazioni sindacali al fine di prevenire e risolvere i possibili conflitti.

Il corso che proponiamo analizza sotto il profilo pratico ed operativi tutti gli istituti delle relazioni sindacali per permettere alla dirigenza scolastica di concludere agevolmente gli accordi sindacali di contrattazione integrativa.

il corso costa solo 25,00 euro.

Con circolare n. 48061 del 27 11 2019 il Miur ha emanato le Linee operative per la formazione dei dirigenti scolastici neoassunti a.s. 2019-2020, riconoscendo che il loro consistente numero configura un consistente ricambio generazionale, un’occasione importante per il rinnovamento del nostro sistema educativo.

Il nuovo modello formativo dovrà essere attuato nel corrente a.s. 2019-2020 per il percorso di formazione e prova dei 1995 dirigenti scolastici neoassunti. A tal fine verranno destinate specifiche risorse finanziarie tratte dai Fondi del Bilancio MIUR 2020 - capitoli 2175, 2173, 2174, 2164 pg.3 nell’anno finanziario 2020.

Il periodo di formazione e prova ha una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno sei mesi. E’ possibile sospendere il suddetto periodo in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Salvo questi ultimi casi il periodo di formazione e di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza.

Le azioni formative che devono essere messe in campo dagli USR riguardano due differenti percorsi: l’attività di accompagnamento sulla base di un cronoprogramma di massima e l’attività di formazione vera e propria.

Per quanto concerne l’attività di accompagnamento e cronoprogramma, della durata di 25 ore, gli USR devono organizzare, avvalendosi della collaborazione di dirigenti scolastici con funzione di tutor, iniziative orientate e sostenere il neoassunto nella complessa fase di ingresso nel nuovo ruolo, attraverso momenti di confronto tra pari, che faranno riferimento a modalità collaborative in vista della costruzione di comunità di pratiche”. Si citano, ad esempio, momenti di “peerreview”, di tutoring, di supporto e consulenza.

Le attività formative della durata di 50 ore saranno organizzate dagli USR, di norma, per gruppi non superiori a 25 dirigenti neoassunti e, ove possibile, articolati per grado di istituzione scolastica.

In linea con quanto già previsto negli anni precedenti, ad ogni dirigente scolastico neoassunto verrà fornito il supporto di un’attività di tutoring.

Le procedure per la valutazione del periodo di formazione e prova sono previste dagli articoli 7 e 8 del DM 956/2019 più volte citato.

Link: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/linee-operative-per-la-formazione-dei-dirigenti-scolastici-neoassunti-a-s-2019-2020-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-inizi

 

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, ha firmato il decreto per gli interventi di messa a norma delle scuole. Il Piano straordinario prevede un finanziamento complessivo di 98 milioni di euro.

Le risorse saranno assegnate con un avviso pubblico nazionale rivolto agli Enti Locali da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Potranno candidarsi Comuni, Province, Unioni di comuni e Città metropolitane e i relativi contributi saranno concessi direttamente agli Enti Locali che così potranno mettere in regola gli istituti e le strutture adibite a uso scolastico entro la fine del 2021, come previsto dall’attuale normativa.

I contributi a disposizione degli Enti Locali saranno pari fino a 70.000 euro per le scuole del primo ciclo e fino a 100.000 per le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Suddiviso l’entità del finanziamento per il numero delle scuole, il risultato sarà una cifra insufficiente.

Con circolare n. 2197 del 25 novembre, si danno nuove indicazioni in merito allo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2019/2020.

In premessa si spiega che, nonostante il coordinatore nazionale dei dirigenti tecnici e dei coordinamenti regionali degli ispettori abbia espresso soddisfazione relativamente alle novità che hanno interessato la struttura degli esami a seguito dell’intervento del precedente ministro Buffetti, l’attuale ministro Fioramonti, ritiene opportuno intervenire su alcuni aspetti riguardanti la redazione della prima prova scritta di italiano e le modalità di svolgimento del colloquio. Appare evidente l’impronta di discontinuità che il neo ministro voglia fare col precedente, di cui, peraltro, è stato viceministro.

Le indicazioni riguardano:

-          Il credito scolastico, il cui punteggio sarà determinato dalla somma dalla somma del credito già attribuito per il terzo anno di corso, convertito sulla base della tabella A (art. 14, d.lgs 62/2017) e dal credito attribuito per il quarto e quinto anno di corso utilizzando la tabella denominata “Attribuzione credito scolastico”.

-          I requisiti di ammissione all’esame, per cui i candidati interni ammessi, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, dovranno evidenziare anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi.

-          La prima prova scritta di italiano che, pur rimanendo la struttura prova e le tipologie testuali definite dal quadro di riferimento di cui al D.M. n° 769 del 26 novembre 2018, dovranno prevedere che almeno una delle tracce della tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) debba riguardare l’ambito storico.

-          Lo svolgimento del colloquio, per il quale si intende abbandonare la procedura nota delle “tre buste”, per favorire la modalità che vede l’avvio del colloquio mediante l’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro, con l’immutata finalità di “verificare l'acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera”, materiali che dunque devono consentire un approccio multidisciplinare.

Pertanto, l’annuale decreto ministeriale di individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta e di regolamentazione delle modalità organizzative di svolgimento del colloquio, previsto dall’art. 17, comma 7, del d.lgs. n° 62/2017, non riporterà la descrizione delle suddette attività a carico delle commissioni e dei candidati, pur nel pieno rispetto dell’impostazione prevista in tale articolo. Le SS.LL. vorranno assicurare la massima diffusione della presente nota all’interno della comunità scolastica.

 

ABBONAMENTO ANNO 2020 ALLE NOSTRE RIVISTE

Tre riviste a supporto della funzione dirigenziale del dirigente scolastico in abbonamento congiunto a soli 130,00 euro.

In allegato la cedola 2020 con tutte le combinazioni degli abbonamenti.

Per il rinnovo degli abbonamenti per l'anno 2020 i prezzi sono rimasti immutati.

Le riviste sono fruibili anche on line

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Con la nota n. 26158 del 18 novembre 2019  il ministero  ha disposto la proroga di 30 giorni per l'approvazione del programma annuale, in via eccezionale, per le scuole che non vi avevano ancora provveduto.

Il ricorso alla proroga  deve essere motivato nella relazione illustrativa del Dirigente che accompagna il programma annuale.

Di conseguenza il termine del 30 novembre entro il quale il programma annuale doveva essere predisposto, è prorogato al 30 dicembre.

Anche il termine massimo di approvazione del programma annuale da parte del Consiglio d'istituto viene spostato dal 31 dicembre al 30 gennaio.

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

Le fragilità della scuola

Editoriale di Vittorio Venuti

In ottobre, mentre centinaia di dirigenti scolastici si incontravano sui social e dialogavano animatamente solidarizzando con la collega Franca Principe (vedi editoriale di novembre 2019) e progettando la forma di protesta più opportuna contro il decreto sicurezza n. 81 e, più in particolare contro l’articolo 18, per fatale coincidenza di tempi, il piccolo Leonardo, il bambino di 5 anni precipitato dalle scale della scuola “Pirelli” di Milano, moriva in conseguenza della caduta. La manifestazione del 31 ottobre a Roma, alla quale hanno partecipato centinaia di Dirigenti Scolastici provenienti da tutta Italia, ha quindi assunto un rilievo ed un significato particolare, sollecitando urgenze che non possono continuare ad essere ignorate.

Tra le dichiarazioni che si sono intrecciate sulla tragicità dell’incidente di Milano, particolarmente sofferta e pregnante emerge quella della collega Ilaria Virciglio che si interroga e riflette sui “disagi viscerali” vissuti dalla scuola oggi. Certi di offrire una preziosa suggestione, ospitiamo qui di seguito il suo contributo, in attesa di un ulteriore e più ampio approfondimento.

 

 

Ilaria Virciglio - Dal piccolo Leonardo ai mali della scuola

 

Magari dal dolore profondo di una famiglia che perde il proprio bambino in un luogo sacro e da quello di un’intera comunità scolastica che quel luogo lo abita, si può ripartire da una seria riflessione politica sui disagi viscerali vissuti dalla scuola oggi. Magari , visto che spesso in Italia, deve accadere il peggio per essere visti, quella morte potrà essere il punto di partenza per tentare di dare di nuovo slancio culturale e non solo armi spuntate alla scuola, settore strategico per lo sviluppo reale di ogni paese civile.

Se qualche decisore politico più illuminato presterà davvero ascolto a questo profondo malessere, magari, ci aiuterete a riscrivere le pagine ormai troppo imbrattate di un libro che vale la vita dei vostri figli, nipoti, amici ... .

Paragrafo 1:i DS sempre in bilico pericoloso tra testa e cuore, tra quell’anima grigia chiamata burocrazia soffocante e l’anima bianca della vita che pulsa negli occhi e nei bisogni sempre più pressanti dei nostri ragazzi. Professionisti costretti ad improvvisarsi medici, avvocati, ingegneri, psicologi divisi a metà tra la vocazione alla leadership educativa e la deriva aziendalistica del sistema scuola che è impresa, sì, ma “ impresa audace” che allena i ragazzi alla partita difficile della vita, “producendo” capitale umano, il cui pregio è visibile solo ad occhi attenti ed attrezzati.

 

Paragrafo 2:i docenti. Sempre più delegittimati nella considerazione sociale, sempre più alle prese con classi numerose e difficili da gestire perché specchio di una società incapace di cogliere i bisogni autentici della persona che stanno nel profondo e persa dietro la caotica tumultuosità della superficie. A volte impauriti dalla violenza dell’esterno che non riconosce più il senso profondo del loro essere magister, dilaniati anche loro tra la vocazione professionale alla formazione e la morsa stretta della burocrazia.

Paragrafo 3:gli ATA , gli invisibili del sistema alle prese con carichi di lavoro sempre maggiori, richieste di prestazioni sempre più elevate e tagli di organici incompatibili con la pretesa qualità.

Paragrafo 4:il middle management, necessario per la sempre maggiore complessità del sistema ma non istituzionalizzato e non riconosciuto , lasciato alla buona volontà dei singoli e agli scarsi riconoscimenti sociali ed economici.

Paragrafo 5: gli studenti. I loro occhi smarriti ci dicono molto sulla loro condizione, bambini giovani bisognosi di punti di riferimento capaci di insegnare con gli unici metodi realmente efficaci, l’esempio e la credibilità. Chiedono aiuto spesso distruggendo le classi e tutto quello li circonda, scappando dalle classi, diventando aggressivi, sputando e dando calci a dirigenti, docenti, bidelli e forse alla loro stessa vita, che si è accanita in un modo o nell’altro.

Poi c’è un’equazione sancita dal decisore politico: meno docenti, meno personale ATA, meno servizi alla famiglia ma più qualità e successo formativo per tutti e per ciascuno! Qui ho un problema: sono discalculica e il risultato non mi torna, come quando al liceo il prof. mi chiamava alla lavagna e una serie disconnessa di concetti e numeri mi si affastellava disordinatamente nella mente.

Al segno meno aggiungo anche la sicurezza degli edifici, problema tragico che incombe sulle spalle dei DS e, a cascata, dei docenti e collaboratori scolastici.

Non mi torna, è inutile, anche perché l’algoritmo si inceppa in un altro punto ben preciso. Il CCNL comparto scuola 2018 sancisce il ruolo della comunità educante, quelle risorse professionali interne che, aggiunte all’utenza e al territorio, dovrebbe vogare nella stessa direzione e invece nella mia percezione discalcula è, spesso, sostanzialmente “l’uno contro l’altra armata” non riesce a fare quadrato, ma si limita ad interessi di categoria. Questa “scissione interna” nuoce gravemente alla salute della scuola, che tutta, dovrebbe chiedere a gran voce ai decisori politici di trovare le risorse dai loro stessi sprechi per investire sul futuro di questo paese. Ma io non so risolvere queste equazioni e la discalculia con cui ho combattuto per anni, torna prepotentemente a non farmi tornare il risultato.

A Leonardo, allora, dedico l’ultimo pensiero di questo post inutile e forse anche dannoso.

Sono stata anche io per anni di quelle maestre e adesso, da Preside, vivo sulla mia pelle anche il punto di vista della collega e dei bidelli, tutti combattenti con armi spuntate.

Infine, sono mamma, e per questo mi taccio abbracciando la sua famiglia che soffre le pene dell’inferno per aver perduto un figlio nel luogo in cui doveva sbocciare.

 

La rivista si apre con la quarta parte di Otto e venti prima campana, per i 2000 neo dirigenti scolastici: una guida ragionata sui primi adempimenti dirigenziali”,la guida ragionata sui primi adempimenti espressamente elaborata daPasquale Annese, nella quale ci si sofferma su una questione molto tecnica ma decisamente importante, perché vede spesso il DS esposto ad eccezioni di natura procedimentale. Nello specifico, vengono esaminate nel dettaglio: la richiesta di accesso agli atti afferente i compensi del FIS e bonus docenti e la richiesta di accesso agli atti afferente il procedimento disciplinare.

Risponde all’interrogativo “Quali limiti incontra l’accesso civico generalizzato”, introdotto dal D.Lgs. 97/2016, il contributo di Gianluca Dradi, che si concentra sulle eccezioni all’accesso e, soprattutto, sui limiti impliciti enucleati dall’evoluzione interpretativa di tale istituto.

Volge il suo interesse all’accesso agli atti anche Anna Armonecon il contributo“Le conseguenze penali del silenzio dell’amministrazione a seguito dell’esercizio del diritto di accesso” per rispondere alla domanda se l’inerzia dell’Amministrazione a seguito di una richiesta di accesso agli atti possa o meno profilare il reato di omissione di atti d’ufficio.

La complessa realtà che contraddistingue ciascuna istituzione scolastica rende impegnativo qualsiasi percorso orientato al cambiamento che, inevitabilmente, si scontra con l’esigenza di stabilità necessaria a preservare le condizioni di efficienza dei processi interni attivati nel tempo. Questa la premessa del contributo di Michela Lellasu “Il change management a scuola”, evidenziando il ruolo del dirigente scolastico di guida alla responsabilità per l’intera comunità scolastica e, d’altra parte, i riflessi condizionanti dell’eccessiva burocrazia, dei vincoli normativi, delle regole sindacali, delle consuetudini consolidate, spesso tali da spegnere ogni impulso al cambiamento e qualsiasi spinta di creatività e passione anche nei neo dirigenti, che pure si sono insediati carichi di entusiasmo.

In “L’autonomia differenziata”, argomento che ha tenuto banco tra gli impegni di programma del precedente governo giallo-verde, Francesco G. Nuzzaciriprende la questione visto l’intensificarsi dei colloqui, da parte del nuovo ministro per gli Affari regionali, con tutti i presidenti di regione per la realizzazione di un nuova edizione della scuola regionalizzata, a seguito di una profonda riflessione nell’ambito del percorso previsto e regolato dalla Costituzione.

All’insegna del “La scuola del futuro è qui”, Maria Chiara Grigianteci introduce all’innovativo progetto sperimentale“Torino fa scuola”, finanziato da Compagnia di San Paolo e Fondazione “Giovanni Agnelli”, con la collaborazione del Comune di Torino. Pensare alla scuola di domani, recita il manifesto del progetto, implica lavorare sugli ambienti di apprendimento, coniugando la prospettiva architettonica e la prospettiva pedagogica. Questo impegno ha prodotto, in Torino, due realizzazioni particolarmente interessanti: le scuole secondarie di primo grado “Fermi” e“Pascoli”.

Nel precedente numero della rivista ci siamo occupati delle modalità di svolgimento della contrattazione d’istituto e della determinazione del budget. In questo numero Salvatore Argentaci propone uno schema di relazione illustrativa che accompagna il contratto d’istituto di competenza del dirigente scolastico che le scuole possono adattare alle proprie esigenze.

Ancora volgendo l’attenzione ai neo dirigenti, Edgardo Escamilorichiama alcuni concetti fondamentali sulla responsabilità, perché possano, con consapevolezza ed animo sereno, svolgere le funzioni loro affidate: in “Una responsabilità sui generis, quella dirigenziale”.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizioricorda, in “CPIA e SIDI”, che, a partire dall’anno scolastico 2019/20 i CPIA devono procedere alla definizione del Patto Formativo Individuale attraverso l’apposita funzione del Sistema Informativo Dell’Istruzione (SIDI), come da nota ministeriale del 10 maggio 2019.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauroci porta nella“Terra di mare grosso il Portogallo. E mare aperto”, un interessante excursus storico che ci accompagna alla situazione attuale dell’istruzione, che si suddivide in quattro settori particolari: il pre-scolare, l’istruzione di base, la secondaria superiore e il sistema dei due canali terziari, dell’insegnamento e della ricerca accademica da una parte e dello sviluppo tecnologico e delle professioni dall’altra.

A seguire lo Sportello Assicurativo, con le risposte di Vincenzo Casellaa quesiti sulle assicurazioni scolastiche.

Per Appunti di Psicologia, Vittorio Venutiripropone il tema de “La scuola, sistema evolutivo complesso” a partire dalle tre classiche parole chiave che racchiudono sinteticamente il senso dell’organizzazione: sistema, visione, missione. Per la scuola, la parola sistema è quella che appare la più fondante, sia perché racchiude in sé le altre prospettive - altrimenti neanche ipotizzabili - sia perché consente di perseguire forme autoprotettive e di sviluppo anche a fronte di assalti riformatori dalle intenzionalità a volte confuse quando non anche poco congruenti.

Per Giurisprudenza nella scuola, Rosanna Visocchi riprende e illustra, in“Non attribuzione della lode: l’importanza della motivazione”, la recente sentenza del TAR Lazio con la quale si accoglie il ricorso promosso dal genitore di un alunno minorenne, che ha contestato alla scuola la mancata assegnazione della lode da parte della Commissione esaminatrice al termine della prova d’esame. X

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