Ultime notizie

GUIDA  COMPLETA AI CONCORSI ORDINARI E STRAORDINARI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE  DI OGNI ORDINE E GRADO

A cura di Ivana Summa con contributi di Anna Armone e Loredana De Simone

Avvertenze generali per tutte le classi di concorso:  competenze psico-pedagogiche e metodologie didattiche progettazione curricolare delle discipline  Legislazione scolastica

Il testo è corredato con esercitazioni di test a risposta multipla di logica, comprensione del testo, competenze didattico/metodologiche  e legislazione scolastica

Pag. 380- € 30,00 (aggiungere 4,00 euro di spese di spedizione con corriere SDA)

Questa guida costituisce uno strumento di studio per la preparazione alle prove del Concorso Ordinario e straordinario,  perché tratta in modo completo e approfondito le principali tematiche del programma di esame  contenuto nelle Avvertenze generali riferite a tutte le classi di concorso, ivi comprese infanzia e primaria.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO propone un Corso  on line in modalità webinar di preparazione  al CONCORSO ordinario e straordinario  docenti finalizzato al superamento delle  prove di preselezione e delle prove scritte

Costo del corso completo 250,00 euro, che comprende:

- un corso di 45 video lezioni per la preparazione di base, 100,00 euro

- Un corso di 25 webinar specifici  per il superamento delle prove d'esame, 120,00 euro

- 4 testi specifici a completamento della preparazione di seguito descritti, 70,00 euro

Argomenti:

Michela Lella -Coronavirus: i giorni della mia scuola

Andrea Leonzio -La didattica a distanza

Antonio Di Lello -Periodo di formazione e di prova

Maria Rosaria Tosiani - Il Conto Consuntivo 2019 - Modalità di predisposizione

Schema di relazione al conto consuntivo

Maria Rosaria Tosiani -La ricostruzione della carriera del personale scolastico a seguito di sentenza -Schema provvedimento di ricostruzione della carriera al personale ATA -Schema di provvedimento di ricostruzione della carriera al personale docente

 

Rubriche:

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Il rientro anticipato del titolare non dà luogo alla revoca della supplenza

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

L’immissione in ruolo del precario con 3 anni di servizio neutralizza la pretesa risarcitoria

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

Tra l’ascolto e la parola abita il pensiero

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

DIRIGERE LA SCUOLA N.4/2020

Editoriale di Vittorio Venuti  - Dal Coronavirus alla scuola del futuro

Un aspetto sta emergendo con sempre più chiarezza da questo tormentato periodo dominato dalla mistificante apparenza del coronavirus, un potenziale infinito racchiuso nel granello che invade e devasta l’umano anche oltre l’ordine fisico, ma che con l’umano gareggia per la sua stessa fine. Da qui, dalla sfida si diparte l’opportunità, dalla sfida e dalle coniugazioni che sta costringendo ad elaborare per contenerne gli effetti, dalle azioni messe in campo, che vanno oltre il contenimento della devastazione e la cura del contingente per avviare percorsi di ricerca e sperimentazione i cui esiti si faranno apprezzare nella contemporaneità ma proietteranno altre traiettorie di conoscenza, altre intenzioni progettuali, altri versanti relazionali, pedagogici e didattici. Strano a dirsi! ma il coronavirus ci sta forzando verso la prospettiva di un cambiamento radicale proprio ponendoci davanti alla nostra fragilità di essere umani e di collettività bellamente giocherellanti sul declivio dello smarrimento valoriale e dell’incanto di un superfluo orchestrato e reso indispensabile ad arte da accattivanti e profittevoli giochi di luci colorate e pixel.

Editoriale di... Vittorio Venuti - Dal Coronavirus alla scuola del futuro -

Michela Lella - Dirigere la scuola a distanza

Filippo Cancellieri - Rischi e opportunità della tele-didattica

Pasquale Annese - Come gestire le procedure di gara semplificate ai tempi del CORONA VIRUS

Damiano Verda - Informatica come linguaggio

Paolo Pieri - Scuola in sicura: La sicurezza desolata

Michele Di Filippo - L’educazione economica e finanziaria: nuovi scenari

Luciano Lelli - Il perseguimento di competenze: innovazione epocale o mitologismotranseunte?

 

RUBRICHE

Lettera: A.N.Co.Di.S.- Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici

I CPA A cura di ... Ada Maurizio - I cpia e la didattica on line

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro - L’Educazione ... ai tempi della Brexit

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

La didattica a distanza, una didattica che viene da lontano

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Rosanna Visocchi

Responsabilità amministrativo - contabile del Dirigente scolastico in un caso di mobbing. Le regole della prescrizione

Domanda: La recente circolare INAIL in relazione al Covid-19 equipara l’infezione all’infortunio e conseguentemente fa scattare la piena tutela dell’INAIL, come per gli altri infortuni o malattie, già a partire dal periodo di quarantena. Anche la società assicuratrice, con la quale la scuola ha stipulato il contratto, riconosce il contagio da Covid-19 come infortunio?

Il Decreto “Cura Italia” all'Art.42 comma 2, equipara il contagio da Covid-19, in occasione di lavoro, ad infortunio sul luogo di lavoro e pertanto assoggettato all’assicurazione obbligatoria di cui al D.P.R. 1124/1965 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali)e ai successivi aggiornamenti normativiintervenuti al riguardo.

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI ALLA PROVA ORALE- CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR)

10 Webinar specifici finalizzati alla preparazione della prova orale

Nel corso dei webinar saranno affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del direttore sga

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale

Costo del corso 100,00 euro

COME FARE I PROVVEDIMENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA 

DEL PERSONALE DOCENTE, DOCENTI DI RELIGIONE  E DEL PERSONALE ATA

Vi  proponiamo  l'acquisto di un corso on line  in modalità webinar  avente ad oggetto le procedure di  ricostruzione della carriera del personale docente, docenti di religione personale amministrativo, a condizioni molto vantaggiose.

Sono cinque lezioni pratiche che possono essere utilizzate da subito con tutta la relativa documentazione al costo di soli 30,00 euro.

Continuate a leggere le modalità di acquisto.

Domanda:

In relazione alla recente pandemia di Covid19, al nostro Istituto Scolastico sono stati accreditati, da parte del MIUR, le somme relative all’acquisto di tablet e personal computer destinati agli alunni per la didattica a distanza.

In caso di furto o di danneggiamento di questi beni la copertura assicurativa stipulata dall’Istituto copre il danno anche nel caso in cui questi fossero dati in comodato alle famiglie degli alunni?

 

Risposta:

Il MIUR con Decreto Ministeriale 26 marzo 2020, n. 187, ha previsto lo stanziamento di 85 milioni di euro per far fronte all’emergenza sanitaria del Covid19 consentendo alle istituzioni scolastiche statali la prosecuzione della didattica tramite la diffusione di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza.

In particolare, è prevista l’assegnazione di 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali individuali.

Regione Lombardia, con 12 milioni di euro, si pone al primo posto per assegnazione delle risorse; segue la Campania con 10,6 milioni, la Sicilia con 9,1 milioni, il Lazio con 7,3 milioni.

In relazione ai beni, il D. Interm. 28 agosto 2018, n. 129, all’Art. 30, evidenzia come il Direttore S.G.A., assuma il ruolo di consegnatario, preposto alla conservazione, gestione e manutenzione della strumentazione di proprietà dell’Istituzione scolastica.

Sempre lo stesso decreto all’Art. 33 evidenzia come: “Il materiale ed i beni mancanti per furto o per causa di forza maggiore(es.: danneggiamento) […] sono eliminati dall’inventario con provvedimento del dirigente, nel quale deve essere indicato l’obbligo di reintegro a carico degli eventuali responsabili ovvero l’avvenuto accertamento dell’inesistenza di cause di responsabilità amministrativa, con adeguata motivazione”.

È necessario evidenziare che, di norma, le polizze sottoscritte dagli Istituti Scolastici, non prevedono i rami Incendio/Furto/Elettronica che garantiscono la copertura dei danni ai beni, motivo per cui, in caso di danno, la responsabilitàe l’onerosità del reintegro dei dispositivi danneggiati ricadono esclusivamente sul consegnatario del bene stesso. 

Unitamente alla Responsabilità Patrimoniale più sopra delineata, è inoltre bene ricordare che la sottrazione e/o il danno dei beni dell’Istituto, compresi quelli dati in comodato d’uso, producono come effetto diretto l’impossibilità da parte degli alunni di fruire del servizio didattico tipico dell’Istituto scolastico.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di valutare con attenzione l’opportunità di garantire il patrimonio della scuola attraverso un’adeguata copertura assicurativa per i beni di proprietà, considerando, da un lato l’importanza di garantirsi un adeguato indennizzo in caso di eventuali danni alle attrezzature di proprietà dell’Istituto e dall’altroil costo contenuto dell'assicurazione che, oltretutto,rientra generalmente nei limitidi spesa espressi dal Decreto Interministeriale. Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla casella di posta riportata in calce.

Un ulteriore aspetto riguarda il contratto di comodato che la scuola dovrà stipulare con la famiglia dell’alunno o il personale dell’Istituto. Nel documento, infatti, andranno sempre riportati tutti i passaggi che riguardano la tutela del bene concesso in comodato, compreso, in caso di danno, il reintegro delle somme per la riparazione o la sostituzione dello stesso.

 

Vincenzo Casella

casella.broker@gmail.com

Il consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere sostanzialmente negativo sullo schema di decreto relativo alla “Procedura straordinaria per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune”.

Pur ritenendo che l’oggetto del parere sia solo relativo alla procedura finalizzata all’abilitazione, il CSPI rileva che comunque ci sia una stretta connessione con le altre due procedure relative a quella ordinaria e a quella straordinaria per l’immissione in ruolo, essendo tutte e tre le procedure non esenti da limiti e criticiti

Nello specifico si rilevano le seguenti criticità:

- “L’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie disciplinari relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con lenorme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali (D.L. del 12/7/2018, n. 87 convertito in legge, 9/8/2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento. Opera quindi anche in ambito disciplinare, di supporto all’intera classe, senza assumere una connotazione medicoinfermieristica.

Tali previsioni normative hanno garantito per più anni la funzionalità del sistema scolastico in un ambito particolarmente delicato. Per questi motivi si auspica una conseguente rilettura della legge.

-  l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata. Øla difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

- A questi elementi di criticità se ne aggiungono purtroppo altri e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid-19”.

IL CPI pertanto “auspica fortemente una riflessione da parte del Ministero in merito alla possibilità di assumere procedure concorsuali le più semplificate possibili, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti”.

In ordine alla situazione emergenziale per il Coronavirus, secondo il CSPI “Lo stato di emergenza dichiarato consente, nel rispetto dei principi generalidell’ordinamento giuridico, di individuare appropriati provvedimenti che permettano l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendoeffettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione”.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.1/2020

Editoriale di Anna Armone  Che ne sarà della scuola?

Tra un Ministro che va e uno che arriva, rimane la cenerentola della Pubblica Amministrazione, la scuola. E non perché sia povera, la scuola, ma perché la scuola è sola e della scuola non interessa davvero a nessuno. Mi sbaglio, entra nei discorsi programmatici quando bisogna lanciare una frase ad effetto, tipo“se non investiamo sulla scuola siamo destinati all’impoverimento”.è quasi commovente il ricordo del politico di turno della maestra di paese che dedicava la vita ai propri alunni. Peccato che quella maestra godeva, se non di una florida posizione economica, di un prestigio sociale incontestabile. C’era ancora un fondamento etico nell’azione individuale e collettiva.

Mi chiedo come siamo sopravvissuti alle ultime legislature. Se mischiassimo i discorsi programmatici sulla scuola non saremmo in grado di collocarli nel tempo e assegnarli ad una forza politica. Che sia oramai irriconoscibile il fondamento ideologico dei partiti? Torniamo con i piedi per terra e ringraziamo coloro che nella scuola lavorano, dalle 8 del mattino per almeno cinque giorni su sette e fino ad un’ora imprecisabile, dentro e fuori dalla scuola.

Però forse mi sto sbagliando, forse della scuola interessa al Ministro di turno, peccato che questo interesse estemporaneo porti pochi risultati. Nemmeno l’investimento in tecnologia e nel digitale, in generale, ha avvicinato la scuola italiana agli altri Paesi europei se non in alcune, poche regioni, dove interviene il territorio a trainare tutta la Pubblica amministrazione, scuola compresa.

Basta critiche - che risolvono poco -. Passiamo a definire i buchi neri nei quali sono finite le promesse dei decenni scorsi. Sedici anni fa si cominciò a parlare di stato giuridico dei docenti. Si riunì una Commissione di soloni (ex art. 22 del CCNL 26.07.2004 del comparto scuola) che garantiva una cosa, in particolare: che tutti fossero rappresentati (perché nei calcoli cencelliani della rappresentatività siamo proprio bravi). La commissione sfornò una proposta articolata esclusivamente sulla possibilità di sviluppo della carriera docente e sull’opportunità di collegare tale sviluppo ad un sistema di valutazione dell’esperienza e delle capacità dimostrate in aula. Insomma, non se ne fece niente. Non se ne farà mai niente se non si partirà dal ridisegno, definitivo, delle responsabilità non solo di gestione, ma anche dei risultati di missione. Non si può certamente ritenere che solo il dirigente debba essere oggetto di valutazione, ma se per quest’ultimo le difficoltà di una sua valutazione si presentano continuamente di fronte a qualsiasi modello venga adottato, per il docente quello che si è saputo fare è fare la bella trovata del comitato. E in ogni caso poco ha a che fare con la responsabilità del docente.

Il presupposto dal quale occorrerebbe partire è il modello di Governance attuale che risale al 1974 nonostante gli elementi di disturbo che si sono innestati nel testo originario, in particolare la figura dirigenziale. Gli organi collegiali, gloriosi a modo loro, hanno garantito la partecipazione democratica alla vita della scuola. Il vizio del loro funzionamento è stato ed è quello di un modello decisionale che di partecipativo ha ben poco. Il modello politico applicato ad un collegio tecnico “aresponsabile” non può che produrre effetti fallimentari sull’operatività della funzione. I tentativi di riordino degli organi collegiali falliscono sistematicamente. Da ultimo, il ddl di riforma del 2015 prevedeva la loro riforma e contestualmente la definizione di uno stato giuridico dei docenti. Nel testo definitivo i riferimenti sono entrambi spariti.

Su questo buco nero si continua ad intervenire con piccole mosse spesso ideologicamente ispirate o addirittura senza alcun senso. Ma un eventuale intervento sul modello di Governance deve partire dall’idea politica della scuola. Vogliamo una scuola ancora centrata sul modello collegiale? Può essere, ma collegialità non significa annacquamento delle responsabilità. Occorre trovare un meccanismo di responsabilizzazione di natura giuridica ma anche organizzativa.

Che ne facciamo di una figura dirigenziale in un’organizzazione senza le regole fondamentali che devono governare la relazione datore di lavoro - dipendenti del nucleo operativo? Non si può ulteriormente giustificare l’attuale situazione di parziale“datorialità”del dirigente scolastico. Il problema emerge ogni volta che si discute dell’esercizio del potere dirigenziale. Le sentenze sulla competenza dirigenziale ad irrogare le sanzioni superiori a dieci giorni di sospensione con riduzione dello stipendio ai docenti è illuminante. Un tribunale contro l’altro con le motivazioni più cavillose e spesso fantasiose. L’ultima vicenda contrattuale che prevede l’emanazione di un codice disciplinare dei docenti ha prudentemente richiamato la garanzia della libertà di insegnamento. Non poteva essere altrimenti, considerato il vuoto di uno stato giuridico chiaro che ne definisca diritti, doveri e obblighi. Speriamo che il nuovo Ministro comprenda l’importanza di costruire uno scenario definitivo entro cui la scuola potrà vivere, magari adattarsi al nuovo, ma creare e mantenere una visione duratura nel tempo.

 

E veniamo al contenuto di questo numero. Diamo il benvenuto a Federica Marotta, una giovane studiosa che gestirà l’Osservatorio giurisprudenziale tematico. In questo numero la curatrice commenta la sentenza n. 31149 relativa ad argomenti di legislazione scolastica di forte interesse per la scuola. La Suprema Corte, infatti, con le motivazioni addotte nella suddetta sentenza, ha avuto modo di chiarire un punto controverso nel mondo della scuola: la differenza di trattamento esistente tra docenti di ruolo e docenti c.d. precari.

Nel corso dell’analisi è stato possibile leggere la normativa nazionale esistente in materia, base di partenza imprescindibile per la comprensione della decisione emessa in sentenza, ma anche di leggere la normativa comunitaria, nello specifico la direttiva 1999/70/C.E. del Consiglio dell’Unione Europea, datata 28 giugno 1999, che ha riconosciuto la pari dignità del lavoro svolto in costanza di contratto a tempo indeterminato, e del lavoro,invece, c.d. a tempo determinato. Nel mondo della scuola, quindi, secondo tale previsione europea, spetterebbe lo stesso trattamento sia dal punto di vista economico che giuridico, a docenti che, a parità di anni di servizio, abbiano volto il proprio lavoro in costanza di tipologie contrattuali differenti.

 

Carmen Iuvonefa una disamina approfondita dell’istituto del silenzio assenso. Il tema sembra esulare dall’interesse diretto e contingente della scuola, ma non è così. L’attività amministrativa, pur se rituale, si esprime in molteplici azioni che possono ricadere nella fattispecie del silenzio. Basta pensare al sistema del nulla osta, al sistema autorizzatorio ampiamente inteso.

 

Renato Loiero analizza la spesa del MIUR per il 2020 così come emerge dalla legge di bilancio e le proiezioni del triennio. Vengono richiamate tutte le fonti normative autorizzative della spesa, comprese le fonti contrattuali. Sembra interessante riportare il comma 256, che incrementa, per il triennio 2020-2022, le risorse destinate alla formazione dei docenti, con l’obiettivo di prevedere misure volte al potenziamento della qualificazione dei docenti in materia di inclusione scolastica, di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo e di insegnamento dell’educazione al rispetto e della parità dei sessi.

 

Gabriele Venturaaffronta il tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e i Fabbisogni Standard al banco di prova del sistema integrato 0-6 anni. L’autore parte dall’ occasione del trentennale della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, durante la quale l’Autorità garante per infanzia e adolescenza (Agia) ha pubblicato una proposta che individua quattro livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per i diritti di bambini e ragazzi. Il tema dei livelli essenziali costituisce uno dei nervi scoperti degli ultimi governi, poiché la loro definizione ha una valenza politico-sociale-finanziaria di portata enorme per la società.

 

Vanna Monducci si spende sul tema della valutazione della scuola, dibattito aperto da anni; serve valutare? Come si valuta l’apprendimento? Come si valutano gli insegnanti? Come viene valutata la scuola nel suo complesso? E, soprattutto, valutare fa bene? Quali i modelli e le procedure in uso, e come ci posizioniamo, noi italiani, nel quadro generale europeo ed internazionale? A queste ed altre domande l’autrice cercherà di rispondere in questo primo appuntamento, che apre una serie di alcune riflessioni sul tema, che spazierà dalla valutazione degli apprendimenti, attraverso la valutazione dell’operato dei docenti, fino alla valutazione di sistema e alla rendicontazione sociale.

 

Ivana Summatorna, ancora una volta, sulla valenza del sistema normativo nell’organizzazione burocratica che richiede l’implementazione di una cultura organizzativa. L’autrice fa un excursus della funzione dirigenziale in ambito pubblico e nella scuola in particolare, soffermandosi sulla necessità di una strategia senza la quale tutto si riduce all’azione di breve periodo, alla gestione delle emergenze, alla operatività fine a se stessa.

 

Giancarlo Sacchiillustra approfonditamente il settore dell’istruzione tecnica, alla quale guarda soprattutto la grande industria, che richiede un canale nazionale in grado di saper coniugare la preparazione tecnica di alto livello con una solida formazione culturale, lasciando all’istruzione e formazione professionale il compito di inserire rapidamente i giovani nel mondo del lavoro, vicino alle esigenze del territorio. La divaricazione tra licei e istituti professionali, frutto di una obsoleta gerarchia tra i saperi ancora in atto nel nostro Paese, ha fatto calare notevolmente le adesioni agli istituti tecnici, mettendo a repentaglio la loro identità, tra la transizione diretta verso i settori produttivi o la continuazione degli studi all’università.

 

Francesco Nuzzacipropone un approfondimento sul ruolo dirigenziale nell’ambito del sistema delle sanzioni disciplinari. Il focus prescelto è il dirigente scolastico in azione, ritenendo, l’autore, “di dover fornire una sorta di canovaccio ai duemila neo-immessi in ruolo nel corrente anno scolastico e ad altri mille che lo saranno nel prossimo, ma stimandolo di non minore interesse per i più anziani, che ugualmente scontano le difficoltà nel maneggiare testi normativi non sempre scritti in prosa limpida, gravidi di rimandi interni ed esterni sì da avere la non infondata impressioni di muoversi in un sistema a scatole cinesi”.

 

Vincenzo Palermorecensisce un documentario ed un film drammatico. Il documentario Austerlitz [id., Germania 2016] REGIA Sergej Loznitsa, centra sull’indifferenza di fronte al dramma, lasciando lo spettatore sgomento, come davanti ad un secondo genocidio. Passando al film drammatico, JoJoRabbit è un bambino nazista che non sa però cosa sia davvero quel nazismo combattuto in segreto dalla madre e arginato dal padre al fronte. Le sue azioni e la sua ideologia sono corroborate dall’ingombrante presenza di un amico immaginario, un efferato quanto cialtronesco Adolf Hitler, abile a dispensare consigli e desideroso di trasformare l’allievo in un soldato obbediente. La scoperta di Elsa, una giovane ebrea che la mamma nasconde in casa, lo porterà a comprendere che l’amore verso il prossimo è più forte di qualsiasi altra cosa.

 

Giuliana Costantinirecensisce tre libri, il primo dei quali è di Sabine Gruber che, in  “Daldossi La vita dell’istante” edito da Marsilio, ci propone il tema di quando un fotoreporter di successo debba intervenire davanti a realtà drammatiche, senza limitarsi a pochi semplici scatti, ovvero per citare il grande Hemingway, non chiediamoci per chi suona la campana, suona sempre anche per noi. Bruno Morchio in“Le sigarette del manager”edito da Garzanti, ci propone un interessante, scanzonato investigatore che si trova ad operare in quella Val di Polcevera, dove da pochissimo tempo è crollato un ponte, proprio quello del viadotto dell’autostrada Genova-Ventimiglia. Gianrico Carofiglio in “La misura del tempo”edito da Einaudi, affronta il tema della giustizia, della buona difesa cui ha diritto ogni imputato e che l’avvocato Guerrieri, inappuntabile, offre al suo cliente presentandoci un’etica davvero impeccabile in un libro che è molto di più di un legal thriller, ma con il medesimo pathos. X

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo