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La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza della Legge di Bilancio 2020 non prevede nuovi tagli ma neanche fondi soddisfacenti. I famosi aumenti a tre cifre sono ben lontani!Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione, infatti,la bozza di legge di bilancio porta da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021. Come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti.

Per i dirigenti scolastici, a partire dal 2020, si prevede lo stanziamento di 30 milioni in più per il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato.

Per il personale ATA saranno stanziati 5 milioni di euro annui finalizzati alla creazione di nuove posizioni organizzative del personale.

Per la formazione dei docenti, in materia di inclusione scolastica, verranno destinati 11 milioni dal 2020.

L’innovazione digitale si gioverà di 2 milioni di euro.

Fondi saranno erogati alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado che acquisiranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, a copertura fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. I contributi verrebbero concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI a seguito dell'emanazione da parte del MIUR della circolare del 30 settembre 2019 contenente le istruzioni per la redazione del programma annuale 2020 e la comunicazione delle risorse disponibili per avviare la contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2019/2020, organizza i due seguenti corsi con modalità webinar:

- 13 novembre 2019,  ore 15- Le modalità di predisposizione del programma annuale 2020. Il webinar avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre il programma annuale mediante la compilazione del MODELLO A, allocando in modo corretto le risorse nei relativi aggregati delle entrate e delle spese.

- 14 novembre 2019, ore 15,  La contrattazione integrativa d'istituto alla luce delle regole del nuovo CCNL, le modalità, le regole, la definizione del budget e la quantificazione dei compensi da erogare al personale.

In data 29 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio di Ministri lo scorso 10 ottobre, che prevede “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, e che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, adeguato rispetto a quello approvato dal CDM per eliminare parti a rischio di incostituzionalità contiene misure che riguardano, tra l’altro: concorso straordinario per la scuola secondaria, revisione della modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito relative al concorso 2016 e della procedura per assumere in altre regioni i vincitori dei concorsi 2016, 2018, esclusione dalle rilevazioni biometriche dei dirigenti scolastici e del personale ATA, estensione del bonus merito ai docenti precari, concorso riservato ai facenti funzione DSGA, concorso per Dirigenti tecnici del MIUR.

Dalle ore 15 di martedì 29 ottobre sono aperte funzioni per l’iscrizione delle scuole alle prove Invalsi 2020. L’operazione sarà possibile fino alle ore 16,30 del 22 novembre.

Per tutte le indicazioni di merito e per la compilazione degli otto moduli utili, l’Invalsi ha predisposto una guida in formato PDF:

https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/iscrizionepdf.pdf

Pagina di accesso all’Invalsi: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=accesso.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

Saranno molti i dirigenti scolastici che mercoledì 30 ottobre si ritroveranno a Roma per protestare contro gli articoli 17 e 18 del decreto “sicurezza” (D.L. 81/2008), che li carica di eccessive e pesanti responsabilità senza riconoscere loro alcun potere effettivo né risorse utili ad affrontare i molti problemi che affliggono le scuole.

Esistono responsabilità connesse alla valutazione dei rischi strutturali che sono da imputare all’ente proprietario e non al dirigente, alquale dovrebbe competere solo l’obbligo di richiedere all’ente proprietario degli interventi strutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici. È fuor di dubbio che spetta all’ente proprietario l’obbligo di consegnare edifici a norma, verificare sistematicamente lo stato di sicurezza degli stessi, effettuare gli interventi di manutenzione per prevenire il verificarsi di situazioni di pericolo.

La manifestazione è fortemente partecipata dall’Associazione “Modifica81”, creata dalla dirigente scolastica Franca Principe, avverso alla quale, qualche settimana fa la Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale, cui si è aggiunta una sospensione dall’incarico e dallo stipendio per 5 mesi da parte del dirigente dell’USR, per una fatto occorso nella sua scuola nel 2011, durante il periodo di esami, quando peraltro, la stessa dirigente, era impegnata in altra sede.

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2019

Ancora episodi di violenza nella scuola dell’infanzia

Editoriale di Vittorio Venuti

In coda all’anno scolastico, si è avuta notizia, ancora, di altre malefatte di maestre della Scuola dell’Infanzia sui bambini loro affidati. Al solito, le telecamere testimoniano strattonamenti, spintoni, minacce, aggressioni verbali, e ancora i mezzi d’informazione hanno battuto la grancassa dando il via libera a commenti, discussioni, processi sommari e, a gran voce, si torna ad invocare le telecamere in tutte le classi di ogni ordine di scuola per mettere sotto controllo un po’ tutti.

Al solito, non entriamo nel merito di specifici episodi, che la magistratura avrà modo di indagare, però è il caso di ribadire, ancora una volta, che in ogni scuola esistono il dirigente scolastico o un reggente o comunque un vicario e che non è possibile non sapere, non è possibile che comportamenti aggressivi si instaurino fino a tal punto senza che nessuno se ne accorga. Non bisogna essere investiti di autorità o ricevere una delega ad hoc per sentirsi responsabili. Tutti quanti, collaboratori scolastici inclusi, sono comunque tenuti a vigilare perché non si verifichino comportamenti illeciti, soprattutto di tale portata.

Senza voler sminuire i fatti, c’è anche da dire, e senza che ciò valga a giustificazione, che lavorare nella Scuola dell’Infanzia non è facile, per via dell’orario, del numero e della vivacità dei bambini, delle situazioni stressanti che si determinano in tante occasioni, della pressione psicologica cui spesso sono soggetti gli insegnanti.

In proposito, scrive Vittorio Lodolo D’Oria il 21 giugno su Professione Insegnante:“Nelle indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) i mass-media riportano spesso le intimidazioni pronunciate dalle maestre contro la piccola utenza troppo vivace. Tra le minacce più impressionanti vi sono frasi come “vi impiccherei”, “vi ammazzerei tutti”, “vi butterei fuori dalla finestra”, “ti appiccicherei al muro” (talvolta pronunciate in dialetto). Pur non sembrando “politicamente corrette”, si tratta di evidenti “frasi al vento”, di sfoghi verbali ovvero di espressioni colorite, come dimostra il fatto incontrovertibile che nulla di tutto ciò è mai accaduto per davvero. Quando tali parole (come capita nei processi per PMS) vengono estrapolate da una videoregistrazione, decontestualizzate, interpretate e drammatizzate, finiscono con l’assumere nelle indagini giudiziarie una gravità assoluta, paradossale e totalmente surreale”.

Ci sembrano riflessioni importanti e degne di nota, dietro le quali avvertiamo il tentativo di comprendere il fenomeno depurandolo dalle “impressioni” e dalle suggestioni. È chiaro che, al di là della inopportunità delle frasi - ci sarebbe da discutere sull’aspetto non verbale o paraverbale che le accompagna - ciò non vale per le aggressioni fisiche, anche violente, che le immagini rilevano e che, comunque sono anch’esse da inquadrare nella oro reale dimensione.

Quel che appare certo è che ogni scuola è chiamata ad attrezzarsi in capo alla responsabilità che ciascuno deve riconoscersi, perché ciò che succede nella scuola, in qualunque angolo di essa e da parte di chiunque, interessa tutti e coinvolge tutti. Davanti a fatti così riprovevoli nessuno può sentirsi o dirsi assolto. Altro aspetto su cui, comunque, la scuola deve interrogarsi su che tipo di relazione, collaborazione e cooperazione lega il personale, perché nessuno finisca col sentirsi isolato.

Nella recente relazione in Parlamento, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha ricordato che “la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione a soggetti titolari di diritti, ponendo le basi per un cambiamento nella relazione tra generazioni” e che “ciò però non può significare - come talora accade - che i genitori, la comunità e le istituzioni, senza assumersi le loro responsabilità, rinunciano al loro ruolo di guida nei confronti dei più piccoli”.

La responsabilità, dunque, è l’irrinunciabile parola chiave che deve permeare il progetto relazionale che la scuola deve sapere e voler perseguire per tutti e per ciascun alunno. Il che comporta l’obbligo di “ascoltare”i bisogni dei bambini e dei ragazzi ma senza rinunciare all’esercizio del proprio ruolo di “grandi” consapevoli e responsabili. Non può esistere vera relazione al di fuori del rispetto per l’altro, al di fuori di un’accoglienza che non identifichi un momento particolare dell’incontro, ma che lo permei e lo sostenga ininterrottamente.

Il numero si apre con il contributo di Anna Armone su “La natura giuridica e la funzione del servizio di istruzione e formazione”, nel quale analizza la specificità del servizio scolastico, che la legge Bassanini ha immesso nel sistema riformato delle autonomie conferendole una soglia di agibilità propria e che si dimensiona su due esigenze - pianificazione come soggetto scuola e concertazione con il territorio e le sue componenti - intercettando la dimensione della funzione sociale, come richiamato da tutte le Costituzioni europee.

Giacomo Mondellipropone “La progettazione curricolare nel PTOF: riflessioni e considerazioni preliminari” approfondendo l’importanza che nella scuola, tra gli insegnanti e con il concorso e la guida del dirigente scolastico, si sviluppi, prima, e si persegua, poi, la cultura del curricolo che, passa, in primo luogo, attraverso la progressiva ma sempre più diffusa consapevolezza della notevole diversità esistente tra “curricolo”(di istituto, da costruire autonomamente in ogni istituzione scolastica anche se sulla base educativa, culturale e formativa unitaria proposta dalle Indicazioni Nazionali/Linee Guida) e “programma”(nazionale, prescrittivo in ogni sua parte e, perciò, semplicemente da attuare).

Legato agli studi sulla leadership, il termine followership definisce la capacità da parte seguaci di accompagnare i propri capi esercitando un legame di stretta e cieca obbedienza nei loro confronti.Michela Lellariprende il concetto in “Lo sviluppo della followership nella scuola”e lo riporta il nell’alveo della psicologia sociale e, in particolare, in ambito organizzativo, dove i followers sono rappresentati da quei lavoratori che manifestano la volontà di cooperare in modo che si realizzi la mission dell’organizzazione attraverso l’attestazione di un alto grado di coinvolgimento nel lavoro di squadra. Da qui una interessante suggestione per il leader istituzionale.

A seguire Damiano Verdache, in “Media Education” focalizza l’attenzione sulla tecnologia e sull’educazione al suo uso come strumento di mediazione didattica. La riflessione si avvia dall’affermazione di Karl Popper che tutta la vita è risolvere problemi, per soffermarsi sulla sua possibile ricaduta in un contesto pedagogico come quello della scuola, nel quale i percorsi di apprendimento possono essere rappresentati in forma di sequenze di problemi. Significativo, resta, comunque, che l’efficacia con cui si affrontano i problemi è strettamente legata al processo di mediazione tra alunno e insegnante, tanto nei confronti della realtà (per interpretarla) quanto l’uno verso l’altro (per interpretare, ciascuno al meglio, il proprio ruolo nel percorso di crescita).

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 20 maggio scorso, lo Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”.Il provvedimento ha l’intento di cambiare radicalmente l’approccio alla disabilità, con l’obbiettivo di porre sempre di più al centro lo studente e le sue necessità in ambito scolastico. Sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi, non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente. Filippo Sturarone fa una attenta disamina in:“Inclusione scolastica degli studenti con disabilità”.

Pur se il tempo degli scrutini si è concluso, si pone come importante momento di riflessione il contributo di Silvia Giannonesu “La valutazione degli alunni. Scrutini e Consiglio di classe: possibili vizi di delibera”,che riflette sull’intero processo sottostante avendo sullo sfondo la sentenza n. 166/2018 del TAR di Trento, emessa in conseguenza del ricorso di genitori per la mancata ammissione del loro figlio alla quarta classe del liceo scientifico frequentato a causa di gravi insufficienze in due materie di indirizzo e di alcune lacune ritenute dai docenti impossibili da colmare con lo studio personale durante i mesi estivi né con interventi didattici promossi dallo stesso istituto.

Si rifà all’ultima indagine dell’ISTAT sul benessere equo e sostenibile (Bes), pubblicata a fine 2018, il contributo di Ada Maurizio, “L’istruzione e la formazione: indicatori del benessere”, Il quadro offerto dall’indagine pone l’istruzione e la formazione al secondo posto in ordine d’importanza tra le variabili che definiscono il benessere, subito dopo l’importanza prioritaria riconosciuta alla buona salute e agli stili di vita. Il ruolo attribuito all’istruzione risulta particolarmente significativo e in aumento rispetto agli altri domini. Al fine di verificare quanto l’istruzione e la formazione contribuiscano al benessere di un Paese come l’Italia, il contributo propone anche il Rapporto Excelsior, presentato a Roma a fine marzo 2019. Mettendo insieme i dati delle due indagini, il risultato è che la qualità dell’istruzione e della formazione è la condizione necessaria affinché si costruiscano profili qualificati ed è la garanzia per lo sviluppo di competenze necessarie per l’occupazione.

A seguire Filippo Sturaroanalizza il  D.P.C.M. n. 47 del 4 aprile 2019  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 133 dell’8 giugno 2019 con il quale sono stati stabiliti  i nuovi assetti organizzativi del Miur, in  “La nuova riorganizzazione del MIUR” .

Come già nel numero di giugno, Aldo Domenico Ficarafocalizza l’attenzione sull’intricata e complessa vicenda del concorso per dirigente scolastico, ormai concluso per quanto riguarda le fasi previste, ma ancora ostaggio di ricorsi che, presenti fin dal primo momento, si sono viepiù appesantiti nell’arco del suo evolvere da una fase all’altra. Il contributo propone una attenta e significativa “Storia dei ricorsi negli ultimi concorsi per Dirigenti Scolastici”,con uno sguardo che dall’attuale si posta al concorso del 2011 per andare a quello del 2004, addentrandosi anche in particolari sconcertanti.

Sulla scia del precedente articolo, “Il coraggio di ripensare la scuola”(numero 6 di Dirigere), ispirato dalla lettura del Quaderno di TreLLLE n. 15, Viviana Rossipropone il primo di tre articoli elaborati per approfondirne le tematiche e le proposte emerse per il miglioramento qualitativo del nostro sistema scolastico, proposte che derivano dallo studio delle migliori esperienze italiane e internazionali, dai dati dei più qualificati centri di ricerca europei e italiani (in particolare OCSE, EUROSTAT, ISTAT...); dai più importanti esperti italiani ed europei; da una visione della scuola a 360°. Nell’articolo di questo numero, “La scuola per tutti non deve limitarsi ad istruire”,si puntualizza la necessità che la scuola debba anche educare ai diritti e ai doveri, alla libertà e al rispetto delle regole, formare al lavoro sia intellettuale che operativo per preparare i giovani a vivere nel XXI secolo. Alla luce di questi profili, si può affermare che la scuola italiana assolva al suo compito in modo adeguato e sia in grado di far fronte alla sfida del lavoro nei prossimi anni?

Per La Scuola in Europa, Mario Di Maurorivolge la sua attenzione ad una piccola realtà europea, grande più o meno come una delle nostre province minori, “Il Lussemburgo, il paese, la città, la scuola …”,quindi una realtà in cui il sociale si trova a sperimentarsi insieme e simultaneamente a ciò che definiamo“locale”e “globale”.Il contributo si sofferma sullo studio del 2018 “Teaching for Global Competence in a Rapidly Changing world”. Particolarmente interessante è la riflessione che ne deriva sul concetto di competenza globale. Il Lussemburgo si rivela essere ottimo terreno di coltura per imparare a leggere il “globale”.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutiriflette su“I voti nella scuola primaria, croce e delizia!?” evidenziandone l’incongruenza con i bisogni degli scolari che si muovono secondo linee di sviluppo ancora in via di definizione e, quindi, non necessariamente e non sempre in linea con l’idea di sviluppo medio che possono averne gli insegnanti. L’attribuzione dei voti, seppure riscontra felicemente le situazioni di bambini più pronti a comprendere e ad allinearsi alle aspettative, rischia di essere mortificante per quelli che, almeno al momento, stentano a rispondere alle richieste in maniera anche solo un po’ soddisfacente. X

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