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Intervenendo “Sette Storie” su Rai 1, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha informato della possibile riapertura delle scuole ed ha anche informato sul concorso straordinario dei docenti, sospeso per il Covid-19 mentre era già in fase di svolgimento.

Azzolina ha precisato che e mancano solo 4 giorni di prove per terminare la selezione e che a breve partiranno le correzioni delle prove già espletate, che sono il 73%.

“Il concorso – ha evidenziato - è stato espletato per il 73%  delle prove, mancano quattro giorni per terminare il concorso che ci  permetterà di assumere i precari che avevano già 36 mesi di servizio  nella scuola, poi partiranno anche gli altri concorsi. Abbiamo rispettato la nostra amata Costituzione e daremo ai nostri studenti degli insegnanti a tempo indeterminato. Partiranno a breve le correzioni del 73% delle prove già espletate”.

Per il corrente anno scolastico il Ministero all’Istrzione ha pubblicato la nota n. 20706 del 13 novembre 2020 e il decreto ministeriale 27 ottobre 2020, n. 152, recante il Programma per la valorizzazione delle eccellenze per l’anno scolastico 2020/2021, consultabili insieme a tutta la documentazione nella sezione Valorizzazione delle eccellenze Normativa 2020 2021
Le Competizioni (anno scolastico 2020/2021) sono distinte per i seguenti ambiti:
Artistico, Economico – Sociale, Linguistico – Letterario, Logico – Matematico, Musicale –Coreutico, Pluridisciplinare, Scientifico – Tecnologico, Storico – Filosofico, Ambito Tecnico – Professionale,

Info: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/competizioni-per-l-anno-scolastico-2019-2020

Già attivo #NotiziePerLaScuola, il servizio informativo che il MI ha pensato e predisposto per fornire approfondimenti e informazioni utili sulle principali tematiche che riguardano il mondo dell’Istruzione. La  newsletter avrà cadenza settimanale.

Con questo strumento il Ministero si pone l’obiettivo di:

- Divulgare le principali attività e iniziative realizzate

- Facilitare la consultazione de contenuti del portale istituzionale

- Dare voce al mondo della scuola.

Info: https://www.miur.gov.it/web/guest/newsletter-istruzione

Intervistato da La Repubblica, il Presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, ha auspicato il ritorno in classe degli oltre 3 milioni di studenti in DaD, ma a tre condizioni: supplenti, trasporti e tracciamento veloce dei contagi.

“Con la didattica a distanza – afferma Giannelli - si potrà andare avanti per un po’, specie con i ragazzi più grandi. Ma non è pensabile di finire l’anno scolastico così, sarebbe un prezzo altissimo”.

Il ritorno in classe, però, dovrà “avvenire senza pregiudicare la salute. Per questo dico che intanto bisogna darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate”.

Una condizione essenziale, che compete al Ministero all’Istruzione è di garantire i supplenti. “In molte scuole manca ancora il 30% dei docenti, con la conseguenza di una riduzione dell’orario scolastico. Le graduatorie informatizzate hanno creato problemi: insegnanti chiamati, ma poi sostituiti perché il loro punteggio era sbagliato, una giostra che dura da settimane. E poi c’è il problema di chi dal Sud fatica ad accettare incarichi al Nord perché con lo stipendio da supplente non riesce a pagarsi un appartamento a Milano, ma anche per paura di restare bloccato o di ammalarsi lontano dalla famiglia”.

Altra questione è quella dei Trasporti: “Trovo inaccettabile questo pingpong tra Governo e Regioni: con la capienza dei mezzi al 50% si dice che non ce la si fa, se è all’80% si diffonde il contagio. Una situazione di stallo che deve finire. Bisogna comprare più mezzi e assumere autisti. E integrare il sistema pubblico con i privati che ora non lavorano, penso ai bus turistici. Sia l’occasione per mettere in piedi un sistema di trasporto scolastico che in Italia non c’è mai stato, la Germania ce l’ha, ha anche investito 500 milioni per l’aerazione delle scuole. Noi lo abbiamo chiesto”. Conseguenza:Nessuna risposta. Per areare le aule l’unico sistema è aprire le finestre. Tra Covid o freddo, meglio il male minore, stare cioè in classe col cappotto. Ma si usino i fondi del Recovery Fund anche per intervenire sulle 400mila aule e il Cts definisca meglio i parametri sui i tempi e i modi di apertura delle finestre. Ora siamo alle libere interpretazioni”.

Infine, la terza condizione: “La sanità territoriale deve essere messa in condizione di intervenire con rapidità nelle scuole, dalle materne alle superiori. Abbiamo presidi che scrivono alle aziende sanitarie senza ricevere risposte per oltre una settimana: così diventa ingestibile, non riusciamo a fare lezione. Chiediamo che tra diagnosi e tracciamento passino solo due giorni. E poi, quando arriveranno i tamponi veloci per una seria campagna di screening? La nostra proposta è di un organico Covid dedicato alle scuole: almeno 5mila assunzioni. Non stiamo cercando cardiochirurghi, ma persone con un minimo di competenze per gestire i tracciamenti nelle scuole. Ora le Asl stanno chiedendo ai presidi di farli, non può essere”.

Si fa sempre più fitto il dibattito sul ritorno delle lezioni in presenza prima di Natale, ipotesi che troverebbe conferma se i contagi da Covid-19 dovessero continuare a diminuire. Dal Ministero si hanno rassicurazioni sul fatto che tutta la struttura centrale e periferica è impegnata per rendere possibile il ritorno in classe degli studenti attualmente impegnati in DaD il prima possibile.

A sostenere il ritorno in classe dà man forte il parere del Comitato Tecnico Scientifico che, in accordo con quanto sostiene l’OMS, rileva l’urgenza di riportare gli studenti in classe per scongiurare gli esiti negativi, dal punto di vista psicologico e in ordine alla dispersione scolastica, che conseguirebbero ad un ulteriore prolungarsi della DaD. Per Miozzo, coordinatore del CTS, la scuola in presenza è un elemento fondamentale della crescita e del processo formativo dei ragazzi, quindi la riapertura degli istituti deve essere una priorità.

Sulla riapertura si registra un ampio consenso da parte dei diversi schieramenti politici.il presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato, Riccardo Nencini, vede, nelle scuole chiuse “una s confitta per tutti.  Allargano la forbice delle diseguaglianze, penalizzano gli studenti più svantaggiati economicamente. Non c’è ripartenza se la scuola non occupa il cuore delle priorità”, comporterà: l’attuazione di un adeguato piano dei trasporti e la garanzia dei un organico completo alla riapertura; soprattutto sarà necessaria una politica unitaria, vigilata dal governo, che non affidi a ogni regione il potere di agire come crede e ai TAR il giudizio finale sulle chiusure dei plessi scolastici, come successo in Puglia e in Campania.

Nasce #NotiziePerLaScuola, la newsletter settimanale pensata per fornire approfondimenti e informazioni utili sulle principali tematiche che riguardano il mondo dell’Istruzione.

Attraverso questo strumento il Ministero punta a rendere più facile la consultazione di documenti, pubblicazioni, contenuti del portale istituzionale, a dare voce al mondo della scuola e a divulgare attività e iniziative ufficiali.

La newsletter sarà disponibile ogni settimana, a partire da lunedì 23 novembre, sul sito istituzionale, nella sezione dedicata alla comunicazione. Attraverso la stessa sezione sarà possibile iscriversi per riceverla direttamente via e-mail.

L’insegnamento di educazione civica potrà essere integrato con esperienze extrascolastiche, a partire dalla Costituzione di reti con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del terzo Settore.L’Organizzazione Sindacale FLC CGIL ha annunciato l’emanazione, a breve, di un decreto apposito, conseguente alla Legge 92/2019.

Secondo il Sindacato, richiamandosi all’autonomia delle scuole in materia di progettazione delle attività didattiche, la realizzazione delle esperienze di educazione civica dovrebbe essere una opportunità scelta e progettata e non un obbligo di legge.

“L’attuazione della norma – afferma il comunicato  -  deve comunque consentire alle scuole adeguati tempi per la pianificazione e l’organizzazione, prevedendo lo slittamento almeno al prossimo anno scolastico, soprattutto in considerazione del fatto che lo stesso decreto ministeriale n.35 del 22 giugno 2020, contenente le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, all’art. 4 prevede che il percorso di attuazione di questa importante innovazione si completi entro l’anno scolastico 2022/2023. Sarebbe opportuno, che in questa difficile fase attraversata dal nostro paese, le scuole non fossero gravate da ulteriori adempimenti”.

Pur consapevole che una “una settimana di socialità scatenata” per Natale “significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva dei contagi” il Presidente del Consiglio Conte prospetta delle aperture, nel rispetto delle regole date per affrontare l’epidemia da Covid-19

I negozi potrebbero rimanere aperti, per consentire quel respiro economico che il Natale è in grado di offrire ai commercianti e di riflesso al Paese stesso, tenendo però conto dei dati epidemiologici dei singoli territori. Quindi, potrebbero esserci comuni aperti e comuni con misure più restrittive.

Sulla stessa linea anche il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia che, all’assemblea Anci, ha precisato: “È già previsto che ci possa essere una differenziazione. Quelle regioni che sono state rosse, possono e potranno allentare le misure in alcune province”.

Per quanto riguarda i 21 parametri sulla base dei quali di decide l’attribuzione alle regioni delle aree di rischio, queste rimarranno ancora validi, ma Conte non esclude che questi criteri possano essere ridotti, a partire dalle sollecitazioni delle regioni, che si confronteranno nei prossimi giorni con l’Istituto Superiore di Sanità.

Relativamente al rito dello scambio dei regali, nell’ottica di rimettere in piedi l’economia, questo momento di socialità potrebbe essere concesso, seppure in una formula moderata e secondo le regole di comportamento che abbiamo imparato, cioè: distanziamento, mascherine, igiene delle mani.

Nulla da fare, al momento, per i cenoni.Qualunque sia la condizione epidemiologica dei singoli territori, non saranno tollerati assembramenti tali che possano incidere negativamente sui progressi compiuti: Natale sobrio, senza feste allargate.

Per l’OMS le scuole possono rimanere aperte, perché bambini e adolescenti non sono fonti principali di trasmissione del virus, quindi hanno fatto bene i paesi europei che hanno mantenuto la didattica in presenza. Così si è espresso, al World Chindren’ Day, il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa.,Hans Kluge:“Possediamo una vasta gamma di pratiche nazionali per inseguire il virus senza perseguitare le persone. Siamo stati in grado di garantire un apprendimento sicuro per i nostri figli mantenendo la stragrande maggioranza delle scuole aperte per quasi cento giorni consecutivi.

La dichiarazione potrebbe essere in sé apprezzabile se non fosse che non l’apertura delle scuola a garantire l’apprendimento sicuro. L’apertura non ha nulla a che vedere con la realizzazione dell’apprendimento.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.3/2020

Editoriale di Anna Armone  - La pubblicità degli esiti scolastici

Desidero dedicare questo editoriale ad una storia senza senso, anche se un senso questa storia dovrebbe averlo (come direbbe Vasco). Nella nebbia generata dal Covid il Ministero dell’istruzione si è trovato a dare, in un primo tempo, indicazioni relative alla pubblicità degli esiti scolastici facendo riferimento all’albo online. Di fronte a questa prima affermazione c’è stato il gruppo degli “esultanti” e il gruppo dei critici. Io vorrei parlare subito dei critici, visto che le motivazioni degli esultanti sono mere affermazioni di principio. Dopo anni di pronunce del Garante che ha sanzionato dirigenti scolastici per aver pubblicato la composizione delle classi o aver richiesto informazioni aggiuntive al momento dell’iscrizione, la comunicazione ministeriale è sembrata davvero azzardata. Perché il Garante nel corso degli anni ha adottato questi provvedimenti? È vero che mancava la base giuridica per poter procedere alla diffusione dei dati, ma la mancanza della base giuridica manifesta un concetto ben chiaro: vince la protezione sulla trasparenza. E veniamo alla pubblicità (legale) degli esiti. È vero che abbiamo una norma primaria, l’art. 32 della l. 69/2009, che prevede che “a far data dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati...”.

In conseguenza di detta previsione, tutte le amministrazioni pubbliche statali e non statali sono obbligate a pubblicare sul proprio sito informatico, anche mediante l’utilizzo di siti informatici di altre amministrazioni ed enti pubblici obbligati, ovvero di loro associazioni, gli atti e i provvedimenti amministrativi che necessitano di pubblicità legale. La pubblicazione all’albo on-line sostituisce, dunque, ogni altra forma di pubblicità legale in altri siti informatici, salvo i casi espressamente previsti dall’ordinamento o dall’autorità giudiziaria. Intanto l’ AGID provvede alla Redazione di linee guida sulla pubblicità legale dei documenti e sulla conservazione dei siti web delle PA. Al punto 8. - Individuazione dei documenti soggetti a pubblicazione - si afferma che “sono pubblicati all’albo on-line i documenti previsti dall’ordinamento, da provvedimenti dell’autorità giudiziaria e quelli dai quali possono nascere diritti, doveri, aspettative o interessi legittimi di terzi e dalla cui diffusione nei confronti di una indistinta pluralità di soggetti potenzialmente interessati dipende la loro efficacia. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore di queste linee guida, le amministrazioni pubbliche individuano con provvedimento espresso l’elenco dei documenti da pubblicare all’albo on-line”.

Prima di vedere come si è comportato il MI, facciamo il punto sulla distinzione tra l’albo cartaceo e l’albo on line, quanto agli effetti potenziali sulla privacy.

L’introduzione, con legge n. 69/2009, dell’obbligo di pubblicare online atti e documenti per i quali era prevista l’affissione all’albo pretorio, ha reso ancor più delicato il rapporto tra privacy e trasparenza amministrativa. Infatti, se con la pubblicazione degli atti all’albo “analogico” rivestiva carattere locale, essendo questo di norma collocato all’interno delle case comunali, con la digitalizzazione dell’albo e la pubblicazione dei contenuti sul sito web dell’ente locale, le informazioni pubblicate acquisiscono carattere ubiquitario, in quanto potenzialmente accessibili da chiunque sia connesso ad internet da qualunque parte del globo.

Questa considerazione fa pensare a quanto indefinibile sia il potenziale di danno che può provocare la dispersione nella rete di un voto, anche se positivo.

L’art. 17 del d.lgs. n. 281 del 30 luglio 1999, recante norme in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica, ha introdotto nel Testo Unico delle leggi sulla pubblica istruzione un nuovo art. 330-bis. La disposizione, regolando la disciplina della privacy in ambito scolastico, recita testualmente che“restano ferme le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell’esito degli esami mediante affissione nell’albo dell’istituto”.

E gli articoli 3 e 6 del D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 (Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169) stabiliscono che “gli esiti finali degli esami sono resi pubblici mediante affissione all’albo della scuola, ai sensi dell’articolo 96, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196” (Codice della privacy).

L’art. 14, comma 7, del D.P.R. n. 275 del’8 marzo 1999, recante il regolamento sull’autonomia scolastica, dispone che tutti i provvedimenti adottati dalle scuole (compresi quelli riguardanti la carriera degli alunni e la valutazione), fatte salve le norme speciali in materia di disciplina del personale e degli studenti, devono essere pubblicati all’Albo della scuola e diventano definitivi il quindicesimo giorno della pubblicazione.

La comunicazione all’Albo determina (con presunzione legale semplice, che ammette prova contraria, consistente nel dimostrare che l’interessato non poteva oggettivamente prenderne visione) la conoscenza legale dell’atto, ai fini del decorso del termine per impugnarlo. Certamente questo articolo va interpretato alla luce della l. 69/2009, ma sempre comparando l’interesse pubblico sotteso alla pubblicazione e il diritto alla privacy dei soggetti coinvolti. La pubblicità legale degli esiti scolastici ha come scopo la comunicazione“individuale” dell’esito, facendo nascere, secondo la giurisprudenza maggioritaria, la pretesa alla legittima valutazione individuale. E, dunque, come raggiungere questo obiettivo con la modalità meno invasiva? La modalità indicata dal MI e dal Garante raggiunge l’obiettivo della dematerializzazione attraverso un accesso limitato agli interessati. Prima di concludere va richiamata la norma speciale contenuta nel Codice della Privacy:

Art. 96 (Trattamento di dati relativi a studenti) 1. Al fine di agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale, anche all’estero, le istituzioni del sistema nazionale di istruzione, i centri di formazione professionale regionale, le scuole private non paritarie nonche’ le istituzioni di alta formazione artistica e coreutica e le università statali o non statali legalmente riconosciute su richiesta degli interessati, possono comunicare o diffondere, anche a privati e per via telematica, dati relativi agli esiti formativi, intermedi e finali, degli studenti e altri dati personali diversi da quelli di cui agli articoli 9 e 10 del Regolamento, pertinenti in relazione alle predette finalità e indicati nelle informazioni rese agli interessati ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento. I dati possono essere successivamente trattati esclusivamente per le predette finalità. Garante per la protezione dei dati personali 28 2.

Resta ferma la disposizione di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, sulla tutela del diritto dello studente alla riservatezza. Restano altresì ferme le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell’esito degli esami mediante affissione nell’albo dell’istituto e di rilascio di diplomi e certificati.

Qual è, pertanto, l’interesse a vedere pubblicati gli esiti scolastici sull’albo online della scuola?

Non è una gara

Non è una vetrina

Non è un concorso

Può essere:

Un’occasione di bullismo

Un segno indelebile della sua carriera scolastica

Un’occasione di paragone con i compagni di classe

Proteggere i dati significa più che mai, in questa occasione, proteggere la dignità presente e futura dei ragazzi, che sarebbe pregiudicata da una permanente pubblicazione di dati chiaramente agli stessi riferentesi e contenenti una valutazione negativa o, quantomeno, inferiore rispetto a quella dei compagni di classe.

A proposito, non trovo alcuna motivazione di coloro che si sono dimostrati entusiasti difronte alla prima indicazione ministeriale, se non una retorica e asfittica lettura della norma.

 

E veniamo al contenuto di questo numero della rivista.

Giancarlo Sacchi affronta il goal n. 4 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite il quale prevede che “tutti gli studenti acquisiscano le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso, tra l’altro, stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura di pace e non violenta, la cittadinanza globale e la valorizzazione della diversità culturale”. L’autore illustra alcuni esempi di progetti che coinvolgono questi aspetti valoriali ed educativi ed hanno come parte della natura osservabile il fiume PO.

 

Adriano Cecconi affronta in modo sistemico il tema della programmazione e del controllo nell’istituzione scolastica, controllo non di legittimità, ma relativo ai risultati della programmazione. La disamina si fonda sull’analisi dei due documenti più decisivi per il raggiungimento degli obiettivi di performance: il Ptof e il programma annuale. L’autore descrive compiutamente le relazioni tra i due documenti e raffronta i meccanismi programmatori della scuola con quelli del sistema produttivo.

Carmen Iuvonericostruisce il sistema normativo sul cyberbullismo attraverso la ricognizione della normativa nazionale e regionale. Nella seconda parte dell’articolo, l’autrice commenta la sentenza della Corte Costituzionale n. 116/2019 avente oggetto di ricorso alla Corte Costituzionale da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera h) della costituzione. Le disposizioni impugnate eccederebbero l’area di intervento regionale circoscritta agli interventi di carattere educativo interferendo con la competenza esclusiva statale in materia di ordine pubblico e sicurezza”. La Corte costituzionale, con la sentenza citata ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 4 della legge della regione Umbria, 9 maggio 2018, n. 4.

 

Francesco Nuzzaci analizza l’art. 417 bis del codice di procedura civile che disciplina le controversie in materia di rapporto di lavoro. L’articolo non offre solo un’approfondita esegesi normativa, ma anche un format finale di memoria difensiva. Ciò, nella considerazione che le modalità di svolgimento del giudizio del lavoro vedono il coinvolgimento“coatto” del dirigente, poco o mal supportato dall’Amministrazione e dall’Avvocatura dello Stato.

 

Ivana Summainizia la trattazione con il concetto di“spreco”, fenomeno a cui potrebbe portare la ripartenza del sistema scolastico. L’originale trattazione recupera un ulteriore elemento di riflessione che riguarda gli aspetti materiali, in quanto oggetti che segnano lo spazio e il tempo (si pensi alla disposizione delle aule negli edifici scolastici e alla campanella che scandisce l’attività didattica) di una determinata organizzazione che, di fatti, con la loro stessa presenza condizionano l’agire individuale e collettivo. Infatti, mentre in passato gli studiosi parlavano, per descrivere il volto sociale delle organizzazioni, solo di strutture informali o sistemi di significati, interazioni, azioni e comportamenti, oggi molti scienziati sociali sono concordi nell’attribuire grande rilevanza alle “pratiche”, concetto che ha trovato spazio di riflessione in filosofia, in tecnologia, in sociologia, in pedagogia e non solo. L’autrice si riferisce agli “aspetti sociomateriali”delle organizzazioni, il cui studio in campo educativo in Italia è stato portato avanti da studiosi come P. Landri per la ricerca sociologica e P. Calidoni per la ricerca pedagogica.

 

Renato Loierocommenta i provvedimenti adottati dal Governo per il Paese che, al momento in cui si scrive, sta uscendo dalla fase più complessa della pandemia e sta progettando la ripresa delle attività scolastiche 2020/2021. Con la sequenza dei provvedimenti di urgenza approvati nella prima metà dell’anno è stata adottata una serie di misure con l’obiettivo di assicurare la ripresa dell’attività scolastica nel 2020/2021 in sicurezza e in modo adeguato alla situazione epidemiologica.

 

Federica Marotta, nella sua analisi, vuole sottolineare e consolidare un punto di fondamentale importanza nel lavoro della scuola: la cura dell’educazione della più ampia fetta di popolazione possibile, tendendo alla totalità. La scuola, infatti, segue tutto un complesso di norme articolato e, sicuramente, necessario alla sua organizzazione, ma è importante che essa tenda sempre al suo obiettivo primario. Per questo la normativa di riferimento ha e deve avere natura flessibile, non perentoria, per poter adattarsi alle sempre crescenti e molteplici esigenze espresse dell’utenza, nella cura dell’interesse pubblico di grande importanza che le viene affidato.

 

Vanna Monducci ha elaborato una disamina completa delle problematiche relative alla riapertura dell’anno scolastico, analizzando modalità organizzative degli spazi e dei tempi. Ma la completezza del quadro sta anche nella revisione del patto di corresponsabilità e nella formazione del personale. Un vero vademecum.

 

Anna Armone,cioè io, affronta in modo sistemico il tema delle responsabilità del dirigente scolastico in caso di danno occorso ad un alunno. è un tema complesso che comporta implicazioni nelle varie fasi della gestione degli infortuni. Non bisogna, infatti, trascurare i due aspetti della prevenzione degli infortuni e dell’attività contrattuale in materia assicurativa. La filiera, come si è detto, è complessa e il ruolo dirigenziale non si spende esclusivamente nella fase organizzativa della vigilanza, ma trova le ragioni fondative nella capacità e competenza gestionale e negoziale.

Ed ora passiamo all’area della formazione culturale, offrendo a dirigenti e docenti recensioni librarie e cinematografiche utili alla progettazione dei percorsi didattici.

 

Nella rassegna libraria, Giuliana Costantinipresenta quattro libri, il primo dei quali, di Paolo De Luca,“La strage dei pettinai”, sembra essere nuovamente di attualità con la pandemia. Nella storia del nostra paese e non solo, ci sono stati periodi di terribili pestilenze, si pensi non soltanto a quella del 1630 a Milano resa celebre dal Manzoni, ma anche ad esempio in tempi molto più recenti alla tremenda “Spagnola” epidemia diffusasi nel 1918-1919 che fu così chiamata perché comparsa per la prima volta a Madrid e che ha mietuto molte migliaia di morti in tutta Europa o alla più recente asiatica. La vicenda descritta in questo libro si svolge nel maggio del 1848, un anno fatidico per tutta l’Europa, in un piccolo paese del cosentino, San Giorgio Albanese.

Il secondo libro, di Giuseppe lupo, “Breve storia del mio silenzio”è un libro ottimista, dove la cultura svolge una funzione predominante e dove la descrizione di due mondi così diversi, Atella da un lato e Milano dall’altro, trovano inaspettatamente un punto in comune: certi libri sono gli stessi e, anche, soprattutto certi sentimenti.

Il terzo libro, di Jenny Erpenbeck, “Storia della bambina che volle fermare il tempo”,è un libro che spinge il lettore, pagina dopo pagina, a sperare che qualcosa riaffiori, magari dal secchio vuoto che la ragazzina stringe in mano, almeno quando finisce in un orfanotrofio. L’autrice, in questo personaggio femminile perennemente estraneo alla realtà che lo circonda, in una Berlino dei nostri giorni che pure spinge la ragazzina a vivere in comunità, a studiare, a giocare, sembra identificare gli aspetti più oscuri di un’esistenza quotidiana che non si vuole accettare e che semplicemente si tollera, senza ribellioni, ma senza partecipazione, come certe bambole che non possono scomparire, ma neanche vivere.

L’ultimo libro, di Francesco Marino, “Lo chef consiglia amore”, narra la storia di uno Chef a Parigi che entra in crisi per la curiosità accesa da una sua giovane dirimpettaia con la quale condivide l’ora del ritorno, all’alba. E intanto si parla di pranzi che sembrano lontanissimi. La pandemia ha letteralmente cancellato almeno momentaneamente un certo tipo di mondo, solo all’apparenza fatuo: guardando più in profondità però è ancora una volta il sentimento e non solo il bon ton che vince sul desiderio di apparire, la generosità sulla sfrenata ambizione,insomma,vince l’amore.

Chiudiamo con la rassegna cinematografica di Vincenzo Palermo. Il primo film, di Teen Spirit - A un passo dal sogno, narra la storia di Violet Valesnki, adolescente languida e dal temperamento malinconico, che vive con la madre nell’isola di Wight, circondata dal verde e dalle brume che offuscano il suo più grande sogno: diventare una stella della musica. Scoperta per caso da un ex cantante lirico ormai in rovina, Violet troverà la forza per evadere dal suo “piccolo mondo antico” e scoprire il fragore luccicante dello star system. Il secondo film, di Juliet Naked - Tutta un’altra musica, narra di Annie che sogna di evadere dal piccolo paese natio ed è stanca della routine di un lavoro inappagante, di Duncan che respira ascoltando solo Tucker Crowe e rubandogli pezzi di vita per intavolare discussioni con gli altri fan, di Tucker, relegato nel garage di una sua ex, cerca di sfuggire alle sue precedenti relazioni e ai molti figli disseminati per il globo. Ognuno cerca un’occasione di rivalsa e un modo per ricominciare a sognare. Sulla base del meccanismo narrativo di Hornby, ben oliato e perfettamente equilibrato, si innestano le storie di personaggi diversi che vivono cercando con ostinazione il loro centro di gravità permanente.  X

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