Senza por tempo in mezzo, il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato, in conferenza stampa, lo sdoppiamento del MIUR e i nomi dei due nuovi Ministri: Lucia Azzolina per la Scuola e Gaetano Manfredi per Università e Ricerca.

"Mi sono convinto che la cosa migliore per potenziare la nostra azione – ha detto Conte -, sia separare il comparto Scuola dal comparto Università e Ricerca. Sembrano appartenenti alla stessa filiera, ma hanno logiche ed esigenze molto diverse, sarà creato un nuovo ministero dell'Università e della Ricerca.Ho pensato, avendo conosciuto l'operato della sottosegretaria Lucia Azzolina, di nominarla ministra della Scuola e Gaetano Manfredi vorrei nominarlo ministro dell'Università e della Ricerca. Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della Ricerca dell'Università - ha aggiunto - Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dobbiamo rilanciare un piano straordinario per i ricercatori".

Lucia Azzolina, 37 anni, di Siracusa, legata al Movimento 5 Stelle, membro della Camera dei Deputati, già Sottosegretario dello stesso dicastero dall’inizio dell’esecutivo, la neo ministra si è laureata dapprima in filosofia e poi in giurisprudenza. Insegnante all'I.I.S “Quintino Sella” di Biella, nel maggio 2019 si è classifica tra gli idonei del concorso per dirigente scolastico. Da docente, una delle sue battaglie è stata quella contro le "classi pollaio", problematica per cui presentò anche un disegno di legge. In possesso anche diabilitazione per insegnare Storia e filosofia e abilitazione all'insegnamento per gli studenti diversamente abili, dopo la seconda laurea in giurisprudenza, ha svolto la pratica forense occupandosi di diritto scolastico. Nel suo curriculum figura anche l’impegno nel sindacato “Anief”, l’Associazione nazionale insegnanti e formatori, prima in Piemonte e poi in Lombardia.

Subito dopo la nomina, in un post su Facebook ha scritto:

«Guidare il ministero dell’Istruzione sarà per me un grande onore. Non nascondo l'emozione che provo in questo momento. Nella scuola ho passato gli anni più belli della mia vita, prima come studentessa e poi come insegnante. Alla scuola voglio restituire ciò che mi ha dato. C’è tanto lavoro da fare e lo faremo, a testa bassa, con umiltà, attraverso l’ascolto, il confronto e continuando ad andare nelle scuole, come ho fatto in questi mesi da sottosegretaria. Ringrazio il Presidente Conte per la fiducia. Ringrazio Luigi Di Maio che mi ha sostenuto e tutti i colleghi parlamentari del Movimento 5 Stelle.Rivolgo un pensiero deferente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione e dell'unità nazionale.

Mi aspetta un compito grande. Non sarò sola: al Ministero in questi primi mesi ho già condiviso, con una squadra di persone ed esperti, il percorso del decreto scuola e avviato i primi dossier. E poi c’è il personale del Miur. Ci sono tante persone preparate con cui ci metteremo subito al lavoro per il bene della scuola.

Metterò tutto il mio impegno per riportare i ragazzi e il loro futuro al centro del sistema di Istruzione e del Paese.Non vedo l’ora di cominciare».

Gaetano Manfredi, nato a Ottaviano (NA) il 4 gennaio 1964, laureain Ingegneria conseguita nel 1988, dal 2014 è alla guida dell'università Federico II di Napoli, l'ateneo più grande del Mezzogiorno (scadenza del secondo mandato nel 2020), ed è presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (C.R.U.I.) dal 1 ottobre 2015 (acclamato nel 2018 per un secondo mandato). Autore o curatore di 9 libri, e ha curato oltre 400 lavori scientifici pubblicati su rivista o presentati a congressi nazionali ed internazionali, svolge attività di ricerca teorica e sperimentale prevalentemente nel campo dell’Ingegneria sismica. Si deve a lui la prima scuola europea per sviluppatori di app nata nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio grazie alla partnership con il colosso di Cupertino.
Dopo l’annuncio della sua nomina ha dichiarato:

«Se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo sbagliare. È la strada che intendo percorrere: su questo a volte mi si considera un po' rigido, ma è un tema su cui non faccio negoziati. In condizioni sicuramente complicate cercherò di fare il massimo per il nostro sistema».

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