Cosa rimane e come rimane della prima Federazione balcanica negli odierni sistemi educativi nazionali?    (Seconda parte)

Mario Di Mauro

(Tratto da DIRIGERE LA SCUOLA N.3/2019)

La Bosnia Erzegovina è costituita attualmente da due entità, la Repubblica serba di Bosnia Erzegovina (Republika Srpska) e la Federazione di Bosnia Erzegovina (Federacija BiH) a cui va aggiunto il Distretto di Brčko, un territorio autonomo posto al confine con Serbia e Croazia, parte di entrambe le entità bosniache e da entrambe amministrato.

La Federazione di Bosnia Erzegovina è suddivisa a sua volta in cantoni autonomi, 10 in tutto con propri governi e ciascuno con il proprio Ministero dell'Istruzione. Vale anche per il Distretto di Brcko che non ha ministeri ma dipartimenti e quindi anche quello per l'Istruzione.

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Scuola di ieri, scuola di oggi nella ex-Jugoslavia

Cosa rimane e come rimane della prima Federazione balcanica negli odierni sistemi educativi nazionali?                                                                               (Prima parte)

Mario Di Mauro

(tratto da DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2019)

E' stato a giugno scorso che la Commissione europea ha messo nero su bianco, inviando una sua comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e a quello delle Regioni. L'oggetto, piuttosto rilevante e non solo: un impegno definitvo e immediato da prendere nei confronti dei Balcani occidentali, per una loro rapida incorporazione nell'Unione.

Ma ancora più importanti le tesi sottese dalla Commissione nel sostenerlo: da una parte il riconoscimento ufficiale dell'appartenenza dei paesi balcanici al modello di sviluppo comunitario, dall'altra l'evidente interesse socio-politico dell'Unione come soggetto portatore di valori comuni da rafforzare. Peraltro già espressi e condivisi nell'aver accelerato anni fa le procedure per la Slovenia divenuta membro ufficiale nel 2004 e per la Croazia nel 2013.

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Tra modi digitali e pratiche analogiche, cosa sta succedendo tra insegnanti e allievi nella scuola europea?

Mario Di Mauro

(Tratto da DIRIGERE LA SCUOLA N.2/2019)

Non è mai stato come oggi l'interesse nei confronti di certe disposizioni attribuite all'insegnante nel comunicare in classe. Di tutto quel repertorio di condotte in parte naturali in parte acquisite che conosciamo come "relazione insegnante-allievo", e che oggi fa discutere più di quanto dovrebbe.

A crescere sono le parole e soprattutto i referenti ai quali puntano, vuoi che si tratti di ambiti di studio della comunicazione sociale, della psicologia o persino della stessa clinica medica. Occhi puntati insomma su quanto da tempo eravamo abituati a conoscere e a trattare più semplicemente come comportamenti verbali e non verbali.

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