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Da: Associazione "Modifica 81" Sicurezza Scuola

A circa due anni dal nostro comunicato “Il silenzio riflessivo” del 12 marzo 2020, ritorniamo a scrivere le nostre pagine di quotidiano impegno sociale, dando agli associati un’importante notizia: è stato approvato, a firma dei Parlamentari Iannone, De Bertoldi, Maffoni, Drago (FdI), l’emendamento 13.0.24 testo 2, al dl 146/2021 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. (21G00157) (GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021)), riguardante disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare all’art.18 del D.lgs. 81/2008 sono apportate modifiche che forniscono uno scudo penale ai dirigenti scolastici, responsabili della sicurezza nelle scuole (vedi testo allegato). Una prima importante vittoria della quale ci sentiamo protagonisti e che premia l’impegno di molti, in un cammino iniziato nel 2017.

Il “silenzio riflessivo” di M81 ha rappresentato una pausa necessaria ed efficace. Lo tsunami della Pandemia non aveva colto di sorpresa la nostra Associazione la cui missione è, per l’appunto, lo sviluppo e la diffusione della cultura della sicurezza. Consci che la nostra tematica focale si stesse, per eventi esterni di portata straordinaria quale la diffusione del Virus Sars-Cov2, allargando ad un dibattito internazionale di tipo socio antroposofico, abbiamo continuato il nostro percorso, orientando la riflessione degli associati all’analisi di una visione strategica, alla ricerca di modi e strumenti per veicolare le nostre idee. Il clima generale, di sgomento, incertezza, paura, e l’urgenza della ridefinizione e posizionamento delle “certezze” storicamente consolidate (scienza, politica, fede) ci ha trovati pronti a reagire e convinti dei nostri ideali.

Nel marzo 2020 la Pandemia ha bloccato il nostro programma di attività, gli SOS sicurezza Day e molti seminari di formazione sono stati rinviati, ma abbiamo continuato l’attività di studio e ricerca e monitorato i risultati delle due importanti petizioni lanciate, per i Decreti attuativi del D.lgs 81/08 e per lo Scudo penale per i dirigenti scolastici. Intanto abbiamo dato impulso alla costituzione di una Rete di scuole per la Sicurezza, SSinR, all’interno della quale più di 50 scuole di varie regioni partecipano ad iniziative culturali e pedagogiche sul tema “sicurezza scuole”; è una Rete nata “dal basso”, che sposta l’attenzione dai banchi dei decisori ai banchi occupati dai giovani i quali possono maturare atteggiamenti e comportamenti di prevenzione efficace del rischio.

Modifica81 è viva e vitale e comincia a raccogliere i primi successi! Apprezziamo e ci sentiamo partecipi del risultato del Sen. Antonio Iannone poiché, in questi anni, abbiamo esercitato azioni proattive e di stimolo. Noi abbiamo contribuito! L’emendamento è un primo tassello in un mosaico ampio ancora da completare.

La nostra riflessività, la trasversalità che ci colloca “dentro” gli obiettivi sono e saranno premiati!

Il Presidente di M81 Franca Principe

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il calendario delle prove scritte del concorso ordinario finalizzato al reclutamento del personale docente della Scuola dell’infanzia e primaria.

Le prove si svolgeranno nei giorni 13, 14, 15, 16, 17, 20 e 21 dicembre 2021. Le prove scritte, che si faranno al computer, avranno luogo nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione. Ciascuna prova avrà la durata di 100 minuti.

Sono 12.863 i posti a bando, 76.757 le domande pervenute per la partecipazione. Con una domanda era possibile fare richiesta di partecipazione per più di un insegnamento/tipo di posto. Per questo il totale degli iscritti al concorso è pari a 107.160, di cui 33.246 per i posti comuni della Scuola dell’infanzia, 3.059 per i posti di sostegno della Scuola dell’Infanzia, 64.136 per i posti comuni della Primaria e 6.719 per i posti di sostegno della Primaria.

L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e con l'indicazione della destinazione dei candidati, è comunicato dagli USR pressoi quali si svolge la prova almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet. L'avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti.

I candidati che non ricevono comunicazione di esclusione dalla procedura sono tenuti a presentarsi per sostenere la prova scritta, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale, della ricevuta di versamento del contributo di segreteria e di quanto prescritto dal protocollo di sicurezza, adottato con Ordinanza Ministeriale 21 giugno 2021, n. 187, pubblicato sul sito del Ministero, nonché della normativa vigente in materia di “certificazione verde”.

Infine, si ricorda ai candidati che le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 08.00 per il turno mattutino e alle ore 13.30 per il turno pomeridiano.

Il turno mattutino è previsto dalle 9:00 alle 10.40 e il turno pomeridiano dalle 14:30 alle 16:10.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA:-Posto comune

Lunedì 13 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 14 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Posto di sostegno – scuola Infanzia

Mercoledì 15 dicembre 2021 Turno Mattutino

 

SCUOLA PRIMARIA- Posto comune

Venerdì 17 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Lunedì 20 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 21 dicembre 2021 Turno Mattutino

Posto di sostegno - scuola primaria

Giovedì 16 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il decreto 325 del 5 novembre concernente il nuovo regolamento relativo ai concorsi ordinari per insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria alla luce delle modifiche alle procedure concorsuali introdotte nel decreto sostegni bis.

Non è prevista la riapertura dei termini per la presentazione di nuove domande di partecipazione.

La novità più importante è la semplificazione delle prove previste dalle due procedure concorsuali.

Si effettuerà una sola prova scritta con 100 minuti di tempo a disposizione. La prova sarà costituita da 50 quesiti a risposta multipla (4 risposte per ciascuna domanda), di cui:

– 40 relativi a conoscenze disciplinari e ai contenuti dell’insegnamento in base al grado di istruzione o alla tipologia di posto (comune o sostegno);

– 5 questi per l’accertamento della conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento;

– 5 quesiti sulle competenze digitali relative all’utilizzo di tecnologie e dispositivi multimediali per migliorare l’apprendimento.

Non ci sarà un database e le domande saranno disposte in ordine casuale per ciascun candidato.
La prova è superata con punteggio minimo di 70/100.

L’amministrazione si riserva la possibilità, in ragione del numero di partecipanti, di prevedere, ove necessario, la non contestualità delle prove relative al medesimo insegnamento e tipologia di posto, assicurandone comunque la trasparenza e l'omogeneità in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti.

La prova orale avrà una durata massima di 30 minuti e consisterà nella progettazione di una attività didattica (lezione simulata), comprendente l’illustrazione delle scelte contenutistiche, e didattiche e metodologiche effettuate, nonché di esempi di utilizzo pratico delle tecnologie digitali. Inoltre si prevede anche la verifica della capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese almeno a livello B2 del QCER. L’orale si intende superato conseguendo almeno un punteggio di 70/100.

I punteggi saranno rideterminati assegnando: massimo 100 punti per la prova scritta, massimo 100 punti per la prova orale e massimo 50 punti per la valutazione dei titoli, per un totale di 250 punti.

La graduatoria sarà formulata con un numero di vincitori pari a quello dei posti a concorso.

Per i posti di sostegnosi prevedono ugualmente quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, ma finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

La prova orale per i posti di sostegno verte sul programma di cui al medesimo Allegato A, valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali.

A seguito della registrazione del decreto ministeriale, il Dipartimento Istruzione del Ministero pubblicherà un nuovo bando che andrà a modificare quello già pubblicato con decreto n. 498 del 21 aprile 2020.Contestualmente il nuovo bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed il Ministero pubblicherà sul proprio sito l’avviso contenente il calendario di svolgimento delle prove scritte.


 

CORSO DI PREPARAZIONE AL CONCORSOPER DIRETTORE SGA

Come superare la prova scritta e la prova orale

La Casa Editrice Euroedizioni in previsione dell'uscita del nuovo bando di concorso per Direttore SGA organizza un corso di preparazione al concorso per Direttore SGA, che si svolgerà tramite 25 lezioni  on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta: ai test a risposta multipla previsti per la prova scritta; lo studio di caso previsto per lo svolgimento della prova orale.

Il corso costa 350,00 euro. Nel costo del corso viene dato in dotazione per lo studio il Manuale di preparazione al concorso e il Simulatore dei test on line con oltre 2500 test a risposta multipla per esercitarsi alla prova scritta.

Per informazioni conttatare  direttore@euroedizioni.it

 

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di un docente con titolo di abilitazione sul sostegnoall’estero, che era stato cancellato dalle graduatorie su disposizione dell’amministrazione scolastica.

Il dibattimento ha messo in discussione la validità dell’algoritmo adottato per le assunzioni in ruolo 2021/2022 in base al quale l’amministrazione scolastica aveva provveduto all’esclusione dall’immissione in ruolo dei docenti inclusi nelle Graduatorie per le Supplenze con titolo estero e dunque inseriti con riserva nelle stesse graduatorie. Di conseguenza, il ricorrenteera stato escluso dalla possibilità di sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato.

I giudici hanno accolto il ricorso ribadendo il diritto acquisito dallo stesso docente che, in linea con le normative della UE, era in possesso di un titolo valido seppur non riconosciuto dal MI.

 

CORSO DI FORMAZIONE SULLA PRIVACY

Siete invitati a partecipare al Convegno avente ad oggetto: STATO ATTUATIVO DELLA PRIVACY NELL'ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

che si svolgerà a BOLOGNA

GIORNO 24/11/2021  ORE  15:00-18:30 - PRESSO  TEATRO CENTOFIORI VIA MASSIMO GORKI, 16

40128 BOLOGNA

È GRADITA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 22/11/2021 AL SEGUENTE LINK:https://forms.gle/dmkrnt94TYQ1aFQq8

Vedi allegato

Il Ministero dell'Istruzione con la nota n. 25863 del 9 novembre 2021 ha prorogato di 45 giorni il termine di predisposizione e approvazione del programma  del Programma Annuale 2022.

La proroga riguarda esclusivamente la fase di predisposizione ed approvazione del Programma Annuale 2022,  rispetto ai termini stabiliti  dall’art. 5 del DI n. 129 del 28/08/2018.

Di conseguenza i termini sono stati rideterminati:

  • entro il 15 gennaio 2021, le istituzioni scolastiche predispongono il Programma Annuale e la relazione illustrativa;
  • entro la medesima data del 15 gennaio 2021, il programma annuale e la relazione illustrativa, devono essere sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il prescritto parere di regolarità contabile;
  • entro il 15 febbraio 2021, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2021, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del Programma Annuale. La delibera di approvazione è adottata entro il 15 febbraio 2021, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.


 

Nell’esprimere il parere circa il concorso ordinario per i docentiil Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha rilevato che “I programmi disciplinari appaiono enciclopedici, eccessivamente generici e nozionistici, caratterizzati dalla tendenza a proporre tematiche e contenuti, trascurando sia le Indicazioni nazionali, in particolare quelle della scuola secondaria di primo grado e dei Licei, sia le Linee guida degli Istituti tecnici e dei professionali, tendenza testimoniata peraltro dalla scelta di titoli di paragrafi riferiti ad ambiti diversi da quelli presenti nelle Linee Guida e Indicazioni Nazionali.

Infatti, la trattazione delle conoscenze nelle Linee guida e nelle Indicazioni nazionali 2012 avviene sulla base di scelte significative da parte del docente. Questa competenza è quella che deve essere valutata in sede concorsuale, non quella prettamente accademica, già valutata in sede universitaria.

L’orientamento proposto nei programmi concorsuali al candidato non sottolinea sufficientemente l’esigenza di interpretare i canoni disciplinari come “campi di scelte” da effettuare in una prospettiva di rilevanza epistemologica, psicologica e pedagogica per l’insegnamento e l’apprendimento”.

In merito al tempo concesso per l’espletamento della prova scritta, il CSPI ha proposto l’estensione dei tempi da 100 a 120 minuti. L’estensione dei tempi trova giustificazione nelle lamentele evidenziate da numerosi candidati in occasione dello svolgimento delle prove STEM.

Per quanto riguarda la parte generale riferita alla legislazione scolastica il CSPI suggerisce che sia diversificata nei due gradi di scuola, fermo restando il rispetto delle parti comuni declinate fino al punto 6 del programma concorsuale.

In ordine al caso di un dipendente che era stato impegnato in attività di formazione per un orario molto superiore a quello del normale orario di lavoro, al punto da impegnare anche la domenica, con sentenza depositata il 28 ottobre 2021 la Corte di Giustizia Europea (CGE)ha stabilito che le attività formative devono essere ricomprese nell’orario di lavoro.

Nel caso di specie, la richiesta di pagamento delle ore aggiuntive, quali “straordinario”, da parte del dipendente era stata rigettata dal Giudice nazionale, giacché la legislazione si limitava a prevedere che, durante il periodo di formazione, il dipendente doveva essere retribuito, peraltro nulla prevedendo nel caso in cui l’impegno orario nelle attività formative fosse superiore a quello previsto per l’attività lavorativa.

In merito, la CGEha precisato che, per periodo di lavoro si deve intendere “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni” e che, per periodo di riposo si deve intendere “qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro”

La sentenza potrebbe avere ripercussioni nel comparto scuola, in particolare per quanto riguarda:

1) la formazione obbligatoria di 25 ore sulle tematiche inclusive per i docenti impegnati nelle classi con alunni con disabilità (nota 27622 del 6/09/2021:l’attività formativa è svolta in costanza di rapporto di lavoro e non determina oneri aggiuntivi;

2)laformazione obbligatoria per i neo immessi in ruolo, prevista in 50 ore, anche con attività oltre il normale orario di servizio.

In occasione del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria, il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Ministero della Difesa e la Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia il concorso di idee dal titolo “Il Milite Ignoto: Patria e Memoria”. All’iniziativa potranno partecipare le studentesse e gli studenti di ogni grado d’istruzione.

“Con questo concorso di idee vogliamo coinvolgere le scuole in un percorso di conoscenza, di memoria, di approfondimento della nostra storia, dell’identità nazionale e della necessità di una convivenza pacifica tra i popoli”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Molte vite sono state sacrificate durante i conflitti mondiali e, come ha sottolineato anche il Presidente Mattarella, dobbiamo avere coscienza collettiva di questo sacrificio e del suo significato”.

Il concorso si propone di valorizzare il talento delle studentesse e degli studenti chiedendo loro di presentare un progetto che dovrà rielaborare in maniera creativa e innovativa la storia e la figura del Milite Ignoto.

L’elaborato potrà essere sviluppato secondo varie tipologie (si potranno utilizzare il disegno, la fotografia, il fumetto, per fare alcuni esempi) e dovrà essere accompagnato da un documento che spieghi le scelte fatte a livello stilistico e comunicativo. Il progetto dovrà essere quindi frutto di un’apposita attività di analisi e approfondimento.

Le opere, che dovranno essere inviate entro il prossimo 15 marzo, saranno valutate da una commissione formata da componenti del Ministero dell’Istruzione, del Ministero della Difesa e della Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In prossimità di scrutinied Esami di Statosi torna a parlare di bocciature

Editoriale di Vittorio Venuti

Come ogni anno, all’approssimarsi degli scrutini e degli esami di Stato, appena ce n’è la possibilità, si improvvisano dibattiti sulla “bocciatura” (fino a quando continueremo ad usare questo termine così poco pedagogico?). Dibattiti che riprendono a cose fatte, dopo gli scrutini e dopo gli esami, con florilegi sui media che rilevano le percentuali di promossi, licenziati e respinti soffermandosi criticamente sul crescente numero dei primi e sul sempre meno corposo numero degli ultimi.

Quest’anno, l’occasione è stata offerta dal Ministro Bianchi quando, anticipando l’ordinanza sugli esami, ha ammesso il ripristino del giudizio di ammissione - cancellato l’anno scorso - e, anche, la possibilità di rimandare e di bocciare in presenza di molte insufficienze. Un’unica deroga è stata prevista riguardo ai giorni di frequenza prevedendo l’ammissione per chi ha fatto troppe assenze in Dad, per problemi di connessione o comunque legati al Covid. In ogni caso, no alla possibilità di promuovere tutti col 6 politico.

La possibilità di bocciare in Dad ha suscitato qualche perplessità tra i dirigenti scolastici, prevedendo una cascata di ricorsi al TAR soprattutto alle superiori, anche considerato che, in alcune regioni, la frequenza in presenza degli studenti è stata limitata. In aggiunta, anche il Codacons ha annunciato ricorsi per le bocciature in Dad, seguendo la logica, ormai scontata, dei ricorsi “a prescindere”. Comunque, secondo il ministro Bianchi quest’anno non è paragonabile allo scorso, quando è stata decisa la promozione per tutti: “la Dad dall’autunno è stata regolata addirittura nell’integrazione del contratto degli insegnanti e sono stati distribuiti pc e tablet”,quindi tutti sono stati messi in condizione di poter seguire le lezioni in Dad o in DDi.

Tutto bene? Certamente sì, a patto che la bocciatura non venga brandita come una punizione e che il giudizio finale si confronti con la reale situazione del contesto nonché dei diversi livelli di significato che essa assume per gli studenti del primo ciclo e per quelli del secondo.

Ribadendo che gli esami si svolgeranno in presenza, il Ministro ha affermato che “questa sarà finalmente una prova di maturità serie e rigorosa, in cui si dimostrerà di essere capaci di portare sul tavolo il proprio lavoro”(l’allusione è alla tesina che gli studenti avranno modo di preparare conoscendo l’argomento 40 giorni prima e da cui si avvierà l’esame). Precisazione da accogliere con soddisfazione, di certo, pur se non riusciamo a collocare temporalmente quel “finalmente”. Con tutta probabilità, si riferirà agli esami dell’anno scorso, in una situazione pandemica certamente peggiore di quella attuale e con l’aggravante del disperato sbigottimento in cui tutti si brancolava. Per il resto, occorre precisare che la scuola è stata sempre seria, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e che, quanto al rigore, questo lo si sappia esercitare adattandolo alle peculiarità della situazione di contesto e personale.

Soffermandoci sul rigore, appare interessante segnalare, e darne grande merito al Ministro Bianchi, un passaggio nel discorso che lo stesso ha tenuto in occasione dell’incontro con il Forum degli Studenti dell’8 aprile: «Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro».

Di straordinario rilievo è, in particolare, la frase “Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più”, che riconosce la straordinaria importanza della scuola nei primi anni di vita - della scuola dell’Infanzia più specificamente -, incidente su tutto il percorso scolastico successivo. Quale rigore sarà riservato a quei bambini?

Non meno importanti sono i riferimenti alla dispersione, abisso che si apre nel passaggio dal primo al secondo ciclo, e alla centralità degli studenti con disabilità.

 

Panoramica sugli articoli di questo numero.

Giacinto Iannuzziapre il suo contributo “Un nuovo modello organizzativo: criteri e condizioni”ribadendo la necessità, per la scuola, di essere considerata e intesa quale elemento particolare e integrante dell’organizzazione complessiva della formazione sul territorio, tra l’altro avendo lo scopo di trasmettere agli alunni e ai docenti una valida carica formativa come requisito intrinseco del modello organizzativo elaborato attraverso la ricerca, l’elaborazione, la costruzione, in prospettiva, di una nuova teoria dell’istruzione, integrativa della stessa organizzazione. Una premessa dai molteplici e forti significati.

Filippo Sturaro dà spazio a “Il nuovo modello Nazionale del Piano Educativo Individualizzato”, avendo sullo sfondo il DI 29.12.2020 n. 182, con il quale sono stati introdotti i modelli del PEI da adottare, unitamente alla modalità per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui al D.Lgs.vo n. 66/2017. L’adozione dei nuovi PEI rappresenta l’occasione per sollecitare rinnovati processi di riflessività circa le prassi inclusive adottate dalle scuole, attraverso la condivisione di alcune traiettorie comuni: il principio della corresponsabilità educativa, la documentazione dell’alunno, l’attribuzione delle risorse professionali, la formazione dei docenti, il ruolo di leadership del DS.

Vittoria Striatopropone un’interessante riflessione su“Creatività e trasversalità nelle otto competenze europee 2018”, ponendo uno sguardo descrittivo molto attento alle competenze chiave rilevandone l’essenza della trasversalità per soffermarsi sul valore unificante della creatività, una delle finalità della scuola ribadita dalla legge 107/2015. Creatività, innovazione, ricerca e intraprendenza dovrebbero porsi alla base di una nuova scuola, per svincolarla dallo scontato significato che le si attribuisce.

Francesco G. Nuzzacipone in evidenza “Riflessioni di una nota dell’USR Lazio sulle relazioni d’istituto”. Si tratta di una nota che ha fatto avanzare l’ipotesi che volesse rivolgersi ad alcuni dirigenti scolastici per richiamarli al rigoroso rispetto delle norme regolanti le relazioni sindacali, in particolare quelle d’istituto, e invitandolia condividerne la ratioche le sorregge. Il senso della nota, si legge nelle riflessioni, può compendiarsi nell’espressione dirigenti bacchettatie sindacati santificati, essendosi fatta una lettura strabica del sistema delle relazioni sindacali, i cui principi fondativi vanno rispettati e correttamente agiti anche dalla controparte rappresentativa dei lavoratori, così come preteso per i dirigenti scolastici datori di lavoro.

Michela Lellasi sofferma su“La pandemia e gli effetti sull’apprendimento”,un argomento che ha trovato spazi anche sui media e che ribadivano perdite consistenti a seconda delle discipline e dei gradi di scuola: 35 e 50% proprio a causa della chiusura delle scuola. Secondo studi condotti negli Usa e in Inghilterra, durante lo scorso anno i ragazzi avrebbero immagazzinato metà delle conoscenze capitalizzate dai loro coetanei e quelli appartenenti alle famiglie con minori risorse economiche avrebbero perso così tanta scuola da compromettere gli studi futuri e, di conseguenza, un efficace ingresso nel mondo del lavoro. Il tempo eccezionale che stiamo vivendo ci chiede di agire in fretta per offrire una concreta possibilità agli studenti italiani di recuperare tutte quelle conoscenze che, la particolare situazione sanitaria, sta contribuendo a disperdere.

Michela Manentetratta de “La nuova valutazione nella scuola primaria: ruolo del dirigente scolastico”secondo la nuova riforma, che sta guidando un cambiamento di impostazione nel fare scuola relativo alla pianificazione didattica coinvolgendo parimenti il versante gestionale, organizzativo e dirigenziale della scuola primaria. L’articolo entra nel merito dei riflessi sull’impegno gestionale del DS.

Viviana Rossi, con “I nuovi ambienti di apprendimento”prosegue la disamina, a grandi linee, del Rapporto Finale “Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro”, che il ministro Patrizio Bianchi aveva inviato al suo predecessore, la ministra Azzolina. Il contributo si incentra sui capitoli 3 e 4, rispettivamente sul digitale e sull’architettura scolastica e nuovi ambienti di apprendimento: digitale “senza se e senza ma” e per gli edifici scolastici passare da una “edilizia scolastica” ad una “architettura scolastica”, che non è questione puramente formale, ma ontologica e concettuale.

Aldo Domenico Ficarapresenta l’esito di un lavoro laboratoriale, “Ascensore parlante: a Messina il Covid non ferma la scuola”,condotto in piena emergenza sanitaria con una classe 5^ dell’istituto professionale “Maiorana”, sede aggregata all’Istituto Tecnico “Verona-Trento” di Messina: La costruzione di cui si riferisce è il modellino di un ascensore parlante, studiato per favorire l’orientamento e in particolare agevolare le persone non vedenti, ipovedenti o con particolari problemi alla vista.

Per la rubrica di Psicologia, Vittorio Venuti prosegue il discorso già avviato sul numero di marzo focalizzando l’attenzione sul passaggio “Dall’attaccamento all’appartenenza”,ovvero da una situazione determinata principalmente dal rapporto bambino-genitori a quello bambino-insegnante, che prefigura la progressiva introduzione verso il sociale. Il bambino porta a scuola tutto sé stesso, della cui composizione non ha alcuna responsabilità diretta. Ciò dovrebbe orientare l’accoglienza della scuola già a partire dall’attenzione alla sua presenza fisica, che deve trascendere da giudizi estetici, di forma o comportamentale.

Per i Casi della Scuola,Filippo Cancellieripresenta “Assenze cicliche e continuative del docente: il computo di sabato e domenica”, riferendo il caso del dirigente scolastico di un I.C., in cui si effettua orario lavorativo con settimana corta, che si è imbattuto in una sequela di assenze del prof. di Matematica, rimasto ininterrottamente a casa per oltre 2 mesi e mezzo. Notato che il docente ha (volutamente?) evitato sistematicamente di includere nei periodi di assenza, le giornate di sabato e domenica, si chiede come deve classificare la posizione giuridica di servizio in tali giornate e anche come “inquadrare” il periodo delle vacanze natalizie nell’ipotesi in cui il docente il 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni, chieda congedo parentale.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio, in “La valutazione on line delle competenze”, riferisce dei risultati del progetto “Sperimentazione PIAAC on line nei CPIA”, progetto realizzato in collaborazione con la Rete dei Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo, sostenuto e promosso dal MI. Nato nel 2008, il Programma PIAAC adotta una metodologia che rileva le competenze effettivamente possedute e utilizzate dall’adulto nel contesto lavorativo, senza fare ricorso agli indicatori quali i titoli di studio e le qualifiche professionali posseduti.

Per la rubrica La Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo“Ma poi quanto vale in sé l’istruzione a distanza?”.Riflettendo sul concetto di distanza, nel contributo ci si sofferma su quella che si rileva tra cognizione e metacognizione, una distanza complicata da variabili in gioco, che mettono a confronto stati interni e stati esterni rispetto a quanto pensiamo e facciamo.

Per Giurisprudenza scolastica, Gianluca Dradi suggerisce“La mancanza di unanimità non è, di per sé, sufficiente per non attribuire la lode”rispondendo alla domanda: che cosa accade se, all’esame di Stato conclusivo del primo o del secondo ciclo, allo studente che ne possiede i requisiti, la commissione non attribuisce la lode, in conseguenza della mancata unanimità della relativa decisione? A seguire il commento di due sentenze sull’argomento.

Per Sportello Assicurativo, Valentino Donàsi sofferma su “Educazione fisica a Distanza, le indicazioni del Ministero dell’Istruzione”. Sollecitato sull’argomento, con una lettera datata 25 novembre 2020, il MIUR ha chiarito che non è possibile impartire lezioni pratiche di educazione fisica attraverso la DaD (o DDI). La motivazione, per il Ministero, risiede nel fatto che non tutti gli studenti, dispongono di spazi idonei e/o sicuri per svolgere le attività proposte dai docenti.X

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