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Ha suscitato dolore e indignazione la morte dello studente diciottenne nell’ultimo girono di stage (PCTO) presso un’azienda che opera nel settore della carpenteria metallica, a causa di una putrella che gli è precipitata addosso, uccidendolo all’istante.

Unanime l’indignazione delle OO.SS. per il fatto che si continuino ad esporre gli studenti a situazioni di sfruttamento con rischio di incidenti per maturare crediti formativi.  Purtroppo l’obbligatorietà di PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ha favorito l’incremento di esperienze e attività anche slegate dal proprio percorso educativo e, spesso, anche improvvisate e di qualità discutibile, fino a configurarsi come vere e proprie prestazioni di lavoro gratuito oltre che prive di qualsivoglia intenzionalità educativa.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si è così espresso sul caso: La morte di un ragazzo di 18 anni durante una esperienza di stage provoca profondo dolore. Incidenti come questo
sono inaccettabili, come inaccettabile è ogni morte sul lavoro. Il tirocinio deve essere una esperienza di vita. Esprimo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia. Dobbiamo mettere tutto il nostro impegno, come istituzioni, a lavorare con più forza perché episodi come questo non si ripetano più
”. Attendiamo che il Ministero affronti con urgenza la problematica che si è così tragicamente evidenziata faccia le scelte conseguenti, rivedendo l’intero impianto dei PCTO già a partire dalla sua obbligatorietà. Ricordiamo che si tratta per lo più di alunni minorenni.

Con nota n. 71 del 21 gennaio 2022, il MI fa seguito alla FAQ pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che fornisce indicazioni in merito a un quesito concernente la possibilità, per gli alunni con disabilità delle classi in didattica a distanza o in didattica digitale integrata, di seguire le lezioni in presenza, sentiti il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stata inviata oggi alle scuole una specifica nota.

Il documento spiega che, tenuto conto dei principi costituzionali e delle regole vigenti nell’ordinamento scolastico, posti a tutela della piena inclusione e dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, le istituzioni scolastiche sono tenute a prevedere specifiche condizioni a vantaggio degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali (BES).

In particolare, data l’esigenza irrinunciabile di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica, si precisa che, anche laddove sia stata disposta la sospensione delle attività didattiche in presenza, va garantito, ogni qualvolta possibile, agli alunni con disabilità o con BES lo svolgimento dell’attività didattica in presenza, assicurando comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che si avvalgono della didattica digitale integrata.


 

Come preparare la prova scritta e orale  del concorso ordinario con le nuove modalità di svolgimento.

La nostra Casa Editrice per affrontare le prove del concorso ordinario con le nuove modalità previste dal bando di concorso pubblicato il 18 gennaio 2022, propone a condizioni molto vantaggiose l'acquisto di un corso di preparazione

in modalità webinar costituito da 22 lezioni di pedagogia, psicologia, antropologia e la modalità di costruzione di una unità didattica (UDA) per lo svolgimento della prova orale.

Il costo del corso è di 150,00 euro.

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Per ulteriori informazioni e chiarimenti scrivere a direttore@euroedizioni.it

Pubblicato il nuovo bando con le nuove modalità di svolgimenti del concorso nella Gazzetta ufficiale n. 5 del 18 gennaio 2022.

Le prove previste sono:

- una prova scritta con TEST a risposta multipla

- una prova orale

PROVA SCRITTA
La prova scritta sarà computer-based.

Sono previsti  50 TEST a risposta multipla,ciascuno di essi consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta. Ripartizione quesiti:
Per i posti COMUNI sono previsti:

-40 TEST sulle competenze e  conoscenze delle discipline afferenti alla classe di concorso.

-5 TEST sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del QCER

-5 TEST sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi multimediali.

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2022

Riecco gli scrutini, i giudizi, i voti… i voti?!
Editoriale di Vittorio Venuti

Tempo di scrutini, tempo di giudizi e voti. Un richiamo al drammatico significato che può assumere il voto è stato evidenziato dal triste evento del quattordicenne che si è lasciato cadere dalla finestra dell’aula, in un cambio dell’ora, dopo che, in precedenza, l’insegnante aveva attribuito un voto insufficiente a tutti gli alunni avendoli trovati impreparati in una interrogazione “a sorpresa”. Può un brutto voto determinare uno sconvolgimento tale da indurre al suicidio?
Non vogliamo unirci al coro di quanti hanno cercato di indagare su questo aspetto e, sul caso, preferiamo il silenzio nel rispetto del giovane e della sua famiglia. La scuola non può che piangere per un altro “figlio” perduto e interrogarsi ancora, e con più insistenza, sul valore del voto al di là di questa tragica vicenda.

In merito alla richiesta dei genitori di una disabile volta a vedere riconosciuto per il figlio un monte ore di sostegno superiore alle 7,20 ore assegnate (a fronte delle 40 ore di frequenza settimanale e della proposta che già nel PEI dell’anno precedente suggeriva 40 ore), nonché la conferma delle ore di sostegno per gli anni successivi, il TAR Campania, con sentenza depositata il 10 gennaio 2022 ha riconosciuto l’illegittimità dell’assegnazione di 7,20 ore di sostegno a fronte delle 40 ore di frequenza e ha rigettato la richiesta di sostegno per gli anni futuri. In ordine alla seconda richiesta, la sentenza ha rilevato che la natura e la disciplina del diritto ad ottenere un numero di ore di sostegno adeguato alla patologia sofferta comporta la relativa determinazione dell’Amministrazione per ciascun anno conformandosi alla rilevazione delle esigenze concrete e dello stato evolutivo del disabile, permanendo l’obbligo di predisporre il PEI anno per anno.

Con 340 voti favore, nessun contrario e 5 astenuti la Camera ha approvato la proposta di legge che prevede l’utilizzo e la valorizzazione delle competenze non cognitive in ambito didattico.

La proposta, che adesso passerà all’esame del Senato, è stata presentata dall’intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà e prevede una sperimentazione che miri ad incrementare le cosiddette “life skill”, quelle abilità che favoriscono comportamenti positivi di adattamento e maggiore capacità di far fronte alle richieste e alle sfide di tutti i giorni.

Capacità di gestire le emozioni e lo stress, comunicazione efficace, empatia. Pensiero creativo e critico, capacità di assumere decisioni e abilità di problemsolving dovrebbero essere ambiti di tali competenze. Poiché si prevede che la sperimentazione, nazionale e triennale, si avvii già dal prossimo anno scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, si prevede una pertinente formazione del corpo docente.

La proposta ha avuto il plauso del ministro Patrizio Bianchi: “Voglio ringraziare l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e il Parlamento per il lavoro fatto e per l’attenzione che, ancora una volta, viene rivolta alle nostre studentesse e ai nostri studenti. L’obiettivo di tutti noi – ha continuato il titolare del Mi – è garantire l’effettivo e pieno sviluppo di ogni giovane. Questo provvedimento contribuisce a costruire una scuola che mira alla formazione di qualità, per tutti e per ciascuno, e allo stesso tempo è luogo di relazioni. In altre parole una scuola che educa cittadine e cittadini consapevoli delle proprie capacità e inclusiva”.

Per Vittoria Casa (M5s), presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione a Montecitorio, si tratta di un percorso importante perché “mai come in questo momento la scuola ha il compito di ricomporre il disorientamento verso il mondo circostante delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. A loro vanno forniti gli strumenti per superare le criticità generate dalla pandemia e per potersi affermare nella vita”.

Nel corso della conferenza stampa congiunta con il Presidente del Consiglio Draghi, il ministro Bianchi ha offerto un quadro complessivo relativo alla ripresa della scuola:

 “Assenti dal 15 dicembre, quindi chi non vuole vaccinarsi, sono lo 0,72%. ‘Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono rispettivamente il 3,6% e il 2,4%, quindi nel complesso un 6%. Gli studenti assenti perché positivi sono il 2,2% e perché in quarantena il 2,3%, quindi il 4,5% in totale. Stiamo controllando la situazione”. Proseguendo, ha rassicurato: “Stiamo controllando le situazioni perché abbiamo operato in questo periodo. Con le vaccinazioni per gli studenti. Abbiamo regolato per fasce di età tutte le situazioni vaccinali. La Dad è integrata nei piani educativi della scuola. Se serve”.

In merito alle ordinanze di chiusura di Regioni e Comuni, ha precisato che si tratta di un fenomeno circoscritto al 3,07% dei Comuni, “una situazione che non è dilagata, le scuole hanno riaperto, come hanno riaperto ad aprile e a settembre. Se le cose funzionano è perché ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando. Laddove vi sia ulteriore riscorso alla didattica a distanza sarà all’interno delle regole che abbiamo dato. Noi abbiamo molto a cuore i nostri ragazzi, siamo molto responsabili”.

Rispondendo ad una domanda specifica di un giornalista, Bianchi ha precisato:“Abbiamo dato 92 milioni e 104 mila euro al Commissario Figliuolo per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria. Questo libera spazio per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro”.


 

Intervenendo a Radio 1, nella rubrica “Tutti in classe”, il ministro Patrizio Bianchi ha così motivato la scelta di riportare gli studenti in presenza a scuola: "Ci ha convinti l'evidenza che il prolungato, diffuso e generalizzato utilizzo della didattica a distanza provoca dei problemi alla vita della comunità.A questo abbiamo reagito con il disposto del 5 gennaio che è sufficientemente flessibile: stabilisce il principio del 'tutti a scuola' e mette in evidenza, laddove vi siano i problemi, la possibilità di ricorrere a una distanza che, quando viene usata con capacità e attenzione, sicuramente può surrogare la funzione della presenza. Siamo intervenuti con uno strumento basato sul buonsenso. Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c'è un Paese che nel suo insieme si assume l'incarico di far tornare a scuola i ragazzi”.

Quindi, il ministro ha chiarito che è stato introdotto un elemento importante per i ragazzi delle superiori, vaccinati per l’85% con la prima dose e per il 75% con la seconda dose:“la possibilità di fare i tamponi gratis sostenuti da un intervento notevole, 92 milioni dati dal commissario Figliuolo perché si facciano degli accordi con le farmacie. Abbiamo alleggerito di molto il lavoro delle Asl. Occorre la partecipazione di tutti, dei ragazzi e delle famiglie”.

In merito alle mascherine, ha richiamato l’accordo fatto dal generale Figliuolo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 centesimi, e spiegato che saranno date gratuitamente a tutti gli operatori, soprattutto quelli della scuola dell’infanzia dove non ci sono protezioni per i bambini. Questione, quest’ultima che porterà in evidenza al Consiglio dei ministri.

Alle famiglie si chiederà di precisare “se vogliono che i ragazzi tornino in presenza, che sono in condizione di poterlo fare quindi che sono vaccinati. Ancora una volta stiamo lavorando su una partecipazione collettiva. Usciamo dalla logica “c’è il controllore”, c’è un Paese che assieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i nostri ragazzi

Per quanto riguarda l’esame di Maturità, tutto sarà definito entro la fine del mese, quindi ha annunciato che“stiamo lavorando già oltre l’estate. Faremo anche quest’anno un’estate a scuola, cioè faremo un grande programma per l’estate e stiamo già lavorando sull’apertura dell’anno prossimo. Stiamo ragionando su tutto l’anno scolastico al di là degli esami. Sono state già aperte le iscrizioni per l’anno prossimo”.

MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO ORDINARIO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di Rocco Callà - Maria Rosaria Tosiani - Anna Armone

Guida completa ed aggiornata su tutte le materie del concorso

Questo testo si propone di offrire le necessarie cognizioni per superare le prove del concorso ordinario per esami e titoli a posti di direttore SGA delle istituzioni scolastiche statali che il Ministero dell'Istruzione ha manifestato l'intenzione di voler bandire per coprire i numerosi posti disponibili.

Il concorso è articolato su due prove secondo le nuove regole di semplificazione delle procedure concorsuali introdotte con il Decreto Legge n. 44 del  1 aprile 2021 convertito nella legge 28 maggio 2021, n.76: una prova scritta costituita da 60 test a risposta multipla e da una prova orale su tutte le materie del concorso.

Il testo è stato concepito in funzione della specifica preparazione che bisogna avere per affrontare le prove del concorso riferite alle funzioni che il Direttore sga è chiamato a svolgere in seno alle istituzioni scolastiche, tenuto conto della nuova modalità di svolgimento della prova scritta mediante test a risposta multipla.

Scienza dell’Amministrazione Scolastica  n. 2/2021

EDITORIALE di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

I guasti della rete sui minori!

In aumento gli adescamenti ed i reati che i minori inconsapevolmente commettono sulla rete

Il 5 maggio è stata la giornata mondiale contro la pedofilia. Le implicazioni con la tutela della privacy dei minori dovrebbero oramai essere assodate. Ma non è proprio così.

I casi di pedopornografia sono aumentati del 132%. “Numeri agghiaccianti - spiega Nunzia Ciardi, direttrice del servizio Polizia postale - Abbiamo notato una progressione preoccupante già negli ultimi anni”. Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021: “Serve educare i giovani all’uso della Rete”.

L’isolamento sociale, la monotonia, l’impossibilità di avere relazioni che non siano mediate da uno schermo; a causa della pandemia di Covid-19, i bambini e i ragazzi si sono trovati a utilizzare sempre di più la tecnologia e la Rete. Ma proprio questa è tra le cause dell’importante incremento dei reati online contro i minori: pedopornografia, adescamento online, estorsioni sessuali, revengeporn, cyberbullismo e truffe sono le aggressioni subite dai più piccoli.

Si tratta di una progressione preoccupante già negli ultimi anni, ma con la pandemia l’incremento ha toccato l’apice.Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021, quando si è verificato un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Solo da gennaio ad aprile ci sono stati 52 casi, contro i 41 dell’intero anno precedente. “La tecnologia è stata fondamentale per i più piccoli durante l’isolamento per mandare avanti l’istruzione con la didattica a distanza e li ha aiutati a mantenere i contatti con gli amici e i parenti. Ma questo uso massiccio ha avuto un costo molto alto, specialmente dove i bambini sono stati lasciati soli davanti al computer”.

Tra i dati preoccupanti, il report della Polizia postale evidenzia l’abbassamento dell’età delle vittime: sono sempre di più i bambini della fascia 0-9 anni a rischiare l’estorsione sessuale online. I piccoli vengono adescati, convinti a mandare immagini sessualmente esplicite e poi ricattati. L’adescamento della fascia 0-9 anni avviene soprattutto nelle chat delle app di gioco. “Numeri che indicano che minori di 13 anni sono stati lasciati soli in Rete per tutto il tempo necessario a queste operazioni - continua Ciardi - Per l’adulto non è facile comprendere con immediatezza che se il bambino è da solo in Rete corre un pericolo. Ma è proprio questa mentalità che bisogna combattere, cercando di far capire che per i più piccoli stare soli con un dispositivo è più pericoloso che esserlo in strada di notte: espone a qualsiasi rischio e a qualsiasi tipo di interazione”.

Un dato altrettanto inquietante riguarda l’aumento dei minori autori di reato. Negli ultimi 5 anni il numero dei minori denunciati per aver commesso reati online è cresciuto del 213% e si è anche abbassata l’età media degli accusati, da 16 anni a 15.Nel 91% dei casi sono maschi. Sono ragazzini che creano chat di gruppo in cui si scambiano video pedopornografici, immagini di abusi sessuali e video ‘gore’, filmati reali di violenze anche mortali inflitte a persone che provengono dal deep web,la parte meno accessibile della Rete. Tra i reati compiuti dai minori è in aumento anche il revengeporn: scambiano immagini e video sessuali delle loro ex fidanzate con il gruppo.

Anche il cyberbullismo durante la pandemia ha registrato un incremento delle denunce del 96%. “La cosa pericolosa è che questi ragazzi hanno una consapevolezza molto labile, non si rendono conto dei reati che stanno compiendo. Questo non può che allarmarci, perché vuol dire che non hanno la minima educazione su come stare in Rete”. Come spiega la Polizia postale, negli ultimi anni si è appurato che vivere attraverso lo schermo abbassa la percezione della consapevolezza delle proprie azioni. Anche l’hate speech sui social nasce da questa incapacità comportamentale.La Rete viene spesso vista come una zona franca, dove non ci sono responsabilità per quello che si dice e si fa.Si comprende facilmente come un ruolo importante venga giocato dalle immagini che oggi, grazie ai dati biometrici sono facilmente associabili all’identità dei bambini e ragazzi.

Il Consiglio d’Europa è intervenuto con una dichiarazione incentrata sulla protezione della privacy dei minori nell’ambiente digitale, adottata il 28 aprile 2021.Si legge che nel contesto della pandemia del Covid-19, gli Stati europei dovrebbero rafforzare le misure di protezione relative al trattamento dei dati personali dei minori, in particolar modo i dati riguardanti la loro salute e quelli raccolti nel quadro dell’istruzione, al fine di ridurre al minimo i potenziali effetti negativi, tra cui l’identificazione pubblica di un minore come portatore di Covid-19.

Il Comitato dei Ministri ha espresso preoccupazione per le conseguenze e l’impatto della pandemia del Covid-19 sui minori a causa dell’aumento delle attività online e dell’utilizzo di prodotti e servizi online, o dell’esclusione digitale.

Tuttavia, il Comitato dei Ministri ha riconosciuto anche le opportunità e i vantaggi degli strumenti online, come la didattica a distanza e la possibilità di rimanere in contatto con familiari e amici, e chiede agli Stati di “esercitare maggiore vigilanza” e adottare misure per ridurre il divario digitale tra i minori, affinché tutti possano godere appieno dei loro diritti umani.

Se questa è la situazione, il ruolo della scuola non solo educativo, ma anche in qualità di attore primario che spesso offre materiale per tutti i comportamenti criminosi richiamati.

In concreto, mi chiedo come persista, da parte di moltissime scuole, l’abitudine a pubblicare sul sito web e sugli eventuali social dell’istituto immagini in chiaro dei bambini e ragazzi. E non voglio nemmeno riprendere, perl’ennesima volta, la spiegazione giuridica del divieto di diffusione di dati personali se non previsto da esplicita disposizione di legge o di regolamento. Quello che basta è il buon senso e la comprensione dell’obiettivo del diritto alla Privacy: la protezione dei dati che significa protezione delle persone in carne e ossa. Quando si realizzano i reati richiamati non è messa in discussione solo l’identità digitale del bambino, ma la sua stessa sicurezza psicologica e spesso anche fisica.

Mi auguro che finalmente il Garante si esprima in modo chiaro e definitivo sui limiti da parte della scuola nella pubblicazione di dati personali. Non basta più richiamare il seppure chiarissimo art. 2-ter del codice. Non riusciamo proprio ad interpretare la norma attraverso il filtro della responsabilità individuale. Siamo gente da norma-manganello (purtroppo!).

Connesso a questa introduzione è il pezzo di Nicoletta Tomba sul tema del bullismo e cyberbullismo, ma affrontato attraverso un’intervista ad una docente di un istituto tecnico di Bologna, presso il quale è stato avviato un progetto complesso di sensibilizzazione, analisi e intervento sul problema attraverso laboratori finalizzati.

 

Carmen Iuvoneaffronta ancora una volta, attualizzandolo, il tema delle varie forme di accesso. Oltre all’esegesi normativa, l’autrice commenta l’evoluzione giurisprudenziale e interpretativa dell’istituto, offrendo riferimenti giurisprudenziali specifici e indicazioni sitografiche.

 

Vanna Monducciillustra gli effetti della pandemia sui processi educativi, alla luce della ricerca SIRD che si pone dalla parte degli insegnanti e della recentissima ricerca OCSE “The state of school education one yearinto the Covid Pandemic”,pubblicata nel marzo 2021. La ricerca analizza lo stato dell’istruzione in tutti i Paesi membri partendo da un dato: nel 2020, 1,5 miliardi di studenti in 188 paesi / economie sono stati esclusi dalle loro scuole. Gli studenti di tutto il mondo si sono trovati di fronte a scuole aperte un giorno e chiuse il successivo, causando enormi interruzioni del loro apprendimento.

 

Renato Loierofa una disamina tecnica del Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti per l’istruzione. La missione“Istruzione e ricerca”,illustrata dettagliatamente dall’autore, è particolarmente focalizzata sulle generazioni future considerando che tutti i suoi obiettivi, dal contrasto all’abbandono scolastico alla digitalizzazione della didattica, dai percorsi professionalizzanti al potenziamento della ricerca, sono rivolti innanzitutto a dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese. L’incremento delle risorse per la formazione e la lotta per l’inclusione educativa garantiranno una migliore preparazione ai giovani favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro.

 

Giancarlo Sacchi analizza l’esegesi e lo sviluppo dell’autonomia scolastica nel quadro socio culturale del territorio. L’analisi è puntuale e approfondita in tutti gli aspetti relativi alla missione istituzionale della scuola nell’ottica delle interrelazioni territoriali.

 

Stefano Callàanalizza la responsabilità amministrativa per violazione della privacy. Si tratta di danno diretto o indiretto, analizzato dall’autore attraverso la disamina di rilevanti pronunce del giudice amministrativo”.

 

La tematica scelta da Federica Marottaè relativa alla responsabilità del docente e alla c.d. culpa in vigilando alla luce di una recente Sentenza emessa dal Tribunale di Padova, con la quale si è avuto modo di analizzare la normativa in materia di responsabilità e di vigilanza da parte degli insegnanti, sottolineandone alcuni aspetti critici, soprattutto dal punto vista pratico.

 

Le recensioni librarie di Giuliana Costantiniriguardano tre libri interessanti. Il primo libro di Carla Fiore, Zia Priscilla e l’asso nella manica, è un libro intrigante, con una trama decisamente insolita che non permette di classificarlo fra i gialli, ma che rientra pur sempre nel genere poliziesco, adatto, lo diciamo subito, sia per gli adolescenti che per gli adulti. Il secondo libro, di Guido Minà,La leggenda del menzàno,è un libro piacevolmente ironico, il cui l’autore ha anche decritto alcune esperienze tragicomiche della sua infanzia vissute con il terribile fratello Fabiuccio, terrore delle bambinaie.

Il terzo libro di Franco De Anna, Di scuola si soffre Memorie di un ispettore scolastico, è il ricchissimo resoconto di una vita professionale tra aneddoti, approfondimenti tematici e riflessioni profonde e colte. L’ispettore De Anna non si smentisce nemmeno nella narrazione di sé.

L’ultimo libro di Rosario Pellecchia, Le balene mangiano da sole, è un recentissimo e insolito romanzo, come del resto è il suo titolo, che si può consigliare sia agli adulti che ai ragazzi. Una piccola storia, forse improbabile, di una strana amicizia fra un rider che sfreccia con la sua bici nella fredda Milano e un ragazzino solo per quasi tutto il giorno, cui consegna una sera una doppia porzione di pollo fritto.

 

La rassegna cinematografica diVincenzo Palermoinizia con il film The Myth of the American Sleepover,Regia: David R. Mitchell. Il desiderio adolescenziale, che i manuali dei pedagogisti spiegano benissimo, rimane un enorme mistero per chiunque viva per la prima volta i turbamenti e le inquietudini del “tempo delle mele”. Il film si può vedere su Mubi ed è consigliato agli spettatori del domani, post pandemici, che hanno atteso a lungo un mondo di relazioni perdute o affievolite. Diversamente dai soliti teen movie (come quelli di John Hughes o alcuni lavori effervescenti di Richard Linklater)The Myth of The American Sleepover racconta con levità e sospensione onirica.

Il documentario Adolescentes, di Sébastien Lifshitz narra di due ragazzine di 13 anni, alle prese con il solito, doppio atteggiamento che tocca i giovanissimi: pronte ad azzannare la vita, ma incapaci ancora di scegliere da che parte morderla. Come consiglia Palermo, da vedere per riflettere, in modo immersivo, sul tempo nel cinema: gli attori invecchiano realmente, davanti alla macchina da presa, e la finzione scompare di fronte all’irruzione del reale.X

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