Ultime notizie

Si svolgerà il 22 giugno, a Catania, la Riunione Ministeriale dedicata all’Istruzione, nell’ambito della Presidenza italiana del G20, presieduta dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Tra gli argomenti, si tratterà sull’impatto dell’emergenza sanitaria sui sistemi d’istruzione, sul futuro della scuola e, soprattutto, si terrà conto delle esperienze maturate nei mesi della pandemia, sulla possibilità di strutturare percorsi più agevoli di transizione dalla scuola al mondo del lavoro.

Durante la Sessione Ministeriale Istruzione, che si terrà a partire dalle 10.30 al Monastero dei Benedettini, i Ministri dell’Istruzione del G20 avranno l’opportunità di condividere interventi e strategie messi in campo durante l’emergenza pandemica, per favorire una maggiore resilienza dei sistemi di Istruzione, garantendo a ogni studentessa e a ogni studente un’educazione di qualità, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

A seguire, nel pomeriggio, dalle 14.30 i Ministri dell’Istruzione e del Lavoro si riuniranno in sessione congiunta per affrontare il tema della transizione dall’istruzione al lavoro, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e ai gruppi vulnerabili.

Si avvia la tornata dei concorsi ordinari per gli insegnanti. Si parte da quelli dedicati alle discipline scientifiche ‘STEM’ per la scuola secondaria di primo e secondo grado, il cui bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le regole del concorso sono state semplificata in attuazione di quanto previsto dal nuovo decreto sostegni approvato a maggio e dal decreto legge numero 44 del 2021, che ha consentito di rendere più agili i concorsi in periodo pandemico.

Fisica, Matematica, Matematica e Fisica, Matematica e Scienze, Scienze e Tecnologie informatiche sono le discipline coinvolte, in coerenza con le misure di rafforzamento per l’apprendimento di queste discipline contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La procedura ‘STEM’ sarà rapida: ci saranno una prova scritta a risposta disciplinare multipla computer based, che comprenderà anche Inglese e Informatica, e una prova orale. Poi si procederà con la graduatoria.

Le prove scritte si svolgeranno nel mese di luglio, nei giorni 2, 5, 6, 7 e 8.
I posti a bando sono 6.129 suddivisi fra le varie discipline, oltre 60.000 le candidate e i candidati iscritti alle prove. La quota maggiore di candidati (si veda la tabella allegata) concorre per Matematica e Scienze (classe di concorso A28 - scuole secondarie di I grado): sono oltre 39mila.
Le prove saranno predisposte dal Ministero che si avvarrà di più Università per la loro stesura.

La tabella con candidati e posti:

A20 - SS – FISICA: candidati 2.924 – posti 282

A26 - SS- MATEMATICA: candidati 8.115 – posti 1.005

A27 - SS - MATEMATICA E FISICA: candidati 5.233 – posti 815

A28 - MM - MATEMATICA E SCIENZE: candidati 39.160 – posti 3.124

DIRIGERE LA SCUOLA n.  6/2021

Una scuola malata di burocrazia e gravata di moleste ed inopportune incombenze

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Salvatore Pecorella- L’assestamento del programma annuale

Gianluca Dradi- Gli Esami di Stato del secondo ciclo: criteri per l’attribuzione del punteggio integrativo e della lode

Francesco G. Nuzzaci- Il diritto di accesso ai nominativi dei fruitori di compensi accessori da parte delle organizzazioni sindacali

Maria Rosaria Tosani - Le ferie non godute quando possono essere pagate?

Quando possono essere pagate le ferie non fruite?

Casi particolari in cui è possibile pagare le ferie non fruite

Gestione delle ferie non godute a SIDI

Sandro Valente- Il rinnovo della polizza assicurativa scolastica

Michela Lella- Per una effettiva ripresa

Giacomo Mondelli- I nostri ragazzi sono migliori di quello che si pensa e si dice

Anna Armone- La dichiarazione del Consiglio d’Europa sulla protezione della privacy dei minori in ambiente

digitale

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

Insegnamenti e insegnanti per una buona scuola?

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Attaccamento e appartenenza, fondamenti della relazione insegnante-allievo (Quarta parte)

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Gianluca Dradi

L’informazione sindacale sugli esiti della contrattazione integrativa

 

SPORTELLO ASSICURATIVOA cura di ... Vincenzo Casella

Canone di Adeguatezza Assicurativa


 

AMMINISTRARE LA SCUOLA N.6/2021

Argomenti:

Maria Rosaria Tosiani-Il nuovo sistema  dei pagamenti: PAGO PA

Le  problematiche riscontrate dalle istituzioni scolastiche che al momento non hanno ancora avuto una risposta ufficiale. Vediamo di fare chiarezza! 

Leon Zingales - Maria Grazia Antinoro- Discordanze tra autocertificazione e casellario giudiziario nelle istituzioni scolastiche: ricognizione normativa

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher  - Gli storni nel Programma Annuale

Rossella Blaiotta- La riforma del bonus docenti

Tra novità e interpretazioni contrastanti

Luciana Petrucci Ciaschini- Computo, riscatti, ricongiunzioni e totalizzazione per i dipendenti pubblici (Prima parte)

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher- Ferie, prefestivi e orario di lavoro del personale ATA

Valentino Donà -Utilizzo improprio del contratto con il broker

Le problematiche riscontrate nell’affidamento del mandato di brokeraggio?

Maria Rosaria Tosiani- La gestione delle domande del personale ata iii fascia da parte delle istituzioni scolastiche

 

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA a cura di Antonio Di Lello

L’Organizzazione sindacale che ha partecipato alla Contrattazione Integrativa di Istituto ha diritto all’accesso della documentazione relativa alla distribuzione delle risorse economiche oggetto della Contrattazione stessa

 

PENSIAMOCI SU...  a cura di Angelo Muratore

Come nasce il contratto collettivo nel settore pubblico

 

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

La responsabilità erariale in ambito scolastico: l’approvazione dei progetti PON

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

L’importanza di raccordare l’ambiente di lavoro con le disposizioni individuali

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Dirigere la scuola  n. 6/2021

Una scuola malata di burocrazia e gravata di moleste ed inopportune incombenze

Editoriale di Vittorio Venuti

E tre! Con il Piano delle scuole aperte d’estate siamo a tre intempestive e inopportune iniziative del Ministero dell’Istruzione nel breve volgere di pochi mesi. Prima è stato il dettato dell’ordinanza che ha archiviato le valutazioni in decimi in favore dei giudizi descrittivi nella scuola Primaria, senza curarsi di un’informazione preliminare né di prevedere una formazione ad hoc e neanche di approntare una congruenza con scuola dell’Infanzia e secondaria di primo grado. Da notare: ordinanza emanata proprio quando le scuole avevano già avviato le loro valutazioni trimestrali. Poi è stata la volta del Piano per l’inclusione degli studenti con disabilità che ha introdotto i nuovi modelli PEI e un“risibile” criterio per la ripartizione delle ore di sostegno. In coda, il “Piano scuole estate 2021”,con Circolare del 27 aprile e scadenza il 21 maggio.

Secondo una rielaborazione operata da FlcCgil dei dati sui trasferimenti dei docenti forniti dal Ministero, per le immissioni in ruolo e per le supplenze annuali nei diversi ordini e gradi di scuola, restano disponibili oltre 112.691 posti, tra comuni e di sostegno; un dato che potrà subire qualche variazione a seguito delle rettifiche o di modifiche nel contingente delle immissioni in ruolo.

·       Nell’Infanzia si calcola una disponibilità di 5.940 posti, di cui 4.297 normali e 1.643 di sostegno.

·       Nella Primaria si calcola una disponibilità di 23.538 posti, di cui 13.259 normali e 10.279 di sostegno.

·       Nella Secondaria I Gradola disponibilità èdi 38.884 posti, di cui 26.917 normali e 11.917 di sostegno.

·       Nella Secondaria II Grado la disponibilità è di 44.329 posti, di cui 37.417 normali e 6.912 di sostegno.

Secondo l’Organizzazione sindacale le cattedre di posto comune della scuola primaria e dell’infanzia facilmente saranno coperte grazie alla capienza delle graduatorie utilizzabili ai fini delle assunzioni (GAE + GM 2016 + GMR 2018), mentre per il sostegno sono presenti circa 2.000 aspiranti su circa 12.000 posti liberi.

Per le cattedre della secondaria la situazione è diversa. Infatti, mediante il concorso straordinario 2020 potranno essere assunti circa 27-28 mila docenti (visto il trend di bocciature e ammissioni) a fronte di 83.213 posti liberi. La restante parte di posti non assegnati, pari a circa 55.000 nella secondaria e circa 10.000 di sostegno nella primaria e infanzia, potrebbero essere coperti ricorrendo anche alle chiamate straordinarie da GPS. Tuttavia, se i requisiti fissati dal Decreto sostegni bis non saranno cambiati, le assunzioni potranno interessare solo la prima fascia GPS e solo i docenti con tre annualità di servizio e quindi è facile immaginare come il grosso di queste cattedre resteranno scoperte.

CORSO DI FORMAZIONE ON LINE:  LA GESTIONE DEI PROGETTI Piano Scuola  Estate

DALLA PROGETTAZIONE ALLA RENDICONTAZIONE

Modalità di iscrizione al corso

Per partecipare al corso è sufficiente comunicare via mail a direttore@euroedizioni.it  i nominativi e l'email dei dipendente partecipanti unitamente all'ordine della scuola con il CODICE CIG per l'emissione della fattura

il corso costa 30,00 euro per partecipante.

È disponibile il monitoraggio nazionale 2021 dei percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori), realizzato da INDIRE su incarico del Ministero dell’Istruzione. Il monitoraggio analizza gli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma delle studentesse e degli studenti che hanno concluso i percorsi presso gli ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2019. La rilevazione si è concentrata sull’analisi dei 201 percorsi oggetto di monitoraggio perché terminati nel 2019, erogati da 83 Fondazioni ITS su 104 costituite al 31 dicembre 2019 con 5.097 studenti e 3.761 diplomati.

“A dieci anni dalla sua nascita, il sistema degli Istituti Tecnici Superiori continua a dimostrare la sua piena efficacia in termini di occupazione - dichiara il Ministro dell'IstruzionePatrizio Bianchi - Questi dati ci dicono, però, che possiamo fare di più ed è l'obiettivo della riforma alla quale stiamo lavorando e che presenteremo a breve. È il momento di uscire definitivamente dalla fase sperimentale e creare una rete nazionale in grado di valorizzare le specificità territoriali. Una rete che renda questa scelta più attrattiva per i giovani e per le loro famiglie. Gli ITS devono essere percepiti sempre di più come parte integrante del sistema nazionale di istruzione terziaria, con una loro autonomia e una loro più forte caratterizzazione nell’ambito dei cicli di studio.  Il loro rilancio, al centro anche del nostro Pnrr, è un punto qualificante della strategia del Paese per uscire da stagnazione e bassa crescita e innalzare i livelli di studio”.

Il Presidente di INDIREGiovanni Biondi, evidenzia che“Gli ITS propongono un’offerta strettamente integrata con il mondo economico e produttivo, valorizzando tanto il capitale umano quanto il sistema produttivo nazionale e dei territori. Come evidenzia anche il monitoraggio, gli ITS confermano, nonostante la pandemia, la forza sul piano dell’occupabilità, della formazione e dal punto di vista sociale. Ciò è possibile grazie a un modello dinamico caratterizzato da una flessibilità organizzativa e didattica, da una rete di governance costruita insieme alle imprese, dalla capacità di intercettare l’innovazione, in particolare sul fronte dell’uso delle tecnologie abilitanti proprie al piano Industria 4.0, dalla coerente ricerca sulle metodologie di apprendimento e di acquisizione di competenze per i nuovi lavori”.

I percorsi in settori tecnologici d’avanguardia erogati dagli ITS hanno una durata biennale o triennale e fanno riferimento alle seguenti filiere: Mobilità sostenibile, Efficienza energetica, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - turismo, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy: sistema agro-alimentare, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese, sistema casa.

A un anno dal diploma, L’80% dei diplomati ITS ha trovato lavoro, il 92% degli occupati in un’area coerente con il percorso di studi. Il dato risulta particolarmente significativo perché riferito al 2020, anno di esplosione della crisi pandemica. Del 20% dei non occupati o in altra condizione: l’11,1% non ha trovato lavoro, il 4,1% si è iscritto ad un percorso universitario, il 2,7% è in tirocinio extracurricolare e il 2,4% è risultato irreperibile. I dati relativi al tasso di occupati a 12 mesi, per area tecnologica, evidenziano in generale un trend in crescita per Mobilità sostenibile (83%) e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82%). In generale per gli ambiti delle Nuove tecnologie per il Made in Italy si registra una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, nonostante i valori rimangano alti, è il caso dell’ambito del Sistema meccanica (88%) e del Sistema moda (82%) dove si ottengono i migliori risultati.

Il 42,1% degli occupati ha trovato lavoro con contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato; tipologia contrattuale più utilizzata in tutte le aree tecnologiche. Unica eccezione per le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, area nella quale prevale l’apprendistato.

Scienza dell’Amministrazione Scolastica  n. 2/2021

EDITORIALE di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

I guasti della rete sui minori!

In aumento gli adescamenti ed i reati che i minori inconsapevolmente commettono sulla rete

Il 5 maggio è stata la giornata mondiale contro la pedofilia. Le implicazioni con la tutela della privacy dei minori dovrebbero oramai essere assodate. Ma non è proprio così.

I casi di pedopornografia sono aumentati del 132%. “Numeri agghiaccianti - spiega Nunzia Ciardi, direttrice del servizio Polizia postale - Abbiamo notato una progressione preoccupante già negli ultimi anni”. Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021: “Serve educare i giovani all’uso della Rete”.

L’isolamento sociale, la monotonia, l’impossibilità di avere relazioni che non siano mediate da uno schermo; a causa della pandemia di Covid-19, i bambini e i ragazzi si sono trovati a utilizzare sempre di più la tecnologia e la Rete. Ma proprio questa è tra le cause dell’importante incremento dei reati online contro i minori: pedopornografia, adescamento online, estorsioni sessuali, revengeporn, cyberbullismo e truffe sono le aggressioni subite dai più piccoli.

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone:  I guasti della rete sui minori!

Nicoletta Tomba  - Contrastare il bullismo e il cyberbullismo a scuola

Carmen Iuvone - L’accesso civico generalizzato: una ricostruzione anche alla luce della più recente giurisprudenza

Vanna Maria Monducci - Gli effetti della pandemia sui processi educativi (Prima parte)

Renato Loiero  - Il piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti per l’istruzione

Gian Carlo Sacchi  - L’autonomia scolastica nel quadro socio-culturale del territorio

Stefano Callà  - La responsabilità amministrativa del personale scolastico per trattamento illecito dei dati

Federica Marotta  - La culpa in vigilando nei casi di bullismo

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA

a cura di Vincenzo Palermo

 

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO

a cura di Giuliana Costantini

Scienza dell’Amministrazione Scolastica  n. 2/2021

EDITORIALE di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

I guasti della rete sui minori!

In aumento gli adescamenti ed i reati che i minori inconsapevolmente commettono sulla rete

Il 5 maggio è stata la giornata mondiale contro la pedofilia. Le implicazioni con la tutela della privacy dei minori dovrebbero oramai essere assodate. Ma non è proprio così.

I casi di pedopornografia sono aumentati del 132%. “Numeri agghiaccianti - spiega Nunzia Ciardi, direttrice del servizio Polizia postale - Abbiamo notato una progressione preoccupante già negli ultimi anni”. Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021: “Serve educare i giovani all’uso della Rete”.

L’isolamento sociale, la monotonia, l’impossibilità di avere relazioni che non siano mediate da uno schermo; a causa della pandemia di Covid-19, i bambini e i ragazzi si sono trovati a utilizzare sempre di più la tecnologia e la Rete. Ma proprio questa è tra le cause dell’importante incremento dei reati online contro i minori: pedopornografia, adescamento online, estorsioni sessuali, revengeporn, cyberbullismo e truffe sono le aggressioni subite dai più piccoli.

Si tratta di una progressione preoccupante già negli ultimi anni, ma con la pandemia l’incremento ha toccato l’apice.Una tendenza che purtroppo non viene smentita dai primi quattro mesi del 2021, quando si è verificato un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Solo da gennaio ad aprile ci sono stati 52 casi, contro i 41 dell’intero anno precedente. “La tecnologia è stata fondamentale per i più piccoli durante l’isolamento per mandare avanti l’istruzione con la didattica a distanza e li ha aiutati a mantenere i contatti con gli amici e i parenti. Ma questo uso massiccio ha avuto un costo molto alto, specialmente dove i bambini sono stati lasciati soli davanti al computer”.

Tra i dati preoccupanti, il report della Polizia postale evidenzia l’abbassamento dell’età delle vittime: sono sempre di più i bambini della fascia 0-9 anni a rischiare l’estorsione sessuale online. I piccoli vengono adescati, convinti a mandare immagini sessualmente esplicite e poi ricattati. L’adescamento della fascia 0-9 anni avviene soprattutto nelle chat delle app di gioco. “Numeri che indicano che minori di 13 anni sono stati lasciati soli in Rete per tutto il tempo necessario a queste operazioni - continua Ciardi - Per l’adulto non è facile comprendere con immediatezza che se il bambino è da solo in Rete corre un pericolo. Ma è proprio questa mentalità che bisogna combattere, cercando di far capire che per i più piccoli stare soli con un dispositivo è più pericoloso che esserlo in strada di notte: espone a qualsiasi rischio e a qualsiasi tipo di interazione”.

Un dato altrettanto inquietante riguarda l’aumento dei minori autori di reato. Negli ultimi 5 anni il numero dei minori denunciati per aver commesso reati online è cresciuto del 213% e si è anche abbassata l’età media degli accusati, da 16 anni a 15.Nel 91% dei casi sono maschi. Sono ragazzini che creano chat di gruppo in cui si scambiano video pedopornografici, immagini di abusi sessuali e video ‘gore’, filmati reali di violenze anche mortali inflitte a persone che provengono dal deep web,la parte meno accessibile della Rete. Tra i reati compiuti dai minori è in aumento anche il revengeporn: scambiano immagini e video sessuali delle loro ex fidanzate con il gruppo.

Anche il cyberbullismo durante la pandemia ha registrato un incremento delle denunce del 96%. “La cosa pericolosa è che questi ragazzi hanno una consapevolezza molto labile, non si rendono conto dei reati che stanno compiendo. Questo non può che allarmarci, perché vuol dire che non hanno la minima educazione su come stare in Rete”. Come spiega la Polizia postale, negli ultimi anni si è appurato che vivere attraverso lo schermo abbassa la percezione della consapevolezza delle proprie azioni. Anche l’hate speech sui social nasce da questa incapacità comportamentale.La Rete viene spesso vista come una zona franca, dove non ci sono responsabilità per quello che si dice e si fa.Si comprende facilmente come un ruolo importante venga giocato dalle immagini che oggi, grazie ai dati biometrici sono facilmente associabili all’identità dei bambini e ragazzi.

Il Consiglio d’Europa è intervenuto con una dichiarazione incentrata sulla protezione della privacy dei minori nell’ambiente digitale, adottata il 28 aprile 2021.Si legge che nel contesto della pandemia del Covid-19, gli Stati europei dovrebbero rafforzare le misure di protezione relative al trattamento dei dati personali dei minori, in particolar modo i dati riguardanti la loro salute e quelli raccolti nel quadro dell’istruzione, al fine di ridurre al minimo i potenziali effetti negativi, tra cui l’identificazione pubblica di un minore come portatore di Covid-19.

Il Comitato dei Ministri ha espresso preoccupazione per le conseguenze e l’impatto della pandemia del Covid-19 sui minori a causa dell’aumento delle attività online e dell’utilizzo di prodotti e servizi online, o dell’esclusione digitale.

Tuttavia, il Comitato dei Ministri ha riconosciuto anche le opportunità e i vantaggi degli strumenti online, come la didattica a distanza e la possibilità di rimanere in contatto con familiari e amici, e chiede agli Stati di “esercitare maggiore vigilanza” e adottare misure per ridurre il divario digitale tra i minori, affinché tutti possano godere appieno dei loro diritti umani.

Se questa è la situazione, il ruolo della scuola non solo educativo, ma anche in qualità di attore primario che spesso offre materiale per tutti i comportamenti criminosi richiamati.

In concreto, mi chiedo come persista, da parte di moltissime scuole, l’abitudine a pubblicare sul sito web e sugli eventuali social dell’istituto immagini in chiaro dei bambini e ragazzi. E non voglio nemmeno riprendere, perl’ennesima volta, la spiegazione giuridica del divieto di diffusione di dati personali se non previsto da esplicita disposizione di legge o di regolamento. Quello che basta è il buon senso e la comprensione dell’obiettivo del diritto alla Privacy: la protezione dei dati che significa protezione delle persone in carne e ossa. Quando si realizzano i reati richiamati non è messa in discussione solo l’identità digitale del bambino, ma la sua stessa sicurezza psicologica e spesso anche fisica.

Mi auguro che finalmente il Garante si esprima in modo chiaro e definitivo sui limiti da parte della scuola nella pubblicazione di dati personali. Non basta più richiamare il seppure chiarissimo art. 2-ter del codice. Non riusciamo proprio ad interpretare la norma attraverso il filtro della responsabilità individuale. Siamo gente da norma-manganello (purtroppo!).

Connesso a questa introduzione è il pezzo di Nicoletta Tomba sul tema del bullismo e cyberbullismo, ma affrontato attraverso un’intervista ad una docente di un istituto tecnico di Bologna, presso il quale è stato avviato un progetto complesso di sensibilizzazione, analisi e intervento sul problema attraverso laboratori finalizzati.

 

Carmen Iuvoneaffronta ancora una volta, attualizzandolo, il tema delle varie forme di accesso. Oltre all’esegesi normativa, l’autrice commenta l’evoluzione giurisprudenziale e interpretativa dell’istituto, offrendo riferimenti giurisprudenziali specifici e indicazioni sitografiche.

 

Vanna Monducciillustra gli effetti della pandemia sui processi educativi, alla luce della ricerca SIRD che si pone dalla parte degli insegnanti e della recentissima ricerca OCSE “The state of school education one yearinto the Covid Pandemic”,pubblicata nel marzo 2021. La ricerca analizza lo stato dell’istruzione in tutti i Paesi membri partendo da un dato: nel 2020, 1,5 miliardi di studenti in 188 paesi / economie sono stati esclusi dalle loro scuole. Gli studenti di tutto il mondo si sono trovati di fronte a scuole aperte un giorno e chiuse il successivo, causando enormi interruzioni del loro apprendimento.

 

Renato Loierofa una disamina tecnica del Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti per l’istruzione. La missione“Istruzione e ricerca”,illustrata dettagliatamente dall’autore, è particolarmente focalizzata sulle generazioni future considerando che tutti i suoi obiettivi, dal contrasto all’abbandono scolastico alla digitalizzazione della didattica, dai percorsi professionalizzanti al potenziamento della ricerca, sono rivolti innanzitutto a dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese. L’incremento delle risorse per la formazione e la lotta per l’inclusione educativa garantiranno una migliore preparazione ai giovani favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro.

 

Giancarlo Sacchi analizza l’esegesi e lo sviluppo dell’autonomia scolastica nel quadro socio culturale del territorio. L’analisi è puntuale e approfondita in tutti gli aspetti relativi alla missione istituzionale della scuola nell’ottica delle interrelazioni territoriali.

 

Stefano Callàanalizza la responsabilità amministrativa per violazione della privacy. Si tratta di danno diretto o indiretto, analizzato dall’autore attraverso la disamina di rilevanti pronunce del giudice amministrativo”.

 

La tematica scelta da Federica Marottaè relativa alla responsabilità del docente e alla c.d. culpa in vigilando alla luce di una recente Sentenza emessa dal Tribunale di Padova, con la quale si è avuto modo di analizzare la normativa in materia di responsabilità e di vigilanza da parte degli insegnanti, sottolineandone alcuni aspetti critici, soprattutto dal punto vista pratico.

 

Le recensioni librarie di Giuliana Costantiniriguardano tre libri interessanti. Il primo libro di Carla Fiore, Zia Priscilla e l’asso nella manica, è un libro intrigante, con una trama decisamente insolita che non permette di classificarlo fra i gialli, ma che rientra pur sempre nel genere poliziesco, adatto, lo diciamo subito, sia per gli adolescenti che per gli adulti. Il secondo libro, di Guido Minà,La leggenda del menzàno,è un libro piacevolmente ironico, il cui l’autore ha anche decritto alcune esperienze tragicomiche della sua infanzia vissute con il terribile fratello Fabiuccio, terrore delle bambinaie.

Il terzo libro di Franco De Anna, Di scuola si soffre Memorie di un ispettore scolastico, è il ricchissimo resoconto di una vita professionale tra aneddoti, approfondimenti tematici e riflessioni profonde e colte. L’ispettore De Anna non si smentisce nemmeno nella narrazione di sé.

L’ultimo libro di Rosario Pellecchia, Le balene mangiano da sole, è un recentissimo e insolito romanzo, come del resto è il suo titolo, che si può consigliare sia agli adulti che ai ragazzi. Una piccola storia, forse improbabile, di una strana amicizia fra un rider che sfreccia con la sua bici nella fredda Milano e un ragazzino solo per quasi tutto il giorno, cui consegna una sera una doppia porzione di pollo fritto.

 

La rassegna cinematografica diVincenzo Palermoinizia con il film The Myth of the American Sleepover,Regia: David R. Mitchell. Il desiderio adolescenziale, che i manuali dei pedagogisti spiegano benissimo, rimane un enorme mistero per chiunque viva per la prima volta i turbamenti e le inquietudini del “tempo delle mele”. Il film si può vedere su Mubi ed è consigliato agli spettatori del domani, post pandemici, che hanno atteso a lungo un mondo di relazioni perdute o affievolite. Diversamente dai soliti teen movie (come quelli di John Hughes o alcuni lavori effervescenti di Richard Linklater)The Myth of The American Sleepover racconta con levità e sospensione onirica.

Il documentario Adolescentes, di Sébastien Lifshitz narra di due ragazzine di 13 anni, alle prese con il solito, doppio atteggiamento che tocca i giovanissimi: pronte ad azzannare la vita, ma incapaci ancora di scegliere da che parte morderla. Come consiglia Palermo, da vedere per riflettere, in modo immersivo, sul tempo nel cinema: gli attori invecchiano realmente, davanti alla macchina da presa, e la finzione scompare di fronte all’irruzione del reale.X

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