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Da: Associazione "Modifica 81" Sicurezza Scuola

A circa due anni dal nostro comunicato “Il silenzio riflessivo” del 12 marzo 2020, ritorniamo a scrivere le nostre pagine di quotidiano impegno sociale, dando agli associati un’importante notizia: è stato approvato, a firma dei Parlamentari Iannone, De Bertoldi, Maffoni, Drago (FdI), l’emendamento 13.0.24 testo 2, al dl 146/2021 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. (21G00157) (GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021)), riguardante disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare all’art.18 del D.lgs. 81/2008 sono apportate modifiche che forniscono uno scudo penale ai dirigenti scolastici, responsabili della sicurezza nelle scuole (vedi testo allegato). Una prima importante vittoria della quale ci sentiamo protagonisti e che premia l’impegno di molti, in un cammino iniziato nel 2017.

Il “silenzio riflessivo” di M81 ha rappresentato una pausa necessaria ed efficace. Lo tsunami della Pandemia non aveva colto di sorpresa la nostra Associazione la cui missione è, per l’appunto, lo sviluppo e la diffusione della cultura della sicurezza. Consci che la nostra tematica focale si stesse, per eventi esterni di portata straordinaria quale la diffusione del Virus Sars-Cov2, allargando ad un dibattito internazionale di tipo socio antroposofico, abbiamo continuato il nostro percorso, orientando la riflessione degli associati all’analisi di una visione strategica, alla ricerca di modi e strumenti per veicolare le nostre idee. Il clima generale, di sgomento, incertezza, paura, e l’urgenza della ridefinizione e posizionamento delle “certezze” storicamente consolidate (scienza, politica, fede) ci ha trovati pronti a reagire e convinti dei nostri ideali.

Nel marzo 2020 la Pandemia ha bloccato il nostro programma di attività, gli SOS sicurezza Day e molti seminari di formazione sono stati rinviati, ma abbiamo continuato l’attività di studio e ricerca e monitorato i risultati delle due importanti petizioni lanciate, per i Decreti attuativi del D.lgs 81/08 e per lo Scudo penale per i dirigenti scolastici. Intanto abbiamo dato impulso alla costituzione di una Rete di scuole per la Sicurezza, SSinR, all’interno della quale più di 50 scuole di varie regioni partecipano ad iniziative culturali e pedagogiche sul tema “sicurezza scuole”; è una Rete nata “dal basso”, che sposta l’attenzione dai banchi dei decisori ai banchi occupati dai giovani i quali possono maturare atteggiamenti e comportamenti di prevenzione efficace del rischio.

Modifica81 è viva e vitale e comincia a raccogliere i primi successi! Apprezziamo e ci sentiamo partecipi del risultato del Sen. Antonio Iannone poiché, in questi anni, abbiamo esercitato azioni proattive e di stimolo. Noi abbiamo contribuito! L’emendamento è un primo tassello in un mosaico ampio ancora da completare.

La nostra riflessività, la trasversalità che ci colloca “dentro” gli obiettivi sono e saranno premiati!

Il Presidente di M81 Franca Principe

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il calendario delle prove scritte del concorso ordinario finalizzato al reclutamento del personale docente della Scuola dell’infanzia e primaria.

Le prove si svolgeranno nei giorni 13, 14, 15, 16, 17, 20 e 21 dicembre 2021. Le prove scritte, che si faranno al computer, avranno luogo nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione. Ciascuna prova avrà la durata di 100 minuti.

Sono 12.863 i posti a bando, 76.757 le domande pervenute per la partecipazione. Con una domanda era possibile fare richiesta di partecipazione per più di un insegnamento/tipo di posto. Per questo il totale degli iscritti al concorso è pari a 107.160, di cui 33.246 per i posti comuni della Scuola dell’infanzia, 3.059 per i posti di sostegno della Scuola dell’Infanzia, 64.136 per i posti comuni della Primaria e 6.719 per i posti di sostegno della Primaria.

L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e con l'indicazione della destinazione dei candidati, è comunicato dagli USR pressoi quali si svolge la prova almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet. L'avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti.

I candidati che non ricevono comunicazione di esclusione dalla procedura sono tenuti a presentarsi per sostenere la prova scritta, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale, della ricevuta di versamento del contributo di segreteria e di quanto prescritto dal protocollo di sicurezza, adottato con Ordinanza Ministeriale 21 giugno 2021, n. 187, pubblicato sul sito del Ministero, nonché della normativa vigente in materia di “certificazione verde”.

Infine, si ricorda ai candidati che le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 08.00 per il turno mattutino e alle ore 13.30 per il turno pomeridiano.

Il turno mattutino è previsto dalle 9:00 alle 10.40 e il turno pomeridiano dalle 14:30 alle 16:10.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA:-Posto comune

Lunedì 13 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 14 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Posto di sostegno – scuola Infanzia

Mercoledì 15 dicembre 2021 Turno Mattutino

 

SCUOLA PRIMARIA- Posto comune

Venerdì 17 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Lunedì 20 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 21 dicembre 2021 Turno Mattutino

Posto di sostegno - scuola primaria

Giovedì 16 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il decreto 325 del 5 novembre concernente il nuovo regolamento relativo ai concorsi ordinari per insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria alla luce delle modifiche alle procedure concorsuali introdotte nel decreto sostegni bis.

Non è prevista la riapertura dei termini per la presentazione di nuove domande di partecipazione.

La novità più importante è la semplificazione delle prove previste dalle due procedure concorsuali.

Si effettuerà una sola prova scritta con 100 minuti di tempo a disposizione. La prova sarà costituita da 50 quesiti a risposta multipla (4 risposte per ciascuna domanda), di cui:

– 40 relativi a conoscenze disciplinari e ai contenuti dell’insegnamento in base al grado di istruzione o alla tipologia di posto (comune o sostegno);

– 5 questi per l’accertamento della conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento;

– 5 quesiti sulle competenze digitali relative all’utilizzo di tecnologie e dispositivi multimediali per migliorare l’apprendimento.

Non ci sarà un database e le domande saranno disposte in ordine casuale per ciascun candidato.
La prova è superata con punteggio minimo di 70/100.

L’amministrazione si riserva la possibilità, in ragione del numero di partecipanti, di prevedere, ove necessario, la non contestualità delle prove relative al medesimo insegnamento e tipologia di posto, assicurandone comunque la trasparenza e l'omogeneità in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti.

La prova orale avrà una durata massima di 30 minuti e consisterà nella progettazione di una attività didattica (lezione simulata), comprendente l’illustrazione delle scelte contenutistiche, e didattiche e metodologiche effettuate, nonché di esempi di utilizzo pratico delle tecnologie digitali. Inoltre si prevede anche la verifica della capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese almeno a livello B2 del QCER. L’orale si intende superato conseguendo almeno un punteggio di 70/100.

I punteggi saranno rideterminati assegnando: massimo 100 punti per la prova scritta, massimo 100 punti per la prova orale e massimo 50 punti per la valutazione dei titoli, per un totale di 250 punti.

La graduatoria sarà formulata con un numero di vincitori pari a quello dei posti a concorso.

Per i posti di sostegnosi prevedono ugualmente quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, ma finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

La prova orale per i posti di sostegno verte sul programma di cui al medesimo Allegato A, valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali.

A seguito della registrazione del decreto ministeriale, il Dipartimento Istruzione del Ministero pubblicherà un nuovo bando che andrà a modificare quello già pubblicato con decreto n. 498 del 21 aprile 2020.Contestualmente il nuovo bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed il Ministero pubblicherà sul proprio sito l’avviso contenente il calendario di svolgimento delle prove scritte.


 

CORSO DI PREPARAZIONE AL CONCORSOPER DIRETTORE SGA

Come superare la prova scritta e la prova orale

La Casa Editrice Euroedizioni in previsione dell'uscita del nuovo bando di concorso per Direttore SGA organizza un corso di preparazione al concorso per Direttore SGA, che si svolgerà tramite 25 lezioni  on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta: ai test a risposta multipla previsti per la prova scritta; lo studio di caso previsto per lo svolgimento della prova orale.

Il corso costa 350,00 euro. Nel costo del corso viene dato in dotazione per lo studio il Manuale di preparazione al concorso e il Simulatore dei test on line con oltre 2500 test a risposta multipla per esercitarsi alla prova scritta.

Per informazioni conttatare  direttore@euroedizioni.it

 

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di un docente con titolo di abilitazione sul sostegnoall’estero, che era stato cancellato dalle graduatorie su disposizione dell’amministrazione scolastica.

Il dibattimento ha messo in discussione la validità dell’algoritmo adottato per le assunzioni in ruolo 2021/2022 in base al quale l’amministrazione scolastica aveva provveduto all’esclusione dall’immissione in ruolo dei docenti inclusi nelle Graduatorie per le Supplenze con titolo estero e dunque inseriti con riserva nelle stesse graduatorie. Di conseguenza, il ricorrenteera stato escluso dalla possibilità di sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato.

I giudici hanno accolto il ricorso ribadendo il diritto acquisito dallo stesso docente che, in linea con le normative della UE, era in possesso di un titolo valido seppur non riconosciuto dal MI.

 

CORSO DI FORMAZIONE SULLA PRIVACY

Siete invitati a partecipare al Convegno avente ad oggetto: STATO ATTUATIVO DELLA PRIVACY NELL'ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

che si svolgerà a BOLOGNA

GIORNO 24/11/2021  ORE  15:00-18:30 - PRESSO  TEATRO CENTOFIORI VIA MASSIMO GORKI, 16

40128 BOLOGNA

È GRADITA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 22/11/2021 AL SEGUENTE LINK:https://forms.gle/dmkrnt94TYQ1aFQq8

Vedi allegato

Il Ministero dell'Istruzione con la nota n. 25863 del 9 novembre 2021 ha prorogato di 45 giorni il termine di predisposizione e approvazione del programma  del Programma Annuale 2022.

La proroga riguarda esclusivamente la fase di predisposizione ed approvazione del Programma Annuale 2022,  rispetto ai termini stabiliti  dall’art. 5 del DI n. 129 del 28/08/2018.

Di conseguenza i termini sono stati rideterminati:

  • entro il 15 gennaio 2021, le istituzioni scolastiche predispongono il Programma Annuale e la relazione illustrativa;
  • entro la medesima data del 15 gennaio 2021, il programma annuale e la relazione illustrativa, devono essere sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il prescritto parere di regolarità contabile;
  • entro il 15 febbraio 2021, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2021, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del Programma Annuale. La delibera di approvazione è adottata entro il 15 febbraio 2021, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.


 

Nell’esprimere il parere circa il concorso ordinario per i docentiil Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha rilevato che “I programmi disciplinari appaiono enciclopedici, eccessivamente generici e nozionistici, caratterizzati dalla tendenza a proporre tematiche e contenuti, trascurando sia le Indicazioni nazionali, in particolare quelle della scuola secondaria di primo grado e dei Licei, sia le Linee guida degli Istituti tecnici e dei professionali, tendenza testimoniata peraltro dalla scelta di titoli di paragrafi riferiti ad ambiti diversi da quelli presenti nelle Linee Guida e Indicazioni Nazionali.

Infatti, la trattazione delle conoscenze nelle Linee guida e nelle Indicazioni nazionali 2012 avviene sulla base di scelte significative da parte del docente. Questa competenza è quella che deve essere valutata in sede concorsuale, non quella prettamente accademica, già valutata in sede universitaria.

L’orientamento proposto nei programmi concorsuali al candidato non sottolinea sufficientemente l’esigenza di interpretare i canoni disciplinari come “campi di scelte” da effettuare in una prospettiva di rilevanza epistemologica, psicologica e pedagogica per l’insegnamento e l’apprendimento”.

In merito al tempo concesso per l’espletamento della prova scritta, il CSPI ha proposto l’estensione dei tempi da 100 a 120 minuti. L’estensione dei tempi trova giustificazione nelle lamentele evidenziate da numerosi candidati in occasione dello svolgimento delle prove STEM.

Per quanto riguarda la parte generale riferita alla legislazione scolastica il CSPI suggerisce che sia diversificata nei due gradi di scuola, fermo restando il rispetto delle parti comuni declinate fino al punto 6 del programma concorsuale.

In ordine al caso di un dipendente che era stato impegnato in attività di formazione per un orario molto superiore a quello del normale orario di lavoro, al punto da impegnare anche la domenica, con sentenza depositata il 28 ottobre 2021 la Corte di Giustizia Europea (CGE)ha stabilito che le attività formative devono essere ricomprese nell’orario di lavoro.

Nel caso di specie, la richiesta di pagamento delle ore aggiuntive, quali “straordinario”, da parte del dipendente era stata rigettata dal Giudice nazionale, giacché la legislazione si limitava a prevedere che, durante il periodo di formazione, il dipendente doveva essere retribuito, peraltro nulla prevedendo nel caso in cui l’impegno orario nelle attività formative fosse superiore a quello previsto per l’attività lavorativa.

In merito, la CGEha precisato che, per periodo di lavoro si deve intendere “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni” e che, per periodo di riposo si deve intendere “qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro”

La sentenza potrebbe avere ripercussioni nel comparto scuola, in particolare per quanto riguarda:

1) la formazione obbligatoria di 25 ore sulle tematiche inclusive per i docenti impegnati nelle classi con alunni con disabilità (nota 27622 del 6/09/2021:l’attività formativa è svolta in costanza di rapporto di lavoro e non determina oneri aggiuntivi;

2)laformazione obbligatoria per i neo immessi in ruolo, prevista in 50 ore, anche con attività oltre il normale orario di servizio.

In occasione del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria, il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Ministero della Difesa e la Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia il concorso di idee dal titolo “Il Milite Ignoto: Patria e Memoria”. All’iniziativa potranno partecipare le studentesse e gli studenti di ogni grado d’istruzione.

“Con questo concorso di idee vogliamo coinvolgere le scuole in un percorso di conoscenza, di memoria, di approfondimento della nostra storia, dell’identità nazionale e della necessità di una convivenza pacifica tra i popoli”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Molte vite sono state sacrificate durante i conflitti mondiali e, come ha sottolineato anche il Presidente Mattarella, dobbiamo avere coscienza collettiva di questo sacrificio e del suo significato”.

Il concorso si propone di valorizzare il talento delle studentesse e degli studenti chiedendo loro di presentare un progetto che dovrà rielaborare in maniera creativa e innovativa la storia e la figura del Milite Ignoto.

L’elaborato potrà essere sviluppato secondo varie tipologie (si potranno utilizzare il disegno, la fotografia, il fumetto, per fare alcuni esempi) e dovrà essere accompagnato da un documento che spieghi le scelte fatte a livello stilistico e comunicativo. Il progetto dovrà essere quindi frutto di un’apposita attività di analisi e approfondimento.

Le opere, che dovranno essere inviate entro il prossimo 15 marzo, saranno valutate da una commissione formata da componenti del Ministero dell’Istruzione, del Ministero della Difesa e della Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

DIRIGERE LA SCUOLA N.10/2021

Che lezione dalle Paralimpiadi!

Editoriale di  Vittorio Venuti

Nel mese di luglio, curiosando tra i post di Facebook ho rinvenuto lo scritto che segue, opera di Anna Ruocco, giovanissima insegnante di sostegno, nel quale una bambina, costretta sulla sedia a rotelle, descrive la propria condizione attraverso l’immagine che le persone le rimandano di lei. Si tratta di una significativa manifestazione di empatia, come normalmente ci si aspetta dagli insegnanti per tutti gli alunni, nessuno escluso.

La situazione degli alunni con bisogni educativi speciali, e più in particolare di quelli con disabilità, definisce un quadro alquanto problematico nella scuola, in coincidenza di un dettato normativo che esalta l’inclusione come orizzonte verso cui l’intera società e non solo la scuola deve tendere.

Le paralimpiadi si sono concluse da poche settimane e, grazie ai media che hanno dedicato ampio spazio all’evento, abbiamo potuto assistere a prove straordinarie di atleti straordinari che, dopo qualche incertezza, abbiamo apprezzato come non manchevoli, tale e tanta la grinta, l’entusiasmo, la caparbia volontà di partecipare fino allo stremo, da farceli percepire semplicemente come personein gara con sé stesse e per noi. Che grande lezione ci hanno dato! Da quali tragedie e da quali incubi si sono sollevate e reinventate!

Ci hanno chiaramente detto che l’handicap è perfettibile, che la persona non coincide con la menomazione, che ognuno ha risorse e potenzialità sorprendenti se solo messo in condizione di riconoscerle ed esplicarle e non importa se la medaglia sarà d’oro, d’argento, di bronzo, o se non ci sarà alcuna medaglia, perché ciascuno ha un proprio personale obiettivo da raggiungere: l’affermazione di sé a sé stesso.

Non è diverso il discorso per gli alunni con disabilità, o più genericamente con BES, che abbiamo nella scuola: sono tutti come quegli atleti in gara con sé stessi per sé stessi e per noi. Ciascuno di loro contiene un progetto di vita e noi ne facciamo parte, la scuola è chiamata a corrispondere al massimo al loro bisogno di crescita, gli insegnanti sono i loro compagni di viaggio che devono saperli sognarein prospettiva lavorando sul presente, facendo loro desideraredi apprendere, di conoscere e di capire; comunque sempre impegnandoli al massimo delle loro possibilità, senza cedimenti, per proiettarli sempre un po’ più in là di quel che riescono a conquistare.

Le persone con disabilità rappresentano la misura della nostrafragilità. Teniamone conto e facciamo in modo che la scuola ne apprezzi la ricchezza e si prodighi per loro adoperandosi al meglio.

Mi chiamo Alice ma non vivo nel paese delle meraviglie.

Mi chiamo Alice, ho 11 anni ma non vivo nel paese delle meraviglie.

Di me dicono che abbia splendidi occhi, ma forse è solo perché la gente preferisce guardare il mio viso anziché le mie gambe.

La mia migliore amica non ha nome, sono stata io a battezzarla “Speedy”. È così che chiamo la mia sedia a rotelle. A volte Speedy, lo confesso, ti odio tanto. Ti odio perché sei una presenza ingombrante, perché la gente guarda prima te che me. Poi, però, mi convinco che non sei né più né meno di un paio di scarpe con le quali iniziare viaggi, avventure, sogni, destini e speranze.

Già, perché io forse vivo con le ruote per terra ma faccio dei salti altissimi, almeno con la mia mente. Ma ogni volta che mi guardate in classe con quello sguardo di pietà misto a commiserazione, mi trascinate giù a terra, tutti.

E qui, proprio qui su questo marciapiede, io non riesco a salire!

Non posso scendere a giocare a palla con voi, non posso giocare a saltare gli ostacoli né a campana.

Molte volte, però, così presa dalla mia immaginazione, riesco a dimenticare tutto ciò. Ma quando incrocio gli sguardi delle persone, mi capita di scorgere nei loro occhi il dispiacere, il loro tormento e la pena. Nei loro occhi leggo la disabilità.

Se forse non saprò correre, con la mente posso volare.

Perché, voi, mai vi accorgete del mio volo?

Sarete anche gabbiani con i vostri piedi, ma io sono Jonathan Livingstone con il mio pensiero.

Mi parlate, ma sento sempre frasi vuote.

Mi chiedete come sto, se sto meglio, se la mia situazione migliori.

Non mi avete mai chiesto, però, quali sono i miei sogni. Forse credete che siano disabili anche questi? Vi sbagliate. I miei pensieri sono vividi come luce, i miei sogni e le mie speranze sono esattamente come tutte quelle di un adolescente. Se vi avvicinate davvero, potete quasi toccarli. Avvicinatevi, ma ad occhi chiusi, perché l’essenziale è invisibile agli occhi.

Mi chiamo Alice e non vivo nel paese delle meraviglie. Non lo sarà mai finché ciò che vedrete fuori sarà sempre più importante di ciò che ho dentro. Io non sono la mia disabilità. Io sono cuore e mente, ma questo nessuno ve lo dice. E invece ve lo vorrei urlare, a squarciagola.

Io non ho scelto la mia disabilità. Io non ho scelto di vivere sulla mia speedy per tutta la vita. Voi invece scegliete ogni giorno di guardarmi e di dirmi “povera piccola”. E, non lo sapete, ma questa è la mia e la vostra più grande disabilità.

La vostra più grande condanna.

Io invece, pur su due ruote, mi sento libera.

Ogni giorno scelgo di essere felice, nonostante tutto.

E se non volete, non fate caso a me.

Io vengo da un altro pianeta.

Ancora vedo orizzonti dove voi vedete confini.

 

Anna Ruocco- Insegnante di sostegno

 

Panoramica sugli articoli di questo numero.

Michela Lella sottolinea, in“È riesplosa la normalità?”, come la pandemia ci abbia costretti a modificare i nostri comportamenti ponendoci nell’urgenza di mettere in campo misure alternative per comporre nuovi ambiti di praticabilità in tutti i settori della vita sociale e lavorativa. Il contesto scolastico ha risentito in maniera eccessiva degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria approntando una resistenza ammirevole. Adesso, per i presidi, si tratta di misurarsi nell’ambito della fattibilità concretizzando i piani di una produttiva ripresa a vantaggio della formazione degli alunni, nella consapevolezza che occorrerà lavorare principalmente sull’essere piuttosto che sul fare.

Filippo Sturarotratta de “Il Piano di azione per lo sviluppo del sistema integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita ai sei anni”, approvato in sede di Conferenza Unificata, per il quinquennio 2021 - 2025, secondo lo schema di delibera del Consiglio dei Ministri. Alla base dello schema si rilevano presupposti la cui analisi consente di individuare le motivazioni degli interventi ritenuti necessari per lo sviluppo di un sistema integrato 0/6 moderno, efficace e pienamente ancorato alle nuove Linee Pedagogiche, la cui consultazione pubblica, conclusasi di recente, ha suscitato l’apprezzamento dei numerosi soggetti pubblici e privati che vi hanno aderito.

Leon Zingalese Lorenzo Fioramonti suggeriscono “Kronos e Kairos nelle istituzioni scolastiche: banca d’ore come applicazione della moneta complementare”, richiamando la Circolare INPS n. 39 del 17 febbraio 2000 nella quale si analizza l’Istituto della banca ore come strumento per la gestione della prestazione lavorativa, evidenziandone la coerenza con il quadro normativo nazionale ed europeo. Relativamente alle Istituzioni scolastiche, malgrado il CCNL Scuola non preveda l’istituto della banca ore, è possibile inserire tale istituto all’interno del contratto integrativo d’Istituto. Sia nel caso di debiti da pagare che di crediti da riscuotere, tutto deve essere organizzato secondo le modalità previste dalla contrattazione d’Istituto, con regolamento deliberato dagli organi collegiali ed approvato in sede di contrattazione integrativa. Il contributo è completato da un esaustivo fac-simile di Regolamento della banca ore Docenti.

Filippo Cancellieri nel suo pezzo “Implicazioni educative della vulgata meritocratica” fa una articolata analisi delle dinamiche della meritocrazia, un dibattito sempre presente nella nostra società come nella scuola. Quello meritocratico è tutt’altro che un principio fondativo della civiltà, è piuttosto l’architrave di un modello sociale “primitivo”, spietato contro i più deboli, in cui devi competere se non vuoi soccombere.

Rocco Callà propone“Le regole in materia di contrattazione integrativa d’istituto” sullo sfondo del CCNL 2018, che ha riscritto le regole delle relazioni sindacali in ambito scolastico recependo le modifiche legislative che si sono succedute nel corso degli ultimi due anni. Significativo è che, per effetto della modifica apportata al comma 2 dell’art.2 del D.L. n.165 da parte del D.L.gs n.75/2017, è previsto che “eventuali disposizioni di legge che disciplinano il rapporto di lavoro pubblico, possono essere derogate nelle materie affidate alla contrattazione collettiva ai sensi dell’art.40, co. 1, e nel rispetto dei principi stabiliti dal presente decreto, da successivi contratti o accordi collettivi nazionali e, per la parte derogata, non sono più applicabili”.

Loredana De Simoneespone “L’e-Learning tra DaD e FaD”, nel quale illustra le differenze tra le diverse modalità virtuali di apprendimento. L’e-Learning non è assolutamente paragonabile alla didattica a distanza o integrata attuata in questi due ultimi anni, che, di fatto, si è rivelata solo una traslazione della lezione tradizionale dalla cattedra al PC. L’e-Learning, diffuso già da molti anni in diversi contesti scolastici europei, si contrappone alla tradizionale modalità di produzione della conoscenza in vista dell’essenzializzazione di un sapere capace di divenire generativo.

Ada Mauriziorappresenta una situazione particolare: “Oltre la violenza, oltre i confini la formazione congiunta del personale della scuola in carcere” rilevando come dal mondo della scuola in carcere possa arrivare un contributo importante per la formazione di tutto il personale che opera all’interno degli istituti penitenziari, non solo di quello scolastico. L’argomento è attualissimo alla luce dei gravissimi episodi di violenza che si sono verificati il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, resi noti soltanto nel mese di giugno 2021 e che hanno suscitato una unanime reazione di condanna.

Salvatore Giacinto incentra il suo contributo su “L’uso dello strumento della delega in ambito scolastico”, da un lato rilevando le regole per il suo corretto esercizio e dall’altro richiamando la sua importanza come processo organizzativo. La delega si afferma come un istituto obbligato ma anche come risorsa irrinunciabile, a patto che si superino le resistenze personali, si sappia cosa e quanto cedere ad altri e, soprattutto le si dia credito. L’articolo è completato dai principi amministrativi che presiedono alla disciplina della delega e integrato da uno schema di delega di funzioni ai docenti collaboratori.

Rosaria Scotti, per la rubrica CPIA, riflette su “L’Autobiografia degli Incontri Interculturali a scuola” evidenziando l’importanza dell’identità, che non è ciò che ci rende simile agli altri, ma ciò che ce ne distingue e che assume continuamente connotazioni e sfaccettature sempre nuove e diverse secondo la pluralità delle relazioni, delle situazioni, delle appartenenze che ciascuno matura. Il discorso si flette dunque su quanto l’educazione all’interculturalità possa essere significativa nei CPIA, luoghi di incontro e scambio tra molteplici appartenenze.

Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, affronta il tema delle “Alleanze tra educazioni e culture nell’Unione Europea”, tema che sottintende un interrogativo di non poco conto, considerate le differenze di valore tra le diverse aree sociali europee che hanno dato corpo all’idea di UE, che oggi comprende ben 27 Stati membri, legati da un accordo con indubbi effetti sui singoli sistemi di istruzione, inducendo ciascun paese a confrontarsi in modo sistematico con gli altri.

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della Gestione, propone“Come si avvia ed evolve il desiderio di conoscere e di capire” per corrispondere alla necessità che gli insegnanti si interroghino sulla ragione biologica e neurofisiologica che sostiene il bisogno di apprendere e di conoscere tenendo anche conto dell’incidenza che ha su di esso la cultura dell’ambiente di crescita. Si delinea un quadro che non si può disconoscere, perché identifica l’alunno, bambino o ragazzo che sia, nelle sue determinanti essenziali.

Vincenzo Casella, per la rubrica Sportello assicurativo, tratta il seguente interrogativo: “Il legale di una famiglia il cui alunno è stato vittima di un sinistro all’interno della scuola, ci chiede, attraverso formale accesso agli atti, di poter avere in copia la segnalazione di sinistro effettuata dalla docente che in quel momento vigilava sull’attività. La scuola è tenuta a fornire la relazione anche se questa rientra tra la documentazione interna dell’Istituto?”.

Gianluca Dradi, per la rubrica La scuola nella giurisprudenza, ritorna sul tema ultimamente molto dibattuto dell’accesso da parte delle organizzazioni sindacali ai nominativi dei lavoratori beneficiari dei compensi accessori dal fondo d’istituto alla luce della recente e sicuramente definitiva pronuncia sulla questione del Consiglio di stato. X

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