Ultime notizie

Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

DIRIGERE LA SCUOLA N.10/2021

Che lezione dalle Paralimpiadi!

Editoriale di  Vittorio Venuti

Nel mese di luglio, curiosando tra i post di Facebook ho rinvenuto lo scritto che segue, opera di Anna Ruocco, giovanissima insegnante di sostegno, nel quale una bambina, costretta sulla sedia a rotelle, descrive la propria condizione attraverso l’immagine che le persone le rimandano di lei. Si tratta di una significativa manifestazione di empatia, come normalmente ci si aspetta dagli insegnanti per tutti gli alunni, nessuno escluso.

La situazione degli alunni con bisogni educativi speciali, e più in particolare di quelli con disabilità, definisce un quadro alquanto problematico nella scuola, in coincidenza di un dettato normativo che esalta l’inclusione come orizzonte verso cui l’intera società e non solo la scuola deve tendere.

Le paralimpiadi si sono concluse da poche settimane e, grazie ai media che hanno dedicato ampio spazio all’evento, abbiamo potuto assistere a prove straordinarie di atleti straordinari che, dopo qualche incertezza, abbiamo apprezzato come non manchevoli, tale e tanta la grinta, l’entusiasmo, la caparbia volontà di partecipare fino allo stremo, da farceli percepire semplicemente come personein gara con sé stesse e per noi. Che grande lezione ci hanno dato! Da quali tragedie e da quali incubi si sono sollevate e reinventate!

Ci hanno chiaramente detto che l’handicap è perfettibile, che la persona non coincide con la menomazione, che ognuno ha risorse e potenzialità sorprendenti se solo messo in condizione di riconoscerle ed esplicarle e non importa se la medaglia sarà d’oro, d’argento, di bronzo, o se non ci sarà alcuna medaglia, perché ciascuno ha un proprio personale obiettivo da raggiungere: l’affermazione di sé a sé stesso.

Non è diverso il discorso per gli alunni con disabilità, o più genericamente con BES, che abbiamo nella scuola: sono tutti come quegli atleti in gara con sé stessi per sé stessi e per noi. Ciascuno di loro contiene un progetto di vita e noi ne facciamo parte, la scuola è chiamata a corrispondere al massimo al loro bisogno di crescita, gli insegnanti sono i loro compagni di viaggio che devono saperli sognarein prospettiva lavorando sul presente, facendo loro desideraredi apprendere, di conoscere e di capire; comunque sempre impegnandoli al massimo delle loro possibilità, senza cedimenti, per proiettarli sempre un po’ più in là di quel che riescono a conquistare.

Le persone con disabilità rappresentano la misura della nostrafragilità. Teniamone conto e facciamo in modo che la scuola ne apprezzi la ricchezza e si prodighi per loro adoperandosi al meglio.

Mi chiamo Alice ma non vivo nel paese delle meraviglie.

Mi chiamo Alice, ho 11 anni ma non vivo nel paese delle meraviglie.

Di me dicono che abbia splendidi occhi, ma forse è solo perché la gente preferisce guardare il mio viso anziché le mie gambe.

La mia migliore amica non ha nome, sono stata io a battezzarla “Speedy”. È così che chiamo la mia sedia a rotelle. A volte Speedy, lo confesso, ti odio tanto. Ti odio perché sei una presenza ingombrante, perché la gente guarda prima te che me. Poi, però, mi convinco che non sei né più né meno di un paio di scarpe con le quali iniziare viaggi, avventure, sogni, destini e speranze.

Già, perché io forse vivo con le ruote per terra ma faccio dei salti altissimi, almeno con la mia mente. Ma ogni volta che mi guardate in classe con quello sguardo di pietà misto a commiserazione, mi trascinate giù a terra, tutti.

E qui, proprio qui su questo marciapiede, io non riesco a salire!

Non posso scendere a giocare a palla con voi, non posso giocare a saltare gli ostacoli né a campana.

Molte volte, però, così presa dalla mia immaginazione, riesco a dimenticare tutto ciò. Ma quando incrocio gli sguardi delle persone, mi capita di scorgere nei loro occhi il dispiacere, il loro tormento e la pena. Nei loro occhi leggo la disabilità.

Se forse non saprò correre, con la mente posso volare.

Perché, voi, mai vi accorgete del mio volo?

Sarete anche gabbiani con i vostri piedi, ma io sono Jonathan Livingstone con il mio pensiero.

Mi parlate, ma sento sempre frasi vuote.

Mi chiedete come sto, se sto meglio, se la mia situazione migliori.

Non mi avete mai chiesto, però, quali sono i miei sogni. Forse credete che siano disabili anche questi? Vi sbagliate. I miei pensieri sono vividi come luce, i miei sogni e le mie speranze sono esattamente come tutte quelle di un adolescente. Se vi avvicinate davvero, potete quasi toccarli. Avvicinatevi, ma ad occhi chiusi, perché l’essenziale è invisibile agli occhi.

Mi chiamo Alice e non vivo nel paese delle meraviglie. Non lo sarà mai finché ciò che vedrete fuori sarà sempre più importante di ciò che ho dentro. Io non sono la mia disabilità. Io sono cuore e mente, ma questo nessuno ve lo dice. E invece ve lo vorrei urlare, a squarciagola.

Io non ho scelto la mia disabilità. Io non ho scelto di vivere sulla mia speedy per tutta la vita. Voi invece scegliete ogni giorno di guardarmi e di dirmi “povera piccola”. E, non lo sapete, ma questa è la mia e la vostra più grande disabilità.

La vostra più grande condanna.

Io invece, pur su due ruote, mi sento libera.

Ogni giorno scelgo di essere felice, nonostante tutto.

E se non volete, non fate caso a me.

Io vengo da un altro pianeta.

Ancora vedo orizzonti dove voi vedete confini.

 

Anna Ruocco- Insegnante di sostegno

 

Panoramica sugli articoli di questo numero.

Michela Lella sottolinea, in“È riesplosa la normalità?”, come la pandemia ci abbia costretti a modificare i nostri comportamenti ponendoci nell’urgenza di mettere in campo misure alternative per comporre nuovi ambiti di praticabilità in tutti i settori della vita sociale e lavorativa. Il contesto scolastico ha risentito in maniera eccessiva degli effetti negativi dell’emergenza sanitaria approntando una resistenza ammirevole. Adesso, per i presidi, si tratta di misurarsi nell’ambito della fattibilità concretizzando i piani di una produttiva ripresa a vantaggio della formazione degli alunni, nella consapevolezza che occorrerà lavorare principalmente sull’essere piuttosto che sul fare.

Filippo Sturarotratta de “Il Piano di azione per lo sviluppo del sistema integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita ai sei anni”, approvato in sede di Conferenza Unificata, per il quinquennio 2021 - 2025, secondo lo schema di delibera del Consiglio dei Ministri. Alla base dello schema si rilevano presupposti la cui analisi consente di individuare le motivazioni degli interventi ritenuti necessari per lo sviluppo di un sistema integrato 0/6 moderno, efficace e pienamente ancorato alle nuove Linee Pedagogiche, la cui consultazione pubblica, conclusasi di recente, ha suscitato l’apprezzamento dei numerosi soggetti pubblici e privati che vi hanno aderito.

Leon Zingalese Lorenzo Fioramonti suggeriscono “Kronos e Kairos nelle istituzioni scolastiche: banca d’ore come applicazione della moneta complementare”, richiamando la Circolare INPS n. 39 del 17 febbraio 2000 nella quale si analizza l’Istituto della banca ore come strumento per la gestione della prestazione lavorativa, evidenziandone la coerenza con il quadro normativo nazionale ed europeo. Relativamente alle Istituzioni scolastiche, malgrado il CCNL Scuola non preveda l’istituto della banca ore, è possibile inserire tale istituto all’interno del contratto integrativo d’Istituto. Sia nel caso di debiti da pagare che di crediti da riscuotere, tutto deve essere organizzato secondo le modalità previste dalla contrattazione d’Istituto, con regolamento deliberato dagli organi collegiali ed approvato in sede di contrattazione integrativa. Il contributo è completato da un esaustivo fac-simile di Regolamento della banca ore Docenti.

Filippo Cancellieri nel suo pezzo “Implicazioni educative della vulgata meritocratica” fa una articolata analisi delle dinamiche della meritocrazia, un dibattito sempre presente nella nostra società come nella scuola. Quello meritocratico è tutt’altro che un principio fondativo della civiltà, è piuttosto l’architrave di un modello sociale “primitivo”, spietato contro i più deboli, in cui devi competere se non vuoi soccombere.

Rocco Callà propone“Le regole in materia di contrattazione integrativa d’istituto” sullo sfondo del CCNL 2018, che ha riscritto le regole delle relazioni sindacali in ambito scolastico recependo le modifiche legislative che si sono succedute nel corso degli ultimi due anni. Significativo è che, per effetto della modifica apportata al comma 2 dell’art.2 del D.L. n.165 da parte del D.L.gs n.75/2017, è previsto che “eventuali disposizioni di legge che disciplinano il rapporto di lavoro pubblico, possono essere derogate nelle materie affidate alla contrattazione collettiva ai sensi dell’art.40, co. 1, e nel rispetto dei principi stabiliti dal presente decreto, da successivi contratti o accordi collettivi nazionali e, per la parte derogata, non sono più applicabili”.

Loredana De Simoneespone “L’e-Learning tra DaD e FaD”, nel quale illustra le differenze tra le diverse modalità virtuali di apprendimento. L’e-Learning non è assolutamente paragonabile alla didattica a distanza o integrata attuata in questi due ultimi anni, che, di fatto, si è rivelata solo una traslazione della lezione tradizionale dalla cattedra al PC. L’e-Learning, diffuso già da molti anni in diversi contesti scolastici europei, si contrappone alla tradizionale modalità di produzione della conoscenza in vista dell’essenzializzazione di un sapere capace di divenire generativo.

Ada Mauriziorappresenta una situazione particolare: “Oltre la violenza, oltre i confini la formazione congiunta del personale della scuola in carcere” rilevando come dal mondo della scuola in carcere possa arrivare un contributo importante per la formazione di tutto il personale che opera all’interno degli istituti penitenziari, non solo di quello scolastico. L’argomento è attualissimo alla luce dei gravissimi episodi di violenza che si sono verificati il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, resi noti soltanto nel mese di giugno 2021 e che hanno suscitato una unanime reazione di condanna.

Salvatore Giacinto incentra il suo contributo su “L’uso dello strumento della delega in ambito scolastico”, da un lato rilevando le regole per il suo corretto esercizio e dall’altro richiamando la sua importanza come processo organizzativo. La delega si afferma come un istituto obbligato ma anche come risorsa irrinunciabile, a patto che si superino le resistenze personali, si sappia cosa e quanto cedere ad altri e, soprattutto le si dia credito. L’articolo è completato dai principi amministrativi che presiedono alla disciplina della delega e integrato da uno schema di delega di funzioni ai docenti collaboratori.

Rosaria Scotti, per la rubrica CPIA, riflette su “L’Autobiografia degli Incontri Interculturali a scuola” evidenziando l’importanza dell’identità, che non è ciò che ci rende simile agli altri, ma ciò che ce ne distingue e che assume continuamente connotazioni e sfaccettature sempre nuove e diverse secondo la pluralità delle relazioni, delle situazioni, delle appartenenze che ciascuno matura. Il discorso si flette dunque su quanto l’educazione all’interculturalità possa essere significativa nei CPIA, luoghi di incontro e scambio tra molteplici appartenenze.

Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, affronta il tema delle “Alleanze tra educazioni e culture nell’Unione Europea”, tema che sottintende un interrogativo di non poco conto, considerate le differenze di valore tra le diverse aree sociali europee che hanno dato corpo all’idea di UE, che oggi comprende ben 27 Stati membri, legati da un accordo con indubbi effetti sui singoli sistemi di istruzione, inducendo ciascun paese a confrontarsi in modo sistematico con gli altri.

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della Gestione, propone“Come si avvia ed evolve il desiderio di conoscere e di capire” per corrispondere alla necessità che gli insegnanti si interroghino sulla ragione biologica e neurofisiologica che sostiene il bisogno di apprendere e di conoscere tenendo anche conto dell’incidenza che ha su di esso la cultura dell’ambiente di crescita. Si delinea un quadro che non si può disconoscere, perché identifica l’alunno, bambino o ragazzo che sia, nelle sue determinanti essenziali.

Vincenzo Casella, per la rubrica Sportello assicurativo, tratta il seguente interrogativo: “Il legale di una famiglia il cui alunno è stato vittima di un sinistro all’interno della scuola, ci chiede, attraverso formale accesso agli atti, di poter avere in copia la segnalazione di sinistro effettuata dalla docente che in quel momento vigilava sull’attività. La scuola è tenuta a fornire la relazione anche se questa rientra tra la documentazione interna dell’Istituto?”.

Gianluca Dradi, per la rubrica La scuola nella giurisprudenza, ritorna sul tema ultimamente molto dibattuto dell’accesso da parte delle organizzazioni sindacali ai nominativi dei lavoratori beneficiari dei compensi accessori dal fondo d’istituto alla luce della recente e sicuramente definitiva pronuncia sulla questione del Consiglio di stato. X

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