Ultime notizie

Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

Dirigere La SCUOLA N.6/2022

La scuola “forzata” al cambiamento

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

D’improvviso, almeno ai più, sulla scuola sono precipitati gli articoli dal 44 al 46 del decreto 30 aprile 2022 n. 36 (Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza) “apparecchiati” per incidere fortemente sul sistema d’istruzione con la riscrittura in parte del DL 59/2017. Gli articoli succitati riguardano: art. 44“Formazione iniziale e continua dei docenti delle scuole secondarie”; art. 45 “Valorizzazione del personale docente”; art. 46 “Perfezionamento della semplificazione della procedura di reclutamento degli insegnanti”, ancora una volta reiterando l’usuale ricorso al “non maggior onere” per l’Amministrazione, quindi non investimenti ma tagli. Peraltro si evidenzia chiaramente una invasione di campo

laddove il decreto contempla aspetti che risultano di esclusiva pertinenza del CCNL. In aggiunta, sarebbe interessante capire su quali basi si possa determinare una differenza sostanziale tra le ore (15) di formazione previste per i docenti della scuola primaria e dell’infanzia e le ore (30) previste per i docenti della secondaria. E che dire della ventilata costituzione di una “Scuola di alta formazione”che dovrebbe formalizzarsi con una struttura interna che: promuove e coordina la formazione in servizio dei docenti di ruolo; dirige e indirizza le attività formative dei Dirigenti Scolastici, dei DSGA, del personale amministrativo, tecnico e ausiliario; che assolve le funzioni correlate al sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti? Un altro Ente dotato di autonomia amministrativa e contabile, che può contare su un presidente, un comitati di indirizzo e su un comitato Scientifico Internazionale!? In questo caso, comunque, si prevede un costo non indifferente.

A sconvolgere, però, non è neanche tutto questo, modalità che non ci sorprende, e non è, purtroppo, neanche il fatto che, ancora una volta, una questione di così forte rilievo venga definita per Decreto legge senza alcun confronto con il mondo della scuola; è, piuttosto, il dover constatare che il metodo con cui si esercita il dicastero si conferma poco accorto e, soprattutto, disposto all’improvvisazione, evidenziando scarsa disponibilità al confronto e alla concertazione, quindi proponendo un percorso che affronta nodi cruciali del sistema d’istruzione sulla base di una “riflessione” che non dimostra di sostenersi su una visione organica ed armonica dell’intero impianto d’istruzione a partire dal suo stesso significato e dalla rispondenza che deve avere oggi per gli studenti di oggi.

C’è da chiedersi quale sia, per il MI, il collegamento tra il Centro e la periferia, quanto si tenga conto della base, in che modo si voglia perseguire una scuola di qualità lasciando inalterati parametri che di fatto la impediscono; come si voglia valorizzare economicamente e socialmente il personale docente e amministrativo se, per contro, si continua ad assillarlo con impegni burocratici che ne appesantiscono la professionalità anche ampliando la disponibilità oraria, e non si provvede a pianificare riconoscimenti certi e duraturi.

Abbastanza perplessi lascia l’art. 46 sulla procedura di reclutamento degli insegnanti, Non emergono indicazioni che si sia fatta una debita riflessione sulle modalità seguite fino ad ora, sul modo in cui sono stati predisposti i quiz a risposta multipla, certamente senza criteri e senza una evidente modalità tecnica di elaborazione. La perplessità aumenta nel leggere che “La redazione dei quesiti della prova scritta di cui al comma 10, anche a titolo oneroso, è assegnata a una o più università. È altresì istituita con decreto del Ministero dell’istruzione, da emanarsi entro il 10 giugno 2022, una commissione di elevata qualificazione scientifica e professionale che, anche sulla base delle evidenze desunte dalla prima applicazione della riforma delle procedure di reclutamento di cui al presente articolo, propone al Ministero dell’istruzione l’adozione di linee guida sulla metodologia di redazione dei quesiti affinché questi consentano di accertare le concrete competenze tecniche e metodologiche necessarie all’insegnamento, oltre che una solida preparazione disciplinare dei candidati. Ai componenti della Commissione non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati”.

Non andiamo oltre nella disamina del decreto, perché non è questo lo scopo che ci si propone. A leggere il tutto, però, appare difficile comprendere a quale tipo di insegnante si stia pensando e quale scuola si voglia concretamente definire.

Siamo forse al De profundisdell’autonomia delle istituzioni scolastiche (art. 6 D.P.R. 275/99)?

 

Panoramica degli articoli di questo:

Michela Lellariflette significativamente su “Il potere dell’equilibrio”quale virtù gestionale propria del dirigente scolastico, il cui ruolo si è ancor più evoluto caricandosi di sempre più responsabilità; funzioni e attività conosciute esclusivamente dai capi d’istituto, non riconducibili ai poteri attribuitigli dalla norma e che si possono immaginare strettamente connesse alla personalità del leader. Si configura, dunque, una nuova identità dirigenziale, che utilizza il potere dell’equilibrio per orientare, motivare, incoraggiare prendendosi essenzialmente cura della verità che emerge dall’analisi della realtà.

Vittorio Trifogliotratta de “La gestione della GPU nelle procedure di acquisizione di beni e servizi nei progetti PON”, con lo scopo di guidare il lettore nel percorso di documentazione presente in GPU, la cui sezione è stata strutturata per adattarsi in maniera flessibile alle esigenze specifiche del processo.

Angelo Muratorepropone “Assestamento del Programma Annuale”, ricordando che tale operazione si dovrà compiere entro il 30 giugno 2022. Entro tale data, infatti, i Consigli di istituto dovranno esprimersi, con apposita delibera di assestamento, sullo stato di attuazione del programma annuale e sulle modifiche che si rendono eventualmente necessarie. L’articolo è corredato da una serie di schemi, che descrivono analiticamente il procedimento di verifica che le istituzioni scolastiche possono adattare alle loro specifiche esigenze.

“Il diritto di accesso ai propri dati personali. Le Linee Guida dell’EDPB”è l’argomento sul quale Anna Armoneinvita alla riflessione. Il 19 Gennaio 2022 l’European Data Protection Board ha adottato, in sessione plenaria, le Linee Guida in materia di accesso ai dati personali, che ribadiscono una serie di concetti già esplicitati nel Regolamento UE 2016/679, rispondono e chiariscono problematiche ricorrenti e forniscono indicazioni pratiche. Pur senza contenere novità dirompenti rispetto all’attuale regolazione, le Linee Guida trattano un’ampia serie di interrogativi essenziali relativi al diritto di accesso come disciplinato nel GDPR.

Giacomo Mondelliespone il passaggio “Dalle criticità della pandemia a una scuola migliore”, ponendo l’importanza di progettare a maglie larghe e flessibili, in linea con i processi di conoscenza e di apprendimento. L’adozione di una simile impostazione consente, infatti, di disegnare strutture progettuali e organizzative di riferimento di ampio respiro e, quindi, potenzialmente adeguate a consentire ai docenti l’individuazione, la scelta e la messa in atto delle strategie, delle procedure e delle pratiche di azione formativa e didattica più opportune a promuovere con (più) efficacia i processi di insegnamento e di apprendimento. Per questa stessa ragione, concretamente, la misura iniziale da attuare operativamente deve essere quella di tenere aperte le varie attività di progettazione durante tutto il tempo dell’annualità scolastica.

Pier Paolo Cairo, funzionario Project Manager dell’USR Emilia Romagna, espone, in “Valutare e migliorare l’Educazione Civica”,la sperimentazione che l’Ufficio scolastico di Modena ha avviato in settori come l’Educazione civica e i Percorsi per le competenze trasversali e per l’Orientamento (PCTO), nei quali l’azione formativa della scuola deve aiutare i giovani ad orientare le loro scelte di vita e professionali, nonché ad affrontare i problemi della civiltà attuale e dello Sviluppo sostenibile, richiamati dall’Agenda 2030 dell’ONU e dal Piano “RiGenerazione Scuola” del Ministero dell’Istruzione. Si tratta di una sperimentazione di alto profilo innovativo, che si è inserita nello scenario inedito determinato dalla brusca interruzione della scuola in presenza e che ha permesso comunque di delineare il quadro dei percorsi di Educazione civica realizzati, o predisposti, da un significativo campione di scuole. Il progetto in tercetta nuove prospettive per i PCTO, investendo la scuola di nuove opportunità educative e formative.

La questione del middle management è argomento che, per quanto se ne riconosca l’indispensabilità, continua ad essere tenuto in disparte. Laura Bertocchilo riprende con una lucida ed attenta riflessione, ancora una volta rimarcandone l’importanza e l’urgenza in “Figure di sistema e middle management”, auspicandone la definizione normativa chiara del profilo, dei compiti e delle competenze. Ciò consentirebbe l’organizzazione di percorsi di formazione adeguati, la definizione di criteri di valutazione dell’operato e ridurrebbe l’aleatorietà dirigenziale nell’individuazione di uno staff di supporto al quale, peraltro, il riconoscimento normativo garantirebbe infine la possibilità di un’opportuna identificazione delle figure da destinare a determinati compiti.

Annalisa Frigentiprende spunto da un tragico fatto di cronaca (ragazzo venticinquenne che uccide a sangue freddo e in tempi differenti entrambi i genitori, per poter ottenere l’eredità e comprarsi casa, stanco di un lavoro mai completamente cominciato), dalle suggestioni derivanti dal libro di Galimberti sul nichilismo giovanile e dalla visione di una fortunata serie televisiva per proporre una opportuna riflessione sull’importanza che la scuola tenga più conto delle difficoltà emotive che caratterizzano gran parte degli studenti introducendo percorsi di educazione all’emotività: “Da ‘DOC nelle tue mani’ all’alfabetizzazione all’emotività: qualche proposta”.

Rossella De Lucariprende gli “Orientamenti Interculturali”,di recente emanazione da parte del Ministero dell’Istruzione, al fine di curare l’integrazione di alunne e alunni provenienti da contesti migratori e che chiamano la scuola a fronteggiare sfide pedagogiche e didattiche ardue quanto difficili. Il contributo analizza accortamente le situazioni che si verranno a determinare proponendo le possibili aree di miglioramento della qualità inclusiva del sistema scolastico e le possibili conseguenti azioni.

Stefano Callàpropone “Il licenziamento per giusta causa per l’uso improprio dei permessi per assistenza ai disabili”.Una materia, questa dei permessi, orientata dall’art. 33 della legge n. 104/1992, alquanto complessa da applicare per la varietà di fattispecie applicativa e che ha prodotto una copiosa giurisprudenza protesa a dipanare il contenzioso che si è sviluppato intorno ad essa.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauro titola il suo contributo “Vale di più l’economia e il diritto o la storia e l’educazione civica per candidarsi a membro UE?”, richiamando l’attenzione sull’obbligo che ogni paese dell’Unione debba disporre di istituzioni democratiche stabili ed equilibrate, in grado di garantire la massima protezione di ogni valore della stessa Unione, secondo criteri stabiliti dal Consiglio Europeo di Copenaghen già nel 1933. Precisazione che acquista ulteriore significato mentre è in corso il conflitto bellico tra Russia e Ucraina. Nella definizione delle difficoltà che si ascrivono al difficile e complesso esercizio della governance comunitaria si inserisce, con urgenza, la necessità di armonizzare tra loro economia e istruzione, facendo attenzione non tanto ai livelli scolastici di base quanto a quelli superiori. È di gennaio l’iniziativa della Commissione Europea sulle strategie da applicare al segmento dell’istruzione universitaria.

Per la rubrica di Psicologia,Vittorio Venuti focalizza l’attenzione su“L’apprendimento come esigenza biologica dell’individuo”, rilevando il rapporto tra il funzionamento cellulare e l’apprendimento. Come la cellula, l’organismo vivente ha bisogno di un esterno per sopravvivere e crescere in complessità ed articolazioni. Apprendimento è l’imprescindibile parola d’ordine, il filo che sutura tutte le esperienze, già ancor prima della nascita dell’individuo, dando loro valore: corredo genetico e ambiente in interazione continua secondo la regola della reciproca incidenza.

Per la rubrica Sportello Assicurativo, Valentino Donàpropone “Danneggiamento degli occhiali del docente di sostegno”, riprendendo il caso di un alunno con disabilità che ha fatto cadere, per dispetto, gli occhiali dell’insegnante facendoli finire sotto il banco di un compagno con conseguenti graffiature alle lenti. Quali saranno le coperture assicurative? X

 

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