Ultime notizie

Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastican.2/2022

“L’inutile trasparenza”

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Nel corso degli ultimi anni il tema della prevenzione della corruzione e della trasparenza è entrato prepotentemente nel percorso formativo dei neo dirigenti e dei docenti neoassunti. Idea meritoria, quasi avanguardistica, se non fosse che... non porta a nulla.

La prevenzione della corruzione nasce con un significato molto ampio di contrasto e prevenzione di tutta quella zona grigia di azione amministrativa che si può definire “maladministration” e che va oltre il dettato normativo del codice penale. Lo strumento privilegiato di prevenzione della corruzione è la trasparenza. I due ambiti sono così strettamente connessi che nello stesso documento coesistono.

Infatti, il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza è stato così compattato comprendendo le due tematiche originarie, così come unica è la funzione del soggetto responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Nel sistema dell’istruzione scolastica le cose sono andate avanti in modo singolare. È stata la delibera 430/2016 dell’Anac che ha tirato dentro il sistema le istituzioni scolastiche, dopo una prima fase nella quale ci si chiedeva se il modello generale dell’impianto fosse davvero applicabile alla singola istituzione scolastica. Ad oggi, l’assetto definitivo del sistema vede il direttore regionale dell’USR quale Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, coadiuvato dai dirigenti di seconda fascia degli ambiti territoriali in qualità di referenti. Come per le altre amministrazioni pubbliche, viene predisposto un PTPCT triennale destinato alle istituzioni scolastiche.

I dirigenti scolastici non svolgono un ruolo formale in merito, ma sono responsabili del flusso informativo e della pubblicazione dei dati sul sito web della scuola, nell’area Amministrazione trasparente. Sembra un compito “compilativo”, ma non è così. Gli obblighi di pubblicazione, per essere adempiuti, devono poggiare sulla conoscenza della natura giuridica dei dati, documenti, informazioni da pubblicare, ma neanche questo basta. L’operazione della pubblicazione richiede un intervento puntuale anche sulla selezione dei contenuti da pubblicare. Lo stesso d.lgs. 33/2013, all’art. 7, prevede che nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti, le pubbliche amministrazioni provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione. Si tratta di un’operazione accurata, puntuale, che richiede conoscenze specifiche in materia di Privacy.

Queste attività, ancorché delicate, non sono responsabili del “freno” che chiaramente si legge nell’attuazione della trasparenza sui siti delle istituzioni scolastiche. Non mi è ancora capitato di trovare un sito che presenta la corretta costruzione dell’area “Amministrazione trasparente”. Peraltro, nessuna indicazione viene data dal Ministero o dagli USR sulla grafica comunicativa della materia. Eppure il legislatore pone come obiettivo, tra gli altri il controllo sociale sull’azione amministrativa, controllo difficilmente esercitabile se non si struttura prioritariamente la strada per esercitare il controllo stesso.

La collocazione del box “Area amministrazione trasparente” dovrebbe essere facilmente individuabile sul sito, magari posta vicino all’albo online e alla Privacy, i tre pilastri che direttamente possono interessare gli stakeholders. Ma non è sempre così. Su alcuni siti il box è in fondo all’home page, sulla spalla della pagina o in ogni caso con scarsa evidenziazione. Il legislatore ha visto la trasparenza finalizzata alla tutela dei diritti dei cittadini, alla partecipazione degli stessi all’attività amministrativa, al controllo sociale da parte degli stessi. Se già il box richiede una sorta di caccia al tesoro, davvero gli obiettivi sono lontani dall’essere realizzati.

Ciò che balza immediatamente agli occhi è una strana, superficiale trasposizione di un format generico del contenuto dell’area (a livello di indice) che poco attinenza ha con la scuola. Quasi sempre tra le materie troviamo “enti controllati”, “aziende sanitarie autonome”, “Oiv”, “opere pubbliche” e tante altre amenità. Se si va dentro la stringa si trova fatalmente la frase “in fase di implementazione”. Sono passati 9 anni dal d.lgs. 33/2013 ... .

Ma l’approssimazione grafica (e correlato contenuto) è solo l’inizio. All’interno dei titoli dell’area si trova di tutto: graduatorie che andrebbero sull’albo online, provvedimenti datoriali relativi al personale. Una collocazione casuale e qualche volta una sorta di precauzionale pubblicazione, tanto male non fa.

Intanto sui Piani triennali per la prevenzione della corruzione e della trasparenza è sempre richiamata la necessità di monitorare e valutare il livello degli adempimenti relativi alla trasparenza da parte delle istituzioni scolastiche. Il monitoraggio in itinere è affidato ai referenti del Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza, cioè ai dirigenti degli ambiti territoriali. Ecco cosa affermano i PTPCT degli USR  “I Referenti hanno compiti di impulso, coordinamento, monitoraggio e verifica dell’andamento delle attività sulla trasparenza, in particolare con riferimento al flusso delle informazioni da pubblicare, aggiornare e monitorare in modo tempestivo e regolare, nel rispetto delle disposizioni vigenti, da parte dei dirigenti responsabili della trasmissione dei dati.

Essi operano al fine di favorire un continuo dialogo col Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, anche con la finalità di fare emergere, laddove vi siano, eventuali fattori di criticità. In caso di richieste di accesso civico, i Referenti sono coinvolti per garantire la congruità della risposta e il rispetto dei tempi”.

Il monitoraggio sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione è predisposto annualmente dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza su tutte le istituzioni scolastiche del territorio. In particolare, le azioni consistono nel monitorare il funzionamento complessivo del sistema di prevenzione della corruzione e trasparenza e nel predisporre una Relazione annuale sullo stato del medesimo, nel verificare l’assolvimento degli obblighi in materia di trasparenza.

Il sistema teorico dell’impianto della trasparenza, come si può notare, è strutturato in modo complesso, ma logico e sequenziale. Certamente, ma solo fino all’elaborazione teorica della materia. Il passaggio necessario tra la previsione del PTPCT e la pubblicazione dei dati e delle informazioni nell’area Amministrazione trasparente delle istituzioni scolastiche causa chiaramente uno iato incolmato. Ci si domanda quali rilevazioni emergano dal monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza. Non è reperibile alcuna informazione in rete sulle relazioni dei referenti in merito. Le poche notizie riguardano la “generale attuazione della trasparenza da parte delle istituzioni scolastiche”.

Dunque, la montagna ha partorito e continua a partorire un topolino.

 

Veniamo, dunque, al contenuto di questo numero della rivista.

Vanna Monducci conclude l’analisi del corposo rapporto OECD 2021 con uno dei temi più attuali del momento: il rapporto tra formazione secondaria di secondo grado, formazione terziaria (laurea breve professionalizzante, ITS e IFTS) e prospettive occupazionali. L’autrice analizza i dati alla luce dei percorsi formativi ma anche delle differenze di genere. Il panorama descritto è davvero complesso e completo.

 

Claudia Califanoe Giovanna Vadalà, partendo dall’analisi dell’espressioneAmbienti di Apprendimentoe dal concreto significato da attribuirle, si soffermano, in particolare, sulle caratteristiche degli ambienti di apprendimento virtuali, in cui l’uso autentico o consapevole della tecnologia assume un ruolo centrale, nell’adozione di un approccio metodologico multidisciplinare, a partire dalla progettazione. Fatta questa premessa, la seconda parte del contributo verte su un esempio di progettazione di un Laboratorio Multidisciplinare del pensiero critico, in cui tutte le attività facenti parte del laboratorio convergono verso la competenza focus prescelta, contribuendo alla sua costruzione tramite l’esercizio di abilità e competenze satellite o correlate. Elemento non secondario resta, tuttavia, quello della formazione del personale docente, secondo il modello noto come TPACK.

 

Gabriele Venturae Massimo Nutinifanno un’analisi accurata e critica dello stato realizzativo del Piano nazionale 0-6. La valenza strategica del Piano esce rafforzata dalla sua approvazione nei primi giorni del mese di agosto 2021, dopo l’intesa con Regioni e Comuni raggiunta in Conferenza Unificata in data 8 luglio. A tutt’oggi siamo in attesa dei decreti di erogazione da parte del Ministero dell’istruzione, dopo la deliberazione del consiglio dei ministri in data 25 marzo 2022. Uno dei punti più interessanti rilevati dagli autori è la citazione, per la prima volta, dei livelli essenziali delle prestazioni per i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, limitatamente però a quelli indicati nella lettera a (nido e micronido). È la prima legge dello Stato che mira ad attuare di fatto quanto previsto dall’articolo 117 della nostra Costituzione, così come modificato dalla riforma costituzionale del 2001.

Renato Loieroillustra il decreto legge 36/2022 sulla riforma del reclutamento e della carriera insegnanti. La riforma introduce un nuovo modello di reclutamento dei docenti, connesso a un ripensamento della loro formazione iniziale e lungo tutto l’arco della carriera, con l’obiettivo di migliorare la qualità del sistema educativo. In tale ambito l’impegno assunto è quello di introdurre requisiti più rigorosi per l’accesso all’insegnamento, la limitazione dell’eccessiva mobilità e la valorizzazione, ai fini della progressione di carriera, della valutazione delle prestazioni e dello sviluppo professionale continuo.

 

Vito Tenoresviluppa la seconda parte del tema “I limiti alla libertà di pensiero nell’uso dei social media da parte del personale scolastico e degli alunni” soffermandosi in modo specifico sul personale scolastico. L’analisi approfondita delle norme generali e di settore evidenzia una problematica specifica riferita al sistema scolastico, considerato anche il vuoto contrattuale regolativo del codice disciplinare dei docenti. L’autore offre, inoltre, un panorama esteso della materia illustrandone l’applicazione al mondo dei magistrati, dei militari e delle forze di polizia. Una comparazione interessante per una tematica che non conosce zone franche.

Francesco Nuzzaci analizza puntualmente il DL 39/2022 sulla formazione iniziale e continua e reclutamento degli insegnanti. L’autore evidenzia le coerenze e le incoerenze del testo normativo. Di particolare interesse la critica alla mancata previsione di un vero middle management. Inoltre, l’autore, a seguito della protesta delle organizzazioni sindacali sulla regolazione per legge della formazione degli insegnanti, analizza il sistema delle fonti per la regolazione della materia della formazione.

 

Federica Marotta, al fine di analizzare con maggiore chiarezza la questione afferente alla Sentenza numero 11170 del 2021 emessa dal T.A.R. - Tribunale Amministrativo Regionale - del Lazio, ha pensato di chiarire preventivamente, sotto un aspetto normativo, quali sono i compiti che rientrano nella competenza della figura del Dirigente scolastico. Per questo nella prima parte dell’articolo presenta un breve excursus storico normativo, mentre, nella seconda parte, vengono sottolineati i compiti afferenti questa atipica figura dirigenziali. Infine, come di consueto, il tutto è accompagnato dall’analisi giurisprudenziale concreta.

Vincenzo Palermorecensisce tre film di grande interesse per l’attuale momento storico. Utilizzo le parole del nostro critico che, svolgendo anche la professione docente, riesce a focalizzare i punti di interesse per i lettori.Quando Hitler rubò il coniglio rosa, regista Caroline Link,è un racconto toccante che fa i conti con la tragedia dell’Olocausto mantenendo l’orrore dello sterminio fuori campo e mostrando l’indomito spirito di adattamento di una famiglia ebrea all’indomani delle elezioni del 1933. Piccolo corpo, regista Laura Samani è un film è consigliato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e ai docenti, per la sua valenza allegorica che restituisce una dimensione sospesa tra l’anelito spirituale e lo slancio materico, lungo le traiettorie incantate di un viaggio archetipico. Il terzo film, Bad Roads - Le Strade del Donbass, della regista Natalya Vorozhbitè consigliato per la formazione del personale docente. Lungometraggio di straordinaria attualità che scava tra le macerie del Donbass prima della guerra scatenata da Putin.

 

Concludiamo con Giuliana Costantini che recensisce tre libri che affrontano tematiche di grande attualità. Michele Gerace, Qualcosa che sfiora l’utopia. Pensare un futuro più giusto, non si riferisce specificatamente ai conflitti in atto che non erano ancora scoppiati, ma a tutto un tipo di comportamento dell’umanità, affermando che “chiusi in noi stessi entro gruppi ristretti più simili a tribù che a comunità, non vogliamo esporci al contagio di idee diverse dalle nostre più che del virus, assumiamo comportamenti territoriali più propri di alcune specie animali che di altre, e segniamo un confine tra dentro e fuori con una linea marcata odorosamente”.

Nello Scavo, con Kiev, affronta direttamente il tema del conflitto Russia-Ucraina. Questo libro, dunque, uno dei primi pubblicati, frutto di interviste e testimonianze dirette su quella che ormai è una guerra sempre più pericolosa per tutta l’Europa e non solo, dove in realtà si fronteggiano due diversi modi di governare, dove la democrazia sembra soccombere di fronte ad una dittatura spietata, è una lettura non piacevole, ma interessante e anche un doveroso tributo a tutti quei coraggiosi corrispondenti di guerra che non sono tornati e non torneranno nel loro paese.

Enrico Franceschini, con Tutti per uno. 33 storie per innamorarsi dell’Europa valorizza le similitudini e la molteplicità culturale dell’Europa ma lancia, nel contempo, messaggi educativi ai giovani. Ecco perché questo libro indubbiamente piacevole risulta essere particolarmente utile proprio e ancor più in un periodo come questo, quando “l’educazione civica” diventa base della società e non può essere dimenticata soltanto perché i valori vengono sovvertiti dagli aggressori. X

 

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