Ultime notizie

Dirigere La SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale di Vittorio Venuti

 

Il 26 maggio scorso Andrea Canevaro ci ha lasciato. Il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando la notizia è stato “e adesso come facciamo?”, talmente pregnante era la sua figura, riferimento ineludibile di quell’ambito di ricerca pedagogica che aprì al riconoscimento e all’educazione delle persone in situazione di disabilità.

Cedo volentieri lo spazio dell’editoriale a Maria Teresa Roda, testimone di una rivoluzione pedagogica di cui Canevaro fu grande protagonista.

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 7/2022

Argomenti

Michela Lella - Il ruolo trasformativo della scuola

In una società che si dichiara avanzata e moderna, non è più tollerabile, sostenere gli elevati tassi di abbandoni poiché il fallimento della scuola è senza dubbio una sconfitta per la nostra società.

Maria Rosaria Tosiani - Quando si possono pagare le ferie maturate e non godute al personale a tempo determinato?

Anna Armone - Perché avere paura di andare in giudizio davanti alla Corte dei conti

Luciana Petrucci Ciaschini - Docenti di religione immessi in ruolo dall’a.s. 2008/2009 in poi

Le procedure SIDI per la ricostruzione della carriera.

Maria Rosaria Tosiani - Il pagamento delle ore eccedenti

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher  - Dall’autonomia scolastica al bilancio sociale

Il Bilancio sociale al servizio di una scuola autonoma, responsabile e di qualità.

Raffaella Scibi - Breve guida alle procedure negoziali per l’acquisto di beni e l’affidamento di servizi (Prima parte)

Nicoletta Dal Martello - Il passaggio delle consegne tra Direttori SGA

Gli adempimenti che il direttore uscente e il direttore subentrante devono perfezionare con l’inizio del nuovo anno scolastico.

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Proposta per una diversa organizzazione scolastica e per una retribuzione più adeguata

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Impugnazione del bando di gara da parte di chi non ha partecipato

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

La scuola, organismo che deve creare aggregazione

GIOCANDO S’IMPARA

ORIENTAMENTI DELL’ARAN

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE


DIRIGERE LA SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

Pasquale Annese - La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

Antonietta Di Martino - L’evoluzione della figura del preposto

Michela Lella - Una nuova leadership per la scuola post pandemica

Tullio Faia - Dal piano triennale dell’offerta formativa al bilancio sociale

Filippo Cancellieri - L’accoglienza dei profughi: aspetti culturali, didattici, organizzativi

Giacinto Iannuzzi - Motivazione e organizzazione. Elementi essenziali per una necessaria rifondazione della scuola

Rosaria Scotti - Le sfide del multiculturalismo nel film La classe - Entre les murs di Laurent Cantet

 

Rubriche

Dirigere un CPIA a cura di Ada Maurizio

Fierida winter: focus sull’insegnamento dell’italiano L2

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

I movimenti studenteschi in Europa, ieri, oggi, domani

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Anna Armone

Il diritto di accesso agli atti del procedimento disciplinare

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Che scuola è se non forma educando?

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO  a cura di Valentino Donà

Assistente di lingua straniera


 

 

 

Alto Adige: 5 settembre

Abruzzo: 12 settembre

Basilicata: 12 settembre

Calabria: 14 settembre

Campania: 13 settembre

Emilia Romagna: 15 settembre

Friuli Venezia Giulia: 12 settembre

Lazio 15 settembre

Liguria: 14 settembre

Lombardia: 12 settembre

Marche: 14 settembre

Molise: 14 settembre

Piemonte: 12 settembre

Puglia:14 settembre

Sardegna: 14 settembre

Sicilia: 19 settembre

Toscana: 15 settembre

Trentino:12 settembre

Umbria: 14 settembre

Valle d’Aosta: 19 settembre

Veneto: 12 settembre

 

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza relativa al calendario delle festività e degli Esami per l’anno scolastico 2022/2023. Intanto, le regioni hanno approvato i calendari scolastici regionali con l’inizio e il termine delle lezioni.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2022/2023, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2023, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023 - ivi compresi i percorsi di secondo livello per gli adulti iscritti e frequentanti i suddetti percorsi - ha inizio, per l’intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il giorno 21 giugno 2023 alle ore 8:30

La prima prova scritta suppletiva si svolgerà il giorno 5 luglio 2023 alle ore 8:30.

L’Esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di primo livelloper gli adulti iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si effettua, in via ordinaria, entro il termine dell’anno scolastico, secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Il calendario delle festività relativo all’anno scolastico 2022/2023 è:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre;
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

 

Dai dati rilevati attraverso un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale, la traccia della p4ova di Italiano maggiormente scelta dai maturandi (21,2%) è stata quella relativa alle potenzialità e rischi di un mondo interconnesso, che parte da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni.

Il 18% delle candidate e dei candidati ha invece optato per la traccia che parte da un brano tratto dal libro “La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre, che proponeva una riflessione sulle leggi razziali.

Al terzo posto, con il 16,5% delle preferenze, l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga.

Il 15,8% dei candidati si è cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks.

Il 14% delle studentesse e degli studenti ha scelto la traccia che partiva da un passaggio del libro “Perché una Costituzione della Terra?” di Luigi Ferrajoli.

L’11,6% ha preferito quella che faceva riferimento al discorso pronunciato l’8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il 2,9% delle studentesse e degli studenti ha scelto l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.

La traccia più scelta a livello nazionale è anche quella preferita negli Istituti tecnici (24%) e negli Istituti professionali (26,9%). Nei Licei i ragazzi hanno preferito la traccia su Verga (21,5%).

Il ministro Bianchi rassicura che “La Maturità 2022 è partita regolarmente, abbiamo assegnato tracce che consentissero a studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di esprimere il proprio pensiero e di valorizzare il proprio percorso di studi”.


 

 

La rivista FARE L'INSEGNBANTE diretta da IVANA SUMMA , edita da Euroedizioni Torino, dopo la favorevole accoglienza dei corsi proposti lo scorso anno che hanno visto la partecipazione di numerosissimi docenti delle scuole di ogni ordine scolastico, organizza anche per il prossimo anno scolastico 2022 /2023, i seguenti corsi di formazione professionale destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Nell'ottica di supportare la formazione professionale dei docenti a tutti i  partecipanti ai  corsi sarà attivato gratuitamente per l'anno scolastico 2022/2023  un abbonamento annuale on line  alla Rivista FARE L'INSEGNANTE

- Rivista bimestrale di aggiornamento culturale e professionale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il programma dettagliato

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato con Nota 2189 del 20 giugno 2022 che le funzioni per la presentazione delle istanze per la scelta delle sedi (Allegato G) resteranno aperte, a partire dalle ore 9.00 del 20 giugno sino alle ore 23.59 dell’11 luglio 2022, per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti, di cui all'OM 23.02.2009, n. 21, - prima fascia personale ATA a. s. 202223

La Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica ha pubblicato un apposito avviso in SIDI e su POLIS (nota DGCASIS).

Il MI informa, inoltre, che l’aggiornamento per la scelta delle sedi per il personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (DD.MM. 19/04/2001 n. 75 e 24/03/2004 n. 35), mediante compilazione dell’Allegato A, avviene a cadenza triennale, in concomitanza con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia.

Il modello di domanda (allegato G) va inviato esclusivamente tramite istanze online e per poter accedere alla procedura sulla home page del Ministero è necessario utilizzare lo SPID.


 

 

Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda all’INPS per l’assegno unico e universale per figli a carico, con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022.

Dal 1° luglio l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento sarà effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’importo dell’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ISEE (o ha ISEE pari o superiore a 40.000 euro) avrà infatti l’importo minimo (50 euro per ogni figlio) e potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Entro il 30 giugno la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022; dal 1° luglio la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, il diritto all’assegno è riconosciuto se frequenta o è iscritto:

·  alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;

·  a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;

·  a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF;

·  a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;

·  a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.


 

 

Con riferimento all’art. 13,comma 11, del CCNL scuola 29 novembre 2007, che recita:

L’art. 13, comma 11, del, prevede che “compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto“.

L’Aranha recentemente risposto al seguente quesito:

La scuola è tenuta ad imporre al personale ATA la fruizione nel periodo 1 luglio-31 agosto di “almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo” oppure può accettare richieste di fruizione frazionata delle ferie da parte dei lavoratori, come per esempio tutti i venerdì e lunedì dei mesi di luglio e agosto?

L’Aran in proposito rileva che dalla disposizione contrattuale si evince quanto segue:

a) occorre programmare dei turni per il godimento delle ferie;

b) nella programmazione di tali turni il dirigente scolastico deve garantire al dipendente il godimento di almeno 15 giorni di ferie continuative nel periodo 1luglio – 31 agosto;

c) il dipendente può richiedere il frazionamento delle ferie in più periodi;

d) le decisioni in merito alla possibilità di accogliere la richiesta di frazionamento vengono assunte dal dirigente scolastico che, nella sua valutazione, dovrà principalmente tener conto della compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio.

Ne consegue che il dirigente scolastico, nel pianificare le ferie, deve contemperare le esigenze di servizio (che comunque prevalgono) con le necessità e richieste del lavoratore, il quale può chiedere di non fruire dei 15 giorni consecutivi nel periodo 1 luglio – 31 agosto. Al contrario, il datore di lavoro – in assenza di una tale richiesta – non può non garantirli.

In conclusione, l’Aran ritiene che la fruizione dei 15 gg anche in modo frazionato debba avvenire preferibilmente nel periodo 1 luglio-31 agosto, tenendo conto, comunque, delle esigenze di servizio, del rispetto dei turni prestabiliti e del fatto che agli altri dipendenti deve, comunque, essere garantita la fruizione continuativa dei 15 giorni di ferie.


 

 

FARE L'insegnante n. 5/2021/ 2022 - Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Corresponsabilità educativa e conflittualità

Editoriale di Ivana Summa

Uno dei “miti” che da quarant’anni sopravvivono nelle nostre scuole è quello della corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. Nata nel 1974 con la sua sanzione normativa nei decreti delegati che indicavano nella partecipazione delle famiglie alla gestione della scuola la via per innovare il sistema educativo rendendolo democratico, è stata a lungo narrata ed elaborata in ambito pedagogico e normativo, passando dal Patto di corresponsabilità del 2007, fino all’ approdo delle “Linee di indirizzo” emanate l’11 novembre 2012 e poi a numerosi e successivi interventi amministrativi.

In mancanza di un rinnovato patto sociale con il quale negoziare nuovi valori, finalità e obiettivi non si trova nulla di meglio che attualizzare il mito della corresponsabilità contaminandolo con concetti più moderni, quali stakeholder, bilancio sociale, partnership educativa?

Come sappiamo, un mito è una credenza indiscussa circa “i benefici prodotti da certe tecniche e certi comportamenti” (così ci dicono gli antropologi) e la fede in questi effetti positivi razionalizza il mito e lo rende “vero” anche se non reale. Anche in questo caso diventa necessario ri-narrare ciclicamente il mito, per rafforzarne la tradizione rendendo più forti le radici del significato primigenio: partecipazioneintesa come corresponsabilitàche, a sua volta, si concretizza in comunità educativa/educante. Oggi il vecchio mito viene ri-narrato a prescindere dai mutamenti istituzionali intervenuti negli anni ‘90 e che riguardano sia la ridefinizione dei rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione che la riforma dell’autonomia scolastica.

Le Linee guida, invece di distinguere - come dovuto - la responsabilità della scuola da quella delle famiglie imponendo alla prima di rendicontare alle seconde, chiamano entrambi i soggetti a “costruire il sociale”... “condividendo la responsabilità dei vari progetti realizzati: docenti, genitori, studenti, personale Ata, Associazioni di genitori e gli altri organismi esterni”, per poi rendicontare. Ma a chi? A se stessi, tanto per restare nel circolo vizioso di una nuova concezione della cogestione che possiamo definire una “democratica autoreferenzialità allargata”.

In tempi di incertezza, insicurezza e discontinuità che, peraltro, sono fenomeni che accomunano in un unico sentimento famiglie e scuole, istituzioni e società, le interpretazioni plurali dell’essere famiglia e del fare i genitori vanno collocate dentro lo scenario dell’attuale stagione storica che tende alla differenziazione, alla fluidità, alla provvisorietà e alla frammentarietà. E tutto ciò all’interno di una martellante elaborazione di modelli culturali e di una propagazione di modelli educativi che funzionano da riferimento per i comportamenti e le decisioni in ambito educativo familiare. D’altro canto, anche le istituzioni non se la passano molto bene, anzi alla scuola si chiede sempre di più, allargando le sfere dell’educazione per far acquisire competenze di natura sociale, relazionale, emotiva, andando addirittura in senso contrario ai valori dominanti nelle famiglie e nel sociale. Queste competenze, peraltro, non sono insegnabili perché possono essere apprese ed interiorizzate soltanto attraverso il complesso processo di modeling.

 Il risultato di tale stato di cose lo si può constatare nel rapido deterioramento della qualità dei rapporti tra le scuole e le famiglie, manifestandosi sempre più spesso - come riportato da numerose e quotidiane cronache - in forme conflittuali eclatanti!

Eppure, in questi ultimi decenni sono stati introdotti statuti, patti, codici disciplinari, organi di garanzia. Ma sono utili alla scuola per costruire alleanze sul piano educativo o per salvaguardarsi (quando ci riescono!) sul piano giuridico-formale?

In questo quadro, è contraddittorio ed illogico riproporre modalità inefficaci di affrontare questa crescente conflittualità, in quanto by-passano il problema della ricostruzione di modalità comunicative autentiche tra scuola e famiglia.La partnership scuola-famiglia va vista come un’impresa educativa congiunta tra soggetti che hanno funzioni non surrogabili e responsabilità inalienabili, ma va coniugata all’interno di una complessità che affonda le proprie radici nell’essenza stessa dell’educare, che è sfida e scommessa che chiama tutti i soggetti in gioco, senza che nessuno possa imporre le proprie soluzioni (che non esistono “chiavi in mano”) e i propri punti di vista, che sono sempre parziali e culturalmente e socialmente condizionati.

Così, in questo numero della rivista abbiamo collocato due contributi che testimoniano come le scuole - non tutte le scuole, ma soltanto le scuole che pensano e si pensano in modo creativo - sanno trovare la strada, o almeno qualche nuovo sentiero, frutto di esplorazione. Mi riferisco al contributo di Lucia Rinaldi che, utilizzando un finanziamento PON FSE, ha realizzato nel suo istituto comprensivo un intervento formativo sulla comunicazione efficace e la risoluzione positiva dei conflitti, da cui è nato uno “Sportello di Mediazione”. Segue un saggio di Lara Vinciguerrache è stata la guida autorevole di questa esperienza, facendoci comprendere come “La tensione conflittuale può generarsi negli scambi comunicativo-relazionali, quando le persone instaurano rapporti interpersonali, attraverso i ruoli sociali che ricoprono, come quelli di docente e di alunno/a o di genitore e figlio/a, ai quali sono connesse aspettative, espressione dei modelli socio-culturali di riferimento ed emozioni. Nella maggior parte delle persone che sperimentano una comunicazione conflittuale, albergano dei bisogni inespressi, che si manifestano sotto forma di accuse, di offese o di recriminazioni (componente visibile del conflitto) ma che, in realtà, sottendono il desiderio interiore di sentirsi compresi/e, apprezzati/e riconosciuti/e (componente invisibile del conflitto)”.

Ecco, l’autonomia scolastica è autonomia di pensiero, di un pensiero che sa trovare soluzioni efficaci a problemi concreti. Certo, le Linee Guida ministeriali sono utili, come ci suggerisce Giancarlo Sacchi con il suo illuminante esame delle “idee e proposte per l’integrazione di alunni provenienti da contesti migratori”. Il documento ministeriale pone particolare attenzione alle famiglie immigrate, anche con la collaborazione dei mediatori culturali, in particolare per quelle che vivono situazioni di isolamento. Si chiede di stimolare la disponibilità da parte del personale scolastico all’ascolto delle preoccupazioni dei genitori stranieri e favorire i rapporti con i genitori italiani al fine di risolvere positivamente le tensioni che si generano ad esempio nella formazione delle classi e per il pieno svolgimento delle attività didattiche. Occorre costruire alleanze tra le diverse realtà territoriali, pubbliche, private, associative, attraverso veri e propri patti educativi con gli enti locali, per allargare il raggio d’azione alla “città educativa”. Dunque, anche qui si parla di prevenire e gestire le conflittualità. Alla formazione dei docenti è demandata la capacità di gestire i conflitti di valori quando sono in classe o, comunque, in una situazione didattica. Attraverso il confronto democratico, la mediazione interculturale, la negoziazione, è possibile coinvolgere tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro provenienza, in azioni di partecipazione attiva e di reciproco scambio. La prospettiva interculturale attraversa i saperi e le discipline, si rivolge a tutti, superando una concezione che interpreta le culture e le identità come realtà statiche e, conclude il documento,“dovrebbe modificare e trasformare la struttura stessa dell’organizzazione”.

Concludiamo questo editoriale segnalando il contributo di Rita Bortone che esamina il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dedica al settore Istruzione e ricercala Missione n. 4 che, coerentemente col punto di vista economico da cui nasce il Piano, “mira a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di una economia ad alta intensità di conoscenza, di competitività e di resilienza, partendo dal riconoscimento delle criticità del nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca”.

Un discorso completo sul profilo dell’insegnante sarebbe troppo lungo e richiederebbe argomentazioni articolate su competenze e culture, su autonomie e vincoli, su responsabilità individuali e collegiali. Intanto si succedono ministri e si reclutano nuovi insegnanti e tutto ciò contribuirà a fare della scuola il luogo della casualità e non dell’intenzionalità. X

 

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