Ultime notizie

Scienza dell’Amministrazione Scolastican.4/2022

Torniamo ancora sulla trasparenza: a proposito dell’ultimo sollecito dell’ANAC sugli obblighi di pubblicazione

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

 

La richiesta formulata dall’Anac alle singole istituzioni scolastiche di pubblicazione della griglia ricognitiva degli obblighi di pubblicazione ha scatenato la giusta reazione da parte di sindacati, associazioni di dirigenti e scuole. Si sovverte con leggerezza il costrutto normativo e la logica facendo coincidere controllore e controllato. Ma c’è dell’atro. L’Anac, quando s’imbatte nella scuola perde il senno. Ha cominciato a perderlo quando ha emanato la delibera 430/2016 per regolare l’applicazione della normativa sulla prevenzione della corruzione e trasparenza alle istituzioni scolastiche. Prima ha impiegato qualche anno a definire gli organi preposti, identificando, alla fine, nel Direttore generale dell’USR il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e nel dirigente scolastico il referente della trasparenza.

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.4/2022

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

Editorialedi Anna Armone: Torniamo ancora sulla trasparenza: a proposito dell’ultimo sollecito dell’ANAC sugli obblighi di pubblicazione

La legge sulla concorrenza e le novità sulla disciplina del procedimento amministrativo

di Carmen Iuvone

L’affidamento diretto nei fondi pnrr: rischio o opportunità?

di Pasquale Annese

Creatività e promozione della cultura umanistica nelle scuole

di Alessia De Pasquale

La formazione in servizio e il fabbisogno di educatori e insegnanti per il sistema integrato zero sei di Gabriele Ventura - Massimo Nutini

Uno sguardo a ritroso sul destino degli organi collegiali della scuola

di Ivana Summa

Education at Glance 2022

di Vanna Maria Monducci

Mansioni superiori all’interno dell’Istituzione scolastica: il docente collaboratore del Dirigente Scolastico ha diritto ad una retribuzione maggiore?

di Federica Marotta

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA

a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO

 a cura di Giuliana Costantini

 

FARE L'insegnante n. 1/2022/ 2023

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

La sovranità scolastica

Editoriale di Ivana Summa

(FARE L'insegnante n. 2/2022/ 2023)

In queste ultime settimane si fa un gran parlare di sovranità e mi è venuto spontaneo utilizzare questo termine a proposito dell’istituzione scuola, perché il territorio della scuola, pur essendo a disposizione di tutti i cittadini, è dominio di chi la frequenta e, in primis, i due soggetti senza i quali la scuola non esisterebbe: gli alunni e gli insegnanti. E la scuola ha il diritto di rivendicare il proprio ruolo nel realizzare il merito e l’inclusione perché - come argomenta in modo ineccepibile la nostra maestra - la scuola rifiuta di selezionare gli alunni in base a criteri che sono estranei alla sua stessa funzione. Ma leggiamo insieme la lettera.

FARE L'insegnante n. 2/2022 - 2023

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

EDITORIALE  di Ivana Summa

La sovranità scolastica

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Valutazione e autovalutazione nella scuola: uno sguardo critico sul panorama attuale

Federica Pilotti

Il governo Meloni e il Pnrr Istruzione: la sfida del merito

Marco Campione - Salvatore Milazzo

Gli insegnanti sui social: tipologie

Mario Maviglia - Laura Bertocchi

La biblioteca digitale in classe: una risorsa per l’insegnamento e per l’apprendimento

Elisabetta Siboni

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

La biblioteca digitale in classe: una risorsa per l’insegnamento e per l’apprendimento

Lucia Rosaria Rinaldi

Il conflitto nella relazione genitori-figli/e: un’opportunità per la scuola e la famiglia, per crescere insieme

Lara Vinciguerra

Educare l’adolescente tra società liquida e crisi dei riti di passaggio

Andrea Porcarelli

Obesità infantile

Pirkia Schilkraut

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

Come rendere più efficace la didattica? Le indicazioni provenienti dalla ricerca internazionale

Loto Montina

Dalle Indicazioni Nazionali al coro: un esempio di buona pratica musicale Serena Lazzeri

La biblioteca digitale in classe

Elisabetta Siboni

 

Il curricolo per competenze nell’istruzione per gli ADULTI

Quattro parole che traggono in inganno

 Nicoletta Morbioli

 

Rubriche

Il CURRICOLO della CREATIVITà

Cambiare il Mondo con un libro

Alessia De Pasquale

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

Un caso di responsabilità disciplinare del docente finito bene (per il docente)

Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

La nascita della storiografia (occidentale)

Flavia Marostica

 

Dirigere La SCUOLA N.12/2022

Al via la scuola dell’Istruzione e del Merito

Editoriale di Vittorio Venuti

(Dirigere La Scuola n.12/2022)

Dal Ministero della Pubblica Istruzionesiamo passati prima al Ministero dell’Istruzione- con sottintesi intuibili ma mai espressi - e, adesso, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, questa volta con una preziosa indicazione che ci proviene dallo stesso neoministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara che, insediandosi, ha dichiarato che tale denominazione è “chiaro messaggio politico”, come a dire: “chi vuol intendere intenda”.Non vogliamo entrare qui nel merito del Merito, in quanto convinti che, se ci si riferisce agli studenti, tutti devono poter essere messi in condizione di “meritare”, ciascuno secondo le proprie dotazioni e disponibilità, specialmente se guardiamo al primo ciclo d’istruzione, quindi confidiamo che si rimuovano gli ostacoli che si frappongono a che ciascuno sia veramente al centro dell’istruzione che gli compete e, dal Nord al Sud, possa frequentare una scuola sicura, bella, accogliente, con laboratori attrezzati, palestra e possibilmente campo gioco, che sappia di nuovo e faccia venir voglia di starci e di ritornarci perché ci si sta bene. Le disuguaglianze, in questo senso, sono più di quanto siano evidenti e la scuola non può permettersi di esserne già per sé stessa origine. Il merito non si misura con i voti e deve essere appannaggio di tutti, senza distinzione.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 12/2022

Al via la scuola dell’Istruzione e del Merito

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Perché non pensare in grande?

Anna Armone

Le azioni utili a presidiare il pnrr

Vittorio Trifoglio

L’istruzione nell’era del merito

Filippo Cancellieri

Rendicontazione sociale: conclusione di un processo ciclico per la trasparenza, la comunicazione, la relazione e la qualità

Tullio Faia

L’agenda del Dirigente scolastico: il tempo come risorsa o come persecuzione?

Mario Maviglia - Laura Bertocchi

Il percorso di formazione e di prova del personale docente ed educativo

Tullio Faia

I contributi volontari nella scuola

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Le problematiche relative alla corretta procedura di affidamento dei contratti di brokeraggio assicurativo

Stefano Feltrin

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

A quando l’Unione che serve e da tutti attesa ormai da qualche millennio?

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICA a cura di Gianluca Dradi

Annullamento, resurrezione e modifica del D.I. 182/2020

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

I 5 atteggiamenti di Thomas R. Hoerr

 

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO a cura di Valentino Donà

Gli atti vandalici possono essere coperti dalla polizza assicurativa?

 

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Negato l’Accesso agli atti richiesto dal dirigente per conoscere i nominativi di coloro che avevano fatto esposti contro di lui

 

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 12/2022

Argomenti

Le risorse del pnrr una opportunità per le istituzioni scolastiche

Tipologie di finanziamenti, tempistica, modalità di utilizzo.

Focus sulle procedure da seguire per la migrazione al cloud, l’implementazione di un modello standard di siti web per le scuole ed infine sulle azioni del Piano Scuola 4.0.

Maria Rosaria Tosiani

Quali sono i finanziamenti pnrr attualmente avviati

Una sintesi per orientarsi sui finanziamenti e relativi adempimenti di questa complessa gestione dei fondi PNRR.

Maria Rosaria Tosiani

Il dirigente come coordinatore relazionale

Per guidare una scuola oggi è necessaria una figura istituzionale dotata di eccellenti doti professionali, di capacità relazionali straordinarie, ma soprattutto occorre una persona ricca di virtù umane e che abbia una grande passione per il proprio lavoro.

Michela Lella

 

Il conferimento degli incarichi agli esperti esterni per l’arricchimento dell’offerta formativa

Modalità, procedure, schemi di parcelle e liquidazione dei compensi.

Raffaella Scibinico

 

Donazioni di beni alle istituzioni scolastiche

Disciplina del contratto di donazione, modalità, procedure e adempimenti per acquisire i beni. Prima di accettare una donazione, è sempre opportuno valutare se l’accettazione sia effettivamente un vantaggio per la scuola e non diventi invece un onere. La scuola infatti può anche non accettare una donazione se non la ritiene utile.

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

 

Liquidazione TFS-TFR solo online

Dal 1° gennaio 2023, le pubbliche amministrazioni dovranno trasmettere all’Inps i dati relativi ai trattamenti di fine servizio e ai trattamenti di fine rapporto esclusivamente tramite il canale telematico.

Raffaella Scibinico

 

Rubriche

COSA SIGNIFICA... a cura di Angelo Muratore

Anno finanziario e Anno scolastico

 

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Il pagamento delle ferie al personale docente a tempo determinato

 

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

Dalla dipendenza all’interdipendenza organizzativa

 

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE

 

Come superare la prova scritta

Il corso avrà inizio  il prossimo 13 Dicembre 2022 - alle ore 17.

La partecipazione al primo incontro  è  GRATUITA!

Per iscriversi è sufficiente inviare a direttore@euroedizioni.it   i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo). 

A coloro che effettueranno l'iscrizione sarà inviato il link di collegamento al webinar.

Il corso costa solo 150,00 euro.

Nel costo del corso è compreso anche il simulatore on line  con oltre 1000 test a risposta multipla su tutte le materie del concorso per esercitarsi al pc e superare la prova scritta.

E' stato pubblicato il regolamento di cui al D.M. 259 del 30/09/2022 con il quale il Ministero dell'Istruzione rende nota la nuova procedura di reclutamento dei docenti disostegno.

Il Regolamento applica la legge di Bilancio 2021 (Legge 178/2020 art. 1 c. 980).

Il concorso sarà su base nazionale ma articolato su base regionale.

questa nuova procedura concorsuale potrà essere utilizzata per assegnare i posti di sostegno dei diversi ordini e gradi di scuola nel momento che dovessero rimanere posti liberi in caso di esaurimento di tutte le altre graduatorie utilizzabili ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato comprese le GAE e graduatorie dei concorsi.

Per la scuola secondaria questa procedura potrà restare in piedi fino al 31 dicembre 2025.

In allegato la nostra offerta per preparare il concorso

 

In data 11 novembre il Ministero e le OO.SS.  hanno firmato il contratto nella sua sezione economica. Gli aumenti vanno, a seconda dell’anzianità di servizio:

Personale Docente

-       Docente scuola dell’Infanzia e primaria: da 63,00 a 93,00 euro

-       Docente diplomato istituti sec. II grado: da 63,00 a 96,00 euro

-       Docente scuola media – Ins. Ed. fi. Sc. Media: da 69,00 a 103,00 euro

-       Docente laureato istituti sec. II grado: da 69,00 a 108,00 euro

Personale ATA

-       Collaboratore scolastico: da 49,00 a 64 euro

-       Collaboratore scol. dei servizi addetto az. agrarie: da 50,00 a 65,00 euro

-       Ass. amm.e Tecnico/Cuoco/infermiere/Guardarobiere: da 55,00 a 74,00 euro

-       Coordinatore amministrativo e tecnico: da 63,00 a 92,00 euro

-       Direttore dei servizi generali e amm.vi: da 72,00 a 113,00 euro

 

Queste le dichiarazioni del Ministro Valditara a commento della firma dell’accordo politico in data 10 novembre:

Oggi è una giornata storica, caratterizzata anzitutto da un nuovo modo di intendere il rapporto tra il governo e le parti sociali, impostato sul confronto costruttivo e sulla risoluzione pragmatica dei problemi. Questo sarà sempre l’approccio che porterò avanti con chi rappresenta i lavoratori del comparto scuola”.

Con questo accordo otteniamo lo sblocco di risorse per Natale e, grazie anche alle risorse aggiuntive di 100 milioni deliberate nel decreto legge, l’implementazione di un aumento medio dello stipendio dei docenti pari immediatamente a 100 euro mensili, e a regime a quasi 120 euro mensili, incremento più consistente degli ultimi contratti” prosegue il Ministro.

“Diamo così un primo segnale concreto sul tema delle retribuzioni, fondamentale per rivalorizzare e restituire autorevolezza alla figura del docente. Siamo consapevoli che si tratta di un primo passo, un primo passo atteso da tanto tempo e ottenuto in un contesto peraltro difficile a causa della crisi energetica: abbiamo voluto dare subito un chiaro segnale politico di svolta rispetto al passato. Quando ho annunciato una Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana”.

 

Dirigere La SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale di Vittorio Venuti

 

Il 26 maggio scorso Andrea Canevaro ci ha lasciato. Il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando la notizia è stato “e adesso come facciamo?”, talmente pregnante era la sua figura, riferimento ineludibile di quell’ambito di ricerca pedagogica che aprì al riconoscimento e all’educazione delle persone in situazione di disabilità.

Cedo volentieri lo spazio dell’editoriale a Maria Teresa Roda, testimone di una rivoluzione pedagogica di cui Canevaro fu grande protagonista.

Maria Teresa Roda

Dirigente in pensione, attiva nel Movimento di Cooperazione Educativa

Andrea Canevaro, memorie della seconda rivoluzione pedagogica

La passione per gli alberi genealogici è sempre stata di casa nel Movimento di Cooperazione educativa: Mai abbandonare le radici, rafforzare il tronco, lasciare che i rami si espandano. A volte usavamo anche l’immagine rovesciata per rappresentare l’albero a testa in giù come lo aveva ipotizzato Platone o come lo si era pensato nel Medio Evo, le radici che tendono al cielo.

Gli anni ’50, per la scuola, per il pensiero pedagogico, per la crescita socio-economica hanno rappresentato il lento ma tenace lavoro delle radici. L’energia e gli umori nutritizi venivano anzitutto dalla volontà di voltar pagina. La guerra agita fatta di morti confuse seminate da nemici ed alleati, di distruzioni, era comunque finita. Giovanna Legatti, Giuseppe Tamagnini, Mario Lodi e quel pugno di maestri e maestre innovatori ed innnovatrici, per nulla al mondo avrebbero rinunciato alla domanda su come si poteva cambiare la scuola.

La strada delle tecniche divenne la via che più tardi la Pedagogia Istituzionale avrebbe chiamato “dei materiali mediatori” e della mediazione pedagogica; proprio Andrea Canevaro, saprà come reimpostare paradigmi, concezioni ed assetti del corpo compatto della scuola introducendo i principi della Pedagogia istituzionale (Vasquesz e Oury). Gli anni ’60 tolsero il velo al pionierismo, allargarono le sperimentazioni e lo svecchiamento, contribuirono a portare aria fresca dentro alle aule assieme a terrari, erbari, a volte animali ed arnesi disparati.

La tipografia fu davvero come la scoperta della stampa cinquecentesca. Sancì la libertà e la circolazione del pensiero, l’apertura ad altre classi. L’esclusione dei ceti più deprivati che portava il segno della negazione di tutto quanto riguardasse la materialità della vita quotidiana, assumeva, risignificandosi, la connotazione di sapere e trovava spazio dentro alla sacralità dell’aula. Il sapere delle stagioni, dei bachi e della loro metamorfosi, della statistica dei giorni piovosi o sereni era finalmente compreso e fatto convivere con il sapere dei libri.

Tutto questo è descritto con dovizia di particolari da Mario Lodi in:“C’è speranza se questo accade al Vho”.Dice bene Mario; è apparsa una fetta di luce che filtra proiettandosi sul pavimento, quando si socchiude la porta. Rodari osserva le luci e le ombre delle nuove pratiche, ne riconosce l’enorme spinta simbolica, la possibilità che, passando per un tocco di surrealismo, si potesse leggere il reale scherzandoci su, ironizzando, rovesciando sensi e giocando con le parole, spingendo l’azzardo fino ad una nuova concezione etica del vivere e dell’organizzazione sociale. Facendo quello che Calvino fece, in modo più amaro e disincantato, con i racconti sui Marcovaldi che si perdevano nella finzione dell’abbondanza a portata di mano.

La scuola si sprovincializza, ci sono fermenti che la scuotono, che la attraversano, che la rinnovano, che mettono ferocemente in discussione il suo carattere selettivo ed autoreferenziale. Il testo collettivo delle nuove metodologie; Freinet serve a don Milani che aveva accettato la lezione ed era entrato in questo corto circuito, per mettere a punto “Lettera ad una professoressa”,una invettiva senza peli sulle responsabilità di un’Istituzione che perde molti, troppi/e, per strada. Un “j’accuse” politico perfettamente intonato ai tempi e ad una coscienza nuova dei diritti fondamentali. La pedagogia traballò come disciplina, l’Istituzione scuola fece argine e contenne il fiume in piena.

Nacque la scuola media unica. Ma ragazzi e ragazze continuarono e continuano a perdersi nel bosco.

Lo ha capito bene Andrea Canevaro. Lo hanno capito molti insegnanti animati dal migliore degli spiriti innovatori ma avversati dalla sindrome del Don Chisciotte. Lo hanno vissuto molte famiglie che avevano gioito per lo statuto dei lavoratori (1970) ma dovevano lasciare i loro figli in scuole speciali o ancora nascosti in casa perché la scuola non ha potuto accoglierli, in quanto diversi, fino al 1975, anno del primo esito/pubblicazione del documento Falcucci e poi il 1977 con la 517 che sancì la possibilità di frequenza scolastica a tutti gli alunni con disabilità. Una conquista normativa enorme ma costellata di innumerevoli difficoltà.

Fu una seconda rivoluzione copernicana ed Andrea Canevarodivenne per il mondo della scuola e per il Movimento di Cooperazione educativa uno dei punti di riferimento imprescindibili assieme alla sua facoltà, ai suoi collaboratori, al Ceis di Rimini, al lavoro di ricerca sull’autismo e sulle infinite gamme di problemi che assommiamo dentro la parola “diversità” o handicap.

Con l’ingresso degli alunni ed alunne con (dis) abilità, non era la normalità che imprimeva i ritmi alla diversità ma era la diversità che chiedeva che cambiasse la collaborazione tra alunni ed alunne, il modo di fare i gruppi di lavoro, di disporre i banchi, di sistemare l’aula, di distribuire i tempi. Fu necessario che gli strumenti venissero ridiscussi, moltiplicati, riadattati. Forse, in nome della prima rivoluzione delle tecniche, questa rivoluzione, controversa, è passata più in sordina, accompagnata da un dibattito spesso leguleio sul ruolo dell’insegnante di sostegno.

L’Istituzione ha continuato ad essere una casamatta, un baluardo che per riprodursi ha dovuto in parte conservare le sue regole totalizzanti e rigide e con queste le stanze a sé per momenti di eccessivi e spesso prolungati esilii di alunni ed alunne in difficoltà e/o socialmente svantaggiati.

Del resto ancor oggi la ricreazione suona alla stessa ora nelle 19 regioni italiane e la scansione oraria segna il ritmo del tempo a dispetto di tutti gli orologi solari che alunni ed alunne hanno studiato e progettato e a dispetto della naturalità dei ritmi biologici. Alla cosi chiamata “resilienza”, termine a me molto inviso, la scuola ha sempre risposto con una parte di limite roccioso di irriformabilità.

Questo limite, questa muraglia è stata spesso oggetto di analisi e di studio tra noi ed Andrea tanto da spingere Andrea a riflessioni estreme sugli universi concentrazionari per capire come la memoria offesa dei campi di concentramento possa essa stessa divenire forza di resistenza, di re-esistenza. Andrea ha offerto al Movimento un aiuto costante.

Nel 1992, ero in Segreteria nazionale ed avevo l’esonero da scuola. A dicembre avremmo celebrato il convegno nazionale di Siena che avrebbe dovuto segnare una svolta ed un rilancio del Movimento: “Dalla pedagogia popolare nasce un progetto educativo per una società interculturale e multietnica”.

Non saprei ricontare le ore che spendemmo per fabbricare questo titolo. So che erano arrivati anche se non in forma massiccia, i primi alunni stranieri e ci stavamo preparando ad una crescita del fenomeno migratorio e ci eravamo seriamente posti il problema di come conciliare il concetto di “popolare” con altre culture. L’allora segretario Natale Scolaro (morto molto giovane), tuonava che ci saremmo giocati, in quel convegno tutto il nostro lustro pedagogico. A me venne affidata la relazione di apertura ma anche una parte del coordinamento dei relatori, cosa da far tremare le vene ed i polsi. Poi mi disse che l’intero impianto andava mostrato ad Andrea che era nel Comitato scientifico assieme a Fiorenzo Alfieri, Paola Falteri ed altri.

Ottenemmo il patrocinio del Presidente del Senato, allora Spadolini. Mi pare fosse settembre del ’92, Andrea ci dette un appuntamento a Bologna. Ero molto ansiosa, come andare ad un esame. Cercai di tranquillizzarmi pensando che avrei lasciato parlare Natale. In realtà Andrea ci venne incontro con un sorriso così conciliante che mi sparirono tutte le paure, andammo a prendere qualcosa ad un bar e lì discutemmo un’oretta, Andrea ci rassicurò molto e si sarebbe incaricato, se non ricordo male, di fare alcune telefonate. Fu un incontro come pochi, anche gli ostacoli più rilevanti sembrarono rimpicciolirsi.

Nei mesi successivi misi insieme, limandolo mille volte lo scritto e battendolo in un mac 128k poco più grande del formato cartolina. Andai da Luisa Tosi, una capostipite della scuola trevigiana, con mac a seguito e le chiesi se potesse andar bene quanto scritto, mi rispose laconica, come era Luisa: “Dignitoso”. Perché, non crediate, ma anche dentro il MCE gli esami non finivano mai! Fu così che affrontai Siena con lo spirito aleggiante dei due angeli custodi (Andrea e Luisa) anche se nulla mi impedì dopo la relazione di sciogliermi in bagno in un buon pianto liberatorio.

La figura di Andrea era stata tuttavia, una sorta di talismano a cui ricorrevo quando la difficoltà mi pareva insormontabile, perché il carattere di Andrea era così, e per prima cosa ti chiedeva come stavi non dimenticando nulla dei racconti passati e di chi eri.

Il pacioso parlare di Andrea non ci può far ingannare sulla seconda rivoluzione dell’innovazione pedagogica, quella che parte dalla diversità. Se Tamagnini, Legatti, Nora Giacobini, Lodi, Rodari, Tonucci e molti altri, sono stati gli esploratori della prima ora , non possiamo disgiungere il secondo passo di cui Andrea Canevaro è stato artefice seminando in Italia e nel mondo principi e riflessioni psicopedagogiche che hanno consentito di dire:“C’è speranza se questo è successo in Italia nella scuola, nelle cooperative, ad opera di un uomo discreto instancabile e profondamente umano tanto da fare dell’umanità la scienza dell’inclusione”.

 

Panoramica degli articoli di questo numero.

Pasquale Annesepresenta la prima parte di una“Guida ragionata sugli adempimenti dirigenziali di inizio anno”,in particolare soffermandosi sull’affidamento diretto e principio di rotazione dell’incarico di RSPP anche alla luce dell’ultimo parere ANAC. La prima questione, si rileva, è convenire se l’iter procedimentale da seguire sia quello di cui di cui all’art.7, comma 6 del D.Lgs. 165/2001 o quello di cui all’art.36, comma 2, lett.a) del D.Lgs. 50/2016 e, nel contempo, se sia possibile procedere per affidamento diretto o intuitu persona derogando dal principio di rotazione degli incarichi. Il contributo è corredato dai pertinenti modelli di determina.

Antonietta Di Martino, interviene sulle recenti modifiche apportate al testo unico della sicurezza con la legge n.215/2021 per quanto riguarda la figura del preposto nel suo pezzo “L’evoluzione della figura del preposto”.Le innovazioni legislative hanno ridisegnato la figura del preposto. Ora il ruolo del preposto è diventato ancor più centrale nel garantire il rispetto delle misure di sicurezza con la sua azione di vigilanza, controllo e intervento, che può arrivare fino all’interruzione delle attività lavorative.

Michela Lellasostiene la necessità di “Una nuova leadership per la scuola della pandemia”, non essendo più sufficiente il talento naturale per essere un buon leader, ma soprattutto la capacità di impegnarsi a comprendere in quale direzione e con quali strumenti poter esercitare la propria leadership, quindi la capacità di cogliere le possibilità concrete per ottenere il massimo impegno da parte dello staff e di tutte le persone della scuola per migliorare la situazione soprattutto dopo l’andamento epidemiologico, che ha esteso ulteriori criticità nella realtà scolastica, aggiungendo nuove problematiche a quelle già da tempo esistenti.

Tullio Faia propone “Dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa al bilancio sociale”richiamando la nota prot. n. 17832 del 16 ottobre 2018, con la quale il Ministero dell’Istruzione ha fornito una struttura di riferimento per l’elaborazione del PTOF allo scopo di sostenere la progettualità delle scuole e, probabilmente, anche per armonizzare la “fioritura” e l’eterogeneità dei modelli, contemporaneamente messa a disposizione a partire su una piattaforma realizzata all’interno del portale SIDI che le scuole possono liberamente adottare. La struttura di riferimento proposta non si rappresenta come un format da compilare in modo adempitivo come ma un supporto per le scuole interessate.

Filippo Cancellieri si interessa a “L’accoglienza dei profughi: aspetti culturali, didattici, organizzativi”,l’ennesima sfida sostenuta dalle nostre istituzioni scolastiche mentre ancora erano impegnate nella difficile gestione del post-emergenza pandemico, per fortuna, una volta tanto, senza subire i rituali e oppressivi burocraticismi dell’amministrazione centrale.

Giacinto Iannuzzievidenzia “Motivazione e Organizzazione, elementi essenziali per una necessaria rifondazione della scuola”.La competenza professionale del docente - si sostiene nel contributo -, insieme alla sua motivazione e passione per la propria disciplina sono fortemente contagiose per gli alunni, condizione rilevante per favorire l’impegno nello studio e il successo scolastico, ma anche per dare una forte valenza educativa al rapporto didattico e ai saperi. Richiamando le neuroscienze, si conferma che, per motivare gli studenti, per creare una comprensione profonda e assicurare che le esperienze vissute in ambito educativo siano trasferite in abilità e opportunità di lavoro nel mondo reale, gli insegnanti devono far leva sugli aspetti emotivi dell’apprendimento.

Rosaria Scottiracconta de “Le sfide del multiculturalismo nel film ‘La classe - Entrele murs’ di Laurent Cantet”. Nel film si racconta delle vicende di una terza media di una banlieu parigina che ospita ragazze e ragazzi tra i tredici e i quindici anni rappresentanti dei Paesi una volta appartenuti all’Impero: dal Mali all’Algeria, dal Marocco alle Antille, con l’aggiunta di due ragazzi cinesi da poco immigrati. Una situazione emblematica e complessa nella quale l’insegnante è costretto ogni giorno a rispondere alle sfide degli allievi.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizioriflette su “Fierida winter: focus sull’insegnamento dell’italiano L2”,sessione straordinaria dell’annuale meeting dei Cpia, promossa dalla Rete Italiana Istruzione Adulti (Ridap) per confrontarsi sulle tante questioni aperte che riguardano il funzionamento dei Cpia e in particolare il tema dell’insegnamento della lingua italiana come seconda lingua.

Per la rubrica i Casi della scuola, Anna Armonenel suo pezzo “Il diritto di accesso agli atti del procedimento disciplinare”, si sofferma e analizza alla luce della più recente giurisprudenza la delicata questione dell’esercizio del diritto di accesso ai documenti del procedimento disciplinare. Considerando le implicazioni del procedimento disciplinare, dove gli atti ancorché di natura datoriale, possono costituire oggetto di accesso documentale, ma compete all’amministrazione valutare la fondatezza giuridica dell’istanza.

Per la rubrica la Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone un approfondimento su “I movimenti studenteschi in Europa, ieri, oggi, domani” proprio in ragione del fatto che esalta il potere dell’incontro con l’altro ma anche la reciprocità tanto degli obiettivi quanto delle intese nel senso di come attese e di come vissute. Appare, quindi, estremamente interessante esaminarne la fenomenologia nel divenire ad ogni latitudine, ponendo sullo sfondo le due questioni che reggono il senso stesso del movimento: la forza impulsiva che ne sostiene la motivazione e la logica dell’ordine che ne pianifica l’azione. Il contributo ci introduce significativamente tra le diverse letture sociologiche che si sono prodotte sull’argomento a partire dagli studi di COSMOS (Centre On Social MOvement Studies) con sede presso la Scuola Normale di Pisa, in rappresentanza di tutti i paesi dell’Unione e al quale guarda, nel proporre incontri e fare inchieste, l’European Sociological Association (ESA).

Per la rubrica Psicologia della gestione, Vittorio Venuti pone l’interrogativo “Che scuola è se non forma educando?” ponendo sotto osservazione l’importanza dello stesso termine “educazione”, che identifica il processo che tesse la trama stessa della scuola prioritariamente su tutto il resto. Educare comporta di accogliere l’altro e guidarlo, condurlo a un conveniente livello di maturità sul piano intellettuale e morale. Dalla parte dell’insegnante, questo vuol dire tener conto dello stile educativo che i genitori stanno riversando sui figli e operare per promuovere un allineamento con la visione e la missione della scuola, tale da dar forza ad un rapporto insegnamento-apprendimento funzionale alla crescita del singolo individuo e della sua identità sociale.

Per la rubrica Sportello Assicurativo, in “Assistente di lingua straniera”Valentino Donà focalizza l’attenzione sull’impegno che comporta l’attribuzione dell’assistente di lingua straniera per l’affiancamento dei docenti di lingua, per quanto riguarda l’assistenza medica e la tutela assicurativa.

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