Ultime notizie

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

(Scienza dell’Amministrazione Scolastican.2/2023)

 

Ho ritenuto opportuno ritornare su un tema che ho spesso affrontato, ma che presenta ancora gli stessi punti oscuri. In occasione del problema della rotazione dei dirigenti è stata correttamente citata la problematica della prevenzione della corruzione.

Il legislatore della legge 190 del 2012 nella formulazione dei limiti soggettivi all’applicazione della normativa ha ripreso la citazione contenuta nell’art. 1, comma 2 del d.lgs. 165/2001 che identifica tra le amministrazioni pubbliche le istituzioni scolastiche. Ciò ha innestato un automatismo applicativo delle norme contenute nella legge n.190.

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

 

Diretta da Anna Armone

 

Editoriale:

La rotazione dei dirigenti come antidoto alla corruzione mal si adatta alle istituzioni scolastiche. Crea più problemi di quelli che risolve! di Anna Armone

 

Uno sguardo a ritroso sul destino degli organi collegiali della scuola

di Ivana Summa

 

Il difficile percorso del PNRR per il settore dell’istruzione

di Renato Loiero

 

La previsione normativa sul dimensionamento della rete scolastica contenuta nella Legge 28/12/2022 n.197 (Legge di bilancio 2023) e gli adempimenti amministrativo-contabili in capo alle istituzioni scolastiche oggetto di dimensionamento

di Pietro Netti

 

Empatia animale a scuola

di Alessia De Pasquale

 

La scuola che orienta: le nuove Linee Guida del Ministero

di Maria Grazia Accorsi

 

Nuove professionalità nella scuola

di Gian Carlo Sacchi

 

Docenti orientatori e tutor in arrivo a settembre 2023

di Vanna Maria Monducci

 

Provvedimento di sospensione: è legittima la sospensione per tutta la durata dell’anno scolastico?

Decisione del T.A.R. Umbria del 30 marzo 2023, n. 90

di Federica Marotta

 

ANALISI STORICA DELLE POLITICHE SCOLASTICHE DELL’ITALIA REPUBBLICANA a cura di Stefano Callà

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO a cura di Giuliana Costantini


 

 

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

(DIRIGERE  La SCUOLA N.6/2023)

Infine, anche quest’anno scolastico è arrivato a conclusione. Bene o male? Si dirà: “bene e male insieme”, perché la scuola ha continuato a navigare a vista, ancora oggetto di disposizioni non del tutto chiare e spesso improvvide, che hanno appesantito ulteriormente il suo funzionamento, da una parte gli insegnante e dall’altra i servizi amministrativi, ancora mettendo in affanno e confusione i Dirigenti scolastici e i suoi diretti collaboratori nonché i Direttori SGA e il personale tutto. Sembra che la scuola abbia definitivamente abbandonato la via della chiarezza e della semplicità per essere indirizzata sull’ingarbugliata via dell’eccesso burocratico. Quel che più sconvolge è la leggerezza con cui si riversano sulla scuola impegni e sollecitazioni che non tengono conto degli orari di servizio delle “persone” e dei ritmi di lavoro che si richiedono e che incidono negativamente sulla serenità della scuola nel suo complesso e sul benessere di chi ci lavora. Nello specifico, i docenti sembrano presi in un vortice di adempimenti esasperanti, che non giovano certamente alla definizione di un sereno clima pedagogico e didattico. Chi lavora nella scuola non può avere fretta e ha bisogno di tempi distesi, perché il lavoro con gli studenti, che si esplica attraverso la relazione educativa e formativa, richiede serenità e comprensione.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 6/2023

Giugno, tempo di scrutini ed esami (e di merito e demerito?)

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

I fondi del PNRR sono una benedizione per la scuola?

Michela Lella

Il responsabile unico del progetto (RUP) nel nuovo codice dei contratti

Maria Rosaria Tosiani

La dispersione implicita nell’investimento 1.4 del PNRR

Vittorio Trifoglio

Avviato il nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti

Stefano Feltrin

PNRR: La Scuola di Alta Formazione

Filippo Sturaro

Giftedchildren. Perché la scuola non può perdere gli alunni plus dotati.

Vittoria Striato

Proviamo a riflettere sull’azione formativa promossa realmente dalla “scuola dell’autonomia”

Giacomo Mondelli

Piano Triennale per l’informatica nella PA – aggiornamento 2022-2024

Anna De Luca

Emancipare l’inclusione dalle derive cliniche

Filippo Cancellieri

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

Più politica o più tecnica la cultura dell’educare ad apprendere tra i banchi di scuola?

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICA a cura di Gianluca Dradi

Responsabilità della P.A. derivante da illegittimità del provvedimento

 

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Alessandra Morazzano

Diffida e messa in mora per il mancato riconoscimento del diritto all’indennità sostitutiva per ferie non godute di un docente di scuola secondaria di primo grado

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

La motivazione, ingrediente base dell’apprendimento (Prima parte)

 

SPORTELLO ASSICURATIVO a cura di Valentino Donà

L’ organizzazione dei viaggi di Istruzione e coperture assicurative

 

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 6/2023

Argomenti

I compiti dei comuni in materia di spese d’ufficio

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher

La ricostruzione della carriera dei docenti di religione cattolica a tempo deter­minato (Seconda parte)

Luciana Petrucci Ciaschini

Le fasi delle procedure di affidamento nel nuovo codice dei contratti pubblici

Raffaella Scibinico

La gestione documentale dei PON FSER in ambiente SIF 2020

Vittorio Trifoglio

La liquidazioe dei compensi ai collaboratori esperti esterni

Maria Rosaria Tosiani

Il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

Anna Armone

Dal programma biennale degli acquisti al programma triennale

Raffaella Scibinico

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Il diritto comunitario sulla progressione economica anche per i precari

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefania Cera

Responsabilità del Dirigete nell’attività negoziale

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

Gestione dei conflitti. Mediazione consensuale dei conflitti (Terza parte)

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

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Editoriale a cura di Vittorio Venuti

(DIRIGERE  La SCUOLA N.5/2023)

Mentre ancora il mondo della scuola entra in allarme e si interroga sul senso del dimensionamento scolastico come conseguenza diretta del calo demografico – francamente “indigeribile” e percepito come un ulteriore colpo mortale al già provato sistema d’istruzione – ecco che già il MIM cala un altro “carico”: l’istituzione di due figure professionali, il docente tutor e il docente orientatore, come prevedono le linee guida per l’orientamento approvate con il decreto n. 328 firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito il 22 dicembre 2022, in “attuazione della riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in quanto misura di  aiutare docenti, studenti e famiglie a contribuire alla costruzione di una scuola capace di contrastare la crisi educativa del Paese e dare avvio a un percorso virtuoso volto a favorire il superamento delle disuguaglianze esistenti di natura sociale e territoriale”.

Argomenti

È prossima l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici

I principi generali del nuovo Codice dei contratti pubblici che diventerà operativo a decorrere dal 1° aprile 2023, mentre dal 1° luglio 2023 è prevista l’abrogazione del vecchio Codice di cui al D.L.vo n.50/2016.

Maria Rosaria Tosiani

Percorsi scolastici attivi - la formazione del personale docente e del personale ata

Oggi, più che mai, è necessario fare leva su un processo di apprendimento che consenta di acquisire sempre nuove e maggiori conoscenze utili a valorizzare la professionalità docente e del personale ATA.

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Il contributo volontario delle famiglie per l’assicurazione degli studenti

Secondo alcune indiscrezioni non sarà più un obbligo. Sarà vero?

Vincenzo Casella

 

Gli adempimenti contributivi che gravano sulla liquidazione dei compensi accessori

Il trattamento di quiescenza e previdenza dei compensi accessori è stato da sempre disciplinato da un ricco impianto normativo. Sicchè è doveroso vagliare i principali istituti con esemplificazioni pratiche, dopo un attento excursus teorico.

Raffaella Scibinico

 

Le modalità di fruizione del congedo parentale

Successivamente all’approfondimento nello scorso numero, riepiloghiamo in questa sede le caratteristiche della fruizione in unico periodo senza soluzione di continuità, in modalità frazionata e in modalità oraria.

Marta Brentan

 

Ricostruzione della carriera: applicazione del CCNL sottoscritto in data 06/12/2022

Per l’utilizzo delle funzioni aggiornate SIDI per l’applicazione del CCNL 2022 occorre distinguere il personale cessato dal servizio dal 2019, 2020 e 2021, il personale in servizio.

Luciana Petrucci Ciaschini

 

Regolamento contabile ed orientamenti applicativi su eventuali aspetti patologici del conto consuntivo 2022

Prorogati di 30 giorni tutti i termini previsti dall’art. 23, commi 1, 2, 3, 4 e 5 del D.I. 129/2018, per la predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2022.

Angelo Muratore

 

Il caso Tik Tok e la scuola

L’uso dei social può aggravare gli effetti di comportamenti abusivi, come diffondere indebitamente notizie riservate sull’attività svolta dagli uffici pubblici, sui procedimenti in corso e sul conto di persone coinvolte...

Anna Armone

 

Dove ci porterà l’inerzia educativa?

Dovremmo insegnare ai ragazzi che non esiste un copione di massa da seguire per risultare a tutti i costi “vincenti” nella vita. Il progetto esistenziale è l’esito di segnali, indicazioni, parole, gesti, raccomandazioni, richiami utili a definire quelle esperienze educative personalizzate e contestualizzate. 

Michela Lella

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Le regole sulla privacy a scuola (La prima parte è stata pubblicata sul n.4 di aprile 2023)  

 

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Diritto dei genitori all’accesso ai titoli di studio dei docenti

 

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

La gestione del conflitto. Dinamica gestionale del conflitto

 

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE

 

Con l'art. 5 del DECRETO-LEGGE 22 aprile 2023, n. 44  sono state apportate ulteriori modifiche alle norme sul reclutamento dei Dirigenti Tecnici contenuta nel D.L.vo n.297/1994.

Speriamo che sia la volta buona e che si possa finalmente passare dagli annunci alle azioni concrete per realizzazione quanto annunciato.

In sintesi le nuove modifiche riguardano.

1) Viene meglio precisato il requisito dell'anzianità di servizio per partecipare al concorso. Docente che abbia  superato  il  periodo  di prova e che abbia maturato un'anzianità complessiva nel  profilo  di appartenenza o anche nei diversi profili indicati nel presente comma, di almeno dieci anni

2) Si prevede anche la possibilità che venga data una valutazione alla  eventuale prova di preselezione;

3) Cambia il punteggio per la valutazione delle singole prove.

Le commissioni esaminatrici dispongono  di  210  punti,  di cui:

        a) massimo 70 punti da  attribuire  a  ciascuna  delle  prove scritte;

        b) massimo 60 punti da attribuire alla prova orale;

        c) massimo  10  punti  da  attribuire  alla  valutazione  dei titoli.»;

4) cambia la composizione della commissione esaminatrice

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

(Scienza dell’Amministrazione Scolastican.1/2023)

Siamo alle solite. Una sorta di ottusa e sclerotica lettura delle norme porta all’adozione, nel sistema scolastico, di disposizioni che il legislatore ha previsto per modelli assai lontani dalla scuola. Eppure, accade di continuo che nell’applicazione di norme destinate a tutta la pubblica amministrazione la scuola rimanga incastrata in interpretazioni forzate. È accaduto con l’organizzazione del sistema Privacy, con la Trasparenza sul sito web, accade con la rotazione dei dirigenti.

Ad oggi non so come andrà a finire la storia, ma è davvero singolare (eufemismo) leggere l’evoluzione dell’istituto.

È proprio dalle faq dell’Anac che abbiamo la prima risposta “automatica”. Alla domanda “quali enti sono tenuti a dare attuazione alla misura della c.d. rotazione ordinaria? Ecco la risposta “Sono tenuti ad attuare la misura della rotazione ordinaria le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, del d.lgs. 165/2001. L’ANAC ha valutato opportuno che le amministrazioni controllanti e vigilanti promuovano l’adozione di misure di rotazione anche per gli enti di diritto privato a controllo pubblico e gli enti pubblici economici, anche se non tenuti per legge all’applicazione della misura”.

“Le ragioni della rotazione sono da riportare all’esigenza di garantire una delle misure organizzative generali a efficacia preventiva che può essere utilizzata nei confronti di coloro che operano in settori particolarmente esposti alla corruzione. Quanto ai dirigenti, specialmente quelli operanti nelle aree a più elevato rischio corruttivo, l’istituto della rotazione dovrebbe essere una prassi “fisiologica”.

La rotazione del personale è considerata, dunque, quale misura organizzativa preventiva finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza nel tempo di determinati dipendenti nel medesimo ruolo o funzione. La ratio alla base della norma è quella di evitare che un soggetto sfrutti un potere o una conoscenza acquisita per ottenere un vantaggio illecito. La rotazione del personale assegnato alle aree a rischio è considerata una misura fondamentale che il Piano Nazionale Anticorruzione individua e motiva ritenendo che: “l’alternanza tra più professionisti nell’assunzione delle decisioni e nella gestione delle procedure, infatti, riduce il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni ed utenti, con il conseguente consolidarsi di situazioni di privilegio e l’aspettativa a risposte illegali improntate a collusione”. L’alternanza riduce il rischio che un dipendente pubblico, occupandosi per lungo tempo dello stesso tipo di attività, servizi, procedimenti e instaurando relazioni sempre con gli stessi utenti, possa essere sottoposto a pressioni esterne o possa instaurare rapporti potenzialmente in grado di attivare dinamiche inadeguate.

Ma quanto tale modello è necessario e adatto alla dirigenza scolastica? La stessa Anac afferma che “tale misura rappresenta una prassi virtuosa che le Amministrazioni devono perseguire, anche tramite l’utilizzo della formazione finalizzata a rendere interscambiabili i ruoli tra i vari dipendenti. La formazione rappresenta infatti una misura fondamentale per garantire che sia acquisita dai dipendenti la qualità delle competenze professionali e trasversali necessarie per dare luogo alla rotazione (cfr. all. 2 PNA 2019 § 4). La rotazione, inoltre, deve essere prevista e disciplinata nel Piano ovvero in un diverso atto organizzativo, mediante una programmazione anche pluriennale e rispettosa del criterio di gradualità”. Da questa affermazione si comprende come il modello organizzativo al quale si riferisce la norma è un sistema complesso strutturato su più figure dirigenziali che gestiscono ognuna un servizio con tutte le prerogative che la norma riconosce loro.

Ma, per quanto riguarda la scuola, ulteriori ragioni intervengono sulla dubbia opportunità applicativa dell’istituto. Dirigere un’istituzione scolastica è mestiere al quale si arriva dopo aver attraversato la carriera docente. È così che il dirigente sa interpretare la realtà che lo circonda, sa attivare i processi educativi e garantire la qualità del servizio. La “qualità del servizio” non la legittimità dell’azione amministrativa che rappresenta solo uno dei volti dell’azione della scuola. Il Dirigente è, dunque, un leader educativo perché depositario di compiti di coordinamento, gestione e potenziamento del contesto educativo (Barzanò, 2011); organizzativo perché deve saper lavorare in un’entità organizzativa complessa e caratterizzata da legami sistemici come la scuola; relazionale perché deve gestire gli ambiti delle relazioni interpersonali, dei rapporti interistituzionali, della comunicazione informale e formale; amministrativo perché esercita a tutti gli effetti funzioni pubbliche. E tutto questo dovrebbe garantirlo nell’arco di due incarichi, pari a sei anni. Ma anche se fosse plausibile tale traguardo costituirebbe sempre l’applicazione di uno schema rigido che non si addice ad un’organizzazione che ha come obiettivo di missione l’educazione, la formazione e l’istruzione che non si misurano sulla legittimità formale - questa sì controllabile - che va considerata come strumentale e, in una certa misura, va data per scontata. Significa che un’organizzazione che educa alla legalità deve trovare al suo interno la forma dell’autocontrollo e dell’autocensura dei comportamenti violativi di norme procedurali e comportamentali.

La maladministration in un’istituzione come la scuola non si combatte con le griglie preconfezionale, con lo spostamento delle pedine decisionali. Che l’amministrazione pensi ad altre modalità per evitarla, magari sgravando le scuole da adempimenti farraginosi e burocraticamente ossessivi e affidando gli stessi ad un modulo operativo collocato sul territorio, considerato che nei processi decisionali della spesa si annida il potenziale corruttivo. In tale contesto si evidenzia che l’importanza della centralizzazione delle procedure di acquisto, risiede nel fatto che essa è in grado di favorire efficacemente la riduzione ed il controllo delle risorse pubbliche impiegate. A sostegno di tali affermazioni vi sono numerosi argomenti, tra i più significativi si segnalano: la realizzazione di economia di scala, la riduzione del numero di entità organizzative coinvolte nell’esercizio delle funzioni amministrative, facendo così diminuire il costo del controllo sulla regolarità formale delle procedure, nonché accrescere l’efficacia dei controlli interni e un’organizzazione più razionale del personale.

La centralizzazione, inoltre, può essere considerata strumento di stimolo per l’innovazione delle imprese che partecipano alle procedure, accentuando la concorrenza e con l’avvento della specifica disciplina in materia di anticorruzione, Legge n. 190/2012, sembra imporsi anche un’altra finalità, quella di ridurre il rischio di fenomeni corruttivi, in quanto i centri di responsabilità sono più chiaramente individuati. Nel diritto interno, la centralizzazione dei processi di acquisto è stata perseguita anche attraverso la disciplina e la promozione delle centrali di committenza.

Uno sforzo, dunque, necessario e urgente di ripensamento del coinvolgimento automatico della scuola nel calderone dei destinatari della rotazione degli incarichi dirigenziali.

 

E ora veniamo al contenuto di questo numero della rivista.

Francesco Nuzzaci affronta, criticamente, l’accezione “merito” che affianca l’istruzione nell’intestazione ministeriale. L’analisi non si limita all’esplorazione del termine riferito agli studenti, ma si estende, particolarmente, al merito inteso come indicatore imprescindibile della funzione docente. E così si spinge ad auspicare non solo la valutazione delle prestazioni professionali dei docenti, ma anche, come logica conseguenza, lo sviluppo professionale.

 

Gabriele Venturae Massimo Nutiniaffrontano il tema della formazione in servizio e il fabbisogno di educatori e insegnanti per il sistema integrato zerosei. Il sistema integrato zerosei non è accompagnato da un sistema formativo universitario, né in servizio, del personale educativo e insegnante. Gli autori mettono in evidenza contraddizioni e vuoti degli attuali percorsi universitari. Gli esiti di tale situazione si fanno sentire nell’attuale e cronica difficoltà dovute alla carenza di personale in possesso di titolo di studio idoneo, disponibile ad insegnare nella scuola dell’infanzia e, più recentemente, analoga criticità si riscontra anche per i servizi educativi all’infanzia. Le iniziative politiche da parte degli enti locali hanno portato soltanto a soluzioni transitorie. Gli autori, inoltre, esplicitano la possibile organizzazione della formazione del personale integrata con l’apparato statale, in coerenza con il sistema integrato.

 

Pietro Nettiesplicita in modo davvero esaustivo le problematiche che ruotano intorno al tema dell’uso dei cellulari a scuola. L’autore parte dalla regolazione normativa per passare all’esemplificazione degli strumenti regolatori, non tralasciando gli aspetti legati alla Privacy. Una vera guida per affrontare la tematica con una visione multiprospettica.

Vanna Monducci ricostruisce il quadro completo degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con particolare attenzione al settore dell’istruzione. L’analisi è puntuale e completa, di facile lettura e comprensione per tutti coloro che vogliono avere a disposizione il quadro completo degli interventi.

 

Carmen Iuvoneillustra in modo chiaro ed esaustivo il processo di autonomia differenziata contenuto nel disegno di legge del Ministro Calderoli recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario, approvato in Consiglio dei Ministri il 2 febbraio u.s. Un ruolo centrale nel disegno di legge è occupato dalla previsione della precisa definizione dei LEP che deve rispondere, altresì, all’esigenza di certezza delle risorse disponibili in ciascun territorio, per l’esercizio delle relative funzioni amministrative. L’autrice prende atto favorevolmente dell’impostazione dell’art 143 del ddl bilancio 2023, secondo cui “l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia di cui all’articolo 116, terzo comma, della costituzione, relative a materie o ambiti di materie riferibili, ai sensi del comma 3, lettera C), del presente articolo, ai diritti civili e sociali che devono essere garantiti in tutto il territorio nazionale, è consentita subordinatamente alla determinazione dei relativi livelli essenziali delle prestazioni (LEP)”.

 

Giancarlo Sacchirivisita il tema della riforma dell’istruzione tecnica e professionale alla luce del grande investimento del PNRR il quale prevede che si intervenga sia sull’innovazione degli istituti secondari, da porre in relazione all’industria 4.0, sia alla riforma dell’orientamento, già a partire dalle scuole del primo grado. Il processo orientativo diventa decisivo sia per la riuscita personale e professionale dei giovani, sia per la qualità del sistema che non ha più bisogno di ricorrere a generalizzate procedure curricolari e selettive, quanto alla personalizzazione degli apprendimenti che culmineranno con una selezione orientativa.

 

Federica Marotta affronta una tematica sempre molto attuale in Italia che è quella relativa alla sicurezza sul posto di lavoro. Nello specifico in questo articolo si è voluto trattare il tema della sicurezza nelle scuole, la quale non riguarda esclusivamente la cura dell’edificio scolastico in sé a livello strutturale, o la vivibilità dell’ambiente da parte di coloro che lavorano e vivono la scuola quotidianamente, ma, anche, la sicurezza relativamente agli incidenti che possono verificarsi all’interno dell’edificio stesso e alla necessità di segnalazione di eventuali problematiche agli Enti direttamente competenti.

 

Stefano Callà propone un contributo storico articolato in quattro interventi sulle vicende che hanno riguardato le politiche scolastiche nel nostro paese nella seconda metà del Novecento. In questa primo articolo “L’immobilismo degli anni cinquanta” si sofferma sulle questioni dell’immediato secondo dopo-guerra argomentando come la fragilità del quadro politico del Paese, uscito devastato dalla Seconda guerra mondiale, condizionò profondamente le scelte politiche sul sistema scolastico.

 

Le recensioni cinematografiche diVincenzo Palermo. La prima opera è il documentario su Ennio Morricone. La visione del documentario, con la sua forza evocativa e gli accenti lirici tipici del cinema di Tornatore, è un’esperienza narrativa e biografica di estremo spessore, da rivivere con gli studenti per parlare di cinema, letteratura e musica per film. La seconda opera è il film Belfast, un’autobiografia romanzata in cui il regista racconta sé stesso attraverso il filtro affabulatore delle immagini. Essa potrebbe costituire la premessa di un progetto scolastico individuato nell’autobiografia e nel racconto di sé. L’ultimo film è “Una femmina” ambientato in Aspromonte e racconta la piaga mafiosa nella Calabria patriarcale spiegata attraverso una storia universale di riscatto e rivincita.

 

Chiudiamo con le recensioni librarie diGiuliana Costantiniesordiscono con un libro di Carol Diehl, Banksy!che sembra davvero scritto per i ragazzi e per i docenti di discipline artistiche, ricco, com’è, di significati etici e contemporanei. Il secondo libro è di Pierpaolo Perretti,Perché (non) andare a scuola.È un libro scritto da un docente innamorato della sua professione e questo amore traspare dal rilievo etico che conferisce all’attività di insegnamento. In fondo la scuola è pur sempre un luogo con una particolare atmosfera: quella dove anche gli stessi insegnanti hanno tanto imparato dai loro allievi. Il terzo libro è di Luca Sciortino, Vita di un albero raccontata da sé medesimo. È un racconto basato sul rispetto dell’ambiente, narrato dallo stesso protagonista, la quercia Gina Fronzuta. Un vero strumento educativo per i bambini, affinché crescano nella consapevolezza e nel rispetto dell’ambiente.

 

Buon lavoro a tutti, ma anche good luck!

 

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