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Davvero ininfluente sull’apprendimento il numero di alunni per classe?
Tra le ultime novità che si sono intrecciate intorno agli interventi legislativi che hanno impegnato il Ministero dell’Istruzione e del Merito (le nuove Indicazioni Nazionali per infanzia e primaria, modifica dell’esame di maturità a partire da quelli del 2026, l’Educazione all’affettività e alla sessualità), si è posta, in buona evidenza la questione del numero di alunni per classe dal quale dipenderebbero anche l’apprendimento degli studenti e, persino, il rischio di burn out per i docenti.
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Come si organizza una scuola travolta dai cambiamenti
Una professione in trasformazione: come la complessità del sistema scolastico contemporaneo ridisegna ruolo, funzioni e organizzazione della dirigenza.
Stefano Stefanel 

Storie d’infortunio: raccontare per prevenire
Uno strumento molto potente nell’informazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, all’interno dei processi di comunicazione.
Antonietta Di Martino

L’organizzazione dei viaggi d’istruzione
Programmazione didattica, autonomia scolastica e nuove regole sulla sicurezza.
Angelo Orsingher e Carmelo Febbe

Davvero ininfluente sull’apprendimento il numero di alunni per classe?

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Tra le ultime novità che si sono intrecciate intorno agli interventi legislativi che hanno impegnato il Ministero dell’Istruzione e del Merito (le nuove Indicazioni Nazionali per infanzia e primaria, modifica dell’esame di maturità a partire da quelli del 2026, l’Educazione all’affettività e alla sessualità), si è posta, in buona evidenza la questione del numero di alunni per classe dal quale dipenderebbero anche l’apprendimento degli studenti e, persino, il rischio di burn out per i docenti.

In merito al rapporto alunni per classe e qualità dell’apprendimento, lo stesso ministro Valditara ha acceso la miccia con una sua esternazione durante il Forum Welfare Italia organizzato da The European House Ambrosetti. Riferendosi, in particolare, ad un recente studio dell’Invalsi sulle classi numerose, sembrerebbe che queste non causerebbero necessariamente risultati di apprendimento peggiori; peraltro, in alcune circostanze le classi più piccole potrebbero fare riscontrare un rendimento inferiore rispetto a quelle più grandi. Da ciò, sembra lecito affermare che “Il numero degli alunni per classe non fa la differenza” sugli apprendimenti degli stessi allievi.  Sinteticamente, a detta del ministro “studi dell’Invalsi ci confermano che quando il rapporto docenti-studenti è troppo basso il rendimento non migliora, anzi peggiora.

Non ci si sofferma sul fatto che il “rendimento” non è necessariamente legato al numero di alunni iscritti in classe, ma alla loro provenienza socio-economica, come anche al contesto territoriale di pertinenza. In tali ed altri casi, le classi possono essere formate da un numero ridotto di iscritti e gli apprendimenti potrebbero essere segnati dall’ambiente più che non dall’organizzazione scolastica. Per la verità, occorre riconoscere, come evidenziato dal ministro, che il suo dicastero ha assegnato più docenti alla scuola per dare più attenzione e potenziamento ai singoli e per garantire percorsi personalizzati di recupero.

Bisogno di chiarezza vorrebbe che si desse rilievo ad una certa questione: gli alunni, bambini o ragazzi che siano, non sono più quelli di una volta, quando per classe stazionavano anche più di 30 – 35 alunni, l’insegnante era un’autorità, i genitori non erano i sindacalisti dei propri figli, nelle classi non c’era l’affollamento di bambini e ragazzi immigrati, portatori di cultura, lingua, valori anche molto distanti da quella di cui la scuola è interprete. Non sono pochi, tra questi bambini, i casi di disturbi cognitivi o comportamentali. Si segnalano classi, nella scuola primaria finanche con quattro casi di disabilità, dichiarati o in via di dichiarazione; si segnalano anche classi nelle quali il numero di alunni immigrati soverchia quello degli italiani, con notevoli ripercussioni in ordine alla didattica e alla disciplina.

Argomenti

Le novità recate dal nuovo ccnl 2022/24 per il personale della scuola
Il rinnovo del CCNL è stato limitato al trattamento economico e alle relazioni sindacali.
Maria Rosaria Tosiani

Il ruolo del Direttore SGA nella contrattazione integrativa d’istituto
Gli adempimenti posti a suo carico del direttore SGA.
Raffaella Scibinico

Le regole sulla corretta gestione del conto terzi
La Corte dei conti conferma la legittimità della gestione amministrativo-contabile.
Adriano Bernini

Come si convalida la dichiarazione dei servizi resa su istanze on line
L’applicazione è finalizzata alla valutazione delle Dichiarazioni dei Servizi in carico alle segreterie scolastiche.
Luciana Petrucci Ciaschini

  • L'INFORMAZIONE IN BREVE

Le date delle prove scritte concorso docenti 2025 PNRR3

Utilizzo delle palestre scolastiche da parte di associazioni e società sportive

Come introdurre l’IA nelle scuole: indicazioni ed esempi nella piattaforma UNICA

Posizioni economiche ATA

Pensionati: dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo

Intelligenza Artificiale: la Commissione lancia l'AI Act Service Desk e la piattaforma informativa unica per supportare l'AI Act

Suggerimenti del Garante ai genitori per limitare la diffusione online di contenuti che riguardano i propri figli

L'educazione sessuale in aula e il consenso informato. L'intervento

Concorso nazionale “Salute e sicurezza... insieme!”

Come rispettare in modo puntuale gli obblighi di pubblicazione previsti entro il 30 novembre?

Chiarire i punti critici della pubblicazione degli atti nell’area Amministrazione trasparente  

La Casa Editrice Euroedizioni Torino propone un corso di formazione online dal taglio pratico ed operativo sugli obblighi di pubblicazione su amministrazione trasparente. ll corso si articola in un webinar per complessive 3 ore di formazione.  

Il webinar accompagna DSGA, Dirigenti scolastici e Assistenti amministrativi nella gestione corretta e trasparente delle informazioni istituzionali, attraverso esempi applicativi e un inquadramento normativo aggiornato.

EDITORIALE Ivana Summa

Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni
Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari.

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Il coraggio e la responsabilità della scelta Eva Raffaella Maria Nicolò

Il perimetro della curricolarità Stefano Stefanel

Indicazioni Nazionali 2025: frasi e parole per riflettere sulla Scuola dell’Infanzia Nicoletta Calzolari 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni

Editoriale di Ivana Summa

Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari. Gli autori dei saggi, poiché sono tutte persone di scuola, ci dicono essenzialmente una cosa: come fare ad innestare il nuovo proposto nelle I.N., dal momento che non nasce come miglioramento dell’esistente? L’esistente, infatti, nei casi riportati in questo numero della rivista, ci dice che ci sono scuole ed insegnanti che già da molti anni hanno elaborato visioni strategiche, didattiche innovative, approcci metodologici coerenti con una conoscenza interdisciplinare, semplicemente avvalendosi degli spazi concessi, per un verso, dall’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6 del DPR n. 275/1999) e, per un altro, dall’art. 8 del decreto citato che prevede la progettazione curriculare di Indicazioni Nazionali e Linee Guida, emanate dal Ministro. Purtroppo, questo stato di cose non può essere generalizzato, perché poche sono le scuole e limitato il numero di insegnanti che, avendo contezza della propria discrezionalità professionale e delle potenzialità dell’autonomia scolastica, fino ad oggi hanno saputo tracciare i sentieri dell’innovazione, inevitabile di fronte ai molteplici e tumultuosi cambiamenti sociali.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO, organizza un corso di preparazione  finalizzato al superamento delle prove scritte concorso dirigenti tecnici con possibilità di correzione degli elaborati

In considerazione che il Ministero ha fissato la prova preselettiva suppletiva al 16 dicembre 2025 si comunica che il corso di preparazione avrà inizio il 25 novembre 2025 alle ore 17,00 con la prima lezione del Dott. Mario Maviglia  Dirigente Tecnico

Costo del corso 200,00 euro

Per iscriversi al corso  inviare i propri dati a direttore@euroedizioni.it  

A coloro che effettueranno l’iscrizione sarà inviato il link di collegamento ai webinar

Obiettivi del corso

L’obiettivo del corso  è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta aperta. I sette quesiti dovranno essere risposti in 180 minuti (mediamente 25 minuti a quesito)  e in poco spazio, (mediamente 25 righe).

La seconda prova scritta ha carattere teorico-pratico si sostanzia nella risoluzione di un caso pratico da svolgere  in 120 minuti attinente all’ambito di esercizio delle funzioni dei dirigenti tecnici come disciplinate dalla normativa vigente.

Di conseguenza si dovranno acquisire i concetti chiave degli argomenti e soprattutto l’abilità di saperli articolare in pochi periodi.

I quesiti potranno essere circoscritti ad una sola area del Bando ovvero potranno avere carattere multidisciplinare, in ogni caso, saranno incentrati sull’attività professionale del dirigente tecnico ed  orientati a far comprendere alla Commissione in che modo gli aspiranti dirigenti sapranno utilizzare le loro conoscenze.

Il corso sarà realizzato dagli  esperti che collaborano con Euroedizioni e con la partecipazione del Dott. Mario Maviglia Dirigente Tecnico.

EUROEDIZIONI 2025 - Pagine  592 - Costo 36,00 euro

Questa guida  vuole essere un supporto pratico per i candidati che si apprestano ad affrontare le due prove scritte del concorso a posti di dirigente tecnico dell'amministrazione scolastica.

Essa propone lo sviluppo in forma sintetica ma esauriente di casi pratici sulla funzione ispettiva  per la seconda prova scritta e  quesiti a risposta aperta per la prima prova scritta su tutti gli argomenti delle materie di esame.

La guida è stata redatta con il contributi di diversi autori che collaborano  con la Casa Editrice di euroedizioni.

 

MODALITA' DI ACQUISTO

· Con la Carta del docente

· Bonifico: CODICE IBAN   IT 85 D 07601 01000 000035368109 - Intestato a EUROEDIZIONI SRL Via Osasco 62- 10141 Torino

· Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

 

 

Dove e quando: 12 novembre 2025 dalle ore 9,00 alle ore 13,00

Presso Auditorium Zanella, via Trento, 21 -- Arzignano (VI)

Destinatari: Dirigenti scolastici, DSGA, personale di segreteria, docenti referenti innovazione. Ai partecipanti verrà rilasciato l'attestato di partecipazione.

Programma:

1) L'intelligenza artificiale e l’integrazione documentale della Privacy

Relatore: dott.ssa Anna Armone, Direttore responsabile della rivista trimestrale Scienza dell’Amministrazione Scolastica.

2) Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche

Relatore: Avv. Stefano Callà.

3) Intelligenza artificiale a scuola: innovare in sicurezza, con trasparenza e responsabilità. Un viaggio tra le tecnologie più attuali e le migliori pratiche di implementazione nel contesto scolastico

Relatore: Stefano Parcaroli, CEO Rekordata srl e VP R-Store Spa

 

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 257 del 5/11/2025, è stata pubblicata la Legge 30 ottobre 2025, n. 164, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”.

ALLEGATO IL TESTO COORDINATO

 

Dopo mesi di attesa, il nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca è finalmente realtà. A partire dal 1° gennaio 2024, insegnanti e personale ATA vedranno riconosciuti aumenti retributivi che, pur variando a seconda del ruolo e dell’anzianità di servizio, rappresentano un segnale concreto di attenzione verso il mondo della scuola, spesso rimasto ai margini dei rinnovi più consistenti del pubblico impiego.

Per i docenti, l’aumento mensile lordo oscilla tra i 110 e i 185 euro, con valori che crescono in base agli anni di servizio e al grado di scuola. Si parte dai 110,12 euro per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria nella fascia iniziale (0-8 anni), fino ad arrivare ai 185,31 euro per i docenti laureati della scuola secondaria di secondo grado con oltre 35 anni di servizio. Nel mezzo, diverse sfumature: per esempio, i docenti delle scuole medie con pochi anni di anzianità avranno un incremento di circa 119 euro mensili, mentre chi insegna da oltre vent’anni potrà superare i 160 euro.

COME FARE I PROVVEDIMENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA  DEL PERSONALE DOCENTE, DOCENTI DI RELIGIONE  E DEL PERSONALE ATA

Costo del Corso 50,00 euro per scuola. Potete iscrivere tutti gli impiegati della segreteria interessati al corso - E' sufficiente che ci vengano comunicati i nominativi e la mail delle persone interessate per abilitare la fruizione del corso.

ACQUISTO CORSO SU MEPA.  CODICE: CARRIERADOCENTIATA

Acquisto corso fuori MEPA inviare l'ordine con l'indicazione del Codice CIG e CODICE UNIVOCO per l'emissione della fattura a euroed@euroedizioni.it

Autorevolezza impossibile… o quasi

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

La scuola è in crisi da un bel po’ di tempo, gran parte degli insegnanti è scoraggiata, con livelli di ansia in crescita. Uno studio condotto su circa 2.000 insegnanti italiani denuncia che l’85% riferisce livelli di stress pari o superiori a 7 su 10, con punte di 8 per la metà degli intervistati. Si può quindi parlare di uno stress cronico e diffuso, incistato nel sistema, le cui cause appaiono essere:

La burocrazia scolastica, definita come “opprimente” (punteggio 7,4/10), che sottrae tempo ed energie alla didattica e distrae gli insegnanti dal loro compito specifico che è l’insegnamento.

Le relazioni professionali che si sono fatte sempre più complesse con dirigenti, colleghi e famiglie (tra 4.4 e 5.6/10). A patirne di più sono i docenti della scuola primaria, sradicata da un discutibile processo di “secondarizzazione”.

Il mancato riconoscimento della figura docente, che lamenta scarsa considerazione anche dalla politica ministeriale, un trattamento economico ai limiti dell’indigenza (3.8/10), una disattesa crescita professionale (2.98/10).

Argomenti

Autorevolezza impossibile… o quasiù
La scuola è in crisi da un bel po’ di tempo, gran parte degli insegnanti è scoraggiata, con livelli di ansia in crescita. Uno studio condotto su circa 2.000 insegnanti italiani denuncia che l’85% riferisce livelli di stress pari o superiori a 7 su 10, con punte di 8 per la metà degli intervistati. Si può quindi parlare di uno stress cronico e diffuso, incistato nel sistema...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Il programma annuale E.F. 2026
La programmazione delle risorse finanziarie.
Maria Rosaria Tosiani

Interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro
L’utilizzo di un utile strumento per l’applicazione corretta del D.Lgs. n. 81/08 e la risposta all’interpello n. 1/2025, sui percorsi formativi in materia di sicu­rezza per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università.  
Antonietta Di Martino

Deroghe al principio di rotazione nelle procedure di affidamento diretto
Evoluzione normativa e applicazione del principio di rotazione negli affidamenti diretti ai sensi del D.Lgs. 36/2023.

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Il programma annuale e.f. 2026
Le annuali indicazioni del Ministero con la specificazione dei finanziamenti.
Maria Rosaria Tosiani

La redazione del programma annuale 2026
Le fasi in cui si articola il procedimento di costruzione del programma annuale: gli aspetti pratici e operativi.
Maria Rosaria Tosiani

Carte di credito e prepagate nella scuola autonoma: una gestione evoluta tra normativa, strumenti e controllo
Carmelo Febbe, Angelo Orsingher

La ricostruzione della carriera del personale della scuola: la dichiarazione dei servizi e la domanda di ricostruzione della carriera in istanze on line
Per ottenere la valutazione dei servizi pre-ruolo il personale deve presentare apposita istanza entro il 31 dicembre di ciascun anno.
Luciana Petrucci Ciaschini

Le risorse finanziarie messe a disposizione delle istituzioni scolastiche per la determinazione dei compensi accessori al personale anno  2025/2026 
Raffaella Scibinico

E' stato pubblicato il bando di concorso relativo al reclutamento dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia, i posti messi a bando sono 27.376; si può partecipare in una sola regione. L’istanza è unica, specificando le tipologie di posto o i gradi d’istruzione per cui si possiede il titolo di accesso e si intende concorrere.

La domanda si può presentare dalle ore 10:00 del 10 ottobre alle ore 23:59 del 29 ottobre 2025.

REQUISITI DI ACCESSO PER SCUOLA PRIMARIA E DELL’INFANZIA

1) abilitazione ottenuta con la laurea in scienze della formazione primaria;

2) diploma magistrale abilitante o diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali entro l’anno scolastico 2001/2002 e, per la scuola dell’infanzia, dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale.

E' stato pubblicato il bando di concorso relativo alla scuola secondaria, i posti messi a bando sono 30.759; si può partecipare in una sola regione e per una sola classe di concorso, distintamente per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché per le distinte e relative procedure su sostegno.

La domanda si può presentare dalle ore 10:00 del 10 ottobre alle ore 23:59 del 29 ottobre 2025.

REQUISITI DI ACCESSO

Per la scuola secondaria sono requisiti di accesso:

La Casa Editrice Euroedizioni  vi propone un Corso completo  on line  in modalità webinar  di preparazione  al CONCORSO PNRR3 per gli aspiranti docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, finalizzato al superamento delle  prova scritta e della prova orale.

Sono previsti 15 Webinar per complessive 30 ore di preparazione, con esercitazioni e simulazione delle prove  – Costo del corso 150,00 euro

Obiettivi del Corso

L’obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta multipla, nonché saper affrontare la prova orale attraverso la preparazione di una lezione simulata.

CORSO di preparazione alle prove scritte con possibilità di correzione degli elaborati

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO, organizza un corso di preparazione  finalizzato al superamento delle prove scritte concorso dirigenti tecnici. 

Il corso avrà inizio  il 28 Ottobre2025 alle ore 17 La partecipazione al primo webinar è GRATUITA ! Nel corso del webinar sarà spiegata la modalità organizzativa del corso e la metodologia per affrontare i quesiti a risposta aperta.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Aggiornamento dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti per l'anno scolastico 2025/2026

Corsi sulla sicurezza per i docenti

La Consip ha avviato  la prima gara nazionale per i Viaggi d'istruzione

Firmata l’ipotesi del CCNI del FMOF anno scolastico 2025/2026

Gli incarichi legali nella PA sono appalti pubblici

Compensi agli ATA per la gestione delle pratiche pensionistiche

Corte di Giustizia europea: gli anni di insegnamento nelle scuole paritarie non valgono per la ricostruzione di carriera

Espero, nuovo comparto di investimento  denominato “Dinamico”

 

Con rilascio di Attestato  a norma di legge

La Casa Editrice Euroedizioni Torino organizza un corso in modalità webinar sulla sicurezza per i datori di lavoro del comparto scuola  in conformità all’obbligo previsto dal nuovo Accordo Stato/Regioni del 17 aprile 2025, con il rilascio di regolare attestato a norma di legge. Il corso avrà la durata di 16 ore.  Sono previste 2 lezioni di 2 ore e 4 lezioni di 3 ore.

Il corso avrà inizio  Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 17,00

 

Relatori:  Le lezioni saranno tenute dalla  D.ssa Antonietta Di Martino e Ing. Paolo Pieri autori del testo SALUTE e SICUREZZA NELLA SCUOLA  Edito da Euroedizioni

 

Costo di iscrizione:  La quota di partecipazione al corso è stabilita in 200,00 euro. 

Nel costo del corso è compreso il rilascio dell'Attestato  a norma di legge, una copia del manuale a cura di Di Martino e Pieri: SALUTE e SICUREZZA nella SCUOLA  - Guida tecnica e strumento per adempiere agli obblighi e organizzare la sicurezza  Euroedizioni Torino 2023

L'accesso alla modulistica  in formato digitale collegandosi al sito  www.euroedizioni.it/modulistica-sicurezza.

Come ogni anno, le istituzioni scolastiche — statali e paritarie — hanno a disposizione un’importante opportunità per sostenere l’aggiornamento e la formazione del personale: il rimborso per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore (anche in formato digitale).

Il contributo è stato reso stabile, e non più temporaneo, conformemente all’art. 1, comma 389 della legge 160/2019, come modificato dall’art. 1, comma 320 della legge 213/2023.

La grande novità: il contributo è collegato all’anno scolastico (non più all’anno solare) e vale per tutte le scuole, senza distinzione di ordine o grado.

Periodo per presentare la domanda: dal 10 dicembre 2025 al 16 marzo 2026

Le domande devono essere firmate digitalmente dal Dirigente scolastico e indirizzate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Che anno scolastico sarà il 2025/2026?
Tra ritorni al passato e nuove incognite: la scuola italiana alla prova della riforma.

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Non si può dire che la riforma non sia partita. Un passo dopo l’altro, a balzelloni, è stato ridisegnato il quadro complessivo dell’istruzione, una sorta di mosaico che si è composto un po’ alla volta e che ha suscitato diffuse perplessità, critiche, prese di posizione, un po’ perché alcune novità sono state introdotte senza tener conto che si stava bypassando l’autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, un po’ perché si sono evidenziate per lo spirito sanzionatorio che le sosteneva - in un ambiente che, di contro, privilegia l’aspetto educativo delle norme -, un po’ perché intenzionalmente orientate alla modificazione e sostituzione di documenti fondamentali (vedi: la proposta di riforma delle indicazioni nazionali 2025 per la scuola primaria), un po’ per l’evidente slittamento della organizzazione scolastica verso un passato rigenerato e inteso come la vera panacea per una scuola in disarmo (vedi la riforma dell’esame di Stato): tornare al passato guardando al futuro, un passato in cui il sacrificio, la disciplina e il merito si evidenziano come rimedi educativi indispensabili. Sarà così che la scuola, che noi stessi abbiamo definito in rotta verso il fallimento, si salverà e guiderà saldamente i nostri giovani verso un ridente avvenire?

Non possiamo che augurarcelo. Resta comunque più di qualche dubbio su quali intenzioni abbiano mosso la riforma in corso. L’ideologia che si intravvede suscita più di una qualche inquietudine, specialmente perché non si percepisce alcun chiaro riferimento socio-psicopedagogico, perché non mostra di avere validi riferimenti teorici. Si agisce senza far tesoro della storia della scuola, che si pensava definitivamente disancorata dalla riforma Gentile del 1923, anche perché i tempi non sono più gli stessi. È pur vero, però, che i tempi minacciano, ahimè, di esercitare la regola dei “corsi e ricorsi storici” di Vico.

Argomenti

Che anno scolastico sarà il 2025/2026?
Non si può dire che la riforma non sia partita. Un passo dopo l’altro, a balzelloni, è stato ridisegnato il quadro complessivo dell’istruzione, una sorta di mosaico che si è composto un po’ alla volta e che ha suscitato diffuse perplessità, critiche, prese di posizione, un po’ perché alcune novità sono state introdotte senza tener conto che si stava bypassando l’autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, un po’ perché si sono evidenziate per lo spirito sanzionatorio che le sosteneva - in un ambiente che, di contro, privilegia l’aspetto educativo delle norme...
Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Divieto dell’utilizzo dei cellulari in classe: un modello possibile
È nell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche individuare le misure organizzative e didattiche atte ad assicurare il rispetto del divieto. Proponiamo un possibile schema di regolamento di disciplina.
Pasquale Annese

Infortunio di un dipendente: quando è esclusa la responsabilità del datore di lavoro?
L’evoluzione giurisprudenziale in materia di infortuni sul lavoro e il concetto di “area di rischio”.
Antonietta Di Martino

Argomenti

Il bullismo, il cyberbullismo e gli effetti sul voto di condotta dello studente
Gli atti di bullismo possono essere anche sanzionati sul piano disciplinare ma ciò deve essere regolamentato e per la piena legittimità seguire l’iter previsto dal D.P.R. 235/2007.
Anna Armone

L’indennità di direzione del funzionario EQ
La nuova disciplina introdotta con il CCNL 2019/2021.
Maria Rosaria Tosiani

Visite medico collegiali del personale ATA
Le richieste  devono essere inoltrate dalle Amministrazioni direttamente all’INPS per il tramite del proprio portale.
Luciana Petrucci Ciaschini

Livelli, soggetti e materie di relazioni sindacali
Regole e modalità di contrattazione d'istituto.
Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Si può regolamentare il volo delle farfalle?

Editoriale di Ivana Summa

Ho appena terminato di leggere i contributi che vengono pubblicati in questo primo numero che coincide con un nuovo anno scolastico e voglio riprendere alcuni passaggi fondamentali non per appropriarmene, ma per utilizzarli come categorie interpretative del cambiamento che continua ad abbattersi sul nostro sistema scolastico. Così, per il titolo, mi sono ispirata ad un passaggio del contributo di Stefano Stefanel dal titolo “Insegnanti e digitale”. Tale passaggio riguarda l’apprendimento informale, spesso non considerato dalla scuola e che, ormai da alcuni anni, è sempre più apprendimento dal digitale; infatti, scrive: “L’apprendimento informale oggi è per lo più digitale; quando ero bambino io era solamente esperienziale… la questione non è dunque che ruolo dare al digitale nella scuola, anche perché ce l’ha già: è una delle otto competenze chiave. Quello che si dovrebbe fare è, invece, capire entro quali spazi inserire spazi formativi, informativi, progettuali, programmatici. Compito che – a questo punto e con la macchina dell’Intelligenza Artificiale a pieno regime – non ha alcun senso realizzare per via regolamentare o per via curricolare. Scrivere oggi sul digitale e la digitalizzazione regolamenti d’istituto è perdere tempo e cercare di regolamentare il volo delle farfalle…”.

La questione rappresenta una categoria – quella del regolare, normare, regolamentare tutti gli ambiti educativi e didattici, terreno di autonomia scolastica e libertà professionale dei docenti – che sta prendendo piede nelle nostre scuole partendo dall’ipotesi che le farfalle – le nostre scuole e i nostri docenti – possano/debbano viaggiare in un’unica direzione e con un’unica coreografia. Ed è sotto gli occhi di tutti noi il profluvio di decretazione ministeriale che, anche durante l’estate, ci ha inondato. E, tanto per citarne alcuni, ricordiamo il divieto d’uso del cellulare durante tutto l’orario scolastico, le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche e le nuove disposizioni che regolamentano l’esame conclusivo del 2° ciclo d’istruzione, nostalgicamente denominato di “maturità”. È possibile fare formazione sull’utilizzo del digitale senza avere a disposizione i dispositivi; ignorare la presenza trasversale e pervasiva del digitale nella nostra vita quotidiana senza pensare alla necessità di progettare e sperimentare una didattica ibrida; e, infine, esiste davvero qualche professionista in grado di certificare seriamente la maturità di una persona a 19 anni?

EDITORIALE Ivana Summa

Si può regolamentare il volo delle farfalle?
Ho appena terminato di leggere i contributi che vengono pubblicati in questo primo numero che coincide con un nuovo anno scolastico e voglio riprendere alcuni passaggi fondamentali non per appropriarmene, ma per utilizzarli come categorie interpretative del cambiamento che continua ad abbattersi sul nostro sistema scolastico...

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

L’orgoglio pedagogico nelle professioni educative: difendere la dignità professionale in un tempo di sfiducia  Andrea Porcarelli

Le CdP di apprendimento come dispositivo di innovazio­ne scolastica Emanuela Elba

Scuola e tecnologie digitali Bruno Lorenzo Castrovinci

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

La Casa Editrice EUROEDIZIONI propone un corso di formazione on line  dal taglio pratico ed operativo destinato ai Dirigenti scolastici anche di nuova nomina per metterli in condizione di svolgere con competenza e professionalità i delicati compiti che la funzione dirigenziale gli assegna.

ll corso si articola in 13 webinar per complessive 26 ore di formazione.

I corsisti possono porre quesiti e richieste di chiarimento. Durante il corso saranno proposte esercitazioni pratiche anche sugli specifici adempimenti.

I corsisti potranno  fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

Le lezioni possono essere ascoltate anche in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole. I contenuti del corso sono esplicitati nell'allegato elenco.

I temi che abbiamo scelto da trattare sono prettamente tecnici sotto il profilo pratico  amministrativo e contabile dove le difficoltà soprattutto per i nuovi dirigenti possono essere più rilevanti.

Data di inizio del corso

Il corso avrà inizio il 30 settembre 2025, con la prima lezione, a partire dalle ore 17, in modalità webinar  . A coloro che effettueranno l'iscrizione sarà inviato il LINK di collegamento e il programma completo con le date delle lezioni

Il corso costa solo 130,00 euro.

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole

Piano nazionale anticorruzione 2025: fino al 30 settembre la consultazione on line

Bonus psicologo 2025: riapre la procedura per presentare le domande

Partecipazione alle Prove INVALSI 2025

Gestione pubblica: dal 1° ottobre 2025 cambiano le modalità di aggiornamento delle posizioni assicurative

Contingente del personale scolastico da destinare all’estero a.s. 2025/26

Gli anni di insegnamento nelle scuole paritarie non valgono per la ricostruzione di carriera

Improcrastinabile recuperare l’alleanza con i genitori

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

Occorre ammettere, nostro malgrado, che la scuola stia attraversando un periodo di confusione come mai prima e le cause non possano essere ascritte esclusivamente all’ormai rituale avvicendarsi degli opposti schieramenti politici al Governo e al Ministero per l’Istruzione, oggi MIM, pur se su questi ricade l’essere la fonte principale dei disagi che si riversano sulla capacità della scuola di interpretare la realtà in cui si trova ad operare, nonché il ruolo e la funzione che il dovere istituzionale e costituzionale le chiedono di assolvere nel miglior modo possibile. Prova ne sono il susseguirsi di riforme e controriforme, il ricorso a disposizioni spesso improvvisate e dimostrative, a volte ispirate da qualche evidente necessità di chiarire, promuovere ed orientare, anche innovare seppure non sempre tenendo conto del reale bisogno della scuola, oppure anche solo per corrispondere a dettati ideologici di parte o di partito.

La recente proposta del ministro Valditara, di un provvedimento per rafforzare la tutela degli insegnanti e del personale scolastico, prevedendo l’arresto obbligatorio in flagranza nelle ipotesi di lesioni personali a carico di docenti e dirigenti (per le lesioni lievi da 6 mesi a 3 anni attuali a 2 a 5 anni di reclusione), rientra nella manifesta e apprezzabilissima volontà di restituire prestigio agli operatori della scuola. Non vogliamo discutere qui in merito all’entità delle pene o del merito della proposta che, comunque, risponde alla urgente necessità che si ponga fine a queste condotte scellerate, segno evidente di un disvalore che ha accompagnato la scuola in questi ultimi anni, di una distorta considerazione del suo ruolo, di una più diffusa maleducazione a carico di personaggi non certo esemplari. Vale la pena, però, guardare alle ragioni che hanno portato a questa deplorevole situazione:

  • notevole incremento del numero di alunni con disabilità per classe;
  • forte incremento di alunni provenienti da altre culture e tradizioni;
  • inverosimile incremento della burocrazia;
  • classi con un numero di alunni eccessivo per una programmazione che tenga conto di tutti e di ciascuno in particolare (altro che scuola inclusiva!);
  • incremento non indifferente degli impegni dei docenti in riunioni, compilazione di registro elettronico, preparazione materiale didattico ed altre amenità;
  • un riconoscimento economico, per gli insegnanti e il personale ATA già oltre i limiti della decenza e dell’indigenza, comunque segno di una politica che cede alla vessazione più che non al riconoscimento della funzione e alla sua valorizzazione;
  • le scarse proposte di formazione;
  • la scarsa attenzione all’organizzazione scolastica, che si regge soprattutto grazie al middle management, un esercito di docenti che consente, al puzzle variegato della scuola, di garantire il funzionamento delle istituzioni scolastiche, senza fruire di riconoscimenti ufficiali e con uno scarso incentivo economico;
  • istituzioni scolastiche in edifici “malmessi” che, di certo, non favoriscono l’apprendimento e neanche l’insegnamento.

Tutto questo ha portato ad una caduta d’interesse professionale degli insegnanti, esposti a difesa di una scuola che appare indifendibile, a parte, per fortuna, pregevoli eccezioni sparse lungo tutto lo “stivale”.

Occorre, con urgenza che, ai “Piani Alti” del dicastero, si rifletta sulle attuali condizioni del sistema scolastico e si promuovano azioni in merito, concordate con chi la scuola la vive dal di dentro (più che non con gli universitari).

Cosa fare, nel frattempo, per arginare la situazione? Anzitutto, rendersi più “visibili”. Se si vuole recuperare il rapporto con le famiglie, è necessario intendersi e voler ribadire l’opportunità dell’alleanza e della collaborazione sulla scorta di una corresponsabilità educativa che preveda una comunicazione costante, una condivisione degli obiettivi e degli impegni per il benessere dello studente. Alla scuola compete di introdurre i genitori al proprio linguaggio, perché ne comprendano il senso e l’importanza, così come gli insegnanti debbono comprendere il linguaggio dei genitori, perché si fidino reciprocamente e riconoscano il senso dell’insegnare e dell’educare. Momenti formativi lungo tutto l’arco dell’anno scolastico favorirebbero la reciproca comprensione e, appunto, l’alleanza.

Occorre dare più peso al “Patto educativo di corresponsabilità” (Decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235), che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. Un documento che, firmato da tutte le componenti, si presenta come base dell’interazione scuola-famiglia; un documento disatteso e che sarebbe conveniente riprendere e riconsiderare oltre l’aspetto della teoria e delle buone intenzioni. Famiglie più informate sulle dinamiche che coinvolgono i loro figli a scuola potrebbero dare più credito agli insegnanti e, fidandosi, agevolare la relazione tra i due. Fondamentale che la scuola dimostri che ci tenga e voglia bene a tutti gli alunni e a ciascuno di essi, consapevoli che si fa il meglio possibile per loro.

Gli articoli di questo numero:

Mario Maviglia presenta la seconda parte de “Il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici”, nella quale evidenzia la sez. 3 della Scheda di valutazione dei risultati dei DS, per dare rilievo all’attribuzione dei punteggi, che avviene sulla base della rubrica dei comportamenti professionali ed organizzativi di cui all’allegato A2 della Direttiva. Si rileva che il modello valutativo presenta un’impostazione che concepisce la figura del DS ingessata nelle sue dimensioni burocratiche, lontana da quelle suggestioni e prospettive di leadership multiforme che la ricerca anche internazionale ha messo in luce offrendo riflessioni, modelli ed esperienze di grande significatività.

Filippo Cancellieri riflette su “Educare alla cittadinanza estetica aspetti culturali e didattici” sulla scorta della ratifica del 2020, da parte della Camera dei Deputati, della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale rimarcando i principi sanciti dall’art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 delle Nazioni Unite, per cui “ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”. Il richiamo ha rilievo nelle future Indicazioni Nazionali - di recente annunciate dal ministro -, che contemplano già nel primo ciclo di istruzione “Arte e immagine”. Nel contributo si ribadisce che la via per incardinare nel curriculo lo studio delle opere d’arte passa dall’educazione civica, insegnamento trasversale regolato dalla Legge 92/2019 e dalle relative Linee Guida, che rimarcano l’importanza della tutela dei patrimoni materiali e immateriali della comunità.

Elena Cappai nel suo pezzo “Universal Design for Learning: prospettive di riflessione” rileva come la progressiva trasformazione delle normative e dei costrutti teorici di riferimento in materia di inclusione scolastica ha portato, con una significativa accelerazione negli ultimi quindici anni, all’esigenza di un ripensamento del fare scuola, che si ripercuote non solo nelle pratiche d’aula, ma anche nelle misure organizzative e gestionali. Gli insegnanti si trovano di fronte alla necessità di un riposizionamento consapevole, che oscilla tra: la strutturazione di attività per la classe, intesa come insieme omogeneo, adattando il curricolo in un secondo momento ai bisogni speciali dei singoli allievi; la progettazione intenzionale di un curricolo comune che consideri ex ante le diverse necessità di apprendimento, in termini di stili cognitivi e non esclusivamente di formali riconoscimenti di bisogni educativi speciali. La proposta didattica connessa al modello dell’Universal Design for Learning avvicina la seconda opzione. Si tratta, in altri termini, di spostare l’attenzione (e lo sforzo tecnico didattico) dall’adattamento postumo alla lettura di contesto, considerando le modalità di apprendimento degli studenti come elementi non incidentali, ma condizionanti le scelte didattiche del docente.

Antonietta Di Martino propone “Il diritto di critica del lavoratore al datore di lavoro, tra libertà di opinione e tutela della reputazione”, riferendone i limiti così come espressi nell’art. 21 della Costituzione, che tutela la libertà di pensiero, mentre la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono garantite dall’articolo 15, principi riaffermati dal comma 1 dell’art. 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.

Bruno Lorenzo Castrovinci espone su “Il middle management scolastico, tra struttura e leadership” ribadendo, già nell’incipit, che il middle management si configura non solo come elemento di supporto, ma come vero e proprio motore della qualità organizzativa e della coerenza interna dell’istituto scolastico. Ciononostante si registra una lacuna sistemica nell’attenzione riservata all’infrastruttura e all’architettura organizzativa che rende possibile il funzionamento quotidiano di tutte le istituzioni scolastiche autonome italiane.

Stefano Stefanel si sofferma su “Intelligenza Artificiale e Organi Collegiali” per chiedersi quali possano essere le competenze di questi, nati per rappresentare le categorie di un tempo passato, in un mondo che sforna novità con velocità non governabili, che vanno ad incidere con forza su quello che è il tessuto della scuola. L’idea, dunque, di “regolamentare” se non proprio “proibire” l’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa a scuola pare essere impraticabile, perché un mancato presidio dell’argomento in forma positiva rischia di far nascere uno spontaneo utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa da parte di studenti e docenti in forma “mascherata”. Altro è per l’Intelligenza Artificiale, che non può essere “proibita” in quanto sta alla base di tutto quanto la scuola utilizza a livello didattico e amministrativo, laddove questo è connesso al digitale.

Francesco G. Nuzzaci nella sua riflessione “In vista del Contratto collettivo nazionale quadro 2025-2027: Punti di ancoraggio per la collocazione dei dirigenti scolastici nell’Area delle funzioni centrali” argomenta come i tempi siano maturi per ripensare ad una diversa ricollocazione della dirigenza scolastica verso una auspicata dirigenza ministeriale. Ora più che mai s’impone tale riflessione a seguito dell’introduzione del nuovo sistema di valutazione dei risultati per i dirigenti scolastici modellato sulla falsariga di quello figurante per la valutazione della dirigenza tecnica e amministrativa del Ministero dell’istruzione e del merito, con decorrenza dall’anno scolastico in corso.

Antonietta Di Martino e Paolo Pieri ci propongono l’analisi del “Il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione per la salute e sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025”. Questo accordo sancisce l’obbligo della formazione per i dirigenti scolastici in qualità di datori di lavoro in materia di salute e sicurezza. Il nuovo accordo prevede che i datori di lavoro possano organizzare direttamente i corsi di formazione sulla sicurezza nei confronti dei propri lavoratori, preposti e dirigenti, rivestendo il ruolo di soggetto formatore. Quindi, le Istituzioni scolastiche possono organizzare tali corsi per il proprio personale e per gli studenti, ed i Dirigenti Scolastici, nella loro qualità di ‘datori di lavoro’, possono scegliere di svolgere il ruolo di ‘soggetto formatore’ o di affidarlo all’esterno.

Anna Armone tratta “La copertura assicurativa della responsabilità dei docenti per omessa vigilanza”, richiamando le responsabilità che la funzione docente comporta: responsabilità civile, responsabilità amministrativa, responsabilità disciplinare, responsabilità penale. L’evento più comune, fonte di responsabilità, è la lesione subita dallo studente e causata da un’omessa o carente vigilanza, in classe, in cortile, in gita, in palestra...). Da quì la necessità di una adeguata copertura assicurativa che preveda la possibilità di assicurare la responsabilità dei docenti per lesioni causate da omessa o carente vigilanza. Si ricorda come il contratto di assicurazione sposti l’onere economico della responsabilità civile dall’assicurato all’assicuratore. La polizza per la responsabilità civile è finanziata dalle famiglie e dagli stessi dipendenti e copre il rischio di responsabilità civile gravante sull’assicurato.

Tullio Faia tratta della “Organizzazione e gestione dell’inclusione scolastica: un percorso di formazione” a seguito di un percorso di aggiornamento e formazione sperimentato per l’USR Marche all’insegna della suggestione kantiana che “la teoria senza la pratica è vuota, la pratica senza la teoria è cieca”. Un percorso di formazione condotto con input teorici e analisi di casi, commento di sentenze, proposte di modelli organizzativi. Da qui l’elaborazione delle precondizioni di cui tener conto per la progettazione di un percorso di formazione e delle abilità che si possono ritenere basilari nella gestione anche per i referenti e lo staff. Nel contributo la descrizione dei quattro incontri del corso.

Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, si chiede quali siano le relazioni allievo-scuola-insegnante nei paesi non comunitari, quindi ci introduce nel più importante di essi: “La Russia e il suo modo di finalizzare ogni istruzione come storia non giunta ancora al suo termine”. Senza dubbio rilevante come siano gli aspetti linguistici a fare della Russia di oggi uno dei paesi di maggiore interesse tra quelli di lingua slava e di origine orientale nel condividere l’etnicità con altri paesi come l’Ucraina, la Bielorussia, la Polonia o la Croazia e non solo. Oggi l’istruzione russa e il suo sistema educativo sono considerati tra i migliori in Europa e non solo perché a contribuirvi è anche un apparato rigido e competitivo; in realtà dipende soprattutto dal rispetto mostrato per l’autorità come riconosciuta all’istituzione educativa in quanto tale e ben oltre sia le ore di lezione a scuola che i tanti compiti da fare a casa.

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia, presenta “Le sette regole per avere successo”, un saggio di Stephen Covey che esplicita il percorso di azioni e di abilità da possedere-educare per la migliore espressione di sé nella società che, occorre riconoscere, si fonda sulla interdipendenza di tutti i sistemi, per cui, unendo gli sforzi individuali con quelli degli altri, si potranno conseguire maggiori successi. Si tratta di un modello da “dentro a fuori”, perché si esprime dalla necessità di partire dal Sé, nella convinzione che, se si vogliono migliorare le relazioni, occorre migliorare se stessi.

Luciana Petrucci Ciaschini per la Rubrica i casi della scuola richiama la disciplina del pagamento delle ferie maturate del personale docente a tempo determinato in caso di mancata fruizione. Le ferie per i docenti a tempo determinato trovano una espressa regolamentazione nell’art. 35 del CCNL 2019/2021 che richiama, a sua volta, quanto previsto per il personale a tempo indeterminato con le precisazioni che derivano dalla diversa natura e durata del contratto.

Valentino Donà, per Lo Sportello Assicurativo, tratta della “Copertura gratuita per gli alunni condisabilità”, offerta da molte Società assicuratrici. Alcune società la contemplano anche per i docenti di sostegno, per il Dirigente Scolastico e per il Direttore SGA. L’interrogativo è se, nel caso di aggiudicazione, per questi ultimi si possa raffigurare il reato di peculato. C’è subito da riconoscere che, avendo la responsabilità diretta nella negoziazione dei contratti, la gratuità risulterebbe quantomeno inappropriata sia sotto l’aspetto della richiesta che dell’offerta. 

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