Durante l’audizione del 25 maggio, al cospetto delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Istruzione, il ministroBianchi, ha spiegato che sulle misure di attuazione del Pnrr: si contemplala volontà di ridurre gradualmente, nel corso degli anni, il numero medio di alunni per classe, in modo da portarlo a 18 – 20.Attualmente sono circa 13mila le classi con un numero di alunni anche oltre i 26. Il ministro ha assicurato che governo e amministrazione scolastica stanno già lavorando per portare “tutte le classi su una media di 18-20 alunni per classe”.

Al riguardo, il ministro ha annunciato che esiste già un’intesa sottoscritta con il ministero dell’Economia: “Abbiamo un accordo con il Mef: fino al 2026 il numero di docenti rimarrà fisso, poi le stesse risorse saranno comunque investite per la scuola

Le dichiarazioni sono in linea con quanto prevede il decreto legge n. 36 sul reclutamento, nel quale si fissa la riduzione di 9.600 docenti di potenziamento dal 2026.

La questione appare strettamente legata alla prevista consistente denatalità, che potrebbe portare ad una revisione dei parametri numerici minimi richiesti per la formazione delle classi (legge 133/2008: all’infanzia 18 alunni, alla primaria 15, alle secondaria di primo grado 18, alle superiori 27, con possibile riduzione in presenza di alunni con disabilità).

 

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