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FARE L'insegnante n.9/2018 - 2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editorialedi Ivana Summa

 I PON per creare un sistema d’istruzione e formazione di elevata qualità

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

4La didattica come arte e come scienza: tattiche e strategie per l’implementazione della sua efficacia formativadi Luciano Lelli

7Le politiche europee e i PON di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

10Didattiche difensive di Filippo Cancellieri

13Mi ricordo, sì mi ricordo di Umberto Savini

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

16Il docente educatore del XXI secolo: educare le Life skills di Carmelina Maurizio

19Ricerca-azione e modelli di progettazione didattica di Nicola Serio

22Competenze, titoli di studio, occupazione giovanile di Gian Carlo Sacchi

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

25Avventure in moto di Alessia Sansoni

 

SCUOLA PRIMARIA

27Disegnare con le parole di Rita Quinzio

31Insegnanti e genitori di oggi: possono diventare empatici? di Monica Piolanti

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

35 Matematica in gioco: tutti pazzi per Geometriko di Luca Bonomi

38Didattica innovativa ed educazione per l’innovazione di Delia Dami

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

42 Gestire la comunicazione in classe di Elisabetta Imperato

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

45Quando lo studio diventa una risorsa che modifica in meglio il corso della vita

di Mimosa Crestani

 

Rubriche

49 Maestri del PASSATO che parlano al PRESENTE

Il “sistema preventivo” di Don Giovanni Bosco di Alessandro Ferioli

 

52 Le Parole della Scuola

Flessibilità organizzativa e didattica di Ivana Summa

 

54 Arte Musica e Spettacolo

Perché fare Musica? di Carla Vazzola

 

57 Dall’ufficio di segreteria ...

Fondi strutturali tra opportunità e incongruenze di Filippo Cancellieri

 

61 Un LIBRO al mese

Letture per conoscere meglio l’UE di Flavia Marostica

FARE L'insegnante n.9/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

I PON per creare un sistema d’istruzione e formazione di elevata qualità

Editoriale di Ivana Summa, Direttore responsabile

Se pensate che un buon sistema di istruzione sia costoso, provate l’ignoranza.Ma il nostro è un buon sistema d’istruzione e formazione? Ad analizzare le comparazioni internazionali pare proprio di no. E allora cosa fare? In questo numero vogliamo ragionare intorno alle scelte di governo delle nostre istituzioni scolastiche.

Il vecchio aforisma si adatta perfettamente alla condizione attuale della scuola italiana, che funziona trascinandosi vecchi problemi senza mai risolverli una volta per tutte. E, d’altronde, non si può neanche affermare che i governi e il MIUR non siano intervenuti e non continuino ad intervenire per poterli risolvere o almeno portarli ad un livello di accettabilità confrontabile con gli altri paesi. Ecco, forse è proprio questo il problema: tanti interventi, tanti dispositivi di manutenzione ordinaria, tante pressioni e su diversi fronti senza che - nonostante tutto - si ottengano risultati soddisfacenti. Anzi, è sotto gli occhi di noi tutti il progressivo appesantimento burocratico cui, proprio con la pioggia di interventi del MIUR (l’ultimo è sul bullismo), è sottoposta la macchina organizzativa e gestionale delle singole istituzioni scolastiche, continuamente molestate da disposizioni che pretendono di migliorare le scuole attraverso il cambiamento delle procedure oppure facendo loro acquisire finanziamenti.

PUBBLICATI I QUIZ MINISTERIALI PER LA PROVA DI PRESELEZIONE CONCORSO DIRETTORE SGA

Corso di 8 webinar più tutti i quiz ministeriali on line riorganizzati per materia sulla piattaforma digitale di euroedizioni a soli 30,00 euro.

In data odierna il MIUR ha pubblicato la banca dati dei 4000 quesiti a risposta multipla su cui saranno estratti le 100 domande per la prova di preselezione. La prova si svolgerà nelle date già programmate dal MIUR dell'11,12,13 giugno.

La nostra CASA EDITRICE ha organizzato un corso di 8 webinar  tutti incentrati sui quiz  a risposta multipla pubblicati dal ministero  per la prova di preselezione  con la finalità di spiegare in che modo affrontare lo svolgimento della prova.

Nell’incontro di informativa sull’organico del personale ATA, per il triennio scolastico 2019/2022tenutosi al MIUR nella giornata di ieri, 20 maggio, sono stati esposti i criteri con i quali verrà rideterminato l’organico per l’A.S. 2019/2020, tenuto conto del calo di 70.000 alunni a livello nazionale, della trasformazione dei contratti – da tempo parziale a tempo pieno – di 226 ex co.co.co. e della stabilizzazione, a partire dal 1° gennaio 2020, del personale ex LSU (come previsto dalla legge di Stabilità 2019).

Il calcolo delle dotazioni organiche terrà conto del numero di alunni con disabilità, per cui la riduzione, che ci sarebbe stata per effetto della diminuzione del numero degli alunni, viene riassorbita. Il taglio previsto inizialmente di 437 Assistenti amministrativi e 1.224 Collaboratori scolastici viene compensato sulla base del numero di alunni con disabilità certificati, consentendo, il mantenimento delle attuali dotazioni organiche.

Il saldo complessivo – pari per l’A.S. 2019/2020 a 203.434 unità – è di 36 unità in più date dalla compensazione tra 113 posti di personale ex co.co.co. trasformati a tempo pieno e 77 posti in meno di DSGA, dovuti al dimensionamento.

A partire dal 1° gennaio 2020, dovranno essere poi recuperati 11.507 posti congelati sull’organico di diritto per la stabilizzazione del personale ex LSU, per questo si attendono i decreti applicativi del Ministero.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.1/2019

E' l’anno del reclutamento dei nuovi dirigenti e dei direttori amministrativi!

EDITORIALE di Anna Armone Direttore responsabile, Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Da questi due reclutamenti dovrebbe emergere una classe gestionale in grado di reggere la complessità della scuola,

complessità che potrebbe benissimo essere contenuta e,

anzi, ridotta, lasciando alla scuola la realizzazione

più proficua della sua missione

È l’anno dell’immissione negli organici del personale dirigente e amministrativo della scuola di un gran numero di vincitori dei concorsi in atto o in via di realizzazione. Il reclutamento del personale in un’organizzazione pubblica deve partire non solo dal disegno organizzativo di questa, ma anche dalla visione politica dell’organizzazione. E da qui partiamo. Il concorso per dirigente scolastico è nella fase centrale e presumibilmente si concluderà entro l’estate 2019. Dal programma d’esame viene fuori un profilo dirigenziale molto complesso che fa trasparire un’organizzazione scolastica fondata su un apparato amministrativo analogo a qualsiasi altro apparato pubblico. La normativa richiamata copre tutti gli ambiti dell’azione amministrativa, dalla contrattualistica alla sicurezza, alla privacy, al rapporto di lavoro. E questo è un riferimento alla normativa generale. Poi c’è la normativa di settore che riguarda in modo specifico la scuola.

CORSO SUI QUIZ MINISTERIALI PRESELEZIONE CONCORSO PER DIRETTORE SGA

WEBINAR di Esercitazione sulla batteria dei quiz  che saranno pubblicati dal MIUR 20 giorni prima della prova di preselezione a soli 30,00 euro

Il corso comprende 8 webinar  tutti incentrati sui quiz  a risposta multipla che saranno pubblicati dal ministero  per la prova di preselezione  con la finalità di spiegare in che modo affrontare lo svolgimento della prova. L'obiettivo dei webinar è appunto quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quiz a risposta multipla, mediante l'esercitazione pratica proprio sui quiz  ministeriali.

Nel corso di un comizio elettorale a Tivoli,il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salviniha ricordato che la settimana prossima approderà in Parlamento la legge per introdurre le telecamere negli asili nido e nelle case di riposo per anziani, proposta fortemente sponsorizzata Lega proprio allo scopo di “difendere bambini, anziani e disabili”.

Analoga dichiarazione ha reso in analoga situazione a Potenza, confermando di avere assunto una attenzione molto particolare nei confronti della scuola. Durante un comizio elettorale a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, aveva chiaramente annunciato: "Entro maggio sarà legge la possibilità di mettere le telecamere in scuole materne e case di riposo per difendere bimbi, anziani e disabili. Però stiamo valutando di metterle anche nelle superiori per difendere i professori da qualche alunno imbecille e maleducato. E fosse per me - nel nome del rispetto e della parità - chiederei che venga messo anche il grembiule per evitare che ci sia il bimbo con la felpa da 700 euro e il figlio dell'operaio che non se lo può permettere. Già so che diranno che lo faceva anche il duce. Siamo in democrazia ma io penso che un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina".

Ricordiamo che, secondo il Garante, “nessuna telecamera potrà mai sopperire a carenze insite nella scelta e nella formazione del personaledeputato all’educazione e all’assistenza dei soggetti meritevoli della maggiore attenzione”.

Contrari alle telecamere sono contrari anche la gran parte dei docenti, che ritengono il provvedimento lesiva della privacy dei lavoratori.

Nel corso della presentazione del Portale Nazionale della scuola in ospedale, il Ministro Bussetti ha annunciato che è sua intenzione “pensare con i sindacati a qualche misura in più nel rinnovo del contratto per i docenti che si occupano da vicino dei ragazzi in ospedale”.

“Oggi – ha precisato il ministro – i docenti che lavorano in ospedale hanno una indennità minima. Vorrei creare una classe di docenti attenta a questi problemi specifici. Con il rinnovo contrattuale con le organizzazioni sindacali vorrei garantire loro un sostegno di questo tipo. La scuola ha una missione educativa forte: garantire il diritto allo studio e la continuità didattica per i ragazzi che sono impossibilitati a frequentare i normali percorsi d’istruzione è determinante per consentire alle famiglie di continuare ad aver speranza nel futuro”.

Nel corso di un punto stampa al Forum Pa, il Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno, ha annunciato che il Governo sta studiando un disegno di legge per istituire un corso universitario al termine del quale, attraverso un concorso, si possa entrare nella pubblica amministrazione.

“Oggi c'è un grosso problema per i giovani - ha detto Bongiorno-, non riescono a trovare lavoro quando escono dall'Università, di solito escono con un tipo di formazione estremamente generica.Con il ministro Bussetti abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all'università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella pubblica amministrazione e permette alla Pa di assumere ragazzi. Perché non è possibile che si entri nella Pa soltanto a 35 anni,si deve entrare prima. Quando dico che nella legge di bilancio ci sono risorse, do già delle risposte. Stiamo parlando di un piano concreto e fare ricambio generazionale”. Sui tempi di realizzazione di tale progetto Bongiorno ha poi aggiunto "quando ci sarà un ddl”.

Il ministro ha anche annunciato che sta sperimentando un concorso territoriale in Campania per evitare il fenomeno delle migrazioni. “C’è un nuovo concorso al quale tengo particolarmente che è un concorso territoriale, lo stiamo sperimentando con il presidente della Campania. È un concorso che permette al singolo di partecipare a un concorso sapendo quale è la sua destinazione finale - ha spiegato, - cosi che se ci sono concorsi nella regione Sicilia si resta in Sicilia, se ci sono concorsi in Campania, in Campania; questo permette di evitare la migrazione del dipendente pubblico. Il bando sarà entro giugno e il concorso sarà a fine agosto”. Avviata la sperimentazione, Bongiorno non ha escluso che questa formula di concorso territoriale possa essere resa obbligatoria.

Determinata nel voler contrastare l’introduzione dei controlli biometrici per i dirigenti scolastici contenuta nel “Decreto concretezza”, l’ANP si è rivolta direttamente al Presidente Mattarella, rappresentando le ragioni che attengono al ruolo e alla funzione dei dirigenti scolasticicontro una disposizione che appare come una massiva violazione della privacy.

«Signor Presidente,

mi rivolgo a Lei per evidenziare l’emergenza di una questione che ritengo di primaria importanza per la tutela delle amministrazioni e delle scuole pubbliche, nonché per la dignità dei rispettivi lavoratori. In qualità di Presidente dell’ANP, l’associazione professionale maggioritaria dei dirigenti scolastici, Le rappresento il carattere di assoluta gravità di alcuni provvedimenti contenuti nel cosiddetto “decreto concretezza”. L’introduzione generalizzata di controlli biometrici per la verifica della presenza, sul posto di lavoro, di tutti i dipendenti pubblici contrattualizzati, con l’esclusione dei soli insegnanti, è una misura che presenta una massiva violazione della privacy – in quanto coinvolge oltre due milioni e mezzo di persone – ed è molto sproporzionata rispetto al dichiarato e pienamente condivisibile scopo: evitare condotte disoneste come quelle dei cosiddetti “furbetti del cartellino”. Condotte che, però, riguardano una irrisoria percentuale di lavoratori e che andrebbero combattute conferendo ai dirigenti adeguati poteri gestionali. Una “schedatura” biometrica di massa senza precedenti come quella prefigurata non migliorerà certo la produttività delle amministrazioni pubbliche ma, al contrario, favorirà demotivazione e inefficienza. Per i dirigenti – scolastici e non – la misura è, inoltre, del tutto insensata: si tratta di personale senza orario di lavoro e la cui valutazione dipende solo dai risultati ottenuti. La conoscenza del tempo trascorso in ufficio, quindi, non ha nulla a che fare con la trasparenza. Nello specifico caso dei dirigenti scolastici, poi, la cosa è ancora più assurda: per la prima volta, da quando esiste l’organizzazione del lavoro, si sovverte il principio di gerarchia, sottoponendo il capostruttura ad un controllo da cui è esclusa la maggior parte del personale in servizio presso la stessa. Aggiungo che, stante l’equiparazione del dirigente scolastico al datore di lavoro a fini antinfortunistici, dovrebbe semmai avere lui contezza delle effettive presenze, contrariamente a quanto previsto. Tutto questo per non parlare dei costi: trattandosi di un provvedimento “senza oneri aggiuntivi per lo Stato”, la spesa necessaria per acquistare e installare i dispositivi di controllo biometrico nelle scuole, stimabile in circa cento milioni di euro, assottiglierà corrispondentemente le loro risorse ordinarie.

I dirigenti scolastici, Signor Presidente, sono i primi garanti di una quantità di diritti di rango primario: dal diritto allo studio, al diritto al lavoro, alla libertà di pensiero e di insegnamento, al diritto alla salute, solo per citarne alcuni. Si tratta di persone che, tra mille difficoltà, si impegnano ogni giorno per migliorare la qualità formativa delle scuole di ogni ordine e grado, creando così le premesse sostanziali di un’Italia più giusta e democratica, proiettata verso un futuro di sviluppo sostenibile ed un concreto benessere che si ispiri ai valori della solidarietà e del bene comune. A questi fedeli servitori dello Stato che, con un carico di responsabilità e di competenze che quasi non ha eguali nello scenario della pubblica amministrazione, si vuole ora imporre un controllo insensato e irragionevole, con un accanimento che non ha precedenti e con grave lesione della loro autorevolezza. I dirigenti che spesso appelliamo ancora “Presidi” si dividono ogni giorno tra una quantità di plessi, dislocati sovente a molti chilometri di distanza, per risolvere i problemi di studenti e famiglie, per incontrare i rappresentanti degli enti locali, per ottimizzare risorse inadeguate rispetto ai bisogni di un’utenza che chiede sempre più qualità e tutela, per prevenire le insidie di contesti degradati che continuamente richiedono la loro coraggiosa dedizione. Come Lei ha spesso ricordato, Signor Presidente, la scuola italiana ha bisogno di competenza, qualità, spirito di servizio, innovazione e cultura; non certo di accendere inutili conflitti o di screditare il prestigio di chi, da sempre, profonde impegno e professionalità ad esclusivo vantaggio dei cittadini. Faccio dunque appello alla Sua sempre premurosa attenzione per il rispetto della legittimità formale e sostanziale delle leggi, nonché per la salvaguardia dei valori e dell’autorevolezza che le nostre istituzioni sono chiamate ad incarnare, affinché la proposta di verifiche biometriche venga accantonata durante l’imminente passaggio nell’aula del Senato La ringrazio per l’attenzione e Le invio i miei più rispettosi saluti. Roma, 12 maggio 2019»

DIRIGERE LA SCUOLA N.7

EDITORIALE di Vittorio Venuti

Il MIUR e…  Don Milani

Lo scorso 24 giugno ricorreva il 50° anniversario della morte di don Lorenzo Milani, il “prete rosso” che condusse, nella comunità di Barbiana, un’esperienza di contro scuola destinata a lasciare un segno profondo nella coscienza politica e pedagogica dell’epoca e a riverberarsi ancora come modello alternativo di scuola che sa strutturarsi dalla realtà in cui opera, privilegiando spontaneamente l’accoglienza, la collaborazione, la solidarietà sociale fondata sulla giustizia.

Con tempismo straordinario, come a voler rimediare alla disattenzione con cui il nostro sistema d’istruzione ha sempre guardato a questo straordinario e scomodo personaggio, il MIUR ha voluto ricordarlo lo scorso 5 giugno, dedicandogli una mattinata dal titolo“Insegnare a tutti”.

Nel ricordo che ne ha tracciato la Ministra Fedeli è stato ribadito che “Avere una scuola aperta ed inclusiva era l’obiettivo di Don Milani ed è l’impegno del mio ministero”, come a lasciar presagire, alla luce del lavoro del sacerdote, un profondo ripensamento del nostro sistema d’istruzione. E questo è anche ciò che, personalmente, mi è venuto di pensare alla notizia dell’evento e dell’invito alle scuole di rileggere, studenti e insegnanti, la storia della scuola di Barbiana e riflettere sulla missione educativa svolta da Don Milani. Ma si sa, le illusioni è meglio metterle da parte, perché Don Milani è stato scomodo allora e continua ad esserlo ancora adesso; non a caso sono trascorsi i 10, i 20, i 30 e i 40 anni dalla sua morte senza che si promuovesse un benché minimo riconoscimento ufficiale, a parte le iniziative di questa o quella scuola a lui intitolata.

Il concetto di scuola inclusiva che poteva avere Don Milani non è quello della politica corrente nel nostro sistema d’istruzione, ma quello che si può evincere dal suo pensiero, molto più profondo e decisamente rivoluzionario, oltre pedagogicamente avanzato rispetto alla nostra attuale legislazione: “La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde. La vostra “scuola dell’obbligo” ne perde per strada 462.000 l’anno. A questo punto gli unici incompetenti di scuola siete voi (insegnanti) che li perdete e non tornate a cercarli”; e poi ancora: “La scuola selettiva è un peccato contro Dio e contro gli uomini…” (Lettera a una professoressa, 1967). Son passati cinquanta anni, appunto, ma la dispersione ancora c’è ed è consistente, ancora si buttano nel mondo d’oggi ragazzi senza istruzione, come “buttare in cielo passerotti senza ali”.

Don Milani vale più di un evento commemorativo.

La cosa più interessante è che l’evento abbia coinciso con la chiusura dell’anno scolastico e con l’avvio del rituale degli scrutini. Momento strategico perfetto per riflettere sull’affermazione che “Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai poveri toglie il mezzo d’espressione. Ai ricchi toglie la conoscenza delle cose”.

Il rapporto sul divario di genere del 2016, a cura del World Economic Forum (fondazione senza fini di lucro con sede in Svizzera), disegna un quadro statistico dell’ampiezza e della portata della disparità di genere in tutto il mondo, nel quale l’Italia occupa la 50° posizione (su 144 Paesi), media di ben quattro indicatori:

1) partecipazione economica ed opportunità (117°);

2) educazione (56°);

3) salute e sopravvivenza (72°);

4) responsabilizzazione in politica (25°).

 

Parte da questa descrizione il contributo di apertura di Antonietta Di Martino, “Pari opportunità uomo/donna, cultura e salute; un trinomio indissolubile”, nel quale dibatte di questioni di genere in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La riflessione di merito evidenzia, quale punto di svolta il Dlgs 81/08, che raccoglie e fa evolvere un’attenzione sempre maggiore verso l’individuo colto nelle sue peculiarità e nelle sue esigenze, vincolate ad un mondo lavorativo e privato inscindibili. La trattazione dell’argomento comprende i riferimenti al contesto scolastico ricordando il documento d’indirizzo della diversità di genere del 15/6/2011, quindi la legge 107/2015 che, art 1 comma 16, esplicitamente richiama i principi di pari opportunità, prevenzione e contrasto alla violenza e a tutte le discriminazioni, che devono essere assicurati nell’attuazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

A quali norme tecniche UNI (ente Nazionale Italiano di Unificazione) devono adeguarsi le caratteristiche degli arredi scolastici (lavagne, banchi, sedie, cattedre e lampade da illuminazione), così da garantire la sicurezza sia all’interno che all’esterno delle aule? Ad ogni inizio d’anno scolastico si rende necessario predisporre le aule dotandole del numero adeguato di banchi e sedie, ma raramente si tiene conto dei requisiti che devono avere per soddisfare pienamente alle esigenze di sicurezza e per adattarsi agli studenti. Si tratta di un argomento trascurato ma di cui non si può ignorare l’importanza. Aldo Domenico Ficaraci ricorda tutte le disposizioni in “Norme tecniche UNI riguardanti gli arredi scolastici”.

Sul PTOF Giacomo Mondelli ha già scritto avendo come riferimento le finalità della legge 107/2015; in questo numero, in “Proviamo a elaborare insieme il Piano Triennale dell’Offerta Formativa”, si sofferma sul processo che dovrebbe essere avviato e sviluppato dalle istituzioni scolastiche in vista della sua elaborazione. La proposta che viene rappresentata prende in considerazione gli elementi essenziali e più generali della predisposizione del PTOF e in particolare si preoccupa di delineare:

a) un prototipo di atto di indirizzo del dirigente scolastico;

b) le conseguenti indicazioni per la sua attuazione;

c) le azioni e le procedure per elaborare il PTOF e per adeguarlo nel tempo;

d) la struttura complessiva del Piano Triennale;

e) gli aspetti organizzativi più salienti in esso contenuti.

A seguire, Francesco Nuzzaci ci indirizza “Verso il rinnovo del CCNL”, non senza ricordare l’esasperazione della categoria dei dirigenti scolastici, reduci da significative manifestazioni di protesta concentratesi nel mese di maggio, al punto da indurre la ministra Fedeli ad avviare un dialogo, con le OO.SS. della dirigenza scolastica, sui prossimi rinnovi contrattuali. Nelle more della sentenza 178/15 della Corte Costituzionale, che ne ha sanzionato l’obbligo, l’armonizzazione dei trattamenti retributivi dovrà sanare la sperequazione retributiva della dirigenza scolastica.

Di burocrazia si può morire e, anche se sovente i proclami politici vogliono rassicurare sostenendo la semplificazione come rimedio - sostenuti dalla diffusione sempre più massiccia e liberatoria dell’informatizzazione dei servizi -, in realtà le cose sembrano andare in senso opposto. Così, contrariamente a quanto faceva sperare il processo di riforma in senso autonomistico della scuola, che avrebbe dovuto sottrarla ai vincoli paralizzanti e soffocanti delle burocrazie ministeriali, è successo che, invece, i carichi amministrativi siano cresciuti in maniera esponenziale. Un’ulteriore aggravio, sostiene Filippo Cancellieriin “Ritualità banali di una burocrazia oppressiva”, è paventato dalla legge 107/2015, che prevede di scaricare sulle istituzioni scolastiche le attribuzioni ancora intestate ai presìdi provinciali degli USR, di cui si concerta la soppressione.

Con il D.Lgs. 66 del 13 aprile scorso si è ridisciplinata la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, appena qualche giorno dopo la pubblicazione della sentenza n. 2023 della sez. VI del Consiglio di Stato proprio in materia di assegnazione delle ore di sostegno. Gianluca Dradi raccoglie entrambe le suggestioni nel contributo “L’inclusione degli studenti disabili e le ore di sostegno” muovendosi tra riforma legislativa e novità giurisprudenziali.

Lo scorso 17 maggio è stata approvata in via definitiva la legge che detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, provvedimento che la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha inteso ufficialmente dedicare a Carolina Picchio, riconosciuta come la prima vittima italiana di tale fenomeno.Carmen Russoriprende l’evento nel contributo “A Carolina Picchio e a tutte le vittime del cyberbullismo” e propone una serie di commenti approfonditi sul testo del dispositivo.

Recentemente è stato approvato il decreto legge che ha dettato disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, introducendo di fatto l’obbligo di vaccinazione per i minori da 0 a 16 anni e prescrivendo, tra l’altro, che la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione dei vaccini costituisce requisito d’accesso per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia statali, paritarie e non paritarie. Filippo Sturaroriprende la questione in “Decreto vaccini: le azioni del dirigente scolastico”, nel quale presenta anche una check list di azioni del Capo d’Istituto.

La parola periferia viene spesso associata alle immagini di disagio, di difficoltà, di multiculturalità e la scuola un luogo complesso, degradato e fragile. L’esperienza ci insegna invece che spesso le scuole di periferia sanno trasformarsi in luoghi aperti, dinamici e ricchi di stimoli. La questione è affrontata da Loredana Garritanonel pezzo intitolato “Le periferie al centro: Fare scuola nelle periferie urbane multiculturali”.

Il MIUR con il programma “Scuole al centro” ha investito risorse per rinnovare il patto tra scuole e territorio e riqualificare le periferie.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizioriferisce della convention dedicata all’istruzione degli adulti e tenutasi a Napoli alla fine di maggio: “FierIDA: la prima fiera nazionale dell’istruzione degli adulti”.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauroci porta in Belgio tratteggiando il riflesso sull’istruzione del modello federativo che lo definisce integrando le Regioni e le Comunità: “Insieme per l’eccellenza dell’insegnare, Wallonie e Fédération Wallonie-Bruxelles”.

Per Appunti di Psicologia, Vittorio Venutiinvita ad estendere il l’impegno negoziale del dirigente scolastico al modo stesso in cui cura la gestione della scuola, quindi la rete delle relazioni che lo interessano e coinvolgono: “Il dirigente scolastico, negoziatore per professione e per vocazione”. Alla base occorre porre la constatazione che la negoziazione è un tratto stabile della quotidianità di ciascuno, fin dalla più tenera età.

In chiusura Rosanna Visocchinella rubrica Giurisprudenza del lavoro si occupa  dell’uso dell’informatica della pubblica amministrazione nei concorsi pubblici. X

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