Ultime notizie

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Per quanto riguarda la scuola, la bozza della Legge di Bilancio 2020 non prevede nuovi tagli ma neanche fondi soddisfacenti. I famosi aumenti a tre cifre sono ben lontani!Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti della pubblica amministrazione, infatti,la bozza di legge di bilancio porta da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021. Come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, l’intervento sul cuneo porterà 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti.

Per i dirigenti scolastici, a partire dal 2020, si prevede lo stanziamento di 30 milioni in più per il fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato.

Per il personale ATA saranno stanziati 5 milioni di euro annui finalizzati alla creazione di nuove posizioni organizzative del personale.

Per la formazione dei docenti, in materia di inclusione scolastica, verranno destinati 11 milioni dal 2020.

L’innovazione digitale si gioverà di 2 milioni di euro.

Fondi saranno erogati alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado che acquisiranno abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, a copertura fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. I contributi verrebbero concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI a seguito dell'emanazione da parte del MIUR della circolare del 30 settembre 2019 contenente le istruzioni per la redazione del programma annuale 2020 e la comunicazione delle risorse disponibili per avviare la contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2019/2020, organizza i due seguenti corsi con modalità webinar:

- 13 novembre 2019,  ore 15- Le modalità di predisposizione del programma annuale 2020. Il webinar avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre il programma annuale mediante la compilazione del MODELLO A, allocando in modo corretto le risorse nei relativi aggregati delle entrate e delle spese.

- 14 novembre 2019, ore 15,  La contrattazione integrativa d'istituto alla luce delle regole del nuovo CCNL, le modalità, le regole, la definizione del budget e la quantificazione dei compensi da erogare al personale.

In data 29 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio di Ministri lo scorso 10 ottobre, che prevede “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, e che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, adeguato rispetto a quello approvato dal CDM per eliminare parti a rischio di incostituzionalità contiene misure che riguardano, tra l’altro: concorso straordinario per la scuola secondaria, revisione della modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, la proroga della validità delle graduatorie di merito relative al concorso 2016 e della procedura per assumere in altre regioni i vincitori dei concorsi 2016, 2018, esclusione dalle rilevazioni biometriche dei dirigenti scolastici e del personale ATA, estensione del bonus merito ai docenti precari, concorso riservato ai facenti funzione DSGA, concorso per Dirigenti tecnici del MIUR.

Dalle ore 15 di martedì 29 ottobre sono aperte funzioni per l’iscrizione delle scuole alle prove Invalsi 2020. L’operazione sarà possibile fino alle ore 16,30 del 22 novembre.

Per tutte le indicazioni di merito e per la compilazione degli otto moduli utili, l’Invalsi ha predisposto una guida in formato PDF:

https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/iscrizionepdf.pdf

Pagina di accesso all’Invalsi: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=accesso.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

Saranno molti i dirigenti scolastici che mercoledì 30 ottobre si ritroveranno a Roma per protestare contro gli articoli 17 e 18 del decreto “sicurezza” (D.L. 81/2008), che li carica di eccessive e pesanti responsabilità senza riconoscere loro alcun potere effettivo né risorse utili ad affrontare i molti problemi che affliggono le scuole.

Esistono responsabilità connesse alla valutazione dei rischi strutturali che sono da imputare all’ente proprietario e non al dirigente, alquale dovrebbe competere solo l’obbligo di richiedere all’ente proprietario degli interventi strutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza degli edifici. È fuor di dubbio che spetta all’ente proprietario l’obbligo di consegnare edifici a norma, verificare sistematicamente lo stato di sicurezza degli stessi, effettuare gli interventi di manutenzione per prevenire il verificarsi di situazioni di pericolo.

La manifestazione è fortemente partecipata dall’Associazione “Modifica81”, creata dalla dirigente scolastica Franca Principe, avverso alla quale, qualche settimana fa la Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale, cui si è aggiunta una sospensione dall’incarico e dallo stipendio per 5 mesi da parte del dirigente dell’USR, per una fatto occorso nella sua scuola nel 2011, durante il periodo di esami, quando peraltro, la stessa dirigente, era impegnata in altra sede.

DIRIGERE LA SCUOLA N.11

Editoriale di Vittorio Venuti

Concorso ds 2018 : Un’assurda prova contro il tempo!

Il 18 ottobre il Concorso a Dirigenti Scolastici ha mostrato i limiti di un’organizzazione approssimativa e presuntuosa, almeno tanto quanto scarsamente centrato e poco corretto è il modo in cui si è voluto perseguire il fine di reclutare nuovi dirigenti, non sulla base di un profilo di qualità, conoscenze e competenze, quindi di merito, ma di… velocità. Un concorso decisamente sbagliato già nelle premesse e funestato da ricorsi, pronunciamenti anche intempestivi del TAR, inadeguate attrezzature informatiche, situazioni logistiche anche infelici, assistenti alla vigilanza in molte situazioni male istruiti, altezzosi e causa di disagi, ansie e ritardi, anche di circa due ore, dell’avvio della prova scritta. Alcuni candidati hanno anche lamentato di essere stati disturbati per alcuni minuti, a prova iniziata, da un assistente che si era fissato di controllare pignolescamente il loro codice, alla ricerca di pagine da far strappare o da pinzare insieme. Sulla possibilità di consultare il codice, su come e cosa fosse lecito, si è riscontrata una inaudita disparità di interpretazione tra le diverse sedi.

“Il concorso del futuro, questo?- ha lamentato una candidata - Con computer che all’improvviso si sono spenti, un software non pienamente efficiente e tastiere non sempre funzionanti”. Il colmo è che la “selezione di qualità, equa ed inclusiva”, è stata la velocità, velocità di pensiero, di azione, di rielaborazione e di correzione in circa 20 minuti tutto compreso.“Un quiz show” è stata definita la prova. “Non c’è tempo... non c’è tempo - prosegue la candidata -, mi sembrava di sentire il coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie. Non c’è tempo o non si vuole perdere tempo? É una Velocità che taglia... taglia contenuti, progetti, competenze e anche sogni. Tutto ridotto ai minimi termini... 15 righe ciò che ognuno è riuscito a scrivere”.

Un’altra candidata scrive: “Codici strappati o pinzati a [località], in mezzo a polemiche, urla, tensioni… perché qui, a [località], siamo più realisti del RE, perché qui, a [località], si deve essere corretti fino al paradosso di considerare che chi stava per affrontare la prova al PC dovesse per forza avere l’intenzione fraudolenta di copiare, ingannare lo Stato in qualche modo, per di più assillati dalla ragazzina di 30 anni inviata dall’USR che, con arroganza, deve ‘far rispettare la Legge’ ”.

“No, non è così che funziona - continua la lagnanza-. sono io che sono stata ingannata. Ho scelto di dedicare la mia vita degli ultimi tre anni alla preparazione, ci ho creduto, ho studiato fino a 15 ore al giorno, trascurando figli, famiglia, persino il lavoro stesso abbandonando i miei alunni per un mese e scegliendo di stare in aspettativa non retribuita per fare al meglio e vincere! Questo era l’obiettivo. Dare il meglio di me come ho fatto con la preselettiva. Perché, avevo un sogno, quello che mi avete fatto fare voi, di una scuola nuova, più fresca, che vuole davvero rigenerarsi, con idee nuove, con risorse nuove dall’interno della scuola stessa, che la scuola l’hanno vissuta e la conoscono, che alla fine la amano senza riserve e sono pronte per cambiarla partendo dal basso, dalle piccole cose per iniziare a dare un segnale a chi nella scuola dello Stato ancora ci crede”.

La delusione delle migliaia di candidati è enorme, in gran parte si sono sentiti umiliati e offesi, delusi per l’improntitudine con cui si è organizzato il concorso, per la scarsa considerazione che si è avuta per le loro persone e per il profilo del ruolo su cui erano chiamati ad esporre le proprie conoscenze, come se, di quelle conoscenze, in fondo, non interessasse sapere veramente granché. E questa è la grossa pecca del concorso: lo scollamento tra la procedura e lo scopo, che è sembrato come un inganno.

Sull’argomento “Concorso” si veda anche il contributo di Vittorio Venuti nella rubrica di Psicologia della Gestione.

 

L’apertura di questo numero è affidata ad Anna Armoneche in occasione del primo rinnovo dell’atto dirigenziale di emanazione degli indirizzi sulle attività della scuola e sulle scelte di gestione e amministrazione nel pezzo dal titolo “L’atto di indirizzo del dirigente al collegio per la formazione del PTOF”, affronta la questione del carattere vincolante o meno e del valore giuridico dell’atto di indirizzo del dirigente al collegio docenti per la formalizzazione del PTOF. La triennaliltà del PTOF non significa azzeramento triennale della pianificazione e partenza da una nuova fase zero. Il traguardo dell’ultimo anno si aggancia e pone le premesse per la nuova pianificazione. In questo processo si inserisce l’azione dirigenziale come consecutio naturale della passata gestione.

A seguire anche Giacomo Mondelli propone, da una angolatura diversa, le linee di indirizzo del Dirigente scolastico per la “Predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”, da un lato prendendo in considerazione gli elementi essenziali e più generali della progettazione del documento e, dall’altro, approfondendone alcuni degli aspetti/ambiti di lavoro più significativi. Esposto in forma di decreto Dirigenziale, il modello si esprime a partire dalle criticità indicate a livello di RAV e PDM, quindi nell’argomentazione delle aree di riflessione, confronto e azioni di sviluppo da intraprendere, fino alla indicazione degli orientamenti di massima per lo sviluppo dell’azione amministrativa.

Nel pezzo diMichela Lellaviene messa a fuoco una delle funzioni più importanti del dirigente scolastico: dar vita ad un luogo di lavoro sereno e produttivo in cui le persone riescano davvero a dare il meglio di sé mettendo a valore competenze e abilità per fare funzionare nel miglior modo possibile l’organizzazione scuola, in cui condivisione e collaborazione rappresentino punti di forza ineludibili per la presa in carico delle problematiche che investono il mondo della scuola e impegnarsi nelle sfide emergenti. In “I nuovi leader scolastici sono costruttori di comunità” si esprime con forza l’urgenza che i dirigenti scolastici assumano, come impegno basilare, la logica del cambiamento adoperandosi affinché l’intera comunità di appartenenza riesca a recuperare le regioni e il significato dell’educare.

Sul tema “Istruire o Educare” argomenta Vittoria Striato, anche lei evidenziando il momento di emergenza sociale ed educativa che stiamo vivendo e che richiede che, nella progettazione didattica, venga data priorità agli aspetti etici e ai valori della legalità e della cittadinanza attiva e responsabile. La riflessione proposta si avvia dalla distinzione tra i due termini (istruire ed educare) quindi si sofferma sulla storia dei programmi della scuola e sugli strumenti di cui essa dispone per far convergere e risolvere le contrapposizioni, che le due espressioni normalmente suscitano, nella pratica scolastica quotidiana.

Nel prossimo anno scolastico i dirigenti degli Istituti Professionali dovranno gestire la riforma degli ordinamenti del corso di studi, ben la terza nel giro di pochi anni; la riforma di un settore che il MIUR intende rilanciare con un cospicuo investimento economico, agganciato alla realizzazione e alla diffusione di misure di accompagnamento all’attuazione del decreto 61/2017, per la definizione di profili professionali in uscita dal percorso. Si tratta di una straordinaria innovazione cheAda Maurizio argomenta puntualmente in: “Il rilancio degli istituti professionali”.

Paolo Pieri riprende “Il nuovo accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 per la formazione degli R-ASPP” (vedasi numero di ottobre) e propone una breve analisi delle modalità di progettazione e di erogazione dei corsi di formazione sulla sicurezza degli RSPP e degli ASPP che se ne determinano, e per cui lo stesso accordo fornisce indicazioni metodologiche per la progettazione e l’erogazione, estendendone i concetti principali anche alla formazione delle altre figure sensibili previste dal D.Lgs. 81/08.

Parte dall’annuale Rapporto OCSE, che analizza i sistemi d’istruzione dei Paesi Membri fornendo autorevoli suggestioni e informazioni, il contributo“Uno sguardo sull’Istruzione 2018: cosa succede in Italia”, nel quale Filippo Sturaroriassume la situazione del nostro sistema d’istruzione. Molti i dati su cui riflettere. Certamente, indice di forte problematicità è la quota di popolazione di giovani adulti che non lavora, non studia e non frequenta corsi di formazione professionale (cd. NEET), che continua a permanere alta, con un incremento nella fascia tra i 25 e i 29 anni. Significativamente interessante è l’aumentata consapevolezza circa il ruolo svolto dall’educazione e cura della prima infanzia per lo sviluppo, l’apprendimento e il benessere infantile, per cui l’Italia ha adottato interventi normativi per favorire l’accesso al sistema peri bambini tra 0 e 6 anni. Decisamente imbarazzante appare la spesa per studente nelle istituzioni scolastiche dalla scuola primaria agli istituti post-secondari non terziari, tornata agli stessi livelli del 2010.

Bice Foderà, in “Il convitto: una realtà di eccellenza”, ci invita a volgere l’attenzione alle strutture residenziali finalizzate ad offrire ospitalità, formazione culturale e non solo, a giovani studenti mediante l’assistenza allo studio pomeridiano e la possibilità di aderire ad iniziative ludico/sportive. Sul territorio nazionale si contano una quarantina di convitti, oltre a 6 educandati ad uso esclusivo di un’utenza femminile) per un totale di oltre 15.000 utenti.

Negli ultimi tempi, i mezzi di informazione hanno dato risalto all’interesse del presidente francese Macron verso l’istruzione e il mondo della scuola, pur se l’attenzione si è rivolta principalmente al divieto di cellulare o smartphone in aula, fino ai 14-15 anni. In realtà, i contenuti importanti sono altri e Damiano Verdali ripropone in “Riforme educative: l’agenda di Macron”. Di maggiore spessore e portata è certamente il decreto che riforma il sistema educativo francese molto in profondità, ridefinendo i contorni del Baccalauréat, equivalente, grosso modo, al nostro esame di maturità.

Per la rubrica dedicata ai CPIA,sotto il titolo “Le misure del sistema”, Ada Maurizioriferisce del primo monitoraggio ufficiale post riforma quantitativo e qualitativo sul sistema dei Centri realizzato da INDIRE. L’indagine restituisce un dato interessante e incoraggiante per la tenuta di un sistema ancora in piena fase di consolidamento, ma che si configura come intelligente, apprendente e responsivo.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lellosi occupa di “Nullità della sanzione disciplinare per carenza di potere dell’Amministrazione”. Il caso si alimenta da una nota di un dirigente scolastico a una docente, nella quale si chiedeva conto del mancato raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte di alcuni studenti dell’Istituto, ritenendo che tale mancato raggiungimento fosse dovuto essenzialmente alle assenze della docente nel periodo considerato. La nota di controdeduzioni non veniva ritenuta sufficiente dal dirigente, che dava corso alla contestazione di addebito e, in seguito, all’irrogazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento scritto.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauroripropone l’annosa questione pubblico-privato nell’istruzione, su cui si profila un’attenzione crescente soprattutto in Europa. In “A proposito di qualità dell’istruzione, scuola private contro scuole pubbliche o scuole private come scuola pubbliche?”, dopo un accurato riferimento alla situazione degli Stati Uniti d’America, che vede la scuola pubblica in posizione di svantaggio rispetto alle scuole indipendenti, il discorso si sposta sull’Europa, alla ricerca, se ci sono, delle reali differenze tra offerta pubblica e offerta privata dell’istruzione scolastica

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti riprende l’argomento dell’editoriale e si sofferma sul “Concorso DS. Una prova indecente per un concorso sbagliato”, ribadendo le incongruenze di forma e di sostanza di una procedura non idonea allo scopo e che sta dando adito ad una incontenibile fase di protesta e di ricorsi.

In chiusura, per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi tratta della “Condanna per danno erariale: alcune ipotesi di colpa grave”, prendendo spunto da una recente sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato per danno erariale il Dirigente scolastico e il Direttore SGA di un Istituto scolastico. X

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