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GUIDA  COMPLETA AI CONCORSI ORDINARI E STRAORDINARI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE  DI OGNI ORDINE E GRADO

A cura di Ivana Summa con contributi di Anna Armone e Loredana De Simone

Avvertenze generali per tutte le classi di concorso:  competenze psico-pedagogiche e metodologie didattiche progettazione curricolare delle discipline  Legislazione scolastica

Il testo è corredato con esercitazioni di test a risposta multipla di logica, comprensione del testo, competenze didattico/metodologiche  e legislazione scolastica

Pag. 380- € 30,00 (aggiungere 4,00 euro di spese di spedizione con corriere SDA)

Questa guida costituisce uno strumento di studio per la preparazione alle prove del Concorso Ordinario e straordinario,  perché tratta in modo completo e approfondito le principali tematiche del programma di esame  contenuto nelle Avvertenze generali riferite a tutte le classi di concorso, ivi comprese infanzia e primaria.

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO propone un Corso  on line in modalità webinar di preparazione  al CONCORSO ordinario e straordinario  docenti finalizzato al superamento delle  prove di preselezione e delle prove scritte

Costo del corso completo 250,00 euro, che comprende:

- un corso di 45 video lezioni per la preparazione di base, 100,00 euro

- Un corso di 25 webinar specifici  per il superamento delle prove d'esame, 120,00 euro

- 4 testi specifici a completamento della preparazione di seguito descritti, 70,00 euro

Argomenti:

Michela Lella -Coronavirus: i giorni della mia scuola

Andrea Leonzio -La didattica a distanza

Antonio Di Lello -Periodo di formazione e di prova

Maria Rosaria Tosiani - Il Conto Consuntivo 2019 - Modalità di predisposizione

Schema di relazione al conto consuntivo

Maria Rosaria Tosiani -La ricostruzione della carriera del personale scolastico a seguito di sentenza -Schema provvedimento di ricostruzione della carriera al personale ATA -Schema di provvedimento di ricostruzione della carriera al personale docente

 

Rubriche:

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Il rientro anticipato del titolare non dà luogo alla revoca della supplenza

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

L’immissione in ruolo del precario con 3 anni di servizio neutralizza la pretesa risarcitoria

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti

Tra l’ascolto e la parola abita il pensiero

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

DIRIGERE LA SCUOLA N.4/2020

Editoriale di Vittorio Venuti  - Dal Coronavirus alla scuola del futuro

Un aspetto sta emergendo con sempre più chiarezza da questo tormentato periodo dominato dalla mistificante apparenza del coronavirus, un potenziale infinito racchiuso nel granello che invade e devasta l’umano anche oltre l’ordine fisico, ma che con l’umano gareggia per la sua stessa fine. Da qui, dalla sfida si diparte l’opportunità, dalla sfida e dalle coniugazioni che sta costringendo ad elaborare per contenerne gli effetti, dalle azioni messe in campo, che vanno oltre il contenimento della devastazione e la cura del contingente per avviare percorsi di ricerca e sperimentazione i cui esiti si faranno apprezzare nella contemporaneità ma proietteranno altre traiettorie di conoscenza, altre intenzioni progettuali, altri versanti relazionali, pedagogici e didattici. Strano a dirsi! ma il coronavirus ci sta forzando verso la prospettiva di un cambiamento radicale proprio ponendoci davanti alla nostra fragilità di essere umani e di collettività bellamente giocherellanti sul declivio dello smarrimento valoriale e dell’incanto di un superfluo orchestrato e reso indispensabile ad arte da accattivanti e profittevoli giochi di luci colorate e pixel.

Editoriale di... Vittorio Venuti - Dal Coronavirus alla scuola del futuro -

Michela Lella - Dirigere la scuola a distanza

Filippo Cancellieri - Rischi e opportunità della tele-didattica

Pasquale Annese - Come gestire le procedure di gara semplificate ai tempi del CORONA VIRUS

Damiano Verda - Informatica come linguaggio

Paolo Pieri - Scuola in sicura: La sicurezza desolata

Michele Di Filippo - L’educazione economica e finanziaria: nuovi scenari

Luciano Lelli - Il perseguimento di competenze: innovazione epocale o mitologismotranseunte?

 

RUBRICHE

Lettera: A.N.Co.Di.S.- Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici

I CPA A cura di ... Ada Maurizio - I cpia e la didattica on line

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro - L’Educazione ... ai tempi della Brexit

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

La didattica a distanza, una didattica che viene da lontano

GIURISPRUDENZA SCOLASTICAA cura di ... Rosanna Visocchi

Responsabilità amministrativo - contabile del Dirigente scolastico in un caso di mobbing. Le regole della prescrizione

Domanda: La recente circolare INAIL in relazione al Covid-19 equipara l’infezione all’infortunio e conseguentemente fa scattare la piena tutela dell’INAIL, come per gli altri infortuni o malattie, già a partire dal periodo di quarantena. Anche la società assicuratrice, con la quale la scuola ha stipulato il contratto, riconosce il contagio da Covid-19 come infortunio?

Il Decreto “Cura Italia” all'Art.42 comma 2, equipara il contagio da Covid-19, in occasione di lavoro, ad infortunio sul luogo di lavoro e pertanto assoggettato all’assicurazione obbligatoria di cui al D.P.R. 1124/1965 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali)e ai successivi aggiornamenti normativiintervenuti al riguardo.

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI ALLA PROVA ORALE- CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR)

10 Webinar specifici finalizzati alla preparazione della prova orale

Nel corso dei webinar saranno affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del direttore sga

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale

Costo del corso 100,00 euro

COME FARE I PROVVEDIMENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA 

DEL PERSONALE DOCENTE, DOCENTI DI RELIGIONE  E DEL PERSONALE ATA

Vi  proponiamo  l'acquisto di un corso on line  in modalità webinar  avente ad oggetto le procedure di  ricostruzione della carriera del personale docente, docenti di religione personale amministrativo, a condizioni molto vantaggiose.

Sono cinque lezioni pratiche che possono essere utilizzate da subito con tutta la relativa documentazione al costo di soli 30,00 euro.

Continuate a leggere le modalità di acquisto.

Domanda:

In relazione alla recente pandemia di Covid19, al nostro Istituto Scolastico sono stati accreditati, da parte del MIUR, le somme relative all’acquisto di tablet e personal computer destinati agli alunni per la didattica a distanza.

In caso di furto o di danneggiamento di questi beni la copertura assicurativa stipulata dall’Istituto copre il danno anche nel caso in cui questi fossero dati in comodato alle famiglie degli alunni?

 

Risposta:

Il MIUR con Decreto Ministeriale 26 marzo 2020, n. 187, ha previsto lo stanziamento di 85 milioni di euro per far fronte all’emergenza sanitaria del Covid19 consentendo alle istituzioni scolastiche statali la prosecuzione della didattica tramite la diffusione di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza.

In particolare, è prevista l’assegnazione di 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali individuali.

Regione Lombardia, con 12 milioni di euro, si pone al primo posto per assegnazione delle risorse; segue la Campania con 10,6 milioni, la Sicilia con 9,1 milioni, il Lazio con 7,3 milioni.

In relazione ai beni, il D. Interm. 28 agosto 2018, n. 129, all’Art. 30, evidenzia come il Direttore S.G.A., assuma il ruolo di consegnatario, preposto alla conservazione, gestione e manutenzione della strumentazione di proprietà dell’Istituzione scolastica.

Sempre lo stesso decreto all’Art. 33 evidenzia come: “Il materiale ed i beni mancanti per furto o per causa di forza maggiore(es.: danneggiamento) […] sono eliminati dall’inventario con provvedimento del dirigente, nel quale deve essere indicato l’obbligo di reintegro a carico degli eventuali responsabili ovvero l’avvenuto accertamento dell’inesistenza di cause di responsabilità amministrativa, con adeguata motivazione”.

È necessario evidenziare che, di norma, le polizze sottoscritte dagli Istituti Scolastici, non prevedono i rami Incendio/Furto/Elettronica che garantiscono la copertura dei danni ai beni, motivo per cui, in caso di danno, la responsabilitàe l’onerosità del reintegro dei dispositivi danneggiati ricadono esclusivamente sul consegnatario del bene stesso. 

Unitamente alla Responsabilità Patrimoniale più sopra delineata, è inoltre bene ricordare che la sottrazione e/o il danno dei beni dell’Istituto, compresi quelli dati in comodato d’uso, producono come effetto diretto l’impossibilità da parte degli alunni di fruire del servizio didattico tipico dell’Istituto scolastico.

Il nostro consiglio, quindi, è quello di valutare con attenzione l’opportunità di garantire il patrimonio della scuola attraverso un’adeguata copertura assicurativa per i beni di proprietà, considerando, da un lato l’importanza di garantirsi un adeguato indennizzo in caso di eventuali danni alle attrezzature di proprietà dell’Istituto e dall’altroil costo contenuto dell'assicurazione che, oltretutto,rientra generalmente nei limitidi spesa espressi dal Decreto Interministeriale. Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente alla casella di posta riportata in calce.

Un ulteriore aspetto riguarda il contratto di comodato che la scuola dovrà stipulare con la famiglia dell’alunno o il personale dell’Istituto. Nel documento, infatti, andranno sempre riportati tutti i passaggi che riguardano la tutela del bene concesso in comodato, compreso, in caso di danno, il reintegro delle somme per la riparazione o la sostituzione dello stesso.

 

Vincenzo Casella

casella.broker@gmail.com

Il consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere sostanzialmente negativo sullo schema di decreto relativo alla “Procedura straordinaria per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune”.

Pur ritenendo che l’oggetto del parere sia solo relativo alla procedura finalizzata all’abilitazione, il CSPI rileva che comunque ci sia una stretta connessione con le altre due procedure relative a quella ordinaria e a quella straordinaria per l’immissione in ruolo, essendo tutte e tre le procedure non esenti da limiti e criticiti

Nello specifico si rilevano le seguenti criticità:

- “L’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie disciplinari relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con lenorme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali (D.L. del 12/7/2018, n. 87 convertito in legge, 9/8/2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento. Opera quindi anche in ambito disciplinare, di supporto all’intera classe, senza assumere una connotazione medicoinfermieristica.

Tali previsioni normative hanno garantito per più anni la funzionalità del sistema scolastico in un ambito particolarmente delicato. Per questi motivi si auspica una conseguente rilettura della legge.

-  l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata. Øla difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

- A questi elementi di criticità se ne aggiungono purtroppo altri e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid-19”.

IL CPI pertanto “auspica fortemente una riflessione da parte del Ministero in merito alla possibilità di assumere procedure concorsuali le più semplificate possibili, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti”.

In ordine alla situazione emergenziale per il Coronavirus, secondo il CSPI “Lo stato di emergenza dichiarato consente, nel rispetto dei principi generalidell’ordinamento giuridico, di individuare appropriati provvedimenti che permettano l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendoeffettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione”.

EDITORIALE  di Vittorio Venuti - Cambia l’Esame di Stato, ma il sistema non cambia!

In quest’ultimo periodo, anche in coincidenza con gli scrutini quadrimestrali e con l’approssimarsi della conclusione dell’anno scolastico, come ricorre ormai da anni,è tornato ad accendersi il dibattito sulla funzione della bocciatura e sull’utilità di ripetere l’anno scolastico. Questione che riemerge puntualmente ma che continua a non trovare riscontro negli alti vertici, che preferiscono impegnarsi in interventi di facciata più che non di sostanza. Non sfugge a questa logica neanche l’operazione di restyling dell’esame di maturità, intervenuto in corso d’anno scolastico e, quindi, già solo per questo foriero di malumori non solo tra gli studenti.

Immaginiamo che anche la frequenza scolastica comporti una sorta di contratto tra scuola, studenti e genitori e che qualsiasi modifica si voglia apportare debba essere spiegata nelle premesse e nelle intenzioni, motivata e giustificata certamente non da discutibili scelte di parte. Soprattutto occorrerebbe che le modifiche introdotte rientrassero in una visione riformatrice del sistema d’istruzione, e non adombrassero Il sospetto che si tratti di ripicche ideologiche.

Certamente, quello delle bocciature è un problema serio, che non trova alcuna giustificazione valida nell’ambito della scuola dell’obbligo e che, anche per gli anni successivi non è indenne da critiche, non tanto o non solo perché si configura in termine di punizione, ma soprattutto perché espressione di un sistema che dalla legge Casati (1859) ad oggi non è riuscito a modificarsi sostanzialmente!

La scuola dovrebbe essere migliore della società nella quale insiste, perché dovrebbe orientare il senso della prospettiva, perché il suo presente racchiude il futuro, perché contiene la potenzialità del domani, perché è promozione di persone e talenti riconoscendo che ciascuno è potenzialmente un insieme di talenti. La scuola, una scuola che tiene ai giovani di cui ha cura, non li misura per premiarli o scartarli, semmai li valuta per favorire la capacità critica dell’autovalutazione, per favorire la costruzione di quella capacità di assunzione di responsabilità indispensabile alla crescita consapevole e all’acquisizione di quella cittadinanza attiva che si profila come dettato di civiltà, di reciprocità e di sussidiarietà.

Mi capita a volte, a fronte di voti e giudizi - anche al di là del fatto che siano positivi o negativi - di sentire insegnanti che ne confermano la validità in quanto sono la“fotografia reale” di quello studente in quella data situazione al termine di un percorso. Mi chiedo: esiste una fotografia reale? Ha senso del reale un voto? E che senso ha un voto negativo nella scuola primaria o anche nella secondaria di primo grado se sappiamo bene che i bambini e i preadolescenti maturano tutti con tempi e modalità differenti l’uno dall’altro? Che lo stesso profilo cognitivo si esprime attraverso stili diversi e che l’intelligenza non solo non è misurabile ma non si identifica neanche solo con quella logico-matematica o linguistica? Che ciascuno è anche l’esito più o meno fortunato dell’ambiente più o meno“attrezzato”culturalmente ed economicamente in cui sta crescendo?

Il discorso, comunque, non si esaurisce con la scuola del primo ciclo, perché il secondo ciclo non può pensarsi svincolato da esso e non può affermarsi contraddittoriamente ad esso. Non è questione di bocciatura o promozione: è soprattutto questione di sistema e del coraggio di riformarlo radicalmente, rinunciando a reiterare valori che persistono da tempo immemorabile perché si è sempre fatto così e perché poi la vita, fatalmente, presenterà il conto… . La scuola deve essere meglio della società in cui insiste, ma bisogna crederci!

Per fortuna, ci sono docenti, molti docenti illuminati che sanno porsi la questione e anticipano concretamente ciò che i gestori del sistema si interdicono di pensare. In questa direzione vanno i movimenti spontanei che hanno rimesso in discussione la lezione frontale proponendo modalità alternative di conduzione della classe. Senz’altro da segnalare e seguire il dibattito aperto da due diverse aggregazioni di docenti (il “Gruppo di Firenze” e “Condorcet”) in favore di un’organizzazione scolastica basata su corsi annuali piuttosto che su classi, in modo che, a fronte di un’insufficienza in una disciplina, l’allievo possa ripetere solo quello o quei corsi e non l’intero anno, ponendo un argine alle bocciature.

La rivista si apre con due contributi che trattano proprio del nuovo esame di stato. L’Esame di Stato ha subito forti modificazioni ad anno scolastico inoltrato e questo, come c’era d’attendersi, ha generato inquietudine e malcontento, in un crescendo che ha seguito il delinearsi delle novità introdotte.

Con il primo contributo dal titolo “Il nuovo esame di stato del 2° ciclo”,Antonio Di Lelloprocede ad una prima analisi del D.Lgs. n. 62 del 13 aprile 2017 recante Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107 con il quale sono stati introdotti cambiamenti ed innovazioni significativi alla struttura e all’organizzazione dell’Esame di Stato conclusivo del 2° Ciclo.

A seguire Maria Torelliin “Didattica per competenze e nuovo esame di Stato: aspettando le simulazioni della seconda prova scritta” propone una disamina attenta, andando a cogliere il nucleo attorno a cui si struttura il nuovo esame: in coerenza con l’impianto generale delineato dai tutti i decreti di riforma degli ordinamenti, l’Esame non dovrà più limitarsi ad accertare il possesso di conoscenze e di abilità, ma dovrà certificare l’acquisizione di competenze, definite dalle Linee Guida o dalle Indicazioni Nazionali per gli specifici indirizzi di studio. Le simulazioni della prima prova confermano tale orientamento.

Al tema della responsabilità del dirigente scolastico è dedicato il pezzo di Anna Armone“La responsabilità in vigilando del dirigente scolastico sull’esercizio dell’azione amministrativa”,che si inserisce nella generale tematica dell’elemento psicologico dell’illecito amministrativo. Si tratta di responsabilità amministrativo-contabile, che consiste nel danno procurato dal dipendente e che vede la Corte dei Conti quale giudice naturale. Al dirigente compete l’obbligo di vigilanza in quanto organo di vertice che dirige, coordina e controlla l’attività degli uffici che da lui dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi.

Recentemente si è acceso un forte dibattito politico intorno al riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’art. 116 della Costituzione, inizialmente richiesto da Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e poi appetito da altre regioni del Paese, e che ha dato il via ad una veemente impennata di perplessità e indignazione. Francesco G. Nuzzacisi sofferma sulla questione in “Sull’autonomia differenziata in materia d’istruzione”, andando a rilevare i riflessi che siffatta differenziazione potrebbe far registrare in capo al sistema scolastico.

Il momento storico che stiamo attraversando si appalesa in tutte le sue contraddizioni a conferma di una diffusa vulnerabilità e fragilità che si sprigionano in tutti i settori di vita e fra tutte le categorie sociali. Michela Lellarileva, in “In cerca di credibilità”, che si è smarrito il valore delle partiche e degli strumenti che appartengono al discorso pedagogico, in corrispondenza della rinuncia degli adulti al loro ruolo educativo e alla relativa responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Di conseguenza, si sono imposti il primato del permissivismo e dell’indulgenza, che hanno favorito l’invalidazione dei ruoli educativi degli adulti sia dei genitori sia degli insegnanti, con ripercussioni clamorose sulla loro credibilità.

A seguire, Gian Carlo Sacchi riflette su “Istruzione e formazione professionale: un’occasione mancata?”, descrivendo la problematica situazione nella quale si trovano gli istituti tecnici, sempre più indeboliti rispetto ai licei, la formazione professionale in ragione dei rapidi cambiamenti del mondo del lavoro e gli istituti professionali che, pur avendo avuto una grossa spinta al rinnovamento, lasciano intravvedere difficoltà ad agire in tempi rapidi, anche per quanto riguarda la riorganizzazione delle risorse finanziarie.

Damiano Verdasi sofferma, in “Riforme educative: l’agenda Macron”, sulle importanti novità che interesseranno il sistema scolastico francese, in particolare con l’approvazione di una legge che vuol marcare una discontinuità rispetto alla tendenza dominante. Più nello specifico, paresi cerchi di definire una sorta di oasi scolastica, al riparo da stimoli esterni che risultano forse, almeno fino a una certa età, troppo numerosi, rapidi e complessi da gestire: un primo strumento individuato a tale scopo è il divieto di cellulare o smartphone in aula, fino ai 14-15 anni, prescrizione che ha avuto grande risalto sui media al punto da essere stata ripresa anche in Italia.

Sono circa 800 mila gli allievi stranieri, provenienti da 190 differenti Paesi del mondo, che frequentano la scuola italiana, che può, a ragione, definirsi un laboratorio privilegiato per la costruzione di una democrazia pluralista e socialmente coesa. Un punto di forza, quindi, del nostro sistema d’istruzione, che Loredana Garritano espone approfonditamente in “Gli alunni con cittadinanza non italiana e le buone pratiche di una scuola per tutti”, evidenziandone l’importanza culturale e sociale e rilevando la necessità di considerare la prospettiva interculturale che si va disegnando come nuova normalità superando l’approccio emergenziale ed estemporaneo. Gli alunni di origine non italiana rappresentano un orizzonte di cambiamento per tutta la scuola.

L’argomento “Quota 100”,riferito alle pensioni, è particolarmente dibattuto da qualche tempo a questa parte, perché arricchisce il nostro sistema previdenziale, sia pure in forma sperimentale, per il triennio 2019-2021, di una vasta gamma di canali di pensionamento. L’argomento è ampiamente ripreso da Maria Rosaria Tosianiin “Pensioni scuola A.S. 2019/2021”.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lello si ispira al deliberato di una sentenza di Tivoli in ordine all’operato di un Dirigente scolastico reggente che ha attribuito al Collaboratore Vicario il compenso per compiti specifici con mansioni meramente collaborativi e non riferibili alla funzione dirigenziale per assenza/impedimento del Dirigente, sollevando le rimostranze dello stesso Collaboratore Vicario che, invece, si riteneva meritevole dell’indennità per compiti superiori. Il caso: “Indennità funzioni superiori- Riconoscimento del diritto al compenso”.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauro, sotto il titolo “Scuola di ieri, scuola di oggi nella ex Jugoslavia”,prosegue la riflessione, avviata nel n. 1 di gennaio 2019, su cosa e come rimane della prima Federazione balcanica negli odierni sistemi educativi nazionali. Nel panorama proposto, si evidenzia la situazione delicata del Kosovo, il cui riconoscimento internazionale è ancora incompleto.

Per Appunti di Psicologia, Vittorio Venuti si sofferma sul concorso per dirigenti scolastici, entrato nella fase finale, e propone una serie di suggerimenti su come presentarsi alla prova orale: “All’orale cadono le maschere”. X

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