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Le fragilità della scuola

Editoriale di Vittorio Venuti

In ottobre, mentre centinaia di dirigenti scolastici si incontravano sui social e dialogavano animatamente solidarizzando con la collega Franca Principe (vedi editoriale di novembre 2019) e progettando la forma di protesta più opportuna contro il decreto sicurezza n. 81 e, più in particolare contro l’articolo 18, per fatale coincidenza di tempi, il piccolo Leonardo, il bambino di 5 anni precipitato dalle scale della scuola “Pirelli” di Milano, moriva in conseguenza della caduta. La manifestazione del 31 ottobre a Roma, alla quale hanno partecipato centinaia di Dirigenti Scolastici provenienti da tutta Italia, ha quindi assunto un rilievo ed un significato particolare, sollecitando urgenze che non possono continuare ad essere ignorate.

Con l'entrata in vigore del nuovo CCNL 19/4/2018 del comparto Istruzione e Ricerca,  gli istituti delle relazioni sindacali in ambito scolastico sono stati disciplinati ex novo.

La conoscenza delle regole pattizie consente di costruire  delle ottime relazioni sindacali al fine di prevenire e risolvere i possibili conflitti.

Il corso che proponiamo analizza sotto il profilo pratico ed operativi tutti gli istituti delle relazioni sindacali per permettere alla dirigenza scolastica di concludere agevolmente gli accordi sindacali di contrattazione integrativa.

il corso costa solo 25,00 euro.

Con circolare n. 48061 del 27 11 2019 il Miur ha emanato le Linee operative per la formazione dei dirigenti scolastici neoassunti a.s. 2019-2020, riconoscendo che il loro consistente numero configura un consistente ricambio generazionale, un’occasione importante per il rinnovamento del nostro sistema educativo.

Il nuovo modello formativo dovrà essere attuato nel corrente a.s. 2019-2020 per il percorso di formazione e prova dei 1995 dirigenti scolastici neoassunti. A tal fine verranno destinate specifiche risorse finanziarie tratte dai Fondi del Bilancio MIUR 2020 - capitoli 2175, 2173, 2174, 2164 pg.3 nell’anno finanziario 2020.

Il periodo di formazione e prova ha una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno sei mesi. E’ possibile sospendere il suddetto periodo in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Salvo questi ultimi casi il periodo di formazione e di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza.

Le azioni formative che devono essere messe in campo dagli USR riguardano due differenti percorsi: l’attività di accompagnamento sulla base di un cronoprogramma di massima e l’attività di formazione vera e propria.

Per quanto concerne l’attività di accompagnamento e cronoprogramma, della durata di 25 ore, gli USR devono organizzare, avvalendosi della collaborazione di dirigenti scolastici con funzione di tutor, iniziative orientate e sostenere il neoassunto nella complessa fase di ingresso nel nuovo ruolo, attraverso momenti di confronto tra pari, che faranno riferimento a modalità collaborative in vista della costruzione di comunità di pratiche”. Si citano, ad esempio, momenti di “peerreview”, di tutoring, di supporto e consulenza.

Le attività formative della durata di 50 ore saranno organizzate dagli USR, di norma, per gruppi non superiori a 25 dirigenti neoassunti e, ove possibile, articolati per grado di istituzione scolastica.

In linea con quanto già previsto negli anni precedenti, ad ogni dirigente scolastico neoassunto verrà fornito il supporto di un’attività di tutoring.

Le procedure per la valutazione del periodo di formazione e prova sono previste dagli articoli 7 e 8 del DM 956/2019 più volte citato.

Link: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/linee-operative-per-la-formazione-dei-dirigenti-scolastici-neoassunti-a-s-2019-2020-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-inizi

 

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, ha firmato il decreto per gli interventi di messa a norma delle scuole. Il Piano straordinario prevede un finanziamento complessivo di 98 milioni di euro.

Le risorse saranno assegnate con un avviso pubblico nazionale rivolto agli Enti Locali da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Potranno candidarsi Comuni, Province, Unioni di comuni e Città metropolitane e i relativi contributi saranno concessi direttamente agli Enti Locali che così potranno mettere in regola gli istituti e le strutture adibite a uso scolastico entro la fine del 2021, come previsto dall’attuale normativa.

I contributi a disposizione degli Enti Locali saranno pari fino a 70.000 euro per le scuole del primo ciclo e fino a 100.000 per le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Suddiviso l’entità del finanziamento per il numero delle scuole, il risultato sarà una cifra insufficiente.

Con circolare n. 2197 del 25 novembre, si danno nuove indicazioni in merito allo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2019/2020.

In premessa si spiega che, nonostante il coordinatore nazionale dei dirigenti tecnici e dei coordinamenti regionali degli ispettori abbia espresso soddisfazione relativamente alle novità che hanno interessato la struttura degli esami a seguito dell’intervento del precedente ministro Buffetti, l’attuale ministro Fioramonti, ritiene opportuno intervenire su alcuni aspetti riguardanti la redazione della prima prova scritta di italiano e le modalità di svolgimento del colloquio. Appare evidente l’impronta di discontinuità che il neo ministro voglia fare col precedente, di cui, peraltro, è stato viceministro.

Le indicazioni riguardano:

-          Il credito scolastico, il cui punteggio sarà determinato dalla somma dalla somma del credito già attribuito per il terzo anno di corso, convertito sulla base della tabella A (art. 14, d.lgs 62/2017) e dal credito attribuito per il quarto e quinto anno di corso utilizzando la tabella denominata “Attribuzione credito scolastico”.

-          I requisiti di ammissione all’esame, per cui i candidati interni ammessi, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, dovranno evidenziare anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi.

-          La prima prova scritta di italiano che, pur rimanendo la struttura prova e le tipologie testuali definite dal quadro di riferimento di cui al D.M. n° 769 del 26 novembre 2018, dovranno prevedere che almeno una delle tracce della tipologia B (analisi e produzione di un testo argomentativo) debba riguardare l’ambito storico.

-          Lo svolgimento del colloquio, per il quale si intende abbandonare la procedura nota delle “tre buste”, per favorire la modalità che vede l’avvio del colloquio mediante l’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro, con l’immutata finalità di “verificare l'acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera”, materiali che dunque devono consentire un approccio multidisciplinare.

Pertanto, l’annuale decreto ministeriale di individuazione delle discipline oggetto della seconda prova scritta e di regolamentazione delle modalità organizzative di svolgimento del colloquio, previsto dall’art. 17, comma 7, del d.lgs. n° 62/2017, non riporterà la descrizione delle suddette attività a carico delle commissioni e dei candidati, pur nel pieno rispetto dell’impostazione prevista in tale articolo. Le SS.LL. vorranno assicurare la massima diffusione della presente nota all’interno della comunità scolastica.

 

ABBONAMENTO ANNO 2020 ALLE NOSTRE RIVISTE

Tre riviste a supporto della funzione dirigenziale del dirigente scolastico in abbonamento congiunto a soli 130,00 euro.

In allegato la cedola 2020 con tutte le combinazioni degli abbonamenti.

Per il rinnovo degli abbonamenti per l'anno 2020 i prezzi sono rimasti immutati.

Le riviste sono fruibili anche on line

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Con la nota n. 26158 del 18 novembre 2019  il ministero  ha disposto la proroga di 30 giorni per l'approvazione del programma annuale, in via eccezionale, per le scuole che non vi avevano ancora provveduto.

Il ricorso alla proroga  deve essere motivato nella relazione illustrativa del Dirigente che accompagna il programma annuale.

Di conseguenza il termine del 30 novembre entro il quale il programma annuale doveva essere predisposto, è prorogato al 30 dicembre.

Anche il termine massimo di approvazione del programma annuale da parte del Consiglio d'istituto viene spostato dal 31 dicembre al 30 gennaio.

La nostra proposta formativa per superare il concorso prevede:

Un Corso di 48 webinar fruibile da subito

Il corso è offerto in differita, comprende tutti gli argomenti di base, di seguito elencati,  oggetto delle prove di concorso, con allegati tutti i materiali  utilizzati dai docenti e scaricabili

Costo del corso €200,00

Un Corso di 20 webinar che sarà attivato con l'uscita del Bando di concorso

Il corso è offerto in diretta e in differita, su temi specifici di approfondimento, in vista della preparazione alla prova di preselezione e soprattutto alle tre prove scritte. saranno trattati gli argomenti chiave oggetto del concorso per il superamento delle prove d'esame,

 Costo del corso €200,00.

Per completare la preparazione consigliamo l'acquisto dei seguenti testi:

CALLA’, VENUTI, Guida alla prova di  Preselezione  concorso per Dirigente Tecnico - Esercitazione  su 2500 Test a risposta multipla per la prova di preselezione su tutte le materie del concorso -, Edizione 2020, € 30.00

CALLA', TOSIANI, ARMONE, Manuale per la preparazione al concorso per Ispettore Tecnico del MIUR, Testo completo con tutti gli argomenti oggetto del concorso, Edizione 2020, pagine 1200, € 70,00.

CALLA', Codice delle leggi della scuola - Testo di legislazione scolastica ad uso concorso - Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per Ispettore Tecnico, Pagine 1280, €35,00

I tre testi in offerta a soli 120,00

Chi volesse comprare il pacchetto completo che comprende il corso dei 48 webinar, il corso dei 20 webinar,  più i tre testi paga solamente 450,00 euro

Parlando a margine di un convegno alla Luiss di Roma, il Ministro Fioramonti ha annunciato che all’inizio del 2020 dovrebbe essere bandito il concorso straordinario per la scuola secondaria “per avere i 24 mila o forse più docenti di ruolo a partire dal 1° settembre in cattedra”.

Tempi più lunghi sono previsti per il concorso ordinario, al quale si prevede che parteciperà un gran numero di candidati, in considerazione del fatto che non si richiederà l’abilitazione all’insegnamento; il che  potrebbe far slittare al 2021 le altre 24 mila immissioni in ruolo.

Al di là delle dichiarazioni, comunque bisognerà fare i conti con i tempi burocratici: il decreto sulla scuola è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e. per trasformarlo in legge ci sono 60 giorni di tempo, mentre la discussione in Aula comincerà il 25 novembre.

I requisiti per l’accesso al concorso sono:

-       titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso

-       tre annualità di servizio anche non consecutive svolte a partire dall’a.s. 2011/12 e l’anno scolastico 2018/19 su posto comune o di sostegno

-       almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre

Per gli ITP il titolo di studio di accesso è il diploma, nonché gli altri requisiti di accesso.

Per l’accesso al concorso per i posti di sostegno è necessario essere in possesso della relativa specializzazione.

I docenti delle scuole paritarie partecipano alla procedura esclusivamente per conseguire l’abilitazione, purché soddisfino i seguenti requisiti:

-       tre annualità siano state svolte tra l’a.s. 2011/012 e l’a.s. 2018/19, anche non consecutive

-       possesso del titolo di studio completo

-       una annualità di servizio sia specifica su posto comune o di sostegno

-       il servizio sia prestato su classe di concorso o posto di sostegno.

Mentre i docenti della scuola statale partecipano per l’abilitazione e per il ruolo, i docenti della scuola paritaria partecipano solo per l’abilitazione.

Il disegno di legge presentato dal govenro per la formazione del bilancio 2020 prevede  la possibilità per le scuole che sottoscrivono abbonamenti alle riviste il rimborso fino all'80% della spesa sostenuta. Una occasione da non perdere per favorire l'aggiornamento professionale del personale dipendente.

“A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente. Con decreto del capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri è emanato annualmente un bando per l’assegnazione del contributo”. I contributi, si legge nella bozza del provvedimento, “sono concessi nel limite massimo di spesa, che costituisce tetto all’erogazione del beneficio, stabilito annualmente con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, nell’ambito della quota delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1 della stessa legge destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunque per un importo non superiore a 20 milioni di euro”.

SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.1/2019

E' l’anno del reclutamento dei nuovi dirigenti e dei direttori amministrativi!

EDITORIALE di Anna Armone Direttore responsabile, Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Da questi due reclutamenti dovrebbe emergere una classe gestionale in grado di reggere la complessità della scuola,

complessità che potrebbe benissimo essere contenuta e,

anzi, ridotta, lasciando alla scuola la realizzazione

più proficua della sua missione

È l’anno dell’immissione negli organici del personale dirigente e amministrativo della scuola di un gran numero di vincitori dei concorsi in atto o in via di realizzazione. Il reclutamento del personale in un’organizzazione pubblica deve partire non solo dal disegno organizzativo di questa, ma anche dalla visione politica dell’organizzazione. E da qui partiamo. Il concorso per dirigente scolastico è nella fase centrale e presumibilmente si concluderà entro l’estate 2019. Dal programma d’esame viene fuori un profilo dirigenziale molto complesso che fa trasparire un’organizzazione scolastica fondata su un apparato amministrativo analogo a qualsiasi altro apparato pubblico. La normativa richiamata copre tutti gli ambiti dell’azione amministrativa, dalla contrattualistica alla sicurezza, alla privacy, al rapporto di lavoro. E questo è un riferimento alla normativa generale. Poi c’è la normativa di settore che riguarda in modo specifico la scuola.

Se è necessario formare un dirigente scolastico così come emerge dal programma d’esame significa che esso è funzionale all’organizzazione scolastica.

L’unico elemento che sfugge a qualsiasi considerazione - che dovrebbe essere preliminare alla progettazione politica del bando - è la struttura evolutiva della funzione dirigenziale. Il reclutamento del personale dirigenziale pubblico, gestito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, si fonda sull’accesso esterno alla carriera dirigenziale con lo sbarramento all’accesso basato sul possesso di una formazione universitaria e post universitaria di natura giuridico-economico. Pertanto, la selezione è finalizzata a verificare le conoscenze e le competenze dei candidati nelle materie giuridiche (diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto dell’Unione europea e delle organizzazioni internazionali), l’attitudine al ragionamento giuridico, la capacità di impostare analisi critiche di problemi complessi e di proporre soluzioni argomentate. Non si chiede ai candidati di dimostrare la conoscenza articolata della normativa di settore dell’amministrazione per la quale si concorre. è la successiva fase del corso-concorso che impegna i vincitori della prima fase nella conoscenza della disciplina di settore.

Torniamo ai nostri docenti. Incredibile, ma in sede già di pre-selezione devono dimostrare di conoscere tutto il sistema normativo dell’organizzazione che andranno a dirigere. E devono anche dimostrare di saper dirigere l’organizzazione scolastica. Ma parliamo di docenti che fino al giorno prima erano in aula o, al massimo, svolgevano funzioni di supporto alle funzioni dirigenziali. Caso unico al mondo di ottusità politica nell’immaginare una funzione dirigenziale su un’organizzazione scolastica che ha come missione principale una funzione educativa e di istruzione. Ciò determina un’assunzione di responsabilità sempre più pressanti che allontanano il dirigente dalla sua funzione principale, governare una scuola e non un qualsiasi ufficio pubblico. Comunque è fatta, e bisogna trovare un modello più razionale che porti all’esercizio deljla funzione dirigenziale attraverso un percorso professionale più lineare e coerente con il sistema. Ma non basterebbe mettere mano, finalmente, allo sviluppo di carriera dei docenti, prevedendo una branca di tale sviluppo finalizzata alla carriera dirigenziale? Ad oggi ogni tentativo è fallito per una molteplicità di cause di varia natura.

E poi ci sono i nuovi direttori sga da reclutare, partendo da una richiesta di formazione universitaria di tipo giuridico-economico. Si tratta di una funzione direttiva di forte complessità, rappresentando l’unico elemento di supporto alla gestione dirigenziale. è richiesta una preparazione di base coerente con i titoli di accesso, ma è richiesta anche una conoscenza vastissima dell’intera legislazione scolastica, nonché dell’ordinamento del sistema stesso. La maggior parte dei partecipanti non conosce il mondo della scuola, è all’oscuro dei meccanismi di funzionamento. Perché la cosa incredibile è che la scuola è vero che è inserita tra le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001, ma si tratta di una cornice esterna al meccanismo farraginoso e particolarissimo del funzionamento delle scuole. Eppure, il programma d’esame è così analitico nella parte della legislazione scolastica e nell’ordinamento e gestione amministrativa, che davvero non si comprende come possa essere assimilato.

Da questi due reclutamenti dovrebbe emergere una classe gestionale in grado di reggere la complessità della scuola, una complessità che potrebbe benissimo essere contenuta e, anzi, ridotta, lasciando alla scuola la realizzazione più proficua della sua missione. A pensarci bene il principio della sussiadiarietà, leggi scaricabarile, nella scuola sta funzionando alla perfezione. Dal d.p.r. 275/1999 in poi ogni azione di riforma è intervenuta sull’accrescimento delle competenze amministrative della scuola, scaricando adempimenti di ogni genere. Da ultimo, l’accordo MIUR - INPS sull’applicazione di PASSWEB, l’applicativo sulle pensioni, ha coinvolto in modo diretto le scuole senza alcuna trasparenza sull’attribuzione delle responsabilità procedimentali. Ogni USR ha proceduto autonomamente accendendo proteste da parte delle scuole, ma nessun dialogo vero è stato aperto. E così via.

Una casualità e un opportunismo politico mai visto hanno portato al mantenimento della struttura statale sui territori, gli USR che potrebbero avere un senso nella Governance del sistema scolastico ma se svolgessero davvero i loro compiti, così come si continua a scrivere da più di vent’anni nel Regolamento di organizzazione del MIUR.

E invece si sta realizzando un vero e proprio sistema binario: si mantiene la struttura statale sul territorio e si riversano sulle scuole mole di adempimenti estranei alla missione. Ma bisogna proprio arrivare a questo punto per giustificare una posizione dirigenziale e una posizione direttiva?

 

E ora veniamo al contenuto di questo numero. Iniziamo da un pezzo di Francesco Nuzzaci sul nuovo CCNl per la dirigenza scolastica. La visione del ruolo dirigenziale, secondo Nuzzaci, va riportata all’intero e unitario panorama della dirigenza pubblica. A sostegno di tale tesi egli richiama le norme generali contenute nel d.lgs. 165/2001 che disciplinano la dirigenza di seconda fascia. Nell’analisi del CCNL area V della dirigenza scolastica l’autore costringe l’organizzazione scolastica nel disegno organizzativo e gestionale generale della PA. è una certamente una visione di parte seppure sorretta da spiegazioni di natura giuridica e professionale. Sarebbe opportuno avere l’opportunità di ospitare altre posizioni in merito.

Renato Loiero analizza il contenuto della legge di bilancio 2019 relativamente al sistema scolastico. Con l’ultima riforma organica della legge di contabilità e finanza pubblica i contenuti dei due provvedimenti di legge che erano noti, fino a pochi anni fa, come legge di bilancio e legge di stabilità sono ricompresi ora in un unico provvedimento, costituito dalla legge di bilancio, riferita ad un periodo triennale ed articolata in due sezioni. La prima sezione, in particolare, contiene le misure quantitative (c.d. interventi) finalizzate a realizzare gli obiettivi programmatici definiti nei documenti di finanza pubblica. L’autore analizza i commi della norma ritenuti più importanti. Ricordiamo la modifica dell’alternanza scuola-lavoro, o del percorso per l’accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria.

Alessandra Foschetti tratta la tematica fondamentale delle competenze digitali e delle responsabilità informatiche nella PA. Attraverso una lucida analisi della policy del Governo nella materia della crescita digitale, l’autrice analizza gli interventi previsti a sostegno delle scelte strategiche contenute nel Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019. Ma devo sottolineare come la riflessione che davvero bisogna rilevare è il richiamo alla relazione funzionale tra le modalità procedimentali informatizzate e il ruolo dell’operatore pubblico che, attraverso l’esercizio della discrezionalità, “aggiusta il tiro”del procedimento. Come afferma Foschetti “A costo di sembrare poco innovativa aggiungerei infine che sarebbe più opportuno per la pubblica amministrazione evitare di cavalcare soluzioni online o applicazioni che ricalcano logiche aziendali particolarmente “in voga”, lasciandosi trascinare dall’entusiasmo di proclami spesso ignoranti rispetto alla logica amministrativa”.

 

Domenico Ciccone affronta il tema dell’inclusione partendo dall’analisi delle criticità del percorso scolastico e di vita degli studenti degli istituti professionali. Se è vero che ogni intervento educativo e didattico va adattato alle caratteristiche del soggetto in base all’età, alla gravità dei sintomi, ai disturbi secondari, alle risorse cognitive, alla situazione familiare e sociale, questo appare ancora più evidente e notevole nelle situazioni di disagio consolidato che emergono nell’età adolescenziale. Come afferma l’autore le esperienze nei contesti non formali ed informali dimostrano sempre più spesso che è il modello scolastico consolidato (apprendimento formale “tradizionale”) a rendere difficile l’inclusione per i soggetti con ADHD e disturbi del comportamento. La scansione del tempo scuola e della sua organizzazione secondo il tradizionale paradigma delle “3 C”, cattedra, classe e campanella, cozza con le difficoltà di inclusione rendendo limitati, negli esiti, anche gli interventi mirati per sostenere gli studenti con problemi e disturbi relativi alla sfera del comportamento e delle relazioni.

Ivana Summatratta il tema della leadership educativa nella sua evoluzione partendo dalla funzione docente che dovrebbe“conservarla”,adattandola, nell’esercizio della funzione dirigenziale. Riprendendo Cesare Scurati, l’autrice ricorda come, nel passaggio dalla docenza alla dirigenza, non si deve rinunciare alla funzione educativa ma tradurla sul piano dell’educazionale. Questo fortunato neologismo ben rappresenta la funzione del dirigente scolastico, sintetizzando gli aspetti amministrativi e manageriali attraverso la leadership educativa. In tal modo può davvero assumersi la responsabilità del miglioramento e dell’innovazione che le norme gli attribuiscono. Dalla sua posizione apicale, infatti, può operare promuovendo tutte le risorse umane e professionali e, avvalendosi del suo legittimo potere, costruire dal basso la propria autorevolezza.

Gabriele Venturaaffronta in un’ampia visione sistemica l’attuazione del d.lgs. 65/2017 ai fini della configurazione operativa delle funzioni di governance a livello nazionale e di coordinamento pedagogico territoriale a livello regionale e locale. L’autore considera, altresì, la differenziazione strutturale emergente nel sistema di offerta di servizi educativi da 0 a 3 anni sottolineando la necessità da un lato e l’opportunità dall’altro di tematizzare questa condizione come un dato di fatto da definire strategicamente e come punto di partenza inevitabile per la definizione di piani di azione concreti e realistici di miglioramento efficace in tempi brevi (2 anni) o medi (5 anni).

Carmen Iuvone affronta un tema classico dell’attività amministrativa della scuola, l’autotutela. La declinazione di tale istituto contenuta nella l. 241/1990 interessa tutti i soggetti pubblici nell’esercizio della funzione amministrativa. Nell’istituzione scolastica va menzionato l’art. 14, comma 7 del d.p.r. 275/1999 che disciplina in generale l’istituto.

Vanna Monducci riconduce a sistema e ricostruisce un quadro completo dell’istruzione professionale alla luce del decreto legislativo attuativo dellal. 107. L’autrice correda il pezzo con tutti gli strumenti di programmazione e organizzazione.

Nella rassegna cinematografica Vincenzo Palermodescrive l’opera cinematografica Still Recording, un lungo documentario durato quasi cinque anni sulla guerra in Siria. è la testimonianza della follia della guerra vista da dentro le barricate. Reading Bloom distribuzione ha portato sugli schermi italiani un vero e proprio gioiello che sarebbe opportuno proporre in visione agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado al fine di sensibilizzare i giovani, partendo dalla decostruzione dell’opera cinematografica e dal ruolo cardine svolto dal cinema documentaristico, su tematiche quali: le guerre civili, l’immagine-isola amatoriale come veicolo di senso, il tema del viaggio oltre il confine, le testimonianze di quanti vivono l’orrore sulla propria pelle, l’arte che sopravvive alla distruzione, la vita che celebra la morte dell’umano e la resurrezione della coscienza civile.

Giuliana Costantirecensisce tre libri molto diversi tra di loro ma ognuno caratterizzati fortemente. Il primo libro, I tacchini non ringraziano, è del grande Andrea Camilleri, ma questa volta parla di animali. è chiaro del resto il pensiero dell’autore “Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta per la vergogna”.

Il secondo libro è di Oreste Lo Pomo, Malanni di stagione. è la storia ironica, volutamente non a tinte fosche, di un brillante cronista giudiziario che si dedica con passione al suo lavoro. Siamo in una città di provincia non precisata dall’autore, dove non c’è molto da fare: poi scoppia uno scandalo e il problema per il giornalista è che, essendo la cronaca di sua competenza, non potrà occuparsene ufficialmente.

Il terzo libro di Gail Honeyman Eleonor Oliphant sta benissimo, è una storia avvincente di una giovane donna che partendo da una condizione di assoluta solitudine, casualmente si trova ad approfondire la conoscenza con un grigio collega. E sarà proprio Raymond ad aprire una breccia nella corazza di Eleanor. X

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