Ultime notizie

A seguito della recente condanna ad un mese di reclusione e sospensione dal servizio per 5 mesi, della dirigente scolastica Franca Principe, per un cedimento strutturale nella sua scuola, il vice ministro dell’Istruzione Anna Ascani (PD a preso posizione in favore dei dirigenti scolastici attraverso un comunicato stampa, ribadendo “Dobbiamo mettere i nostri dirigenti scolastici nelle condizioni di lavorare al meglio” ed entrando nel merito delle responsabilità che li gravano:

Svolgono un ruolo di grande responsabilità, che deve essere riconosciuto. Dobbiamo impegnarci per garantire loro un clima di serenità, diminuendo il carico burocratico e intervenendo, anche in ambito legislativo, per supportarli nel loro lavoro.” Su questa scorta, il viceministro ha annunciato che in Parlamento si sta lavorando “per intervenire sul decreto legislativo 81/08 che riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro”, essendo già stata depositata in proposito un proposta di legge a sua firma, nella quale si afferma l’urgenza apportare modifiche alla normativa vigente in materia “e in primo luogo all'articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, rubricato «Obblighi del datore di lavoro e del dirigente», per «alleviare» in qualche modo le gravi responsabilità erroneamente imposte al dirigente scolastico”. La proposta si aggancia alla “vicenda del dirigente scolastico del Convitto nazionale dell'Aquila, professor Livio Bearzi, condannato a seguito del crollo dell'istituto nel tragico terremoto del 2009 in cui perirono tre ragazzi”.

“La sentenza  - si approfondisce nella proposta - aveva evidenziato le gravi incongruenze della normativa vigente che attribuisce ai dirigenti scolastici la responsabilità della sicurezza e della manutenzione dei fabbricati in quanto «datori di lavoro», ignorando paradossalmente che gli edifici scolastici sono di proprietà degli enti locali (comune, provincia e area metropolitana) e soltanto a loro la normativa vigente impone gli obblighi relativi alla messa a disposizione nonché ogni intervento strutturale e di manutenzione necessario al fine di garantire la sicurezza prima di tutto degli studenti e in generale di tutti gli operatori scolastici.

Inoltre ai dirigenti scolastici non è attribuita direttamente alcuna risorsa economica per esercitare eventualmente tale responsabilità o intervenire autonomamente in via ordinaria o straordinaria sui rischi delle strutture, le cui caratteristiche, problematiche, inefficienze e inadeguatezze, ancorché sotto gli occhi di tutti, evidenziano in modo preoccupante un altissimo grado di vetustà e un elevato livello di esposizione al rischio: oltre la metà delle scuole italiane, infatti, risulta costruita prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica per le nuove costruzioni (1974), oltre 24.000 istituti sono situati in aree a elevato rischio sismico, più di 6.000 sorgono in aree a forte rischio idrogeologico e moltissimi sono sforniti finanche del certificato di collaudo e di agibilità”.

Sulla vicenda di Franca Principe è intervenuto Antonello Giannelli, presidente ANP, rilevando che “l’ANP ha più volte denunciato il grave stato di inadeguatezza degli edifici ed è direttamente impegnata nel chiedere la revisione del d.lgs. 81 del 2008, perché ritiene che i dirigenti scolastici non debbano essere condannati per responsabilità che non sono di loro competenza” e che, in vista del ricorso in Cassazione, “chiederemo copia della sentenza di appello per poter esaminare a fondo le motivazioni che hanno portato alla condanna della collega”.

In una intervista rilasciata a “Il Messaggero” di sabato 12 ottobre, la sottosegretaria Lucia Azzolina ha annunciato un disegno di legge per mettere fine al problema delle “Classi pollaio”: «Ogni classe sovraffollata – ha detto Azzolina - è una sconfitta per la scuola. I ragazzi apprendono male e non si garantisce la sicurezza. La soluzione è già in un disegno di legge a mia prima firma su cui il Parlamento sta lavorando. Io ho intenzione di impegnarmi già dalla prossima sessione di bilancio per fare in modo che quel disegno di legge vada fino in fondo».

Nella stessa intervista ha ricordato il suo trascorso come insegnante di sostegno nella scuola, per rappresentare la sua attenzione alla carenza di tali docenti: «So bene quanto gli studenti e le famiglie abbiano bisogno di avere come riferimento un personale altamente qualificato. I docenti di sostegno specializzati e specializzandi potranno partecipare al concorso straordinario e a quello ordinario. Poi, nei tempi più rapidi possibili faremo partire anche il V ciclo TFA sostegno e renderemo la specializzazione sul sostegno strutturata nel tempo. Il tema del sostegno è prioritario per questo ministero e per il governo: ricordo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto per sé le deleghe sulla disabilità manifestando tutta la sua sensibilità sul tema. Questo mi dà grande fiducia». Nello specifico della carenza dei docenti di sostegno ha precisato:«Voglio lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono ‘instabili’, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto, stabili. Dobbiamo dare più certezze ai nostri ragazzi e alle famiglie».

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che prevede:

- l’assunzione di 24.000 docenti precari

- un concorso riservato per i DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi) facenti funzione

- l’esclusione del personale scolastico dalle rilevazioni biometriche

- l’estensione a nove anni delle validità delle abilitazioni scientifiche

- la semplificazione dell'internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole

Inoltre sono rese più semplici gli acquisti di beni e servizi destinati alla ricerca e sono in arrivo altre stabilizzazioni per i precari degli Enti Pubblici di Ricerca.

“Oggi approviamo un decreto-legge che dimostra la grande volontà di questo Governo di combattere il precariato nella scuola garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020 – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti – è un impegno preciso quello di mettere la scuola davvero al centro del Paese perché è dalle scuole che comincia la costruzione di una nuova società. Tra le misure introdotte dal decreto-legge anche la semplificazione delle procedure per gli acquisti di beni e servizi destinati alla ricerca. Non meno importanti – aggiunge il Ministro - la proroga della scadenza dell’abilitazione scientifica nazionale e le misure per i precari della ricerca”.

Con l’autorizzazione a bandire un concorso straordinario abilitante per l’assunzione di almeno 24.000 docenti nella scuola secondaria statale di I e II grado per il prossimo anno scolastico (il 2020/2021), il decreto-legge accoglie l’accordo raggiunto nei giorni scorsi dal Ministro Fioramonti con le organizzazioni sindacali.

Il concorso – che sarà bandito contestualmente a quello ordinario - sarà per titoli ed esami e sarà riservato a tutti gli insegnanti con una anzianità pregressa di servizio di almeno 3 anni – anche sul sostegno – e di cui uno nella classe di concorso per la quale affrontano la selezione. Per l’idoneità gli aspiranti docenti dovranno ottenere una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer based. I vincitori saranno ammessi a sostenere un anno di prova che sarà ‘rinforzato’ con una formazione universitaria mirata per 24 crediti formativi universitari. L’anno si concluderà con un colloquio di verifica in cui bisognerà conseguire un punteggio minimo di 7/10. I vincitori del concorso dovranno rimanere almeno cinque anni nella sede di prima assegnazione per assicurare la continuità didattica.

I docenti risultati “idonei” ma non collocati in posizione utile per la nomina in ruolo potranno comunque abilitarsi all’insegnamento nella classe di concorso per la quale hanno partecipato sostenendo una prova orale (sempre con un punteggio minimo di 7/10) e un anno di formazione per l’acquisizione di 24 crediti formativi universitari.

Il decreto-legge annuncia misure anche per i vincitori dei precedenti concorsi del 2016 e del 2018: potranno scegliere di essere assunti in ruolo in una regione diversa da quella della propria graduatoria.

 

Concorso riservato per Assistenti Amministrativi

Per gli assistenti amministrativi che per almeno 3 anni hanno svolto le funzioni di DSGA Si prevede un concorso riservato,i cui vincitori saranno immessi in ruolo in subordine a quelli del concorso ordinario in svolgimento.

 

Novità per i concorsi dei dirigenti scolastici.

I nuovi dirigenti scolastici saranno assunti con un concorso per titoli ed esami e non più con il corso-concorso previsto dall’attuale normativa. Una misura presa per semplificare e velocizzare le procedure di selezione dei futuri capi di istituto.

Il Consiglio dei Ministri ha anche autorizzato l’assunzione a tempo determinato di 59 nuovi dirigenti tecnici (gli ispettori scolastici) per porre rimedio alla carenza di questi anni nelle more di un nuovo concorso per la selezione a tempo indeterminato, che sarà bandito quanto prima.

Approvata a Montecitorio (553 favorevoli, solo 14 no e 2 astenuti), la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, con contestuale taglio dei seggi dei deputati (da 12 a 8) e dei senatori (da 6 a 4) eletti all’estero.

In una immediata dichiarazione, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader politico del M5S, ha affermato che, col taglio dei parlamentari “risparmiamo 300 mila euro al giorno, quello che un cittadino in molti casi non riesce a guadagnare nemmeno in una vita. Con un miliardo di euro in 10 anni possiamo comprare 13 mila nuove ambulanze, costruire cento scuole, comprare treni per i pendolari: per la vita dei cittadini non sono un simbolo, sono una cosa concreta”.

Tanto per parlare?

Martedì 8 ottobre è stato lanciato, presso il MIUR, il nuovo portale dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Sono stati messi in chiaro i principali indicatori: il periodo di costruzione degli edifici, le condizioni di sicurezza, l’adeguamento alle norme antisismiche. Il link del sito: http://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/index.shtml.

Contestualmente sono stati illustrati i primi risultati del progetto di rilevazione satellitare delle deformazioni degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico censiti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica.

A presentare le novità, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, la Viceministra Anna Ascani, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia, il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio e Donatella Lucchesi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

“Lanciamo oggi il nuovo cruscotto informativo dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica - ha dichiarato il Ministro Lorenzo Fioramonti -, un nuovo portale, all’insegna della trasparenza e della condivisione, che ci consente di monitorare in maniera continuativa e precisa lo stato delle nostre scuole, di poter intervenire negli istituti più disagiati in maniera tempestiva e di poter utilizzare nuove tecnologie, anche quelle satellitari e aerospaziali di cui il nostro Paese è un grande pioniere, per poter costantemente controllare a livello millimetrico lo spostamento degli edifici pubblici”.
A garantire il monitoraggio costante dello stato di salute degli immobili, grazie all’accordo firmato mesi fa da MIUR, ASI, CNR e INFN, è la costellazione di satelliti di osservazione terrestre Cosmo-SkyMed. I quattro “occhi” che scrutano la Terra dall’alto metro per metro, di giorno e di notte, fotografano lo stesso punto con una frequenza di passaggio di circa 16 giorni e sono in grado di rilevare gli scostamenti di un edificio inferiori a un centimetro. I dati ottenuti dall’osservazione satellitare sono successivamente incrociati con quelli riguardanti la vetustà dell’edificio scolastico, con le mappe di rischio sismico e idrogeologico e il carico a cui è sottoposto e attraverso il “data fusion” è possibile ottenere una mappa più completa del rischio di tutti gli edifici scolastici.

Giorgio Saccoccia, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha spiegato che “con i satelliti in orbita si guarda con un occhio non naturale il territorio. I satelliti hanno punti di riferimento su ogni edificio la cui posizione viene monitorata nel corso del tempo, a ogni passaggio dei satelliti. Riusciamo a seguire sia gli spostamenti che la loro velocità, pronti a cogliere eventuali anomalie”.

Ad assicurare l’analisi in tempo reale dei dati elaborati dai satelliti è l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Abbiamo sviluppato le tecnologie per analizzare l’enorme mole di dati quasi in tempo reale e questo è quello che serve in questo progetto scolastico - ha detto Donatella Lucchesi dell’INFN -. Attraverso i nostri centri di calcolo e una rete super veloce è possibile monitorare anche spostamenti minimi degli edifici”.

Con nota 20399 del 1° ottobre 2019il Miurha confermato le istruzioni sulle elezioni degli organi collegiali già impartite nei precedenti anni.

Per gli organi di durata annuale, quali i consigli di classe per le rappresentanze dei genitori e degli studenti, i consigli di istituto per le rappresentanze studentesche, le operazioni di voto dovranno concludersi entro il 31 ottobre 2019 e si svolgeranno secondo le procedure semplificate previste dagli articoli 21 e 22 della Om 215 del 1991 (modificata ed integrata).

Per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto scaduti per decorso triennio o per qualunque altra causa, nonché le eventuali elezioni suppletive nei casi previsti, le lezioni si svolgeranno secondo la procedura ordinaria della Om 215/1991 secondo le disposizioni impartite dai direttori generali degli uffici scolastici regionali, che fisseranno la data della votazione in un giorno festivo dalle ore 8 alle ore 12 ed in quello successivo dalle ore 8 alle ore 13,30, comunque non oltre il termine di domenica 24 novembre e lunedì 25 novembre 2019.

Negli istituti scolastici onnicomprensivi sarà ancora operativo il commissario straordinario, non essendo ancora intervenuta una soluzione normativa circa la composizione di consiglio di istituto delle scuole in questione.

 

La sera del 1° ottobre, al MIUR, è stata siglata l’Intesa tra il Ministro Fioramonti e le OO.SS rappresentative del comparto sul tema del reclutamento e del precariato della scuola.“Al termine di una lunga e complessa trattativa – ha spiegato il Ministro - abbiamo siglato l'intesa con le Organizzazioni Sindacali della scuola per risolvere una questione lasciata irrisolta dal Governo precedente. A partire dal primo settembre assumeremo circa 50.000 docenti di cui almeno 24.000 precari con oltre 3 annualità di servizio. L'accordo dà un duro colpo al precariato, aiuta la scuola mettendo in cattedra i nuovi assunti dall'inizio dell'anno scolastico e riattiva i concorsi ordinari per tutti. Fornisce inoltre un'opportunità di formazione e abilitazione per gli idonei del concorso straordinario che i nostri figli troveranno il prossimo anno in classe e che potranno così migliorare la qualità del loro insegnamento”.

In particolare,l’Intesa prevede un Decreto Legge per un concorso straordinario abilitante, da bandire contestualmente al concorso ordinario, per l’assunzione di almeno 24.000 docenti nella scuola secondaria di I e di II grado, riservato agli insegnanti che abbiano almeno 3 anni di anzianità pregressa nella scuola secondaria statale – anche sul sostegno – e dei quali uno nella classe di concorso per la quale concorrono. Supereranno il concorso gli aspiranti che ottengano una votazione minima di sette decimi in una prova scritta computer-based. I vincitori saranno immessi in ruolo a partire già da settembre 2020. Gli idonei non vincitori del concorso che abbiano un contratto di docenza in essere almeno sino al 30 giugno, potranno comunque abilitarsi all’insegnamento a seguito di un periodo di formazione universitaria e purché superino una ulteriore prova orale.

L’Accordo stabilisce inoltre un concorso per DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi), riservato agli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto le funzioni superiori per almeno 3 anni negli ultimi 8, anche in deroga al requisito della laurea specifica richiesta per l’accesso dall’esterno.

L’Intesa prevede anche dei tavoli tecnici congiunti con le Organizzazioni Sindacali per la semplificazione amministrativa e per affrontare in generale le tematiche riguardanti il personale docente e ATA (Ausiliario, Tecnico e Amministrativo), i docenti diplomati magistrali e il rinnovo contrattuale.

Il MIUR ha pubblicato i principali dati sul nuovo anno scolastico in merito al numero degli studenti frequentanti, al numero delle classi, all’organico dei docenti della scuola statale? Si tratta di un identikit statistico della scuola italiana con numeri, tabelle e grafici divisi per regione e livello scolastico( https://bit.ly/2nLNHgI).

Gli alunni della scuola statale sono 7.599.259, mentre sono circa 870mila gli alunni delle paritarie. Per le statali, la regione con il maggior numero di iscritti è la Lombardia (1.183.493 studenti), mentre il Molise, con 37.170 alunni, è la regione con il minor numero.

È un dato ancora provvisorio la presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole statali: quest'anno saranno 789.066, circa il dieci per cento del totale. Quasi 260mila sono gli alunni con disabilità.

I posti del personale docente sono 835.489, di cui 150.609 per il sostegno.

Gli istituti scolastici statali sono complessivamente 8.094 a cui si aggiungono i 129 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, per un totale di 8.223. Sono quasi 41.000 le sedi scolastiche (ogni istituto può avere più plessi): 13.286 per l'Infanzia, 14.896 per la Primaria, 7.228 per le Secondarie di I grado e 5.339 per quelle di II grado.

Il link alla pubblicazione statistica:https://bit.ly/2nLNHgI

Il 5 e 6 novembre 2019 si svolgeranno le prove scritte

Per affrontare il concorso abbiamo predisposto i seguenti materiali utili per affrontare le prove.

WEBINAR di preparazione alla prima e seconda prova scritta con possibilità di correzione degli elaborati

Sono previsti 20 lezioni pratiche in modalità WEBINAR di preparazione  al concorso per Direttore SGA  finalizzati al superamento delle prove scritte.  L'obiettivo dei webinar è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti relativi alla prima e seconda prova scritta.

Riguardo la prima prova scritta si tratta di sei quesiti a risposta aperta. Alla domanda del quesito deve seguire una breve illustrazione dell’istituto compendiata in poche righe (orientativamente circa 20 righe).Di conseguenza si dovranno acquisire i concetti chiave degli argomenti e soprattutto l'abilità di saperli articolare in pochi periodi. I quesiti potranno essere puntuali e circoscritti ad un segmento di conoscenza e ad una sola materia del Bando ovvero potranno avere carattere multidisciplinare, in ogni caso, saranno incentrati sull'attività professionale del direttore SGA ed  orientati a far comprendere alla Commissione in che modo gli aspiranti direttori sapranno utilizzare le loro conoscenze.

Riguardo la seconda prova scritta  si tratta di un quesito teorico-pratico, consistente nella risoluzione  di un caso concreto attraverso la redazione di un atto sulle materie del concorso. 

Ciò premesso, i Webinar che vi proponiamo avranno una metodologia laboratoriale  con numerose esemplificazione di casi pratici in grado di farvi progressivamente padroneggiare l'approccio metodologico.

 

Struttura del corso

v  I Webinar  saranno complessivamente 20.  potranno essere ascoltati in diretto  e in differita quando si vuole e per il tempo che si vuole.

v  Il  primo webinar, a carattere introduttivo, avrà la finalità di orientare lo studio dei quesiti sulla metodologica per centrare la domanda avendo presente quello che è il quadro normativo del profilo professionale del direttore SGA.  In via preliminare, sarà fatto un esame schematico ed approfondito del profilo professionale del direttore SGA e delle sue specifiche competenze, per essere messi in condizione di saper utilizzare il linguaggio giusto e, soprattutto, saper rispondere ai quesiti dal punto di vista del Direttore.

v  Il corso comprenderà gli argomenti della prima e della seconda prava scritta. Durante i webinar  dedicati alla prima prova scritta saranno proposti e spiegati quesiti a risposta aperta. Mediamente tre quesiti per webinar. Durante i webinar dedicati alla seconda prova scritta saranno proposti e spiegati quesiti teorico- pratici  consistenti nella soluzione di casi di scuola e redazione di atti e provvedimenti relativi alla professione del direttore sga. riferiti agli ambiti delle materie del concorso. Tutti i webinar proposti avranno carattere laboratoriale.

v  Molto importante è l'esercitazione scritta che i corsisti dovranno sviluppare a casa secondo le indicazioni che saranno date nel corso dei webinar.  Su tutti i quesiti proposti verranno fornite le necessarie indicazioni metodologiche su come interpretare i quesiti e centrare la risposta, in modo da consentire, a ciascun corsista di approntare l'elaborazione personale a casa. L'elaborato sarà poi inviato alla casella di posta direttore@euroedizioni.it, per la correzione.

v  Sarà consentito, ad ogni corsista, inviare per la correzione cinque risposte ai quesiti, rientranti nel pacchetto, che verranno restituiti corretti, dopo un’attenta verifica. In aggiunta ai 5 quesiti, i corsisti potranno richiedere la correzione di altri quesiti.  In tal caso, coloro che vorranno fruire di altre correzioni, oltre alle 5 comprese nel pacchetto, potranno  richiederlo versando ulteriori 5 euro per la correzione di ogni ulteriore quesito.

v  Coloro che sono interessati a frequentare il corso  dovranno comunicare con mail a direttore@euroedizioni.it   i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo) ed allegare la ricevuta di pagamento. 

v  L'iscrizione al corso costa  € 200,00.

v  I webinar sono fruibili anche in differita e si possono riascoltare quando si vogliono e per il tempo che si vuole.

 

 

Materiali per la preparazione al concorso

 

PER INFORMAZIONI DI DETTAGLIO CONSULTARE IL SITO www.euroedizioni.it

Inoltre proponiamo i seguenti materiali:

1) COME SUPERARE LA PRIMA E LA SECONDA PROVA SCRITTA- CONCORSO DIRETTORE SGA  a cura di R. CALLA', M.R. TOSIANI, A. ARMONE- Pagine 530, € 30,00 

Guida ai quesiti a risposta aperta della prima prova scritta ed al  quesito teorico- pratico della seconda prova scritta sulle materie del concorso. Vengono proposti 219 quesiti  a risposta aperta sviluppati soprattutto sulla seconda prova pratica che comprende anche la redazione di atti.

 

2) MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890, a soli  50,00 euro

Guida completa allo svolgimento dei quesiti della prima e della seconda prova scritta - Il testo  è aggiornato con il nuovo Regolamento di contabilità scolastica di cui al Decreto n.129 del 28 agosto 2018 e da ultimo con il decreto di modifica al codice dei contratti pubblici c.d. decreto sblocca cantieri

 

3) CODICE DELLE LEGGI DELLA SCUOLA - TESTO DI LEGISLAZIONE SCOLASTICA AD USO CONCORSO -

Il testo è utilizzabile durante le prove scritte del concorso per direttore SGA ai sensi dell'art.13, comma 10 del Bando di concorso. Il testo  per agevolare la ricerca è strutturato e diviso in quattro parti:

- PRIMA PARTE - La legislazione scolastica

- SECONDA PARTE - La legislazione sul rapporto di impiego pubblico

- TERZA PARTE -  Le norme del codice dei contratti pubblici

- QUARTA PARTI - I contratti collettivi di lavoro del personale della scuola

Il costo del testo  composto da oltre 1280 pagine è di 35,00 euro

 

Modalità di acquisto:

·       Bonifico: CODICE IBAN   IT 85  D  07601  01000 000035368109

·       Carta di Credito collegandosi al sito www.euroedizioni.it “acquista on line”

·       Versamento sul c/c postale n. 35368109,  intestato  a EUROEDIZIONI TORINO SRL, Via Gaetano Amati, 116/7 10078 Venaria Reale (TO).

 

Inviare copia della ricevuta di pagamento via mail a direttore@euroedizioni.it  con l'indirizzo completo. Per ogni altra informazione di dettaglio consultare il sito www.euroedizioni.it.  Per ogni altro chiarimento  inviare una email a  direttore@euroedizioni.it

 

 

Illustre Ministro, questa nostra per chiederLe pubblicamente di fare chiarezza sulla questione concorso riservato DSGAf.f. attualmente punto di discussione per il  tavolo tecnico del  prossimo 1^ ottobre. Dalle varie interviste pubblicate sulle testate giornalistiche,social, trasmissioni televisive è emerso l'interessamento sulla ns questione ma si evince anche che, purtroppo, nessuno conosce effettivamente il lavoro della segreteria amministrativa della scuola e in particolar  modo le mansioni del DSGA

DIRIGERE LA SCUOLA n. 6/2019

Sospendere l’insegnante, un atto illegittimo e pericoloso

Editoriale di Vittorio Venuti

Il  caso dell’insegnante sospesa per due settimane dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo per non aver “vigilato”sul lavoro dei suoi studenti quattordicenni, a loro volta colpevoli di aver accostato la promulgazione delle leggi razziali del 1938 ai provvedimenti del decreto Sicurezza a firma del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un PowerPoint prodotto in occasione della Giornata della Memoria dello scorso 27 gennaio, si è immediatamente rivelato come un boomerang per l’Amministrazione. È apparsa inevitabile la mobilitazione solidale, in favore della docente sanzionata, della gran parte dei docenti in tutto il territorio nazionale, che hanno intercettato una palese violazione di diritti costituzionalmente garantiti e un accanimento fuori misura e fuori luogo contro la collega.

Sulla vicenda, in punta di buon senso e sulla scorta di sagge interpretazioni del diritto amministrativo, intervistato da “La Tecnica della Scuola”,il presidente dell’ANP Antonello Giannelli ha dichiarato che il provvedimento adottato non è, trattandosi di sospensione dal servizio, un atto amministrativo ma gestionale di diritto privato e che, agendo in autotutela, lo stesso Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale potrebbe revocare direttamente ed in autonomia, in forza del “re melius perpensa”,ovvero del “esaminata meglio la questione”.In aggiunta, in virtù della sua indiscutibile esperienza e della sua equilibrata abilità mediatrice, Giannelli ha sottolineato che nessun dirigente scolastico avrebbe mai emanato un provvedimento del genere, in qualche modo evidenziando la non appropriatezza non solo procedurale dello stesso.

Sulla questione, il Ministro Bussetti e lo stesso Ministro Salvini avevano manifestato, seppure in forme diverse, il loro interesse, preannunciando che avrebbero incontrato l’insegnante sanzionata in occasione delle Manifestazioni per il XXVII anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio a Palermo.

L’incontro c’è stato e, dopo annunci vari, non si comprende bene a quale determinazione si sia arrivati.

Si sono succeduti tre annunci. Uno di Salvini, che ha preconizzato la revisione del “provvedimento punitivo”e l’immediato ritorno della professoressa “in classe e con lo stipendio”, assumendosi anche l’impegno “ad incontrare gli studenti in aula magna all’apertura del nuovo anno scolastico per parlare anche di sicurezza”.

Un secondo annuncio del Ministro Bussetti, che ha informato di come l’azione intrapresa dal MIUR non possa rappresentare una smentita di quanto deciso dal provveditore di Palermo, “perché rientra tutto in quelle che sono le regole previste dalle nostre norme”, ma che“i tecnici hanno già individuato e trovato la soluzione per il provvedimento preso nei confronti della professoressa”,di cui, ha detto, saremo presto informati. La dichiarazione collima con quanto egli stesso aveva espresso precedentemente, allorquando aveva manifestato l’intenzione di accompagnarsi a Salvini per l’incontro.

Il terzo annuncio è quello della stessa interessata: “Tornerò a scuola il 27 maggio come previsto, il ministro Bussetti purtroppo ha chiarito anche questo aspetto: non ha potere sulle decisioni prese dal provveditore e c’è un iter che deve essere rispettato. Si sta lavorando ad una soluzione che sia conciliante”.

Commento? Suona strano che un provvedimento ritenuto palesemente ingiusto non possa essere revocato o modificato, così come prospettato dal Presidente di ANP, sulla linea di quanto richiedono anche altre OO.SS., i cui segretari generali di categoria, concordemente, ritengono che quanto accaduto sia un attacco al diritto fondamentale, quello garantito dall’art. 33 della Costituzione, il diritto a insegnare e a farlo con la libertà d’insegnamento, che è indispensabile per formare cittadini consapevoli, come richiamato dalle indicazioni nazionali. Censurare la libertà di pensiero, ribadiscono, è l’opposto che dovrebbe fare un insegnante.

Al di là di tutto, c’è da chiedersi su quali riscontri si sia basata la ragione della sanzione e, specialmente, da cosa sia stata suggestionata, se, come appare dalle informazioni, si evidenziano come promotori dello “scandalo”un personaggio che, discutibile per precedenti comportamenti, si è procurato di allarmare direttamente il Ministro dell’Istruzione invocandone un autorevole intervento punitivo, stravolgendo proditoriamente i fatti; ed una sottosegretaria leghista ai Beni Culturali, la quale ha affermato che la professoressa avrebbe dovuto essere interdetta a vita dall’insegnamento e cacciata con ignominia; peraltro aggiungendo che aveva già contattato chi di dovere. Delazione e acredine, pertanto, si stimano alla base del provvedimento e ciò, per l’esito che ha avuto, costituisce un gravissimo incidente ingiustificabile e che meriterà un’indagine, perché segnala il sospetto di una pericolosa invasione di campo della politica nel mondo della scuola, di un modo di fare politica che sta suscitando non poche perplessità in buona parte dell’opinione pubblica.

Tornando alla vicenda, ricordiamo che si svolge in una scuola, laboratorio per eccellenza, nella quale l’educazione al pensiero critico si configura come missione irrinunciabile, e che l’elaborato incriminato (due slide di un power point) è degli studenti ed esprime le impressioni che loro hanno ricavato dallo studio e dall’attualità operando un confronto tra eventi distanti nel tempo e con fondamenti storici diversi, che può anche apparire ardito, ma che dovrebbe essere interpretato non come sovrapposizione dei due eventi ma come loro accostamento. In questi termini, gli studenti hanno ragione, si sono affidati alla percezione ricavata da un insieme di dati inseriti in un clima politico nel quale i termini “fascista” e “razzista”sono stati ampiamente pronunciati dalle più diverse personalità politiche e ampiamente diffuse dai mezzi di informazione. Visto in questi termini, l’elaborato dei ragazzi appare particolarmente interessante, e bene ha fatto l’insegnante a non censurarlo. In fondo, si tratta di un elaborato scolastico, e non si hanno notizie che possa essere stato utilizzato per fare propaganda e, comunque, non si può censurare un pensiero o una convinzione, tantomeno un “compito”svolto dagli studenti. L’insegnante sospesa ha vigilato come insegnante e non come censore! Censore di cosa? se quelli sono i suoi studenti, le persone con cui dialoga e che “conduce”.

Scrive Paulo Freire (Pedagogia dell’Autonomia, 2014, pag. 98): «Insegnare e apprendere hanno a che vedere con lo sforzo sistematicamente critico dell’insegnante di “portare alla luce” la comprensione di qualcosa, e con l’impegno egualmente critico dell’alunno di entrare man mano, come soggetto in fase di apprendimento, nella dinamica che l’insegnante deve innescare. (…) Insegnare non vuol dire trasferire la comprensione dell’oggetto all’educando ma spingerlo a diventare capace, come soggetto della conoscenza, a comprendere e comunicare quanto compreso». Molto realisticamente ed efficacemente, Freire sottolinea che “Insegnare esige di riconoscere che l’educazione è ideologica”, perché l’educazione non è mai neutrale, è sempre un incontro di mondi di conoscenze, di suggestioni. Per questo insegnare è difficile; per questo, chi è all’esterno ha difficoltà a comprenderne il valore e l’impegno che comporta.

In chiusura c’è da chiedersi quale tipo di indagine sia stata condotta scevra da pregiudizi e connotazioni ideologiche, in che misura si sia tenuto conto del curriculum professionale dell’insegnante e quale misura di giustizia si sia voluto ribadire comminando una sanzione così pesante e mortificante. Interessante sarebbe anche di sapere da dove sia partito l’ordine d’ispezione e in ragione di quali indicazioni. Infine, ma non meno importante, sapere se il dirigente scolastico dell’istituzione in cui presta servizio la docente sia stato preventivamente consultato e, eventualmente, perché non sia stato indotto a produrre un accertamento al fine di rilevare l’eventuale “pericolosità” del suo operato. Fuor di dubbio appare che, da qualunque parte la si voglia guardare, la sanzione è illegittima.

Questo numero di “Dirigere” si apre con il contributo “Una nuova cultura per la leadership scolastica”,nel qualeMiche Lellariflette sulla constatazione della inadeguatezza con cui si presenta l’attuale organizzazione del sistema formativo, che appare ancora condizionato da schemi di lavoro rigidi e inadatti a fronteggiare le attuali sfide educative e gestionali. Da qui la necessità di una nuova cultura per sperimentare e diffondere un nuovo clima organizzativo, in particolare tenendo conto della peculiarità che qualifica la scuola come organizzazione complessa a legami deboli, quell’insieme di relazioni, cioè, che interessano le persone della scuola e che esulano dalla dipendenza di un rapporto lineare o causale.

Damiano Verdaprende spunto dall’assegnazione della medaglia Fields, nell’ambito del Festival della Scienza 2018, a un matematico italiano con meno di 40 anni, per ragionare, nel contributo “Rigore e scoperta”, sull’importanza della scoperta, il cui processo prende il via da una curiosità che pare istintiva e che va meglio compresa, preservata e sviluppata come elemento essenziale del percorso formativo di bambini e ragazzi. La didattica della scoperta va dunque perseguita con intenzionalità: nel 1982, il gruppo di ricercatori della Western Carolina University guidato da Bruce Henderson ha misurato sperimentalmente una correlazione diretta tra il livello di curiosità e i risultati scolastici di ragazze e ragazzi tra i dieci e i sedici anni.

Per il suo contributo, “La questione dei permessi retribuiti ai docenti”, Francesco G. Nuzzaci avvia la sua argomentazione da una nota di chiarimento dell’ARAN (prot. n. 2458/19 del 27.03.19), in risposta ad un docente siciliano, in merito ai sei giorni di ferie che i docenti a tempo indeterminato possono usufruire in corso d’anno convertendoli in permessi retribuiti. La nota in questione, per i riflessi operativi che comporta e che in parte stridono con le disponibilità gestionali ed organizzative della scuola, è oggetto di una attenta disamina.

Maria Torelli ci ricorda, in “Il bilancio sociale, una storia che viene da lontano”,che, con l’A.S. 2018/19 si conclude il primo ciclo del percorso intrapreso con l’avvio del Sistema Nazionale di Valutazione e che, come previsto dal DPR 89/2013, dovrà essere predisposto il Bilancio Sociale, da realizzare mediante la pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza. Il contributo evidenzia gli elementi che costituiscono la sua ossatura e che necessariamente devono trovare posto nella rendicontazione.

A un anno dall’entrata in vigore, nel nostro Paese, del GDPR, Anna Armone, in “La nomina del DPO a quasi un anno dal nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati”, riflette su tale figura che, con il suo ruolo di guida e consulenza, dovrebbe svolgere una funzione di motore propulsivo in grado di portare l’organizzazione verso la completa osservanza del nuovo assunto normativo, essendo di sua competenza l’individuazione delle misure organizzative e procedurali più idonee per la tutela e la garanzia dei dati. Di fatto, si rileva che, per le scuola, la scelta del DPO è spesso ricaduta sul soggetto che si occupa della sicurezza dei dati anche se tale competenza non garantisce il possesso di una conoscenza di natura giuridica.

Sotto il titolo “Pillole di Politica scolastica”,Gian Carlo Sacchiriflette sulla visione di una scuola sempre più percepibile come un “cantiere sempre aperto”. Dopo aver richiamato il nono decreto applicativo della Legge 107/2015, che avrebbe dovuto riguardare il nuovo testo unico che raccoglie tutte le norme sulla scuola, il contributo si sofferma sulla scarsa attenzione che i governi successivi, hanno riservato a tale questione. Non è sfuggito a tale dimenticanza neanche l’attuale Esecutivo, considerato che il ministro Bussetti aveva detto, fin dall’inizio del suo mandato, che non avrebbe elaborato nuove riforme della scuola, ma si sarebbe limitato ad intervenire con provvedimenti correttivi là dove le cose non andavano bene, il tutto in linea con l’obiettivo del contratto di Governo di contrastare la politica dell’Esecutivo precedente.

La Camera ha recentemente approvato la proposta di legge istitutiva dell’insegnamento di educazione civica nelle scuole del primo e del secondo ciclo, unitamente ad attività di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile nella scuola dell’infanzia. Sull’evento, “Torna l’insegnamento di educazione civica”,argomenta Filippo Sturaroche entra nel merito degli articoli che strutturano il dispositivo,

Il concorso per dirigenti scolastici in corso di svolgimento è nel pieno della fase conclusiva (coda di ricorsi a parte) e, pur se il ruolo del dirigente introduce ad una mole di pesanti responsabilità e di numerosi impegni ed adempimenti, a fronte di una retribuzione poco adeguata, comunque ha visto la partecipazione di oltre 35.000 docenti. Del resto, nel nostro sistema scolastico, diventare dirigente scolastico è l’unica forma di carriera interna riservata per i docenti. Da questo abbrivio si dipana il contributo di Ada Maurizio, “Il reclutamento dei dirigenti scolastici in Italia e in Europa”.

A seguire  sullo stesso tema il pezzo di Aldo Domenico Ficara“Gli step del concorso a dirigente scolastico”.  L’autore si sofferma sulle vicende procedurali che hanno caratterizzato anche questa tormentata operazione di reclutamento dei nuovi dirigenti , descrivendo  tutto il percorso del concorso ordinario per il reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici dal 24 novembre 2017 al 27/03/2019 attraverso i le varie fasi d i attuazione.

Come ogni anno, a conclusione dell’anno scolastico e in previsione del cambio della guardia a settembre in numerose scuole, pensando anche alle immissioni in ruolo dei nuovi dirigenti a seguito del concorso, la rivista propone il contributo diAntonio Sapienterelativo a “Il passaggio di consegne tra dirigenti scolastici”. Si tratta, come noto, di un adempimento che non è obbligatorio, perché non è sanzionato da alcuna norma, ma prassi ormai consolidata, al fine di circoscrivere gli ambiti di responsabilità relativa alla gestione.

Che la scuola sia all’affanno, cantiere perennemente aperto ma privo di un progetto che la indirizzi coerentemente in forza di una visione condivisa e di una missione che sappia porre veramente al centro il progetto Inclusione, senza camuffamenti e alterazioni di significato, è opinione ormai ampiamente condivisa. Qualunque progetto di riforma si sia voluto definire non ha prodotto risultati apprezzabili, perché, di fondo è mancata la capacità di analisi e di interpretazione della situazione scolastica italiana, che rifuggisse dalla logica dei compromessi politici e tenesse conto delle mutate esigenze sociali nell’ottica di riscontrare e fronteggiare le sfide del XXI secolo. Richiamandosi al Quaderno dell’Associazione TREELLE del 15 aprile 2019,Viviana Rossi propone “Il coraggio di ripensare la scuola”.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Maurosi interroga su “Dove va la scuola?”, non solo quella pubblica, statale e gratuita, ma anche quella privata, a pagamento e dei modelli oggi frequenti delle “Boarding schools” stile “School Education”.È talmente compressa su se stessa come materia di studio - si rileva nel contributo -, che l’Educazione, un giorno o l’altro, rischia davvero di implodere, e forse sarebbe meglio, come già si auspica da più parti, lasciarla vivere libera e secondo natura. Il lungo articolo propone un attento e curioso viaggio tra i molti sistemi d’istruzione in cui pubblico e privato si intrecciano disegnando un panorama articolato quanto complesso. X

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo