Ultime notizie

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana Summa:  “Riparti Scuola”: fare un salto di qualità

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

5Autonomia scolastica e rendicontazione sociale Gian Carlo Sacchi

10Oltre le competenze disciplinari e didattiche: le competenze chiave come componente della professionalità dei docenti Maria Grazia Accorsi

16L’intervista di Ivana Summa alla sindaca di San Lazzaro di SavenaIsabella Conti

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

18La mediazione didattica efficace Flavia Marostica

22 L’autovalutazione delle Risorse Umane per lo sviluppo organizzativo scolasticoFeldia Loperfido e Giuseppe Ritella

25 L’educazione civica tra reale e virtuale  Andrea Porcarelli

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

30 Teatro in gioco Gheti Valente

34 Dal curricolo alla micro-progettazione d’aula Claudia Pinti, Roberta Agostinis, Marcella Bortolussi

Il curricolo per competenze nella scuola del 2° ciclo

41 Cittadinanza, Costituzione, Educazione civica: una progettualità multidisciplinare Marco Pellizzoni

Il curricolo per competenze nella scuola degli adulti

46 La semplificazione del testo per comprendere e leggere in L2 Nicoletta Morbioli

Rubriche

Esperienze DIGITALI

50Esperienze digitali: ascoltiamo gli studenti Ivana Summa

Scuole che INNOVANO

53 L’autovalutazione come ricerca-azione Marika Fiorese

Il CURRICOLO della CREATIVITà

56I Virus tra arte e scienza Nicoletta Tomba

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

59L’esercizio del potere disciplinare del dirigente scolastico nei confronti dei docenti Anna Armone

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

62 Moltiplicare le intelligenze dei singoli per efficaci gruppi di studio e lavoroMariacristina Gubellini

FARE L'insegnante n.6/2019 - 2020

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana summa  -“Riparti Scuola”: fare un salto di qualità

Giuseppe De Rita, nel suo ultimo contributo - Il lungo Mezzogiorno (Laterza 2020) - così scrive: “Non è l’economia che traina il sociale, ma il contrario; per fare sviluppo occorrono processi di autocoscienza e di autopropulsione collettiva, non interventi dall’alto...”. Nel seguito del suo ragionamento, il grande sociologo mette in evidenza la necessità che l’intervento pubblico incontri lo spirito di iniziativa delle popolazioni locali, superando “l’attendismo senza partecipazione.”Sono necessarie non le procedure, bensì processi di partecipazione collettiva, che vedano come co-protagoniste le forze locali. Insomma, per agire in modo efficace - il discorso del nostro sociologo riguarda lo sviluppo del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra - lo sviluppo deve essere partecipato dal basso, creando una“cultura di comunità”. Le politiche centrali devono limitarsi alla visione strategica che è frutto di scelte in base alle quali emergono obiettivi definiti, il cui perseguimento va gestito dalle forze locali.

RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Gianluca Dradi- Le problematiche del rimborso dei viaggi di istruzione“sospesi”

Salvatore Argenta- Dal 1° luglio 2020 per i lavoratori dipendenti cambia la busta paga

Salvatore Cubasina- Erogazione anticipata del tfr/tfs nei confronti dei dipendenti

Sandro Valente- Come ripartirà il nuovo anno scolastico

Antonio Sapiente -Pubblicità degli esiti degli scrutini

Antonio Sapiente- Rilevazione esiti scrutini analitici per studente

Salvatore Pecorella- Le novità del Decreto scuola dopo la definitiva approvazione del Parlamento

Salvatore Pecorella- Ulteriori finanziamenti per le istituzioni scolastiche  nel Decreto Rilancio

Bruno Giacinto- Gestione Separata Inps: requisiti per indennità di maternità, paternità e congedo parentale

Antonio Sapiente- Comunicazione degli esiti degli esami di stato

Salvatore Pecorella- Bonus Baby Sitting

Silvia Renzulli- Per gli interventi sulle scuole poteri commissariali a sindaci e presidenti di provincia

Antonio Sapiente- Prestiti ai dipendenti pubblici

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Riconoscimento anzianità di servizio con contratti a termine

·       Giusta retribuzione e anzianità di servizio

·       Diritto di precedenza per l’assistenza a familiare disabile

·       Diritto di precedenza per l’assistenza ai genitori

·       Illegittimità del vincolo dei 5 anni per i neo assunti

·       Controversia in materia di equo indennizzo

·       Riconoscimento malattia professionale

·       Dichiarate costituzionalmente legittime le norme sui licenziamenti disciplinari per falsa attestazione della presenza in servizio

·       Giurisprudenza in tema di smart working

 

L'INFORMAZIONE

·       Dal 1° luglio il limite del contante scende a 2.000 euro

·       Nuove fasce  per gli assegni familiari

·       Buste paga più pesanti per 16 milioni di lavoratori

·       Dal 1° settembre 2020 sono oltre 40.000 le domande di pensionamento  accolte

·       Graduatorie supplenti - ritornano le graduatorie provinciali

 

NORMATIVA

·       DECRETO-LEGGE n. 22 dell’ 8 aprile 2020 - Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, nonchè in materia di procedure concorsuali e di abilitazione e per la continuità della gestione accademica

·       Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 aprile 2020, n. 51 - Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR, in attuazione dell’articolo 23, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26

·       Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione n. 39 del 18 giugno 2020 - Schema di decreto inerente le “Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica”, ai sensi dell’art. 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92


 

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI ALLA PROVA ORALE

CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR)

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Nel corso dei webinar vengono affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del Direttore sga.

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale - Costo del corso solamente 100,00 euro

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FARE L'INSEGNANTE N. 5/2020

Editoriale di Ivana Summa -La scuola di fronte ad un compito di realtà

Che cosa hanno fatto le scuole in questi mesi di choc organizzativo? Presto detto: hanno affrontato un “compito di realtà” somministrato, contemporaneamente e impetuosamente, a ciascun insegnante, al dirigente scolastico e a tutto il personale della scuola, da soli e collettivamente. Chi ci legge sa benissimo che cosa sia un compito di tale natura e come lo stesso - se somministrato in ambito scolastico e formativo - riguardi sia la fase di progettazione del curricolo d’istituto e dei curricoli disciplinari, sia la fase di valutazione delle competenze. Ma perché sia efficace sul piano dell’acquisizione di competenze da parte del soggetto che apprende, è necessaria la cosiddetta autovalutazione che, essendo un processo metacognitivo ed esercitando una sorta di controllo sul proprio apprendimento, induce comprensione profonda e consapevolezza delle proprie capacità.

DIRIGERE LA SCUOLA N.7

Editoriale di Vittorio Venuti -Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Indubitabilmente il coronavirus ci ha fatto precipitare in una condizione esistenziale ad elevata drammaticità, squassando certezze, abitudini e tutto ciò che si dava per scontato, in primo luogo la nostra pervicace tendenza a ritenerci, per lo più, padroni del mondo, centri permanenti e ingordi di interessi e voglie, in qualche modo trascurando di essere anche al centro di manovre e seduzioni in quanto pedine di giochi giocati ad un livello decisamente superiore, ma non per questo più nobili.La scuola ha resistito allo schianto e ha messo in atto una modalità di funzionamento che, occorre riconoscere, è stata formidabile, per quanto confusa e manchevole per molti aspetti, essendo stata essa stessa oggetto, negli ultimi decenni, di politiche malaccorte e discordanti che l’hanno penalizzata e “tagliuzzata” fuori logica e fuori misura compromettendone finanche il regolare funzionamento. Possiamo dire che la scuola si è, finora, salvata grazie al naturale istinto di sopravvivenza che si riconosce agli organismi viventi (e la scuola lo è) e per la forte capacità creativa di adattamento e di riprogettazione che, in certi momenti, proprio gli organismi viventi sanno esprimere; quindi non per grazia di un sistema centrale che, incomprensibilmente e caparbiamente, ha perseguito logiche fuorviate e disorientanti, come se il destino della scuola fosse cosa marginale nel progetto politico del Paese.

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·IL MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890, a soli  € 25,00  anziché 50,00

·Il testo COME SUPERARE LA PRIMA E LA SECONDA PROVA SCRITTA- CONCORSO DIRETTORE SGA  a cura di R. CALLA', M.R. TOSIANI, A. ARMONE- Pagine 530, a soli € 15,00  anziché € 30,00 .  Il testo vi propone per una lettura rapida e veloce in vista della prova orale: 54 quesiti di diritto amministrativo, 58  di civile, 53 di contabilità, 22  di diritto del lavoro e rapporto di lavoro, 23 di legislazione scolastica, 9 di diritto penale e responsabilità.

Al prezzo scontato dei testi bisogna solamente aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA per la rapida consegna.

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Michela Lella-La comunità scolastica ai tempi del corona virus

Ivana Summa-Che impresa cambiare la scuola!

Anna Armone-La privacy a scuola

Edgardo Escamilo-Il coronavirus e la disciplina sullo stress lavoro-correlato

Michele Di Filippo -Deludenti i risultati dell’indagine OCSE-PISA 2018 Financial Literacy 

Vittoria Striato-Come la creatività può favorire l’acquisizione di competenze

Annalisa Frigenti - Anna Immacolata Lepore -Un possibile percorso per l’apprendimento del testo argomentativo attraverso una didattica per competenze: La “Logica” del fumetto

Antonio Sapiente-Il  passaggio di gestione tra dirigenti scolastici

Antonietta Di Martino -Inserto sicurezza:Il ruolo datoriale nella scuola: aspetti giuridici e aspetti di crescita professionale

 

Rubriche

 

I CASI DELLA SCUOLA A cura di ... Antonio Di Lello -Alunno disabile grave posticipo ingresso primaria

 

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro -Perchè guardare alle tante Europe che ci portiamo dentro? 

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti -Inclusione, metacognizione e creatività alla base della scuola che sarà

Argomenti:

Michela Lella-La nuova frontiera della scuola pubblica

Maria Rosaria Tosiani-Le misure economiche del governo per rilanciare l’economia del paese dopo i guasti del coronavirus

Antonio Di Lello-Periodo di formazione e di prova Il funzionamento del comitato di valutazione dei docenti (5° Parte)

Luciana Petrucci Ciaschini -I decreti d’inquadramento tramite SIDI 

Salvatore Giacinto -Il quadro normativo sulla tutela degli alunni disabili (1° Parte)

Sandro Valente -I contratti per servizi assicurativi degli istituti scolastici

Sandro Valente -Come stipulare il contratto di assicurazione

Stanislao Copia-Come deve avvenire la fatturazione elettronica dei servizi assicurativi

Maria Rosaria Tosiani-Le novità del Decreto Scuola dopo la definitiva approvazione del Parlamento

Rosanna Visocchi-Licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Antonio Di Lello -Precedenza nel trasferimento per assistere il genitore disabile

 

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Attività alternative alla religione cattolica

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA... a cura di Vittorio Venuti -Io, il mio lavoro e il.. Coronavirus

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Rivista trimestrale di

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone -  La valutazione ai tempi del coronavirus

Raffaele Iosa  - L’iclusione in comune

Renato Loiero  - Emergenza covid-19: gli interventi normativi nel settore scolastico

Francesco G. Nuzzaci  - Dalla fase emergenziale alla fase quasi-strutturale della didattica a distanza: l’an, l’id e il quomodo

Vanna Maria Monducci  - Didattica a distanza: opportunità per una didattica nuova d

Federica Marotta -  La flessibilità normativa del limite minimo di frequenza: la decisione del T.A.R. Puglia - Sezione II - n. 233

Nicoletta Tomba -  L’ “incoronamento” del digitale

Adriano Cecconi -  La revisione legale dei conti delle istituzioni scolastiche

Giuseppe Zavettieri -  Ruolo, funzioni e responsabilità del personale docente

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA  a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO a cura di Giuliana Costantini

FARE L'insegnante n.10/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di  Luciano Lelli, Direttore editoriale

Problematica del bullismo a scuolae iniziative ordinamentali del Governo

In questo numero della Rivista, ultimo della seconda annata di pubblicazione, i fari investigativi sono in prevalenza appuntati sul fenomeno del bullismo, da non poco tempo riscontrabile anche all’interno degli istituti scolastici, in modalità di manifestazione con frequenza nettamente patologiche. Ormai la natura generica del fenomeno è presso che da tutti conosciuta: intendendo però fornire un contributo all’attenuazione della sua incidenza, è pertinente - come del resto nella messa a fuoco di qualsiasi problematica - prendere le mosse da una definizione circostanziata e orientativa dello stesso.

Bullismo è, per il dizionario Devoto-Oli «Ostentazione di presunta capacità o abilità: banale, indisponente e rischioso modo di distinguersi, che sfocia talvolta in comportamenti aggressivi o violenti». Per il dizionario Treccani «Comportamento da bullo; spavalderia arrogante e sfrontata. In particolare, atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate specialmente in ambienti scolastici o giovanili».Infine, secondo il vocabolario di Tullio de Mauro, bullismo è «atteggiamento, comportamento da bullo»e quest’ultima parola viene specificata come «uomo, specialmente giovane, che si comporta con arroganza, prepotenza, spavalderia».In tutte le caratterizzazioni riportate, nel fenomeno bullismo ricorrono aggressività, violenza, spavalderia, sfrontatezza, sopraffazione, prepotenza.

Comportamenti relazionali designabili come bullismo si sono sempre verificati lungo il flusso della storia e mai la scuola - pur se istituzionalmente ambiente formativo formale protetto e controllato - ne è stata esente; anche se nella contemporaneità essi sono quantitativamente e per caratteristiche di manifestazione lievitati, in specie per la cooperazione nel loro svolgimento della telematica, come a breve evidenzierò.

Valga, a riprova della ricorrenza del fenomeno nella scuola, un lontano episodio indelebilmente inciso nella mia memoria profonda, del quale fui partecipe, se pure del tutto marginale. Completati i primi quattro anni di scuola elementare in una pluriclasse attiva in una stanza d’una villa in microscopico borgo, per frequentare la quinta dovetti spostarmi in scuola d’una frazione prossima al paese sede del comune. Lì pervenuto, venni immediatamente informato del fatto che, appena suonata la campanella di fine lezioni, tutta la classe si sarebbe precipitata all’inseguimento dell’alunno R. e, se si fosse riusciti ad acciuffarlo, colui avrebbe preso un sacco di botte. Un po’ sconcertato, tentai di acquisire ragguagli sui motivi di detto accanimento contro R.: furono addotte vaghe e sostanzialmente infondate, incomprensibili ragioni.

La scena accadde in aderenza all’informazione ricevuta: R., appena la maestra ordinò il rompete le righe, scattò fulmineo e si diede a correre come un ossesso, inseguito da tutti i compagni di classe, pure io, perplesso. Riuscì, quella prima volta, a scamparla: era velocissimo e forse la paura aumentava le sue prestazioni cursorie. La sua abitazione era prossima alla scuola: ce la fece a varcare il cancello del suo piccolo giardino, al cospetto del quale la masnada s’arrestò. A R. la fuga non andò a buon fine il secondo giorno: fu raggiunto innanzi la salvezza oltre il cancello, buttato a terra e malmenato. Ovviamente io m’astenni da partecipazione attiva: mi limitai ad osservare da presso l’accadimento. Ci fu replica del fattaccio per oltre una settimana: poi i genitori di R. segnalarono la faccenda fortemente lamentandosi. La maestra intervenne con una colossale rampogna, innescò una discussione sulla persecuzione, comminò a tutti una rilevante punizione (nota, esecuzione di paginate di analisi grammaticale scritta e di divisioni con due cifre al divisore). Non ho mai compreso il motivo per cui la medesima (per altro eccezionale per qualità umana, pedagogica e didattica) inflisse la punizione anche a R., vittima e, secondo il mio giudizio, esente da colpe.

Come anticipato, nella concretizzazione del bullismo è avvenuta una rilevante mutazione, fuor di dubbio generata dall’avvento in scena di Internet e dei social network, la quale con tutta probabilità ha anche determinato un aggravamento qualitativo e quantitativo del fenomeno, pure comportando una re-definizione terminologica dello stesso come cyberbullismo. Nella modalità copiosamente farcita di aspetti “virtuali”, il permanente comportamento si manifesta in prevalenza oggigiorno, essendo in sofferenza destinatari dello stesso, appunto gestito da ragazzi e giovani affetti da aggressività, prepotenza, voluttà di violenza, non solamente coetanei nei percorsi formativi ma anche docenti connotati da forme di inadeguatezza professionale (manifesto l’avviso che l’insegnante dotato di competenza culturale e didattica e prestigio personale è presso che impossibile che sia oggetto di denigrazioni o ancor peggio aggressioni bullistiche).

Insisto un poco sulla configurazione predominante del cyberbullismo, costitutivamente diversa da quella del bullismo tradizionale. In quest’ultimo si dà una evidente primazia della realtà. Cioè,quando esso viene inflitto, proposito immediato dell’attore dei gesti riprovevoli è arrecare offesa alle vittime, fisica (percosse, costrizione a soggiacere a comportamenti umilianti,...), psichica (denigrazioni, irrisioni, messa alla berlina, propalazione di apprezzamenti ingiuriosi,...). In ogni caso le relazioni disturbate si fondano su implicazioni immediate, concrete, impregnate di materialità.

In presenza di atteggiamenti di cyberbullismo (in molteplici manifestazioni dello stesso) si verifica un rovesciamento tra la realtà e la raffigurazione della stessa. La realtà, infatti, viene subordinata alla sua rappresentazione audiovisuale, così che il virtuale assume la funzione essenziale e i fatti vengono agiti come occasioni della loro espressione mediante le strumentazioni telematiche. Così configurato il fenomeno si palesa affine a molti altri generati dall’invenzione e dalla diffusione cosmica della telematica: selfie, visite a mostre, città di grande rilevanza architettonica, luoghi eccellenti per qualità paesaggistica non effettuate con la visione diretta e la ragione conoscitiva bensì tramite il dispositivo della macchina fotografica digitale inclusa nello smartphone.

Il fenomeno del bullismo, immediato e nella sua manifestazione cyber, non ritengo che sia mai completamente estirpabile; però attenuabile nella sua ricorrenza quantitativa e nelle modalità tradizionali o al momento predominanti di manifestazione. Esso è risvolto, negli ambienti scolastici, di consuetudini relazionali negative purtroppo sempre più diffuse nel contesto sociale. Se si fosse in grado di attivare una lievitazione qualitativa complessiva dei rapporti tra le persone e i gruppi sociali di qualsivoglia dimensione, ritengo che, per coerente implicazione, le esplosioni di bullismo si ridimensionerebbero. Ma, forse, questa che ipotizzo è mera utopia, tenuto conto dell’innegabile evidenza che il trend vigente nei costumi individuali e sociali non pare orientato a un ingentilimento della tipologia dei rapporti, anzi.

Non è inappropriato constatare, con una certa amarezza, che comportamenti assimilabili al bullismo impazzano a go go, ogni giorno di più, essendo non di rado protagonisti degli stessi individui (politici, magistrati, giornalisti, sé dicenti intellettuali) che, se davvero fossero portatori di spiccata coscienza etica e culturale, dovrebbero innescare una implementazione della qualità delle relazioni umane, non il contrario della stessa.

Decenni addietro, diffusamente si ritenne che l’età delle ideologie si fosse conclusa, affossata dalle evoluzioni impreviste della storia. Purtroppo però non è stato veramente così e le ideologie (cambiate subdolamente vesti e coloriture) sono tornate aggressivamente in primo piano, come strumenti di azione e interpretazione della realtà (in figura diffusa, nella convinzione di gruppi e singoli, di abitare per grazia ricevuta nella verità e con proterva proclamazione che gli altri da sé vagolano sempre e irrimediabilmente nella tenebra dell’errore). Tale sgradevole involuzione ha comportato una netta implementazione del tasso di intolleranza, della denigrazione, dell’incapacità già marcata di ascolto, della volgarità forse da sempre cospicuamente presenti nei rapporti sociali (per caratterizzare la rappresentazione in corso, non si può tacere il ruolo catastrofico esercitato da pessime trasmissioni televisive, in specie i cosiddetti talkshow. Cattiva maestra televisione- come l’ha con pertinenza qualificata Karl Popper - è senza dubbio tra le cause generative più devastanti del fenomeno bullismo).

La scuola è in grado di affrontare con rilevanti possibilità di successo la dilagante perversione che la affligge? In proposito non è pessimistica l’inclinazione a formulare fieri dubbi. Ma essa, anche per mere motivazioni di sopravvivenza, non può non mirare all’imperativo etico di compiere in argomento i più risoluti tentativi, reiterati e ad ampio raggio. Quale non solo rituale strumento di miglioramento della situazione cito - in altri interventi nella rivista la questione è affrontata - il potenziamento e il rilancio del Patto Educativo di Corresponsabilità. Ciò significa, in prima istanza, presa di coscienza da parte di ogni componente della funzione di sua competenza, con coinvolgimento esplicito e progressivo degli allievi, non più destinatari, senza facoltà di azione e parola, di input, sollecitazioni, disposizioni, ma attori di prima linea sempre più consapevoli dei loro diritti e dai connessi doveri.

L’alleanza, per affrontare l’emergenza educativa da molti evocata, tra scuola e famiglie non è solo retoricamente fondamentale. Dando per assodato che la scuola abbia una significativa consapevolezza del suo ruolo educativo, aggalla in primo piano il recupero (senz’altro in molti casi assai problematico) della funzione educativa smarrita da molte famiglie, per metterle in grado di coinvolgere fin dall’inizio del percorso scolastico gli allievi nella pienezza del loro ruolo, che comporta con immediatezza alcune imprescindibili necessità: regole condivise, adeguatamente formalizzate e conosciute, esplicitazione del fatto che certe infrazioni non sono tollerabili, applicazione della tesi formulata in vari dialoghi da Platone (in Repubblica e Leggi con particolare insistenza dispositiva) che interventi censori motivati e mai umilianti non sono fuori luogo, anzi purtroppo indispensabili per evitare fenomeni troppo disaggregativi e sfaldamento delle comunità scolastiche (classi, intere scuole). Nella piena consapevolezza che trattasi di questione particolarmente delicata, ritengo funzionale, in caso di violazione del patto convenuto, di una sorta di contrappasso: richiesta di azioni riparatorie a vantaggio delle vittime in particolare di bullismo, attività “socialmente utili”a compensazione dei danni provocati.

Il governo in carica, come d’altronde quasi tutti quelli che l’hanno preceduto (con esiti mai di significativa e duratura consistenza), pare incline a farsi carico anche del fenomeno del bullismo con iniziative normative subito oggetto di diffusa ed aspra critica. Il proposito principale consiste nella reintroduzione dell’insegnamento di Educazione Civica, in verità mai davvero a livello di proposito trascurato, in una pluralità convulsa di denominazioni designative.

In merito all’intenzione professata, non si può - ritengo - negare il consenso. È, infatti, obiettivo senz’altro pertinente il proposito di far conoscere l’ordinamento giuridico dello Stato, la Costituzione e le leggi fondamentali della Repubblica. Ma da tale assai relativa innovazione non conseguono meccanicamente comportamenti relazionali degli allievi adeguati alle regole della buona convivenza civile. Alla conoscenza delle norme va abbinata la pratica concreta e quotidiana di relazioni rispettose, tolleranti, aperte agli altri, fondate sulla solidarietà. Tale impegno non può riguardare ovviamente solo il docente titolare della disciplina “Educazione Civica”,ma l’intera comunità scolastica, in sinergia operativa con le famiglie e le altre agenzie educative.

Nel contesto del menzionato provvedimento in fase di approvazione parlamentare, è disposta anche l’abrogazione di norme risalenti alla regolamento del 1928 concernenti la scuola primaria. Su abolizione di sospensioni ed espulsioni la convergenza può fluire senza sostanziali riserve. Ma quale senso ha l’annunciata espunzione delle “note disciplinari”? Esse, se adoperate con adeguata sapienza pedagogica, sono tuttora uno strumento di comunicazione tra scuola e famiglie, oggigiorno tra l’altro facilitate dalla telematica. Va da sé che dette note non sono di necessità connotate solo da natura censoria ma debbono concernere gli alunni a 360 gradi (anche con evidenziazione della buona qualità dei comportamenti scolastici - in figura dunque di rafforzatori positivi - e con esplicita modulazione laudatoria. Comunque, la cassazione di ogni forma di misurata e controllata sanzione, come in precedenza ipotizzato, non ha valenza tutta e senz’altro positiva. X

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