Ultime notizie

La Ministra Azzolina, intervenendo, a Bergamo, alla Rassegna degli Stati generali della scuola digitale, evocando il prezzo pagato al Covid dalla città ha evidenziato come essa rappresenti“un luogo simbolo dal punto di vista storico, che ha avuto la forza di rimettersi in piedi con una dignità incredibile, affrontando il dolore della perdita di tanti cittadini”.

Intervenendo nello specifico della rassegna, ha ribadito che “Sulla scuola digitale abbiamo investito più di 400 milioni in questi mesi, abbiamo acquistato più di 400 mila device e abbiamo portato la connessione dove era possibile farlo, ma tanto ancora deve essere fatto”. 

C’è un gap storico da recuperare – ha sottolineato - e per questo serve uno sforzo gigantesco per accelerare. Dalla crisi che stiamo vivendo, dobbiamo necessariamente far fiorire opportunità.In Italia sulla scuola non si è mai investito troppo, anzi, molto spesso si è tagliato. Oggi per fortuna la scuola è al centro di un dibattito sano, perché è stato proprio il coronavirus a far capire a tutto il Paese quanto la scuola sia importante”

“Paradossalmente questo momento difficile è stato un motore di accelerazione enorme per la scuola perché in questi mesi è stato fatto quello che purtroppo non si era potuto fare. Adesso dobbiamo farne tesoro, affinché dall’emergenza possa nascere una scuola migliore e più digitale.Oggi parliamo di didattica a distanza, e domani la didattica digitale dovrà essere fatta in classe,potrà essere un modo per arricchire le lezioni, abbattere le barriere degli alunni più fragili e con difficoltà di apprendimento e - per quanto riguarda l’amministrazione - alleggerire il più possibile il peso enorme della burocrazia”.

“La scuola - ha concluso la ministra - deve volgere lo sguardo al futuro e lo deve fare anche la politica, che non può pensare di lavorare per l’hic et nunc. L’emergenza coronavirus deve portarci a ragionare sulla scuola che vogliamo”.

In una intervista a RaiNews, richiesto di pronunciarsi sulla possibilità che il prossimo DPCM decida sulla riapertura della scuola, Andrea Crisanti, virologo e direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova ha risposto che si tratta di questione di metodo: “Abbiamo gli strumenti per verificare qual è l’impatto della riapertura delle scuole? Se sì riapriamo, se è no è chiaro che dobbiamo attrezzarci. Il problema è se abbiamo un sistema per misurare se c’è trasmissione all’interno delle scuole aperte? E se aumenta cosa facciamo? Questa è la domanda da porsi”.

In arrivo l’ordinanza che definirà il passaggio dai voti numerici ai giudizi descrittivi nella scuola primaria, in attuazione di quanto previsto dal decreto Scuola.

La recente normativa ha infatti individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa. Un cambiamento che ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno.
L’Ordinanza con le indicazioni operative per le scuole e le Linee Guida allegate saranno ora inviate al Consiglio superiore per la Pubblica Istruzione (CSPI) per il necessario parere.

Secondo quanto illustrato durante l’informativa sindacale, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

·       Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

·       Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

·       Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

·       In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione.

La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

La documentazione completa e definitiva sarà pubblicata sul sito del Ministero dopo il parere del CSPI.

“Quando e come si faranno gli esami di Maturità?”. “E quelli delle medie?”. “Quando riprenderanno le attività in presenza?”. Sono solo alcune delle domande che studentesse e studenti hanno rivolto alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, attraverso #LaMinistraRisponde, la rubrica pensata dal Ministero dell’Istruzione per dare risposta in modo rapido e diretto ai quesiti di ragazze e ragazzi, personale scolastico, genitori, cittadini che spesso arrivano via social. Prima ‘puntata’ su Instagram, dedicata a studentesse e studenti che si sono concentrati su temi molto pragmatici: esami di fine anno, didattica a distanza e ripresa delle lezioni, eventuali novità legate all’emergenza per i Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, utilizzo dei laboratori.

·       Link: Qui trovate le risposte della Ministra

La rubrica sarà periodica e sarà dedicata in modo alternato una volta ai ragazzi e, la volta successiva, al personale della scuola e alle famiglie.

Come da ordinanza n. 90 del 15 novembre, in vista della ripresa delle attività in presenza a far data dal 30 novembre 2020, compatibilmente con il quadro epidemiologico rilevato sul territorio, la regione Campania ha attivato, a partire dal 24 novembre 2020, il portale “Scuola sicura”, per consentire al personale docente e non docente delle classi seconda, terza, quarta, quinta elementare e prima media, nonché ai relativi familiari conviventi, di prenotarsi per lo screening attraverso somministrazione di tamponi antigenici.

Con notaprot. AOODGPER n. 37467 del 24/11/2020, nel quadro delineato dal C.C.N.I., il MI ha definito l'assegnazione delle risorse finanziarie della formazione per l'a.s. 2020-2021 anche al fine di assicurare la necessaria continuità delle iniziative formative in servizio per gli insegnanti.

Con successiva nota, sulla base di fondi disponibili nell’anno finanziario 2021, potranno essere programmati interventi formativi rivolti al personale ATA.

Considerato l’attuale stato di emergenza da COVID-19 tutte le iniziative di formazione riguardanti il personale docente dovranno essere realizzate con modalità telematiche svolte a distanza. Il quadro contrattuale conferma la visione strategica della formazione in servizio come elemento di sviluppo dell’intero sistema educativo e, a tal fine, mette a disposizione di ogni singola unità scolastica una quota garantita delle risorse finanziarie disponibili per far fronte ai bisogniformativi specifici, mentre assegna alle scuole polo per la formazione il compito di realizzare sul territorio le azioni formative di sistema, definite a livello nazionale. La nuova impostazione organizzativa e metodologica, scaturisce anche dall’esito del confronto del 18 novembre 2019, nel quale sono stati precisati, ai sensi dell’art. 22, comma 8, lettera al) del C.C.N.L. 19 aprile 2018, gli obiettivi e le finalità della formazione del personale docente, educativo ed A.T.A..

L’assetto organizzativo per l’a.s. 2020-2021 vede le scuole polo per la formazione come destinatarie delle risorse finanziare. I fondi saranno ripartiti alle scuole polo per la formazione in modo proporzionale al numero del personale docente dell’organico dell’autonomia. In particolare, una quota pari al 40% delle risorse disponibili sarà utilizzata per la gestione coordinata sul territorio delle iniziative di formazione previste dall'Amministrazione scolastica con particolare riferimento alle priorità nazionali individuate come strategiche per quest’anno scolastico (v. oltre).

Le priorità per la formazione docenti per l’a.s. 2020/2021:

a) la didattica digitale integrata (DDI);

b) l’educazione civica con particolare riguardo alla conoscenza della Costituzione e alla cultura della sostenibilità (Legge 92/2019);

c) le discipline scientifico-tecnologiche (STEM);

d) i temi specifici di ciascun segmento scolastico relativi alle novità introdotte dalla recente normativa.

Inoltre saranno organizzate, con il coordinamento del Ministero dell’Istruzione, azioni formative di sistema rivolte alla valutazione intermedia e finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, come noto a breve oggetto del passaggio dalla valutazione numerica alla valutazione descrittiva attraverso una apposita Ordinanza che sarà emanata a breve.

Per ciò che riguarda invece le singole istituzioni scolastiche, potranno essere programmate e realizzate, sulla base di quanto definito nel paragrafo 3, tutte le iniziative formative che rispondono ai bisogni individuati nel corso dei processi di autovalutazione, piani di miglioramento e rendicontazione sociale. Un ampio repertorio di temi e di possibili ambiti di riflessione sono contenuti nell’esito del confronto allegato al CCNI sulla formazione (19-11-2019). Le esigenze formative potranno essere efficacemente affrontate attraverso la costituzione di reti di scopo (art. 7-Dpr 275/1999) e la realizzazionedi progetti consorziati con Università, Enti locali, enti accreditati e associazioni riconosciute.

Nota MI:https://www.miur.gov.it/web/guest/-/formazione-docenti-in-servizio-a-s-2020-2021-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-iniziative-formative-nota-prot-aoodgper-n-37

Il Presidente del Consiglio Giuseppe, in occasione della presentazione del Rapporto Svimez 2020 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, ha annunciato che, “dal punto di vista sociale, vi sarà una riforma per garantire il tempo pieno su tutto il territorio nazionale che possa dare effettiva possibilità alle famiglie, e soprattutto alle donne, di inserirsi nel mercato del lavoro”. Inoltre ha confermato l’intenzione del Governo di riportare i ragazzi a scuola prima delle vacanze di Natale.

L’effetto di questa estensione del tempo pieno, per complessive 40 ore settimanali, comporterebbe comunque un incremento non indifferente di docenti e di personale Ata, ma, al contempo, anche l’urgenza di creare delle strutture scolastiche adeguate, prevedendo la mensa dove oggi non c’è. E, non di seconda importanza, il riscontro delle famiglie; specialmente al Sud, la richiesta di tempo pieno risulta ancora modesta.

Con l’ordinanza cautelare n. 7199/2020 depositata il 20 novembre 2020, resa nel ricorso 8267/2020, il TAR Lazio riconosce la possibilità di effettuare prove suppletive di concorso per gli insegnanti bloccati a casa con il Covid quando ci saranno le condizioni di sicurezza straordinaria. Viene quindi smentita l’impostazione ostativa del ministero dell’istruzione alla effettuazione di una prova suppletiva. Il provvedimento del TAR si riferisce al caso specifico di una insegnante che, posta in quarantena in quanto risultata positiva al Covid-19 al test diagnostico molecolare, non ha potuto partecipare alla prova concorsuale scritta tenutasi il giorno 29 ottobre 2020, in quanto oggettivamente impossibilitata.

Ai docenti che non hanno potuto sostenere la prova del concorso straordinario, si riconosce la possibilità di avere una seconda possibilità.

Le regole del concorso prevedevano la possibilità di fissare una sessione suppletiva in favore di candidati impossibilitati a presentarsi, perché collocati in isolamento fiduciario oppure in quarantena in applicazione delle vigenti misure sanitarie di prevenzione epidemiologica da Covid-19, quindi ha sempre escluso l’apertura a sessioni suppletive del concorso. La questione, però, si arricchisce di un aspetto di cui l’ordinanza del TAR tiene conto in relazione all’ipotesi eccezionale della pandemia: l’interessato non può violare l’obbligo di trattenimento domiciliare, quindi non pare che si possa precludere al cittadino di concorrere ad un ufficio pubblico, qualora ricorrano circostanze non imputabili né prevenibili né dallo stesso cittadino evitabili.

I sindacati avanzano la proposta di risolvere il problema del concorso straordinario, consentendo l’accesso ai ruoli tramite lo scorrimento di una graduatoria con esame orale al termine del primo anno di nomina.


 

Intervenendo “Sette Storie” su Rai 1, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha informato della possibile riapertura delle scuole ed ha anche informato sul concorso straordinario dei docenti, sospeso per il Covid-19 mentre era già in fase di svolgimento.

Azzolina ha precisato che e mancano solo 4 giorni di prove per terminare la selezione e che a breve partiranno le correzioni delle prove già espletate, che sono il 73%.

“Il concorso – ha evidenziato - è stato espletato per il 73%  delle prove, mancano quattro giorni per terminare il concorso che ci  permetterà di assumere i precari che avevano già 36 mesi di servizio  nella scuola, poi partiranno anche gli altri concorsi. Abbiamo rispettato la nostra amata Costituzione e daremo ai nostri studenti degli insegnanti a tempo indeterminato. Partiranno a breve le correzioni del 73% delle prove già espletate”.

Per il corrente anno scolastico il Ministero all’Istrzione ha pubblicato la nota n. 20706 del 13 novembre 2020 e il decreto ministeriale 27 ottobre 2020, n. 152, recante il Programma per la valorizzazione delle eccellenze per l’anno scolastico 2020/2021, consultabili insieme a tutta la documentazione nella sezione Valorizzazione delle eccellenze Normativa 2020 2021
Le Competizioni (anno scolastico 2020/2021) sono distinte per i seguenti ambiti:
Artistico, Economico – Sociale, Linguistico – Letterario, Logico – Matematico, Musicale –Coreutico, Pluridisciplinare, Scientifico – Tecnologico, Storico – Filosofico, Ambito Tecnico – Professionale,

Info: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/competizioni-per-l-anno-scolastico-2019-2020

DIRIGERE LA SCUOLA N. 10/2019

Editoriale di Vittorio Venuti - La scuola è la casa in cui abita il futuro, tutti i giorni

L'avvicendarsi dei due governi, dal giallo-verde al giallo-rosso, fa pensare un po’ al gioco del fazzoletto tra ragazzi e di certo non si può dire che la situazione si sia tranquillizzata, tant’è che, a far da garante alla richiesta discontinuità, si pone lo stesso presidente del Consiglio. In questo gioco, dopo l’enigmatica gestione del dicastero dell’Istruzione da parte del Ministro Bussetti, è stato chiamato all’alto incarico il Prof Lorenzo Fioramonti che, del precedente, è stato viceministro con delega all’Accademia. Dopo un ministro proveniente dalla scuola, il testimone passa ad un universitario, il che richiama alla memoria esperienze precedenti di universitari - e non - che, a seguito di una dichiarata ammissione di inadeguata conoscenza del sistema scolastico e di lodevole promessa di studiarne le peculiarità, si sono comunque cimentati in progetti di riforma o scardinamento di parte dell’esistente in forza di orientamenti solo in minima parte dettati da studi, analisi, confronti, ricerca, progettazione innovativa. Per una scuola che è tutta da rifondare, si è preferito operare toccando la periferia dei problemi, bilanciando soluzioni chiaramente di compromesso. La Scuola non è l’Università e non è neanche una propaggine sindacale, così come non può identificarsi come terra di conquista politica, pur se è costretta a rifletterne gli - spesso contraddittori - orientamenti.

Veniamo al Nostro. Il curriculum è indubbiamente interessante: laurea in Filosofia, dottorato di ricerca in Politica comparata ed europea, docente ordinario di Economia Politica presso l’Università di Pretoria e direttore del Centro per lo studio dell’innovazione Governance all’interno dello stesso ateneo, durante il precedente impegno governativo si è posto, fin da subito, l’obiettivo di investire nelle Università a partire da una riforma in grado di tutelare ricercatori e giovani talenti. Militante del M5S, è stato consigliere di Luigi Di Maio e capo politico del Movimento ed eletto alla Camera dei Deputati alle elezioni di marzo 2018.

Da universitario, sembra che sia sua intenzione continuare ad investire nelle Università e nella Ricerca, mentre, per quanto riguarda la scuola primaria e secondaria, vorrebbe introdurre in Italia programmi scolastici ispirati al sistema tedesco e, tra l’altro, varare una manovra che contempli un taglio del numero di alunni presenti in ogni classe così da bloccare il fenomeno delle “classi pollaio”,che non consentono di mantenere standard elevati e sono, peraltro, responsabili di una caduta del livello della qualità formativa.

La premessa, intesa come punto di partenza, pur se ancora appare approssimativa, è apprezzabile, per quanto occorrerà comprendere bene l’architettura che dovrà sorreggerla. Lascia alquanto perplessi la suggestione di come intenda recuperare le risorse per varare tutte le riforme necessarie per aumentare gli stipendi ai docenti e stabilizzare i precari: tassare merendine e bevande zuccherate, e introdurre una tassa sui biglietti aerei aumentandone il prezzo. Il tutto all’insegna dell’idea che un sistema di alimentazione sbagliato o un’attività che inquina (volare), possono essere soggetti ad una piccola tassa per finanziare attività utili, quindi la scuola, e stili di vita sani. Parola di Ministro! Insomma: la creatività al Governo! A noi, più che altro, sembra di ripercorrere la logica del “a saldi invariati”, con la variante che il “quid”per la realizzazione della proposta venga reperito da una tassazione extra, in ogni caso sempre a carico dei cittadini. Come a dire che, alla fine, direttamente o indirettamente, si agisce sempre sul carico fiscale e sul modo di trasferire soldi dai contribuenti allo Stato. Certo, l’idea stessa che la scuola debba trarre la propria ragione dalla tassazione di merendine e bevande zuccherate risulta un po’ sconvolgente, perché ancora una volta si afferma la precarietà politica che definisce il nostro sistema d’istruzione, per nulla al centro della vitalità del Paese. Su questa scorta, appare alquanto irrealistico l’obiettivo - indubbiamente apprezzabile - di equiparare le retribuzioni italiane a quelle europee.

Resta ancora aperta alle interpretazioni la dichiarazione del Ministro, in occasione di un incontro con la Confindustria a Cernobbio, di un auspicato patto con le imprese, che potrebbe appalesare un ruolo marginale o subordinato della scuola. Insomma, sarà da vedere come si realizzerà la promessa discontinuità con il predecessore Bussetti, una “inversione di tendenza”in quanto avrà “un metodo diverso: lui appoggiava tutte le decisioni del capo di gabinetto, io ascolterò i due sottosegretari e li terrò costantemente informati della mia linea politica”. Una garanzia? Speriamo confortata da buon senso e competenze reali. L’attenzione ai fondi della scuola (dalla tassa su merendine e bibite gassate il Ministro pensa di ricavare 2,5 miliardi) si accompagna all’intenzione di proporre una legge per abrogare, “al secondo consiglio dei Ministri”, la legge sulle impronte digitali per i presidi all’ingresso degli istituti, e ancora l’intenzione di trasformare i test Invalsi per gli studenti della scuola dell’obbligo, che “devono diventare più leggeri e moderni”.In coda, merita un nodo al fazzoletto la promessa - già fatta quando era viceministro - che, se entro Natale non produrrà un miliardo per l’Università, si dimetterà.

Delle improvvisazioni che regnano intorno al Pianeta Scuola è esemplare la vicenda della sperimentazione dell’insegnamento dell’Educazione Civica a partire dall’A.S. 2019/20. In proposito, a seguito del parere negativo espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), Fioramonti, accogliendo le molte criticità evidenziate, ha dichiarato che “sentirò a breve associazioni di dirigenti, docenti e studenti per discutere con loro delle possibilità di avviare una seria programmazione a partire da gennaio 2020 (con tanto di fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio) per fare quello che il precedente Ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell’ottica dell’introduzione dell’Educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla Legge”. E perché non entrare nel merito della Legge, che riversa sulle scuole ovvietà insieme ad una improvvisata struttura argomentale che ne mortifica la riconosciuta autonomia?

Ribadiamo un concetto espresso molte volte: la Scuola è una cosa seria, ha bisogno di stabilità, sicurezza, sostanziale riconoscimento pubblico e di essere rivista nel profondo. La scuola è la casa in cui abita il futuro, tutti i giorni!

Auguri di buon lavoro al neo Ministro.

 

La rivista si apre con la seconda parte della guida ragionata sui nuovi adempimenti dirigenziali che Pasquale Anneseha elaborato per i vincitori del concorso per dirigenti scolastici in servizio dal 1° settembre: “Otto e venti prima campana, per i 2000 neo dirigenti scolastici”.Nello specifico, con lo stesso taglio operativo del precedente articolo (“Dirigere la Scuola”n. 9) vengono affrontate le seguenti tre macro tematiche: pubblicazione del curriculum vitae e della retribuzione annua su SIDI, MIUR e AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE, stipula del contratto assicurativo alunni e nomina dell’RSPP. Il contributo è corredato da apposita modulistica.

Gianluca Dradidibatte di una questione apparentemente banale, ma che ha suscitato qualche lacerazione nell’organizzazione scolastica in merito alla fruizione della mensa:“Dal panino libero a un nuovo paradigma nei rapporti scuola-famiglia”.Sullo sfondo si pone il commento alla recente sentenza della Cassazione, n. 20504 del 30 luglio 2019, nella quale si afferma l’autonomia delle istituzioni scolastiche non solo rispetto alle scelte didattiche ma anche a scelte e metodi potenzialmente idonei ad interferire ed eventualmente contrastare gli indirizzi educativi adottati dalla famiglia.

Con “La messa in atto del Curricolo d’Istituto”, Giacomo Mondelliprosegue la rete di riflessioni e di considerazioni sul curricolo di istituto che, ricorda, non va soltanto costruito ma anche, e soprattutto, attuato, necessariamente, per competenze. La trattazione dell’argomento, che troverà più concreta espressione in un prossimo contributo, prende il via dalle considerazioni sul ruolo delle condizioni per l’attuazione del curricolo all’interno del panorama italiano ed europeo.

“La scuola come organizzazione resiliente”è il titolo del contributo proposto da Michela Lella, che focalizza, da par suo, l’importanza che la scuola sia capace di inglobare le innumerevoli aspettative degli stakeholder sempre più implicati nei processi istituzionali, così da favorire il coinvolgimento ottimale degli attori organizzativi impegnati nella tenuta di un servizio di istruzione e di educazione davvero di qualità.

A seguire uno speciale inserto dedicato a “Salute e sicurezza: le varie accezioni e dimensioni” a cura di Antonietta Di Martino. Si tratta del primo di una serie di inserti che affronteranno il tema della salute e sicurezza nella scuola analizzando i diversi aspetti dell’area normativa/giuridico/organizzativa.

Un’importante novità attende di prendere il via: l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione nella scuola, in programma già per il corrente anno scolastico e rinviata al prossimo, per via dei rilevi negativi fatti dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Giovanna Stranone tratta in “Cittadinanza e Costituzione: quale leadership scolastica?”riprendendo le novità introdotte dal disegno di legge approvato in via definitiva dal Senato il 1° agosto 2019. Particolarmente delicato appare il ruolo del dirigente scolastico quale leader formativo che indirizza e sostiene la comunità educante, mettendo in campo tutte le strategie adeguate al raggiungimento delle finalità prefissate essendo, l’insegnamento/apprendimento di Cittadinanza e Costituzione, un obiettivo irrinunciabile dell’offerta formativa.

Filippo Cancellieri, con il suo pezzo “Non “parte” l’Educazione civica”, fa il punto sulla situazione in ordine alla vicenda dell’introduzione dell’Educazione civica come materia d’insegnamento a seguito del parere negativo alla sperimentazione espresso dal CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione). La sperimentazione avrebbe anticipato al corrente anno scolastico l’introduzione dell’educazione civica nei due cicli di istruzione, in virtù della Legge n. 92, approvata al Senato il 1° agosto 2019.

Argomentando su “L’accordo di contitolarità nel trattamento dei dati personali”, Anna Armonerichiama il dettato del Regolamento Ue 2016/679 - GDPR, la cui colonna portante è la responsabilità dei soggetti attivi, non essendo esclusa la possibilità che in talune circostanze uno o più soggetti possano determinare congiuntamente le finalità e i mezzi del trattamento dei dati.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauro riflette sulla scelta dell’istruzione parentale, mai scomparsa e sempre poco frequentata, ma che sembra volersi affermare in qualche modo anche da noi. Nel contributo “Come intendere oggi l’homeschooling, solo pratica difensiva o qualcos’altro”,si dà conto di due lavori che ne trattano in modo interessante: uno studio dei proff. Brewer dell’Università della north Georgia e Lubienski dell’Indiana University, e un rapporto ricerca del Fraser Institute di Vancouver, un centro studi canadese, che si occupa di politiche sociali e che da tempo segue il fenomeno in tutto il Nord America.

Fa il suo esodio, in questo numero, lo “sportelloassicurativo”,domande e risposte a cura di Vincenzo Casella, la cui consulenza è gratuita.

Per i Casi della Scuola, Antonio Di Lellosi occupa di“Compensi FIS e bonus premiale” riprendendo il caso di un ISIS, il cui dirigente scolastico respinge, con proprio provvedimento, l’istanza di Accesso civico presentata da una Associazione sindacale e volta ad acquisire il prospetto di liquidazione nominale del bonus premiale, quindi la cifra corrisposta ad ognuno, le motivazioni di base, i criteri stabiliti dal Comitato di Valutazione. Sarà legittimo il diniego opposto dal DS?

Per Appunti di Psicologia, Vittorio Venuti rivolge l’attenzione ai neo dirigenti focalizzando alcuni degli aspetti che si trovano ad affrontare ad inizio d’anno scolastico, in gran parte potendo contare solo sulle teorie apprese dalle materie studiate e, più in particolare, suggerendo strategie comportamentali per arginare i livelli di ansia conseguenti e per valorizzare la propria presenza all’interno dell’istituzione:“La visibilità del DS e l’arte di passeggiare nei corridoi”.

In chiusura la rubrica Giurisprudenza Scolastica a cura dell’attenta e puntuale Rosanna Visocchi. X

 

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo