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COME FARE I PROVVEDIMENTI DI RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA  DEL PERSONALE DOCENTE, DOCENTI DI RELIGIONE  E DEL PERSONALE ATA

La Casa Editrice Euroedizione  organizza un corso di formazione in modalità webinar  avente ad oggetto le procedure di  ricostruzione della carriera del personale docente, personale amministrativo e docenti di religione.

Per ragioni organizzative e favorire l'apprendimento  la partecipazione al corso sarà limitata ai primi 50 che faranno l'iscrizione.

Il corso avrà il taglio pratico operativo per mettervi in condizione di predisporre attraverso il sistema informatico del SIDI il decreto di ricostruzione della carriera

I webinar sono fruibili anche in differita e si possono riascoltare quando si vuole e per il tempo che si vuole.

Il personale potrà fruire ed utilizzare i materiali che saranno prodotti durante i webinar.

I corsisti potranno chiarire i loro dubbi rivolgendo le specifiche domande all'esperto

L'obiettivo del corso è quello di spiegare passo passo come si fanno i provvedimenti di carriera  attraverso la spiegazione dei casi dove sono presenti le maggiori difficoltà

Attraverso il profilo Instagram del MIUR,  il Ministro Lucia Azzolina, ha annunciato la che l’elenco delle materieche saranno oggetto della seconda prova scritta dell’Esame della Scuola secondaria di secondo grado è disponibile sul sito del dicastero con l’astag  #MaturitàVentiVenti. “Ragazze e ragazzi, eccoci qui, oggi è il giorno in cui conoscerete esattamente le materie della seconda prova. So che le aspettavate con impazienza perché mi avete scritto in tantissimi. Voglio essere io personalmente a dirvi quali saranno alcune di queste materie, le altre le troverete sul sito del Ministero dell’Istruzione”. Così si apre il video della Ministra rivolto agli studenti.

“Per una volta voglio cominciare dai Professionali”, ha sottolineatoAzzolina,  che poi elenca le principali discipline. Per l’indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera, articolazione Enogastronomia, le materie della seconda prova saranno Laboratorio di servizi enogastronomici-cucina e Scienza e cultura dell’alimentazione. All’Istituto per i Servizi per l’agricoltura, i ragazzi avranno Valorizzazione delle attività produttive e legislazione di settore ed Economia agraria e dello sviluppo territoriale. Al Tecnico per il Turismo ci saranno Discipline turistiche e aziendali e Lingua inglese. Al Tecnico indirizzo Informatica, Sistemi e reti e Informatica.

Per il Liceo scientifico, le materie saranno Matematica e Fisica. Per il Classico, Greco e Latino. Al Liceo delle Scienze umane, opzione Economico-sociale, ci saranno Diritto ed Economia politica e Scienze umane.  

“Per conoscere tutte le altre materie collegatevi con il nostro sito dove trovate anche le prime informazioni sulla prova orale”, prosegue la Ministra. Quest’anno, infatti, non ci sarà, all’inizio del colloquio, il sorteggio fra tre buste, previsto invece lo scorso anno per dare avvio alla prova: “La vostra commissione - spiega Azzolina - predisporrà il materiale da cui far partire il vostro orale che valorizzerà al massimo il vostro percorso di studi”.

Le materie del secondo scritto annunciate oggi sono state scelte fra quelle caratterizzanti ciascun percorso di studi. La prova anche quest’anno, come già nel 2019, sarà multidisciplinare, fatta eccezione per i corsi di studio che hanno una sola disciplina caratterizzante.

Il colloquio sarà pluridisciplinare. Ciascuna commissione predisporrà, come spiegato dalla Ministra, i materiali di partenza da sottoporre agli studenti (potranno essere un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema). Il lavoro dei commissari si baserà su quanto studiato dai ‘maturandi’ nel loro percorso: farà fede il documento predisposto dai docenti di classe. Niente sorteggio fra le buste, dunque. Al momento dell’inizio della prova, la commissione sottoporrà uno spunto al candidato, che rappresenterà, comunque, solo un momento di avvio del colloquio.

Il Ministero nei prossimi giorni pubblicherà ulteriori materiali, anche pensati per i canali social, per rispondere alle domande che gli studenti stanno ponendo alla Ministra, scrivendole su Facebook e Instagram.

Nel decreto pubblicato oggi sono individuate anche le materie affidate ai commissari esterni.

D.M. 28 del 30 gennaio 2020

Allegato 1 Liceo

Allegato 2 Istituto Tecnico

Allegato 3 Istituto Professionale

Allegato 4 Lingua slovena

Il motore di ricerca delle materie

Nel corso di un’intervista rilasciata a Rai Radio1. il 29 gennaio scorso, la ministra Lucia Azzolina ha annunciato che entro il mese di febbraio saranno banditi tre concorsi per docenti nei vari ordini di scuola: un concorso straordinario per 24 mila posti con i vincitori che andranno in cattedra entro il 1° settembre, quindi un concorso ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado e infine un concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria.

“I concorsi – ha ribadito la ministra - verranno banditi dove ci sono posti e non aspiranti: al Sud le graduatorie sono piene, al Nord vuote; i concorsi vanno fatti dove c’è bisogno”. Nei posti da assegnare confluiranno anche quelli che deriveranno dai pensionamenti “Quota 100”, che l’anno scorso ha liberato posti.

Il Ministero dell’Istruzione ha sottolineato Azzolina, ha vissuto di emergenze perché “non è mai stata fatta una degna programmazione di quanti andavano in pensione, su quali classi di concorso, né dove. Solo facendola si possano programmare concorsi biennali: non è normale avere un precario su cinque”.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2020

Editoriale di Vittorio Venuti - Cambiano i Ministri, ma la scuola appare sempre più in affanno

Ci risiamo: Altro giro, altro vincitore! Al comando del dicastero dell’Istruzione, esito di un fenomeno simile alla partenogenesi, è stata posta Lucia Azzolina, docente di scuola secondaria di secondo grado, idonea a ricoprire il ruolo di Dirigente scolastica, che succede al ministro Fioramonti, dimissionario perché trascurato dalla politica di Governo, nonostante le dimissioni fossero state annunciate già al momento della nomina qualora non si fosse esaudita la richiesta di fondi atti a garantire a Scuola e Università di non scivolare sotto la linea di “galleggiamento”. Il fatto che le dimissioni di Fioramonti non siano state minimamente contestate e che il ricambio si sia realizzato in men che non si dica, senza se e senza ma, ossia senza minimamente riscontrare l’esigenza di maggior considerazione per il funzionamento del MIUR, la dice lunga sulla scarsa considerazione che la politica ha della Scuola, confermando una tendenza in atto già da tempo: si veda il numero ministri che si sono succeduti nel giro di qualche anno senza che alla scuola ne sia derivato alcun vantaggio, anzi… . La scuola scivola, frana, a parole la si pone come polo di attrazione nei proclami politici, poi, di fatto, “fatta fuori”o ancora caricata di altre “sciocchezzuole” educative, mentre avrebbe bisogno di un restauro radicale a partire già dalle fondamenta.

Non sappiamo come la ministra Azzolina affronterà così tanto gravoso impegno e non possiamo non augurarle (ed augurarci) che lo faccia nel miglior modo possibile. Certo, e di sicuro non ci riferiamo solo al MIUR, ancora stupisce - e non dovrebbe, perché la litania è la stessa ormai da tempo! - l’arditezza con cui si nomina un ministro e l’arditezza con cui la nomina viene accettata. Ah, le competenze!? Evidentemente si confida molto sull’apparato che sostiene un ministero, un po’ come succede per la Scuola, che continua a funzionare nonostante tutto. Perché ci sono insegnanti, dirigenti e direttori SGA coscienziosi! Perché le responsabilità del funzionamento ancora trovano spalle su cui ricadere, quelle di chi resta col cerino acceso in mano, come pittorescamente qualche dirigente scolastico definì la figura del Capo d’Istituto.

La nomina del ministro Azzolina non è passata inosservata e abbiamo assistito ad uno sconcertante accanimento denigratorio, neppure degno di essere definito “pettegolezzo”,il resoconto scellerato della sua prova di concorso a Dirigente e addirittura l’esposizione mediatica della tesina di specializzazione per l’insegnamento secondario prodotta per la Scuola di Specializzazione frequentata a Pisa e che, si accusa, avrebbe copiato, secondo un calcolo di parole indebitamente acquisite nel testo. Un gioco che non ci trova d’accordo, di pessimo gusto oltre che sleale ed eticamente riprovevole. Il problema non è la ministra Azzolina, ma un sistema politico in parte arruffone e arrembante che si poggia sulla superfluità dell’educazione, della cultura e delle competenze.

Per il bene della scuola, ostaggio di giochi di parte e di colpevole noncuranza, al ministro Azzolina auguriamo buon lavoro e l’auspicio che le responsabilità della posizione che si trova a ricoprire possano promuovere in lei quel senso critico indispensabile per penetrare la complessa materia dell’Istruzione e intercettare i nodi strutturali che ancora chiedono di essere affrontati. Anzitutto, vorremmo che riflettesse sul termine Inclusione e lo flettesse sulla identità in divenire dei giovani di oggi, tutti indistintamente, alla luce - come direbbe Howard Gardner - dello scenario disegnato dai grandi cambiamenti che stiamo vivendo in questi anni: l’accelerazione della globalizzazione, la crescente mole di informazioni, l’esplosione delle potenzialità della scienza e della tecnica, tutti cambiamenti che richiedono nuove forme di apprendimento e nuove forme di pensare nella scuola, nel lavoro e nella vita pubblica. Cambiamenti che esigono il ripensamento globale della scuola, per rispetto verso i giovani e il loro futuro e per rispetto verso la scuola.

Il futuro del Paese passa per i banchi di scuola! È così difficile comprenderlo?

 

L’articolo di apertura di questo numero è affidato a Pasquale Anneseche, in“L’affidamento diretto e l’obbligo CONSIP/MePA nelle procedure di gara e progetti PON”riflette sulla intrigata matassa delle procedure di gara ad evidenza pubblica al fine di chiarire questioni che presentano ancora dubbi interpretativi per le istituzioni scolastiche. Il contributo è corredato da“prototipi di determine” da utilizzare nelle ipotesi di affidamento diretto, rinviando ad un prossimo intervento la pubblicazione della modulistica relativamente agli affidamenti ricadenti nella forbice 10.000/40.000 euro.

Anna Armoneci coinvolge nella lettura de “Il sistema sanzionatorio in materia di violazione del diritto alla Privacy”, alla cui base si pone l’articolo 83 del regolamento n. 2016/679, il cui comma 1 autorizza le autorità di controllo a infliggere sanzioni amministrative pecuniarie in relazione a violazioni del regolamento. Oltre a decidere il tipo di sanzione da infliggere, tenendo conto degli elementi descritti nello stesso art. 83, le Autorità di controllo possono disporre di una vasta gamma di correttivi.

Una questione sulla quale si è acceso un discreto dibattito, è la competenza del dirigente scolastico nel procedimento disciplinare nei confronti dei docenti. Gianluca Dradi ne argomenta in “Il Dirigente non può sospendere i docenti”, richiamando due ordinanze del 2019 che affermano che l’irrogazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento fino a 10 giorni non è di competenza del dirigente scolastico, bensì dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari.

Come è possibile lavorare per gli alunni se tra i docenti ci sono ancora gradi di separazione? A questo interrogativo si rifà il contributo “Includi il collega!”di Maria Chiara Grigianteche, in forza del fatto che uno degli indicatori con cui si misura la qualità di una scuola è la capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento/insegnamento, sposta l’attenzione sulla ricorrente situazione di mancata integrazione che si rileva frequentemente tra i docenti di scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado degli Istituti Comprensivi; caratteristica che si rileva anche all’interno dei Collegi dei Docenti, nei quali gli insegnanti sono schierati, anche fisicamente, in fazioni distinte dei tre ordini.

“Come realizzare un curricolo d’Istituto per competenze: dalla teoria alla pratica”è l’argomento su cuiIvana Summaincentra le proprie riflessioni ponendo come incipit le difficoltà che nascono nel momento in cui, dalla fase di elaborazione del Curricolo, si vuol passare alla sua concreta realizzazione da parte di tutti i docenti. Per questo motivo si rende opportuno un processo di accompagnamento, così da tenere sotto controllo i pregiudizi, le consolidate modalità programmatorie, le routine gestionali ed organizzative che, di fatto, impediscono i cambiamenti.

Ciò che deve caratterizzare una organizzazione come la scuola è la consapevolezza della relazione tra apprendimento, cambiamento e miglioramento, il che comporta che tutti i membri che ne fanno parte ricerchino continuamente l’opportunità per accrescere e ottimizzare le capacità individuali e di gruppo. In sintesi: la scuola è un’organizzazione che apprende, in quanto, per vocazione, dinamica e dedicata al cambiamento e all’innovazione; di contro, non può apprendere se i singoli membri non compiono un percorso di consapevolezza finalizzato alla condivisione di principi e teso alla realizzazione di determinati scopi verso i quali orientare le proprie azioni lavorative. Michela Lellane tratta in “L’apprendimento organizzativo nella scuola che cambia”.

A seguire, la prima parte del contributo di Giacinto Iannuzzi su “Una nuova professionalità docente”, nel quale si intercetta la necessità che la scuola riprenda, in termini nuovi, il discorso sulla motivazione all’apprendimento e alla conoscenza, ponendo maggiore attenzione al rapporto tra emozione e apprendimento, come suggeriscono anche le nuove ricerche sulla motivazione intrinseca. La capacità di costruire una forte motivazione ad apprendere nell’alunno appare centrale nella costruzione dei percorsi educativi e didattici, e certamente si profila quale requisito essenziale della professionalità docente. Guardare alle neuroscienze appare sempre più importante e necessario.

“Ogni tecnologia digitale è ormai ‘smart’ e a scuola in modo speciale. Ma come intenderla?”è l’interrogativo che inquadra l’intervento di Mario Di Mauro, per la rubrica La Scuola in Europa, e che pone una questione non di poco conto. Nato in Informatica, il termine “Smart” ha accompagnato l’evoluzione della sua tecnologia divenendo, evolvendosi, specularmente umana nell’emularne l’intelligenza. Da qualche tempo è la scuola ad interessarsi delle evidenze di queste simulazioni di processi mentali sia in funzione dell’insegnamento sia dell’apprendimento. Il contributo riferisce di ricerche in merito alle credenze che un bambino sviluppa intorno alla nozione di ‘intelligenza’,al suo modo di manifestarsi e alla sua natura culturale.

Nell’Inserto n. 4 su Salute e Sicurezza nella Scuola, a cura di Antonietta Di Martino, si tratta di “Patogenesi e Salutogenesi”, due modelli culturali e gestionali da integrare. L’affermarsi del principio della soggettività ha portato a uno spostamento di paradigma nell’approccio culturale e gestionale dei modelli di salute e sicurezza passando da un modello patogenetico, che basa la prevenzione sulla ricerca delle cause/fattori di rischio ad un modello salutogenesi, che basa la prevenzione sul rafforzamento delle capacità reattive e d’interazione complessiva dell’individuo con i fattori di rischio.

Nella rubrica di psicologia della gestione diVittorio Venutitrovano ampio spazio le suggestioni che derivano dal libro di H. Gardner, “Cinque chiavi per il futuro”, nel quale si prospettano i cinque tipi di intelligenza di cui gli individui avranno bisogno se vorranno (se vorremo) prosperare nelle epoche future: disciplinare, sintetica, creativa, rispettosa, etica. L’educazione si conferma come l’unica strada percorribile per poter vivere in uno scenario in continuo mutamento, quindi le indicazioni che emergono per la scuola e per il ruolo del dirigente scolastico e degli insegnanti sono davvero molte.

 

Questi sono i dieci punti di programma enunciati dal Ministro

 

Concorsi per gli insegnanti. Lavoreremo subito ai bandi per la scuola dell’infanzia e primaria, per la secondaria (ordinario e straordinario), per i docenti di religione. Dobbiamo scriverne quattro. Ho già messo al lavoro la mia squadra, in raccordo con le strutture del Ministero.

Scriveremo rapidamente i provvedimenti attuativi del decreto scuola. Primi fra tutti il nuovo regolamento per velocizzare la chiamata dei supplenti e quello per la ‘call’ che consentirà a chi vuole subito il ruolo e il contratto a tempo indeterminato di poter andare a insegnare volontariamente anche in un’altra regione diversa dalla propria.

Avvieremo quanto prima il tavolo per il rinnovo del contratto: è urgente.

Sostegno: deve partire velocemente il nuovo ciclo di formazione degli insegnanti specializzati. E dobbiamo attuare il decreto legislativo 66/17 sull’inclusione, che mette in campo strumenti nuovi e importantissimi per rispondere alle necessità dei ragazzi con disabilità, che però sono ancora scritti solo sulla carta. Anche qui chiederò rapidità a chi dovrà lavorarci.

Esami di Stato del secondo grado, quelli che tutti chiamano Maturità: entro fine mese pubblicheremo le materie della seconda prova. Rispetteremo la scadenza. E poi lavoreremo all’ordinanza sugli Esami, un ‘manuale’ d’uso che va semplificato: oggi è un documento voluminoso e non sempre chiarissimo per le commissioni. Cominciamo da qui a costruire strumenti più agili. Forniremo anche una risposta ai dubbi che stanno emergendo sugli ultimi cambiamenti annunciati. Penso alla scomparsa delle ormai famose buste all’orale. Voglio che i ragazzi abbiano tutte le informazioni di cui hanno bisogno.

Educazione civica: alle scuole serve chiarezza. Produrremo le necessarie Linee guida.

Continueremo a lavorare per velocizzare la spesa in materia di edilizia scolastica. I fondi ci sono, vanno spesi presto e bene.

Attiverò nei prossimi giorni un tavolo sull’innovazione didattica con dentro docenti e dirigenti esperti: partiremo dalle belle esperienze che già esistono nelle scuole e le porteremo a sistema.

Tutto il personale dovrà essere valorizzato. Prioritario sarà il tema della formazione. Dei dirigenti, dei docenti, ma anche del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) sempre troppo poco considerato.

Ho dato disposizione di avviare subito i processi di sburocratizzazione per semplificare quelle pratiche che rendono difficile la vita quotidiana di dirigenti e segreterie scolastiche. X

CONCORSO DOCENTI 2020 - Corso di preparazione al concorso per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

La Casa Editrice Euroedizioni nell'imminenza dell'uscita dei bandi di concorso per il personale docente propone a condizioni molto vantaggiose la seguente offerta formativa:

Corso di 45 video lezioni per la preparazione di base al concorso ordinario e straordinario docenti delle scuole di ogni ordine e grado che possono essere ascoltate come e quando si vuole senza limiti di tempo sul proprio PC, tablet, ipad,  o smartphone  a soli € 100,00. Ogni lezione è corredata dalle Slides usate dai docenti durante la tenuta delle lezioni

Corso di 20  webinar specifici mirati per ordini e gradi di scuole a soli 200,00 euro, secondo l'allegato programma.  Nel corso dei webinar saranno proposte esercitazioni sui test a risposta multipla per superare la prova di preselezione.

Offerta testi a soli € 50,00 che comprende:

La Buona Scuola in 100 parole chiave,  a cura di LELLI, SUMMA, €  23,00

Compendio di diritto e legislazione scolastica, a cura di Gianluca Dradi € 25,00

 La valutazione nel sistema scolastico, Valutazione ed autovaluta­zione del personale, degli apprendimenti, dei sistemi e processi scolastici, a cura di Antonietta Di martino,  € 19,00.

 

OFFERTISSIMA = 45 VIDEO LEZIONI + 20 webinar + Testi a soli € 300,00

Corso di preparazione in presenza a Torino

La Casa Editrice EUROEDIZIONI TORINO in collaborazione con il Sindacato SNALS di Torino organizza un Corso in presenza  di preparazione al CONCORSO straordinario e ordinario docenti finalizzato al superamento della prova di preselezione e alle prove scritte. Gli incontri in presenza saranno 10, uno per ogni materia del concorso e avranno la durata di 3 ore per complessive 30 ore, secondo il piano delle lezioni di seguito specificato.

Il primo incontro organizzativo è fissata per  il giorno 07 febbraio 2020 dalle ore 15.30 alle ore 18.30 presso l’ Istituto Alberghiero “ Colombatto ” , Via Gorizia, 7, 10136 Torino TO.

Coloro che sono interessati sono invitati a partecipare. Nel corso dell'incontro forniremo tutte le informazioni sul concorso, sui costi e sulle modalità di iscrizione al corso.

L’attività di ricerca e sperimentazione è il fondamento dell’autonomia scolastica

Editoriale di Ivana Summa Direttore Responsabile

In questo editoriale desideriamo mettere in evidenza il tratto distintivodi questa rivista che faremo in modo che diventi sempre più evidente e percepito dai nostri lettori. I contributi che pubblichiamo nascono dalla ricerca-azione di singole scuole e/o di singoli insegnanti, ma si avvalgono anche della ricerca accademica di matrice psico-pedagogica. Siamo convinti, infatti, che l’una e l’altra si intreccino efficacemente e che soltanto insieme possono dare un contributo al miglioramento del sistema scolastico italiano. Che certo non migliora soltanto attraverso le azioni promosse dal MIUR - pure apprezzabili e quanto mai provvidenziali- e con tutto l’apparato strumentale posto in essere dall’INVASI: prove nazionali standardizzate, Rapporto di autovalutazione d’istituto, Bilancio e Rendicontazione Sociale.

Tutte queste azioni top-down sono destinate a diventare mere procedure burocratiche se - e purtroppo succede ancora troppo spesso - non incontrano contesti scolastici che praticano, concretamente e quotidianamente - l’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo che, all’art. 6 del D.P.R. 275/1999 (vent’anni fa!) prevede quanto segue:

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2020

OCSE PISA. Davvero la scuola italiana è come appare? Editoriale di Vittorio Venuti

Mi ero ripromesso di non parlarne quest’anno, perché, mi ero detto, sarà la solita solfa, per cui avrei lasciato scorrere il dibattito intorno all’impietoso report OCSE PISA sulle competenze dei 15enni italiani trattenendomi da ogni commento. Poi, però, al reiterarsi del grido d’allarme di giornalisti e personaggi della scuola, primo tra tutti il Ministro per l’Istruzione - “Sono dati che ci preoccupano, non perché siano diversi da quelli di un anno fa ma perché sono molto peggio rispetto a quelli di 20 anni fa” -, ho deciso che qualcosa avrei potuto/dovuto dire.

Quando la smetteremo di stracciarci le vesti facendo finta di essere colti, per l’ennesima volta, di sorpresa e, invece, ammettere che tra una tornata di prove e l’altra per la scuola non si è fatto granché, anzi, forse, la si è ancora più penalizzata gravandola di ulteriori “incertezze” economiche e “molestie burocratiche”? Raccogliamo quel che abbiamo seminato! è questo il punto, e non ha pregio l’allarme ricorsivo ma il pensare seriamente e continuativamente alla scuola provando ad intercettare i molti mutamenti di cui la scuola è stata fatta segno da qualche decennio a questa parte con un rapporto tra fondi complessivi per l’istruzione e PiL inadeguato ancorché in riduzione e una dotazione di edifici scolastici prevalentemente insicuri e ben lontani da quell’idea di “belle scuole” che avrebbe dovuto caratterizzare gli ambienti di apprendimento. Eppure sappiamo quanto l’ambiente pulito, curato, bello a vedersi contribuisca ad una sua migliore fruizione e predisponga a modificare i comportamenti anche i più ostinati.

Ma non è solo questo il punto. Il punto vero è: bene, adesso sappiamo! Perciò, cosa facciamo? Come interveniamo e dove con maggiore intenzionalità? Chiediamoci di chi sono le responsabilità, che non possono ricadere sugli alunni, ultimo anello di una catena che ha il suo inizio da un’altra parte.

Un’affermazione ricorrente quanto superficiale, tra le tante espresse e lette, mi lascia molto perplesso e non mi sta bene. Si dice: gli studenti italiani “ottengono un punteggio di 476, inferiore alla media OCSE (487), collocandosi tra il 23° e il 29° posto”; affermazione che non mi sta bene perché non sono loro, gli studenti, a classificarsi in una posizione di classifica inopportuna, ma la scuola italiana. Non possiamo dire che uno studente su 4 non raggiunge il livello base di competenza in matematica o che 19 studenti su 20 sono analfabeti funzionali o, per contro, che solo uno studente su 20 padroneggia compiti di lettura complessi distinguendo tra fatti e opinioni quando leggono un argomento non familiare. Quando si parla di valori medi, di statistica, viene in mente Trilussa con la storia del pollo:

“Me spiego: da li conti che se fanno

 secondo le statistiche d’adesso

risurta che te tocca un pollo all’anno:

e, se nun entra ne le spese tue,

t’entra ne la statistica lo stesso

perché c’è un antro che ne magna due”.

 

I dati occorre saperli leggere, interpretare ed analizzare, per ricercare le responsabilità del sistema più che non quelle degli studenti o, anche, degli insegnanti. Responsabilità che, in primo luogo, ricadono sulla politica, che spesso rivela un analfabetismo culturale ed emotivo ancora più preoccupante di quello che si attribuisce agli studenti. Ripariamo la scuola e curiamo gli edifici, curiamo la formazione permanente e “obbligatoria” degli insegnanti e consentiamo la liberazione della didattica dal modello trasmissivo e prevalentemente nozionistico, ma liberiamo anche i dirigenti scolastici dai funambolismi burocratici e dall’ostinazione, imposta, dell’ubiquità (quante sono le situazioni di spartizione dei dirigenti su più e più sedi?) consentendo loro di recuperare la loro vera funzione di leader educativi, liberi da responsabilità - vedasi sicurezza - che non competono loro e che alimentano quella irrequietezza esistenziale che certamente non giova alla serenità del loro impegno. Con urgenza occorre ripensare alla scuola primaria, fondamento ineludibile di tutto quel che gli studenti faranno in seguito. Gli insegnanti non siano così zelanti a seguire i programmi facendoseli dettare dai libri, talmente di fretta, ormai, che i bambini non hanno tempo di assimilare ed elaborare le informazioni, di acquisire con sicurezza le procedure. Non si trascuri il collegamento tra la mano, il cervello e la mente, vie obbligate per gli apprendimenti. La capacità di comprendere testi complessi si avvia fin dalla classe prima, a patto che si tenga conto di seguire una didattica che si basi sulla riflessione, sull’esercizio ripetuto, sulla lettura e sull’analisi di testi e dati. Non col ritmo e con l’intensità pretesi dai libri ma rispettando il ritmo e le inclinazioni dei bambini nonché il buonsenso pedagogico e didattico dell’insegnante attento.

Sarebbe facile, a questo punto, agganciare considerazioni anche sulle prove Invalsi, ma è meglio soprassedere. Rilevo solo che si stanno trasformando in una sorta di competizione tra le scuole, con insegnanti che le vivono come banco di prova per loro e mi chiedo: era questo il senso?

Intanto ricordiamo quanto dichiarato dallo stesso Ministro Fioramonti poche settimana fa: “Serve una scuola di qualità che torni a garantire l’ascensore sociale, dal Nord al Sud, e non un ammortizzatore sociale. Da 20 anni sulla scuola italiana non si investe più. (…) Difendo il principio di valutazione delle prove Invalsi, ma devono essere oggettive. Per questo ho deciso di farli anche io, per verificare se è vero ciò che viene detto per quanto riguarda, ad esempio, le domande trabocchetto che misurano solo un’attenzione e non il grado di apprendimento in modo chiaro e lineare. E poi non dovranno essere invasivi. Gli studenti non devono studiare solo per superare il test, ecco l’obiettivo”.

Permangono intatti i miei dubbi sulla oggettività delle prove e su quanto sia corretto proporre modalità di rilevazione degli apprendimenti sulla base di criteri e sequenze ideologiche estranee alle singole realtà sulle quali si riversano. Si possono osservare ed esaminare con obiettività i bambini della scuola primaria?

La questione è, comunque, più ampia e complessa di quanto appare, perché coinvolge ed incide sul profilo pedagogico e didattico del sistema d’istruzione e del senso stesso del fare scuola.

L’apertura di questo numero di Dirigere vede il contributo di Michela Lellasu un evento che, in questo periodo dell’anno scolastico, vede fortemente impegnate le scuole, intente ad offrire la migliore immagine di sé: “L’open day a scuola è solo un’operazione di marketing?”. Nella disamina del fenomeno si dà conto del ruolo che ha avuto l’autonomia scolastica nell’adesione delle scuole alle logiche di mercato al fine di garantirsi la sopravvivenza. Andare oltre il marketing è un imperativo a cui bisogna prestare più attenzione.

Stefano Stefanel, a seguire, dà rilievo a “Il problema dello staff dirigenziale”, quella componente di docenti che affianca il dirigente scolastico nella gestione della scuola. La trattazione descrive le diverse modalità operative con cui lo staff viene definito per suggerire lo spostamento di una idea di staff tutto orientato verso l’amministrazione, in favore di un’idea di staff orientato verso la costruzione di un organigramma di scuola in cui dirigente e collegio docenti convergono verso figure di sistema, di gestione e di coordinamento riconducibili a pratiche didattiche ed educative.

In “Istruzione e formazione professionale alla ricerca di una prospettiva unitaria per la persona e il lavoro” Gian Carlo Sacchifa il punto sulla unificazione del sistema scolastico e formativo come disposto dalla riforma del titolo quinto della Costituzione e mai del tutto realizzata. Il contributo ripercorre le tappe di avvicinamento dei due sistemi e rileva gli spazi per una riedificazione dell’intesa, da parte di Stato e Regioni, funzionale ad una formazione per il lavoro che corrisponda alle esigenze dei territori a sostegno delle aziende e che offra ai giovani una qualificata formazione in vista della loro occupazione.

Ivana Summain questo articolo“L’attività di gestione del dirigente scolastico: una “mappa in 40 schede” per passare da un modello burocratico ad un modello professionale del servizio educativo”, commenta il contenuto di un testo edito da Euroedizioni per supportare l’attività dirigenziale del dirigente scolastico. Il problema centrale di un istituto scolastico è quello di funzionare al meglio delle proprie possibilità tutti i giorni, sostiene l’autrice. Ma una volta raggiunto un certo standard di funzionamento, il lavoro non è finito, perché da quel momento in poi non si tratta soltanto di mantenere l’equilibrio raggiunto limitandosi a gestire la quotidianità, prevenendo gli inevitabili incidenti di percorso o correggendo eventuali errori.

Prende spunto da uno studio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA) il contributo di Anna Armonecentrato su“I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali delle persone di minore età, in particolare bella tranche 0-6”. L’AGIA ha deciso di circoscrivere, al momento, il tema dei LEP alla fascia di età 0-6 anni, in quanto universalmente riconosciuta come quella in cui investire per avere migliori risultati in ordine alla promozione del benessere, alle prestazioni scolastiche e in generale agli esiti nel corso della vita, nonché per ridurre diseguaglianze, disagi e maltrattamenti. Un livello essenziale particolarmente preso in considerazione è il diritto, per ogni bambino che frequenta la scuola dell’infanzia, di accedere a un servizio mensa in quanto servizio essenziale e non più un servizio a domanda individuale.

In “Governare i processi formativi: inclusione e qualità dell’offerta formativa”, Viviana Rossiillustra la pregevole iniziativa che l’AID, “Associazione italiana Dislessia”, ha riservato ai dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado con l’attivazione di una piattaforma digitale, gratuita, della durata di 40 ore. La scelta di rivolgersi ai dirigenti scolastici consegue alla considerazione dell’importanza del suo ruolo, che si espleta anche nella promozione di interventi indirizzati ad assicurare il diritto di apprendimento di tutti gli studenti.

In questo preciso momento dell’anno scolastico, che vede scuole e famiglie impegnate nelle preiscrizioni, assume rilievo il contributo di Daniele Scarampi, che tratta de “Il valore del diverso e la percezione dell’inclusione scolastica nella recente evoluzione normativa”, quale suggestione importante per i docenti, da un lato tesa a rammentare i fondamenti legislativi che affermano il diritto dei soggetti ritenuti più fragili ad esserci come tutti gli altri e dall’altro volta a sospingere gli insegnanti ad ampliare la loro professionalità e le loro competenze psicopedagogiche e didattiche per comprendere e curare l’effettiva inclusione di tutti gli allievi.

Sul rapporto OCSE PISA si sofferma Ilaria Virciglio, colpita dal rilievo che i mezzi d’informazione hanno dato ai quindicenni italiani evidenziati come, mediamente, non in grado di distinguere in un testo le opinioni dai dati oggettivi, quindi privi di competenza testuale. In “La scuola tra scandalo e paradosso”, Virciglio chiama in causa lo scarso amore per la lettura, complice, spesso, un ambiente familiare altrettanto distratto e uno scenario sociale anch’esso poco incline. La scuola, quindi, non può essere messa in discussione, non altrettanto si può del fuori scuola.

Silvestro Pezzuto, nel suo pezzo dal titolo “Licenziamento disciplinare per false attestazioni presenze (“furbetti cartellino”)” ritorna su un argomento di scottante attualità fornendo una chiave di lettura più completa delle nuove norme introdotte per combattere l’assenteismo dei dipendenti pubblici. Nell’ordinamento disciplinare dei dipendenti pubblici sono presenti alcune norme che sono espressione di accadimenti o particolari eventi che hanno avuto una forte rilevanza mediatica e indignato i cittadini onesti, colpiti da immagini deplorevoli di impiegati pubblici autori di false attestazioni di presenze in ufficio o di altre attività fraudolente.

Infine, Andrea Leonzio, nel suo pezzo“Le novità del decreto scuola” ci offre una panoramica delle principali novità introdotte per la scuola con questo tormentato decreto l’ultimo dell’era del Ministro Fioramonti. Il Parlamento ha approvato con la legge di conversione del 20 dicembre 2019 n. 159, il decreto scuola del 19 ottobre 2019 n. 126 contenete misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2019.

Per “Salute e sicurezza nella scuola”, Antonietta Di Martinopropone il terzo inserto, nel quale ci si sofferma sui concetti chiave di prevenzione, protezione, promozione.

Per i Casi della Scuola, Antonio Di Lellosi occupa di “Incompetenza del Dirigente Scolastico a irrogare la sanzione disciplinare” riprendendo il caso di una docente sanzionata dal Dirigente scolastico con la Sanzione disciplinare di sospensione di giorni 1 dal servizio e dalla retribuzione, per violazione dell’art. 494, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 “atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione o per gravi negligenze in servizio”.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo “Come vive se stesso chi oggi si trova a guidare l’impresa sociale più delicata e sensibile al mondo?”, intendendo riflettere sulla variegata natura professionale dei capi d’istituto, sia essi chiamati ‘headschool’, ‘director’, ‘principal’, ‘preside’ o‘rektor’, comunque un’eccellenza che in ogni scuola d’Europa cerca di custodire al meglio ogni nostro possibile futuro.

Per la rubrica giurisprudenza scolastica, Silvia Renzulli nel suo pezzo “Le novità del garante sulla privacy a scuola”, fa il punto sull’ultimo provvedimento adottato dal Garante per la privacy a proposito dei trattamenti dei dati effettuati dalle scuole. Uso degli smartphone da regolamentare scuola per scuola; sì alla registrazione delle lezioni, ma diffusione su Internet solo previo consenso; sì alla pubblicazione dei tabelloni degli scrutini.

Per Psicologia della Gestione,Vittorio Venutiriflette, in “Insegnamento e apprendimento prevedono un incontro con l’Altro”, sulla necessità che l’alunno venga riconosciuto come l’Altro, quindi portatore di cultura che deve essere considerata opportunamente. Non si può incidere sull’Altro se non gli si conferisce fisicità e se non se ne riconoscono le peculiarità, ovvero i versanti e le dimensioni affettive, cognitive, sociali che lo determinano, se non si comprende e si accoglie la cultura che lo caratterizza, che lo fa muovere, che lo alimenta e lo induce a pensare e a comportarsi come pensa e come agisce, se non lo si vede come esito di diverse linee evolutive e di una molteplicità di esperienze a noi ignote. X

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI PER LA PROVA ORALE

Il bando di concorso  all'art. 14 recita: "La  prova  orale,   volta   a   accertare   la   preparazione professionale del candidato, consiste in:  a. un colloquio sulle materie d'esame di cui all'Allegato B del decreto ministeriale, che accerta la preparazione  professionale  del candidato sulle medesime e  sulla  capacità  di  risolvere  un  caso riguardante la funzione di DSGA;      

Nella prova orale della durata massima di 30 minuti, vi faranno:

-  una domanda di carattere generale, cioè un quesito sulle materie di esame

- secondo, vi proporranno un caso a cui dovete fornire la risposta pratica operativa.

Dunque per risolvere un caso che riveli le  capacità di esercitare, interpretando la funzione direttiva del direttore sga, bisogna situarsi da subito in questa direzione, focalizzandosi proprio sui vari aspetti che la descrivono nelle norme di riferimento. E' un modo per esercitarsi con i casi forniti, muovendovi tra i vari ambiti utilizzando le conoscenze di base che trovate:

Oltre 2500 test a risposta multipla su tutte le materie del concorso SOLO 30,00 euro

Tutti i test vengono offerti anche on line sulla domande più ricorrenti con risposte commentate per consentire l’autoapprendimento e la simulazione delle prove.

Grazie al simulatore Test online  sarà possibile esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.

Il Ministro Lorenzo Fioramonti, e l’Amministratore Delegato di TIM, Luigi Gubitosi, hanno firmato un protocollo d’intesa triennale finalizzato ad accelerare il processo di trasformazione digitale delle scuole italiane di ogni ordine e grado, puntando a elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici, attraverso l’innovazione didattica e l’integrazione delle nuove tecnologie nei processi di apprendimento.

L’accordo permetterà di realizzare azioni per portare nelle scuole e negli ambienti di apprendimento l’accesso alla rete internet, individuando casi pilota in tutta Italia anche in aree disagiate o caratterizzate da alta dispersione scolastica. Saranno inoltre attivate iniziative di formazione del personale docente e degli studenti volte a favorire lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole, per ispirare i ragazzi nella scelta di percorsi formativi e professionali nel campo delle discipline STEM.

Si svilupperanno in tal modo azioni di “digitaleducation” di base con l’indicazione degli strumenti idonei ad agevolare la scoperta di approcci evoluti al digitale, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come il cloud e la realtà aumentata al servizio dell’istruzione. I progetti realizzati arricchiranno il curriculum attraverso percorsi di formazione e orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro.

 

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