Ultime notizie

Il Ministero con la Nota n.562 del 28 marzo 2020 ha nuovamente prorogato i termini per la predisposizione e approvazione del conto consuntivo 2019-

La nuova tempisticacausa l'emergenza coronavirus, è la seguente:

entro il 15 maggiodell’esercizio finanziario successivo a quello cui si riferisce, il    DSGA predispone il conto consuntivo;

entro la stessa data del 15 maggio, il DS sottopone il conto consuntivo, corredato da relativa relazione illustrativa, all’esame dei revisori dei conti per l’acquisizione del parere di regolarità contabile;

entro il 15 giugno i revisoriesprimono il proprio parere con apposita relazione, da allegarsi al conto consuntivo al momento della trasmissione dello stesso al Consiglio d’istituto per l’approvazione;

entro il 30 giugnodell’esercizio successivo a quello cui si riferisce, il Consiglio d’istituto approva il conto consuntivo.

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti -  La scuola c’è!

Paolo Pieri - Sicurezza nelle scuole: il lavoro agile ai tempi del Coronavirus

Filippo Sturaro - Il periodo di formazione e di prova dei Dirigenti Scolastici neoassunti

Le sanzioni disciplinari irrogabili dal Dirigente scolastico

Francesco G. Nuzzaci

Gruppo MateMattei - Liceo Matematico: Una scommessa di futuro

Maria Torelli - Making Learning and Thinking Visible: il pensiero e l’apprendimento diventano visibili

Daniele Scarampi - Verso una “cultura della sicurezza” nella scuola: risultati raggiunti e obiettivi da perseguire

Filippo Cancellieri - Telecamere in aula

Antonietta Di Martino - Inserto sicurezza:Il D.Lgs. 81/08 struttura e contenuti

Gianni Balduzzi - Giuseppe Lombardo Radice

Viviana Rossi - Ausili didattici, ma anche ICF e Vygotskij al Seminario MIUR di gennaio

 

Rubriche

I CASI DELLA SCUOLA A cura di ... Antonio Di Lello

Docente di altra scuola designato RSPP

 

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

‘Wellbeing’ come ‘benessere’ a proposito di giovani e di scuola. Cioè...?

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Al tempo del Coronavirus, più continuità educativa che didattica a distanza


 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Stefano Callà - Sintesi delle misure adottate dal Governo per le Istituzioni scolastiche

Angelo Muratore - Il lavoro agile anche per i dipendenti della scuola

Emanuela Piazzalunga - Copertura assicurativa in caso di lavoro agile

Valentino Donà - Polizze assicurative in relazione al rimborso dei Viaggi di Istruzione

Antonio Sapiente - Indicazioni per la didattica a distanza

Salvatore Pecorella - Istruzioni operative per il personale ata

Antonella Pace - Prime indicazioni operative sulla didattica a distanza

Silvia Renzulli - Le prime misure sanitarie ed economiche per affrontare l’emergenza Coronavirus.

DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 “CURA ITALIA”

Salvatore Argenta - Congedo speciale e bonus baby sitting

Salvatore Argenta - Proroga delle supplenze brevi dei docenti e rientro del titolare

 

NORMATIVA

Nota MIUR del 6 marzo 2020 - Prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nelle pubbliche amministrazioni

Nota MIUR prot. n. 279 dell'8 marzo 2020 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020. Istruzioni operative

Nota MIUR prot. n. 5196 dell’ 11 marzo 2020 - Indizione dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA

Nota MIUR prot. n. 7973 del 13 marzo 2020 - Indicazioni operative per l’accreditamento e le modifiche dei corsi di diploma accademico di primo e secondo livello A.A 2020-2021

Nota MIUR prot. n. 391 del 16 marzo 2020

 

Argomenti:

Angelo Muratore - Il Conto Consuntivo 2019

Maria Rosaria Tosiani  - Le novità del decreto “Cura italia”

C. Febbe e A. Orsingher - Quando il dsga diventa un vero leader?

Angelo Muratore - Il lavoro agile anche per i dipendenti della scuola

C. Febbe e A. Orsingher - Lo smart working nella scuola. Una opportunità tutta da costruire

Luciana Petrucci Ciaschini - La ricostruzione della carriera al personale scolastico (Terza parte)

Antonio Di Lello - Periodo di formazione e di prova (Seconda parte)

Carmelo Di Giacomo - Il contenzioso in ambito scolastico (Quarta parte)

 

Notizie:

Le nuove scadenze per la presentazione del modello 730/2020

Agenzia delle entrate: chiarimenti sulle detrazioni affitto studenti fuori sede

Cura Italia: il bonus dipendenti

Monopattini elettrici

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Antonio Di Lello

Apertura locali scolastici nelle feste pasquali

 

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

La carta e il digitale

 

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

La volontà del docente di accettare le ore eccedenti non configura un diritto assoluto in capo al soggetto interessato

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA... a cura di Vittorio Venuti

Come affrontare lo stress da Coronavirus

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Editoriale di Vittorio Venuti

DIRIGERE LA SCUOLA n.4/2020

La scuola c’è!Il Coronavirus ci ha preso in ostaggio e assediato costringendoci a scoprire le nostre fragilità come singoli individui, come sistema sociale, come sistema ecologico e come sistema politico ed economico globalizzato. Intere popolazioni di tutti i continenti rinserrate in casa con la distanza minima di un metro a regolare i rapporti, le transazioni, la vita di relazione. Il nemico invisibile si è impossessato della vita di ciascuno di noi, genera morti e ci costringe a misurarci con la costrizione dell’isolamento e della solitudine affettiva, che continuiamo a voler mitigare enfatizzando ulteriormente il virtuale, l’altro grande invisibile che illude il nostro ancestrale desiderio di onnipotenza e di immortalità.

a cura di Valentino Donà

Domanda:

In relazione alla recente pandemia di COVID-19, ci giungono svariate richieste in merito al comportamento che la scuola deve mantenere circa l’operatività delle Polizze assicurative in relazione al rimborso dei Viaggi di Istruzione da parte degli operatori economici interessati (Agenzie di Viaggio, Tour Operator, Vettori Aerei, Marittimi e Terrestri). Cerchiamo nel limite del possibile di dare alcune indicazioni di massima, fermo restando che queste non potranno avere carattere esauriente in quanto gli aggiornamenti normativi e le Linee Guida si susseguono con un ritmo incalzante in relazione all’evolversi del problema.

a cura di  Emanuela Piazzalunga

Domanda:

In occasione della recente pandemia di COVID-19, giunge alla segreteria dell’Istituto, la richiesta da parte di un’assistente amministrativa di poter effettuare la propria prestazione lavorativa in forma “agile” presso il proprio domicilio ai sensi della direttiva n. 1/2020 della Funzione Pubblica, della Circolare Prot. 4317 del 4.3.2020 dell’USR Lombardia e della Circolare Prot. 278 del 6.3.2020 del Ministero dell’Istruzione.

La polizza assicurativa integrativa stipulata dall’Istituto copre i casi di infortunio del personale amministrativo qualora venga concessa la possibilità del telelavoro indicata dalle direttive di riferimento?

INDICAZIONI OPERATIVE PER IL PERSONALE SCOLASTICO

Per il personale fuori dalle sedi di servizio di tutto il territorio nazionale sono comunque autorizzati gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative.  Recarsi sul posto di lavoro costituisce esigenza di servizio, da comprovarsi anche con una semplice dichiarazione resa in caso di controllo. Tuttavia occorre rispettare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa prescritte dal MIUR nelle note dell’8 marzo 2020 e del 6 marzo 2020.

Al momento in cui si scrive  il Governo è chiamato, quasi quotidianamente, ad  adottare misure tese ad arginare la diffusione del COVID-19 e fronteggiare, o quantomeno tentar di mitigare, le infauste previsioni sulla salute pubblica, sull’occupazione e sull’economia dei prossimi mesi. Nell’ambito di tali misure – che hanno nel D.P.C.M. 8 marzo 2020 la loro matrice  – non sono mancate anche quelle indirizzate alle Pubbliche Amministrazioni nella loro veste di datrici di lavoro.

L'emergenza, ormai planetaria, che stiamo vivendo, al di là della gravità con cui si rappresenta, richiede che, con urgenza, si attivi quel senso di corresponsabilità ecologica, etica e sociale che deve, naturalmente e sempre,tracciare il percorso dell'umanità consapevole e solidale.
Affermiamo spesso che il futuro abita la scuola, siede sui suoi banchi ogni giorno perché il futuro è adesso.

Le vicende di questi giorni insistono proprio su questo richiamo e sollecitano che si rinsaldi il legame tra scuola e allievi.
Messi da parte i rimbrotti, a qualunque titolo, verso un sistema politico che negli ultimi anni ha evidenziato attenzioni poco accorte - quando non anche controproducenti - nei suoi confronti, la scuola ha il dovere, "materno" e "paterno", di pensare ai suoi studenti "tutti": dovere materno in quanto ogni studente è figlio a cui offre con insistenza una prospettiva di vita futura, dovere paterno in quanto offre a ciascuno le regole e i contenuti più opportuni per la comprensione del mondo e della propria incompiutezza.
Non importa con quali mezzi tecnologici potrà soddisfare questa "didattica a distanza" di cui si sostiene l'urgenza , quel che conta è soprattutto l'ESSERCI.
La scuola è per e con gli studenti e li raggiunge con qualunque mezzo abbia a disposizione.

La scuola ha una voce che non può tacere, ha una missione che deve essere perseguita nonostante tutto.

La scuola ci tiene ai propri studenti "tutti", perché tutti sono il suo corpo e rappresentano la sua anima.

I Dirigenti Scolastici, i DSGA, gli insegnanti e il personale ATA non possono che essere in prima linea. Ad essi va riconosciuto che stanno operando al meglio. 

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Ma soffermiamoci sulle emergenze perché, se sono tali da alcuni decenni, forse non lo sono più ed anzi rappresentano gli indicatori di problemi di natura strutturale che, tuttavia, sono straordinariamente utili per distogliere l’attenzione generale - lo “sguardo pubblico”,ovvero sociale e politico - sull’unico grande problema/tema della scuola italiana: l’inefficacia del nostro sistema scolastico in termini risultati di istruzione e formazione, sia in valori assoluti che nelle comparazioni internazionali. Infatti, il dibattito autunnale sulla scuola, coincidente con l’avvio dell’anno scolastico, dovrebbe riprendere con urgenza i temi e i problemi emersi a chiusura dell’anno scolastico appena passato e che ha visto accesi quanto stagionali interventi su due indicatori dello stato di salute del nostro sistema scolastico: i dati INVALSI e le prove d’esame conclusive della scuola secondaria di 2° grado, altrimenti conosciuti come esami di maturità.

I dati INVALSI, infatti, proprio nei primi giorni di settembre, sono stati restituiti alle scuole che li possono consultare nell’area riservata di pertinenza. Essi rappresentanouna solida panoramica sia globale sia dettagliata di ogni scuola. Da qui ogni singola scuola dovrebbe avviare un’analisi in grado di suggerire percorsi di ricerca, sperimentazione e sviluppo per realizzare quel miglioramento richiesto dalle norme e purtroppo poco praticato. Analizzando questi dati ogni istituto scolastico è in grado di individuare punti di forza e aspetti da migliorare attraverso i quali promuovere l’efficacia dell’azione educativa e la qualità degli apprendimenti, anche confrontando i propri risultati con le medie nazionali, regionali e della macroarea geografica e indagando sulle variabili di contesto che sono correlabili con gli esiti di apprendimento. Dunque, le scuole - i dirigenti scolastici, lo staff di direzione e il collegio dei docenti - dovrebbero avviare la progettazione educativa e didattica del curricolo d’istituto a partire da una accurata riflessione. Tuttavia sappiamo che le scuole, distratte da altre incombenze di tipo amministrativo, per quanto riguarda il curricolo d’istituto continuano a procedere con le precedenti pratiche didattiche (lezioni, studio sui libri di testo a casa, interrogazioni e verifiche in classe), salvo realizzare in modo aggiuntivo progetti di vario genere e di non verificata efficacia.

Per quanto riguarda l’esame di stato conclusivo del ciclo secondario, è necessario che i singoli istituti analizzino Indicazioni Nazionali e Linee Guida di riferimento per individuare i nuclei tematici di ciascuna disciplina, gli apprendimenti da promuovere e le modalità di verifica ad essi correlati. Insomma - anche se l’esame sarà ancora modificato perché come è facile immaginare, anche il nuovo ministro vorrà dire la sua - gli istituti superiori, comunque, dovranno fare i conti con le competenze in uscita, fin dal primo anno del quinquennio! Se non si procede in questo modo fin da subito riprogettando i curricoli, le scuole continueranno ad attendere le nuove norme, per poi sintonizzarsi alle nuove modalità, fra mille proteste amplificate dai media, sul nuovo esame finale.

In questo modo tutto resta come prima, perché il modo di insegnare e quello di apprendere restano i medesimi. La scuola continuerà a funzionare secondo la modalità dell’eterna attesa, mirabilmente rappresentata dall’opera di Samuel Becket “Aspettando Godot”, dramma che occupa un posto di rilievo nel cosiddetto “teatro dell’assurdo”.Gli esperti di scuola, o sedicenti tali, propongono riforme epocali di vario genere (molto gettonata quella intitolata “Ritorno al passato”!), mentre le scuole resteranno sempre in attesa di decreti e di circolari. L’attesa distrugge il presente e il futuro, cristallizzando ciò che si fa, agganciandolo al passato e al futuro. C’è speranza?

 

Una rivista rinnovata

Dopo due annate, proprio partendo da considerazioni simili a quelle finora esposte, abbiamo deciso - fermo restando la denominazione della testata - di fare un salto di qualità, in verità un po’ ambizioso, in quanto la rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo. Come persone di scuola siamo convinte che sia necessario attivare ed accompagnare lo sforzo progettuale delle scuole che, a forza di continui input ministeriali, rischiano di perdere il senso stesso del loro agire, burocratizzandosi al solo scopo di rispondere (beninteso, soprattutto sul piano formale!) alle richieste del RAV, del SNV, PTOF PON, ecc. Dare senso progettuale a tutte queste azioni, che impegnano le scuole nella loro elaborazione, è urgente, altrimenti tutte le innovazioni metodologiche, didattiche e valutative sono destinate ad essere assimilate alle precedenti pratiche. Si veda, in tal senso, l’esame di stato del 2° ciclo che, di fatti, non riesce a certificare competenze.

Eppure, con l’autonomia, le scuole dovrebbero funzionare come un sistema organizzato per migliorare continuamente e gli insegnanti dovrebbero riconoscersi e ad agire dentro la progettualità della scuola, descritta nel PTOF. Peraltro, questa gestione unitaria dell’insegnamento è affidata ai dirigenti scolastici e materialmente a quegli insegnanti che, come figure intermedie, presidiano l’organizzazione della didattica. Essi, senza dubbio, rappresentano il target di riferimento per la rivista perché concretamente si fanno carico, sia pure in modi diversi da scuola a scuola, di attivare i cambiamenti che entrano nel cuore della didattica.

Riteniamo che la nuova identità della rivista sia ben rappresentata fin da questo numero che è il primo di una scansione bimestrale, scelta anche per dare più tempo alle scuole di utilizzare la rivista anche diffondendola innanzitutto all’interno della propria scuola.

Vi invitiamo a leggere con attenzione tutti i contributi, cominciando proprio da quelle che riteniamo molto attuali e degni di riflessione. L’intervista al dott. Paolo Mazzoli, direttore dell’INVALSI, è rivolta alle scuole che, dai dati delle prove, debbono trarre la spinta per migliorare. Ma anche il contributo di Cristina Bonagliava in questa direzione, forte della propria esperienza di dirigente scolastica che ha praticato il miglioramento e delle esperienze di valutazione che continua a fare nelle scuole visitate.

Oltre a riflettere sull’attuale ordinamento della scuola di base con Gabriele Benassie sulla professionalità docente con Paolo Calidoni, gli altri contributi si inscrivono soprattutto nel filone dell’acquisizione delle competenze richieste sia normativamente - Indicazioni Nazionali e Linee Guida, certificazione di competenze scandita dai cicli dei diversi gradi di scuola - sia dal mondo del lavoro e dalla società in generale.

In questa prospettiva citiamo soprattutto i contributi inseriti nel settore che abbiamo denominato “Il curricolo per competenze: progettazione, didattica, valutazione” e nel quale riportiamo attività realizzate da insegnanti che lavorano proprio in questa direzione.

Infine, ci sono le Rubricheche vogliono davvero dare un supporto alle scuole: per non rinunciare al cambiamento (Scuole che innovano); per utilizzare le norme per dare legittimità alle attività delle scuole (Il dirigente e il suo staff, tra norma ed organizzazione); per mettere in campo la progettualità (Un curricolo per l’arte, la musica, il cinema, il teatro, la letteratura); per far crescere la professionalità di tutti gli operatori attraverso la lettura delle novità che troviamo nelle librerie, perché senza cultura non c’è speranza di migliorare il nostro sistema scolastico.X

 

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