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Il consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere sostanzialmente negativo sullo schema di decreto relativo alla “Procedura straordinaria per esami finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune”.

Pur ritenendo che l’oggetto del parere sia solo relativo alla procedura finalizzata all’abilitazione, il CSPI rileva che comunque ci sia una stretta connessione con le altre due procedure relative a quella ordinaria e a quella straordinaria per l’immissione in ruolo, essendo tutte e tre le procedure non esenti da limiti e criticiti

Nello specifico si rilevano le seguenti criticità:

- “L’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza il possesso del titolo specifico, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie disciplinari relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con lenorme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali (D.L. del 12/7/2018, n. 87 convertito in legge, 9/8/2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento. Opera quindi anche in ambito disciplinare, di supporto all’intera classe, senza assumere una connotazione medicoinfermieristica.

Tali previsioni normative hanno garantito per più anni la funzionalità del sistema scolastico in un ambito particolarmente delicato. Per questi motivi si auspica una conseguente rilettura della legge.

-  l’acquisizione di un punteggio minimo di sette decimi o equivalenti ai fini del superamento della prova scritta. Soglia che risulta particolarmente elevata considerato che la finalità di questa procedura straordinaria è quella di accertare un livello di preparazione idoneo, acquisito attraverso l’esperienza professionale maturata. Øla difficoltà oggettiva della prova concorsuale stante la vastità delle tematiche e dei contenuti proposti che non sembrano congruenti con una procedura straordinaria e soprattutto difficilmente valutabili con una prova computer based.

- A questi elementi di criticità se ne aggiungono purtroppo altri e ben più sostanziali, conseguenti alla drammatica situazione che sta attraversando il Paese per effetto dell’epidemia da “Covid-19”.

IL CPI pertanto “auspica fortemente una riflessione da parte del Ministero in merito alla possibilità di assumere procedure concorsuali le più semplificate possibili, che tengano conto essenzialmente del periodo di servizio già prestato e delle esperienze culturali e professionali possedute dai docenti”.

In ordine alla situazione emergenziale per il Coronavirus, secondo il CSPI “Lo stato di emergenza dichiarato consente, nel rispetto dei principi generalidell’ordinamento giuridico, di individuare appropriati provvedimenti che permettano l’immediata funzionalità di tutte le scuole del Paese a partire dal 1° settembre 2020, assicurando in ogni classe la presenza di personale stabile, motivato e formato professionalmente, e rendendoeffettivo a tutti gli studenti ed alunni il diritto costituzionale all’istruzione”.

Il Ministero con la Nota n.562 del 28 marzo 2020 ha nuovamente prorogato i termini per la predisposizione e approvazione del conto consuntivo 2019-

La nuova tempisticacausa l'emergenza coronavirus, è la seguente:

entro il 15 maggiodell’esercizio finanziario successivo a quello cui si riferisce, il    DSGA predispone il conto consuntivo;

entro la stessa data del 15 maggio, il DS sottopone il conto consuntivo, corredato da relativa relazione illustrativa, all’esame dei revisori dei conti per l’acquisizione del parere di regolarità contabile;

entro il 15 giugno i revisoriesprimono il proprio parere con apposita relazione, da allegarsi al conto consuntivo al momento della trasmissione dello stesso al Consiglio d’istituto per l’approvazione;

entro il 30 giugnodell’esercizio successivo a quello cui si riferisce, il Consiglio d’istituto approva il conto consuntivo.

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti -  La scuola c’è!

Paolo Pieri - Sicurezza nelle scuole: il lavoro agile ai tempi del Coronavirus

Filippo Sturaro - Il periodo di formazione e di prova dei Dirigenti Scolastici neoassunti

Le sanzioni disciplinari irrogabili dal Dirigente scolastico

Francesco G. Nuzzaci

Gruppo MateMattei - Liceo Matematico: Una scommessa di futuro

Maria Torelli - Making Learning and Thinking Visible: il pensiero e l’apprendimento diventano visibili

Daniele Scarampi - Verso una “cultura della sicurezza” nella scuola: risultati raggiunti e obiettivi da perseguire

Filippo Cancellieri - Telecamere in aula

Antonietta Di Martino - Inserto sicurezza:Il D.Lgs. 81/08 struttura e contenuti

Gianni Balduzzi - Giuseppe Lombardo Radice

Viviana Rossi - Ausili didattici, ma anche ICF e Vygotskij al Seminario MIUR di gennaio

 

Rubriche

I CASI DELLA SCUOLA A cura di ... Antonio Di Lello

Docente di altra scuola designato RSPP

 

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro

‘Wellbeing’ come ‘benessere’ a proposito di giovani e di scuola. Cioè...?

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti

Al tempo del Coronavirus, più continuità educativa che didattica a distanza


 

Rivista on line delle istituzioni scolastiche

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Stefano Callà - Sintesi delle misure adottate dal Governo per le Istituzioni scolastiche

Angelo Muratore - Il lavoro agile anche per i dipendenti della scuola

Emanuela Piazzalunga - Copertura assicurativa in caso di lavoro agile

Valentino Donà - Polizze assicurative in relazione al rimborso dei Viaggi di Istruzione

Antonio Sapiente - Indicazioni per la didattica a distanza

Salvatore Pecorella - Istruzioni operative per il personale ata

Antonella Pace - Prime indicazioni operative sulla didattica a distanza

Silvia Renzulli - Le prime misure sanitarie ed economiche per affrontare l’emergenza Coronavirus.

DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 “CURA ITALIA”

Salvatore Argenta - Congedo speciale e bonus baby sitting

Salvatore Argenta - Proroga delle supplenze brevi dei docenti e rientro del titolare

 

NORMATIVA

Nota MIUR del 6 marzo 2020 - Prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nelle pubbliche amministrazioni

Nota MIUR prot. n. 279 dell'8 marzo 2020 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020. Istruzioni operative

Nota MIUR prot. n. 5196 dell’ 11 marzo 2020 - Indizione dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA

Nota MIUR prot. n. 7973 del 13 marzo 2020 - Indicazioni operative per l’accreditamento e le modifiche dei corsi di diploma accademico di primo e secondo livello A.A 2020-2021

Nota MIUR prot. n. 391 del 16 marzo 2020

 

Argomenti:

Angelo Muratore - Il Conto Consuntivo 2019

Maria Rosaria Tosiani  - Le novità del decreto “Cura italia”

C. Febbe e A. Orsingher - Quando il dsga diventa un vero leader?

Angelo Muratore - Il lavoro agile anche per i dipendenti della scuola

C. Febbe e A. Orsingher - Lo smart working nella scuola. Una opportunità tutta da costruire

Luciana Petrucci Ciaschini - La ricostruzione della carriera al personale scolastico (Terza parte)

Antonio Di Lello - Periodo di formazione e di prova (Seconda parte)

Carmelo Di Giacomo - Il contenzioso in ambito scolastico (Quarta parte)

 

Notizie:

Le nuove scadenze per la presentazione del modello 730/2020

Agenzia delle entrate: chiarimenti sulle detrazioni affitto studenti fuori sede

Cura Italia: il bonus dipendenti

Monopattini elettrici

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Antonio Di Lello

Apertura locali scolastici nelle feste pasquali

 

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

La carta e il digitale

 

PAROLE CHIAVE... a cura di Stefano Callà

La volontà del docente di accettare le ore eccedenti non configura un diritto assoluto in capo al soggetto interessato

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA... a cura di Vittorio Venuti

Come affrontare lo stress da Coronavirus

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Editoriale di Vittorio Venuti

DIRIGERE LA SCUOLA n.4/2020

La scuola c’è!Il Coronavirus ci ha preso in ostaggio e assediato costringendoci a scoprire le nostre fragilità come singoli individui, come sistema sociale, come sistema ecologico e come sistema politico ed economico globalizzato. Intere popolazioni di tutti i continenti rinserrate in casa con la distanza minima di un metro a regolare i rapporti, le transazioni, la vita di relazione. Il nemico invisibile si è impossessato della vita di ciascuno di noi, genera morti e ci costringe a misurarci con la costrizione dell’isolamento e della solitudine affettiva, che continuiamo a voler mitigare enfatizzando ulteriormente il virtuale, l’altro grande invisibile che illude il nostro ancestrale desiderio di onnipotenza e di immortalità.

a cura di Valentino Donà

Domanda:

In relazione alla recente pandemia di COVID-19, ci giungono svariate richieste in merito al comportamento che la scuola deve mantenere circa l’operatività delle Polizze assicurative in relazione al rimborso dei Viaggi di Istruzione da parte degli operatori economici interessati (Agenzie di Viaggio, Tour Operator, Vettori Aerei, Marittimi e Terrestri). Cerchiamo nel limite del possibile di dare alcune indicazioni di massima, fermo restando che queste non potranno avere carattere esauriente in quanto gli aggiornamenti normativi e le Linee Guida si susseguono con un ritmo incalzante in relazione all’evolversi del problema.

a cura di  Emanuela Piazzalunga

Domanda:

In occasione della recente pandemia di COVID-19, giunge alla segreteria dell’Istituto, la richiesta da parte di un’assistente amministrativa di poter effettuare la propria prestazione lavorativa in forma “agile” presso il proprio domicilio ai sensi della direttiva n. 1/2020 della Funzione Pubblica, della Circolare Prot. 4317 del 4.3.2020 dell’USR Lombardia e della Circolare Prot. 278 del 6.3.2020 del Ministero dell’Istruzione.

La polizza assicurativa integrativa stipulata dall’Istituto copre i casi di infortunio del personale amministrativo qualora venga concessa la possibilità del telelavoro indicata dalle direttive di riferimento?

INDICAZIONI OPERATIVE PER IL PERSONALE SCOLASTICO

Per il personale fuori dalle sedi di servizio di tutto il territorio nazionale sono comunque autorizzati gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative.  Recarsi sul posto di lavoro costituisce esigenza di servizio, da comprovarsi anche con una semplice dichiarazione resa in caso di controllo. Tuttavia occorre rispettare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa prescritte dal MIUR nelle note dell’8 marzo 2020 e del 6 marzo 2020.

Al momento in cui si scrive  il Governo è chiamato, quasi quotidianamente, ad  adottare misure tese ad arginare la diffusione del COVID-19 e fronteggiare, o quantomeno tentar di mitigare, le infauste previsioni sulla salute pubblica, sull’occupazione e sull’economia dei prossimi mesi. Nell’ambito di tali misure – che hanno nel D.P.C.M. 8 marzo 2020 la loro matrice  – non sono mancate anche quelle indirizzate alle Pubbliche Amministrazioni nella loro veste di datrici di lavoro.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2020

Editoriale di Vittorio Venuti - Cambiano i Ministri, ma la scuola appare sempre più in affanno

Ci risiamo: Altro giro, altro vincitore! Al comando del dicastero dell’Istruzione, esito di un fenomeno simile alla partenogenesi, è stata posta Lucia Azzolina, docente di scuola secondaria di secondo grado, idonea a ricoprire il ruolo di Dirigente scolastica, che succede al ministro Fioramonti, dimissionario perché trascurato dalla politica di Governo, nonostante le dimissioni fossero state annunciate già al momento della nomina qualora non si fosse esaudita la richiesta di fondi atti a garantire a Scuola e Università di non scivolare sotto la linea di “galleggiamento”. Il fatto che le dimissioni di Fioramonti non siano state minimamente contestate e che il ricambio si sia realizzato in men che non si dica, senza se e senza ma, ossia senza minimamente riscontrare l’esigenza di maggior considerazione per il funzionamento del MIUR, la dice lunga sulla scarsa considerazione che la politica ha della Scuola, confermando una tendenza in atto già da tempo: si veda il numero ministri che si sono succeduti nel giro di qualche anno senza che alla scuola ne sia derivato alcun vantaggio, anzi… . La scuola scivola, frana, a parole la si pone come polo di attrazione nei proclami politici, poi, di fatto, “fatta fuori”o ancora caricata di altre “sciocchezzuole” educative, mentre avrebbe bisogno di un restauro radicale a partire già dalle fondamenta.

Non sappiamo come la ministra Azzolina affronterà così tanto gravoso impegno e non possiamo non augurarle (ed augurarci) che lo faccia nel miglior modo possibile. Certo, e di sicuro non ci riferiamo solo al MIUR, ancora stupisce - e non dovrebbe, perché la litania è la stessa ormai da tempo! - l’arditezza con cui si nomina un ministro e l’arditezza con cui la nomina viene accettata. Ah, le competenze!? Evidentemente si confida molto sull’apparato che sostiene un ministero, un po’ come succede per la Scuola, che continua a funzionare nonostante tutto. Perché ci sono insegnanti, dirigenti e direttori SGA coscienziosi! Perché le responsabilità del funzionamento ancora trovano spalle su cui ricadere, quelle di chi resta col cerino acceso in mano, come pittorescamente qualche dirigente scolastico definì la figura del Capo d’Istituto.

La nomina del ministro Azzolina non è passata inosservata e abbiamo assistito ad uno sconcertante accanimento denigratorio, neppure degno di essere definito “pettegolezzo”,il resoconto scellerato della sua prova di concorso a Dirigente e addirittura l’esposizione mediatica della tesina di specializzazione per l’insegnamento secondario prodotta per la Scuola di Specializzazione frequentata a Pisa e che, si accusa, avrebbe copiato, secondo un calcolo di parole indebitamente acquisite nel testo. Un gioco che non ci trova d’accordo, di pessimo gusto oltre che sleale ed eticamente riprovevole. Il problema non è la ministra Azzolina, ma un sistema politico in parte arruffone e arrembante che si poggia sulla superfluità dell’educazione, della cultura e delle competenze.

Per il bene della scuola, ostaggio di giochi di parte e di colpevole noncuranza, al ministro Azzolina auguriamo buon lavoro e l’auspicio che le responsabilità della posizione che si trova a ricoprire possano promuovere in lei quel senso critico indispensabile per penetrare la complessa materia dell’Istruzione e intercettare i nodi strutturali che ancora chiedono di essere affrontati. Anzitutto, vorremmo che riflettesse sul termine Inclusione e lo flettesse sulla identità in divenire dei giovani di oggi, tutti indistintamente, alla luce - come direbbe Howard Gardner - dello scenario disegnato dai grandi cambiamenti che stiamo vivendo in questi anni: l’accelerazione della globalizzazione, la crescente mole di informazioni, l’esplosione delle potenzialità della scienza e della tecnica, tutti cambiamenti che richiedono nuove forme di apprendimento e nuove forme di pensare nella scuola, nel lavoro e nella vita pubblica. Cambiamenti che esigono il ripensamento globale della scuola, per rispetto verso i giovani e il loro futuro e per rispetto verso la scuola.

Il futuro del Paese passa per i banchi di scuola! È così difficile comprenderlo?

 

L’articolo di apertura di questo numero è affidato a Pasquale Anneseche, in“L’affidamento diretto e l’obbligo CONSIP/MePA nelle procedure di gara e progetti PON”riflette sulla intrigata matassa delle procedure di gara ad evidenza pubblica al fine di chiarire questioni che presentano ancora dubbi interpretativi per le istituzioni scolastiche. Il contributo è corredato da“prototipi di determine” da utilizzare nelle ipotesi di affidamento diretto, rinviando ad un prossimo intervento la pubblicazione della modulistica relativamente agli affidamenti ricadenti nella forbice 10.000/40.000 euro.

Anna Armoneci coinvolge nella lettura de “Il sistema sanzionatorio in materia di violazione del diritto alla Privacy”, alla cui base si pone l’articolo 83 del regolamento n. 2016/679, il cui comma 1 autorizza le autorità di controllo a infliggere sanzioni amministrative pecuniarie in relazione a violazioni del regolamento. Oltre a decidere il tipo di sanzione da infliggere, tenendo conto degli elementi descritti nello stesso art. 83, le Autorità di controllo possono disporre di una vasta gamma di correttivi.

Una questione sulla quale si è acceso un discreto dibattito, è la competenza del dirigente scolastico nel procedimento disciplinare nei confronti dei docenti. Gianluca Dradi ne argomenta in “Il Dirigente non può sospendere i docenti”, richiamando due ordinanze del 2019 che affermano che l’irrogazione della sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento fino a 10 giorni non è di competenza del dirigente scolastico, bensì dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari.

Come è possibile lavorare per gli alunni se tra i docenti ci sono ancora gradi di separazione? A questo interrogativo si rifà il contributo “Includi il collega!”di Maria Chiara Grigianteche, in forza del fatto che uno degli indicatori con cui si misura la qualità di una scuola è la capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento/insegnamento, sposta l’attenzione sulla ricorrente situazione di mancata integrazione che si rileva frequentemente tra i docenti di scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo grado degli Istituti Comprensivi; caratteristica che si rileva anche all’interno dei Collegi dei Docenti, nei quali gli insegnanti sono schierati, anche fisicamente, in fazioni distinte dei tre ordini.

“Come realizzare un curricolo d’Istituto per competenze: dalla teoria alla pratica”è l’argomento su cuiIvana Summaincentra le proprie riflessioni ponendo come incipit le difficoltà che nascono nel momento in cui, dalla fase di elaborazione del Curricolo, si vuol passare alla sua concreta realizzazione da parte di tutti i docenti. Per questo motivo si rende opportuno un processo di accompagnamento, così da tenere sotto controllo i pregiudizi, le consolidate modalità programmatorie, le routine gestionali ed organizzative che, di fatto, impediscono i cambiamenti.

Ciò che deve caratterizzare una organizzazione come la scuola è la consapevolezza della relazione tra apprendimento, cambiamento e miglioramento, il che comporta che tutti i membri che ne fanno parte ricerchino continuamente l’opportunità per accrescere e ottimizzare le capacità individuali e di gruppo. In sintesi: la scuola è un’organizzazione che apprende, in quanto, per vocazione, dinamica e dedicata al cambiamento e all’innovazione; di contro, non può apprendere se i singoli membri non compiono un percorso di consapevolezza finalizzato alla condivisione di principi e teso alla realizzazione di determinati scopi verso i quali orientare le proprie azioni lavorative. Michela Lellane tratta in “L’apprendimento organizzativo nella scuola che cambia”.

A seguire, la prima parte del contributo di Giacinto Iannuzzi su “Una nuova professionalità docente”, nel quale si intercetta la necessità che la scuola riprenda, in termini nuovi, il discorso sulla motivazione all’apprendimento e alla conoscenza, ponendo maggiore attenzione al rapporto tra emozione e apprendimento, come suggeriscono anche le nuove ricerche sulla motivazione intrinseca. La capacità di costruire una forte motivazione ad apprendere nell’alunno appare centrale nella costruzione dei percorsi educativi e didattici, e certamente si profila quale requisito essenziale della professionalità docente. Guardare alle neuroscienze appare sempre più importante e necessario.

“Ogni tecnologia digitale è ormai ‘smart’ e a scuola in modo speciale. Ma come intenderla?”è l’interrogativo che inquadra l’intervento di Mario Di Mauro, per la rubrica La Scuola in Europa, e che pone una questione non di poco conto. Nato in Informatica, il termine “Smart” ha accompagnato l’evoluzione della sua tecnologia divenendo, evolvendosi, specularmente umana nell’emularne l’intelligenza. Da qualche tempo è la scuola ad interessarsi delle evidenze di queste simulazioni di processi mentali sia in funzione dell’insegnamento sia dell’apprendimento. Il contributo riferisce di ricerche in merito alle credenze che un bambino sviluppa intorno alla nozione di ‘intelligenza’,al suo modo di manifestarsi e alla sua natura culturale.

Nell’Inserto n. 4 su Salute e Sicurezza nella Scuola, a cura di Antonietta Di Martino, si tratta di “Patogenesi e Salutogenesi”, due modelli culturali e gestionali da integrare. L’affermarsi del principio della soggettività ha portato a uno spostamento di paradigma nell’approccio culturale e gestionale dei modelli di salute e sicurezza passando da un modello patogenetico, che basa la prevenzione sulla ricerca delle cause/fattori di rischio ad un modello salutogenesi, che basa la prevenzione sul rafforzamento delle capacità reattive e d’interazione complessiva dell’individuo con i fattori di rischio.

Nella rubrica di psicologia della gestione diVittorio Venutitrovano ampio spazio le suggestioni che derivano dal libro di H. Gardner, “Cinque chiavi per il futuro”, nel quale si prospettano i cinque tipi di intelligenza di cui gli individui avranno bisogno se vorranno (se vorremo) prosperare nelle epoche future: disciplinare, sintetica, creativa, rispettosa, etica. L’educazione si conferma come l’unica strada percorribile per poter vivere in uno scenario in continuo mutamento, quindi le indicazioni che emergono per la scuola e per il ruolo del dirigente scolastico e degli insegnanti sono davvero molte.

 

Questi sono i dieci punti di programma enunciati dal Ministro

 

Concorsi per gli insegnanti. Lavoreremo subito ai bandi per la scuola dell’infanzia e primaria, per la secondaria (ordinario e straordinario), per i docenti di religione. Dobbiamo scriverne quattro. Ho già messo al lavoro la mia squadra, in raccordo con le strutture del Ministero.

Scriveremo rapidamente i provvedimenti attuativi del decreto scuola. Primi fra tutti il nuovo regolamento per velocizzare la chiamata dei supplenti e quello per la ‘call’ che consentirà a chi vuole subito il ruolo e il contratto a tempo indeterminato di poter andare a insegnare volontariamente anche in un’altra regione diversa dalla propria.

Avvieremo quanto prima il tavolo per il rinnovo del contratto: è urgente.

Sostegno: deve partire velocemente il nuovo ciclo di formazione degli insegnanti specializzati. E dobbiamo attuare il decreto legislativo 66/17 sull’inclusione, che mette in campo strumenti nuovi e importantissimi per rispondere alle necessità dei ragazzi con disabilità, che però sono ancora scritti solo sulla carta. Anche qui chiederò rapidità a chi dovrà lavorarci.

Esami di Stato del secondo grado, quelli che tutti chiamano Maturità: entro fine mese pubblicheremo le materie della seconda prova. Rispetteremo la scadenza. E poi lavoreremo all’ordinanza sugli Esami, un ‘manuale’ d’uso che va semplificato: oggi è un documento voluminoso e non sempre chiarissimo per le commissioni. Cominciamo da qui a costruire strumenti più agili. Forniremo anche una risposta ai dubbi che stanno emergendo sugli ultimi cambiamenti annunciati. Penso alla scomparsa delle ormai famose buste all’orale. Voglio che i ragazzi abbiano tutte le informazioni di cui hanno bisogno.

Educazione civica: alle scuole serve chiarezza. Produrremo le necessarie Linee guida.

Continueremo a lavorare per velocizzare la spesa in materia di edilizia scolastica. I fondi ci sono, vanno spesi presto e bene.

Attiverò nei prossimi giorni un tavolo sull’innovazione didattica con dentro docenti e dirigenti esperti: partiremo dalle belle esperienze che già esistono nelle scuole e le porteremo a sistema.

Tutto il personale dovrà essere valorizzato. Prioritario sarà il tema della formazione. Dei dirigenti, dei docenti, ma anche del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) sempre troppo poco considerato.

Ho dato disposizione di avviare subito i processi di sburocratizzazione per semplificare quelle pratiche che rendono difficile la vita quotidiana di dirigenti e segreterie scolastiche. X

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