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Sciopero generale proclamato dalle Associazioni Sindacali S.I. COBAS Sindacato Intercategoriale Cobas e SLAI COBAS per il sindacato di classe. Lo sciopero riguarda tutte le categorie e settori lavorativi pubblici, privati e cooperativi

Le istituzioni scolastiche avranno cura di adottare tutte le soluzioni a loro disponibili (es: pubblicazione su sito web della scuola, avvisi leggibili nei locali della scuola, ecc.) in modo da garantire la più efficace ottemperanza degli obblighi previsti in materia di comunicazione. Per lo stesso motivo la presente nota verrà pubblicata tra le news del Sito Web di questo Ministero.

Le amministrazioni “sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione.


 

Una circolare Inps riferita all’articolo 22 bis della legge 176/2020, precisa che i genitori dei ragazzi di seconda e terza media che, a causa della zona rossa, non possono frequentare la scuola in presenza, possono chiedere il congedo parentale con un’indennità al 50% della retribuzione purché lavoratori dipendenti e purché non sia possibile lavorare in modalità agile.

Il congedo può essere chiesto per il periodo di sospensione dell’attività didattica a partire dal 9 novembre 2020 data di entrata in vigore del decreto 149/2020 epuò essere utilizzato anche da parte di genitori lavoratori dipendenti di figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o a centri diurni per i quali è stata decisa la chiusura.

Il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni. Non è necessaria la convivenza del genitore con il figlio per cui si chiede il congedo. Non è possibile fruire del congedo negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia svolgendo attività di lavoro in modalità agile concesso per esigenze legate allo stesso figlio né quando l’altro genitore stia fruendo del medesimo congedo, per lo stesso figlio. Il congedo è possibile negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia fruendo del congedo per un altro figlio di entrambi i genitori.


 

Presentando al Ministero gli interventi per contrastare le povertà educative che saranno realizzati in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo, la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ricordato: “La crisi ha pesato e pesa in modo diverso sui nostri studenti. Chi appartiene alle fasce deboli paga due volte questa emergenza che ha aumentato i divari sociali, rendendo ancora più urgente la necessità di garantire pari opportunità ai gruppi sociali più fragili”.

“Fin dall’inizio della pandemia - ha spiegato -, grazie anche alle azioni intraprese con partner di alto livello, l’obiettivo è stato quello di raggiungere i più deboli, i ragazzi a rischio dispersione scolastica, quelli che vivono in condizioni di svantaggio. Un lavoro spesso poco visibile, che si svolge nelle periferie, lontano dagli sguardi della maggior parte dei cittadini, che tocca milioni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che non hanno tutti i mezzi che dovrebbero e di cui lo Stato ha il dovere di occuparsi”.
Nel 2020 il Ministero ha stanziato più di 66 milioni per il contrasto alle povertà educative tra interventi e progetti contro la dispersione, il potenziamento dell’offerta formativa, gli investimenti per garantire connessioni e pc a chi non li ha per la didattica a distanza, il ripristino di aule e strutture vandalizzate. “Per il 2021 – ha aggiunto la Ministra - abbiamo altri 118 milioni da destinare a questi obiettivi in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo: i prossimi mesi saranno cruciali per rafforzare la nostra azione affinché nessuno resti indietro”.

La Presidente di UNICEF Italia, Carmela Pace, a sua volta, ha spiegato che:“La povertà educativa priva i bambini e i ragazzi delle opportunità cui hanno diritto e richiede soluzioni che utilizzino un approccio organico e sistemico. Garantire a ogni bambino, bambina e adolescente la realizzazione delle proprie potenzialità è un ‘bene comune’ di cui tutti siamo responsabili”.

Nel suo intervento, Cesare Moreno, Presidente dell’associazione Maestri di Strada Onlus, ha aggiunto: “Abbiamo capito che la situazione era grave e ci siamo dati da fare. Abbiamo sviluppato programmi con oltre 150 partecipanti. Interventi socio-educativi dentro e fuori la scuola nelle periferie di Napoli, per prevenire la dispersione e promuovere l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Anche così abbiamo promosso la responsabilità nei nostri ragazzi”.

Per Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, “la crisi che stiamo vivendo ha reso ancora più evidente l’importanza di costruire alleanze educative. Abbiamo visto la scuola entrare dentro le case, i genitori chiedere sostegno agli insegnanti e gli insegnanti rivolgersi agli operatori del Terzo settore, con questi ultimi impegnati ogni giorno a rintracciare bambini e ragazzi che erano fuori dal radar delle scuole. Si tratta di un patrimonio molto prezioso che non deve andare disperso”

Sulla stessa linea Floriana Fanizza, responsabile Donne Impresa Coldiretti,Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore,Paola Carnevale, Dirigente scolastica Istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia, Gianni Maddaloni, maestro di Judo che collabora con l’IC “Montale” di Scampia in un progetto contro la dispersione, Daniela Mercante, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Portella della Ginestra di Vittoria, Olimpia Pasolini, Dirigente scolastica Istituto Vittorio Veneto di Napoli.

È stato firmato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19. 

Di seguito, la sintesi di quanto previsto per la scuola. 

 

Misure valide su tutto il territorio nazionale:

- Le scuole secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni. La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali. 

- Nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. 

- È possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova. Saranno quindi ricalendarizzate le prove del concorso straordinario per la secondaria di I e II grado interrotte a novembre e si darà avvio gradualmente allo svolgimento delle prove delle altre procedure concorsuali.

- Restano sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO). 

- Le riunioni degli organi collegiali potranno svolgersi a distanza. 

 

Misure per i territori con scenari di maggiore gravità:

Nelle aree caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”, cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado.  

Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali. 

Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

Un atto di indirizzo  fuori tempo e fuori tema

Le riflessioni che seguono hanno lo scopo di inquadrare l’atto politico-istituzionale della Ministra Azzolina in un ipotetico circuito logico razionale, considerato che, come vedremo, si tratta esclusivamente di una ripetizione pedissequa degli obiettivi strategici già presenti nella legge di bilancio del Ministero dell’istruzione  2021.

La programmazione strategica costituisce il collegamento tra la fase di pianificazione/programmazione economico-finanziaria e la fase della gestione, attraverso un sistema di indicatori adeguati a ciascun obiettivo individuato.

Il Ministero ha inviato a tutti gli Istituti scolastici, dall’Infanzia alla Secondaria di secondo grado, il nuovo modello nazionale del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, per alunne e alunni con disabilità. Il documento, corredato da apposite Linee Guida, contiene la progettazione individualizzata per ciascuna studentessa e ciascuno studente con disabilità per garantirne l’inclusione scolastica: professionalità necessarie, strumenti di supporto, interventi educativo-didattici, obiettivi, modalità di valutazione. Il PEI sarà redatto dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (il GLO) coinvolgendo l’intero team dei docenti di classe, le famiglie, gli operatorisanitari.

“Previsto da una norma del 2017, il nuovo PEI è rimasto a lungo in lavorazione, senza che si arrivasse mai a emanarlo - ricorda la Ministra Lucia Azzolina -. Quando mi sono insediata ci siamo messi subito al lavoro, con le strutture ministeriali e, in particolare, con chi si occupa di inclusione, per emanare uno strumento in grado di aiutare a migliorare la qualità dell’inclusione. Abbiamo lavorato a stretto contatto con le Associazioni che rappresentano alunne e alunni con disabilità, con le scuole, con gli insegnanti. Da oggi si apre un nuovo capitolo per l’inclusione, che resta per noi centrale. Non a caso, abbiamo previsto nella legge di bilancio appena approvata un piano per l’assunzione di 25mila docenti di sostegno”.

Il PEI ruota attorno al rafforzamento del principio della presa in carico dell’alunno da parte di tutta la comunità scolastica. Anche per questo la legge di bilancio, oltre al Piano di assunzioni sul sostegno, prevede fondi per un’adeguata formazione sui temi dell’inclusione per tutto il personale. Per quest’anno le scuole potranno continuare ad utilizzare i modelli già redatti o aggiornarli secondo le nuove indicazioni. In ogni caso il nuovo modello di PEI dovrà essere adottato nel prossimo anno scolastico e utilizzato già per il cosiddetto PEI provvisorio da predisporre, per i neo iscritti, entro il prossimo 30 giugno.

Quattro gli assi attorno a cui è costruito il Piano, di cui saranno poi osservati gli esiti:

- Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione

- Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio

- Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento

- Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell'Apprendimento

Il PEI esplicita le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell'ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, gli eventuali interventi di assistenza igienica e di base, la proposta delle risorse professionali da destinare all'assistenza, all'autonomia e alla comunicazione.
Il Ministero organizzerà appositi momenti di formazione sul nuovo modello, per supportare le scuole.

Il Ministero lavora anche alla predisposizione di uno strumento informatico di compilazione del PEI in grado di interagire con le banche dati esistenti, parte del progetto di digitalizzazione che sta modernizzando radicalmente il Ministero per migliorare il lavoro delle scuole e le relazioni con le famiglie.

All’indirizzo www.istruzione.it/inclusione-e-nuovo-pei/, è disponibile una pagina dedicata all’argomento con le FAQ per il personale della scuola e le famiglie.

 La Legge di Bilancio 2020, all’art. 1, commi da 389 a 392, aveva previsto uno stanziamento annuale destinato alle istituzioni scolastiche  statali e paritarie , quale contributo per sostenere i costi per l’acquisto di abbonamenti a giornali quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, in formato cartaceo o digitale, in aiuto alla didattica e alla promozione della lettura critica. In proposito, la Presidenza del Consiglio, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, ha emanato due bandi: il primo è rivolto a tutte le scuole, il secondo a quelle secondarie di primo grado.

Con sentenza pubblicata il 12 gennaio 2021, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Ministero relativo al concorso per dirigenti scolastici bandito nel 2017 e ne ha confermato, dunque, la piena regolarità.Sono oltre 3.000 i vincitori della procedura, di cui oltre 2.500 già assunti fra il 2019 e il 2020.

I Giudici di secondo grado hanno accolto alcuni dei motivi di appello proposti dal Ministero e da alcuni vincitori di concorso ed hanno annullato le sentenze del Tar Lazio. Sono stati, dunque, respinti i ricorsi in appello e relativi svariati atti di intervento, sia ad adiuvandum che ad opponendum, proposti contro le sentenze con cui, nel luglio del 2019, il Tar Lazio aveva annullato l’intera procedura concorsuale.

Come si ricorderà il TAR Lazio (sezione terza) con la sentenza n. 8655/2019 aveva accolto il ricorso di una ricorrente mettendo in dubbio la correttezza formale dello svolgimento del concorso dei dirigenti scolastici.

Nel frattempo il ministero ha proceduto alle assunzioni dei Dirigenti vincitori in questi ultimi due anni scolastici.

Un sospiro di sollievo per i dirigenti vincitori che hanno visto confermata la correttezza della procedura da parte del Consiglio di Stato.

Difatti la Sesta sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza del 12 gennaio 2021, ha respinto in appello le motivazioni che avevano indotto il TAR ad accogliere il ricorso proposto da una ricorrente non ammessa al concorso e che aveva lamentato vizi di legittimità

In particolare la ricorrente aveva impugnando gli atti di approvazione della graduatoria dei candidati ammessi alle prove orali, gli atti presupposti di nomina della commissione esaminatrice e di predisposizione dei cd. quadri di riferimento (criteri), nonché avverso i verbali inerenti la valutazione delle prove scritte.

La ricorrente tra i motivi del ricorso aveva tra l'altro lamentato che i criteri di valutazione dovevano ritenersi ab origine invalidi siccome adottati da un organo illegittimamente costituito a cagione della partecipazione di alcuni commissari di concorso incompatibili.

Il TAR Lazio considerando fondati i motivi dedotti dalla ricorrente in accoglimento del ricorso aveva disposto l'annullato dell'intera procedura concorsuale.

Il consiglio di stato riformando il giudizio di primo grado annulla la sentenza del TAR LAZIO.

Il Consiglio di Stato, come si legge nella motivazione della sentenza, ha considerato “non circostanziati e privi di adeguato corredo probatorio i profili di censura per cui della commissione esaminatrice avrebbero fatto parte soggetti svolgenti attività in corsi di formazione e preparazione al concorso de quo, così come del tutto carente di prova sono rimasti l’incidenza causale sulle determinazioni dell’organo collegiale in sede di fissazione dei criteri valutativi e l’eventuale correlativo favoreggiamento di taluni candidati in danno di altri. Pertanto, contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, deve escludersi che sia stato violato il principio di imparzialità e neutralità della commissione esaminatrice“.

In allegato la sentenza del Consiglio di stato. SCARICA LA SENTENZA


 

Intervistata da Rai1, oggi 12 gennaio, la Ministra Azzolina ha fatto il punto sull’attuale situazione della scuola. Relativamente alle lezioni perse, ha precisato che si potrà attivare il recupero nei pomeriggi, fruendo di ristori formativi, con il benestare delle Regioni. Il recupero non sarà fatto in estate ma ora, in corso d’anno: “Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico. Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di DaD e bisogna recuperare adesso”. I corsi di recupero saranno attivati anche per la primaria.

Basta con la DaD, ha precisato: “È una misura che ho voluto e in cui credo ma che non può essere portata troppo alle lunghe, rischia di creare diseguaglianze, colpisce i ragazzi più deboli perché la scuola non è solo luogo di apprendimento è vita, socialità, cura dell’affettività, anche rispetto a situazioni familiari difficili. I ragazzi hanno ragione a dire che vogliono tornare a scuola”.

Riguardo ai vaccini a tutto il personale della scuola, la Ministra ha precisato che “i docenti sono stati considerati categoria prioritaria ma dopo i sanitari e gli anziani. È vero, la scuola è un servizio pubblico essenziale, anche il personale Ata va vaccinato il prima possibile.L’Italia sta vaccinando in modo celere, prima ci vacciniamo tutti e meglio sarà; spero si faccia prestissimo con i sanitari e i nostri nonni per arrivare poi alla scuola, partendo dai docenti fragili e da chi ha una età più avanzata per arrivare ai più giovani”.

Accennando al Recovery ha detto che per la scuola sono in arrivo oltre 27 miliardi, considerando oltre alla voce sull’Istruzione anche altri capitoli nei quali compaiono fondi per l’edilizia scolastica. Oltre alla manutenzione straordinaria degli edifici esistenti si pensa anche di costruire nuove scuole.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 10/2020

Riapre la scuola, anima del paese

 Editoriale di Vittorio Venuti

Capita ogni tanto che qualcuno (dallo psichiatra di turno all’illuminato giornalista del momento) solleciti un reclutamento dei docenti anche sulla base di test di personalità. È accaduto anche recentemente che un famoso studioso (ne taccio il nome ma, per la sua indiscussa notorietà, la sua proposta è rimbalzata immediatamente sui social dedicati) abbia avanzato un siffatto auspicio. Con tutto il rispetto, credo che non sia questo il problema della scuola, seppure l’attuale modalità di reclutamento del personale docente appaia fortemente inadeguata e contraddittoria rispetto alle finalità che sostiene di perseguire.

L’auspicare una selezione tramite test di personalità, peraltro diventato un luogo comune, equivarrebbe ad una schedatura da regime totalitario, immorale ed eticamente riprovevole; e se anche se ne volesse ammettere, per un solo istante, la validità, allora si dovrebbe estenderne l’applicazione a tutte le categorie d i “lavoratori” del e per il settore pubblico, dalla classe politica ai magistrati, agli psicologi, ai docenti universitari, finanche al semplice impiegato allo sportello…  Eh sì, guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro è fin troppo semplice!

Il problema non sono i test di personalità, semmai la composizione del curricolo per accedere all’insegnamento, quindi la formazione prima e dopo, in itinere e continuativamente fino alla pensione. Il problema è la cura che i decisori politici riservano alla scuola, la cui priorità è sempre subordinata a qualche fugace interesse. Il problema è negli stipendi del personale docente (e ATA), che sfiorano il ridicolo e paventano l’indigenza; nel forte divario di funzionamento che ancora si registra nel Paese con scuole straordinariamente attrezzate e superbamente d’eccellenza e scuole che arrancano stancamente con una didattica asfittica o scuole “povere” in quanto ad attrezzature e/o perché ospitate in strutture carenti o inospitali.

Troppe sacche di ingiustizia organizzativa pesano ancora sul sistema scolastico nazionale ed il Covid, costringendo alla chiusura delle attività in presenza, ci ha costretti a registrarne le forti criticità e a riflettere sulla necessità di intercettare nuovi orientamenti per la didattica. Nel pieno della pandemia era voce diffusa il “niente sarà più come prima”,una suggestione che esige di essere messa a fondamento della scuola post Covid, altrimenti negheremmo finanche di aver vissuto questo periodo, che ci lascia in eredità considerazioni straordinarie: si è dimostrato, ancora una volta, che la scuola è l’anima del Paese, un pilastro che sorregge l’organizzazione del sistema sociale, un luogo nel quale il futuro si dipana ad ogni istante.

La scuola riapre perché racchiude energie vitali, appassionate e determinate, sacrificando del proprio per assicurare la ripresa del servizio, per tornare ad accogliere le speranze che la percorrono abitualmente. Occorrerà ripensare in profondità al senso della scuola e alla sua capacità di “sognare” il futuro degli alunni andando oltre l’oggi, oltre il presente, perché il presente fugge nell’istante in cui accade. La scuola lavora nel domani, prefigura scenari, investe su stessa e va oltre; la sua carta vincente è l’alleanza e il suo destino è produrre cambiamenti nel singolo e nella società. Per tutto questo, come suggerisce Ivana Summa (editoriale di Fare l’Insegnante, n. 1/2020-2021), occorre che “una notevole dose di audacia pedagogica” sorregga visione, scelte e finalità della scuola.

 

Permanendo su queste considerazioni, la rivista si apre con il contributo di Michela Lellaall’insegna della domanda“Quale scuola post Covid?”,domanda che insiste diffusamente tra gli operatori della scuola e particolarmente tra i Dirigenti scolastici, ancora straordinariamente impegnati da incombenze burocratiche e misure di sicurezza che, al momento, lasciano ancora poco spazio di riflessione per intercettare una linea di funzionamento già durante questa fase di riapertura e avvio dell’anno scolastico. Si procede ancora per tentativi ed errori e si tratta di rivedere tutto un sistema che, già manchevole di buona salute, adesso deve riuscire a riorganizzarsi per riscontrare le nuove e reali esigenze, da un lato ripensando all’incidenza della digitalizzazione sia nella didattica e sia nel lavoro amministrativo, e dall’altro recuperando le conseguenze della dispersione relazionale causata dal lungo periodo di chiusura imposto dalla pandemia. Eppure bisogna guardare al futuro con un approccio generativo.

A seguire, Rossella De Luca presenta “Il Piano Triennale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione 2020-2022”, prodotto della collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e presentato nello scorso mese di luglio, allo scopo di promuovere la trasformazione digitale del Paese e in particolare quella relativa al settore della Pubblica Amministrazione. Gli obiettivi del Piano triennale si basano sulle indicazioni che emergono dalla nuova programmazione europea 2021-2027, sui principi dell’eGovernment Action Plan2016-2020 e sulle azioni previste dalla eGovernment Declaration di Tallinn (2017-2021). Gli intenti sottesi investono il ruolo delle istituzioni scolastiche sia nella diffusione di buone pratiche sia nell’implementazione di processi tesi alla formazione dei futuri cittadini sia per quanto concerne la digitalizzazione di procedure, la progettazione di nuovi sistemi e servizi,il processo di diffusione e adozione di piattaforme abilitanti di livello nazionale, la razionalizzazione delle piattaforme esistenti.

La valutazione si segnala come problematica sempre aperta per quanto incida e condizioni i processi insegnamento-apprendimento. Pur se il sistema scolastico, a seguito delle varie riforme che si sono succedute, ha cercato di rinnovarsi nei contenuti e negli obiettivi rimodulando in modo sintonico le finalità nazionali con gli intenti internazionali, continua a registrarsi una resistenza diffusa verso un cambiamento metodologico-didattico che permane, purtroppo, obsoleto e ancorato ad una trasmissione lineare dei contenuti.Loredana De Simonene tratta in “L’autovalutazione: strumento regolativo dei processi di insegnamento-apprendimento”, evidenziando l’importanza che si rafforzi la cultura della valutazione ricomprendendola nel più ampio dettato della autovalutazione.

Anna Armoneriflette su “Il contratto assicurativo di tutela legale del dirigente scolastico”,soffermandosi sul rimborso delle spese legali di responsabilità civile e nel contratto assicurativo di tutela legale. Si puntualizza come il contratto di assicurazione di tutela legale deve espressamente prevedere che il contraente, qualora necessiti dell’assistenza di un professionista per la difesa o la rappresentanza dei propri interessi in un procedimento giudiziario o amministrativo oppure nel caso di conflitto di interessi con l’impresa stessa, abbia la facoltà di scelta del professionista, purché quest’ultimo sia abilitato secondo la normativa applicabile.

Ricordate il “Comitato di esperti” nominato per decreto con il compito di formulare al Ministro idee e proposte per lo sviluppo del sistema nazionale di istruzione e formazione, in considerazione delle esigenze di contenimento e prevenzione della diffusione del virus Covid 19? Ad un certo punto, ci siamo chiesti che fine avesse fatto e quali fossero le risultanze emerse, specie dopo la nomina dell’altro Comitato, il CTS, istituito presso il Ministero della Salute, assunto come riferimento unico ed irrinunciabile del MI. Mario Ricciardi, professore dell’Alma Mater Università di Bologna, ne ha fatto par te e in“Un Comitato al servizio della scuola”,ci rende ampiamente edotti del poderoso lavoro svolto (in forma del tutto volontaria e gratuita) fino al 12 luglio, data di conclusione dei lavori. Il prodotto dell’intensa attività sono stati due rapporti, il primo intermedio riguardante le attività e i provvedimenti da adottare in attesa della ripresa delle lezioni, il secondo, finale, riguardante le proposte per il medio-lungo periodo. Se del primo si scorgono tracce nelle iniziative del Ministero per la riapertura della scuola, del secondo, dal titolo “Idee e proposte per una scuola che riguarda il futuro”, non è dato ancora riscontrare alcuna riflessione.

Filippo Sturaroci ricorda, in“Al via l’insegnamento di Educazione Civica”,che il Ministero ha adottato le Linee guida per l’insegnamento di Educazione civica, unitamente all’integrazione al Profilo delle competenze al termine del primo ciclo previsto dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo e all’integrazione al Profilo educativo, culturale e professionale. Rispetto alle indicazioni fornite dal CSPI, il Ministero non ha accolto la richiesta riguardante l’espressione, con giudizio descrittivo, della valutazione dell’insegnamento di educazione civica per tutti gli ordini di scuola, in quanto in contrasto con le previsioni della Legge istitutiva, fatta eccezione per la scuola primaria che vedrà l’introduzione della valutazione con giudizio descrittivo, per effetto della Legge di conversione n. 41/2020.

Con argomentate riflessioni e considerazioni, nel contributo “Il trasferimento per incompatibilità ambientale non può essere applicato al personale ATA”, Angelo Muratoreentra nel merito dell’argomento riferendo che né il direttore SGA, né gli assistenti amministrativi/tecnici, né i collaboratori scolastici, ma neanche infermieri e guardarobieri, possono essere sottoposti a tale procedimento.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizioriprende e rappresenta “Vecchie e nuove questioni per i CPIA”.

Il sistema si avvia al sesto anno di funzionamento ma è ancora in fase di consolidamento e per alcuni aspetti addirittura in fase di rodaggio. Si rileva che nel Piano scuola 2020/21 che il Ministero dell’Istruzione ha trasmesso al Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, i CPIA non sono presenti e che se ne fa solo un generico riferimento alla voce “altro” in un documento tecnico allegato. Ancora si evidenzia come i CPIA siano una identità fragile e incompiuta.

Per I casi della Scuola,Antonio Di Lello presenta “L’accesso civico al Curriculum vitae per progetto PON”, riflettendo sul caso di un Dirigente scolastico di un ISIS che ha respinto, con proprio provvedimento, l’istanza di Accesso civico generalizzato presentata da una docente tesa a prendere visione ed eventualmente estrarne copia del curriculum vitae di una collega, al fine di conoscere i requisiti soggettivi ed oggettivi che le avevano permesso di risultare vincitrice nella selezione di esperti da impiegare all’interno del PON.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Maurointroduce a “Quale educazione per una società a misura di impresa e di mercato?”,ponendo alla base dell’argomentare lo sconcerto suscitato a Bruxelles durante il vertice del Consiglio europeo sui provvedimenti per i guasti della pandemia nei paesi dell’Unione, allorché si assistette ad una accesa conflittualità tra i diversi rappresentanti politici: non erano solo le politiche a scontrarsi, erano società, culture, educazioni ed era questo a far soffrire. Da qui un’opportuna riflessione sul modo in cui economia ed etica tendono a confliggere se non assistite da una condivisa trasparenza culturale.

Per la rubrica di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti prova a ricucire lo strappo causato dalla pandemia per restituire alla scuola la sua naturale prospettiva. In “La scuola, le Colonne d’Ercole e i giovani in attesa di un padre”si fa rapidamente il punto sulla attuale situazione e si riflette sulla necessità di riconoscere a tutti gli studenti, quali che siano le loro caratteristiche, il diritto di attraversare le Colonne d’Ercole, ovvero il mitico limite del mondo conosciuto o delle conoscenze: di là dalle Colonne c’è la scoperta, la possibilità di provare la propria autonomia, la capacità del proprio distanziamento, l’applicazione delle proprie risorse e delle proprie conoscenze-capacità-competenze in forma generativa.

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