Ultime notizie

La Ministra Azzolina, intervenendo, a Bergamo, alla Rassegna degli Stati generali della scuola digitale, evocando il prezzo pagato al Covid dalla città ha evidenziato come essa rappresenti“un luogo simbolo dal punto di vista storico, che ha avuto la forza di rimettersi in piedi con una dignità incredibile, affrontando il dolore della perdita di tanti cittadini”.

Intervenendo nello specifico della rassegna, ha ribadito che “Sulla scuola digitale abbiamo investito più di 400 milioni in questi mesi, abbiamo acquistato più di 400 mila device e abbiamo portato la connessione dove era possibile farlo, ma tanto ancora deve essere fatto”. 

C’è un gap storico da recuperare – ha sottolineato - e per questo serve uno sforzo gigantesco per accelerare. Dalla crisi che stiamo vivendo, dobbiamo necessariamente far fiorire opportunità.In Italia sulla scuola non si è mai investito troppo, anzi, molto spesso si è tagliato. Oggi per fortuna la scuola è al centro di un dibattito sano, perché è stato proprio il coronavirus a far capire a tutto il Paese quanto la scuola sia importante”

“Paradossalmente questo momento difficile è stato un motore di accelerazione enorme per la scuola perché in questi mesi è stato fatto quello che purtroppo non si era potuto fare. Adesso dobbiamo farne tesoro, affinché dall’emergenza possa nascere una scuola migliore e più digitale.Oggi parliamo di didattica a distanza, e domani la didattica digitale dovrà essere fatta in classe,potrà essere un modo per arricchire le lezioni, abbattere le barriere degli alunni più fragili e con difficoltà di apprendimento e - per quanto riguarda l’amministrazione - alleggerire il più possibile il peso enorme della burocrazia”.

“La scuola - ha concluso la ministra - deve volgere lo sguardo al futuro e lo deve fare anche la politica, che non può pensare di lavorare per l’hic et nunc. L’emergenza coronavirus deve portarci a ragionare sulla scuola che vogliamo”.

In una intervista a RaiNews, richiesto di pronunciarsi sulla possibilità che il prossimo DPCM decida sulla riapertura della scuola, Andrea Crisanti, virologo e direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova ha risposto che si tratta di questione di metodo: “Abbiamo gli strumenti per verificare qual è l’impatto della riapertura delle scuole? Se sì riapriamo, se è no è chiaro che dobbiamo attrezzarci. Il problema è se abbiamo un sistema per misurare se c’è trasmissione all’interno delle scuole aperte? E se aumenta cosa facciamo? Questa è la domanda da porsi”.

In arrivo l’ordinanza che definirà il passaggio dai voti numerici ai giudizi descrittivi nella scuola primaria, in attuazione di quanto previsto dal decreto Scuola.

La recente normativa ha infatti individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa. Un cambiamento che ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno.
L’Ordinanza con le indicazioni operative per le scuole e le Linee Guida allegate saranno ora inviate al Consiglio superiore per la Pubblica Istruzione (CSPI) per il necessario parere.

Secondo quanto illustrato durante l’informativa sindacale, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

·       Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

·       Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

·       Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

·       In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione.

La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP).

La documentazione completa e definitiva sarà pubblicata sul sito del Ministero dopo il parere del CSPI.

“Quando e come si faranno gli esami di Maturità?”. “E quelli delle medie?”. “Quando riprenderanno le attività in presenza?”. Sono solo alcune delle domande che studentesse e studenti hanno rivolto alla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, attraverso #LaMinistraRisponde, la rubrica pensata dal Ministero dell’Istruzione per dare risposta in modo rapido e diretto ai quesiti di ragazze e ragazzi, personale scolastico, genitori, cittadini che spesso arrivano via social. Prima ‘puntata’ su Instagram, dedicata a studentesse e studenti che si sono concentrati su temi molto pragmatici: esami di fine anno, didattica a distanza e ripresa delle lezioni, eventuali novità legate all’emergenza per i Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, utilizzo dei laboratori.

·       Link: Qui trovate le risposte della Ministra

La rubrica sarà periodica e sarà dedicata in modo alternato una volta ai ragazzi e, la volta successiva, al personale della scuola e alle famiglie.

Come da ordinanza n. 90 del 15 novembre, in vista della ripresa delle attività in presenza a far data dal 30 novembre 2020, compatibilmente con il quadro epidemiologico rilevato sul territorio, la regione Campania ha attivato, a partire dal 24 novembre 2020, il portale “Scuola sicura”, per consentire al personale docente e non docente delle classi seconda, terza, quarta, quinta elementare e prima media, nonché ai relativi familiari conviventi, di prenotarsi per lo screening attraverso somministrazione di tamponi antigenici.

Con notaprot. AOODGPER n. 37467 del 24/11/2020, nel quadro delineato dal C.C.N.I., il MI ha definito l'assegnazione delle risorse finanziarie della formazione per l'a.s. 2020-2021 anche al fine di assicurare la necessaria continuità delle iniziative formative in servizio per gli insegnanti.

Con successiva nota, sulla base di fondi disponibili nell’anno finanziario 2021, potranno essere programmati interventi formativi rivolti al personale ATA.

Considerato l’attuale stato di emergenza da COVID-19 tutte le iniziative di formazione riguardanti il personale docente dovranno essere realizzate con modalità telematiche svolte a distanza. Il quadro contrattuale conferma la visione strategica della formazione in servizio come elemento di sviluppo dell’intero sistema educativo e, a tal fine, mette a disposizione di ogni singola unità scolastica una quota garantita delle risorse finanziarie disponibili per far fronte ai bisogniformativi specifici, mentre assegna alle scuole polo per la formazione il compito di realizzare sul territorio le azioni formative di sistema, definite a livello nazionale. La nuova impostazione organizzativa e metodologica, scaturisce anche dall’esito del confronto del 18 novembre 2019, nel quale sono stati precisati, ai sensi dell’art. 22, comma 8, lettera al) del C.C.N.L. 19 aprile 2018, gli obiettivi e le finalità della formazione del personale docente, educativo ed A.T.A..

L’assetto organizzativo per l’a.s. 2020-2021 vede le scuole polo per la formazione come destinatarie delle risorse finanziare. I fondi saranno ripartiti alle scuole polo per la formazione in modo proporzionale al numero del personale docente dell’organico dell’autonomia. In particolare, una quota pari al 40% delle risorse disponibili sarà utilizzata per la gestione coordinata sul territorio delle iniziative di formazione previste dall'Amministrazione scolastica con particolare riferimento alle priorità nazionali individuate come strategiche per quest’anno scolastico (v. oltre).

Le priorità per la formazione docenti per l’a.s. 2020/2021:

a) la didattica digitale integrata (DDI);

b) l’educazione civica con particolare riguardo alla conoscenza della Costituzione e alla cultura della sostenibilità (Legge 92/2019);

c) le discipline scientifico-tecnologiche (STEM);

d) i temi specifici di ciascun segmento scolastico relativi alle novità introdotte dalla recente normativa.

Inoltre saranno organizzate, con il coordinamento del Ministero dell’Istruzione, azioni formative di sistema rivolte alla valutazione intermedia e finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, come noto a breve oggetto del passaggio dalla valutazione numerica alla valutazione descrittiva attraverso una apposita Ordinanza che sarà emanata a breve.

Per ciò che riguarda invece le singole istituzioni scolastiche, potranno essere programmate e realizzate, sulla base di quanto definito nel paragrafo 3, tutte le iniziative formative che rispondono ai bisogni individuati nel corso dei processi di autovalutazione, piani di miglioramento e rendicontazione sociale. Un ampio repertorio di temi e di possibili ambiti di riflessione sono contenuti nell’esito del confronto allegato al CCNI sulla formazione (19-11-2019). Le esigenze formative potranno essere efficacemente affrontate attraverso la costituzione di reti di scopo (art. 7-Dpr 275/1999) e la realizzazionedi progetti consorziati con Università, Enti locali, enti accreditati e associazioni riconosciute.

Nota MI:https://www.miur.gov.it/web/guest/-/formazione-docenti-in-servizio-a-s-2020-2021-assegnazione-delle-risorse-finanziarie-e-progettazione-delle-iniziative-formative-nota-prot-aoodgper-n-37

Il Presidente del Consiglio Giuseppe, in occasione della presentazione del Rapporto Svimez 2020 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, ha annunciato che, “dal punto di vista sociale, vi sarà una riforma per garantire il tempo pieno su tutto il territorio nazionale che possa dare effettiva possibilità alle famiglie, e soprattutto alle donne, di inserirsi nel mercato del lavoro”. Inoltre ha confermato l’intenzione del Governo di riportare i ragazzi a scuola prima delle vacanze di Natale.

L’effetto di questa estensione del tempo pieno, per complessive 40 ore settimanali, comporterebbe comunque un incremento non indifferente di docenti e di personale Ata, ma, al contempo, anche l’urgenza di creare delle strutture scolastiche adeguate, prevedendo la mensa dove oggi non c’è. E, non di seconda importanza, il riscontro delle famiglie; specialmente al Sud, la richiesta di tempo pieno risulta ancora modesta.

Con l’ordinanza cautelare n. 7199/2020 depositata il 20 novembre 2020, resa nel ricorso 8267/2020, il TAR Lazio riconosce la possibilità di effettuare prove suppletive di concorso per gli insegnanti bloccati a casa con il Covid quando ci saranno le condizioni di sicurezza straordinaria. Viene quindi smentita l’impostazione ostativa del ministero dell’istruzione alla effettuazione di una prova suppletiva. Il provvedimento del TAR si riferisce al caso specifico di una insegnante che, posta in quarantena in quanto risultata positiva al Covid-19 al test diagnostico molecolare, non ha potuto partecipare alla prova concorsuale scritta tenutasi il giorno 29 ottobre 2020, in quanto oggettivamente impossibilitata.

Ai docenti che non hanno potuto sostenere la prova del concorso straordinario, si riconosce la possibilità di avere una seconda possibilità.

Le regole del concorso prevedevano la possibilità di fissare una sessione suppletiva in favore di candidati impossibilitati a presentarsi, perché collocati in isolamento fiduciario oppure in quarantena in applicazione delle vigenti misure sanitarie di prevenzione epidemiologica da Covid-19, quindi ha sempre escluso l’apertura a sessioni suppletive del concorso. La questione, però, si arricchisce di un aspetto di cui l’ordinanza del TAR tiene conto in relazione all’ipotesi eccezionale della pandemia: l’interessato non può violare l’obbligo di trattenimento domiciliare, quindi non pare che si possa precludere al cittadino di concorrere ad un ufficio pubblico, qualora ricorrano circostanze non imputabili né prevenibili né dallo stesso cittadino evitabili.

I sindacati avanzano la proposta di risolvere il problema del concorso straordinario, consentendo l’accesso ai ruoli tramite lo scorrimento di una graduatoria con esame orale al termine del primo anno di nomina.


 

Intervenendo “Sette Storie” su Rai 1, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina ha informato della possibile riapertura delle scuole ed ha anche informato sul concorso straordinario dei docenti, sospeso per il Covid-19 mentre era già in fase di svolgimento.

Azzolina ha precisato che e mancano solo 4 giorni di prove per terminare la selezione e che a breve partiranno le correzioni delle prove già espletate, che sono il 73%.

“Il concorso – ha evidenziato - è stato espletato per il 73%  delle prove, mancano quattro giorni per terminare il concorso che ci  permetterà di assumere i precari che avevano già 36 mesi di servizio  nella scuola, poi partiranno anche gli altri concorsi. Abbiamo rispettato la nostra amata Costituzione e daremo ai nostri studenti degli insegnanti a tempo indeterminato. Partiranno a breve le correzioni del 73% delle prove già espletate”.

Per il corrente anno scolastico il Ministero all’Istrzione ha pubblicato la nota n. 20706 del 13 novembre 2020 e il decreto ministeriale 27 ottobre 2020, n. 152, recante il Programma per la valorizzazione delle eccellenze per l’anno scolastico 2020/2021, consultabili insieme a tutta la documentazione nella sezione Valorizzazione delle eccellenze Normativa 2020 2021
Le Competizioni (anno scolastico 2020/2021) sono distinte per i seguenti ambiti:
Artistico, Economico – Sociale, Linguistico – Letterario, Logico – Matematico, Musicale –Coreutico, Pluridisciplinare, Scientifico – Tecnologico, Storico – Filosofico, Ambito Tecnico – Professionale,

Info: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/competizioni-per-l-anno-scolastico-2019-2020

DIRIGERE LA SCUOLA N.11

Il cambiamento della scuola riparta dal linguaggio - Editoriale di Vittorio Venuti

Chiuso in maniera tormentata un anno scolastico, nel quale, comunque, si è registrato un grande senso di responsabilità della scuola, compresa dell’impegno di rimanere accanto agli studenti per quanto possibile - nonostante il disvelamento della pesante coltre delle incongruenze di un sistema d’istruzione generalmente stanco e manchevole -, non si può dire che l’avvio del nuovo anno scolastico sia stato meno tormentato. Chi si aspettava che la pausa concessa dall’emergenza aprisse ad una riflessione progettuale della scuola “non più la stessa” è rimasto deluso, perché la necessità di garantire la riapertura ha mobilitato tutte le energie in un’asfissiante rincorsa dei parametri di una ipotetica sicurezza. Eppure l’emergenza porta con sé il seme dell’innovazione necessaria e improcrastinabile, resa ancora più urgente da ciò che anche la cronaca recentissima, dolorosamente, riporta.

Due eventi terribili si sono verificati in questo scorcio d’anno scolastico sui quali ci appare indispensabile riflettere, perché segnali di un male di vivere preoccupante: il suicidio del bambino di 11 anni che a Napoli si è lanciato dal balcone di casa e la morte per overdose di una diciottenne. Il primo vittima dell’uomo nero, il “lupo cattivo” delle favole, e la seconda vittima di una dose di eroina quale regalo del fidanzato per festeggiare il suo diciottesimo compleanno. Il primo finito nel vortice di un gioco chiamato “Jonathan Galindo”e la seconda sedotta dal desiderio della vertigine.

Le due vicende hanno fatto notizia, subito divorata e digerita. Ma non può essere così! Non si può voltare pagina cedendo all’indifferenza! Al di là delle colpe e delle responsabilità che possono essere attribuite a una parte o all’altra, una cosa è certa: nessuno può credersi assolto! E la scuola non può evitare di interrogarsi in merito. Come può un bambino arrivare a scrivere “Mamma e papà vi amo ma devo seguire l’uomo col cappuccio”? e come può una ragazza mettere la sua vita nel mistero mortale della droga? Quali parole li hanno sedotti, quali giochi si sono illusi di giocare, quale viaggio hanno voluto o pensato di dover fare?

La scuola ha parole, comunica, educa, istruisce, forma con le parole, col linguaggio, con gli atteggiamenti, con gli sguardi, con i gesti più che non con le discipline. Quel che conta non sono le materie ma tutto ciò che le veicola, l’affetto che riesce a coinvolgere gli studenti, le emozioni che si tramettono, il desiderio di conoscere, di esplorare se stessi, di comprendere il mondo. La scuola deve, in primo luogo, preparare ad attraversare il mondo e a farne parte attiva per quanto ciascuno può. Il problema è portare i ragazzi a capire come vanno le cose del mondo, a maturare un pensiero critico seguendo la logica della spirale che, man mano, abbraccia sempre più visioni e prospettive. Ma il collante di tutto resta sempre la parola, la parola come attenzione, come coinvolgimento emotivo, come esortazione, come aggancio motivazionale, come complicità, come adozione, come opportunità introspettiva.

Quali parole sono mancate ai due ragazzi,parole che la famiglia non ha detto e che la scuola non ha pronunciato? Riprogettiamo il senso della scuola aderendo alla necessità di curare il linguaggio che in essa si usa, perché i bambini, i ragazzi, gli adolescenti hanno “fame”di parole, perché le parole orientano, come semi precipitano nella coscienza e possono germogliare, danno valore alle conoscenze, fanno apprezzare i contenuti, possono tessere la trama contenitiva e propulsiva del senso etico e morale. Facciamoli dibattere i ragazzi sui temi che li coinvolgono più da presso, esploriamo le parole che dicono o che non pronunciano, incrementiamo il loro senso di responsabilità e introduciamo la gestione della diffidenza e del pudore.

 

L’apertura della rivista è dedicato al “Programma Annuale 2021”,lo strumento cardine della vitalità progettuale della scuola, che esplicita la programmazione finanziaria integrata didattica-amministrativa che Sandro Valentepresenta in tutte le sue diverse sfaccettature, soffermandosi particolarmente sulle attenzioni che il dirigente dovrà porre in merito ai progetti elaborati dai docenti e sulla relazione di accompagnamento del documento. Il PTOF triennale consente, alla programmazione finanziaria annuale, di disporre di tutte le informazioni necessarie per la realistica determinazione dei costi da imputare in ciascun esercizio finanziario, superando la divergenza tra anno scolastico e anno solare che tanto dibattito aveva sollevato nell’epoca del POF annuale. Si rileva l’importanza che, in sede di programmazione delle risorse, per decidere la corretta imputazione delle spese, preliminarmente si definisca bene cosa è un progetto e cosa è un’attività, che costituiscono le due macro voci in cui si articola il programma annuale. A corredo un articolato schema di relazione illustrativa.

A seguire “La contrattazione del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa”di Rocco Callà, nel quale si rende conto di uno dei principali strumenti a disposizione del dirigente scolastico per la gestione delle risorse umane. La gestione dei compensi accessori, infatti, rientra nella politica di incentivazione del personale. Il contributo si sofferma specificamente sugli adempimenti e sulle regole a cui attenersi nella contrattazione delle risorse dedicate, che dovrà avvenire nel rispetto delle norme di merito. Nella contrattazione delle risorse bisogna tenere presente che l’assegnazione del budget necessario per la liquidazione dei compensi accessori è virtuale; quindi, la scuola definisce l’entità dei compensi con la contrattazione e funge da ufficio ordinatore. Al pagamento, vi provvedono le direzioni provinciali del Tesoro, mediante la procedura del cosiddetto “cedolino unico”.

Su“Il bonus premiale e i nodi che vengono al pettine”si soffermaFrancesco Nuzzaci facendo seguito ad un suo precedente articolo nel quale ne aveva messo in rilievo i profili di criticità. Contro il bonus premiale si sono accese forti polemiche, in quanto considerato, specialmente dalle organizzazioni sindacali, istituto soggetto alla discrezionalità del dirigente scolastico. La legge di bilancio per il 2020 ha introdotto alcune modifiche ma, ad oggi, sulle regole per gli insegnanti non c’è molta chiarezza e molti punti devono essere chiariti dal Ministero, come ad esempio i criteri con cui sarà assegnato il contributo e i soggetti che saranno interessati alla sua ricezione.

Non si può dire che questo anno scolastico sia partito bene in merito agli organici dei docenti: sono ancora molte le scuole in cerca di supplenti con forti ripercussioni negative sul funzionamento, già gravato dall’emergenza Covid, che ne ha letteralmente stravolto la vitalità. Maria Rosaria Tosianipresenta“La nuova disciplina sul conferimento delle supplenze al personale docente A.S. 2020/2021”,richiamando la nota ministeriale del 5 settembre 2020 che definisce le modalità di come devono essere disposte le supplenze in base ai cambiamenti introdotti nel sistema di assegnazione dall’Ordinanza n. 60/2020.

Filippo Cancellierianalizza, in“Pandemia: il cambiamento mancato”l’attuale situazione della scuola italiana in questo momento storico in cui il virus ha ripreso a circolare con un aumento dei contagi tale da prefigurare la possibilità di nuovi lockdown. I dirigenti scolastici si sono trovati nell’impossibilità del pieno esercizio della leadership educativa, un tempo dimensione peculiare del capo d’istituto e divenuta poi nei fatti una funzione “residua”, inesorabilmente sacrificata ad altre priorità. Paradigmatici sono stati i mesi estivi del 2020 quando si sono dovute predisporre le condizioni per il riavvio dell’anno scolastico in presenza.

Luciano Lelli ricostruisce l’incidenza del coronavirus sul sistema scolastico, fino al punto da decretare l’interruzione del funzionamento in presenza, evento clamoroso, sconcertante e imprevedibile, forse anche inappropriato. In“Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: formazione a distanza al tempo del coronavirus dopo l’emergenza”si analizza il percorso che ha portato alla valorizzazione della didattica a distanza sulla spinta di una lodevole avanguardia di scuole e singoli docenti, con l’auspicio che, quando il Covid-19 sarà uscito di scena, la scuola non dimentichi l’emergenza come se nulla fosse stato e attui un ripensamento complessivo in merito al fare scuola, soprattutto mediante una pertinente, stabile e permanente inclusione della didattica digitale anche a distanza nei processi formativi.

“L’emergenza… un’opportunità di cambiamento?” è l’interrogativo sul quale si incentra il contributo diLoredana De Simone, che si sofferma sulla necessità che la didattica evolva finalmente da quelle routine e prassi che hanno portato all’inaridimento cognitivo e alla demotivazione degli studenti, e conferisca senso e significato alla Didattica Digitale Integrata riconoscendole la dignità di strumento progettuale per ogni istituto scolastico e liberandola dalla considerazione di semplice alternanza di gruppi di alunni in presenza e a distanza. La scuola deve essere ripensata come sistema integrato, una vera comunità educante in cui i docenti e gli alunni siano protagonisti ed autori sinergici dei processi attivati.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizioguarda alla prospettiva europea dell’Educazione Adulti in “Ripartire…in tutti i sensi: il nuovo programma Erasmus+ per l’EDA”, ricordando i rapporti di ricerca che l’Agenzia Erasmus + di INDIRE ha pubblicato on line nello scorso mese di giugno e che fanno il punto su alcuni aspetti qualitativi della mobilità dello staff nei progetti KA101 Istruzione scolastica e K104 Educazione degli Adulti.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone l’interrogativo “Cosa significa fare innovazione per un’educazione universale e inclusiva oggi?”, in un periodo in cui anche il dibattito sociale si fa economico. Secondo due autorevoli centri di ricerca di Oxford e di Harvard ciò che si imputa a chi per mandato ha quello di fare politica aziendale non è l’investire poco o molto in innovazione ma nel non saper bene cosa farne dell’innovazione, nel non chiedersi quale strategia adottare nell’innovare e come farlo. Non sono, quindi, da rincorrere le buone pratiche, perché non sono strategie e non sono nuove, bensì il darsi un sistema di innovazione. In buona sostanza, ciò che fa un’azienda sono i processi aziendali, la loro coerenza interna, le strutture e il grado di interdipendenza, i problemi non posti e da scoprire, quindi le soluzioni da prendere decidendo come pensarle e attuarle, prodotti o servizi che siano.

Per “I Casi della Scuola”, Antonio Di Lello tratta della “Assegnazione e distribuzione del fondo di valorizzazione del merito del personale docente, disciplinato dall’art. 1, commi da 126 a 130, della legge n. 107 del 13/07/2015”in cui si rappresenta la decisione del dirigente di un istituto comprensivo di attribuire le risorse del fondo escludendo dalle relative operazioni le Organizzazioni Sindacali, decisione impugnata dalle stesse OO.SS..

Per Appunti di Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti propone “Dalla Parola alla cura del linguaggio e al linguaggio della cura”, nel quale pone la necessità che si valorizzi il linguaggio degli alunni, a partire da quelli dell’infanzia e della primaria, perché la parola racchiude il loro mondo. Le parole esulano dal significato letterale, sono valigie che contengono di tutto: emozioni, esperienze, cultura, comprensione, riscontro, motivazione, desiderio, disponibilità, sentimenti, aspirazioni. La domanda è: quale linguaggio si compone nella scuola e che valore gli si attribuisce nella relazione educativa e formativa degli alunni?

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo