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La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha partecipato, il 22 gennaio, in videoconferenza, alla riunione informale dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea, organizzata dalla Presidenza Portoghese del Consiglio dell’Unione Europea.

L’incontro, dal titolo “Verso il Vertice Sociale di Porto - Il contributo dell’istruzione e della formazione”, si è svolto con l’intento di favorire una riflessione congiunta sul contributo dell’istruzione e della formazione al Pilastro europeo dei diritti sociali, in vista del Vertice Sociale dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue, in programma il 7 e l’8 maggio prossimi a Porto.

Nel suo intervento, la Ministra ha detto: “Credo fermamente che la lezione principale appresa durante la pandemia Covid-19 risieda nella crescente consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dall’istruzione e dalla formazione per accrescere la resilienza e promuovere lo sviluppo e il benessere delle popolazioni e dei Paesi europei. Tra i risultati più rilevanti del Pilastro europeo dei diritti sociali, che sancisce una serie di principi e diritti fondamentali in ambito sociale - ha spiegato - vi è il rinnovato impegno ad offrire ai nostri bambini, giovani e adulti un’istruzione, una formazione e un apprendimento permanente di alta qualità e inclusivo, insieme a misure specifiche per rafforzare le pari opportunità dei gruppi più vulnerabili”.

Permangono - ha aggiunto la Ministra - sfide persistenti nel combattere gli scarsi risultati scolastici e nel contrastare ulteriormente il fenomeno dell’abbandono scolastico e le diseguaglianze nell’istruzione. Sfide che sono state esacerbate dalla pandemia”. Infine, ha concluso Azzolina: “Ora più che mai, l’istruzione e la formazione svolgono un ruolo fondamentale per preservare e migliorare la nostra società a rischio e rafforzare il nostro modello sociale europeo”.


 

Il MI comunica che martedì 26 gennaio, alle ore 18.30, si terrà il primo webinar  su “I nuovi modelli PEI e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno”.  L’evento, che vedrà la partecipazione della Ministra Lucia Azzolina, intende avviare le misure di accompagnamento alle novità introdotte dal decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182.

Il decreto è corredato di apposite Linee guida e comprende i quattro nuovi modelli di PEI (per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), la scheda per l’individuazione del bisogno di supporto per l’alunno, nonché una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza.

L’adozione del nuovo strumento e delle correlate linee guida implica la necessità di tornare a riflettere sulle pratiche di inclusione e costituisce una guida per la loro eventuale revisione e per il loro miglioramento.

Link:Canale YouTube del MI

CORSO DI PREPARAZIONE ALLA PROVA ORALE CONCORSO DIRETTORE SGA

Vengono offerti

- 16 Videolezioni specifiche finalizzati alla preparazione della prova orale +  IL MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890,

Nel corso dei webinar vengono affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del Direttore sga.

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale - Costo del corso solamente 100,00 euro

Per apprezzare pienamente il programma delle 16 Videolezioni  che vi proponiamo è necessario tenere presente  quanto stabilito dall'art. 14 del Bando dove è previsto che: "La  prova  orale,   volta   a   accertare   la   preparazione professionale del candidato, consiste in: 

·un quesito  sulle materie d'esame di cui all'Allegato B del decreto ministeriale, già oggetto sia della prova preselettiva che di quella scritta, ma volto a verificare lapreparazione professionale;

Di recente il Consiglio di Stato si è pronunciato (sentenza 638/2021) in merito alla bocciatura di un alunno di scuola secondaria di primo grado nel caso in cui il provvedimento sia mancante di motivazione personalizzata.Nell’esercizio della propria «discrezionalità tecnica», si rileva, il Consiglio di Classe può legittimamente rifiutare l’ammissione dell’alunno alla classe successiva, ma occorre che la decisione sia corredata da «motivazione dedicata», dovendo indicarsi le ragioni per le quali nel caso concreto, avuto riguardo alla posizione del singolo studente, non possa operare la regola generale di prosecuzione del percorso di studi con l’ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo.

Si ricorda, infatti, la disciplina che impone all’istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomiaorganizzativa e didattica, di attivare specifiche “strategie” per il miglioramento dei livelli di apprendimento, una volta rilevate, all’esito delle valutazioni periodiche o finali degli alunni, carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più materie. Necessitano, pertanto, non solo le valutazioni periodiche in corso di anno scolastico, ma anche le valutazioni finali. In tal modo si evidenzia la necessità che l’istituto scolastico attivi i percorsi di recupero, una volta accertata una carenza nell’acquisizione dei livelli di apprendimento riferita al singolo studente, non soltanto nel corso dell’anno scolastico, all’esito della valutazione periodica negativa riportata dall’alunno, ma anche successivamente, tenendo conto della valutazione finale negativa all’uopo espressa.

La valutazione finale negativa non giustifica di per sé la bocciatura: occorre comunque verificare se le carenze rilevate al termine dell’anno scolastico possano essere recuperate dall’alunno successivamente, mediante corsi azioni di recupero da attivare allo scopo.

Intervenendo alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni di Camera e Senato, la Ministra Azzolina ha anticipato che occorre decidere a breve in merito agli Esami di Stato“per dare certezze alle scuole e agli studenti e offrire un quadro chiaro”.

Per la Maturità “si terrà conto dell’anno in corso ma dovrà essere comunque un esame completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti “. Al momento, comunque, non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Si pensa ad una riproposta della formula dell’anno scorso, però circolano due ipotesi.

La prima ipotesi vede una sola prova orale, in presenza, davanti a una commissione di docenti interni, con il presidente esterno. L’alternanza scuola-lavoro e prove Invalsi non dovrebbero essere requisito di ammissione agli esami. 

La seconda ipotesi prevede una prova scritta e un colloquio. Quanto all’Invalsi, obbligatorio ai fini della maturità, si pensa di far svolgere le prove in vista dei recuperi degli apprendimenti.

In ogni caso, appare scontato che non ci sarà un’ammissione generalizzata, come un anno fa, ma si terrà conto del rendimento scolastico.


 

Sul sito del Ministero dell’Istruzione sono pubblicate le nuove date delle prove ancora da espletare del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Le prove si svolgeranno fra il 15 e il 19 di febbraio, con una media di 10 candidati per aula, dunque nei limiti previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 gennaio 2021.

L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e l'indicazione della destinazione dei singoli candidati, sarà comunicato dagli Uffici Scolastici Regionali responsabili della procedura almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove stesse nei rispettivi Albi e sui siti Internet.

I posti in concorso sono 32mila, considerando l’integrazione degli 800 posti aggiuntivi rispetto al bando iniziale, a fronte di oltre 64mila candidati.

Ad oggi risultano svolte il 60-70% delle prove, con assenze intorno al 20%. Rimangono ancora da valutare oltre il 30% dei candidati.

Ogni ulteriore informazione e documentazione relativa alla procedura concorsuale è disponibile all’indirizzo https://www.miur.gov.it/web/guest/procedura-straordinaria-per-immissione-in-ruolo-scuola-secondaria.

Sciopero generale proclamato dalle Associazioni Sindacali S.I. COBAS Sindacato Intercategoriale Cobas e SLAI COBAS per il sindacato di classe. Lo sciopero riguarda tutte le categorie e settori lavorativi pubblici, privati e cooperativi

Le istituzioni scolastiche avranno cura di adottare tutte le soluzioni a loro disponibili (es: pubblicazione su sito web della scuola, avvisi leggibili nei locali della scuola, ecc.) in modo da garantire la più efficace ottemperanza degli obblighi previsti in materia di comunicazione. Per lo stesso motivo la presente nota verrà pubblicata tra le news del Sito Web di questo Ministero.

Le amministrazioni “sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione.


 

Una circolare Inps riferita all’articolo 22 bis della legge 176/2020, precisa che i genitori dei ragazzi di seconda e terza media che, a causa della zona rossa, non possono frequentare la scuola in presenza, possono chiedere il congedo parentale con un’indennità al 50% della retribuzione purché lavoratori dipendenti e purché non sia possibile lavorare in modalità agile.

Il congedo può essere chiesto per il periodo di sospensione dell’attività didattica a partire dal 9 novembre 2020 data di entrata in vigore del decreto 149/2020 epuò essere utilizzato anche da parte di genitori lavoratori dipendenti di figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o a centri diurni per i quali è stata decisa la chiusura.

Il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni. Non è necessaria la convivenza del genitore con il figlio per cui si chiede il congedo. Non è possibile fruire del congedo negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia svolgendo attività di lavoro in modalità agile concesso per esigenze legate allo stesso figlio né quando l’altro genitore stia fruendo del medesimo congedo, per lo stesso figlio. Il congedo è possibile negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia fruendo del congedo per un altro figlio di entrambi i genitori.


 

Presentando al Ministero gli interventi per contrastare le povertà educative che saranno realizzati in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo, la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ricordato: “La crisi ha pesato e pesa in modo diverso sui nostri studenti. Chi appartiene alle fasce deboli paga due volte questa emergenza che ha aumentato i divari sociali, rendendo ancora più urgente la necessità di garantire pari opportunità ai gruppi sociali più fragili”.

“Fin dall’inizio della pandemia - ha spiegato -, grazie anche alle azioni intraprese con partner di alto livello, l’obiettivo è stato quello di raggiungere i più deboli, i ragazzi a rischio dispersione scolastica, quelli che vivono in condizioni di svantaggio. Un lavoro spesso poco visibile, che si svolge nelle periferie, lontano dagli sguardi della maggior parte dei cittadini, che tocca milioni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che non hanno tutti i mezzi che dovrebbero e di cui lo Stato ha il dovere di occuparsi”.
Nel 2020 il Ministero ha stanziato più di 66 milioni per il contrasto alle povertà educative tra interventi e progetti contro la dispersione, il potenziamento dell’offerta formativa, gli investimenti per garantire connessioni e pc a chi non li ha per la didattica a distanza, il ripristino di aule e strutture vandalizzate. “Per il 2021 – ha aggiunto la Ministra - abbiamo altri 118 milioni da destinare a questi obiettivi in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo: i prossimi mesi saranno cruciali per rafforzare la nostra azione affinché nessuno resti indietro”.

La Presidente di UNICEF Italia, Carmela Pace, a sua volta, ha spiegato che:“La povertà educativa priva i bambini e i ragazzi delle opportunità cui hanno diritto e richiede soluzioni che utilizzino un approccio organico e sistemico. Garantire a ogni bambino, bambina e adolescente la realizzazione delle proprie potenzialità è un ‘bene comune’ di cui tutti siamo responsabili”.

Nel suo intervento, Cesare Moreno, Presidente dell’associazione Maestri di Strada Onlus, ha aggiunto: “Abbiamo capito che la situazione era grave e ci siamo dati da fare. Abbiamo sviluppato programmi con oltre 150 partecipanti. Interventi socio-educativi dentro e fuori la scuola nelle periferie di Napoli, per prevenire la dispersione e promuovere l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Anche così abbiamo promosso la responsabilità nei nostri ragazzi”.

Per Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, “la crisi che stiamo vivendo ha reso ancora più evidente l’importanza di costruire alleanze educative. Abbiamo visto la scuola entrare dentro le case, i genitori chiedere sostegno agli insegnanti e gli insegnanti rivolgersi agli operatori del Terzo settore, con questi ultimi impegnati ogni giorno a rintracciare bambini e ragazzi che erano fuori dal radar delle scuole. Si tratta di un patrimonio molto prezioso che non deve andare disperso”

Sulla stessa linea Floriana Fanizza, responsabile Donne Impresa Coldiretti,Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore,Paola Carnevale, Dirigente scolastica Istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia, Gianni Maddaloni, maestro di Judo che collabora con l’IC “Montale” di Scampia in un progetto contro la dispersione, Daniela Mercante, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Portella della Ginestra di Vittoria, Olimpia Pasolini, Dirigente scolastica Istituto Vittorio Veneto di Napoli.

È stato firmato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19. 

Di seguito, la sintesi di quanto previsto per la scuola. 

 

Misure valide su tutto il territorio nazionale:

- Le scuole secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni. La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali. 

- Nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. 

- È possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova. Saranno quindi ricalendarizzate le prove del concorso straordinario per la secondaria di I e II grado interrotte a novembre e si darà avvio gradualmente allo svolgimento delle prove delle altre procedure concorsuali.

- Restano sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO). 

- Le riunioni degli organi collegiali potranno svolgersi a distanza. 

 

Misure per i territori con scenari di maggiore gravità:

Nelle aree caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”, cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado.  

Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali. 

Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

DIRIGERE LA SCUOLA N.12/2020

Può chiamarsi scuola una scuola in … mascherina? EDITORIALE  Di Vittorio Venuti

Premetto che non ci sono intenzioni polemiche dietro il titolo di questo editoriale, ma un’esortazione ad analizzare la situazione che si vive nella scuola primaria e nella prima classe della secondaria di primo grado, a maggior ragione da quando si è disposto che gli alunni devono indossare la mascherina anche in posizione statica, ovvero per tutto il periodo di permanenza dentro l’edificio scolastico. Peraltro, il variegato dispiegarsi della pandemia sta promuovendo la sospensione delle lezioni in presenza a macchia di leopardo, calendarizzata per tempi che si decidono difformemente da zona a zona. Il che significa già che la scuola, giocoforza, non sta seguendo una uniformità di percorso su tutto il territorio nazionale con ricadute differenti, comunque e in ogni caso, sulla qualità del funzionamento. A questo punto vale la pena proporre un inciso: la solerzia nel comunicare le date delle prove Invalsi non poteva essere evitata, visto che già l’anno scolastico si è avviato tra molte incertezze e viene al seguito di un altro anno che è stato massacrato dalla pandemia? O forse si tratta di un atto dovuto?

Al di là della questione Invalsi (che comunque dovrà fare i conti, al termine dell’epidemia e per gli anni immediatamente successivi, con profili di funzionamento delle scuole e restituzioni degli apprendimenti da parte degli alunni “a macchia di leopardo”), qualche considerazione su come si è andata profilando la scuola primaria varrebbe la pena farla.

Scontato che i Dirigenti scolastici in primis, coadiuvati dai collaboratori e dai Direttori SGA, nonché dai docenti e dal personale ATA si sono prodigati in maniera straordinaria sacrificando del proprio per garantire apertura e funzionamento delle scuole, non sono poche le difficoltà organizzative che ancora adesso stanno affliggendo gran parte delle istituzioni scolastiche, rese ancora più problematiche dalla “irrequietezza” che si cela dietro le mascherine indossate dai bambini. Problematiche che attengono principalmente al fatto che la loro capacità comunicativa e di adesione al lavoro scolastico è decisamente ridotto per gran parte di loro e per molti pressoché impedito (pensiamo ai bambini con BES), ma problemi si riscontrano, in molte situazioni, per una instabile configurazione dei docenti ed una ricerca ancora in atto di supplenti.

La Ministra Azzolina ha ripetuto, instancabilmente, che infanzia e primaria non possono chiudersi, perché “rispetto a marzo la situazione è diversa, la scuola all’interno si è molto preparata”, adducendo anche una forte suggestione psicopedagogica: “Si deve pensare ai rischi derivanti dalla chiusura delle scuole, rischiamo un disastro dal punto di vista psicologico, dello sviluppo formativo, sociologico, educativo di un bambino. Un bambino che in Campania o in altre Regioni deve imparare a leggere e scrivere non può farlo semplicemente da dietro uno schermo”.Posizione apprezzabile e condivisibile, ma contestabile per diversi aspetti: Non è vero che le scuole sono sicure come genericamente si sente dire, perché ogni apertura comporta rischi e insicurezza, e la scuola, che è una comunità aperta può non produrre infezioni ma le riceve, le riproduce e le esporta. Riguardo all’uso delle mascherine, non mi fiderei molto di chi dice che i bambini possono indossarle senza rischi per la salute. Non c’è nessuna prova al riguardo, ma tutti noi stiamo provando della insofferenza, stanchezza, difficoltà ad indossarla a lungo. Al di là di ciò, dovremmo considerare la possibile sofferenza oltre che fisica anche psicologica dei bambini, ai quali si chiede insistentemente di rimanere imbalsamati, distanti, attenti, concentrati e operativi in un ambiente e in uno scenario che non sono dei più confortanti. Si ha idea di come l’uso della mascherina incida sull’ossigenazione dell’organismo e del cervello in particolare? E di come incida sull’apprendimento e sulla socializazione?

Questi rilievi non sono posti a sostegno del“chiudiamo la scuola” ma della opportunità di non usare i bambini come schermo politico, permanendo inalterati i tempi, gli spazi, le modalità didattiche tal quali. Anche le indicazioni sul ricorso alla didattica online non fanno altro che ricalcare i parametri della didattica in presenza raccomandando la replica dell’orario settimanale al 100 per cento.

Allora viene da chiedersi sul serio se questa che si sta svolgendo sia vera scuola, in maschera o a distanza che si svolga! Guardiamo i bambini al di sopra della mascherina, guardiamoli negli occhi e cerchiamo di capire cosa comunicano: possiamo immaginare una nuova didattica che faccia a meno del feedback della voce, della comunicazione orale e di tutti quei metamessaggi che un viso sgombro sa trasmettere. Ci sono bisogni psicofisiologici che la scuola deve sapere e voler garantire se insiste nel voler funzionare in presenza, naturalmente rivedendo i parametri organizzativi che si ostina a voler replicare.

 

La ripresa settembrina della scuola è stata tormentata e ancor più lo è nel prosieguo dovendo fare i conti con un riaccendersi di focolai Covid che la costringono ad un continuo stato dall’erta e al ricorso a misure di contenimento, quarantene, sospensione di intere scolaresche, all’ombra di un nuovo lockdown che prelude a chiusure parziali e/o anche totali all’interno delle “zone rosse”. Michela Lelladescrive bene lo scenario che si è disegnato nel contributo “Una scuola apri e chiudi”, ponendo in evidenza le ripercussioni sulla didattica di certo pesantemente condizionata. In tutte le istituzioni scolastiche si lavora con il fiato sospeso e con il timore di non riuscire più a gestire le situazioni di contagio che assumono i contorni più disparati. Regna un clima di crescente allarmismo nel quale il dirigente scolastico funge da parafulmine e cerca di dotarsi di strumenti efficienti per far fronte alle esigenze dettate dal diffondersi dei contagi negli ambienti scolastici.

Nel settembre scorso il Ministero dell’Istruzione ha siglato un protocollo d’intesa con il C.N.O.P. (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) nel quale vengono definiti i criteri e le modalità per disciplinare l’attivazione di un supporto psicologico alle istituzioni scolastiche di ogni ordine, dal settore dell’infanzia alle Superiori. Filippo Cancellieri riprende il concordato e ne fa una disamina in “Verso il servizio di psicologia scolastica”.Si tratta di un passo significativo considerato che numerose proposte e disegni di legge sull’argomento si sono succeduti negli anni senza produrre effetti significativi.

Francesco Nuzzaciintroduce ad una riflessione su“La didattica a distanza e la sua esigibilità contrattuale”, significando l’opportunità che si regoli la didattica digitale in modo serio e puntuale in ordine a tempi, tipologie, modus e inerenti responsabilità, quindi anche le tutele dei soggetti coinvolti. È indubbio, infatti, che la didattica digitale, integrata o esclusiva, involge profili di micro-organizzazione, di competenza del dirigente scolastico ma che, sfociando in un accordo, vincola le parti e si riflette sul rapporto di lavoro, per contro materia di contrattazione in senso stretto, cioè di necessaria soluzione negoziata tra le parti.

Focalizza un altro aspetto delle conseguenze del Covid 19 Stefano Stefanel che, in “Il rapporto tra le scuole e gli enti locali”, descrive come la situazione emergenziale lo abbia profondamente mutato, riscrivendo i confini delle competenze e rendendo più evidenti le reciproche difficoltà nei rapporti istituzionali. La figura che più si è diversificata rispetto alla situazione precedente è quella del dirigente scolastico, divenuto punto di riferimento privilegiato per tutti i soggetti pubblici esterni. L’articolo riporta una interessante mappatura di come si sono spostati i rapporti dentro l’emergenza, con ricadute sullo sviluppo successivo della vita scolastica non facilmente prevedibili.

Segue un lungo e robusto articolo di Paolo Pieri che, in “Se questa è una scuola sicura”, riportaun capitolo tratto dal libro “Cronache, riflessioni e visioni - Reportage dalle scuole ai tempi del Coronavirus”,edito dall’Associazione Culturale “Modifica81”. Il libro è viaggio ideale attraverso alcune scuole in diverse regioni d’Italia che testimonia il drammatico periodo del lock-down e la conseguente totale sospensione delle attività didattiche dello scorso anno scolastico, iniziata il 5 marzo 2020.

“La solitudine ovvero l’analfabetismo emotivo dei nativi digitali”è il titolo della riflessione che proponeGiacomo Mondelli e che si sviluppa a partire dall’esito di uno studio sul rapporto dei ragazzi con le nuove tecnologie, secondo il quale a 15 anni, mediamente, i ragazzi hanno già trascorso oltre 10.000 ore con i dispositivi tecnologici. Inoltre, sottolinea la ricerca, più della metà degli adolescenti, tra i 15 e i 20 anni, accusa difficoltà a prendersi una pausa dall’uso di tali strumenti, tanto da essere indotti a controllare lo smartphone ogni sei minuti. Per contro, si registrano due vantaggi: la tecnologia per loro è “trasparente” ed ha senso.

La stagione di emergenza sanitaria sta evidenziando la straordinaria capacità della scuola di riorganizzarsi per riscontrare il bisogno di vicinanza e di prossimità rispetto ai nuovi bisogni e alle inevitabili fragilità che le contingenze hanno portato con sé. Filippo Sturarone tratta in “Continuare il dialogo educativo… a distanza!”rilevando come la didattica a distanza sia evoluta verso un nuovo paradigma che ne ha valorizzato la dimensione di prossimità e di vicinanza, assicurando nella maggior parte dei contesti la presa in carico educativa e il diritto all’istruzione costituzionalmente previsto.

Le istituzioni scolastiche in questo particolare periodo di emergenza sanitaria per la necessità di garantire agli alunni bisognosi la possibilità di usufruire della modalità della “didattica a distanza”, hanno messo a loro disposizione, mediante la concessione a titolo gratuito, dispositivi digitali quali personal computer e tablet. Sandro Valenteriprende l’argomento in“Concessione di beni in uso gratuito”presentando la parte modulistica di competenza.

Il Ministero dell’Istruzione ha diramato l’annuale circolare prot. 36103 del 13/11/2020 con le indicazioni per disciplinare le modalità relative alle cessazioni dal servizio e pensionamenti del personale scolastico e dei Dirigenti scolastici aventi effetto dal prossimo primo settembre 2021.Se ne parla nell’articolo diLuciana Petrucci Ciaschini.

 

Per il suo contributo,“Dallo specchio al mosaico. Più di due modi di pensare e di apprendere”, Anna Armoneincentra il suo intervento su “Le novità in materia di responsabilità erariale”, richiamandosi al D.L. 16 luglio 2020, n.76, noto come “decreto semplificazioni”. In materia di responsabilità dei dipendenti pubblici, il decreto chiarisce come debba essere provata la sussistenza del dolo erariale e introduce una consistente limitazione temporale della responsabilità amministrativa sotto il profilo dell’elemento soggettivo. L’elemento intenzionale è limitato al solo dolo per la sussistenza della responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti per quanto attiene alla produzione deidanni conseguenti alla condotta attiva del dipendente pubblico.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauro argomenta su “La scuola, la società, l’emergenza… la comunicazione”ponendo un parallelo tra la propria cultura e il modo di far fronte all’inaspettato, come quello di un virus valutato pandemico o letale. La diffusione del virus ha comportato reazioni diversificate da parte dei diversi Paesi, proprio a seconda delle diverse interpretazioni del concetto stesso di emergenza nonché delle differenti ideologie politiche dei vari sistemi di governo. I comportamenti adottati dai diversi sistemi d’istruzione sono esemplari al riguardo.

A seguire, Rosaria Scottitratta de“I C.P.I.A. dal punto di vista normativo, organizzativo e culturale”,tracciando un breve ma efficace excursus sull’offerta formativa in età adulta, offerta basata sulla didattica modulare e su chiari percorsi definiti con i corsisti attraverso Patti Formativi, che considerano i crediti posseduti in ingresso, anche al fine di abbreviare i percorsi a tutela del tempo e de loro inserimento nel mondo del lavoro.

Per Giurisprudenza Scolastica,Stefano Callàentra nel merito di una questione sulla quale si riscontrano sovente confusioni interpretative fornendo “Chiarimenti su obbligo di istruzione, scolastico e formativo”.L’argomento si dipana dalla considerazione che l’obbligo d’istruzione rinvia al dovere dei genitori di impartire, o far impartire, l’istruzione ai propri figli.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutirende conto, in“Scuole in sicurezza: metodi e strumenti”,del seminario, con analogo titolo, che l’associazione Modifica 81, presidente la dirigente scolastica Franca Principe, ha organizzato il 18 e 19 settembre in quel di Acquafredda di Maratea. Un seminario che si pone come importante momento di approfondimento sul tema cruciale della gestione del servizio di prevenzione e protezione nelle scuole. X

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