Ultime notizie

Col nuovo piano vaccinale il personale della scuola non è più categoria prioritaria. Lo ha spiegato bene il generale Figliuolo,commissario per l’emergenza Covid, dopo aver firmato l’ordinanza che cambia la strategia: «Un professore di 29 anni, non ancora vaccinato, non è più in categoria prioritaria, deve aspettare che prima vengano immunizzati gli anziani, i fragili e quelli un po’ meno anziani. Se era già stato prenotato, l’appuntamento va cancellato. Proteggere gli anziani subito è la decisione del presidente del Consiglio e la dobbiamo applicare». Così, per la scuola cambia tutto e chi ha avuto la prima dose, dovrà comunque aspettare per la seconda dose oltre la data già fissata. Si stima che tra insegnanti e personale ATA le persone interessate siano almeno 1,2 milioni, circa il 30 per cento. Tutto questo mentre si riaprono le scuole anche in zona rossa, una riapertura vista come una forzatura voluta dal Governo, senza che nulla sia cambiato sul fronte della prevenzione della diffusione del virus.

Il ministro Speranza difende il ritorno in classe perché “tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono problematicità emergenziali”, mentre il virologo Crisanti si mostra decisamente contrario definendo la riapertura della scuola una baggianata: “riaprire tutto con faciloneria significa prepararsi a una tranvata, visto che siamo sempre sopra ai 15 mila casi giornalieri

Durante la seduta in videoconferenza l’8 aprile, il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) si è espresso per la «sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado» per l’attuale anno scolastico in considerazione dell’emergenza sanitaria prodotta dalla pandemia da covid-19. In considerazione delle difficili condizioni legate all’attività didattica in presenza, infatti, il CSPI «invita l’amministrazione a valutare attentamente le condizioni di contesto anche per lo svolgimento delle prove nelle altre classi».

Il parere del Consiglio è motivato anche dal fatto cheper gli studenti delle classi seconde “sarà possibile ripetere le prove in momenti successivi, mentre ciò non sarà possibile agli studenti dell’ultimo anno, in uscita dal sistema scolastico”. Peraltro, aggiunge il CSPI, le ripercussioni della pandemia “rendono molto difficili anche al personale dirigente, docente e amministrativo la gestione degli aspetti organizzativi connessi alla somministrazione delle prove”.

RASSEGNA NORMATIVA - SPECIALE ESAMI -  RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

RASSEGNA NORMATIVA N. 4/2021 -RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Al via le prove INVALSI

Supplenze personale A.T.A.

Obiettivo del MI e di Confindustria: Aule Steam in ogni scuola media

Esami del Primo Ciclo in presenza, situazione epidemiologica permettendo

Ministero corregge: in zona rossa scuole aperte solo per i BES

Contagi in crescita tra i bambini tra 0 e 9 anni

Edilizia scolastica: decreto per le secondarie di secondo grado

Fondi per contrasto povertà educative, dispersione e inclusione

Invalsi ultimo anno scuole superiori: estesa finestra di somministrazione

Frequenza alunni con BES e con disabilità

Firmato il decreto con i criteri di riparto delle risorse destinate alle paritarie

Vaccino anti covid-19: certificazione della vaccinazione giustifica l’assenza

Il Ministro Bianchi lancia il "Patto per l’Istruzione e la Formazione"

In audizione al Senato, il ministro Bianchi fa il punto sul mondo della scuola

Aggiornamento graduatorie terza fascia ATA: domande dal 22 /3 al 22/4

Funzione Pubblica: precisazione su assenze per postumi da vaccino

Obiettivi annuali di accessibilità

Decreto Sostegni Scuola: stanziati 300 milioni

Decreto sostegni scuola: giustificata assenza per somministrazione vaccino

Sottosegretario Sasso: No ai tamponi obbligatori a scuola

Edilizia scolastica, 700 milioni agli Enti locali per asili nido e scuole dell’infanzia.

Rientro a scuola dopo Pasqua?

Ministro Bianchi: sicurezza nelle scuole, misura della nostra civiltà

Sistema integrato 0-6 anni: consultazione pubblica sulle Linee pedagogiche

Mobilità: firmate le ordinanze

Programma Erasmus+: aperte le candidature per il 2021

Vaccino anti-Covid assicurato anche per i non residenti

 

ARGOMENTI DEL MESE

Graduatorie ATA terza fascia 2021/2023. Scadenza presentazione domande 22 aprile 2021

Salvatore Pecorella

Il decreto sostegni proroga fino al 30 giugno il lavoro agile per i lavoratori fragili

Silvia Renzulli

Covid,  le tutele per i genitori lavoratori con figli minori di 16 anni di età

Giancarlo Cubasina

Il Decreto 22 marzo 2021, n. 41:  le misure per imprese, lavoro, famiglie e scuola

Salvatore Argenta

Decreto 22 marzo 2021, n. 41: le misure per l’emergenza COVID. Il ministero distribuisce i primi 150 milioni

Redazione

Le indicazioni del Ministero sulla  copertura di posti lasciati liberi da lavoratori “fragili”.

Redazione

Proroga e ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti

Antonello Di Pace

Permessi 104: nuove istruzioni per part-time verticale o misto

Bruno Giacinto

Esami di Stato del Secondo Ciclo: le discipline caratterizzanti

Redazione

Adozione dei libri di testo

Redazione

Pagamenti  con strumenti tracciabili. Le precisazioni dell’Ispettorato del lavoro

Redazione

Bonus baby-sitting per figli minori di 14 anni in didattica a distanza o in quarantena

Redazione

Rassegna delle misure adottate  anche per la scuola  nel corso dell’ultimo anno a seguito dell’emergenza Coronavirus (COVID-19)

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2019/2020

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2020/2021

Salvatore Pecorella

L’Inps rivaluta gli indici per il calcolo delle pensioni 2021

Redazione

Decreto Legge n. 30 del 13 marzo 2021. Accesso a lavoro agile e, se non possibile, congedo parentale retribuito al 50% fino al 30 giugno 2021

Redazione

Le disposizioni per la scuola contenute nel DPCM del 2 marzo 2021

Redazione

Il nuovo sistema di pagamenti elettronici pago PA

Redazione

Anagrafe delle prestazioni: disposizioni in materia di pubblicazioni e comunicazioni degli incarichi

Redazione

Normativa  in materia di aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge che lavora all’estero

Redazione

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

L'improcedibilità del ricorso: la differenza tra la sopravvenuta carenza di interesse e la cessazione della materia del contendere

Cassazione: i comportamenti che integrano il reato di concussione

Nel giudizio di ottemperanza non possono essere proposte domande che non sono contenute nella sentenza da eseguire

Risarcimento del danno da responsabilità extracontrattuale: il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria

Licenziamento individuale - Giustificato motivo oggettivo - Manifesta insussistenza del fatto

Mobbing - Intento persecutorio o vessatorio - Onere della prova

Permessi per Riunione sindacale - Mancata partecipazione - Svolgimento di altre attività sindacali - Rilevanza disciplinare

Mobbing - Dipendente sottoutilizzato per esigenze organizzative -Condotta vessatoria - Esclusione

Non decade il docente immesso in ruolo “con riserva” in seguito a provvedimenti giurisdizionali

 

LE SCADENZE DEL MESE

 

NORMATIVA

Nota MIUR prot. n. 15598 del 2 settembre 2020 - Trasmissione Decreto ministeriale 6 agosto 2020, n. 88, di adozione dei modelli di diploma e curriculum dello studente

Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente le modalità e i criteri nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza

SCHEDA di lettura su Ipotesi di CCNI sulla Didattica Digitale Integrata del 25 ottobre 2020

Regolamento per le supplenze ATA

Nota MIUR prot. n. 2002 del 9 novembre 2020 - Ipotesi di Contratto sulla Didattica digitale integrata. Note operative

Decreto Ministeriale n. 50 del 3 marzo 2021 - Graduatorie ata di circolo e istituto terza fascia 2021-2023

Nota MIUR prot. n. 325 del 3 marzo 2021 - Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, articolo 26, comma 2-bis (lavoratori “fragili”)

Nota MIUR prot. n. 2844 del 3 marzo 2021 - Incarichi a tempo determinato a.a. 2020/2021

Nota MIUR prot. n. 343 del 4 marzo 2021  - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021

Nota MIUR prot. n. 5467 del 10 marzo 2021 - Proroga per la predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2020

Nota MIUR prot. n. 5712 del 12 marzo 2021 - Indicazioni concernenti il versamento ad apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, delle risorse assegnate alle istituzioni scolastiche nel contesto dell’emergenza sanitaria Covid-19

Nota MIUR prot. n. 360 del 14 marzo 2021 - Misure urgenti di contrasto del “Covid-19” - Decreto legge 13 marzo 2021, n. 30

Nota MIUR prot. 9256 del 18 marzo 2021 - Indizione della procedura di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA

 

 

 

 


 

RASSEGNA NORMATIVA SPECIALE ESAMI RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

Il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi, ha riunito in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica ed ha sottolineato, in apertura, l’importanza dell’Inclusione, “principio che sta alla base della nostra scuola”.

“L’Osservatorio - ha ribadito - è fondamentale, ci consente un confronto costante grazie all’ascolto delle voci di quanti lavorano quotidianamente e costantemente per il benessere delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

Dopo aver ascoltato tutti i rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nel campo dell’inclusione scolastica, il Ministro Bianchi ha concluso l’incontro evidenziando che “il modello italiano di inclusione è un punto di riferimento a livello europeo. La pandemia ha messo a nudo molte delle difficoltà di questo Paese e le ha anche esasperate, ma la scuola ha reagito per continuare a stare al fianco di tutte le studentesse e tutti gli studenti. Ringrazio il personale, i docenti, per l’impegno profuso, anche sul tema dell’inclusione che deve essere un obiettivo di tutto il Paese, a partire proprio dalla scuola. Dobbiamo mettere in moto tutti coloro che possono dare un contributo affinché la scuola sia il punto di forza di un Paese nuovo

Presente all’incontro, il Sottosegretario Rossano Sasso, che ha la delega in materia. “L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica rappresenta uno strumento preziosissimo per rendere davvero efficace e proficuo il dialogo tra Istituzioni, Associazioni, famiglie e ragazzi - ha spiegato il Sottosegretario -. Sono onorato del fatto che mi sia stata affidata una delega che avverto con grande forza sulla mia pelle e per la quale intendo spendermi con ogni energia. Le proposte e le esperienze ascoltate oggi vanno ovviamente tradotte in contenuti, in passi concreti, in effettivi progressi normativi e sociali. Solo così riusciremo a fare in modo che il mondo della scuola diventi sempre più inclusivo e solidale”.


 

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, e il Comandante Generale della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino, hanno firmato un Protocollo d’Intesa che mira a valorizzare la cultura del mare tra i giovani.

L’obiettivo, come si legge nel Protocollo, è quello di “contribuire alla formazione delle giovani generazioni, alla tutela del territorio, alla convivenza civile, alla legalità”.

La firma dell’Accordocoincide con le celebrazioni della “Giornata del mare e della cultura marinara”. Un’iniziativa che ogni anno coinvolge la Guardia Costiera e gli Istituti scolastici italiani, per valorizzare le tradizioni marittime del nostro Paese e rivalutare il patrimonio storico, sociale e culturale del suo mare. Una serie di iniziative, idee e progetti portati avanti su tutto il territorio e che si riassumono anche con l’individuazione delle classi vincitrici del Concorso Nazionale “La cittadinanza del mare” edizione 2020, che prevedeva l’elaborazione di percorsi e progettualità volti alla diffusione della cultura del mare. Il concorso si è concluso con la premiazione di 11 dei ben 500 progetti pervenuti.

In occasione della firma del Protocollo, il Ministro Patrizio Bianchi ha incontrato, in modalità telematica, le classi vincitrici, complimentandosi per i lavori realizzati. È stata quindi presentata la nuova edizione del concorso, dal tema “Cambiamenti climatici e sostenibilità, effetto di molteplici cause in gran parte attribuibili all’uomo e, a loro volta, causa di effetti sia sull’ambiente marino e costiero che sulle comunità che vivono in prossimità del mare”.

Questa iniziativa, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e ampiamente condivisa dal Corpo, sottolineano il Prof. Patrizio Bianchi e l’Amm.Pettorino, sarà quanto mai utile e necessaria per comprendere il contesto nazionale ed europeo verso il quale le nuove generazioni potranno indirizzare le loro legittime ambizioni formative e professionali.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati nel protocollo stesso, è stato costituito un Comitato tecnico-scientifico al quale saranno invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche che lavoreranno in sinergia.

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha incontrato in videoconferenza il Forum degli Studenti al quale hanno partecipato i rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi delle scuole secondarie di II grado. Il Ministro ha esposto priorità e linee guida della collaborazione tra il Ministero e il Forum e richiesto a studentesse e studenti la redazione di un cronoprogramma dettagliato, anche nell’ottica di una legge nazionale per il diritto allo studio.

“Viviamo un anno complicato – ha detto il Ministro -, non solo a causa della pandemia, che in molti casi ha reso più evidenti problemi ereditati dal passato. Abbiamo voluto uno stanziamento di risorse importante nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) su due temi particolarmente urgenti: la dispersione scolastica e l’adeguamento di strutture e infrastrutture, due emergenze che aggravano il divario tra il Nord e il Sud del Paese. A questi problemi si sono aggiunte le difficoltà contingenti, come la necessità di ricorrere alla didattica a distanza e quella di adeguare la formazione dei docenti.

“Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro”.

È online la pagina web dedicata alle prove conclusive del primo e del secondo ciclo di istruzione, istruzione,uno strumento che mette a disposizione di studentesse e studenti, dei docenti e di tutta la comunità scolastica documenti, informazioni e materiali sugli Esami.

“Ragazze, ragazzi, abbiate fiducia in voi, abbiate fiducia nella scuola, abbiate fiducia, soprattutto, nel nostro Paese”. Con queste parole il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, si è rivolto alle studentesse e agli studenti che sosterranno gli Esami di Stato, con un video diffuso sui canali social del Ministero.

Il Ministro ha lanciato un messaggio di incoraggiamento e di supporto e presentato alcune delle attività predisposte per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno. “Ognuno di voi ha il diritto di essere valutato. Per questo abbiamo scelto una formula, su cui voi state lavorando, che vi consentirà di esprimere tutto il vostro percorso. Con l’Esame - ha sottolineato - si passa da una fase all’altra della vita e questo è un momento importante, bisogna dargli tutto il peso. Il Ministero, i vostri docenti e tutta la comunità scolastica sono con voi in questo percorso”.

“Metteremo a vostra disposizione tutti gli strumenti per prepararvi al meglio. Abbiamo aperto una pagina dedicata sul nostro sito, con tutte le informazioni. La Rai avrà uno spazio dedicato agli Esami e i nostri social, che voi sapete usare meglio di tutti, saranno a vostra disposizione”.

Sul portale sono caricate le Ordinanze che definiscono le prove di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese, documenti di accompagnamento che forniscono informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento degli Esami di questo anno scolastico e una sezione riservata alle risposte alle domande più frequenti.

Il sito sarà solo uno degli strumenti pensati per sostenere la comunità scolastica in questo percorso. Come ogni anno, sono previste conferenze di servizio, sull’intero territorio nazionale, già in corso in queste settimane.

Le rubriche sui social

In vista degli Esami, sarà possibile interagire con il ministero attraverso la rubrica social #MIrisponde con richieste di chiarimento o di approfondimento. Le risposte saranno fornite sempre attraverso i canali social.

Ma ci sarà spazio anche per un racconto personale di questo particolare rito che resta nei ricordi di ogni generazione: attraverso la rubrica #ioMIricordo, il ministero animerà, nel mese di giugno, a ridosso delle prove, un racconto corale in cui ciascuno potrà utilizzare l’hashtag per condividere i propri ricordi e le proprie esperienze legati agli Esami.

Gli esami di Stato in Tv

Grazie alla collaborazione tra il ministero e la Rai ci saranno finestre dedicate agli Esami di Stato anche all’interno dei programmi di Rai Cultura (“#Maestri” e “La Scuola in Tivù”) e di RaiGulp (“La Banda dei Fuoriclasse”).

In particolare, nell’ambito de “La Scuola in Tivù”, ci sarà un pacchetto di puntate dedicato alla spiegazione approfondita dei diversi passaggi dell’Esame del secondo ciclo. Mentre nell’ambito di “#Maestri” sarà data voce alle ragazze e ai ragazzi che si preparano per le prove.

Tutti i materiali e le lezioni prodotti in questi mesi, sulle diverse discipline, saranno a disposizione delle studentesse e degli studenti e dei loro docenti per approfondimenti e ripassi.

Tutte le puntate sugli Esami saranno disponibili su Raiplay e sul sito di Rai Scuola per poterne fruire anche dopo la messa in onda. Per i più piccoli, nell’ambito della “La Banda dei Fuoriclasse”, su RaiGulp ci saranno momenti tematici dedicati all’Esame del primo ciclo e alle discipline che ne saranno oggetto.

-       Il video del Ministro

-       Il sito dedicato

-       Il precedente comunicato con le regole delle prove


 

Sta destando forti preoccupazioni e innestando fratture nella maggioranza di governo l’articolo 10 del decreto legge n. 44/2021, che prescrive le nuove regole per sbloccare e svolgere i concorsi pubblici, compresi quelli già banditi, al fine di renderli più “svelti”.

Sembra che le disposizioni, sostenute dal nuovo ministro per la PA, Renato Brunetta, siano da intendere anche per la scuola, quindi pure per i concorsi ordinari per docenti rinviati a causa della pandemia. Le slide pubblicate dal Dipartimento della Funzione Pubblica non lasciano dubbi in proposito, essendovi riportato che i posti messi a bando o da bandire sono circa 91.000 e che per essi la prova preselettiva sarà sostituita dai titoli posseduti.

Una disposizione. Questa, che taglia fuori dalle prove scritte per diventare docente, tanti giovani senza esperienze o specializzazioni sulla scuola.  A dissentire, in particolare i parlamentari 5Stelle che, in Commissione Istruzione del Senato hanno lamentato che titoli e servizio nel decreto hanno assunto un ruolo preponderante, ruolo che inevitabilmente penalizzerà le nuove generazioni: “La valutazione dei titoli in luogo di una prova preselettiva farà sì che solo chi ha conseguito un master o un diploma in scuola di specializzazione (titoli che non tutti i ragazzi, sebbene meritevoli, possono permettersi economicamente) potrà accedere alla prova scritta. La valutazione del servizio farà invece sì che nella PA possa essere assunto solo chi vi ha già precedentemente prestato servizio. Pur considerando i titoli e l’esperienza rilevanti – continuano -, questi non possono essere gli unici criteri, in quanto il principale deve essere necessariamente il merito. La next generation, così, rischia di rimanere fuori dalle 500.000 assunzioni previste nei prossimi cinque anni”.

Sulla stessa linea i parlamentari 5Stelle in Commissione Cultura alla Camera: “Condividiamo in pieno la preoccupazione dei candidati e per questo ci siamo già attivati per presentare al ministro Brunetta un’interrogazione sul tema, a prima firma del collega Manuel Tuzi.

Cambiare le regole con i bandi già chiusi, come nel caso di quelli per il reclutamento scolastico, è penalizzante per chi da tempo si prepara alle prove – proseguono – e soprattutto lo è per i neolaureati, i giovani con poca esperienza professionale o con risorse economiche tali da non consentire l’acquisizione di titoli.

Comprendiamo l’esigenza di snellire le procedure concorsuali in tempi di pandemia ma una deroga, anche solo parziale, al principio della valorizzazione del merito non può durare oltre l’emergenza e non può riguardare bandi già chiusi” aggiungono i deputati. “Non è un caso che il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto l’ex ministra Azzolina nella volontà di immettere nuove risorse nel mondo della scuola attraverso concorsi meritocratici, prevedendo dei bandi rivolti ai neolaureati oltre al concorso straordinario per chi ha già 3 anni di servizio: vogliamo che a tutti i candidati sia data pari opportunità di accesso al posto di lavoro”.

DIRIGERE LA SCUOLA N.12/2020

Può chiamarsi scuola una scuola in … mascherina? EDITORIALE  Di Vittorio Venuti

Premetto che non ci sono intenzioni polemiche dietro il titolo di questo editoriale, ma un’esortazione ad analizzare la situazione che si vive nella scuola primaria e nella prima classe della secondaria di primo grado, a maggior ragione da quando si è disposto che gli alunni devono indossare la mascherina anche in posizione statica, ovvero per tutto il periodo di permanenza dentro l’edificio scolastico. Peraltro, il variegato dispiegarsi della pandemia sta promuovendo la sospensione delle lezioni in presenza a macchia di leopardo, calendarizzata per tempi che si decidono difformemente da zona a zona. Il che significa già che la scuola, giocoforza, non sta seguendo una uniformità di percorso su tutto il territorio nazionale con ricadute differenti, comunque e in ogni caso, sulla qualità del funzionamento. A questo punto vale la pena proporre un inciso: la solerzia nel comunicare le date delle prove Invalsi non poteva essere evitata, visto che già l’anno scolastico si è avviato tra molte incertezze e viene al seguito di un altro anno che è stato massacrato dalla pandemia? O forse si tratta di un atto dovuto?

Al di là della questione Invalsi (che comunque dovrà fare i conti, al termine dell’epidemia e per gli anni immediatamente successivi, con profili di funzionamento delle scuole e restituzioni degli apprendimenti da parte degli alunni “a macchia di leopardo”), qualche considerazione su come si è andata profilando la scuola primaria varrebbe la pena farla.

Scontato che i Dirigenti scolastici in primis, coadiuvati dai collaboratori e dai Direttori SGA, nonché dai docenti e dal personale ATA si sono prodigati in maniera straordinaria sacrificando del proprio per garantire apertura e funzionamento delle scuole, non sono poche le difficoltà organizzative che ancora adesso stanno affliggendo gran parte delle istituzioni scolastiche, rese ancora più problematiche dalla “irrequietezza” che si cela dietro le mascherine indossate dai bambini. Problematiche che attengono principalmente al fatto che la loro capacità comunicativa e di adesione al lavoro scolastico è decisamente ridotto per gran parte di loro e per molti pressoché impedito (pensiamo ai bambini con BES), ma problemi si riscontrano, in molte situazioni, per una instabile configurazione dei docenti ed una ricerca ancora in atto di supplenti.

La Ministra Azzolina ha ripetuto, instancabilmente, che infanzia e primaria non possono chiudersi, perché “rispetto a marzo la situazione è diversa, la scuola all’interno si è molto preparata”, adducendo anche una forte suggestione psicopedagogica: “Si deve pensare ai rischi derivanti dalla chiusura delle scuole, rischiamo un disastro dal punto di vista psicologico, dello sviluppo formativo, sociologico, educativo di un bambino. Un bambino che in Campania o in altre Regioni deve imparare a leggere e scrivere non può farlo semplicemente da dietro uno schermo”.Posizione apprezzabile e condivisibile, ma contestabile per diversi aspetti: Non è vero che le scuole sono sicure come genericamente si sente dire, perché ogni apertura comporta rischi e insicurezza, e la scuola, che è una comunità aperta può non produrre infezioni ma le riceve, le riproduce e le esporta. Riguardo all’uso delle mascherine, non mi fiderei molto di chi dice che i bambini possono indossarle senza rischi per la salute. Non c’è nessuna prova al riguardo, ma tutti noi stiamo provando della insofferenza, stanchezza, difficoltà ad indossarla a lungo. Al di là di ciò, dovremmo considerare la possibile sofferenza oltre che fisica anche psicologica dei bambini, ai quali si chiede insistentemente di rimanere imbalsamati, distanti, attenti, concentrati e operativi in un ambiente e in uno scenario che non sono dei più confortanti. Si ha idea di come l’uso della mascherina incida sull’ossigenazione dell’organismo e del cervello in particolare? E di come incida sull’apprendimento e sulla socializazione?

Questi rilievi non sono posti a sostegno del“chiudiamo la scuola” ma della opportunità di non usare i bambini come schermo politico, permanendo inalterati i tempi, gli spazi, le modalità didattiche tal quali. Anche le indicazioni sul ricorso alla didattica online non fanno altro che ricalcare i parametri della didattica in presenza raccomandando la replica dell’orario settimanale al 100 per cento.

Allora viene da chiedersi sul serio se questa che si sta svolgendo sia vera scuola, in maschera o a distanza che si svolga! Guardiamo i bambini al di sopra della mascherina, guardiamoli negli occhi e cerchiamo di capire cosa comunicano: possiamo immaginare una nuova didattica che faccia a meno del feedback della voce, della comunicazione orale e di tutti quei metamessaggi che un viso sgombro sa trasmettere. Ci sono bisogni psicofisiologici che la scuola deve sapere e voler garantire se insiste nel voler funzionare in presenza, naturalmente rivedendo i parametri organizzativi che si ostina a voler replicare.

 

La ripresa settembrina della scuola è stata tormentata e ancor più lo è nel prosieguo dovendo fare i conti con un riaccendersi di focolai Covid che la costringono ad un continuo stato dall’erta e al ricorso a misure di contenimento, quarantene, sospensione di intere scolaresche, all’ombra di un nuovo lockdown che prelude a chiusure parziali e/o anche totali all’interno delle “zone rosse”. Michela Lelladescrive bene lo scenario che si è disegnato nel contributo “Una scuola apri e chiudi”, ponendo in evidenza le ripercussioni sulla didattica di certo pesantemente condizionata. In tutte le istituzioni scolastiche si lavora con il fiato sospeso e con il timore di non riuscire più a gestire le situazioni di contagio che assumono i contorni più disparati. Regna un clima di crescente allarmismo nel quale il dirigente scolastico funge da parafulmine e cerca di dotarsi di strumenti efficienti per far fronte alle esigenze dettate dal diffondersi dei contagi negli ambienti scolastici.

Nel settembre scorso il Ministero dell’Istruzione ha siglato un protocollo d’intesa con il C.N.O.P. (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) nel quale vengono definiti i criteri e le modalità per disciplinare l’attivazione di un supporto psicologico alle istituzioni scolastiche di ogni ordine, dal settore dell’infanzia alle Superiori. Filippo Cancellieri riprende il concordato e ne fa una disamina in “Verso il servizio di psicologia scolastica”.Si tratta di un passo significativo considerato che numerose proposte e disegni di legge sull’argomento si sono succeduti negli anni senza produrre effetti significativi.

Francesco Nuzzaciintroduce ad una riflessione su“La didattica a distanza e la sua esigibilità contrattuale”, significando l’opportunità che si regoli la didattica digitale in modo serio e puntuale in ordine a tempi, tipologie, modus e inerenti responsabilità, quindi anche le tutele dei soggetti coinvolti. È indubbio, infatti, che la didattica digitale, integrata o esclusiva, involge profili di micro-organizzazione, di competenza del dirigente scolastico ma che, sfociando in un accordo, vincola le parti e si riflette sul rapporto di lavoro, per contro materia di contrattazione in senso stretto, cioè di necessaria soluzione negoziata tra le parti.

Focalizza un altro aspetto delle conseguenze del Covid 19 Stefano Stefanel che, in “Il rapporto tra le scuole e gli enti locali”, descrive come la situazione emergenziale lo abbia profondamente mutato, riscrivendo i confini delle competenze e rendendo più evidenti le reciproche difficoltà nei rapporti istituzionali. La figura che più si è diversificata rispetto alla situazione precedente è quella del dirigente scolastico, divenuto punto di riferimento privilegiato per tutti i soggetti pubblici esterni. L’articolo riporta una interessante mappatura di come si sono spostati i rapporti dentro l’emergenza, con ricadute sullo sviluppo successivo della vita scolastica non facilmente prevedibili.

Segue un lungo e robusto articolo di Paolo Pieri che, in “Se questa è una scuola sicura”, riportaun capitolo tratto dal libro “Cronache, riflessioni e visioni - Reportage dalle scuole ai tempi del Coronavirus”,edito dall’Associazione Culturale “Modifica81”. Il libro è viaggio ideale attraverso alcune scuole in diverse regioni d’Italia che testimonia il drammatico periodo del lock-down e la conseguente totale sospensione delle attività didattiche dello scorso anno scolastico, iniziata il 5 marzo 2020.

“La solitudine ovvero l’analfabetismo emotivo dei nativi digitali”è il titolo della riflessione che proponeGiacomo Mondelli e che si sviluppa a partire dall’esito di uno studio sul rapporto dei ragazzi con le nuove tecnologie, secondo il quale a 15 anni, mediamente, i ragazzi hanno già trascorso oltre 10.000 ore con i dispositivi tecnologici. Inoltre, sottolinea la ricerca, più della metà degli adolescenti, tra i 15 e i 20 anni, accusa difficoltà a prendersi una pausa dall’uso di tali strumenti, tanto da essere indotti a controllare lo smartphone ogni sei minuti. Per contro, si registrano due vantaggi: la tecnologia per loro è “trasparente” ed ha senso.

La stagione di emergenza sanitaria sta evidenziando la straordinaria capacità della scuola di riorganizzarsi per riscontrare il bisogno di vicinanza e di prossimità rispetto ai nuovi bisogni e alle inevitabili fragilità che le contingenze hanno portato con sé. Filippo Sturarone tratta in “Continuare il dialogo educativo… a distanza!”rilevando come la didattica a distanza sia evoluta verso un nuovo paradigma che ne ha valorizzato la dimensione di prossimità e di vicinanza, assicurando nella maggior parte dei contesti la presa in carico educativa e il diritto all’istruzione costituzionalmente previsto.

Le istituzioni scolastiche in questo particolare periodo di emergenza sanitaria per la necessità di garantire agli alunni bisognosi la possibilità di usufruire della modalità della “didattica a distanza”, hanno messo a loro disposizione, mediante la concessione a titolo gratuito, dispositivi digitali quali personal computer e tablet. Sandro Valenteriprende l’argomento in“Concessione di beni in uso gratuito”presentando la parte modulistica di competenza.

Il Ministero dell’Istruzione ha diramato l’annuale circolare prot. 36103 del 13/11/2020 con le indicazioni per disciplinare le modalità relative alle cessazioni dal servizio e pensionamenti del personale scolastico e dei Dirigenti scolastici aventi effetto dal prossimo primo settembre 2021.Se ne parla nell’articolo diLuciana Petrucci Ciaschini.

 

Per il suo contributo,“Dallo specchio al mosaico. Più di due modi di pensare e di apprendere”, Anna Armoneincentra il suo intervento su “Le novità in materia di responsabilità erariale”, richiamandosi al D.L. 16 luglio 2020, n.76, noto come “decreto semplificazioni”. In materia di responsabilità dei dipendenti pubblici, il decreto chiarisce come debba essere provata la sussistenza del dolo erariale e introduce una consistente limitazione temporale della responsabilità amministrativa sotto il profilo dell’elemento soggettivo. L’elemento intenzionale è limitato al solo dolo per la sussistenza della responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti per quanto attiene alla produzione deidanni conseguenti alla condotta attiva del dipendente pubblico.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauro argomenta su “La scuola, la società, l’emergenza… la comunicazione”ponendo un parallelo tra la propria cultura e il modo di far fronte all’inaspettato, come quello di un virus valutato pandemico o letale. La diffusione del virus ha comportato reazioni diversificate da parte dei diversi Paesi, proprio a seconda delle diverse interpretazioni del concetto stesso di emergenza nonché delle differenti ideologie politiche dei vari sistemi di governo. I comportamenti adottati dai diversi sistemi d’istruzione sono esemplari al riguardo.

A seguire, Rosaria Scottitratta de“I C.P.I.A. dal punto di vista normativo, organizzativo e culturale”,tracciando un breve ma efficace excursus sull’offerta formativa in età adulta, offerta basata sulla didattica modulare e su chiari percorsi definiti con i corsisti attraverso Patti Formativi, che considerano i crediti posseduti in ingresso, anche al fine di abbreviare i percorsi a tutela del tempo e de loro inserimento nel mondo del lavoro.

Per Giurisprudenza Scolastica,Stefano Callàentra nel merito di una questione sulla quale si riscontrano sovente confusioni interpretative fornendo “Chiarimenti su obbligo di istruzione, scolastico e formativo”.L’argomento si dipana dalla considerazione che l’obbligo d’istruzione rinvia al dovere dei genitori di impartire, o far impartire, l’istruzione ai propri figli.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutirende conto, in“Scuole in sicurezza: metodi e strumenti”,del seminario, con analogo titolo, che l’associazione Modifica 81, presidente la dirigente scolastica Franca Principe, ha organizzato il 18 e 19 settembre in quel di Acquafredda di Maratea. Un seminario che si pone come importante momento di approfondimento sul tema cruciale della gestione del servizio di prevenzione e protezione nelle scuole. X

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