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La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha partecipato, il 22 gennaio, in videoconferenza, alla riunione informale dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea, organizzata dalla Presidenza Portoghese del Consiglio dell’Unione Europea.

L’incontro, dal titolo “Verso il Vertice Sociale di Porto - Il contributo dell’istruzione e della formazione”, si è svolto con l’intento di favorire una riflessione congiunta sul contributo dell’istruzione e della formazione al Pilastro europeo dei diritti sociali, in vista del Vertice Sociale dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue, in programma il 7 e l’8 maggio prossimi a Porto.

Nel suo intervento, la Ministra ha detto: “Credo fermamente che la lezione principale appresa durante la pandemia Covid-19 risieda nella crescente consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dall’istruzione e dalla formazione per accrescere la resilienza e promuovere lo sviluppo e il benessere delle popolazioni e dei Paesi europei. Tra i risultati più rilevanti del Pilastro europeo dei diritti sociali, che sancisce una serie di principi e diritti fondamentali in ambito sociale - ha spiegato - vi è il rinnovato impegno ad offrire ai nostri bambini, giovani e adulti un’istruzione, una formazione e un apprendimento permanente di alta qualità e inclusivo, insieme a misure specifiche per rafforzare le pari opportunità dei gruppi più vulnerabili”.

Permangono - ha aggiunto la Ministra - sfide persistenti nel combattere gli scarsi risultati scolastici e nel contrastare ulteriormente il fenomeno dell’abbandono scolastico e le diseguaglianze nell’istruzione. Sfide che sono state esacerbate dalla pandemia”. Infine, ha concluso Azzolina: “Ora più che mai, l’istruzione e la formazione svolgono un ruolo fondamentale per preservare e migliorare la nostra società a rischio e rafforzare il nostro modello sociale europeo”.


 

Il MI comunica che martedì 26 gennaio, alle ore 18.30, si terrà il primo webinar  su “I nuovi modelli PEI e le modalità di assegnazione delle misure di sostegno”.  L’evento, che vedrà la partecipazione della Ministra Lucia Azzolina, intende avviare le misure di accompagnamento alle novità introdotte dal decreto interministeriale 29 dicembre 2020, n. 182.

Il decreto è corredato di apposite Linee guida e comprende i quattro nuovi modelli di PEI (per la scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), la scheda per l’individuazione del bisogno di supporto per l’alunno, nonché una tabella per l’individuazione dei fabbisogni di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza.

L’adozione del nuovo strumento e delle correlate linee guida implica la necessità di tornare a riflettere sulle pratiche di inclusione e costituisce una guida per la loro eventuale revisione e per il loro miglioramento.

Link:Canale YouTube del MI

CORSO DI PREPARAZIONE ALLA PROVA ORALE CONCORSO DIRETTORE SGA

Vengono offerti

- 16 Videolezioni specifiche finalizzati alla preparazione della prova orale +  IL MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890,

Nel corso dei webinar vengono affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del Direttore sga.

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale - Costo del corso solamente 100,00 euro

Per apprezzare pienamente il programma delle 16 Videolezioni  che vi proponiamo è necessario tenere presente  quanto stabilito dall'art. 14 del Bando dove è previsto che: "La  prova  orale,   volta   a   accertare   la   preparazione professionale del candidato, consiste in: 

·un quesito  sulle materie d'esame di cui all'Allegato B del decreto ministeriale, già oggetto sia della prova preselettiva che di quella scritta, ma volto a verificare lapreparazione professionale;

Di recente il Consiglio di Stato si è pronunciato (sentenza 638/2021) in merito alla bocciatura di un alunno di scuola secondaria di primo grado nel caso in cui il provvedimento sia mancante di motivazione personalizzata.Nell’esercizio della propria «discrezionalità tecnica», si rileva, il Consiglio di Classe può legittimamente rifiutare l’ammissione dell’alunno alla classe successiva, ma occorre che la decisione sia corredata da «motivazione dedicata», dovendo indicarsi le ragioni per le quali nel caso concreto, avuto riguardo alla posizione del singolo studente, non possa operare la regola generale di prosecuzione del percorso di studi con l’ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo.

Si ricorda, infatti, la disciplina che impone all’istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomiaorganizzativa e didattica, di attivare specifiche “strategie” per il miglioramento dei livelli di apprendimento, una volta rilevate, all’esito delle valutazioni periodiche o finali degli alunni, carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più materie. Necessitano, pertanto, non solo le valutazioni periodiche in corso di anno scolastico, ma anche le valutazioni finali. In tal modo si evidenzia la necessità che l’istituto scolastico attivi i percorsi di recupero, una volta accertata una carenza nell’acquisizione dei livelli di apprendimento riferita al singolo studente, non soltanto nel corso dell’anno scolastico, all’esito della valutazione periodica negativa riportata dall’alunno, ma anche successivamente, tenendo conto della valutazione finale negativa all’uopo espressa.

La valutazione finale negativa non giustifica di per sé la bocciatura: occorre comunque verificare se le carenze rilevate al termine dell’anno scolastico possano essere recuperate dall’alunno successivamente, mediante corsi azioni di recupero da attivare allo scopo.

Intervenendo alla riunione di maggioranza con gli esponenti delle commissioni di Camera e Senato, la Ministra Azzolina ha anticipato che occorre decidere a breve in merito agli Esami di Stato“per dare certezze alle scuole e agli studenti e offrire un quadro chiaro”.

Per la Maturità “si terrà conto dell’anno in corso ma dovrà essere comunque un esame completo, serio, capace di offrire un quadro adeguato delle competenze degli studenti “. Al momento, comunque, non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Si pensa ad una riproposta della formula dell’anno scorso, però circolano due ipotesi.

La prima ipotesi vede una sola prova orale, in presenza, davanti a una commissione di docenti interni, con il presidente esterno. L’alternanza scuola-lavoro e prove Invalsi non dovrebbero essere requisito di ammissione agli esami. 

La seconda ipotesi prevede una prova scritta e un colloquio. Quanto all’Invalsi, obbligatorio ai fini della maturità, si pensa di far svolgere le prove in vista dei recuperi degli apprendimenti.

In ogni caso, appare scontato che non ci sarà un’ammissione generalizzata, come un anno fa, ma si terrà conto del rendimento scolastico.


 

Sul sito del Ministero dell’Istruzione sono pubblicate le nuove date delle prove ancora da espletare del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Le prove si svolgeranno fra il 15 e il 19 di febbraio, con una media di 10 candidati per aula, dunque nei limiti previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 gennaio 2021.

L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e l'indicazione della destinazione dei singoli candidati, sarà comunicato dagli Uffici Scolastici Regionali responsabili della procedura almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove stesse nei rispettivi Albi e sui siti Internet.

I posti in concorso sono 32mila, considerando l’integrazione degli 800 posti aggiuntivi rispetto al bando iniziale, a fronte di oltre 64mila candidati.

Ad oggi risultano svolte il 60-70% delle prove, con assenze intorno al 20%. Rimangono ancora da valutare oltre il 30% dei candidati.

Ogni ulteriore informazione e documentazione relativa alla procedura concorsuale è disponibile all’indirizzo https://www.miur.gov.it/web/guest/procedura-straordinaria-per-immissione-in-ruolo-scuola-secondaria.

Sciopero generale proclamato dalle Associazioni Sindacali S.I. COBAS Sindacato Intercategoriale Cobas e SLAI COBAS per il sindacato di classe. Lo sciopero riguarda tutte le categorie e settori lavorativi pubblici, privati e cooperativi

Le istituzioni scolastiche avranno cura di adottare tutte le soluzioni a loro disponibili (es: pubblicazione su sito web della scuola, avvisi leggibili nei locali della scuola, ecc.) in modo da garantire la più efficace ottemperanza degli obblighi previsti in materia di comunicazione. Per lo stesso motivo la presente nota verrà pubblicata tra le news del Sito Web di questo Ministero.

Le amministrazioni “sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione.


 

Una circolare Inps riferita all’articolo 22 bis della legge 176/2020, precisa che i genitori dei ragazzi di seconda e terza media che, a causa della zona rossa, non possono frequentare la scuola in presenza, possono chiedere il congedo parentale con un’indennità al 50% della retribuzione purché lavoratori dipendenti e purché non sia possibile lavorare in modalità agile.

Il congedo può essere chiesto per il periodo di sospensione dell’attività didattica a partire dal 9 novembre 2020 data di entrata in vigore del decreto 149/2020 epuò essere utilizzato anche da parte di genitori lavoratori dipendenti di figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o a centri diurni per i quali è stata decisa la chiusura.

Il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni. Non è necessaria la convivenza del genitore con il figlio per cui si chiede il congedo. Non è possibile fruire del congedo negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia svolgendo attività di lavoro in modalità agile concesso per esigenze legate allo stesso figlio né quando l’altro genitore stia fruendo del medesimo congedo, per lo stesso figlio. Il congedo è possibile negli stessi giorni in cui l’altro genitore stia fruendo del congedo per un altro figlio di entrambi i genitori.


 

Presentando al Ministero gli interventi per contrastare le povertà educative che saranno realizzati in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo, la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ricordato: “La crisi ha pesato e pesa in modo diverso sui nostri studenti. Chi appartiene alle fasce deboli paga due volte questa emergenza che ha aumentato i divari sociali, rendendo ancora più urgente la necessità di garantire pari opportunità ai gruppi sociali più fragili”.

“Fin dall’inizio della pandemia - ha spiegato -, grazie anche alle azioni intraprese con partner di alto livello, l’obiettivo è stato quello di raggiungere i più deboli, i ragazzi a rischio dispersione scolastica, quelli che vivono in condizioni di svantaggio. Un lavoro spesso poco visibile, che si svolge nelle periferie, lontano dagli sguardi della maggior parte dei cittadini, che tocca milioni di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che non hanno tutti i mezzi che dovrebbero e di cui lo Stato ha il dovere di occuparsi”.
Nel 2020 il Ministero ha stanziato più di 66 milioni per il contrasto alle povertà educative tra interventi e progetti contro la dispersione, il potenziamento dell’offerta formativa, gli investimenti per garantire connessioni e pc a chi non li ha per la didattica a distanza, il ripristino di aule e strutture vandalizzate. “Per il 2021 – ha aggiunto la Ministra - abbiamo altri 118 milioni da destinare a questi obiettivi in collaborazione con il Terzo settore e l’Associazionismo: i prossimi mesi saranno cruciali per rafforzare la nostra azione affinché nessuno resti indietro”.

La Presidente di UNICEF Italia, Carmela Pace, a sua volta, ha spiegato che:“La povertà educativa priva i bambini e i ragazzi delle opportunità cui hanno diritto e richiede soluzioni che utilizzino un approccio organico e sistemico. Garantire a ogni bambino, bambina e adolescente la realizzazione delle proprie potenzialità è un ‘bene comune’ di cui tutti siamo responsabili”.

Nel suo intervento, Cesare Moreno, Presidente dell’associazione Maestri di Strada Onlus, ha aggiunto: “Abbiamo capito che la situazione era grave e ci siamo dati da fare. Abbiamo sviluppato programmi con oltre 150 partecipanti. Interventi socio-educativi dentro e fuori la scuola nelle periferie di Napoli, per prevenire la dispersione e promuovere l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Anche così abbiamo promosso la responsabilità nei nostri ragazzi”.

Per Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children, “la crisi che stiamo vivendo ha reso ancora più evidente l’importanza di costruire alleanze educative. Abbiamo visto la scuola entrare dentro le case, i genitori chiedere sostegno agli insegnanti e gli insegnanti rivolgersi agli operatori del Terzo settore, con questi ultimi impegnati ogni giorno a rintracciare bambini e ragazzi che erano fuori dal radar delle scuole. Si tratta di un patrimonio molto prezioso che non deve andare disperso”

Sulla stessa linea Floriana Fanizza, responsabile Donne Impresa Coldiretti,Claudia Fiaschi, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore,Paola Carnevale, Dirigente scolastica Istituto comprensivo Eugenio Montale di Scampia, Gianni Maddaloni, maestro di Judo che collabora con l’IC “Montale” di Scampia in un progetto contro la dispersione, Daniela Mercante, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Portella della Ginestra di Vittoria, Olimpia Pasolini, Dirigente scolastica Istituto Vittorio Veneto di Napoli.

È stato firmato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19. 

Di seguito, la sintesi di quanto previsto per la scuola. 

 

Misure valide su tutto il territorio nazionale:

- Le scuole secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni. La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali. 

- Nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. 

- È possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova. Saranno quindi ricalendarizzate le prove del concorso straordinario per la secondaria di I e II grado interrotte a novembre e si darà avvio gradualmente allo svolgimento delle prove delle altre procedure concorsuali.

- Restano sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO). 

- Le riunioni degli organi collegiali potranno svolgersi a distanza. 

 

Misure per i territori con scenari di maggiore gravità:

Nelle aree caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”, cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado.  

Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali. 

Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.4/2020

La funzione dirigenziale nel difficile momento della gestione del COVID

di Anna Armone

Non è chiaro come un dirigente scolastico possa dichiarare che il

contagio è avvenuto a scuola e contemporaneamente riconoscere di aver applicato le linee guida Inail e i protocolli di contratto alla

diffusione del contagio

La pandemia dovuta alla diffusione del Covid-19 ha fatto emergere i punti deboli, debolissimi, del sistema scolastico. Ma non voglio considerare a tappeto tutti i punti denunciati da più parti, ma voglio soffermarmi sulla difficilissima funzione dirigenziale così come è e come deve essere agita in questo frangente.

Le scuole sono state prima chiuse senza alcuna riflessione approfondita su altre eventuali soluzioni adottabili, poi fatte oggetto di studi che hanno portato a soluzioni che vedremo avanti come vanno considerate. In mezzo al guado si sono trovati i dirigenti scolastici alle prese con problemi organizzativi e di gestione del personale. La possibilità di contagio all’interno della scuola ha evidenziato le responsabilità dirigenziali in qualità di datore di lavoro. L’Inail ha chiarito che i datori di lavoro pubblici non sono responsabili per i casi di contagio da Covid-19 se hanno seguito le linee guida sugli interventi di contrasto e prevenzione della malattia e i protocolli che l’Amministrazione ha approntato.

Dunque, nessuna responsabilità per il dirigente scolastico? Per mettere davvero i paletti intorno alla zona franca di garanzia di non responsabilità dirigenziale occorre chiarire quali sono i soggetti garantiti dall’assicurazione contro gli infortuni dell’Inail.

Il Covid-19 viene normativamente ricondotto entro la nozione di infortunio (sul lavoro), sulla scia di un orientamento giurisprudenziale piuttosto consolidato in materia di affezioni morbose che derivino da un agente patogeno estrinseco di natura virulenta (nel caso di specie il Covid-19); ciò anche in correlazione a quanto indicato per la trattazione dei casi di malattia infettive e parassitarie con la circolare Inail n. 74 del 23 novembre 1995

Relativamente all’organizzazione scolastica la riconduzione ad infortunio sul luogo di lavoro vale per il personale (docente e ATA che per lo svolgimento della loro attività fanno uso di macchine elettriche ovvero frequentano un ambiente organizzato ove sono presenti le suddette macchine)e per gli studenti durante lo svolgimento delle attività più a rischio, ossia quelle di laboratorio ed educazione fisica.

Per il personale e gli studenti, fuori dalle attività più a rischio, il contagio da Covid-19 avvenuto a scuola (da provare) è qualificato come malattia e sarebbe fuori dagli ambiti protetti. Come indicato dall’Inail nelle proprie circolari, la scelta di stressare il concetto di infortunio sino a estenderlo a fenomeni di contagio da virus, rispondeva a esigenze di maggior protezione del lavoratore, “prescindendo così dall’esatta individuazione del momento in cui il virus è stato contratto e consentendo di adeguare la tutela al rischio professionale insito nello svolgimento dell’attività sanitaria”. Il tutto permettendo una tutela celere e certa del diritto leso, senza gravare il lavoratore di un oneroso onere probatorio in ordine alla contrazione della malattia in occasione lavorativa.

L’Inail ha chiarito, già nel 2018, che “In coerenza con quanto previsto dalla circolare n.28/2003 sussiste l’obbligo assicurativo degli insegnanti se per lo svolgimento della loro attività fanno uso di macchine elettriche (videoterminali, computer, fotocopiatrici, videoregistratori, mangianastri, proiettori ecc.) ovvero se frequentano un ambiente organizzato ove sono presenti le suddette macchine. Tuttavia, ai fini della tutela, è necessario che tale attività sia svolta dal lavoratore in modo abituale e non occasionale e ciò si verifica proprio nel caso in cui l’insegnante provvede sistematicamente ad elaborare il registro elettronico di classe, mediante l’utilizzo del personal computer (sentenza Cassazione S.U. n. 3476/94). La progressiva estensione dell’utilizzo della tecnologia informatica consentirà in proseguo la generalizzazione dell’obbligo assicurativo e della conseguente tutela contro infortuni e le malattie professionali agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (L. 135/12)”.

Ciò significa che la platea dei soggetti garantiti non è più quella originaria, ma si estende a condizioni che esulano dalla natura della singola prestazione di lavoro, ma si estendono “alla frequenza dell’ambiente organizzato...” .

Su questi presupposti, e passando attraverso numerose convergenti pronunce della Suprema Corte, si perviene oggi all’ art. 42 comma 2, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 , che senza imbarazzi tratta il Covid-19 come un infortunio.

Il tema è di grande importanza in occasione della pandemia per definire la platea dei potenziali soggetti coperti dall’assicurazione Inail, considerando che l’integrazione a questa garanzia viene offerta dalle società assicuratrici con una vasta gamma di proposte. L’Ania afferma che in assenza di un’esclusione specifica questi rischi possano già essere coperti: “le coperture malattia di norma non escludono il rischio di epidemia o di pandemia”.In pratica, se la polizza malattia è generica e prevede la pandemia, il rischio Covid-19 è compreso. Se, al contrario, la polizza analiticamente prevede malattie infettive, il rischio Covid-19 è escluso. Non abbiamo ancora forme di protezione che si conciliano con strumenti di natura parametrica (ossia in cui il risarcimento viene erogato sulla base dell’andamento di indici/parametri oggettivi). Eiopa(European insurance and occupationalpensions authority) nella sua recente raccomandazione del 1° aprile 2020, invita le imprese a “fornire ai consumatori informazioni chiare e tempestive sui diritti contrattuali per garantire che i consumatori comprendano la portata della loro copertura e le esenzioni applicabili, con particolare riguardo agli eventuali effetti derivanti dal Covid-19 e garantire loro un trattamento corretto…” .

Non si tratta di una mera astrazione teorica: è infatti certo che, dopo la norma emergenziale, molti assicurati con polizze infortuni, se vittime di Covid-19 o eredi di vittime di Covid-19, potranno provare a chiedere l’indennizzo proprio sull’onda della recente definizione normativa. E lo potranno fare a maggior ragione invocando la tanto declamata (e purtroppo verificata) aggressività di quel virus, enfatizzando l’esistenza di una causa autenticamente violenta, oltre che esterna e fortuita.

Nulla quaestio per quei contratti che, a fronte della natura ibrida delle fattispecie infettive e della loro qualificazione in termini di malattia/infortuni, hanno correttamente provveduto a specificare, all’interno delle loro condizioni generali di assicurazione, se la copertura includa o meno le infezioni virulente (frequenti sono infatti le esplicite esclusioni, o inclusioni parziali, come ad esempio, per le infezioni derivanti da puntura di insetto, rispetto alle quali un certo traumatismo violento si può comunque ravvisare).

Peraltro, non trattandosi di assicurazioni obbligatorie e fermi i requisiti genetici di adeguatezza della copertura, l’impresa assicurativa rimane libera di fissare a suo piacimento le regole del gioco, ampliando o restringendo l’interpretazione dell’area di copertura naturalmente correlata al rischio assicurato.

La polizza Covid-19 è una polizza malattia che garantisce la diaria in caso di ricovero ospedaliero. Dov’è il problema? Nella possibilità concreta del riconoscimento del diritto alla diaria in caso di ricovero dovuto al Covid-19. Le attuali polizze proposte dal mercato prevedono, quale elemento imprescindibile, la documentazione relativa alla circostanza causa-effetto: luogo di lavoro-contagio. Non è chiaro come un dirigente scolastico possa dichiarare che il contagio è avvenuto a scuola e contemporaneamente riconoscere di aver applicato le linee guida Inail e i protocolli di contratto alla diffusione del contagio.

L’attenzione deve essere posta alla fase pre-contrattuale, nella quale l’analisi delle clausole richiede un approfondimento finalizzato a verificare che la spesa non si riveli del tutto inutile a fronte di una sorta di riconoscimento capestro del nesso di causalità da parte del dirigente.

Dunque, attenzione!!!!

 

Ed ora veniamo al contenuto di questo numero.

Iniziamo con il pezzo di Renato Loierosu “Federalismo fiscale e LEP nel settore dell’istruzione: lo stato dell’arte”. La scelta di tale tema è fondamentale per riportare l’attenzione su un tema che oramai sembra aver perso il suo appeal. La previsione inattuata della l. 42/2009 sul federalismo è accompagnata dalla mancata attuazione dell’art. 117 della Costituzione nella previsione della definizione dei LEP nei diritti civili e sociali, tra i quali l’istruzione. La determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni rappresenta una tematica estremamente complessa, di difficile interpretazione. I livelli essenziali relativamente alle materie dell’istruzione e della formazione sono da considerare come gli strumenti attraverso i quali realizzare l’eguaglianza sostanziale, ovvero gli strumenti per la esplicitazione di prestazioni atte a essere garantite su tutto il territorio nazionale.

 

Mario Mavigliaricostruisce l’iter logico sistemico dell’autonomia scolastica, toccando gli snodi essenziali dell’evoluzione autonomistica e dei suoi fallimenti. L’autore fa un inciso anche sulla funzione dirigenziale e sua dimensione organizzativa “solitaria”, capo di un esercito di soldati senza ufficiali.

 

Maurizia Migliori, sulla scorta della sua esperienza lavorativa, descrive i nuclei fondamentali della funzione ispettiva e le criticità storiche di una funzione che, ancora oggi, non trova una sua declinazione chiara. Come afferma l’autrice, “sebbene la necessità di un corpo ispettivo autonomo e indipendente sia un’esigenza riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, appare chiaro che, al momento occorre un forte recupero, anche sul piano culturale di questa fondamentale figura professionale e più in generale della cultura del dato e dell’accountability. In questo momento di crisi, si può affermare che ormai non esiste in Italia un vero e proprio modello di Ispettorato scolastico”.

 

Paola Perlini, alla luce della sua grande esperienza nella scuola, ricostruisce l’importante percorso del Direttore dei servizi generali e amministrativi, intercalando lo sviluppo della figura con le grandi riforme che hanno attraversato la scuola nel corso del tempo. Ne emerge un profilo di grande responsabilità anche nel supporto al complesso e complessivo meccanismo del funzionamento dell’organizzazione scolastica.

 

Ivana Summa affronta il tema del service learning.Nello specifico, riprendendo le parole dell’autrice, è una proposta pedagogica, didattica e metodologica che unisce il Service(l’esercizio concreto della cittadinanza che comporta l’assunzione di un impegno) e il Learning(un apprendimento significativo perché situato e partecipato), in risposta alla soddisfazione di un reale bisogno, vero e sentito nel territorio, che spinge a lavorare con e per la propria comunità.

 

Vanna Monducci descrive compiutamente il percorso delle istituzioni scolastiche, e in particolare il ruolo del dirigente, nell’affrontare la pandemia, con gli interventi di tipo didattico e organizzativo. L’esemplificazione delle modalità per affrontare questo momento storico parte dalle disposizioni operative del Governo e dell’amministrazione, ma si accompagna dalle riflessioni di alcuni dirigenti impegnati nell’emergenza.

 

Carmen Iuvoneillustra le modifiche apportate alla disciplina del procedimento amministrativo dal decreto legge n. 76 del 2020, cd. Decreto semplificazioni. L’excursus è analitico e sistematico. Può sembrare, questa, una materia difficilmente applicabile alle istituzioni scolastiche, ma non è così. Il coinvolgimento dell’istituzione scolastica in procedimenti amministrativi attivati dalla stessa Amministrazione o da amministrazioni territoriali, richiede di essere consapevoli dei meccanismi regolativi dell’azione amministrativa.

 

Federica Marottaaffronta la tematica della valutazione degli alunni da parte dei docenti. Compito non sempre facile, soprattutto relativamente al comportamento - aspetto su cui ci si è maggiormente concentrati in questa sede - e che, per forza di cose, in questo periodo difficile a causa di una pandemia che ha richiesto un repentino adattamento del sistema scolastico ad una nuova tipologia di insegnamento e ad un nuovo metodo di somministrazione delle lezioni, ha trovato integrazione con altri indicatori, non sempre semplici da indentificare e da valutare. Sul tema si è avuto modo di leggere quanto espresso con sentenza n.540/2020 dal TAR Piemonte.

 

Giuliana Costantini recensisce tre libri, molto diversi tra di loro. Il primo libro, di MarcelloDominiDi guerra e di noi,è un romanzo storico che abbraccia gli anni dal 1917 al 1945. Tratta di una saga familiare, quella dei Chiusoli, fratelli divisi dalla perdita del padre nella “grande guerra”, ovvero quella del 1915-18, che seguiranno strade diverse. Il senso di questa storia è nell’essenza di un’umanità che rimane nei due protagonisti, benché schierati su fronti opposti. Il secondo libro, di Mario Maviglia Sopravvivere a scuola - Manuale di istruzione, è uno sguardo critico sugli attori della scuola, sguardo disincantato e ironico e un richiamo nostalgico alla “scuola” così distrattamente richiamata dagli stessi attori. Il terzo libro, di Remo Papino Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio,racconta di questo personaggio che definire “particolare” è riduttivo, bizzarro, deluso da un progresso che l’ha emarginato completamente, dalla vita proletaria in città che ha scambiato per un’esperienza felice. Bonfiglio Liborio vorrà tuttavia una tomba con la scritta “fiommista”, memore di lotte che pure sono state per lui fonte non di riscatto, ma di dolore, non più paesano, ma nemmeno cittadino, sospeso a metà fra la campagna verde e la fabbrica grigia.

Chiudiamo il numero con la rassegna cinematografica curata da Vincenzo Palermo. Il primo titolo è la Serie TV Disney The Mandalorian, che narra di un eroe solitario, un cowboy spaziale senza volto né nome - è semplicemente Mando - imbrigliato nella sua armatura e inviato a recuperare un misterioso personaggio per conto del gruppo di mercenari per cui lavora. American Honey, secondo titolo, è una scintillante storia d’amore che corre sul filo di un sentimento cinico e beffardo, come il “cuore nero” conradiano di un’America senza più vita. Il terzo titolo Miss Marxracconta della vicenda pubblica e privata di Eleanor Marx, la più tenace delle tre figlie del filosofo tedesco Karl Marx.

Ricordo ai nostri lettori che la scelta di ospitare le due rubriche ha come scopo di mettere a disposizione dei dirigenti e degli insegnanti strumenti di arricchimento nella formazione dei ragazzi “pescati” dalla contemporaneità, nello sforzo di avvicinare, più che di allineare, quanto più possibile, il mondo degli adulti a quello dei giovani attraverso il percorso educativo e didattico. X

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