Ultime notizie

Col nuovo piano vaccinale il personale della scuola non è più categoria prioritaria. Lo ha spiegato bene il generale Figliuolo,commissario per l’emergenza Covid, dopo aver firmato l’ordinanza che cambia la strategia: «Un professore di 29 anni, non ancora vaccinato, non è più in categoria prioritaria, deve aspettare che prima vengano immunizzati gli anziani, i fragili e quelli un po’ meno anziani. Se era già stato prenotato, l’appuntamento va cancellato. Proteggere gli anziani subito è la decisione del presidente del Consiglio e la dobbiamo applicare». Così, per la scuola cambia tutto e chi ha avuto la prima dose, dovrà comunque aspettare per la seconda dose oltre la data già fissata. Si stima che tra insegnanti e personale ATA le persone interessate siano almeno 1,2 milioni, circa il 30 per cento. Tutto questo mentre si riaprono le scuole anche in zona rossa, una riapertura vista come una forzatura voluta dal Governo, senza che nulla sia cambiato sul fronte della prevenzione della diffusione del virus.

Il ministro Speranza difende il ritorno in classe perché “tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono problematicità emergenziali”, mentre il virologo Crisanti si mostra decisamente contrario definendo la riapertura della scuola una baggianata: “riaprire tutto con faciloneria significa prepararsi a una tranvata, visto che siamo sempre sopra ai 15 mila casi giornalieri

Durante la seduta in videoconferenza l’8 aprile, il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) si è espresso per la «sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado» per l’attuale anno scolastico in considerazione dell’emergenza sanitaria prodotta dalla pandemia da covid-19. In considerazione delle difficili condizioni legate all’attività didattica in presenza, infatti, il CSPI «invita l’amministrazione a valutare attentamente le condizioni di contesto anche per lo svolgimento delle prove nelle altre classi».

Il parere del Consiglio è motivato anche dal fatto cheper gli studenti delle classi seconde “sarà possibile ripetere le prove in momenti successivi, mentre ciò non sarà possibile agli studenti dell’ultimo anno, in uscita dal sistema scolastico”. Peraltro, aggiunge il CSPI, le ripercussioni della pandemia “rendono molto difficili anche al personale dirigente, docente e amministrativo la gestione degli aspetti organizzativi connessi alla somministrazione delle prove”.

RASSEGNA NORMATIVA - SPECIALE ESAMI -  RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

RASSEGNA NORMATIVA N. 4/2021 -RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Al via le prove INVALSI

Supplenze personale A.T.A.

Obiettivo del MI e di Confindustria: Aule Steam in ogni scuola media

Esami del Primo Ciclo in presenza, situazione epidemiologica permettendo

Ministero corregge: in zona rossa scuole aperte solo per i BES

Contagi in crescita tra i bambini tra 0 e 9 anni

Edilizia scolastica: decreto per le secondarie di secondo grado

Fondi per contrasto povertà educative, dispersione e inclusione

Invalsi ultimo anno scuole superiori: estesa finestra di somministrazione

Frequenza alunni con BES e con disabilità

Firmato il decreto con i criteri di riparto delle risorse destinate alle paritarie

Vaccino anti covid-19: certificazione della vaccinazione giustifica l’assenza

Il Ministro Bianchi lancia il "Patto per l’Istruzione e la Formazione"

In audizione al Senato, il ministro Bianchi fa il punto sul mondo della scuola

Aggiornamento graduatorie terza fascia ATA: domande dal 22 /3 al 22/4

Funzione Pubblica: precisazione su assenze per postumi da vaccino

Obiettivi annuali di accessibilità

Decreto Sostegni Scuola: stanziati 300 milioni

Decreto sostegni scuola: giustificata assenza per somministrazione vaccino

Sottosegretario Sasso: No ai tamponi obbligatori a scuola

Edilizia scolastica, 700 milioni agli Enti locali per asili nido e scuole dell’infanzia.

Rientro a scuola dopo Pasqua?

Ministro Bianchi: sicurezza nelle scuole, misura della nostra civiltà

Sistema integrato 0-6 anni: consultazione pubblica sulle Linee pedagogiche

Mobilità: firmate le ordinanze

Programma Erasmus+: aperte le candidature per il 2021

Vaccino anti-Covid assicurato anche per i non residenti

 

ARGOMENTI DEL MESE

Graduatorie ATA terza fascia 2021/2023. Scadenza presentazione domande 22 aprile 2021

Salvatore Pecorella

Il decreto sostegni proroga fino al 30 giugno il lavoro agile per i lavoratori fragili

Silvia Renzulli

Covid,  le tutele per i genitori lavoratori con figli minori di 16 anni di età

Giancarlo Cubasina

Il Decreto 22 marzo 2021, n. 41:  le misure per imprese, lavoro, famiglie e scuola

Salvatore Argenta

Decreto 22 marzo 2021, n. 41: le misure per l’emergenza COVID. Il ministero distribuisce i primi 150 milioni

Redazione

Le indicazioni del Ministero sulla  copertura di posti lasciati liberi da lavoratori “fragili”.

Redazione

Proroga e ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti

Antonello Di Pace

Permessi 104: nuove istruzioni per part-time verticale o misto

Bruno Giacinto

Esami di Stato del Secondo Ciclo: le discipline caratterizzanti

Redazione

Adozione dei libri di testo

Redazione

Pagamenti  con strumenti tracciabili. Le precisazioni dell’Ispettorato del lavoro

Redazione

Bonus baby-sitting per figli minori di 14 anni in didattica a distanza o in quarantena

Redazione

Rassegna delle misure adottate  anche per la scuola  nel corso dell’ultimo anno a seguito dell’emergenza Coronavirus (COVID-19)

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2019/2020

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2020/2021

Salvatore Pecorella

L’Inps rivaluta gli indici per il calcolo delle pensioni 2021

Redazione

Decreto Legge n. 30 del 13 marzo 2021. Accesso a lavoro agile e, se non possibile, congedo parentale retribuito al 50% fino al 30 giugno 2021

Redazione

Le disposizioni per la scuola contenute nel DPCM del 2 marzo 2021

Redazione

Il nuovo sistema di pagamenti elettronici pago PA

Redazione

Anagrafe delle prestazioni: disposizioni in materia di pubblicazioni e comunicazioni degli incarichi

Redazione

Normativa  in materia di aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge che lavora all’estero

Redazione

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

L'improcedibilità del ricorso: la differenza tra la sopravvenuta carenza di interesse e la cessazione della materia del contendere

Cassazione: i comportamenti che integrano il reato di concussione

Nel giudizio di ottemperanza non possono essere proposte domande che non sono contenute nella sentenza da eseguire

Risarcimento del danno da responsabilità extracontrattuale: il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria

Licenziamento individuale - Giustificato motivo oggettivo - Manifesta insussistenza del fatto

Mobbing - Intento persecutorio o vessatorio - Onere della prova

Permessi per Riunione sindacale - Mancata partecipazione - Svolgimento di altre attività sindacali - Rilevanza disciplinare

Mobbing - Dipendente sottoutilizzato per esigenze organizzative -Condotta vessatoria - Esclusione

Non decade il docente immesso in ruolo “con riserva” in seguito a provvedimenti giurisdizionali

 

LE SCADENZE DEL MESE

 

NORMATIVA

Nota MIUR prot. n. 15598 del 2 settembre 2020 - Trasmissione Decreto ministeriale 6 agosto 2020, n. 88, di adozione dei modelli di diploma e curriculum dello studente

Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente le modalità e i criteri nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza

SCHEDA di lettura su Ipotesi di CCNI sulla Didattica Digitale Integrata del 25 ottobre 2020

Regolamento per le supplenze ATA

Nota MIUR prot. n. 2002 del 9 novembre 2020 - Ipotesi di Contratto sulla Didattica digitale integrata. Note operative

Decreto Ministeriale n. 50 del 3 marzo 2021 - Graduatorie ata di circolo e istituto terza fascia 2021-2023

Nota MIUR prot. n. 325 del 3 marzo 2021 - Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, articolo 26, comma 2-bis (lavoratori “fragili”)

Nota MIUR prot. n. 2844 del 3 marzo 2021 - Incarichi a tempo determinato a.a. 2020/2021

Nota MIUR prot. n. 343 del 4 marzo 2021  - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021

Nota MIUR prot. n. 5467 del 10 marzo 2021 - Proroga per la predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2020

Nota MIUR prot. n. 5712 del 12 marzo 2021 - Indicazioni concernenti il versamento ad apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, delle risorse assegnate alle istituzioni scolastiche nel contesto dell’emergenza sanitaria Covid-19

Nota MIUR prot. n. 360 del 14 marzo 2021 - Misure urgenti di contrasto del “Covid-19” - Decreto legge 13 marzo 2021, n. 30

Nota MIUR prot. 9256 del 18 marzo 2021 - Indizione della procedura di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA

 

 

 

 


 

RASSEGNA NORMATIVA SPECIALE ESAMI RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

Il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi, ha riunito in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica ed ha sottolineato, in apertura, l’importanza dell’Inclusione, “principio che sta alla base della nostra scuola”.

“L’Osservatorio - ha ribadito - è fondamentale, ci consente un confronto costante grazie all’ascolto delle voci di quanti lavorano quotidianamente e costantemente per il benessere delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

Dopo aver ascoltato tutti i rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nel campo dell’inclusione scolastica, il Ministro Bianchi ha concluso l’incontro evidenziando che “il modello italiano di inclusione è un punto di riferimento a livello europeo. La pandemia ha messo a nudo molte delle difficoltà di questo Paese e le ha anche esasperate, ma la scuola ha reagito per continuare a stare al fianco di tutte le studentesse e tutti gli studenti. Ringrazio il personale, i docenti, per l’impegno profuso, anche sul tema dell’inclusione che deve essere un obiettivo di tutto il Paese, a partire proprio dalla scuola. Dobbiamo mettere in moto tutti coloro che possono dare un contributo affinché la scuola sia il punto di forza di un Paese nuovo

Presente all’incontro, il Sottosegretario Rossano Sasso, che ha la delega in materia. “L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica rappresenta uno strumento preziosissimo per rendere davvero efficace e proficuo il dialogo tra Istituzioni, Associazioni, famiglie e ragazzi - ha spiegato il Sottosegretario -. Sono onorato del fatto che mi sia stata affidata una delega che avverto con grande forza sulla mia pelle e per la quale intendo spendermi con ogni energia. Le proposte e le esperienze ascoltate oggi vanno ovviamente tradotte in contenuti, in passi concreti, in effettivi progressi normativi e sociali. Solo così riusciremo a fare in modo che il mondo della scuola diventi sempre più inclusivo e solidale”.


 

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, e il Comandante Generale della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino, hanno firmato un Protocollo d’Intesa che mira a valorizzare la cultura del mare tra i giovani.

L’obiettivo, come si legge nel Protocollo, è quello di “contribuire alla formazione delle giovani generazioni, alla tutela del territorio, alla convivenza civile, alla legalità”.

La firma dell’Accordocoincide con le celebrazioni della “Giornata del mare e della cultura marinara”. Un’iniziativa che ogni anno coinvolge la Guardia Costiera e gli Istituti scolastici italiani, per valorizzare le tradizioni marittime del nostro Paese e rivalutare il patrimonio storico, sociale e culturale del suo mare. Una serie di iniziative, idee e progetti portati avanti su tutto il territorio e che si riassumono anche con l’individuazione delle classi vincitrici del Concorso Nazionale “La cittadinanza del mare” edizione 2020, che prevedeva l’elaborazione di percorsi e progettualità volti alla diffusione della cultura del mare. Il concorso si è concluso con la premiazione di 11 dei ben 500 progetti pervenuti.

In occasione della firma del Protocollo, il Ministro Patrizio Bianchi ha incontrato, in modalità telematica, le classi vincitrici, complimentandosi per i lavori realizzati. È stata quindi presentata la nuova edizione del concorso, dal tema “Cambiamenti climatici e sostenibilità, effetto di molteplici cause in gran parte attribuibili all’uomo e, a loro volta, causa di effetti sia sull’ambiente marino e costiero che sulle comunità che vivono in prossimità del mare”.

Questa iniziativa, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e ampiamente condivisa dal Corpo, sottolineano il Prof. Patrizio Bianchi e l’Amm.Pettorino, sarà quanto mai utile e necessaria per comprendere il contesto nazionale ed europeo verso il quale le nuove generazioni potranno indirizzare le loro legittime ambizioni formative e professionali.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati nel protocollo stesso, è stato costituito un Comitato tecnico-scientifico al quale saranno invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche che lavoreranno in sinergia.

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha incontrato in videoconferenza il Forum degli Studenti al quale hanno partecipato i rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi delle scuole secondarie di II grado. Il Ministro ha esposto priorità e linee guida della collaborazione tra il Ministero e il Forum e richiesto a studentesse e studenti la redazione di un cronoprogramma dettagliato, anche nell’ottica di una legge nazionale per il diritto allo studio.

“Viviamo un anno complicato – ha detto il Ministro -, non solo a causa della pandemia, che in molti casi ha reso più evidenti problemi ereditati dal passato. Abbiamo voluto uno stanziamento di risorse importante nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) su due temi particolarmente urgenti: la dispersione scolastica e l’adeguamento di strutture e infrastrutture, due emergenze che aggravano il divario tra il Nord e il Sud del Paese. A questi problemi si sono aggiunte le difficoltà contingenti, come la necessità di ricorrere alla didattica a distanza e quella di adeguare la formazione dei docenti.

“Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro”.

È online la pagina web dedicata alle prove conclusive del primo e del secondo ciclo di istruzione, istruzione,uno strumento che mette a disposizione di studentesse e studenti, dei docenti e di tutta la comunità scolastica documenti, informazioni e materiali sugli Esami.

“Ragazze, ragazzi, abbiate fiducia in voi, abbiate fiducia nella scuola, abbiate fiducia, soprattutto, nel nostro Paese”. Con queste parole il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, si è rivolto alle studentesse e agli studenti che sosterranno gli Esami di Stato, con un video diffuso sui canali social del Ministero.

Il Ministro ha lanciato un messaggio di incoraggiamento e di supporto e presentato alcune delle attività predisposte per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno. “Ognuno di voi ha il diritto di essere valutato. Per questo abbiamo scelto una formula, su cui voi state lavorando, che vi consentirà di esprimere tutto il vostro percorso. Con l’Esame - ha sottolineato - si passa da una fase all’altra della vita e questo è un momento importante, bisogna dargli tutto il peso. Il Ministero, i vostri docenti e tutta la comunità scolastica sono con voi in questo percorso”.

“Metteremo a vostra disposizione tutti gli strumenti per prepararvi al meglio. Abbiamo aperto una pagina dedicata sul nostro sito, con tutte le informazioni. La Rai avrà uno spazio dedicato agli Esami e i nostri social, che voi sapete usare meglio di tutti, saranno a vostra disposizione”.

Sul portale sono caricate le Ordinanze che definiscono le prove di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese, documenti di accompagnamento che forniscono informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento degli Esami di questo anno scolastico e una sezione riservata alle risposte alle domande più frequenti.

Il sito sarà solo uno degli strumenti pensati per sostenere la comunità scolastica in questo percorso. Come ogni anno, sono previste conferenze di servizio, sull’intero territorio nazionale, già in corso in queste settimane.

Le rubriche sui social

In vista degli Esami, sarà possibile interagire con il ministero attraverso la rubrica social #MIrisponde con richieste di chiarimento o di approfondimento. Le risposte saranno fornite sempre attraverso i canali social.

Ma ci sarà spazio anche per un racconto personale di questo particolare rito che resta nei ricordi di ogni generazione: attraverso la rubrica #ioMIricordo, il ministero animerà, nel mese di giugno, a ridosso delle prove, un racconto corale in cui ciascuno potrà utilizzare l’hashtag per condividere i propri ricordi e le proprie esperienze legati agli Esami.

Gli esami di Stato in Tv

Grazie alla collaborazione tra il ministero e la Rai ci saranno finestre dedicate agli Esami di Stato anche all’interno dei programmi di Rai Cultura (“#Maestri” e “La Scuola in Tivù”) e di RaiGulp (“La Banda dei Fuoriclasse”).

In particolare, nell’ambito de “La Scuola in Tivù”, ci sarà un pacchetto di puntate dedicato alla spiegazione approfondita dei diversi passaggi dell’Esame del secondo ciclo. Mentre nell’ambito di “#Maestri” sarà data voce alle ragazze e ai ragazzi che si preparano per le prove.

Tutti i materiali e le lezioni prodotti in questi mesi, sulle diverse discipline, saranno a disposizione delle studentesse e degli studenti e dei loro docenti per approfondimenti e ripassi.

Tutte le puntate sugli Esami saranno disponibili su Raiplay e sul sito di Rai Scuola per poterne fruire anche dopo la messa in onda. Per i più piccoli, nell’ambito della “La Banda dei Fuoriclasse”, su RaiGulp ci saranno momenti tematici dedicati all’Esame del primo ciclo e alle discipline che ne saranno oggetto.

-       Il video del Ministro

-       Il sito dedicato

-       Il precedente comunicato con le regole delle prove


 

Sta destando forti preoccupazioni e innestando fratture nella maggioranza di governo l’articolo 10 del decreto legge n. 44/2021, che prescrive le nuove regole per sbloccare e svolgere i concorsi pubblici, compresi quelli già banditi, al fine di renderli più “svelti”.

Sembra che le disposizioni, sostenute dal nuovo ministro per la PA, Renato Brunetta, siano da intendere anche per la scuola, quindi pure per i concorsi ordinari per docenti rinviati a causa della pandemia. Le slide pubblicate dal Dipartimento della Funzione Pubblica non lasciano dubbi in proposito, essendovi riportato che i posti messi a bando o da bandire sono circa 91.000 e che per essi la prova preselettiva sarà sostituita dai titoli posseduti.

Una disposizione. Questa, che taglia fuori dalle prove scritte per diventare docente, tanti giovani senza esperienze o specializzazioni sulla scuola.  A dissentire, in particolare i parlamentari 5Stelle che, in Commissione Istruzione del Senato hanno lamentato che titoli e servizio nel decreto hanno assunto un ruolo preponderante, ruolo che inevitabilmente penalizzerà le nuove generazioni: “La valutazione dei titoli in luogo di una prova preselettiva farà sì che solo chi ha conseguito un master o un diploma in scuola di specializzazione (titoli che non tutti i ragazzi, sebbene meritevoli, possono permettersi economicamente) potrà accedere alla prova scritta. La valutazione del servizio farà invece sì che nella PA possa essere assunto solo chi vi ha già precedentemente prestato servizio. Pur considerando i titoli e l’esperienza rilevanti – continuano -, questi non possono essere gli unici criteri, in quanto il principale deve essere necessariamente il merito. La next generation, così, rischia di rimanere fuori dalle 500.000 assunzioni previste nei prossimi cinque anni”.

Sulla stessa linea i parlamentari 5Stelle in Commissione Cultura alla Camera: “Condividiamo in pieno la preoccupazione dei candidati e per questo ci siamo già attivati per presentare al ministro Brunetta un’interrogazione sul tema, a prima firma del collega Manuel Tuzi.

Cambiare le regole con i bandi già chiusi, come nel caso di quelli per il reclutamento scolastico, è penalizzante per chi da tempo si prepara alle prove – proseguono – e soprattutto lo è per i neolaureati, i giovani con poca esperienza professionale o con risorse economiche tali da non consentire l’acquisizione di titoli.

Comprendiamo l’esigenza di snellire le procedure concorsuali in tempi di pandemia ma una deroga, anche solo parziale, al principio della valorizzazione del merito non può durare oltre l’emergenza e non può riguardare bandi già chiusi” aggiungono i deputati. “Non è un caso che il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto l’ex ministra Azzolina nella volontà di immettere nuove risorse nel mondo della scuola attraverso concorsi meritocratici, prevedendo dei bandi rivolti ai neolaureati oltre al concorso straordinario per chi ha già 3 anni di servizio: vogliamo che a tutti i candidati sia data pari opportunità di accesso al posto di lavoro”.

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2021

La scuola nell’illusione del “recovery fund”  - Editoriale di Vittorio Venuti

Da qualche tempo la nostra classe politica si è incastrata sul Recovery fund, o New Generation EU (denominazione che qualifica le ragioni del fondo), ovvero sui circa 209 miliardi che l’Italia si troverebbe a gestire quanto prima, con ipotesi varie di ripartizione e, anche, di conseguenza, di possibili riformulazioni degli equilibri politici, dipendenti da interessi di varia natura e non sempre orientati da obiettivi di giustizia sociale. Anche la scuola, naturalmente, rientrerà tra i destinatari delle risorse. Avendo già “dato” per banchi, sedie a rotelle, mascherine e gel, auguriamoci che ci sia un piano che la riqualifichi, da un lato riparando ai gravi torti che ininterrottamente continua a subire ormai da diversi decenni- dietro lo schermo dell’ingannevole termine “razionalizzazione” si sono avviati interventi che hanno depauperato sempre più il sistema scolastico, con gravi ripercussioni sui suoi destinatari, gli alunni, considerati ultimi, in una classifica che avrebbe dovuto

consacrarli come primi - e dall’altro riprogettandola secondo una visione che guardi ad un futuro che si costruisce già oggi. In ogni caso, un Piano che vada oltre l’accredito della risicata risorsa che sarà ritagliata dal Recovery fund, per mettere mano su tutto l’impianto del sistema d’istruzione come su tutte le dinamiche che lo muovono, avendo cura, anche, di guardare all’ammodernamento e riqualificazione degli edifici scolastici esistenti, nonché alla costruzione di nuove strutture in linea con la visione di una scuola-laboratorio nella quale si “cura” e si favorisce il benessere emotivo, affettivo e culturale dello studente.

Assumono qualche rilievo, in questo senso, le dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina espresse nell’ambio dell’evento organizzato, in dicembre, da AIDR (Associazione Italian Digital Revolution) “Didattica a distanza e scuola digitale”, che l’ha messa a confronto con le domande degli studenti. Nell’occasione, ha fatto delle affermazioni che suonano come una sorta di programma per la scuola del prossimo futuro, che “sarà sempre più legato alla digitalizzazione” giacché “le nuove tecnologie rappresentano una opportunità di crescita per i nostri ragazzi, ma le attività devono essere svolte in classe. Le aule, sono e resteranno sempre luoghi deputati alla socializzazione, oltre che alla formazione degli alunni”. Il che lascia intendere che si stia elaborando un progetto in tal senso, il tutto sulla scorta della considerazione che l’emergenza pandemica, oltre a cogliere impreparata la scuola, abbia fatto emergere le forti criticità che l’hanno minata, di fatto, nella struttura, nel ruolo e nelle funzioni. In questo, ci va di aggiungere che, proprio il personale, dirigenti in testa coadiuvati da collaboratori, direttore SGA, docenti, personale A.T.A., ha lanciato alla scuola quella ciambella di salvataggio che le ha consentito di arginare i danni e recuperare spazi di funzionamento anche pregevoli, trasformando, come ha evidenziato la stessa Ministra, quel “momento difficile in opportunità di crescita per tutto il sistema”.

In effetti, proseguendo, la Ministra ha intercettato un“tema fondamentale per la scuola che verrà: la didattica”.Nodo cruciale, la didattica investe tutto il pianeta scuola, essendo la sostanza che le consente di reggere e che non può che nascere da una concertazione/negoziazione tra alunno e docente, non a priori come ancóra, per lo più, si insiste a credere. Fa piacere, quindi sentire che “partirà un ciclo di convegni che è ‘Pensare la didattica’. Dobbiamo pensare una didattica digitale in classe, dovremo essere più veloci rispetto alle esigenze che hanno i nostri studenti e le nostre studentesse. Dobbiamo avere insegnanti preparati, investire soldi e poi c’è l’occasione storica che è il Recovery Fund. Avremo la possibilità di diminuire gli alunni per classe, se ho 27-30 alunni per classe, non posso fare didattica personalizzata. Dobbiamo anche ridurre la dispersione scolastica”.

Si fa strada, quindi, la bozza di un progetto che condividiamo, pur ritenendolo solo un piccolo passo verso il rinnovamento della scuola, che va ben oltre le dichiarazioni e gli obiettivi intercettati.

Lasciamo alla riflessione, in particolare dei decisori della politica scolastica alcune considerazioni di forte spessore che, sotto il titolo “Scuola e formazione, un’apatia colpevole”, Ferruccio DeBortoli ha pubblicato sul Corriere della Sera del 5 dicembre:

“Se la scuola fosse un’attività economica, avesse un suo fatturato, l’avremmo trattata certamente meglio. Almeno al pari di altri settori colpiti dal virus. Se le ore perdute di lezione si traducessero in una posta di bilancio aziendale, avessero la stessa importanza di un credito bancario in sofferenza o di una commessa perduta, l’allarme sociale suonerebbe forte. Incessante. Invece non è così pur essendo il nostro Paese quello che nell’Ocse (l’organizzazione dell’economie industriali) ha chiuso le scuole più a lungo (18 settimane contro una media di 14). Dell’ultimo Dpcm (acronimo che speriamo il 2021 si porti via) tutto è parso più importante del ritorno alle lezioni in presenza: dal cenone di Natale, al veglione della notte di San Silvestro, alla vacanza sugli sci. E irrilevante la differenza fra «riaprire» (in maggiore sicurezza, soprattutto nei trasporti) il 14 dicembre e il 7 gennaio.

Quanto vale un giorno di lezione? Nulla. Dimentichiamoci per un attimo la lunga estate dei banchi a rotelle, l’eccesso di fiducia sulla didattica a distanza, il peso e l’egoismo dei sindacati di settore. E chiediamoci il perché, salvo rare eccezioni, un intero Paese abbia considerato, a differenza di altri, la sospensione delle lezioni il minore dei danni, un sacrificio sopportabile, la scuola - e la formazione in generale - un ramo complementare e dunque minore della vita sociale. Per continuare con la metafora aziendale (che non ci piace perché la scuola è prima di tutto educazione alla cittadinanza) se gli studenti, le famiglie e gli insegnanti avessero la stessa rilevanza pubblica di altre constituency, consumatori, risparmiatori e azionisti, semplici gruppi d’interesse, non avremmo problemi. Parleremmo del decumulo del capitale umano - la perdita soprattutto in prospettiva di conoscenze e competenze - almeno al pari di quanto si discuta del decumulo di capitale finanziario. Perché non c’è ristoro che tenga per il vuoto di apprendimento che sopportano ragazze e ragazzi cui è stata sottratta una quota delle loro vite sociali. Sono danni che non si riparano…”.

Non sarà il Recovery fund né alcun ristoro a ripararli!

 

Il numero si apre con “La struttura organizzativa della scuola tra contratti, norme e pratiche diffuse: è possibile cambiarla?”, un interrogativo sul quale rifletteIvana Summa. L’autonomia scolastica era nata per potenziare la capacità di una scuola di organizzare al meglio il servizio affidatole, valorizzando la propria competenza distintiva all’interno del territorio in cui opera. In realtà, oggi l’autonomia appare in agonia per almeno due cause: la mancanza di una nuova cultura organizzativa, la persistente ed evidente volontà della burocrazia ministeriale di mantenere in modo saldo il timone del comando con il pretesto di dare coerenza/uniformità alle azioni dei singoli istituti scolastici.

Anna Armoneincentra il suo contributo su “Lavoro agile e tutela della Privacy”,evidenziando come il personale che opera in tale modalità debba essere informato dal datore di lavoro della necessità di adottare specifiche cautele in relazione alla propria postazione di lavoro. La finalità è quella di specificare in relazione al contesto i principi di preservazione della riservatezza e dell’integrità delle informazioni aziendali, tra cui rientrano i dati personali trattati in esecuzione delle proprie mansioni.

Dopo questa pandemia niente più sarà lo stesso, si è detto dopo essere stati messi di fronte al dissesto socioeconomico e all’alto costo di vite umane che il Covid-19 continua a mietere ancora oggi. Anche per la scuola, costretta a chiudere in presenza e, quest’anno, a funzionare tra chiusure ed aperture, si è detto che non sarebbe più stata la stessa. Si prefigura la necessità e l’urgenza di “Una nuova visione di scuola in risposta alla pandemia”.Questo anche il titolo del contributo di Michela Lellache, giustamente, chiosa: dobbiamo capire per quale tipo di futuro vogliamo impegnarci e aiutare i ragazzi a riacquistare fiducia nella vita anche se la società che si sta modificando a seguito dell’esperienza pandemica, impedisce di fare proiezioni e predizioni per il futuro.

A seguire,Ganluca Dradipropone“L’autonomia scolastica alla prova del ruolo assegnato ai prefetti con il DPCM 3 dicembre 2020”,richiamando la disposizione che sollecita le scuole secondarie superiori a garantire, per il 75% della popolazione studentesca, l’attività didattica in presenza. Una delle problematiche che al momento rendono difficile il raggiungimento di questo obiettivo è data dal fatto che il sistema dei trasporti pubblici locali sia abilitato a funzionare con una capienza ridotta al 50%, quindi si sono fatte ipotesi sull’organizzazione oraria delle scuole. Per risolvere il problema organizzativo è entrato in campo l’utilizzo dei prefetti. La domanda è: può un DPCM, in nome dell’emergenza sanitaria, sottrarre poteri organizzativi riconosciuti ai dirigenti scolastici per conferirlo ai prefetti?

Anche Filippo Cancellierisi sofferma sull’emergenza pandemica, per riscontrare la necessità di“Ricostituire la medicina scolastica”. Per fronteggiare i molteplici aspetti organizzativi della scolarizzazione degli allievi quando la curva del contagio consente le lezioni in presenza, si invoca da più parti il ripristino della figura del medico scolastico, definitivamente soppressa all’inizio del nuovo secolo allorché, con la riforma del Titolo V della Costituzione, si delegò alle Regioni l’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari.

Per il suo contributo, “Dallo specchio al mosaico. Più di due modi di pensare e di apprendere”, Damiano Verdasi richiama agli studi dello psicologo israeliano Daniel Kahneman, vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2002, che pone l’accento non sul potenziale della razionalità o dell’intuito, quanto piuttosto sui limiti di entrambi. Da qui il discorso si sposta a Gardner, per il qualela pluralità di intelligenze non può ridursi al risultato di una mediazione tra logica e istinto, ma si può piuttosto immaginare espressa in varie declinazioni, a seconda dell’oggetto trattato.

Angelo Muratorerichiama un confronto tra le diverse forme di dirigenza “Dalla dirigenza privata a quella pubblica e a quella scolastica”seguendo la logica evolutiva di un approccio storico, per soffermarsi sulla formazione dei dirigenti scolastici rispondente allo scopo di accrescere l’efficienza delle istituzioni da loro dirette, assicurando economicità, speditezza e rispondenza al pubblico interesse dell’azione amministrativa.

La fase conclusiva del ciclo di valutazione delle scuole, disciplinato dall’art. 6 del DPR 28 marzo 2013 n. 80, si è conclusa con la pubblicazione della Rendicontazione sociale sul portale Scuola in chiaro, documento che consente di socializzare con la comunità di appartenenza i risultati raggiunti, sia in una logica di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e di spinta al miglioramento continuo del servizio scolastico. L’argomento è trattato da Filippo Sturaroin “Il rapporto Annuale sulla rendicontazione sociale”, nell’ambito del più ampio discorso delle scuole che si raccontano.

Francesco Nuzzacinel suo pezzo dal titolo “Partita chiusa sul Bonus premiale?”ritorna sulla vessata questione del bonus docenti per ribadire che il venir meno della finalizzazione imposta dal legislatore non significa, di per sé, che le parti della contrattazione integrativa non possano riconoscere autonomamente risorse per valorizzare e premiare l’attività dei docenti.

Questo numero si conclude con un interessante intervento di Antonio Sapiente“La direttiva del dirigente per la corretta gestione del patrimonio scolastico” in cui l’autore si sofferma sui compiti di gestione del dirigente scolastico in questo particolare settore dell’attività scolastica che investe la corretta gestione dei beni patrimoniali.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lello, in “I permessi retribuiti di cui all’art. 15 del CCNL/2007 Comparto Scuola sono sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico”tratta del caso singolare di una docente di un IC che presenta in successione più istanze per fruire di giorni di permesso retribuito, che portano il dirigente a un diniego allorquando la richiesta cade in prossimità delle feste pasquali. La questione, naturalmente, non finisce lì.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Maurotratta di “JRC ed Eurodesk, due strumenti chiave per la scommessa europea”.JRC (Joint Research Centre), è forse il Servizio scientifico più importante di cui si avvale la Commissione europea per elaborare le sue politiche comunitarie e le strategie per attuarle; Eurodesk è la rete ufficiale del programma europeo Erasmus+ per l’informazione sui programmi e le iniziative promosse dalle istituzioni comunitarie in favore dei giovani.

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutiargomenta su “L’empatia: materia che dà sostanza alla pedagogia e ‘Cavallo di Troia’ per la didattica personalizzata”. Il contributo prende spunto dalla recente ordinanza che riscrive la valutazione nella scuola primaria e recupera la necessità di guardare all’empatia liberandola dall’aura mitizzante che la incornicia per assumerla come “cavallo di Troia” per entrare nel modo interno dell’allievo per comprenderlo, stando bene attenti a portare solo il dono della comprensione e della progettazione successiva.

Infine nella rubrica di legislazione scolastica Stefano Callàaffronta la problematica sull’esclusione dei candidati dalle graduatorie e le dichiarazioni mendaci con riferimento agli adempimenti posti dalla recente Ordinanza Ministeriale n.60/2020 avente ad oggetto la disciplina sulla formazione delle graduatorie provinciali per il conferimento di incarichi a tempo determinato al personale docente. X

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