Ultime notizie

Col nuovo piano vaccinale il personale della scuola non è più categoria prioritaria. Lo ha spiegato bene il generale Figliuolo,commissario per l’emergenza Covid, dopo aver firmato l’ordinanza che cambia la strategia: «Un professore di 29 anni, non ancora vaccinato, non è più in categoria prioritaria, deve aspettare che prima vengano immunizzati gli anziani, i fragili e quelli un po’ meno anziani. Se era già stato prenotato, l’appuntamento va cancellato. Proteggere gli anziani subito è la decisione del presidente del Consiglio e la dobbiamo applicare». Così, per la scuola cambia tutto e chi ha avuto la prima dose, dovrà comunque aspettare per la seconda dose oltre la data già fissata. Si stima che tra insegnanti e personale ATA le persone interessate siano almeno 1,2 milioni, circa il 30 per cento. Tutto questo mentre si riaprono le scuole anche in zona rossa, una riapertura vista come una forzatura voluta dal Governo, senza che nulla sia cambiato sul fronte della prevenzione della diffusione del virus.

Il ministro Speranza difende il ritorno in classe perché “tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono problematicità emergenziali”, mentre il virologo Crisanti si mostra decisamente contrario definendo la riapertura della scuola una baggianata: “riaprire tutto con faciloneria significa prepararsi a una tranvata, visto che siamo sempre sopra ai 15 mila casi giornalieri

Durante la seduta in videoconferenza l’8 aprile, il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) si è espresso per la «sospensione delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado» per l’attuale anno scolastico in considerazione dell’emergenza sanitaria prodotta dalla pandemia da covid-19. In considerazione delle difficili condizioni legate all’attività didattica in presenza, infatti, il CSPI «invita l’amministrazione a valutare attentamente le condizioni di contesto anche per lo svolgimento delle prove nelle altre classi».

Il parere del Consiglio è motivato anche dal fatto cheper gli studenti delle classi seconde “sarà possibile ripetere le prove in momenti successivi, mentre ciò non sarà possibile agli studenti dell’ultimo anno, in uscita dal sistema scolastico”. Peraltro, aggiunge il CSPI, le ripercussioni della pandemia “rendono molto difficili anche al personale dirigente, docente e amministrativo la gestione degli aspetti organizzativi connessi alla somministrazione delle prove”.

RASSEGNA NORMATIVA - SPECIALE ESAMI -  RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

RASSEGNA NORMATIVA N. 4/2021 -RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Al via le prove INVALSI

Supplenze personale A.T.A.

Obiettivo del MI e di Confindustria: Aule Steam in ogni scuola media

Esami del Primo Ciclo in presenza, situazione epidemiologica permettendo

Ministero corregge: in zona rossa scuole aperte solo per i BES

Contagi in crescita tra i bambini tra 0 e 9 anni

Edilizia scolastica: decreto per le secondarie di secondo grado

Fondi per contrasto povertà educative, dispersione e inclusione

Invalsi ultimo anno scuole superiori: estesa finestra di somministrazione

Frequenza alunni con BES e con disabilità

Firmato il decreto con i criteri di riparto delle risorse destinate alle paritarie

Vaccino anti covid-19: certificazione della vaccinazione giustifica l’assenza

Il Ministro Bianchi lancia il "Patto per l’Istruzione e la Formazione"

In audizione al Senato, il ministro Bianchi fa il punto sul mondo della scuola

Aggiornamento graduatorie terza fascia ATA: domande dal 22 /3 al 22/4

Funzione Pubblica: precisazione su assenze per postumi da vaccino

Obiettivi annuali di accessibilità

Decreto Sostegni Scuola: stanziati 300 milioni

Decreto sostegni scuola: giustificata assenza per somministrazione vaccino

Sottosegretario Sasso: No ai tamponi obbligatori a scuola

Edilizia scolastica, 700 milioni agli Enti locali per asili nido e scuole dell’infanzia.

Rientro a scuola dopo Pasqua?

Ministro Bianchi: sicurezza nelle scuole, misura della nostra civiltà

Sistema integrato 0-6 anni: consultazione pubblica sulle Linee pedagogiche

Mobilità: firmate le ordinanze

Programma Erasmus+: aperte le candidature per il 2021

Vaccino anti-Covid assicurato anche per i non residenti

 

ARGOMENTI DEL MESE

Graduatorie ATA terza fascia 2021/2023. Scadenza presentazione domande 22 aprile 2021

Salvatore Pecorella

Il decreto sostegni proroga fino al 30 giugno il lavoro agile per i lavoratori fragili

Silvia Renzulli

Covid,  le tutele per i genitori lavoratori con figli minori di 16 anni di età

Giancarlo Cubasina

Il Decreto 22 marzo 2021, n. 41:  le misure per imprese, lavoro, famiglie e scuola

Salvatore Argenta

Decreto 22 marzo 2021, n. 41: le misure per l’emergenza COVID. Il ministero distribuisce i primi 150 milioni

Redazione

Le indicazioni del Ministero sulla  copertura di posti lasciati liberi da lavoratori “fragili”.

Redazione

Proroga e ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti

Antonello Di Pace

Permessi 104: nuove istruzioni per part-time verticale o misto

Bruno Giacinto

Esami di Stato del Secondo Ciclo: le discipline caratterizzanti

Redazione

Adozione dei libri di testo

Redazione

Pagamenti  con strumenti tracciabili. Le precisazioni dell’Ispettorato del lavoro

Redazione

Bonus baby-sitting per figli minori di 14 anni in didattica a distanza o in quarantena

Redazione

Rassegna delle misure adottate  anche per la scuola  nel corso dell’ultimo anno a seguito dell’emergenza Coronavirus (COVID-19)

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2019/2020

Salvatore Pecorella

Gli interventi specifici per la scuola per l’anno scolastico 2020/2021

Salvatore Pecorella

L’Inps rivaluta gli indici per il calcolo delle pensioni 2021

Redazione

Decreto Legge n. 30 del 13 marzo 2021. Accesso a lavoro agile e, se non possibile, congedo parentale retribuito al 50% fino al 30 giugno 2021

Redazione

Le disposizioni per la scuola contenute nel DPCM del 2 marzo 2021

Redazione

Il nuovo sistema di pagamenti elettronici pago PA

Redazione

Anagrafe delle prestazioni: disposizioni in materia di pubblicazioni e comunicazioni degli incarichi

Redazione

Normativa  in materia di aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge che lavora all’estero

Redazione

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

L'improcedibilità del ricorso: la differenza tra la sopravvenuta carenza di interesse e la cessazione della materia del contendere

Cassazione: i comportamenti che integrano il reato di concussione

Nel giudizio di ottemperanza non possono essere proposte domande che non sono contenute nella sentenza da eseguire

Risarcimento del danno da responsabilità extracontrattuale: il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria

Licenziamento individuale - Giustificato motivo oggettivo - Manifesta insussistenza del fatto

Mobbing - Intento persecutorio o vessatorio - Onere della prova

Permessi per Riunione sindacale - Mancata partecipazione - Svolgimento di altre attività sindacali - Rilevanza disciplinare

Mobbing - Dipendente sottoutilizzato per esigenze organizzative -Condotta vessatoria - Esclusione

Non decade il docente immesso in ruolo “con riserva” in seguito a provvedimenti giurisdizionali

 

LE SCADENZE DEL MESE

 

NORMATIVA

Nota MIUR prot. n. 15598 del 2 settembre 2020 - Trasmissione Decreto ministeriale 6 agosto 2020, n. 88, di adozione dei modelli di diploma e curriculum dello studente

Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente le modalità e i criteri nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza

SCHEDA di lettura su Ipotesi di CCNI sulla Didattica Digitale Integrata del 25 ottobre 2020

Regolamento per le supplenze ATA

Nota MIUR prot. n. 2002 del 9 novembre 2020 - Ipotesi di Contratto sulla Didattica digitale integrata. Note operative

Decreto Ministeriale n. 50 del 3 marzo 2021 - Graduatorie ata di circolo e istituto terza fascia 2021-2023

Nota MIUR prot. n. 325 del 3 marzo 2021 - Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, articolo 26, comma 2-bis (lavoratori “fragili”)

Nota MIUR prot. n. 2844 del 3 marzo 2021 - Incarichi a tempo determinato a.a. 2020/2021

Nota MIUR prot. n. 343 del 4 marzo 2021  - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2021

Nota MIUR prot. n. 5467 del 10 marzo 2021 - Proroga per la predisposizione ed approvazione del conto consuntivo 2020

Nota MIUR prot. n. 5712 del 12 marzo 2021 - Indicazioni concernenti il versamento ad apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, delle risorse assegnate alle istituzioni scolastiche nel contesto dell’emergenza sanitaria Covid-19

Nota MIUR prot. n. 360 del 14 marzo 2021 - Misure urgenti di contrasto del “Covid-19” - Decreto legge 13 marzo 2021, n. 30

Nota MIUR prot. 9256 del 18 marzo 2021 - Indizione della procedura di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA

 

 

 

 


 

RASSEGNA NORMATIVA SPECIALE ESAMI RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Guida pratica agli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo di istruzione a.s. 2020/2021

a cura di Antonio Di Lello

Guida pratica agli Esami di Stato del primo ciclo di istruzione

A.S. 2020/2021 (O.M. n. 52 del 3 marzo 2021)

Premessa

1. L’O.M. 3 marzo 2020, n. 52 - concernente gli Esami di Stato nel Primo Ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (art. 1 dell’O.M. n. 9/2020)

2. L’espletamento dell’esame di Stato del Primo Ciclo tramite la valutazione finale del Consiglio di classe (artt. 2-6 dell’O.M. n. 52/2021)

3. Esame degli alunni privatisti (C.M. n. 1865/2017)

4. Alunni con disabilità

Il Ministro dell’Istruzione, il Professor Patrizio Bianchi, ha riunito in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica ed ha sottolineato, in apertura, l’importanza dell’Inclusione, “principio che sta alla base della nostra scuola”.

“L’Osservatorio - ha ribadito - è fondamentale, ci consente un confronto costante grazie all’ascolto delle voci di quanti lavorano quotidianamente e costantemente per il benessere delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

Dopo aver ascoltato tutti i rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nel campo dell’inclusione scolastica, il Ministro Bianchi ha concluso l’incontro evidenziando che “il modello italiano di inclusione è un punto di riferimento a livello europeo. La pandemia ha messo a nudo molte delle difficoltà di questo Paese e le ha anche esasperate, ma la scuola ha reagito per continuare a stare al fianco di tutte le studentesse e tutti gli studenti. Ringrazio il personale, i docenti, per l’impegno profuso, anche sul tema dell’inclusione che deve essere un obiettivo di tutto il Paese, a partire proprio dalla scuola. Dobbiamo mettere in moto tutti coloro che possono dare un contributo affinché la scuola sia il punto di forza di un Paese nuovo

Presente all’incontro, il Sottosegretario Rossano Sasso, che ha la delega in materia. “L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica rappresenta uno strumento preziosissimo per rendere davvero efficace e proficuo il dialogo tra Istituzioni, Associazioni, famiglie e ragazzi - ha spiegato il Sottosegretario -. Sono onorato del fatto che mi sia stata affidata una delega che avverto con grande forza sulla mia pelle e per la quale intendo spendermi con ogni energia. Le proposte e le esperienze ascoltate oggi vanno ovviamente tradotte in contenuti, in passi concreti, in effettivi progressi normativi e sociali. Solo così riusciremo a fare in modo che il mondo della scuola diventi sempre più inclusivo e solidale”.


 

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, e il Comandante Generale della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino, hanno firmato un Protocollo d’Intesa che mira a valorizzare la cultura del mare tra i giovani.

L’obiettivo, come si legge nel Protocollo, è quello di “contribuire alla formazione delle giovani generazioni, alla tutela del territorio, alla convivenza civile, alla legalità”.

La firma dell’Accordocoincide con le celebrazioni della “Giornata del mare e della cultura marinara”. Un’iniziativa che ogni anno coinvolge la Guardia Costiera e gli Istituti scolastici italiani, per valorizzare le tradizioni marittime del nostro Paese e rivalutare il patrimonio storico, sociale e culturale del suo mare. Una serie di iniziative, idee e progetti portati avanti su tutto il territorio e che si riassumono anche con l’individuazione delle classi vincitrici del Concorso Nazionale “La cittadinanza del mare” edizione 2020, che prevedeva l’elaborazione di percorsi e progettualità volti alla diffusione della cultura del mare. Il concorso si è concluso con la premiazione di 11 dei ben 500 progetti pervenuti.

In occasione della firma del Protocollo, il Ministro Patrizio Bianchi ha incontrato, in modalità telematica, le classi vincitrici, complimentandosi per i lavori realizzati. È stata quindi presentata la nuova edizione del concorso, dal tema “Cambiamenti climatici e sostenibilità, effetto di molteplici cause in gran parte attribuibili all’uomo e, a loro volta, causa di effetti sia sull’ambiente marino e costiero che sulle comunità che vivono in prossimità del mare”.

Questa iniziativa, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e ampiamente condivisa dal Corpo, sottolineano il Prof. Patrizio Bianchi e l’Amm.Pettorino, sarà quanto mai utile e necessaria per comprendere il contesto nazionale ed europeo verso il quale le nuove generazioni potranno indirizzare le loro legittime ambizioni formative e professionali.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati nel protocollo stesso, è stato costituito un Comitato tecnico-scientifico al quale saranno invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche che lavoreranno in sinergia.

Il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, ha incontrato in videoconferenza il Forum degli Studenti al quale hanno partecipato i rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi delle scuole secondarie di II grado. Il Ministro ha esposto priorità e linee guida della collaborazione tra il Ministero e il Forum e richiesto a studentesse e studenti la redazione di un cronoprogramma dettagliato, anche nell’ottica di una legge nazionale per il diritto allo studio.

“Viviamo un anno complicato – ha detto il Ministro -, non solo a causa della pandemia, che in molti casi ha reso più evidenti problemi ereditati dal passato. Abbiamo voluto uno stanziamento di risorse importante nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) su due temi particolarmente urgenti: la dispersione scolastica e l’adeguamento di strutture e infrastrutture, due emergenze che aggravano il divario tra il Nord e il Sud del Paese. A questi problemi si sono aggiunte le difficoltà contingenti, come la necessità di ricorrere alla didattica a distanza e quella di adeguare la formazione dei docenti.

“Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro”.

È online la pagina web dedicata alle prove conclusive del primo e del secondo ciclo di istruzione, istruzione,uno strumento che mette a disposizione di studentesse e studenti, dei docenti e di tutta la comunità scolastica documenti, informazioni e materiali sugli Esami.

“Ragazze, ragazzi, abbiate fiducia in voi, abbiate fiducia nella scuola, abbiate fiducia, soprattutto, nel nostro Paese”. Con queste parole il Ministro dell’Istruzione, Professor Patrizio Bianchi, si è rivolto alle studentesse e agli studenti che sosterranno gli Esami di Stato, con un video diffuso sui canali social del Ministero.

Il Ministro ha lanciato un messaggio di incoraggiamento e di supporto e presentato alcune delle attività predisposte per accompagnare la comunità scolastica fino alle prove di giugno. “Ognuno di voi ha il diritto di essere valutato. Per questo abbiamo scelto una formula, su cui voi state lavorando, che vi consentirà di esprimere tutto il vostro percorso. Con l’Esame - ha sottolineato - si passa da una fase all’altra della vita e questo è un momento importante, bisogna dargli tutto il peso. Il Ministero, i vostri docenti e tutta la comunità scolastica sono con voi in questo percorso”.

“Metteremo a vostra disposizione tutti gli strumenti per prepararvi al meglio. Abbiamo aperto una pagina dedicata sul nostro sito, con tutte le informazioni. La Rai avrà uno spazio dedicato agli Esami e i nostri social, che voi sapete usare meglio di tutti, saranno a vostra disposizione”.

Sul portale sono caricate le Ordinanze che definiscono le prove di giugno, tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese, documenti di accompagnamento che forniscono informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento degli Esami di questo anno scolastico e una sezione riservata alle risposte alle domande più frequenti.

Il sito sarà solo uno degli strumenti pensati per sostenere la comunità scolastica in questo percorso. Come ogni anno, sono previste conferenze di servizio, sull’intero territorio nazionale, già in corso in queste settimane.

Le rubriche sui social

In vista degli Esami, sarà possibile interagire con il ministero attraverso la rubrica social #MIrisponde con richieste di chiarimento o di approfondimento. Le risposte saranno fornite sempre attraverso i canali social.

Ma ci sarà spazio anche per un racconto personale di questo particolare rito che resta nei ricordi di ogni generazione: attraverso la rubrica #ioMIricordo, il ministero animerà, nel mese di giugno, a ridosso delle prove, un racconto corale in cui ciascuno potrà utilizzare l’hashtag per condividere i propri ricordi e le proprie esperienze legati agli Esami.

Gli esami di Stato in Tv

Grazie alla collaborazione tra il ministero e la Rai ci saranno finestre dedicate agli Esami di Stato anche all’interno dei programmi di Rai Cultura (“#Maestri” e “La Scuola in Tivù”) e di RaiGulp (“La Banda dei Fuoriclasse”).

In particolare, nell’ambito de “La Scuola in Tivù”, ci sarà un pacchetto di puntate dedicato alla spiegazione approfondita dei diversi passaggi dell’Esame del secondo ciclo. Mentre nell’ambito di “#Maestri” sarà data voce alle ragazze e ai ragazzi che si preparano per le prove.

Tutti i materiali e le lezioni prodotti in questi mesi, sulle diverse discipline, saranno a disposizione delle studentesse e degli studenti e dei loro docenti per approfondimenti e ripassi.

Tutte le puntate sugli Esami saranno disponibili su Raiplay e sul sito di Rai Scuola per poterne fruire anche dopo la messa in onda. Per i più piccoli, nell’ambito della “La Banda dei Fuoriclasse”, su RaiGulp ci saranno momenti tematici dedicati all’Esame del primo ciclo e alle discipline che ne saranno oggetto.

-       Il video del Ministro

-       Il sito dedicato

-       Il precedente comunicato con le regole delle prove


 

Sta destando forti preoccupazioni e innestando fratture nella maggioranza di governo l’articolo 10 del decreto legge n. 44/2021, che prescrive le nuove regole per sbloccare e svolgere i concorsi pubblici, compresi quelli già banditi, al fine di renderli più “svelti”.

Sembra che le disposizioni, sostenute dal nuovo ministro per la PA, Renato Brunetta, siano da intendere anche per la scuola, quindi pure per i concorsi ordinari per docenti rinviati a causa della pandemia. Le slide pubblicate dal Dipartimento della Funzione Pubblica non lasciano dubbi in proposito, essendovi riportato che i posti messi a bando o da bandire sono circa 91.000 e che per essi la prova preselettiva sarà sostituita dai titoli posseduti.

Una disposizione. Questa, che taglia fuori dalle prove scritte per diventare docente, tanti giovani senza esperienze o specializzazioni sulla scuola.  A dissentire, in particolare i parlamentari 5Stelle che, in Commissione Istruzione del Senato hanno lamentato che titoli e servizio nel decreto hanno assunto un ruolo preponderante, ruolo che inevitabilmente penalizzerà le nuove generazioni: “La valutazione dei titoli in luogo di una prova preselettiva farà sì che solo chi ha conseguito un master o un diploma in scuola di specializzazione (titoli che non tutti i ragazzi, sebbene meritevoli, possono permettersi economicamente) potrà accedere alla prova scritta. La valutazione del servizio farà invece sì che nella PA possa essere assunto solo chi vi ha già precedentemente prestato servizio. Pur considerando i titoli e l’esperienza rilevanti – continuano -, questi non possono essere gli unici criteri, in quanto il principale deve essere necessariamente il merito. La next generation, così, rischia di rimanere fuori dalle 500.000 assunzioni previste nei prossimi cinque anni”.

Sulla stessa linea i parlamentari 5Stelle in Commissione Cultura alla Camera: “Condividiamo in pieno la preoccupazione dei candidati e per questo ci siamo già attivati per presentare al ministro Brunetta un’interrogazione sul tema, a prima firma del collega Manuel Tuzi.

Cambiare le regole con i bandi già chiusi, come nel caso di quelli per il reclutamento scolastico, è penalizzante per chi da tempo si prepara alle prove – proseguono – e soprattutto lo è per i neolaureati, i giovani con poca esperienza professionale o con risorse economiche tali da non consentire l’acquisizione di titoli.

Comprendiamo l’esigenza di snellire le procedure concorsuali in tempi di pandemia ma una deroga, anche solo parziale, al principio della valorizzazione del merito non può durare oltre l’emergenza e non può riguardare bandi già chiusi” aggiungono i deputati. “Non è un caso che il MoVimento 5 Stelle ha sempre sostenuto l’ex ministra Azzolina nella volontà di immettere nuove risorse nel mondo della scuola attraverso concorsi meritocratici, prevedendo dei bandi rivolti ai neolaureati oltre al concorso straordinario per chi ha già 3 anni di servizio: vogliamo che a tutti i candidati sia data pari opportunità di accesso al posto di lavoro”.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 3/2021

Il neo Ministro, tra “tempo perso” dalla scuola e l’azzardo dei partiti politici

Editoriale di Vittorio Venuti

Ed eccoci a ricominciare con un altro Ministro dell’Istruzione. Tramontata l’era Azzolina - che dobbiamo comunque ringraziare, comprensivi del fatto che si è trovata a gestire, con caparbia determinazione e passione, il dicastero dell’Istruzione nel momento più drammatico che la scuola italiana abbia mai vissuto nella sua storia, - la Scuola dà il benvenuto ad un altro titolare e titolato Ministro, il professor Patrizio Bianchi, ex rettore dell’Università di Ferrara, che, per strana combinazione, la stessa Azzolina aveva designato quale coordinatore del comitato di esperti da lei voluto per progettare la ripartenza della scuola nei mesi della pandemia. A conclusione dei lavori della task force, Bianchi aveva prodotto un poderoso documento-guida, costato tempo e lavoro, che non ha mai trovato riscontro, in qualche modo mortificato al di là della validità del progetto stesso.

Quanto di quel progetto, adesso, troverà la luce? Un interrogativo che si intreccia col pensiero stesso del Ministro Bianchi e con la sua idea che“la scuola è un pilastro fondamentale della società” e che non può mai essere data per scontata. Quando era nel comitato tecnico della Azzolina, Bianchi aveva focalizzato bene il problema dell’autonomia scolastica, proponendo otto interventi per poterla attuare in condizioni emergenziali. La sensibilità alle problematiche della scuola e ai suoi nodi strutturali, quindi, sono ben presenti e occorre augurarsi vengano affrontati con saggezza e lungimiranza. I commenti dei media sono orientati verso brillanti aspettative, a conferma che ci si trovi davanti ad uno di quei “migliori” al Governo su cui hanno puntato i partiti durante l’assalto a scranni, seggiole e strapuntini.

I media - sempre loro - intanto enfatizzano la possibilità di una nuova e ulteriore riforma della scuola. Signor Ministro, non ceda alla tentazione; prima migliori il migliorabile della scuola che abbiamo e, nel frattempo valuti, con calma, la necessità e l’urgenza di una riforma, magari avvalendosi del parere di chi la scuola la vive tutti i giorni, e che di solito vengono trascurati. In questo senso, appaiono rassicuranti le sue prime dichiarazioni: “Dobbiamo fare una scuola nuova, insieme ce la faremo”.

Varato il nuovo Governo, a fronte delle personalità chiamare a gestire il destino del Paese, viene da chiedersi quanti dei politici che vi compaiono sono da considerarsi “migliori”: migliori rispetto a chi? Rispetto ai politici che siedono in parlamento? Mi rendo conto che la domanda è inquietante perciò non vado oltre. Una piccola chiosa solo sul Ministero per il Sud. Perché questa denominazione così esclusiva e misteriosa?

Nel frangente delle consultazioni ante governo è scoppiato, su suggestione ispirata dal premier incaricato Draghi, il caso della rimodulazione del calendario scolastico già a partire da quello in corso per aggiungere giorni di recupero per il “tempo perso”in DaD. Questione, questa della rimodulazione, che preluderebbe ad una riflessione e conseguente preparazione perché si permetta alla scuola di funzionare al meglio già dal primo settembre. Sorvoliamo sul “tempo perso”, perché il tempo non si recupera già per definizione e non sarebbero le due o tre settimane di lezioni in più per realizzare un’operazione così importante e complessa. Certamente, però, ha dato fastidio il modo in cui politici e media si sono buttati su questa locuzione/intenzione, attribuita e non confermata a Draghi, per imbellettarsi a scapito di una scuola che ha fatto miracoli per assicurare il proprio funzionamento in favore degli studenti e continui ancora a lavorare alacremente in condizioni terribili.

Ha fatto e fa discutere il report della Fondazione Agnelli su una ricerca condotta con osservazione in classe su 1.600 insegnanti di 207 scuole primarie e secondarie di primo grado, in collaborazione con l’Invalsi, da cui emerge che solo il 23% degli insegnanti osservati possiede ottime capacità di svolgere al meglio la tradizionale lezione trasmissiva dalla cattedra mentre il 60% di loro si colloca a un livello sufficiente e il 17% si rivela inadeguato a svolgere anche questo compito di base. Sull’attitudine di integrare le spiegazioni “classiche” con la proposta agli studenti di attività di apprendimento ben strutturate (individuali o di gruppo), anche attraverso l’utilizzo di materiali e strumenti didattici, il 13% mostra deficit preoccupanti; il 58% del campione degli insegnanti si colloca in una grande “area grigia”: pur svolgendo le proprie pratiche didattiche in modo adeguato avrebbe comunque ampi margini di miglioramento. Di contro, il restante 29%, che dimostra doti eccellenti anche in questo ambito. Peraltro, i docenti di matematica risultano mediamente più efficaci dei loro colleghi di italiano (33% contro 25%), così come gli insegnanti di scuola primaria risultano in media più virtuosi dei professori delle medie: il 34% si colloca nella fascia di eccellenza nel fornire agli allievi indicazioni sulle strategie e i metodi da seguire (9% in più delle medie, che si fermano al 25%). Ma anche nei livelli bassi i risultati sono migliori per la primaria, con un 5% in meno di maestri elementari che risulta inadeguato rispetto alla scuola media (rispettivamente 11% e 16%).

Conclusione: si pensi alla obbligatorietà della formazione, che deve comunque essere favorita e garantita. Gran parte dei docenti, pur bravi e mal pagati, adottano un’azione formativa spontanea e discontinua. Stare in classe è diventato sempre più faticoso e la funzione educativa non sempre è perseguibile come si vorrebbe, eppure mancano progetti che aiutino gli insegnanti ad accompagnare gli alunni nella loro crescita, a favorire il raccordo con le famiglie sempre più distanti e critiche. Negli ultimi tempi, anche a fronte di una digitalizzazione più ampia, la burocrazia si è fatta più fastidiosa, le incombenze si arricchiscono viepiù di nuovi dettati, nuove procedure, ulteriori scadenze, come testimoniano le improvvide e intempestive comparse del ritorno ai giudizi nella scuola primaria e delle nuove linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità.

Occorre riqualificare gli insegnanti, riconoscerne la professionalità e la sua autorevolezza istituzionale, questa la via maestra per avviare il cambiamento della scuola.

Questo numero di “Dirigere” si apre con il contributo di Michela Lella, che propone l’interrogativo “Tornare al passato o guardare al futuro?”, rappresentando l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid come uno specchietto retrovisore per guardare indietro e farci riscoprire e/o immaginare ciò che, in realtà, non riuscivamo a vedere prima della pandemia. Utile senz’altro guardarsi indietro, ma il beneficio che se ne ricava non è nella nostalgia del passato, ma nel desiderio di progettare il futuro ponendo la giusta attenzione a non commettere gli errori prodotti dal tempo andato.

“La garanzia del diritto allo studio al tempo del Covid-19”è l’argomento su cui impernia la sua riflessione Daniela Caponiorichiamando le norme e le competenze istituzionali che ne derivano. Nel nostro Paese sussistono ancora delle discriminazioni e delle disuguaglianze di genere nei confronti di milioni di studenti e studentesse, disparità emersa con maggiore evidenza in questi ultimi mesi con l’adozione di una serie di misure volte a contenere la diffusione del Covid-19.

Filippo Cancellieri entra nel merito del rapporto tra l’esperienza professionale del collaboratore scolastico e i bisogni educativi speciali. In “Scolarizzazione degli alunni con bisogni speciali e profilo del collaboratore scolastico” mette in rilievo l’importanza che si dia corpo all’art.47 del CCNL 2006, che contempla l’istituzione degli incarichi specifici per compiti che comportano l’assunzione di particolari responsabilità, rischio o disagio, tra i quali può rientrarvi la cura e l’assistenza ai disabili, che verrebbe così economicamente incentivata.

Richiama l’attenzione su “Il diritto di accesso delle associazioni sindacali ai nominativi dei fruitori di compensi accessori” il contributo di Francesco Nuzzaci. Lo spunto di avvio della riflessione è dato dal pronunciamento del Garante in merito al parere richiesto dall’ARAN circa la legittimità di accesso delle associazioni sindacali ai dati personali dei dipendenti in relazione ai compensi accessori da questi percepiti in regime di contrattazione integrativa d’istituto.

Con la consueta brillantezza analitica, Anna Armoneriflette sull’accelerazione della trasformazione digitale della società della conoscenza, con conseguente aumento della disponibilità di servizi e dati digitali, in “La consapevolezza digitale a scuola per diventare cittadini attivi”. L’impatto che la pandemia sta avendo sui sistemi e sulle istituzioni di istruzione e formazione in Europa rendono urgente la necessità di una migliore comprensione e di una valutazione continua degli utilizzi, dei vantaggi e delle sfide delle tecnologie digitali per l’istruzione nonché dei livelli di competenze digitali, anche nel contesto dell’apprendimento permanente.

A firma Antonio Sapienteil contributo “Il nuovo accordo sulle norme di garanzia degli scioperi”, nel quale si ricorda che il 12 gennaio scorso è entrato in vigore il nuovo Accordo Nazionale sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali in caso di sciopero nel Comparto Scuola-Ricerca sottoscritto all’ARAN in data 2 dicembre 2020 e che sostituisce il precedente Accordo del 26 maggio 1999. Ne consegue che gli Istituti Scolastici devono stipulare, con le OOSS territoriali, un nuovo accordo sulle relazioni sindacali per definire i contingenti di personale necessari a garantire le prestazioni indispensabili di cui all’art.2 del predetto Accordo Nazionale e sui criteri d’individuazione dei medesimi.

Ormai è acclarato che ci sia un legame stretto tra apprendimento ed emozioni: si apprende meglio e più volentieri allorché l’esperienza di apprendimento coinvolga emotivamente l’alunno. Facile a dirsi ma meno semplice da realizzare.Loredana De Simonene tratta in “Emozioni e cognizione per un apprendimento significativo”:emozionare ed emozionarsi nel fare didattica è un alto obiettivo che ogni docente dovrebbe porsi, perché questo comporta un coinvolgimento vicendevole nella ricerca e nella costruzione di un sapere che non rimane inerte, ma auto generativo di altre conoscenze significative.

Per la Scuola in Europa, Mario Di Mauropropone il contributo “Valutazione esterna o interna per un buon sistema di valutazione?”, traendo spunto dal sistema di valutazione del sistema d’istruzione britannico. Comunque, un interrogativo che continua ad animare il dibattito su quale forma di valutazione privilegiare, come se le due forme perseguissero vie diverse.

A seguire, Gianluca Dradicon il contributo “Tutela della salute e poteri di controllo del dirigente durante la DDI”,nel quale si puntualizza il percorso che ha portato la DAD a promuoversi in DDI, definendosi come metodologia (a distanza) complementare alla didattica in presenza caratterizzata da una combinazione di attività in modalità sincrona e asincrona. Il che ha introdotto varie problematiche, tra le quali quella di una diversa declinazione sia dell’obbligo di garanzia del dirigente sulla sicurezza dei docenti, sia della modalità di esercizio della vigilanza sul corretto svolgimento del servizio.

Per i CPIA,Ada Mauriziopropone “I luoghi, gli strumenti e le sperimentazioni dell’istruzione degli adulti”riferendo del volume che, sul tema, ha pubblicato l’Indire, un’opportunità per approfondire i presupposti pedagogici e storici, le scelte metodologiche e gli assetti didattici e organizzativi dei CPIA.

Per la rubrica di Psicologia, Vittorio Venuti propone“Attaccamento e appartenenza, fondamenti della relazione insegnante e allievo”,due termini/processi “pesanti” in psicologia e determinanti in pedagogia sui quali la scuola e gli insegnanti sono chiamati a riflettere e a considerare tra i capisaldi di tutta la loro azione, la scuola in quanto sistema che organizza, traccia i fondamenti teorici di riferimento e indirizza le azioni del proprio apparato operativo, gli insegnanti in quanto operatori che svolgono la funzione di educatori e formatori degli allievi lungo un percorso che si avvia da zero anni e attraversa i diversi ordini e gradi d’istruzione.X

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