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Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

DIRIGERE LA SCUOLA N. 2/2021

La scuola “strappata”  dal covid… o dalla politica? 

Editoriale di Vittorio Venuti

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un concitato e contrastato rincorrersi di voci sull’opportunità di riaprire le scuole secondarie al termine delle vacanze natalizie, con attività didattica in presenza in percentuale variabile. Nel frattempo i contagi sono andati in fibrillazione: un po’ giù, un po’ su e, a volte, a seconda del numero dei tamponi effettuati, anche molto su, al punto da far parlare di minaccia di terza ondata, addirittura preconizzandone una quarta. E allora, riapertura della scuola in presenza il 7 gennaio? Sì senza dubbio! No, non siamo pronti! Sì, Nì, No. Giochiamo sulle percentuali: 75 contro 25, oppure 50 e 50? E poi i trasporti, si lavori sui trasporti, perché occorre garantire che i ragazzi vadano a scuola in tutta sicurezza! Intervengano anche i prefetti! E i prefetti sono intervenuti.

Ognuno ha la sua posizione e tutti hanno ragione, sbandierano convenienze e, all’opposto, sconvenienze come fossero scontate. All’improvviso si è diffuso il virus della scuola, per cui politici, opinionisti, genitori, imbonitori d’assalto sanno cosa è meglio fare e lo dicono con toni perentori, ciascuno fermamente convinto di essere nel giusto e di avere la soluzione al problema. Si ci mettono anche i ragazzi, che vogliono riprendere a tutti i costi e improvvisano sit-in davanti alle scuole e alle sedi regionali: manca loro la relazionalità, il non potersi incontrare con i compagni e il non vedere realmente in faccia i docenti. Anche i genitori si dividono: chi è pro e chi è contro. Pro a cosa e contro chi?

Colpiscono soprattutto le esternazioni dei politici, sempre così pronti a recitare formule ritrite e pretenziose quanto vacue davanti alle telecamere, e si capisce che parlano di scuola senza cognizione e senza alcun reale interesse se non quello di apparire. La politica deve stare fuori dalla scuola, si arriva a dire accoratamente, svicolando sul fatto che, quale che sia la decisione, questa sarà sempre un’espressione politica. Ah, com’era tutto molto più semplice quando la politica non era personalizzata ed esistevano chiare ideologie, quando ancora si pensava che nel Palazzo si agisse “principalmente” per il bene del Paese!

E i medici pediatri, i virologi, gli epidemiologi? Entrando nel merito, predicano prudenza, perché il virus circola con forza, i contagi sono alti e, stante i numeri, consigliano che sarebbe meglio chiudere tutto per almeno un mese e vedere l’effetto che fa. Ma sembra che nessuno dia loro retta. Bisogna riaprire! Ma, allora a che serve il Comitato Tecnico Scientifico?

Risultato: la scuola è stata “strappata”. Da Nord a Sud, da Est a Ovest ogni Regione ha deciso di far rientrare i ragazzi a scuola come ha ritenuto più conveniente sulla base dell’allarme destato dai contagi, secondo un calendario che si è disteso fino ad affacciarsi su febbraio. E i dirigenti scolastici, in tutto questo? E gli insegnanti? Niente! fuori dal giro delle condivisioni, ancora una volta destinati ad uniformarsi a criteri dettati dall’esterno! Si fa presto a pontificare senza tener conto dell’enorme lavoro che comporta il dover organizzare, sospendere, riorganizzare orari, spazi, gruppi, turnazioni, sincronicità di didattica in presenza e a distanza!

Possiamo dire che non c’è assolutamente rispetto per il lavoro dei dirigenti, degli insegnanti e del personale tutto? Scuola strappata e mortificata, campo da invadere maldestramente, dimentichi della sua straordinaria reazione quando la pandemia cominciò a percorrere il Paese seminando il terrore in lungo e in largo, “inventandosi” una reazione esemplare per continuare nel proprio impegno istituzionale, profondendosi senza risparmio di tempo e di energie!

La scuola è una “cosa” seria, ripetiamo continuamente, ed ha bisogno della massima considerazione da parte di tutti, dei politici in primo luogo. La scuola è luogo in cui si raccolgono le speranze del futuro per formarle in prospettiva. La scuola è abitata da persone che cercano ogni giorno di dare il meglio di sé per gli Altri, coerentemente con l’assunto che gli Altri siamo Noi.

Il problema non è apertura sì o no, ma il cedimento che si fa, di continuo, all’improvvisazione, dovendosi rincorrere improbabili soluzioni dell’ultimo momento e, per abitudine, calarle dall’alto sul personale scolastico. Ancora una volta i ragazzi, pur nella contraddittorietà adolescenziale dei loro comportamenti, sollecitando la riapertura della scuola hanno ribadito l’importanza che essa riveste nella loro quotidiana ricerca di senso.

 

La rivista si apre con l’interrogativo “Quale didattica durante l’epidemia? DaD/DiP/DDI…”, che Michela Lellapropone a stigmatizzare il periodo di particolare confusione che sta subentrando nella scuola, costretta ad abbandonare l’aula per essere sospinta verso una configurazione virtuale sforzandosi di ricreare in tempo reale l’interazione tra docenti e studenti in modalità on-line.

Con la riapertura delle scuole e la ripresa delle frequenza degli studenti della secondaria si è prospettata la nuova situazione di didattica in presenza e, nello stesso tempo, di didattica a distanza. Tale situazione di DiP e di DAD conduce il docente ad operare delle scelte non sempre rispettose dei principi pedagogici a cui la relazione educativa dovrebbe ispirarsi.

Fanno il loro esordio, nella primaria, i giudizi descrittivi al posto dei voti, secondo il dettato del decreto legge 104/2020 e i criteri e le modalità indicate dalle Linee Guida. Ne tratta Filippo Cancellieri nel contributo “Giudizi descrittivi nella primaria: rischi e prospettive”, rilevando come il provvedimento sembri destinato a complicare ed appesantire il lavoro dei docenti prefigurando già che in futuro, nella logica degli avvicendamenti politici, si potrebbe tornare a reintrodurre i voti. Il rischio appare concreto poiché, per veicolare i giudizi descrittivi, serviranno documenti molto più complessi di una pagella, peraltro secondo format “fai da te”, pur nel rispetto della normativa nazionale.

Sul tema della modifica al sistema di valutazione nella scuola primaria è incentrato anche il pezzo di Loredana De Simone“Cambia la valutazione nella primaria”, in cui l’interessata in quanto dirigente scolastico in una scuola primaria offre la sua interpretazione e un possibile modello applicativo di tipo pratico.

Anna Armonepropone alla riflessione “Il ruolo del medico competente nel trattamento dei dati personali”, richiamando l’art.2, comma 1, lettera h del d.lgs. 81/2008 nel quale si definiscono gli obblighi che devono caratterizzare il sanitario.

A seguire, Sandro Valentetratta delle “Dichiarazioni non veritiere rese in occasione dell’accesso alle graduatorie d’Istituto”, questione resa più delicata dal momento in cui gli aspiranti non sono più tenuti a produrre i certificati, potendo comprovare i loro requisiti con dichiarazioni, anche contestuali all’istanza, sostitutive delle normali certificazioni. A fronte di tale semplificazione, che sicuramente è un vantaggio per il cittadino, l’Amministrazione è gravata dall’onere di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese dagli aspiranti alle supplenze.

“Facciamo un SELFIE?”è l’invitante titolo con il quale Rossella De Lucaintroduce il questionario finanziato attraverso il programma Erasmus+ e messo gratuitamente a disposizione delle scuole di ogni ordine e grado dalla Commissione Europea per valutare il livello complessivo di innovazione digitale della singola istituzione scolastica, guidandola a considerare tutti quegli aspetti che connotano - da un punto di vista pedagogico, tecnologico e organizzativo - l’integrazione del digitale nella didattica favorendone un’efficace integrazione e un ottimale utilizzo all’interno dei processi di insegnamento/apprendimento.

In considerazione della situazione anomala disegnata dalla pandemia al suo primo diffondersi, che ha portato alla chiusura delle scuole, Giacomo Mondelli si è posta la necessità di passare dal ragionare sul disagio provato dai ragazzi a scuola a considerare se (come e perché) gli adolescenti stanno male senza la scuola e lo ha fatto predisponendo un questionario che ha sottoposto agli studenti del suo Istituto. Nel contributo “Ma, davvero, i ragazzi stanno male senza la scuola?”, sono raccolti e commentati gli esiti dell’indagine. I nodi che emergono: a) La mancanza di contatto umano e di relazioni con i compagni, ossia in presenza, a scuola; b) La mancanza delle lezioni e dei docenti; c) La mancanza della scuola, della quotidianità, della sua aria e della comunità.

Filippo Sturaroriferisce de “Gli alunni con disabilità nel rapporto ISTAT a.s. 2019/2020”. I dati, rilevati su tutte le scuole statali e non statali di tutti gli ordini scolastici riportano un incremento degli alunni con disabilità di ben 13mila unità, con un aumento del 6%. Molto interessante la fotografia della situazione, che va oltre il dato numerico per rilevare anche gli aspetti connessi all’assistenza e alla didattica, questa particolarmente interessata dalla pandemia e dalla DaD. Un dato su cui riflettere e che ha visto le scuole in affanno è quello relativo alla richiesta di insegnanti specializzati per le attività di sostegno, che appare in costante aumento ma a fronte di un numero di docenti specializzati decisamente inadeguato rispetto alla domanda.

Provocatorio il titolo, “Il dirigente Imperfetto” che Linda Smurra dà al proprio intervento, nel quale ridisegna la figura del dirigente ora immaginandolo come un super eroe, ora come un mago. Interessante il richiamo, al dirigente, perché si riconosca di essere anche vulnerabile, esercizio che conduce a discernere il proprio livello di esposizione emozionale, perché la vulnerabilità è vicina a sensibilità e delicatezza, doti che aiutano le persone a vivere le esperienze quotidiane con empatia.

A seguire Raffaella Scibi nel suo pezzo “Legge di bilancio 2021: Le novità per le istituzioni scolastiche”propone schematicamente un’analisi di  tutte le misure che la legge di bilancio contempla per le istituzioni scolastiche.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauro, intento nella prosecuzione esplorativa dei sistemi d’istruzione europei tratta de“L’Austria e la sua scuola tra innovazione e conservazione”. La digressione si avvia dall’apporto decisivo che l’imperatrice Maria Teresa d’Austria produsse, nel 1770, introducendo il principio della laicità nell’istruzione e quindi la ragione per dare origine ad un vero e proprio sistema scolastico nazionale.

Gianluca Dradi propone una riflessione sulla“Libertà di insegnamento e censura dell’attività didattica. Il caso dell’insegnante Dell’Aria” commentando la sentenza del Tribunale di Palermo n. 3907 del 14.12.2020, in favore dell’insegnante Dell’Aria che, accusata di non aver saputo vigilare su un elaborato dei propri studenti nel quale si faceva un parallelismo tra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza dell’allora Ministro degli Interni Salvini, era stata poi sanzionata con sospensione dal servizio per 15 giorni.

Per la rubrica CPIA, Rosaria Scottiparla dell’importanza di considerare “Il racconto di sé nell’educazione degli adulti”, focalizzandone l’indubbia utilità nel caso di adulti con un livello di padronanza linguistica basso, che può essere supportato da contenuti digitali anche in un’ottica di educazione all’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, come vogliono le linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

Per la rubrica di Psicologia della Gestione, Vittorio Venutipropone una rilettura della teoria motivazionale di Maslow, rilevando che“L’insegnamento agisce tra bisogni da mancanza e bisogni di crescita”. L’invito è a non considerare i bisogni come fasi che si attraversano, come a volte capita di sentire, ma come condizioni che agiscono continuamente nell’individuo lungo tutto il suo percorso di vita. Da qui la necessità di rivedere la relazione insegnante-allievo sotto questa nuova luce. X

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