Ultime notizie

Da: Associazione "Modifica 81" Sicurezza Scuola

A circa due anni dal nostro comunicato “Il silenzio riflessivo” del 12 marzo 2020, ritorniamo a scrivere le nostre pagine di quotidiano impegno sociale, dando agli associati un’importante notizia: è stato approvato, a firma dei Parlamentari Iannone, De Bertoldi, Maffoni, Drago (FdI), l’emendamento 13.0.24 testo 2, al dl 146/2021 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. (21G00157) (GU Serie Generale n.252 del 21-10-2021)), riguardante disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare all’art.18 del D.lgs. 81/2008 sono apportate modifiche che forniscono uno scudo penale ai dirigenti scolastici, responsabili della sicurezza nelle scuole (vedi testo allegato). Una prima importante vittoria della quale ci sentiamo protagonisti e che premia l’impegno di molti, in un cammino iniziato nel 2017.

Il “silenzio riflessivo” di M81 ha rappresentato una pausa necessaria ed efficace. Lo tsunami della Pandemia non aveva colto di sorpresa la nostra Associazione la cui missione è, per l’appunto, lo sviluppo e la diffusione della cultura della sicurezza. Consci che la nostra tematica focale si stesse, per eventi esterni di portata straordinaria quale la diffusione del Virus Sars-Cov2, allargando ad un dibattito internazionale di tipo socio antroposofico, abbiamo continuato il nostro percorso, orientando la riflessione degli associati all’analisi di una visione strategica, alla ricerca di modi e strumenti per veicolare le nostre idee. Il clima generale, di sgomento, incertezza, paura, e l’urgenza della ridefinizione e posizionamento delle “certezze” storicamente consolidate (scienza, politica, fede) ci ha trovati pronti a reagire e convinti dei nostri ideali.

Nel marzo 2020 la Pandemia ha bloccato il nostro programma di attività, gli SOS sicurezza Day e molti seminari di formazione sono stati rinviati, ma abbiamo continuato l’attività di studio e ricerca e monitorato i risultati delle due importanti petizioni lanciate, per i Decreti attuativi del D.lgs 81/08 e per lo Scudo penale per i dirigenti scolastici. Intanto abbiamo dato impulso alla costituzione di una Rete di scuole per la Sicurezza, SSinR, all’interno della quale più di 50 scuole di varie regioni partecipano ad iniziative culturali e pedagogiche sul tema “sicurezza scuole”; è una Rete nata “dal basso”, che sposta l’attenzione dai banchi dei decisori ai banchi occupati dai giovani i quali possono maturare atteggiamenti e comportamenti di prevenzione efficace del rischio.

Modifica81 è viva e vitale e comincia a raccogliere i primi successi! Apprezziamo e ci sentiamo partecipi del risultato del Sen. Antonio Iannone poiché, in questi anni, abbiamo esercitato azioni proattive e di stimolo. Noi abbiamo contribuito! L’emendamento è un primo tassello in un mosaico ampio ancora da completare.

La nostra riflessività, la trasversalità che ci colloca “dentro” gli obiettivi sono e saranno premiati!

Il Presidente di M81 Franca Principe

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il calendario delle prove scritte del concorso ordinario finalizzato al reclutamento del personale docente della Scuola dell’infanzia e primaria.

Le prove si svolgeranno nei giorni 13, 14, 15, 16, 17, 20 e 21 dicembre 2021. Le prove scritte, che si faranno al computer, avranno luogo nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione. Ciascuna prova avrà la durata di 100 minuti.

Sono 12.863 i posti a bando, 76.757 le domande pervenute per la partecipazione. Con una domanda era possibile fare richiesta di partecipazione per più di un insegnamento/tipo di posto. Per questo il totale degli iscritti al concorso è pari a 107.160, di cui 33.246 per i posti comuni della Scuola dell’infanzia, 3.059 per i posti di sostegno della Scuola dell’Infanzia, 64.136 per i posti comuni della Primaria e 6.719 per i posti di sostegno della Primaria.

L'elenco delle sedi d'esame, con la loro esatta ubicazione e con l'indicazione della destinazione dei candidati, è comunicato dagli USR pressoi quali si svolge la prova almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet. L'avviso ha valore di notifica a tutti gli effetti.

I candidati che non ricevono comunicazione di esclusione dalla procedura sono tenuti a presentarsi per sostenere la prova scritta, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale, della ricevuta di versamento del contributo di segreteria e di quanto prescritto dal protocollo di sicurezza, adottato con Ordinanza Ministeriale 21 giugno 2021, n. 187, pubblicato sul sito del Ministero, nonché della normativa vigente in materia di “certificazione verde”.

Infine, si ricorda ai candidati che le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 08.00 per il turno mattutino e alle ore 13.30 per il turno pomeridiano.

Il turno mattutino è previsto dalle 9:00 alle 10.40 e il turno pomeridiano dalle 14:30 alle 16:10.

 

SCUOLA DELL’INFANZIA:-Posto comune

Lunedì 13 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 14 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Posto di sostegno – scuola Infanzia

Mercoledì 15 dicembre 2021 Turno Mattutino

 

SCUOLA PRIMARIA- Posto comune

Venerdì 17 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Lunedì 20 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Martedì 21 dicembre 2021 Turno Mattutino

Posto di sostegno - scuola primaria

Giovedì 16 dicembre 2021 Turno Mattutino e Turno Pomeridiano

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il decreto 325 del 5 novembre concernente il nuovo regolamento relativo ai concorsi ordinari per insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria alla luce delle modifiche alle procedure concorsuali introdotte nel decreto sostegni bis.

Non è prevista la riapertura dei termini per la presentazione di nuove domande di partecipazione.

La novità più importante è la semplificazione delle prove previste dalle due procedure concorsuali.

Si effettuerà una sola prova scritta con 100 minuti di tempo a disposizione. La prova sarà costituita da 50 quesiti a risposta multipla (4 risposte per ciascuna domanda), di cui:

– 40 relativi a conoscenze disciplinari e ai contenuti dell’insegnamento in base al grado di istruzione o alla tipologia di posto (comune o sostegno);

– 5 questi per l’accertamento della conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento;

– 5 quesiti sulle competenze digitali relative all’utilizzo di tecnologie e dispositivi multimediali per migliorare l’apprendimento.

Non ci sarà un database e le domande saranno disposte in ordine casuale per ciascun candidato.
La prova è superata con punteggio minimo di 70/100.

L’amministrazione si riserva la possibilità, in ragione del numero di partecipanti, di prevedere, ove necessario, la non contestualità delle prove relative al medesimo insegnamento e tipologia di posto, assicurandone comunque la trasparenza e l'omogeneità in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti.

La prova orale avrà una durata massima di 30 minuti e consisterà nella progettazione di una attività didattica (lezione simulata), comprendente l’illustrazione delle scelte contenutistiche, e didattiche e metodologiche effettuate, nonché di esempi di utilizzo pratico delle tecnologie digitali. Inoltre si prevede anche la verifica della capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese almeno a livello B2 del QCER. L’orale si intende superato conseguendo almeno un punteggio di 70/100.

I punteggi saranno rideterminati assegnando: massimo 100 punti per la prova scritta, massimo 100 punti per la prova orale e massimo 50 punti per la valutazione dei titoli, per un totale di 250 punti.

La graduatoria sarà formulata con un numero di vincitori pari a quello dei posti a concorso.

Per i posti di sostegnosi prevedono ugualmente quaranta quesiti a risposta multipla inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, ma finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

La prova orale per i posti di sostegno verte sul programma di cui al medesimo Allegato A, valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali.

A seguito della registrazione del decreto ministeriale, il Dipartimento Istruzione del Ministero pubblicherà un nuovo bando che andrà a modificare quello già pubblicato con decreto n. 498 del 21 aprile 2020.Contestualmente il nuovo bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed il Ministero pubblicherà sul proprio sito l’avviso contenente il calendario di svolgimento delle prove scritte.


 

CORSO DI PREPARAZIONE AL CONCORSOPER DIRETTORE SGA

Come superare la prova scritta e la prova orale

La Casa Editrice Euroedizioni in previsione dell'uscita del nuovo bando di concorso per Direttore SGA organizza un corso di preparazione al concorso per Direttore SGA, che si svolgerà tramite 25 lezioni  on line (Webinar), su tutte le tematiche del concorso. L'obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta: ai test a risposta multipla previsti per la prova scritta; lo studio di caso previsto per lo svolgimento della prova orale.

Il corso costa 350,00 euro. Nel costo del corso viene dato in dotazione per lo studio il Manuale di preparazione al concorso e il Simulatore dei test on line con oltre 2500 test a risposta multipla per esercitarsi alla prova scritta.

Per informazioni conttatare  direttore@euroedizioni.it

 

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso di un docente con titolo di abilitazione sul sostegnoall’estero, che era stato cancellato dalle graduatorie su disposizione dell’amministrazione scolastica.

Il dibattimento ha messo in discussione la validità dell’algoritmo adottato per le assunzioni in ruolo 2021/2022 in base al quale l’amministrazione scolastica aveva provveduto all’esclusione dall’immissione in ruolo dei docenti inclusi nelle Graduatorie per le Supplenze con titolo estero e dunque inseriti con riserva nelle stesse graduatorie. Di conseguenza, il ricorrenteera stato escluso dalla possibilità di sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato.

I giudici hanno accolto il ricorso ribadendo il diritto acquisito dallo stesso docente che, in linea con le normative della UE, era in possesso di un titolo valido seppur non riconosciuto dal MI.

 

CORSO DI FORMAZIONE SULLA PRIVACY

Siete invitati a partecipare al Convegno avente ad oggetto: STATO ATTUATIVO DELLA PRIVACY NELL'ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

che si svolgerà a BOLOGNA

GIORNO 24/11/2021  ORE  15:00-18:30 - PRESSO  TEATRO CENTOFIORI VIA MASSIMO GORKI, 16

40128 BOLOGNA

È GRADITA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 22/11/2021 AL SEGUENTE LINK:https://forms.gle/dmkrnt94TYQ1aFQq8

Vedi allegato

Il Ministero dell'Istruzione con la nota n. 25863 del 9 novembre 2021 ha prorogato di 45 giorni il termine di predisposizione e approvazione del programma  del Programma Annuale 2022.

La proroga riguarda esclusivamente la fase di predisposizione ed approvazione del Programma Annuale 2022,  rispetto ai termini stabiliti  dall’art. 5 del DI n. 129 del 28/08/2018.

Di conseguenza i termini sono stati rideterminati:

  • entro il 15 gennaio 2021, le istituzioni scolastiche predispongono il Programma Annuale e la relazione illustrativa;
  • entro la medesima data del 15 gennaio 2021, il programma annuale e la relazione illustrativa, devono essere sottoposti all’esame dei revisori dei conti per il prescritto parere di regolarità contabile;
  • entro il 15 febbraio 2021, i revisori dei conti rendono il suddetto parere. Tale parere può essere acquisito anche con modalità telematiche;
  • entro il 15 febbraio 2021, il Consiglio d’Istituto delibera in merito all’approvazione del Programma Annuale. La delibera di approvazione è adottata entro il 15 febbraio 2021, anche nel caso di mancata acquisizione del parere dei revisori dei conti entro la data fissata per la deliberazione stessa.


 

Nell’esprimere il parere circa il concorso ordinario per i docentiil Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha rilevato che “I programmi disciplinari appaiono enciclopedici, eccessivamente generici e nozionistici, caratterizzati dalla tendenza a proporre tematiche e contenuti, trascurando sia le Indicazioni nazionali, in particolare quelle della scuola secondaria di primo grado e dei Licei, sia le Linee guida degli Istituti tecnici e dei professionali, tendenza testimoniata peraltro dalla scelta di titoli di paragrafi riferiti ad ambiti diversi da quelli presenti nelle Linee Guida e Indicazioni Nazionali.

Infatti, la trattazione delle conoscenze nelle Linee guida e nelle Indicazioni nazionali 2012 avviene sulla base di scelte significative da parte del docente. Questa competenza è quella che deve essere valutata in sede concorsuale, non quella prettamente accademica, già valutata in sede universitaria.

L’orientamento proposto nei programmi concorsuali al candidato non sottolinea sufficientemente l’esigenza di interpretare i canoni disciplinari come “campi di scelte” da effettuare in una prospettiva di rilevanza epistemologica, psicologica e pedagogica per l’insegnamento e l’apprendimento”.

In merito al tempo concesso per l’espletamento della prova scritta, il CSPI ha proposto l’estensione dei tempi da 100 a 120 minuti. L’estensione dei tempi trova giustificazione nelle lamentele evidenziate da numerosi candidati in occasione dello svolgimento delle prove STEM.

Per quanto riguarda la parte generale riferita alla legislazione scolastica il CSPI suggerisce che sia diversificata nei due gradi di scuola, fermo restando il rispetto delle parti comuni declinate fino al punto 6 del programma concorsuale.

In ordine al caso di un dipendente che era stato impegnato in attività di formazione per un orario molto superiore a quello del normale orario di lavoro, al punto da impegnare anche la domenica, con sentenza depositata il 28 ottobre 2021 la Corte di Giustizia Europea (CGE)ha stabilito che le attività formative devono essere ricomprese nell’orario di lavoro.

Nel caso di specie, la richiesta di pagamento delle ore aggiuntive, quali “straordinario”, da parte del dipendente era stata rigettata dal Giudice nazionale, giacché la legislazione si limitava a prevedere che, durante il periodo di formazione, il dipendente doveva essere retribuito, peraltro nulla prevedendo nel caso in cui l’impegno orario nelle attività formative fosse superiore a quello previsto per l’attività lavorativa.

In merito, la CGEha precisato che, per periodo di lavoro si deve intendere “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni” e che, per periodo di riposo si deve intendere “qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro”

La sentenza potrebbe avere ripercussioni nel comparto scuola, in particolare per quanto riguarda:

1) la formazione obbligatoria di 25 ore sulle tematiche inclusive per i docenti impegnati nelle classi con alunni con disabilità (nota 27622 del 6/09/2021:l’attività formativa è svolta in costanza di rapporto di lavoro e non determina oneri aggiuntivi;

2)laformazione obbligatoria per i neo immessi in ruolo, prevista in 50 ore, anche con attività oltre il normale orario di servizio.

In occasione del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria, il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con il Ministero della Difesa e la Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, lancia il concorso di idee dal titolo “Il Milite Ignoto: Patria e Memoria”. All’iniziativa potranno partecipare le studentesse e gli studenti di ogni grado d’istruzione.

“Con questo concorso di idee vogliamo coinvolgere le scuole in un percorso di conoscenza, di memoria, di approfondimento della nostra storia, dell’identità nazionale e della necessità di una convivenza pacifica tra i popoli”, sottolinea il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Molte vite sono state sacrificate durante i conflitti mondiali e, come ha sottolineato anche il Presidente Mattarella, dobbiamo avere coscienza collettiva di questo sacrificio e del suo significato”.

Il concorso si propone di valorizzare il talento delle studentesse e degli studenti chiedendo loro di presentare un progetto che dovrà rielaborare in maniera creativa e innovativa la storia e la figura del Milite Ignoto.

L’elaborato potrà essere sviluppato secondo varie tipologie (si potranno utilizzare il disegno, la fotografia, il fumetto, per fare alcuni esempi) e dovrà essere accompagnato da un documento che spieghi le scelte fatte a livello stilistico e comunicativo. Il progetto dovrà essere quindi frutto di un’apposita attività di analisi e approfondimento.

Le opere, che dovranno essere inviate entro il prossimo 15 marzo, saranno valutate da una commissione formata da componenti del Ministero dell’Istruzione, del Ministero della Difesa e della Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

DIRIGERE LA SCUOLA n.7/2021

A settembre formazione obbligatoria per gran parte degli insegnanti!?

Editoriale di Vittorio Venuti

Ha fatto discutere l’annuncio del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso dell’incontro del 4 giugno tra i dirigenti del Ministero e i sindacati rappresentativi, di un imminente decreto per l’istituzione, a settembre, di un corso di formazione, obbligatorio e senza compenso, di 25 ore rivolto a tutti i docenti non specializzati che avranno in classe almeno un alunno con disabilità. In totale, si calcola che circa 700mila insegnanti saranno obbligati alla formazione. Si evidenzia la perentorietà del dispositivo che, come hanno fatto notare i rappresentanti delle OO.SS., appare anche in contrasto con il CCNL 2016/2018, che contempla la formazione come diritto/dovere e non come obbligo.

Al di là dei risvolti sindacali, pur apprezzando molto l’idea di una formazione specifica sul tema dell’inclusione scolastica, finalizzata all’affermazione del principio di corresponsabilità nella presa in carico degli alunni con disabilità, non possiamo non cogliere alcune incongruenze di fondo che, speriamo, vengano considerate e superate a decreto “finito”.

Il tema dell’Inclusione è argomento che tutti gli insegnanti, indistintamente, dovrebbero affrontare, perché l’Inclusione non è un concetto né un processo che attenga esclusivamente agli alunni con disabilità, ma a tutti gli alunni indifferentemente. Perciò, c’è da chiedersi: perché si tagliano fuori la gran parte degli alunni con BES? Perché si tagliano fuori quegli alunni che non rientrano in nessuna categoria “protetta” ma sono altrettanto fragili? Perché non si affronta coraggiosamente la necessità di rivedere il modo di fare scuola partendo proprio dalla formazione sull’Inclusione, che comprende in sé la possibilità di una svolta epocale?

Così posta la questione, sembra che ancora si voglia perseguire una visione distorta o approssimativa del profondo significato che ha lo stesso termine Inclusione. Non un semplice sostantivo ma un’intenzione ed un’azione programmatica che sancisce il diritto di tutti ad esserci, ciascuno con la propria differenza, e che trascina con sé il senso della personalizzazione e della individualizzazione dell’insegnamento e dell’apprendimento per tutti, dettato così ben presente nella legislazione scolastica italiana ma anche così poco frequentato.

Andare per categorie (come i BES confermano) è tutt’altro che inclusione, perché l’inclusione prevede anche l’Altro, comunque egli sia. Tutti gli insegnanti dovrebbero riflettere su cosa comporta accettare le differenze. Al riguardo, c’è da chiedersi quali siano le ragioni per cui si escludono gli insegnanti che non avranno in classe alunni con disabilità, come se il corso non fosse in grado di suscitare domande utili anche per quegli alunni che una disabilità non ce l’hanno. Una miopia! È stata l’integrazione degli alunni sbrigativamente detti “handicappati” a vivacizzare la didattica degli ultimi decenni e a spingere perché si innovasse.

E perché gli stessi insegnanti di sostegno resterebbero fuori dalla formazione, quindi fuori anche dalla possibilità di confrontarsi direttamente con i colleghi “obbligati”, partecipare al discorso e sentirsi più coinvolti? Altra miopia! Quale idea di insegnante di sostegno si cela dietro questa scelta? Quale idea di dialogo e di collaborazione si pensa che ci sia nelle classi? Ancora si preferisce pensare per compartimenti che possono dialogare sulla carta ma non riconoscendosi come parte della stessa unità?

A ben guardare, se analizziamo il senso stesso del corso di formazione che si vuole definire, anche solo riflettendo marginalmente sulla questione, dovrebbe apparire chiaro che l’insegnante di sostegno si qualificherà sempre più come figura cardine importantissima, che dovrà saper interpretare e favorire nel miglior modo possibile il processo dell’inclusione che interessa tutti, insegnanti compresi. Si può forse negare che il processo inclusivo non debba interessare l’inclusione stessa dei docenti. Non si può includere se non si è inclusi. La provocazione “Chi integra chi?”si è traslata in “Chi include chi?”.

Il discorso sull’inclusione è straordinariamente importante, rappresenta un primo passo verso il riconoscimento e la costruzione di una identità istituzionale tale da far superare la rigidità con cui i gradi e gli ordini di scuola si osservano e si giudicano. Un progetto di formazione così importante non va espresso come si trattasse di una esternazione estiva; deve emergere da una visione pedagogica forte e il più possibile completa, eco dei grandi pedagogisti che hanno tracciato le prospettive della scuola inclusiva parecchi decenni fa, nomi ai quali spesso ricorriamo per qualche citazione di comodo ma che difficilmente comprendiamo per indirizzare la nostra azione quotidiana e per dare sostanza al nostro modo di fare scuola.

Sono gli insegnanti, per primi, a dover pensare a se stessi come persone che devono saper includere sentendosi loro stessi oggetto di inclusione. Lo stesso si dica per quanti ne discettano e ne scrivono.

 

Panoramica degli articoli di questo numero.

 

Filippo Cancellieriapre con “Comunità educante: dal contratto alle pratiche”richiamando l’art. 24 del CCNL 2018 che, volendo dare più rilevanza alla categoria degli ATA, del tutto ignorata e umiliata dall’impianto della cosiddetta “Buona scuola”, ha evidenziato la scuola come comunità di dialogo, nella quale tutte le componenti devono partecipare al processo decisionale, in linea con l’interpretazione del concetto di inclusione. Il contributo riflette sul fatto che l’istituto scolastico si sostanzia in una rete di micro-comunità e che la presenza di chiusure individualistiche impediscono la formazione di una vera cultura comunitaria.

 

Stefano Stefaneltratta de “Il ruolo del Dirigente scolastico nella gestione progettuale del dopo Covid”agganciandosi al “Piano Estate”, che ha attivato un poderoso processo di finanziamento delle scuole. Il contributo si interroga sul ruolo che deve avere e dovrà avere il Dirigente scolastico nella scuola che si sta prefigurando alla fine dell’emergenza pandemica sia come soggetto progettante o co-progettante, sia come soggetto coordinatore o ordinatore del lavoro della scuola.

 

Michela Lellariflette, sotto il titolo“Volente o nolente risponderò presente”,sull’impegno alla presenza a scuola che ha mosso i dirigenti scolastici nonostante la pandemia superando le personali fragilità e malgrado le ansie legate al timore dei contagi e delle preoccupazioni correlate alle molteplici responsabilità connesse al ruolo.

 

Vincenzo Campisi incentra il suo intervento su “La governance delle Istituzioni scolastiche in una prospettiva ecologica”riflettendo sugli effetti negativi e positivi che l’emergenza Covid ha generato in ambito scolastico, in qualche modo evidenziando l’immagine di una Scuola come di un ecosistema che poggia sulla stretta collaborazione tra Dirigente scolastico - che esercita il ruolo di guida - e i suoi collaboratori, che esercitano un ruolo di gestione imprescindibile. Portare a sistema il “middle management”, si rileva, contribuirebbe ad una ecologia della governancedelle Istituzioni scolastiche.

 

Bruno Lorenzo Castrovinci, sulla scia delle riflessioni che si dipartono dalla sconvolgente crisi pandemica, propone “I nodi del prossimo anno scolastico e la solitudine dei dirigenti scolastici”. Da dove ripartire? Uno dei punti cruciali viene intercettato nel “middle management”, mai esistito formalmente, mai seriamente affrontato sotto il profilo normativo e contrattuale ma così importante per il governo ed il funzionamento della scuola. Il nuovo anno, con la disponibilità di tante risorse, sarà particolarmente impegnativo e richiederà sforzi non indifferenti da parte di tutte le istituzioni scolastiche.

 

Maria Rosaria Tosiani rivolge anche lei l’attenzione al grande progetto che sta interessando la scuola volgendo l’attenzione al“Piano Estate ed il coinvolgimento degli enti del terzo settore”.In particolare, il contributo si sofferma sull’art. 31, comma 6, del D.L. 41/2021, il quale prevede che le risorse siano finalizzate a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti anche nel periodo che intercorre tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio di quelle dell’anno scolastico 2021/2022. Essendo data la possibilità di coinvolgere il terzo settore si pongono una serie di problematiche relative alla gestione fiscale del rapporto contrattuale con tali enti.

 

Francesco Nuzzacisi interroga su “L’assegno alimentare: se e quando spetta”,prendendo spunto da una interlocuzione con un dirigente scolastico in merito all’applicazione dell’art. 500 del Testo unico della scuola, inerente l’attribuzione dell’indennità (assegno alimentare), nei confronti di un assistente amministrativo a cui aveva irrogato la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio e dallo stipendio per tre giorni.

 

Vincenzo Casella, per lo Sportello Assicurativo, tratta del “Caso di morte”, ovvero di cosa prevede la polizza assicurativa sottoscritta dall’Istituto in caso di morte di uno studente presente a scuola. Si tratta di una eventualità che, statisticamente è rappresentato annualmente in 20/30 eventi che, per la maggior parte si verificano durante gli spostamenti (in itinere), in conseguenza di sinistri stradali; altre dinamiche ricorrenti attengono a cause di morte accidentale, mancata vigilanza o suicidi.

 

Gianuca Dradi focalizza il suo intervento su“Reclami contro gli esiti delle valutazioni: compiti del dirigente scolastico”.Lo spunto è offerto dalla sentenza del TAR Marche n.188/2021 relativa all’impugnazione del provvedimento di valutazione finale dell’esame di Stato e del rigetto del reclamo presentato al dirigente scolastico. Nello specifico, il caso è quello di una studentessa liceale che, insoddisfatta della votazione ottenuta (98/100) all’esame di maturità, presentava reclamo al dirigente scolastico chiedendo il riesame della valutazione e dei criteri di attribuzione del punteggio integrativo.

 

Ada Maurizo, che cura la rubrica CPIA, in“I CPIA, questi sconosciuti” lamenta che le numerose e frequenti circolari del Ministero dell’Istruzione emanate in quest’ultimo anno, caratterizzato dall’emergenza sanitaria, hanno quasi del tutto ignorato l’esistenza dei CPIA, come se il più recente segmento del sistema nazionale d’istruzione non esistesse. Non se ne legge traccia neppure nelle linee per un progetto complessivo di rilancio e di miglioramento dell’intero sistema d’istruzione redatto dal Comitato di esperti nominato dal Ministro.

 

Mario Di Mauro, per la rubrica la Scuola in Europa, propone un singolare interrogativo: “Se… a distanza Vs in presenza, allora distribuita Vs centralizzata?”.Tra l’altro, vi si tratta del dell’esigenza di riflettere sul principio dell’educare alla conoscenza e di cosa questo significhi per l’uomo, tanto nel pensare all’innovazione quanto nel farla, a partire dallo stesso rovesciamento del concetto di educazione e a dispetto dell’egemonia dell’associarlo a quello di istruzione declinandola ora nell’opposizione “distanza/presenza” ora in quella “distribuita/centralizzata”.

 

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della gestione propone la riflessione“Dalla stima all’autostima e alla motivazione”focalizzando l’attenzione sulla necessità che gli insegnanti, specialmente nei primi anni di scuola, si interroghino su quale immagine di sé i bambini abbiano elaborato e si curino di tenerne conto e di rinforzarla positivamente, sapendo che loro stessi incidono comunque su di essa. Ricerche e studi di settore confermano la stretta relazione che si stabilisce tra autostima e apprendimento scolastico, e l’autostima non è altro che il riflesso della stima di cui ciascun bambino è fatto segno. X

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