Ultime notizie

Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2021

La scuola riparte col nulla di fatto … o quasi

Editoriale di Vittorio Venuti

Buon anno scolastico! Si riparte e abbiamo ancora nelle orecchie il tormentone che pappagallescamente abbiamo sentito ripetere allo sfinimento da una folta schiera di politici: la scuola deve riaprire in presenza! Riaprire in presenza è una priorità! Giusto, senz’altro… ma è mai possibile che tutti si sentano in diritto di dire ciò che la scuola deve o non deve fare? Che la scuola venga assunta come pretesto per apparire improvvisando un interesse palesemente strumentale?

Di contro, a fronte di cotante dichiarazioni, si riparte riprendendo dal punto in cui si era rimasti, ovvero con tutte le problematiche che la pandemia aveva rivelato in ordine alla conclamata limitatezza funzionale della scuola, in ordine agli spazi, alle aule, alle classi numerose, alla formazione degli insegnanti, alle carenze strutturali degli edifici, alla inadeguatezza dei trasporti. Nulla, non è cambiato nulla e tutto riprende all’insegna di una ventilata“in sicurezza” che, giocoforza si appaia ad “insicurezza”, perché, riconosciamolo, niente si può“aprire in sicurezza”

.

Affronteremo la tanto e giustamente richiesta “didattica in presenza” con le strutture di prima, con la stessa carenza di aule attrezzate, con le stesse diseguaglianze territoriali. Però, abbiamo avuto il Piano Estate, che ha cercato di recuperare la socialità, e che in molte situazioni ha prodotto apprezzabili risultati, ma ancora una volta improvvisamente precipitato in capo ai dirigenti scolastici e al personale sicuramente un passo significativo, che rientra nella logica della“nuova scuola che - ha detto il ministro - stiamo costruendo” e nella quale“il compito del sistema educativo sarà ancora più centrale, per formare cittadine e cittadini consapevoli” come dimostrano l’Avviso (di fine luglio) per la selezione di Enti del Terzo Settore per iniziative di co-progettazione volte alla realizzazione di Progetti, ai sensi dell’art. 55, comma 3, del D.Lgs. n. 117/2017 per un valore di 5 milioni di euro e lo stanziamento di altri 10 milioni per altri Avvisi finalizzati al finanziamento di progettualità per l’ampliamento dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche (Legge 440/1997), che saranno destinati direttamente alle scuole, che potranno finanziare, ad esempio, l’istituzione di sportelli per l’autismo, attività di potenziamento delle competenze logico-matematiche, di riduzione della dispersione scolastica, di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, di miglioramento dell’orientamento. L’obiettivo dichiarato è supportare la realizzazione di progettualità e la sperimentazione di pratiche innovative che potranno essere messe a disposizione di tutto il sistema d’Istruzione, in una logica di condivisione delle esperienze e della conoscenza.

Tutto bene? Senz’altro sì, ma anche no! L’impressione è che, ancora, il Ministero navighi nella periferia delle problematiche che affliggono la scuola, preferendo - speriamo - temporeggiare in attesa di aver chiara la materia da affrontare, in vista di un più diretto approccio alla crisi che, ormai da decenni, attraversa brutalmente e colpevolmente il sistema d’istruzione. Intanto, sarebbe il caso di pensare allo snellimento delle procedure che si riversano incessantemente sul personale e che impegnano gli insegnanti anche molto oltre il loro orario canonico, come se fosse venuto meno, assieme alla considerazione del ruolo, anche il rispetto per le persone che lo esercitano.

La scuola riapre e tutto resta più o meno come prima. Anche il Piano scuola 2021/2022, predisposto dal MI, conferma le indicazioni in gran parte in vigore lo scorso anno per il rientro in classe: tutti in presenza, ma con distanziamento e mascherine (ad eccezione dei bambini al di sotto dei sei anni), in ogni caso tutti in presenza. Sullo sfondo ancora il Comitato tecnico-scientifico, che esclude, nel momento in cui stendiamo queste note, l’utilizzo di test diagnostici o screening preliminari all’accesso a scuola.

Per il resto, i problemi di sempre; a parte gli insegnanti vincitori che arriveranno dal concorso straordinario e che,nel complesso, invece, continueranno a mancare già dal primo giorno di scuola nonostante gli annunci che promettevano ben altro, e a parte la nomina di uno sparuto numero di neo dirigenti scolastici.

Auguriamo tutto il bene possibile alla scuola, ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori, agli insegnanti, ai Direttori SGA e a tutto il personale ATA. Di fatto, il destino della scuola e di tutti gli studenti è nelle loro mani.

Buon Anno Scolastico!

 

Panoramica sugli articoli di questo numero.

Maria Rosaria Tosiani presenta un vademecum di promemoria per il Dirigente Scolastico in merito a “Gli adempimenti improcrastinabili di inizio anno scolastico” richiamando il dettato dell’art. 25 del D.L.gs. 165/01 e gli artt. 1 e 2 del CCNL dell’area V che ad esso si riferiscono. Oltre a ricordare gli adempimenti che bisogna curare ad inizio d’anno scolastico, il vademecum tratta degli adempimenti in materia finanziaria e patrimoniale, degli adempimenti in materia di attività negoziale, degli adempimenti fondamentali in materia di sicurezza dando rilievo agli strumenti di programmazione.

A seguire Silvia Renzullicon il suo contributo “Scelta dei collaboratori e costituzione dello staff” si sofferma sugli aspetti normativi che regolano la scelta dei collaboratori e costituzione dello staff e sulla remunerazione che può essere corrisposta a seguito della contrattazione d’istituto.

Pasquale Annesesi sofferma sul “Piano Scuola Estate” focalizzando l’attenzione sugli strumenti operativi per accelerare le procedure di affidamento di incarichi agli esperti interni ed esterni all’amministrazione. Un contributo ben articolato sui diversi aspetti procedurali da seguire e che soddisfa anche i dubbi che la materia può suscitare.

Ivana Summa, nel suo intervento “Il dirigente scolastico e lo sviluppo di carriera degli insegnanti”, ragiona sull’attuale stato di ambiguità del personale dirigente e docente, cercando una connessione giuridica e logica tra l’una e l’altra figura. Lo spunto nasce dalla lettura del documento elaborato dal Ministro Bianchi per illustrare le Linee Programmatiche del proprio mandato. Seppure vi si colgano direzioni di cambiamento, tuttavia queste appaiono più simili a restauri dell’esistente, messa a norma della nuova determinatasi con la pandemia, che vere e proprie inversioni di tendenza.

Filippo Cancellieri, nel suo contributo, rileva “Le incognite e i dilemmi della ripartenza” affermando che, pur se il nuovo anno scolastico continuerà a dover fare i conti con la pandemia, in ogni caso, sono maturi i tempi per iniziare a progettare la fuoriuscita dalle logiche emergenziali, partendo inevitabilmente da un’analisi retrospettiva delle strategie e degli accomodamenti adottati per fronteggiare il Covid, rifuggendo l’idea di attribuire colpe e responsabilità soggettive.

Michela Lella avvia la propria riflessione all’insegna dell’interrogativo “Mi piacerebbe cominciare questo nuovo anno scolastico ignorando la pandemia. Ripartire da dove eravamo rimasti? consapevole che quel che è stato in questi ultimi due anni non possa essere ignorato e che la ripresa stenterà a decollare, frenata dal Covid e dai suoi effetti, che favoriscono l’attestazione di un clima di perplessità e di diffidenza. Il dirigente scolastico si troverà a dirigere una scuola in condizioni di incertezza, il che dovrà indurre a tenere in considerazione il contesto in cui si opera e il territorio in cui è inserita la scuola, due indicatori necessari per concepire l’andamento che dovrà assumere la ripresa anche nei locali scolatici, ove le persone dovranno abituarsi a riconquistare il proprio status.

Domenico Cicconepropone un’altra lettura di “Dove eravamo rimasti?”, criticamente evidenziando che le estenuanti diatribe sulla scuola a distanza abbiano fatto emergere la sensazione che la scuola pre-pandemia fosse intrisa dalle categorie del Buono, del Bello e del Giusto, mentre la situazione successiva, con DaD e DDI e canale trans camerale abbia mostrato soltanto limiti e danni, non ultimi quelli di aver determinato i carenti livelli nelle prove INVALSI, dimentichi dei risultati degli anni scorsi, non proprio lusinghieri, determinati esclusivamente dalla scuola in presenza. In realtà, durante la pandemia dei due anni scolastici appena trascorsi, si è dimostrato che la scuola “tradizionale” agognata come contraltare alle complesse attività didattiche erogate on line, è più colma di difetti che di virtù.

Anna Armonepresenta “Il responsabile della protezione dei dati in ambito pubblico” illustrando il pertinente Documento di indirizzo allegato al provvedimento del Garante n.186 del 29/04/2021 nel quale si danno molte indicazioni pratiche relativamente alle caratteristiche e alle modalità di scelta del RPD, però lasciando numerosi aspetti a carico dei singoli enti, che devono valutare caso per caso gli elementi di scelta.

Filippo Sturaronel suo pezzo “Inclusione degli allievi con disabilità” analizza il percorso di formazione obbligatoria per i docenti di sostegno che il ministero ha palesato l’intenzione di voler fare dal prossimo anno scolastico. Porre la scuola “al centro del Paese” significa ridare priorità all’investimento sulla formazione delle nuove generazioni, alle quali viene richiesto di “abitare la complessità”, affrontando sfide inedite e cambiamenti incessanti, giocando la carta di competenze solide e stabili da agire in termini di responsabilità, di solidarietà e di partecipazione alla vita sociale. La valorizzazione delle persone e la centralità del profilo professionale del docente nella sua funzione di guida e di presenza significativa nella vita degli studenti, costituiscono la leva fondamentale per assicurare quel processo di riposizionamento capace di condurre la scuola al centro delle traiettorie e delle visioni di un futuro innovativo.

Stefano Callàtratta de “Il limite all’attività forense del docente”, illustrando il caso di un docente di discipline giuridiche ed economiche, laureato in giurisprudenza ed autorizzato dal Dirigente Scolastico a svolgere attività legale e che, scoprirà il dirigente, ha patrocinato alcune cause in materia di ricorsi avverso le graduatorie provinciali per personale ATA ed altre cause avverso l’amministrazione scolastica. Pur se dagli atti risulta che l’insegnante non aveva mai patrocinato personalmente tali cause, compito assolto da suoi colleghi di studio, il Dirigente Scolastico lo diffida dal cessare completamente entro 15 giorni l’attività di avvocato.

Valentino Donà, per Sportello Assicurativo, ragiona su “Servizi pre-scuola e doposcuola”, rappresentando il caso di un Comune, nel quale è situato l’Istituto, che ha organizzato le attività di pre-scuola e doposcuola affidando il servizio ad una cooperativa, ma prevedendo, nella bozza di accordo di collaborazione che la copertura assicurativa degli studenti sia a carico della scuola: Corretto sottoscrivere tale accordo?

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia, riflette su “La relazione educativa nel rapporto insegnante-alunno”, rilevando che nessun apprendimento si può efficacemente realizzare senza una vera e propria relazione ed invitando, in coincidenza dell’avvio del nuovo anno scolastico, le scuole i singoli insegnanti ad interrogarsi sul concetto stesso di relazione per riferirlo all’esperienza scolastica e quindi avviare una riflessione sui ruoli dei protagonisti. Fondamentale appare riconoscere la natura di incontro tra persone, alla cui base l’insegnante pone il riconoscimento adottivo dell’Altro, al fine di fondare il progetto educativo che ci si appresta a co-progettare. X

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