Ultime notizie

Il MI ha pubblicato, sul proprio sito, il focus “Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2022/2023 dal quale estrapoliamo i dati riassuntivi, rimandando al focus per le tabelle illustrative.

-       Le istituzioni scolastiche statali

Il numero di Istituzioni principali sedi di direttivo è pari a 8.136, comprese le sedi sottodimensionate. Tali istituzioni si distinguono in 129 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti e 8.007 Istituzioni scolastiche. Le Istituzioni scolastiche a loro volta si ripartiscono in 332 Direzioni Didattiche, 4.879 Istituti Comprensivi, 127 Istituti principali di I grado e 2.669 Istituzioni del II ciclo.

-       Alunni e classi

In quest’anno scolastico 366.310 classi di scuola statale accoglieranno 7.286.151 studenti, di cui 290.089 con disabilità. La distribuzione regionale per livello scolastico è riportata nella tabella 5, mentre la tabella 6 illustra la distribuzione di alunni e studenti (1° e 2° ciclo) per anno di corso.

-       Posti del personale docente

La distribuzione regionale dei posti totali di Organico di fatto distinti tra posti comuni e posti per il sostegno è illustrata nelle tabelle 11 e 12. I posti istituiti per l’a.s. 2022/2023 sono complessivamente 684.600 posti comuni e 186.205 posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono compresi anche i posti in deroga. E’ importante sottolineare che per il sostegno il dato relativo ai posti in deroga è in via di aggiornamento da parte degli Uffici periferici. Degli oltre 684mila posti comuni, 14.142 sono “posti per l’adeguamento”, mentre, dei 186.205 posti di sostegno, 69.035 sono “posti di sostegno in deroga.

-       Le scuola paritarie

I dati sulle scuole paritarie si riferiscono all’anno scolastico 2021/2022 e sono stati elaborati utilizzando le informazioni acquisite dalle Rilevazioni sulle scuole. Nel precedente anno scolastico le scuole paritarie erano 12.096 e gli studenti frequentanti 817.413. La scuola dell’infanzia si conferma, benché in decrescita, il settore educativo in cui si concentra il maggior numero di alunni (in valore assoluto) delle scuole paritarie: 466.037 bambini distribuiti in 8.529 scuole.

https://www.miur.gov.it/documents/20182/6891182/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2022-2023.pdf/cb3b168f-fb9e-a359-85ff-2f7b8964098d?version=1.0&t=16638

 

Il Consiglio dei Ministri, il giorno16 settembre 2022 haapprovato laRiforma degli istituti tecnici e professionali, uno dei provvedimenti previsti per l’attuazione del PNRR. Il provvedimento sarà contenuto nel decreto Aiuti ter.

Nel testo, che quanto prima sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si prevedono interventi correttivi dell'attuale assetto degli istituti tecnici e professionali per adeguare i processi educativi alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale orientandoli anche verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, in un’ottica di piena sostenibilità ambientale. In particolare:

Per gli Istituti tecnici si propone senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica: la revisione degli ordinamenti, orientando la didattica verso le innovazioni introdotte dal Piano nazionale, Industria 4.0, valorizzando la metodologia didattica per competenze, la formazione dei docenti in coerenza con i diversi contesti territoriali; la possibilità di erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Per gli Istituti professionali, si prevedono aggiornamenti in coerenza con gli obiettivi del PNRR e si sollecitano le istituzioni scolastiche all’aggiornamento del Progetto formativo individuale per favorire la transizione nel mondo del lavoro e delle professioni con l’emanazione di linee guida di supporto allo sviluppo dei processi di internazionalizzazione.

Presso il MI sarà istituito l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale, con funzioni consultive e di proposta anche per l’aggiornamento degli indirizzi di studio delle articolazioni e delle linee guida.

L’Osservatorio sarà composto da quindici componenti, in carica per un anno, e scelti tra esperti dell’istruzione tecnica e professionale e comunque del sistema nazionale di istruzione e formazione, da esponenti le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, una rappresentanza delle regioni, degli enti locali, del sistema camerale, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI) e dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE).

 

Nel decreto aiuti ter, approvato dal governo in data 16 settembre ’22, è stata data via libera alle misure previste dal PNRR per la riforma degli istituti tecnici e professionali.

Il ministro Bianchi ne ha evidenziato l’importanza dichiarando: “Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti nell'attuazione del PNRR Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. La decisione di oggi completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria - sottolinea Bianchi -. Vogliamo costruire una filiera verticale e allo stesso tempo un patto educativo grazie al quale imprese, università, tessuto produttivo, territori, ITS Academy mettano a disposizione risorse e competenze per consolidare l’identità di questo segmento formativo e concorrere alla migliore istruzione dei nostri giovani, in linea con le prospettive di sviluppo del Paese”.

Nello specifico, il testo prevede, per gli Istituti tecnici:

1.     la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e STEM e orientare alle discipline inerenti “Industria 4.0”, connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze;

2.     la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi;

3.     la realizzazione di “Patti educativi 4.0”, per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; 

4.     la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali;

5.     l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio;

6.     il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista:

1.     la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione.

La riforma degli Istituti professionali punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal PNRR, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale)

Viene istituto, infine, presso il MI l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

 

Il corso costa solo 150,00 euro.

Vengono offerti 15 lezioni complete su tutti gli adempimenti dell'ufficio di segreteria sotto il profilo prativco e operativo.

Il corso può essere fruito da tutto il personale amministrativo  che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

La contrattazione integrativa d'istituto e le relazioni sindacali 

Il corso costa solo 30,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Il corso completo costa solamente 50,00 euro.

Il corso può essere fruito da tutti i dipendenti che la scuola ritiene di voler formare. E' sufficiente che ci venga comunicata l'email del dipendente su cui abilitare la fruizione del corso.

I corsisti possono interagire con il relatore ponendo domande e quesiti in caso di dubbi riscontrati durante l'ascolto delle lezioni scrivendo a direttore@euroedizioni.it

Sono stati pubblicati sul sito del MI il decreto e la circolare condivisa con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che forniscono indicazioni operative per il personale scolastico relative alle domande di cessazione dal servizio a partire dal 1° settembre 2023.

Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici potranno presentare le loro richieste di pensionamento a partire da lunedì 12 settembre 2022, utilizzando la procedura web POLIS “Istanze online”. Il termine per l’inserimento delle domande è venerdì 21 ottobre 2022. Solo i dirigenti scolastici avranno tempo fino al 28 febbraio 2023.  

Il personale in servizio all’estero potrà presentare l’istanza all’Ufficio territorialmente competente in formato analogico o digitale, al di fuori della piattaforma POLIS. Per le Province di Trento, Bolzano e Aosta è consentita la presentazione delle domande direttamente alla sede scolastica di servizio/titolarità, che provvederà poi a inoltrarle agli Uffici territoriali competenti.

L’INPSaccerterà il diritto al trattamento pensionistico del personale richiedente entro il 18 aprile 2023.  

La circolare contiene, inoltre, indicazioni riguardanti il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci e i trattamenti previdenziali di fine servizio e fine rapporto.

 

È disponibile, sul sito del Ministero dell’Istruzione, il Vademecum per il controllo di regolarità amministrativa e contabile delle istituzioni scolastiche. Il documento, curato dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie del MI, è uno strumento a disposizione dei revisori dei conti per il controllo delle regolarità amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche al fine di promuovere e garantire la leale collaborazione fra revisori e scuole.

Il Vademecum, che verrà aggiornato periodicamente, si compone di quattro sezioni: un inquadramento normativo rispetto alla disciplina dei controlli di regolarità amministrativo-contabile; i processi di gestione del bilancio delle istituzioni scolastiche, l’attività negoziale e la contrattazione integrativa d’istituto; i controlli e gli strumenti a disposizione dei revisori; cenni sulle responsabilità amministrative, civili e penali.

Ad accompagnare il Vademecum, una check list dei diversi controlli che i revisori sono tenuti a effettuare e che riguarda, in particolare, la verifica del programma annuale, del conto consuntivo e di cassa.

 

Il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto 115/2022, apportando all’articolo 38 e alle disposizioni sul “docente esperto”, definizione che aveva suscitato un ampio coro di polemiche. Secondo le nuove indicazioni, la dicitura “docente esperto” sarà sostituita da “docente stabilmente incentivato”, suggestionando l’istituzione di una vera e propria progressione di carriera che, a regime, sarà precisata in sede di contrattazione collettiva.

In ogni caso, già Lega e Fratelli d’Italia hanno dichiarato che, in caso di affermazione elettorale del centro-destra, la norma sarà rivista se non abrogata.

 

Il ministero ha emanato la circolare 31924 dell’8 settembre 2022 con le indicazioni operative  relative alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2022.

La nota, che accompagna il Decreto Ministeriale 238 dell’8 settembre 2022  è corredata dalla tabella con l’indicazione sintetica dei requisiti di accesso alla pensione, è in corso di diramazione.

La scadenza per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio è stata fissata al 21 ottobre 2022

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastica n. 4/2021

La prova liberatoria per i docenti nei casi di culpa in vigilando

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Richiamiamo ancora una volta l’attenzione sulla responsabilità della scuola e del personale a seguito di danno all’alunno causato da omessa o carente vigilanza. Vogliamo soffermarci su un aspetto particolare che assume una centralità incontestabile: la prova liberatoria, finalizzata ad escludere la responsabilità de quo.

La prova liberatoria degli insegnanti e dei collaboratori scolastici è estremamente rigorosa; trae fondamento in una presunzione di colpevolezza, che può vincersi fornendo la prova di “non aver potuto impedire il fatto”.

Il danneggiato dovrà provare che il fatto è avvenuto nel tempo in cui il minore era affidato alla vigilanza del personale scolastico. Ciò renderà operante la presunzione di colpa dell’insegnante, per inosservanza dell’obbligo di sorveglianza, con la possibilità per quest’ultimo di liberarsi attraverso la difficile prova liberatoria che abbiamo richiamato.

La giurisprudenza prevalente afferma che la prova liberatoria si concreta oltre che nella dimostrazione, da parte dell’insegnante, di aver adempiuto al dovere di vigilanza, nella prova che, nonostante la vigilanza esercitata, non è stato possibile impedire il prodursi dell’evento dannoso (C. civ., 16.6.2005, n. 12966; C. civ., 20.8.2003, n. 12213).

Quanto all’adempimento del dovere, la giurisprudenza è consolidata nel senso che l’adempimento del dovere di vigilanza deve valutarsi, non in modo assoluto, bensì in modo relativo, con riferimento alle caratteristiche del caso concreto. Deve essere commisurato all’età, al grado di crescita e maturazione degli allievi, nonché al tipo di attività svolta sotto la vigilanza dell’insegnante (C. civ., 23.7.2003, n. 11453; C. civ., 10.12.1998, n. 12424; C. civ., 23.6.1993, n. 6937).

La vigilanza dovrà raggiungere il massimo grado di attenzione nelle scuole elementari, attenuandosi con l’aumentare dell’età degli alunni.

La giurisprudenza dimostra di privilegiare una applicazione della prova liberatoria molto rigorosa. Infatti, la mera dimostrazione di aver agito con la normale diligenza non è sufficiente ad integrare la prova liberatoria richiesta dalla disposizione in esame.

Si ritiene che la formulazione dell’art. 2048 c.c. sia precisa nel richiedere la prova della concreta impossibilità di impedire il fatto, prova che rappresenta qualcosa di ultroneo rispetto alla mera dimostrazione di una condotta diligente (Moncalvo, 1842).

La prova liberatoria, in realtà, non si limita a dover dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, ma richiede la dimostrazione di aver esercitato il dovere di sorveglianza nel modo più consono alle esigenze concrete, dunque dimostrando di aver adottato in via preventiva, tutte le misure organizzative o disciplinari idonee ad evitare il prodursi del fatto illecito (Cass. civ., 4.2.2014, n. 2413; Cass. civ., 20.8.2003, n. 12213; Cass. civ., 21.2.2003, n. 2657; Cass. civ., 18.4.2001, n. 5668; Cass. civ., 3.2.1999, n. 916; Cass. civ., 21.8.1997, n. 7821).

Più volte in diverse pronunce giurisdizionalisi afferma che, al di là delle manchevolezze del singolo insegnante, spesso sono proprio le carenze organizzative che determinano il verificarsi dell’illecito. Una corretta e opportuna organizzazione, può permettere, infatti, di fare fronte a casi in cui è necessaria una presenza costante del personale scolastico. Come nel caso delle gite scolastiche, un corretto rapporto numerico, tra insegnanti ed allievi, ad esempio, può consentire una vigilanza più attenta e accurata, ed eventualmente, prevenire il verificarsi di fatti potenzialmente dannosi per gli allievi durante le uscite o la permanenza nella residenza prescelta per il soggiorno.

Il grado di sorveglianza deve essere tale da impedire il fatto, dunque correlato alla prevedibilità di quanto può accadere (C. civ.n. 6331/1998).

Altro elemento decisivo, ai fini dell’esclusione della responsabilità dell’insegnante o del collaboratore scolastico, è la dimostrazione che il fatto lesivo è stato determinato da un comportamento imprevedibile. Il fatto imprevedibile, repentino ed improvviso, può liberare l’insegnante se dimostra che, nonostante la sua presenza, e la massima vigilanza prestata, il fatto non poteva essere evitato, per i caratteri sopra ricordati (C. civ., 24.2.1997, n. 1683; C. civ., 22.1.1990, n. 318; T. Bari, 30.5.2013). La Suprema Corte ha ritenuto, ad esempio, che non sussistesse possibilità alcuna di effettuare un intervento idoneo ad impedire uno scontro fortuito fra due minori partecipanti ad una gara di “ruba bandiera”, per il carattere repentino ed imprevedibile del fatto lesivo. Allo stesso modo il danno subito da un allievo durante una partita di calcetto all’interno di una scuola pubblica, non fa sorgere la responsabilità degli insegnanti e dunque, per essi del Ministero dell’Istruzione, se si tratta di un danno provocato da un contatto fisico tra i giocatori, rientrante nelle normali dinamiche di gioco.

Per il sorgere della responsabilità della scuola non è sufficiente aver incluso nel programma di educazione fisica la partecipazione ad una gara sportiva, ma è necessario che il danno sia conseguenza dell’illecito di un altro alunno, e che non siano state predisposte le misure idonee ad evitare il fatto. Nel caso di specie la scuola non è stata ritenuta responsabile per un infortunio subito da un allievo durante una azione di gioco (l’infortunata è stata colpita al volto da una mazza da baseball, sfuggita di mano ad una compagna) (C. civ., 25.9.2012, n. 16261; C. civ., 28.9.2009, n. 20743).

A sostegno della prova liberatoria, in relazione all’opportuna organizzazione della vigilanza, concorre la documentazione organizzativa a cura del Consiglio di istituto per quanto riguarda il regolamento d’istituto e il dirigente scolastico per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. Tutte le determinazioni organizzative dirigenziali devono considerare i riflessi potenziali sul riconoscimento della mancanza di quel target necessario a discolpate l’amministrazione prima, il dirigente e il personale coinvolto poi.

 

Ed ora veniamo al contenuto di questo numero della rivista. Il primo spazio vogliamo riservarlo al pezzo di Gabriele Venturache si occupa dei lavori in corso sullo “zerosei” nella fase attuativa del d.lgs. 65/2017. L’autore analizza prioritariamente i lavori della Commissione presieduta, purtroppo fino alla sua scomparsa, da Giancarlo Cerini. La costruzione del documento delle Linee guida pedagogiche per il sistema integrato 0-6 è stata una operazione corale, frutto di confronto e negoziazioni, nella quale è possibile rintracciare quel disegno culturale e pedagogico che nel corso del tempo ha caratterizzato le diverse esperienze più qualificate che si sono realizzate sul territorio nazionale da parte di vari e diversi soggetti istituzionali e associativi, culturali e professionali, di ricerca e di pratica educativa didattica quotidiana. L’articolo procede con un’accurata disamina delle possibili forme di Governance dello “zerosei” per concludere con alcune notazioni critiche ma propositive sullo sviluppo delle azioni partecipate dai vari soggetti coinvolti.

 

Francesco Nuzzaci, in vista del rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego, offre una panoramica assai articolata dei punti messi sul piatto della discussione e anticipati, alcuni, dal ministro Bianchi. L’autore analizza compiutamente, tra gli altri, i problemi legati allo status economico dirigenziale nella scuola e l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti scolastici, partendo da una lucida esegesi delle fonti normative in materia per proporre il completamento del quadro possibile nell’istituzione scolastica. Ma Nuzzaci va oltre, affrontando anche il tema del middle management che potrebbe essere una delle prossime novità contrattuali. Nel farlo, compie un’analisi critica delle condizioni necessarie per la previsione di tale modello che, comunque, ritiene oramai imprescindibile.

 

Vanna Monducciapre all’analisi delle politiche scolastiche analizzando la situazione internazionale dell’offerta formativa a tutti i livelli scolari ed oltre attraverso il rapporto dell’OECD sullo stato dell’educazione. Pubblicato il 16 settembre 2021, il rapporto è una fonte importante di indicazioni e di dati che possono (e debbono) orientare le scelte dei decisori politici nella definizione del sistema di istruzione. In questo articolo, l’autrice ripropone la parte iniziale, fondativa della ricerca, che riporta gli elementi essenziali venutisi a determinare nell’anno 2020/21, elementi fortemente condizionati dalla pandemia che ha modificato le caratteristiche degli input delle scuole in ogni Paese, creando quindi le condizioni, nella maggioranza delle situazioni, di output insoddisfacenti e fonte di preoccupazione.

 

Giancarlo Sacchirichiama il bisogno del mondo del lavoro di innovare gli aspetti tecnici, ma anche di arricchire la componente formativa, con curricoli ad orientamento scientifico ed operativo ed una formazione terziaria con prestazioni di alta qualificazione, capace di offrire oltre ad una solida base per l’inserimento nelle aziende la possibilità di intercettare il rapido cambiamento sul piano produttivo e organizzativo. Con il PNRR, com’è stato presentato dal governo, siamo di fronte ad un’altra occasione che si potrebbe definire propizia per una revisione di tutto il comparto della formazione, sia dal punto di vista dei curricoli che della governance. Se l’espressione scuole di mestieri non è solo una copertura amministrativa, ma implica una scelta politica, allora c’è da capire in quale direzione intende andare la già menzionata programmazione nazionale, che ovviamente non sarà lasciata alle regioni, anche se dovrà passare per le Conferenze Nazionali con lo Stato.

 

Carmen Iuvoneriprende un tema mai abbastanza trattato: le varie forme di accesso. L’autrice dopo una breve esegesi dei vari istituti dell’accesso offre una panoramica giurisprudenziale spaziando tra diverse giurisdizioni.

 

Renato Loieroapprofitta dell’attuale impegno del Governo sul fronte economico finanziario per ricostruire il quadro sistemico del ciclo e degli strumenti della programmazione economica e finanziaria. La trattazione inizia con il Documento di Economia e Finanza che è presentato entro il 10 aprile di ogni anno e contiene il quadro di riferimento delle previsioni economiche e di finanza pubblica riferiti al triennio successivo. Di seguito vengono descritti gli altri strumenti, tra cui la nota integrativa al bilancio, di grande interesse anche per il mondo della scuola perché consente di avere una panoramica dell’impegno finanziario collegato ad una serie di programmi.

 

Federica Marottatratta un tema delicato, la didattica inclusiva e piani individualizzati, attraverso una sentenza del TAR Lazio che ha bocciato il nuovo P.E.I. Per capire, però, le motivazioni espresse in sentenza dal Tribunale adito e che hanno portato, dunque, alla bocciatura della struttura di questo importante documento, nonché indispensabile strumento per le Istituzioni Scolastiche al fine di realizzare al meglio un ambiente di lavoro inclusivo, sarà necessario fare un passo indietro e analizzare cos’è effettivamente un P.E.I., le sue caratteristiche e, ovviamente, la relativa normativa che ne specifica le funzioni, così che se ne possa comprendere a pieno e l’importanza nel mondo della scuola.

Vincenzo Palermonella prima recensione presenta il film “Petite Maman”, una fiaba, attraverso la quale l’autrice, Sciamma, cattura un’età della vita senza imbrigliarla in convenzioni e codificazioni, lasciandola fluire attraverso il tempo magico del racconto che tutto trasforma, anche le identità e i ruoli familiari. Film dolce e minimalista, Petite maman ci parla del dolore della perdita, della rielaborazione del lutto e di un tempo senza tempo che compone, scomponendole, le coordinate della tradizionale favola di formazione. Consigliata la visione nelle scuole per l’impianto minimalista della narrazione, che procede in modo semplice e lineare, pur raccontando di strani prodigi temporali.

Il secondo film “Piuma” è una commedia riflessiva che alterna gag demenziali a siparietti esilaranti che sdrammatizzano la tematica senza appesantire lo spettatore. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il film di Roan Johnson racconta la genitorialità precoce e gli ostacoli che la vita pone davanti ai giovanissimi interpreti, facendo sorridere e nello stesso tempo inchiodando lo spettatore alla dura realtà quotidiana. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il terzo film è “Scott Pilgrim vs. the world” di Edgar Writh, che narra di Scott, immerso dentro gli 8 bit dei videogiochi da lui venerati. Il film coinvolge lo spettatore grazie alla riproposizione delle strategie di gioco dei videogames che diventano piste narrative su cui far correre senza freni la propria immaginazione. Ogni recensione illustra la finalità didattica.

 

La rassegna libraria di Giuliana Costantiniillustra tre libri, il primo dei quali racconta di una ragazza che, dopo anni di attesa, ottiene una supplenza “lunga”. Il racconto delle emozioni e dell’attesa è davvero introspettivo e delicato. Il secondo libro narra della leggenda di Romolo e della nascita del più grande impero di tutti i tempi. Il terzo libro, scritto da un astrofisico, è una narrazione tra la scienza e il mito, ma proprio per questo accattivante anche per i neofiti. X

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