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Ha suscitato dolore e indignazione la morte dello studente diciottenne nell’ultimo girono di stage (PCTO) presso un’azienda che opera nel settore della carpenteria metallica, a causa di una putrella che gli è precipitata addosso, uccidendolo all’istante.

Unanime l’indignazione delle OO.SS. per il fatto che si continuino ad esporre gli studenti a situazioni di sfruttamento con rischio di incidenti per maturare crediti formativi.  Purtroppo l’obbligatorietà di PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ha favorito l’incremento di esperienze e attività anche slegate dal proprio percorso educativo e, spesso, anche improvvisate e di qualità discutibile, fino a configurarsi come vere e proprie prestazioni di lavoro gratuito oltre che prive di qualsivoglia intenzionalità educativa.

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si è così espresso sul caso: La morte di un ragazzo di 18 anni durante una esperienza di stage provoca profondo dolore. Incidenti come questo
sono inaccettabili, come inaccettabile è ogni morte sul lavoro. Il tirocinio deve essere una esperienza di vita. Esprimo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia. Dobbiamo mettere tutto il nostro impegno, come istituzioni, a lavorare con più forza perché episodi come questo non si ripetano più
”. Attendiamo che il Ministero affronti con urgenza la problematica che si è così tragicamente evidenziata faccia le scelte conseguenti, rivedendo l’intero impianto dei PCTO già a partire dalla sua obbligatorietà. Ricordiamo che si tratta per lo più di alunni minorenni.

Con nota n. 71 del 21 gennaio 2022, il MI fa seguito alla FAQ pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che fornisce indicazioni in merito a un quesito concernente la possibilità, per gli alunni con disabilità delle classi in didattica a distanza o in didattica digitale integrata, di seguire le lezioni in presenza, sentiti il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è stata inviata oggi alle scuole una specifica nota.

Il documento spiega che, tenuto conto dei principi costituzionali e delle regole vigenti nell’ordinamento scolastico, posti a tutela della piena inclusione e dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, le istituzioni scolastiche sono tenute a prevedere specifiche condizioni a vantaggio degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali (BES).

In particolare, data l’esigenza irrinunciabile di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica, si precisa che, anche laddove sia stata disposta la sospensione delle attività didattiche in presenza, va garantito, ogni qualvolta possibile, agli alunni con disabilità o con BES lo svolgimento dell’attività didattica in presenza, assicurando comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che si avvalgono della didattica digitale integrata.


 

Come preparare la prova scritta e orale  del concorso ordinario con le nuove modalità di svolgimento.

La nostra Casa Editrice per affrontare le prove del concorso ordinario con le nuove modalità previste dal bando di concorso pubblicato il 18 gennaio 2022, propone a condizioni molto vantaggiose l'acquisto di un corso di preparazione

in modalità webinar costituito da 22 lezioni di pedagogia, psicologia, antropologia e la modalità di costruzione di una unità didattica (UDA) per lo svolgimento della prova orale.

Il costo del corso è di 150,00 euro.

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Per ulteriori informazioni e chiarimenti scrivere a direttore@euroedizioni.it

Pubblicato il nuovo bando con le nuove modalità di svolgimenti del concorso nella Gazzetta ufficiale n. 5 del 18 gennaio 2022.

Le prove previste sono:

- una prova scritta con TEST a risposta multipla

- una prova orale

PROVA SCRITTA
La prova scritta sarà computer-based.

Sono previsti  50 TEST a risposta multipla,ciascuno di essi consiste in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta. Ripartizione quesiti:
Per i posti COMUNI sono previsti:

-40 TEST sulle competenze e  conoscenze delle discipline afferenti alla classe di concorso.

-5 TEST sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del QCER

-5 TEST sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi multimediali.

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2022

Riecco gli scrutini, i giudizi, i voti… i voti?!
Editoriale di Vittorio Venuti

Tempo di scrutini, tempo di giudizi e voti. Un richiamo al drammatico significato che può assumere il voto è stato evidenziato dal triste evento del quattordicenne che si è lasciato cadere dalla finestra dell’aula, in un cambio dell’ora, dopo che, in precedenza, l’insegnante aveva attribuito un voto insufficiente a tutti gli alunni avendoli trovati impreparati in una interrogazione “a sorpresa”. Può un brutto voto determinare uno sconvolgimento tale da indurre al suicidio?
Non vogliamo unirci al coro di quanti hanno cercato di indagare su questo aspetto e, sul caso, preferiamo il silenzio nel rispetto del giovane e della sua famiglia. La scuola non può che piangere per un altro “figlio” perduto e interrogarsi ancora, e con più insistenza, sul valore del voto al di là di questa tragica vicenda.

In merito alla richiesta dei genitori di una disabile volta a vedere riconosciuto per il figlio un monte ore di sostegno superiore alle 7,20 ore assegnate (a fronte delle 40 ore di frequenza settimanale e della proposta che già nel PEI dell’anno precedente suggeriva 40 ore), nonché la conferma delle ore di sostegno per gli anni successivi, il TAR Campania, con sentenza depositata il 10 gennaio 2022 ha riconosciuto l’illegittimità dell’assegnazione di 7,20 ore di sostegno a fronte delle 40 ore di frequenza e ha rigettato la richiesta di sostegno per gli anni futuri. In ordine alla seconda richiesta, la sentenza ha rilevato che la natura e la disciplina del diritto ad ottenere un numero di ore di sostegno adeguato alla patologia sofferta comporta la relativa determinazione dell’Amministrazione per ciascun anno conformandosi alla rilevazione delle esigenze concrete e dello stato evolutivo del disabile, permanendo l’obbligo di predisporre il PEI anno per anno.

Con 340 voti favore, nessun contrario e 5 astenuti la Camera ha approvato la proposta di legge che prevede l’utilizzo e la valorizzazione delle competenze non cognitive in ambito didattico.

La proposta, che adesso passerà all’esame del Senato, è stata presentata dall’intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà e prevede una sperimentazione che miri ad incrementare le cosiddette “life skill”, quelle abilità che favoriscono comportamenti positivi di adattamento e maggiore capacità di far fronte alle richieste e alle sfide di tutti i giorni.

Capacità di gestire le emozioni e lo stress, comunicazione efficace, empatia. Pensiero creativo e critico, capacità di assumere decisioni e abilità di problemsolving dovrebbero essere ambiti di tali competenze. Poiché si prevede che la sperimentazione, nazionale e triennale, si avvii già dal prossimo anno scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, si prevede una pertinente formazione del corpo docente.

La proposta ha avuto il plauso del ministro Patrizio Bianchi: “Voglio ringraziare l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e il Parlamento per il lavoro fatto e per l’attenzione che, ancora una volta, viene rivolta alle nostre studentesse e ai nostri studenti. L’obiettivo di tutti noi – ha continuato il titolare del Mi – è garantire l’effettivo e pieno sviluppo di ogni giovane. Questo provvedimento contribuisce a costruire una scuola che mira alla formazione di qualità, per tutti e per ciascuno, e allo stesso tempo è luogo di relazioni. In altre parole una scuola che educa cittadine e cittadini consapevoli delle proprie capacità e inclusiva”.

Per Vittoria Casa (M5s), presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione a Montecitorio, si tratta di un percorso importante perché “mai come in questo momento la scuola ha il compito di ricomporre il disorientamento verso il mondo circostante delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. A loro vanno forniti gli strumenti per superare le criticità generate dalla pandemia e per potersi affermare nella vita”.

Nel corso della conferenza stampa congiunta con il Presidente del Consiglio Draghi, il ministro Bianchi ha offerto un quadro complessivo relativo alla ripresa della scuola:

 “Assenti dal 15 dicembre, quindi chi non vuole vaccinarsi, sono lo 0,72%. ‘Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono rispettivamente il 3,6% e il 2,4%, quindi nel complesso un 6%. Gli studenti assenti perché positivi sono il 2,2% e perché in quarantena il 2,3%, quindi il 4,5% in totale. Stiamo controllando la situazione”. Proseguendo, ha rassicurato: “Stiamo controllando le situazioni perché abbiamo operato in questo periodo. Con le vaccinazioni per gli studenti. Abbiamo regolato per fasce di età tutte le situazioni vaccinali. La Dad è integrata nei piani educativi della scuola. Se serve”.

In merito alle ordinanze di chiusura di Regioni e Comuni, ha precisato che si tratta di un fenomeno circoscritto al 3,07% dei Comuni, “una situazione che non è dilagata, le scuole hanno riaperto, come hanno riaperto ad aprile e a settembre. Se le cose funzionano è perché ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno pagando. Laddove vi sia ulteriore riscorso alla didattica a distanza sarà all’interno delle regole che abbiamo dato. Noi abbiamo molto a cuore i nostri ragazzi, siamo molto responsabili”.

Rispondendo ad una domanda specifica di un giornalista, Bianchi ha precisato:“Abbiamo dato 92 milioni e 104 mila euro al Commissario Figliuolo per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria. Questo libera spazio per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro”.


 

Intervenendo a Radio 1, nella rubrica “Tutti in classe”, il ministro Patrizio Bianchi ha così motivato la scelta di riportare gli studenti in presenza a scuola: "Ci ha convinti l'evidenza che il prolungato, diffuso e generalizzato utilizzo della didattica a distanza provoca dei problemi alla vita della comunità.A questo abbiamo reagito con il disposto del 5 gennaio che è sufficientemente flessibile: stabilisce il principio del 'tutti a scuola' e mette in evidenza, laddove vi siano i problemi, la possibilità di ricorrere a una distanza che, quando viene usata con capacità e attenzione, sicuramente può surrogare la funzione della presenza. Siamo intervenuti con uno strumento basato sul buonsenso. Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c'è un Paese che nel suo insieme si assume l'incarico di far tornare a scuola i ragazzi”.

Quindi, il ministro ha chiarito che è stato introdotto un elemento importante per i ragazzi delle superiori, vaccinati per l’85% con la prima dose e per il 75% con la seconda dose:“la possibilità di fare i tamponi gratis sostenuti da un intervento notevole, 92 milioni dati dal commissario Figliuolo perché si facciano degli accordi con le farmacie. Abbiamo alleggerito di molto il lavoro delle Asl. Occorre la partecipazione di tutti, dei ragazzi e delle famiglie”.

In merito alle mascherine, ha richiamato l’accordo fatto dal generale Figliuolo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 centesimi, e spiegato che saranno date gratuitamente a tutti gli operatori, soprattutto quelli della scuola dell’infanzia dove non ci sono protezioni per i bambini. Questione, quest’ultima che porterà in evidenza al Consiglio dei ministri.

Alle famiglie si chiederà di precisare “se vogliono che i ragazzi tornino in presenza, che sono in condizione di poterlo fare quindi che sono vaccinati. Ancora una volta stiamo lavorando su una partecipazione collettiva. Usciamo dalla logica “c’è il controllore”, c’è un Paese che assieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i nostri ragazzi

Per quanto riguarda l’esame di Maturità, tutto sarà definito entro la fine del mese, quindi ha annunciato che“stiamo lavorando già oltre l’estate. Faremo anche quest’anno un’estate a scuola, cioè faremo un grande programma per l’estate e stiamo già lavorando sull’apertura dell’anno prossimo. Stiamo ragionando su tutto l’anno scolastico al di là degli esami. Sono state già aperte le iscrizioni per l’anno prossimo”.

MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO ORDINARIO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

a cura di Rocco Callà - Maria Rosaria Tosiani - Anna Armone

Guida completa ed aggiornata su tutte le materie del concorso

Questo testo si propone di offrire le necessarie cognizioni per superare le prove del concorso ordinario per esami e titoli a posti di direttore SGA delle istituzioni scolastiche statali che il Ministero dell'Istruzione ha manifestato l'intenzione di voler bandire per coprire i numerosi posti disponibili.

Il concorso è articolato su due prove secondo le nuove regole di semplificazione delle procedure concorsuali introdotte con il Decreto Legge n. 44 del  1 aprile 2021 convertito nella legge 28 maggio 2021, n.76: una prova scritta costituita da 60 test a risposta multipla e da una prova orale su tutte le materie del concorso.

Il testo è stato concepito in funzione della specifica preparazione che bisogna avere per affrontare le prove del concorso riferite alle funzioni che il Direttore sga è chiamato a svolgere in seno alle istituzioni scolastiche, tenuto conto della nuova modalità di svolgimento della prova scritta mediante test a risposta multipla.

Scienza dell’Amministrazione Scolastica n. 4/2021

La prova liberatoria per i docenti nei casi di culpa in vigilando

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Richiamiamo ancora una volta l’attenzione sulla responsabilità della scuola e del personale a seguito di danno all’alunno causato da omessa o carente vigilanza. Vogliamo soffermarci su un aspetto particolare che assume una centralità incontestabile: la prova liberatoria, finalizzata ad escludere la responsabilità de quo.

La prova liberatoria degli insegnanti e dei collaboratori scolastici è estremamente rigorosa; trae fondamento in una presunzione di colpevolezza, che può vincersi fornendo la prova di “non aver potuto impedire il fatto”.

Il danneggiato dovrà provare che il fatto è avvenuto nel tempo in cui il minore era affidato alla vigilanza del personale scolastico. Ciò renderà operante la presunzione di colpa dell’insegnante, per inosservanza dell’obbligo di sorveglianza, con la possibilità per quest’ultimo di liberarsi attraverso la difficile prova liberatoria che abbiamo richiamato.

La giurisprudenza prevalente afferma che la prova liberatoria si concreta oltre che nella dimostrazione, da parte dell’insegnante, di aver adempiuto al dovere di vigilanza, nella prova che, nonostante la vigilanza esercitata, non è stato possibile impedire il prodursi dell’evento dannoso (C. civ., 16.6.2005, n. 12966; C. civ., 20.8.2003, n. 12213).

Quanto all’adempimento del dovere, la giurisprudenza è consolidata nel senso che l’adempimento del dovere di vigilanza deve valutarsi, non in modo assoluto, bensì in modo relativo, con riferimento alle caratteristiche del caso concreto. Deve essere commisurato all’età, al grado di crescita e maturazione degli allievi, nonché al tipo di attività svolta sotto la vigilanza dell’insegnante (C. civ., 23.7.2003, n. 11453; C. civ., 10.12.1998, n. 12424; C. civ., 23.6.1993, n. 6937).

La vigilanza dovrà raggiungere il massimo grado di attenzione nelle scuole elementari, attenuandosi con l’aumentare dell’età degli alunni.

La giurisprudenza dimostra di privilegiare una applicazione della prova liberatoria molto rigorosa. Infatti, la mera dimostrazione di aver agito con la normale diligenza non è sufficiente ad integrare la prova liberatoria richiesta dalla disposizione in esame.

Si ritiene che la formulazione dell’art. 2048 c.c. sia precisa nel richiedere la prova della concreta impossibilità di impedire il fatto, prova che rappresenta qualcosa di ultroneo rispetto alla mera dimostrazione di una condotta diligente (Moncalvo, 1842).

La prova liberatoria, in realtà, non si limita a dover dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, ma richiede la dimostrazione di aver esercitato il dovere di sorveglianza nel modo più consono alle esigenze concrete, dunque dimostrando di aver adottato in via preventiva, tutte le misure organizzative o disciplinari idonee ad evitare il prodursi del fatto illecito (Cass. civ., 4.2.2014, n. 2413; Cass. civ., 20.8.2003, n. 12213; Cass. civ., 21.2.2003, n. 2657; Cass. civ., 18.4.2001, n. 5668; Cass. civ., 3.2.1999, n. 916; Cass. civ., 21.8.1997, n. 7821).

Più volte in diverse pronunce giurisdizionalisi afferma che, al di là delle manchevolezze del singolo insegnante, spesso sono proprio le carenze organizzative che determinano il verificarsi dell’illecito. Una corretta e opportuna organizzazione, può permettere, infatti, di fare fronte a casi in cui è necessaria una presenza costante del personale scolastico. Come nel caso delle gite scolastiche, un corretto rapporto numerico, tra insegnanti ed allievi, ad esempio, può consentire una vigilanza più attenta e accurata, ed eventualmente, prevenire il verificarsi di fatti potenzialmente dannosi per gli allievi durante le uscite o la permanenza nella residenza prescelta per il soggiorno.

Il grado di sorveglianza deve essere tale da impedire il fatto, dunque correlato alla prevedibilità di quanto può accadere (C. civ.n. 6331/1998).

Altro elemento decisivo, ai fini dell’esclusione della responsabilità dell’insegnante o del collaboratore scolastico, è la dimostrazione che il fatto lesivo è stato determinato da un comportamento imprevedibile. Il fatto imprevedibile, repentino ed improvviso, può liberare l’insegnante se dimostra che, nonostante la sua presenza, e la massima vigilanza prestata, il fatto non poteva essere evitato, per i caratteri sopra ricordati (C. civ., 24.2.1997, n. 1683; C. civ., 22.1.1990, n. 318; T. Bari, 30.5.2013). La Suprema Corte ha ritenuto, ad esempio, che non sussistesse possibilità alcuna di effettuare un intervento idoneo ad impedire uno scontro fortuito fra due minori partecipanti ad una gara di “ruba bandiera”, per il carattere repentino ed imprevedibile del fatto lesivo. Allo stesso modo il danno subito da un allievo durante una partita di calcetto all’interno di una scuola pubblica, non fa sorgere la responsabilità degli insegnanti e dunque, per essi del Ministero dell’Istruzione, se si tratta di un danno provocato da un contatto fisico tra i giocatori, rientrante nelle normali dinamiche di gioco.

Per il sorgere della responsabilità della scuola non è sufficiente aver incluso nel programma di educazione fisica la partecipazione ad una gara sportiva, ma è necessario che il danno sia conseguenza dell’illecito di un altro alunno, e che non siano state predisposte le misure idonee ad evitare il fatto. Nel caso di specie la scuola non è stata ritenuta responsabile per un infortunio subito da un allievo durante una azione di gioco (l’infortunata è stata colpita al volto da una mazza da baseball, sfuggita di mano ad una compagna) (C. civ., 25.9.2012, n. 16261; C. civ., 28.9.2009, n. 20743).

A sostegno della prova liberatoria, in relazione all’opportuna organizzazione della vigilanza, concorre la documentazione organizzativa a cura del Consiglio di istituto per quanto riguarda il regolamento d’istituto e il dirigente scolastico per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. Tutte le determinazioni organizzative dirigenziali devono considerare i riflessi potenziali sul riconoscimento della mancanza di quel target necessario a discolpate l’amministrazione prima, il dirigente e il personale coinvolto poi.

 

Ed ora veniamo al contenuto di questo numero della rivista. Il primo spazio vogliamo riservarlo al pezzo di Gabriele Venturache si occupa dei lavori in corso sullo “zerosei” nella fase attuativa del d.lgs. 65/2017. L’autore analizza prioritariamente i lavori della Commissione presieduta, purtroppo fino alla sua scomparsa, da Giancarlo Cerini. La costruzione del documento delle Linee guida pedagogiche per il sistema integrato 0-6 è stata una operazione corale, frutto di confronto e negoziazioni, nella quale è possibile rintracciare quel disegno culturale e pedagogico che nel corso del tempo ha caratterizzato le diverse esperienze più qualificate che si sono realizzate sul territorio nazionale da parte di vari e diversi soggetti istituzionali e associativi, culturali e professionali, di ricerca e di pratica educativa didattica quotidiana. L’articolo procede con un’accurata disamina delle possibili forme di Governance dello “zerosei” per concludere con alcune notazioni critiche ma propositive sullo sviluppo delle azioni partecipate dai vari soggetti coinvolti.

 

Francesco Nuzzaci, in vista del rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego, offre una panoramica assai articolata dei punti messi sul piatto della discussione e anticipati, alcuni, dal ministro Bianchi. L’autore analizza compiutamente, tra gli altri, i problemi legati allo status economico dirigenziale nella scuola e l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti scolastici, partendo da una lucida esegesi delle fonti normative in materia per proporre il completamento del quadro possibile nell’istituzione scolastica. Ma Nuzzaci va oltre, affrontando anche il tema del middle management che potrebbe essere una delle prossime novità contrattuali. Nel farlo, compie un’analisi critica delle condizioni necessarie per la previsione di tale modello che, comunque, ritiene oramai imprescindibile.

 

Vanna Monducciapre all’analisi delle politiche scolastiche analizzando la situazione internazionale dell’offerta formativa a tutti i livelli scolari ed oltre attraverso il rapporto dell’OECD sullo stato dell’educazione. Pubblicato il 16 settembre 2021, il rapporto è una fonte importante di indicazioni e di dati che possono (e debbono) orientare le scelte dei decisori politici nella definizione del sistema di istruzione. In questo articolo, l’autrice ripropone la parte iniziale, fondativa della ricerca, che riporta gli elementi essenziali venutisi a determinare nell’anno 2020/21, elementi fortemente condizionati dalla pandemia che ha modificato le caratteristiche degli input delle scuole in ogni Paese, creando quindi le condizioni, nella maggioranza delle situazioni, di output insoddisfacenti e fonte di preoccupazione.

 

Giancarlo Sacchirichiama il bisogno del mondo del lavoro di innovare gli aspetti tecnici, ma anche di arricchire la componente formativa, con curricoli ad orientamento scientifico ed operativo ed una formazione terziaria con prestazioni di alta qualificazione, capace di offrire oltre ad una solida base per l’inserimento nelle aziende la possibilità di intercettare il rapido cambiamento sul piano produttivo e organizzativo. Con il PNRR, com’è stato presentato dal governo, siamo di fronte ad un’altra occasione che si potrebbe definire propizia per una revisione di tutto il comparto della formazione, sia dal punto di vista dei curricoli che della governance. Se l’espressione scuole di mestieri non è solo una copertura amministrativa, ma implica una scelta politica, allora c’è da capire in quale direzione intende andare la già menzionata programmazione nazionale, che ovviamente non sarà lasciata alle regioni, anche se dovrà passare per le Conferenze Nazionali con lo Stato.

 

Carmen Iuvoneriprende un tema mai abbastanza trattato: le varie forme di accesso. L’autrice dopo una breve esegesi dei vari istituti dell’accesso offre una panoramica giurisprudenziale spaziando tra diverse giurisdizioni.

 

Renato Loieroapprofitta dell’attuale impegno del Governo sul fronte economico finanziario per ricostruire il quadro sistemico del ciclo e degli strumenti della programmazione economica e finanziaria. La trattazione inizia con il Documento di Economia e Finanza che è presentato entro il 10 aprile di ogni anno e contiene il quadro di riferimento delle previsioni economiche e di finanza pubblica riferiti al triennio successivo. Di seguito vengono descritti gli altri strumenti, tra cui la nota integrativa al bilancio, di grande interesse anche per il mondo della scuola perché consente di avere una panoramica dell’impegno finanziario collegato ad una serie di programmi.

 

Federica Marottatratta un tema delicato, la didattica inclusiva e piani individualizzati, attraverso una sentenza del TAR Lazio che ha bocciato il nuovo P.E.I. Per capire, però, le motivazioni espresse in sentenza dal Tribunale adito e che hanno portato, dunque, alla bocciatura della struttura di questo importante documento, nonché indispensabile strumento per le Istituzioni Scolastiche al fine di realizzare al meglio un ambiente di lavoro inclusivo, sarà necessario fare un passo indietro e analizzare cos’è effettivamente un P.E.I., le sue caratteristiche e, ovviamente, la relativa normativa che ne specifica le funzioni, così che se ne possa comprendere a pieno e l’importanza nel mondo della scuola.

Vincenzo Palermonella prima recensione presenta il film “Petite Maman”, una fiaba, attraverso la quale l’autrice, Sciamma, cattura un’età della vita senza imbrigliarla in convenzioni e codificazioni, lasciandola fluire attraverso il tempo magico del racconto che tutto trasforma, anche le identità e i ruoli familiari. Film dolce e minimalista, Petite maman ci parla del dolore della perdita, della rielaborazione del lutto e di un tempo senza tempo che compone, scomponendole, le coordinate della tradizionale favola di formazione. Consigliata la visione nelle scuole per l’impianto minimalista della narrazione, che procede in modo semplice e lineare, pur raccontando di strani prodigi temporali.

Il secondo film “Piuma” è una commedia riflessiva che alterna gag demenziali a siparietti esilaranti che sdrammatizzano la tematica senza appesantire lo spettatore. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il film di Roan Johnson racconta la genitorialità precoce e gli ostacoli che la vita pone davanti ai giovanissimi interpreti, facendo sorridere e nello stesso tempo inchiodando lo spettatore alla dura realtà quotidiana. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il terzo film è “Scott Pilgrim vs. the world” di Edgar Writh, che narra di Scott, immerso dentro gli 8 bit dei videogiochi da lui venerati. Il film coinvolge lo spettatore grazie alla riproposizione delle strategie di gioco dei videogames che diventano piste narrative su cui far correre senza freni la propria immaginazione. Ogni recensione illustra la finalità didattica.

 

La rassegna libraria di Giuliana Costantiniillustra tre libri, il primo dei quali racconta di una ragazza che, dopo anni di attesa, ottiene una supplenza “lunga”. Il racconto delle emozioni e dell’attesa è davvero introspettivo e delicato. Il secondo libro narra della leggenda di Romolo e della nascita del più grande impero di tutti i tempi. Il terzo libro, scritto da un astrofisico, è una narrazione tra la scienza e il mito, ma proprio per questo accattivante anche per i neofiti. X

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