Ultime notizie

Dirigere La SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale di Vittorio Venuti

 

Il 26 maggio scorso Andrea Canevaro ci ha lasciato. Il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando la notizia è stato “e adesso come facciamo?”, talmente pregnante era la sua figura, riferimento ineludibile di quell’ambito di ricerca pedagogica che aprì al riconoscimento e all’educazione delle persone in situazione di disabilità.

Cedo volentieri lo spazio dell’editoriale a Maria Teresa Roda, testimone di una rivoluzione pedagogica di cui Canevaro fu grande protagonista.

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 7/2022

Argomenti

Michela Lella - Il ruolo trasformativo della scuola

In una società che si dichiara avanzata e moderna, non è più tollerabile, sostenere gli elevati tassi di abbandoni poiché il fallimento della scuola è senza dubbio una sconfitta per la nostra società.

Maria Rosaria Tosiani - Quando si possono pagare le ferie maturate e non godute al personale a tempo determinato?

Anna Armone - Perché avere paura di andare in giudizio davanti alla Corte dei conti

Luciana Petrucci Ciaschini - Docenti di religione immessi in ruolo dall’a.s. 2008/2009 in poi

Le procedure SIDI per la ricostruzione della carriera.

Maria Rosaria Tosiani - Il pagamento delle ore eccedenti

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher  - Dall’autonomia scolastica al bilancio sociale

Il Bilancio sociale al servizio di una scuola autonoma, responsabile e di qualità.

Raffaella Scibi - Breve guida alle procedure negoziali per l’acquisto di beni e l’affidamento di servizi (Prima parte)

Nicoletta Dal Martello - Il passaggio delle consegne tra Direttori SGA

Gli adempimenti che il direttore uscente e il direttore subentrante devono perfezionare con l’inizio del nuovo anno scolastico.

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Proposta per una diversa organizzazione scolastica e per una retribuzione più adeguata

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Impugnazione del bando di gara da parte di chi non ha partecipato

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

La scuola, organismo che deve creare aggregazione

GIOCANDO S’IMPARA

ORIENTAMENTI DELL’ARAN

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE


DIRIGERE LA SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

Pasquale Annese - La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

Antonietta Di Martino - L’evoluzione della figura del preposto

Michela Lella - Una nuova leadership per la scuola post pandemica

Tullio Faia - Dal piano triennale dell’offerta formativa al bilancio sociale

Filippo Cancellieri - L’accoglienza dei profughi: aspetti culturali, didattici, organizzativi

Giacinto Iannuzzi - Motivazione e organizzazione. Elementi essenziali per una necessaria rifondazione della scuola

Rosaria Scotti - Le sfide del multiculturalismo nel film La classe - Entre les murs di Laurent Cantet

 

Rubriche

Dirigere un CPIA a cura di Ada Maurizio

Fierida winter: focus sull’insegnamento dell’italiano L2

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

I movimenti studenteschi in Europa, ieri, oggi, domani

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Anna Armone

Il diritto di accesso agli atti del procedimento disciplinare

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Che scuola è se non forma educando?

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO  a cura di Valentino Donà

Assistente di lingua straniera


 

 

 

Alto Adige: 5 settembre

Abruzzo: 12 settembre

Basilicata: 12 settembre

Calabria: 14 settembre

Campania: 13 settembre

Emilia Romagna: 15 settembre

Friuli Venezia Giulia: 12 settembre

Lazio 15 settembre

Liguria: 14 settembre

Lombardia: 12 settembre

Marche: 14 settembre

Molise: 14 settembre

Piemonte: 12 settembre

Puglia:14 settembre

Sardegna: 14 settembre

Sicilia: 19 settembre

Toscana: 15 settembre

Trentino:12 settembre

Umbria: 14 settembre

Valle d’Aosta: 19 settembre

Veneto: 12 settembre

 

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza relativa al calendario delle festività e degli Esami per l’anno scolastico 2022/2023. Intanto, le regioni hanno approvato i calendari scolastici regionali con l’inizio e il termine delle lezioni.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2022/2023, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2023, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023 - ivi compresi i percorsi di secondo livello per gli adulti iscritti e frequentanti i suddetti percorsi - ha inizio, per l’intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il giorno 21 giugno 2023 alle ore 8:30

La prima prova scritta suppletiva si svolgerà il giorno 5 luglio 2023 alle ore 8:30.

L’Esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di primo livelloper gli adulti iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si effettua, in via ordinaria, entro il termine dell’anno scolastico, secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Il calendario delle festività relativo all’anno scolastico 2022/2023 è:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre;
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

 

Dai dati rilevati attraverso un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale, la traccia della p4ova di Italiano maggiormente scelta dai maturandi (21,2%) è stata quella relativa alle potenzialità e rischi di un mondo interconnesso, che parte da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni.

Il 18% delle candidate e dei candidati ha invece optato per la traccia che parte da un brano tratto dal libro “La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre, che proponeva una riflessione sulle leggi razziali.

Al terzo posto, con il 16,5% delle preferenze, l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga.

Il 15,8% dei candidati si è cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks.

Il 14% delle studentesse e degli studenti ha scelto la traccia che partiva da un passaggio del libro “Perché una Costituzione della Terra?” di Luigi Ferrajoli.

L’11,6% ha preferito quella che faceva riferimento al discorso pronunciato l’8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il 2,9% delle studentesse e degli studenti ha scelto l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.

La traccia più scelta a livello nazionale è anche quella preferita negli Istituti tecnici (24%) e negli Istituti professionali (26,9%). Nei Licei i ragazzi hanno preferito la traccia su Verga (21,5%).

Il ministro Bianchi rassicura che “La Maturità 2022 è partita regolarmente, abbiamo assegnato tracce che consentissero a studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di esprimere il proprio pensiero e di valorizzare il proprio percorso di studi”.


 

 

La rivista FARE L'INSEGNBANTE diretta da IVANA SUMMA , edita da Euroedizioni Torino, dopo la favorevole accoglienza dei corsi proposti lo scorso anno che hanno visto la partecipazione di numerosissimi docenti delle scuole di ogni ordine scolastico, organizza anche per il prossimo anno scolastico 2022 /2023, i seguenti corsi di formazione professionale destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Nell'ottica di supportare la formazione professionale dei docenti a tutti i  partecipanti ai  corsi sarà attivato gratuitamente per l'anno scolastico 2022/2023  un abbonamento annuale on line  alla Rivista FARE L'INSEGNANTE

- Rivista bimestrale di aggiornamento culturale e professionale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il programma dettagliato

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato con Nota 2189 del 20 giugno 2022 che le funzioni per la presentazione delle istanze per la scelta delle sedi (Allegato G) resteranno aperte, a partire dalle ore 9.00 del 20 giugno sino alle ore 23.59 dell’11 luglio 2022, per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti, di cui all'OM 23.02.2009, n. 21, - prima fascia personale ATA a. s. 202223

La Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica ha pubblicato un apposito avviso in SIDI e su POLIS (nota DGCASIS).

Il MI informa, inoltre, che l’aggiornamento per la scelta delle sedi per il personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (DD.MM. 19/04/2001 n. 75 e 24/03/2004 n. 35), mediante compilazione dell’Allegato A, avviene a cadenza triennale, in concomitanza con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia.

Il modello di domanda (allegato G) va inviato esclusivamente tramite istanze online e per poter accedere alla procedura sulla home page del Ministero è necessario utilizzare lo SPID.


 

 

Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda all’INPS per l’assegno unico e universale per figli a carico, con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022.

Dal 1° luglio l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento sarà effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’importo dell’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ISEE (o ha ISEE pari o superiore a 40.000 euro) avrà infatti l’importo minimo (50 euro per ogni figlio) e potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Entro il 30 giugno la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022; dal 1° luglio la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, il diritto all’assegno è riconosciuto se frequenta o è iscritto:

·  alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;

·  a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;

·  a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF;

·  a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;

·  a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.


 

 

Con riferimento all’art. 13,comma 11, del CCNL scuola 29 novembre 2007, che recita:

L’art. 13, comma 11, del, prevede che “compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto“.

L’Aranha recentemente risposto al seguente quesito:

La scuola è tenuta ad imporre al personale ATA la fruizione nel periodo 1 luglio-31 agosto di “almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo” oppure può accettare richieste di fruizione frazionata delle ferie da parte dei lavoratori, come per esempio tutti i venerdì e lunedì dei mesi di luglio e agosto?

L’Aran in proposito rileva che dalla disposizione contrattuale si evince quanto segue:

a) occorre programmare dei turni per il godimento delle ferie;

b) nella programmazione di tali turni il dirigente scolastico deve garantire al dipendente il godimento di almeno 15 giorni di ferie continuative nel periodo 1luglio – 31 agosto;

c) il dipendente può richiedere il frazionamento delle ferie in più periodi;

d) le decisioni in merito alla possibilità di accogliere la richiesta di frazionamento vengono assunte dal dirigente scolastico che, nella sua valutazione, dovrà principalmente tener conto della compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio.

Ne consegue che il dirigente scolastico, nel pianificare le ferie, deve contemperare le esigenze di servizio (che comunque prevalgono) con le necessità e richieste del lavoratore, il quale può chiedere di non fruire dei 15 giorni consecutivi nel periodo 1 luglio – 31 agosto. Al contrario, il datore di lavoro – in assenza di una tale richiesta – non può non garantirli.

In conclusione, l’Aran ritiene che la fruizione dei 15 gg anche in modo frazionato debba avvenire preferibilmente nel periodo 1 luglio-31 agosto, tenendo conto, comunque, delle esigenze di servizio, del rispetto dei turni prestabiliti e del fatto che agli altri dipendenti deve, comunque, essere garantita la fruizione continuativa dei 15 giorni di ferie.


 

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastica n. 4/2021

La prova liberatoria per i docenti nei casi di culpa in vigilando

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Richiamiamo ancora una volta l’attenzione sulla responsabilità della scuola e del personale a seguito di danno all’alunno causato da omessa o carente vigilanza. Vogliamo soffermarci su un aspetto particolare che assume una centralità incontestabile: la prova liberatoria, finalizzata ad escludere la responsabilità de quo.

La prova liberatoria degli insegnanti e dei collaboratori scolastici è estremamente rigorosa; trae fondamento in una presunzione di colpevolezza, che può vincersi fornendo la prova di “non aver potuto impedire il fatto”.

Il danneggiato dovrà provare che il fatto è avvenuto nel tempo in cui il minore era affidato alla vigilanza del personale scolastico. Ciò renderà operante la presunzione di colpa dell’insegnante, per inosservanza dell’obbligo di sorveglianza, con la possibilità per quest’ultimo di liberarsi attraverso la difficile prova liberatoria che abbiamo richiamato.

La giurisprudenza prevalente afferma che la prova liberatoria si concreta oltre che nella dimostrazione, da parte dell’insegnante, di aver adempiuto al dovere di vigilanza, nella prova che, nonostante la vigilanza esercitata, non è stato possibile impedire il prodursi dell’evento dannoso (C. civ., 16.6.2005, n. 12966; C. civ., 20.8.2003, n. 12213).

Quanto all’adempimento del dovere, la giurisprudenza è consolidata nel senso che l’adempimento del dovere di vigilanza deve valutarsi, non in modo assoluto, bensì in modo relativo, con riferimento alle caratteristiche del caso concreto. Deve essere commisurato all’età, al grado di crescita e maturazione degli allievi, nonché al tipo di attività svolta sotto la vigilanza dell’insegnante (C. civ., 23.7.2003, n. 11453; C. civ., 10.12.1998, n. 12424; C. civ., 23.6.1993, n. 6937).

La vigilanza dovrà raggiungere il massimo grado di attenzione nelle scuole elementari, attenuandosi con l’aumentare dell’età degli alunni.

La giurisprudenza dimostra di privilegiare una applicazione della prova liberatoria molto rigorosa. Infatti, la mera dimostrazione di aver agito con la normale diligenza non è sufficiente ad integrare la prova liberatoria richiesta dalla disposizione in esame.

Si ritiene che la formulazione dell’art. 2048 c.c. sia precisa nel richiedere la prova della concreta impossibilità di impedire il fatto, prova che rappresenta qualcosa di ultroneo rispetto alla mera dimostrazione di una condotta diligente (Moncalvo, 1842).

La prova liberatoria, in realtà, non si limita a dover dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, ma richiede la dimostrazione di aver esercitato il dovere di sorveglianza nel modo più consono alle esigenze concrete, dunque dimostrando di aver adottato in via preventiva, tutte le misure organizzative o disciplinari idonee ad evitare il prodursi del fatto illecito (Cass. civ., 4.2.2014, n. 2413; Cass. civ., 20.8.2003, n. 12213; Cass. civ., 21.2.2003, n. 2657; Cass. civ., 18.4.2001, n. 5668; Cass. civ., 3.2.1999, n. 916; Cass. civ., 21.8.1997, n. 7821).

Più volte in diverse pronunce giurisdizionalisi afferma che, al di là delle manchevolezze del singolo insegnante, spesso sono proprio le carenze organizzative che determinano il verificarsi dell’illecito. Una corretta e opportuna organizzazione, può permettere, infatti, di fare fronte a casi in cui è necessaria una presenza costante del personale scolastico. Come nel caso delle gite scolastiche, un corretto rapporto numerico, tra insegnanti ed allievi, ad esempio, può consentire una vigilanza più attenta e accurata, ed eventualmente, prevenire il verificarsi di fatti potenzialmente dannosi per gli allievi durante le uscite o la permanenza nella residenza prescelta per il soggiorno.

Il grado di sorveglianza deve essere tale da impedire il fatto, dunque correlato alla prevedibilità di quanto può accadere (C. civ.n. 6331/1998).

Altro elemento decisivo, ai fini dell’esclusione della responsabilità dell’insegnante o del collaboratore scolastico, è la dimostrazione che il fatto lesivo è stato determinato da un comportamento imprevedibile. Il fatto imprevedibile, repentino ed improvviso, può liberare l’insegnante se dimostra che, nonostante la sua presenza, e la massima vigilanza prestata, il fatto non poteva essere evitato, per i caratteri sopra ricordati (C. civ., 24.2.1997, n. 1683; C. civ., 22.1.1990, n. 318; T. Bari, 30.5.2013). La Suprema Corte ha ritenuto, ad esempio, che non sussistesse possibilità alcuna di effettuare un intervento idoneo ad impedire uno scontro fortuito fra due minori partecipanti ad una gara di “ruba bandiera”, per il carattere repentino ed imprevedibile del fatto lesivo. Allo stesso modo il danno subito da un allievo durante una partita di calcetto all’interno di una scuola pubblica, non fa sorgere la responsabilità degli insegnanti e dunque, per essi del Ministero dell’Istruzione, se si tratta di un danno provocato da un contatto fisico tra i giocatori, rientrante nelle normali dinamiche di gioco.

Per il sorgere della responsabilità della scuola non è sufficiente aver incluso nel programma di educazione fisica la partecipazione ad una gara sportiva, ma è necessario che il danno sia conseguenza dell’illecito di un altro alunno, e che non siano state predisposte le misure idonee ad evitare il fatto. Nel caso di specie la scuola non è stata ritenuta responsabile per un infortunio subito da un allievo durante una azione di gioco (l’infortunata è stata colpita al volto da una mazza da baseball, sfuggita di mano ad una compagna) (C. civ., 25.9.2012, n. 16261; C. civ., 28.9.2009, n. 20743).

A sostegno della prova liberatoria, in relazione all’opportuna organizzazione della vigilanza, concorre la documentazione organizzativa a cura del Consiglio di istituto per quanto riguarda il regolamento d’istituto e il dirigente scolastico per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro. Tutte le determinazioni organizzative dirigenziali devono considerare i riflessi potenziali sul riconoscimento della mancanza di quel target necessario a discolpate l’amministrazione prima, il dirigente e il personale coinvolto poi.

 

Ed ora veniamo al contenuto di questo numero della rivista. Il primo spazio vogliamo riservarlo al pezzo di Gabriele Venturache si occupa dei lavori in corso sullo “zerosei” nella fase attuativa del d.lgs. 65/2017. L’autore analizza prioritariamente i lavori della Commissione presieduta, purtroppo fino alla sua scomparsa, da Giancarlo Cerini. La costruzione del documento delle Linee guida pedagogiche per il sistema integrato 0-6 è stata una operazione corale, frutto di confronto e negoziazioni, nella quale è possibile rintracciare quel disegno culturale e pedagogico che nel corso del tempo ha caratterizzato le diverse esperienze più qualificate che si sono realizzate sul territorio nazionale da parte di vari e diversi soggetti istituzionali e associativi, culturali e professionali, di ricerca e di pratica educativa didattica quotidiana. L’articolo procede con un’accurata disamina delle possibili forme di Governance dello “zerosei” per concludere con alcune notazioni critiche ma propositive sullo sviluppo delle azioni partecipate dai vari soggetti coinvolti.

 

Francesco Nuzzaci, in vista del rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego, offre una panoramica assai articolata dei punti messi sul piatto della discussione e anticipati, alcuni, dal ministro Bianchi. L’autore analizza compiutamente, tra gli altri, i problemi legati allo status economico dirigenziale nella scuola e l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti scolastici, partendo da una lucida esegesi delle fonti normative in materia per proporre il completamento del quadro possibile nell’istituzione scolastica. Ma Nuzzaci va oltre, affrontando anche il tema del middle management che potrebbe essere una delle prossime novità contrattuali. Nel farlo, compie un’analisi critica delle condizioni necessarie per la previsione di tale modello che, comunque, ritiene oramai imprescindibile.

 

Vanna Monducciapre all’analisi delle politiche scolastiche analizzando la situazione internazionale dell’offerta formativa a tutti i livelli scolari ed oltre attraverso il rapporto dell’OECD sullo stato dell’educazione. Pubblicato il 16 settembre 2021, il rapporto è una fonte importante di indicazioni e di dati che possono (e debbono) orientare le scelte dei decisori politici nella definizione del sistema di istruzione. In questo articolo, l’autrice ripropone la parte iniziale, fondativa della ricerca, che riporta gli elementi essenziali venutisi a determinare nell’anno 2020/21, elementi fortemente condizionati dalla pandemia che ha modificato le caratteristiche degli input delle scuole in ogni Paese, creando quindi le condizioni, nella maggioranza delle situazioni, di output insoddisfacenti e fonte di preoccupazione.

 

Giancarlo Sacchirichiama il bisogno del mondo del lavoro di innovare gli aspetti tecnici, ma anche di arricchire la componente formativa, con curricoli ad orientamento scientifico ed operativo ed una formazione terziaria con prestazioni di alta qualificazione, capace di offrire oltre ad una solida base per l’inserimento nelle aziende la possibilità di intercettare il rapido cambiamento sul piano produttivo e organizzativo. Con il PNRR, com’è stato presentato dal governo, siamo di fronte ad un’altra occasione che si potrebbe definire propizia per una revisione di tutto il comparto della formazione, sia dal punto di vista dei curricoli che della governance. Se l’espressione scuole di mestieri non è solo una copertura amministrativa, ma implica una scelta politica, allora c’è da capire in quale direzione intende andare la già menzionata programmazione nazionale, che ovviamente non sarà lasciata alle regioni, anche se dovrà passare per le Conferenze Nazionali con lo Stato.

 

Carmen Iuvoneriprende un tema mai abbastanza trattato: le varie forme di accesso. L’autrice dopo una breve esegesi dei vari istituti dell’accesso offre una panoramica giurisprudenziale spaziando tra diverse giurisdizioni.

 

Renato Loieroapprofitta dell’attuale impegno del Governo sul fronte economico finanziario per ricostruire il quadro sistemico del ciclo e degli strumenti della programmazione economica e finanziaria. La trattazione inizia con il Documento di Economia e Finanza che è presentato entro il 10 aprile di ogni anno e contiene il quadro di riferimento delle previsioni economiche e di finanza pubblica riferiti al triennio successivo. Di seguito vengono descritti gli altri strumenti, tra cui la nota integrativa al bilancio, di grande interesse anche per il mondo della scuola perché consente di avere una panoramica dell’impegno finanziario collegato ad una serie di programmi.

 

Federica Marottatratta un tema delicato, la didattica inclusiva e piani individualizzati, attraverso una sentenza del TAR Lazio che ha bocciato il nuovo P.E.I. Per capire, però, le motivazioni espresse in sentenza dal Tribunale adito e che hanno portato, dunque, alla bocciatura della struttura di questo importante documento, nonché indispensabile strumento per le Istituzioni Scolastiche al fine di realizzare al meglio un ambiente di lavoro inclusivo, sarà necessario fare un passo indietro e analizzare cos’è effettivamente un P.E.I., le sue caratteristiche e, ovviamente, la relativa normativa che ne specifica le funzioni, così che se ne possa comprendere a pieno e l’importanza nel mondo della scuola.

Vincenzo Palermonella prima recensione presenta il film “Petite Maman”, una fiaba, attraverso la quale l’autrice, Sciamma, cattura un’età della vita senza imbrigliarla in convenzioni e codificazioni, lasciandola fluire attraverso il tempo magico del racconto che tutto trasforma, anche le identità e i ruoli familiari. Film dolce e minimalista, Petite maman ci parla del dolore della perdita, della rielaborazione del lutto e di un tempo senza tempo che compone, scomponendole, le coordinate della tradizionale favola di formazione. Consigliata la visione nelle scuole per l’impianto minimalista della narrazione, che procede in modo semplice e lineare, pur raccontando di strani prodigi temporali.

Il secondo film “Piuma” è una commedia riflessiva che alterna gag demenziali a siparietti esilaranti che sdrammatizzano la tematica senza appesantire lo spettatore. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il film di Roan Johnson racconta la genitorialità precoce e gli ostacoli che la vita pone davanti ai giovanissimi interpreti, facendo sorridere e nello stesso tempo inchiodando lo spettatore alla dura realtà quotidiana. La visione è consigliata negli istituti di istruzione di secondo grado. Il terzo film è “Scott Pilgrim vs. the world” di Edgar Writh, che narra di Scott, immerso dentro gli 8 bit dei videogiochi da lui venerati. Il film coinvolge lo spettatore grazie alla riproposizione delle strategie di gioco dei videogames che diventano piste narrative su cui far correre senza freni la propria immaginazione. Ogni recensione illustra la finalità didattica.

 

La rassegna libraria di Giuliana Costantiniillustra tre libri, il primo dei quali racconta di una ragazza che, dopo anni di attesa, ottiene una supplenza “lunga”. Il racconto delle emozioni e dell’attesa è davvero introspettivo e delicato. Il secondo libro narra della leggenda di Romolo e della nascita del più grande impero di tutti i tempi. Il terzo libro, scritto da un astrofisico, è una narrazione tra la scienza e il mito, ma proprio per questo accattivante anche per i neofiti. X

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