Ultime notizie

Il Ministero dell’Istruzione dà il via all’aggiornamento biennale delle Graduatorie Provinciali di Supplenza di I e II fascia (GPS) e alle corrispondenti Graduatorie di Istituto.
Le GPS sono articolate in 2 fasce:

La prima fascia è destinata agli aspiranti in possesso di:

·       abilitazione per le Graduatorie dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di I e II grado e personale educativo;

·       specializzazione per le Graduatorie di sostegno.

La seconda fascia è destinata agli aspiranti non abilitati e non specializzati che non rientrano nella categoria precedente.

Gli aspiranti possono presentare istanza di nuovo inserimento, aggiornare e/o trasferire la domanda del 2020 oppure, se non hanno nuovi titoli da dichiarare, confermare la propria iscrizione senza necessità di presentare istanza, tranne che per i titoli soggetti a scadenza.

Dalle ore 09.00 del 12 maggio 2022 alle ore 23.59 del 31 maggio 2022 gli aspiranti potranno accedere all’istanza “Graduatorie Provinciali e di Istituto di supplenza aa.ss. 2022/23 e 2023/24 sempre disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sul portale “Istanze Online”.

Novità introdotta nel 2022 è la possibilità di accedere con riserva in caso di abilitazione/specializzazione conseguita dopo il termine di presentazione delle domande, da confermare con apposita ulteriore istanza entro il prossimo 20 luglio

Inoltre è data la possibilità di dichiarare servizi il cui termine vada oltre il termine di presentazione delle istanze. Questa possibilità dà anche modo di iscriversi con riserva nelle GPS di seconda fascia di sostegno nel caso in cui detto servizio rappresenti la terza annualità di almeno 180 giorni di servizio sul sostegno.

Nella stessa istanza è possibile inserire le sedi per l’iscrizione nelle Graduatorie d’Istituto di seconda e terza fascia.

Le Graduatorie Provinciali di Supplenza e di Istituto sono utilizzate per coprire le supplenze:

·       fino al 31 agosto (Graduatorie Provinciali di Supplenza);

·       fino al termine delle attività didattiche (Graduatorie Provinciali di Supplenza);

·       fino all’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio (Graduatorie di Istituto).

Dall’a.s. 2022/23 le operazioni di conferimento delle supplenze annuali e temporanee sono completamente digitalizzate per consentire un’assegnazione delle cattedre più rapida ed efficiente.

L’O.M.112 nel 6 maggio 2022:

http://www.istruzionepiemonte.it/wp-content/uploads/2022/05/ordinanza-ministeriale-112-del-6-maggio-2022-procedure-aggiornamento-graduatorie-provinciali-e-di-istituto-personale-docente-ed-educativo.pdf

 

Sono 216 le nuove scuole, innovative e sostenibili, finanziate con le risorse del PNRR, a fronte delle 195 previste inizialmente, per uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro.

Al Mezzogiorno viene riconosciuto il 42,4% dei fondi.

Le nuove scuole saranno concepite come spazi aperti e inclusivi, costruite in modo sostenibile e verranno edificate sui territori di 85 Province, a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituito dal Ministro Bianchi. Il decalogo, che è stato presentato nei giorni scorsi in Triennale a Milano, è pensato per fornire un nuovo orizzonte culturale sulla scuola e dare indicazioni utili ai progettisti che si occuperanno della realizzazione degli istituti scolastici del futuro.

Gli interventi previsti riguarderanno scuole dei diversi ordini e saranno realizzati sia nelle grandi città che nei piccoli Comuni, con l’obiettivo di dotare tutte le Regioni, sulla base delle richieste avanzate, di una nuova architettura scolastica che sia poi di ispirazione per tutte le nuove costruzioni.
Dopo la fase di individuazione delle 216 aree di costruzione, si passerà adesso all’indizione del concorso di progettazione. Al termine del concorso, il Ministero dell’Istruzione procederà alla stipula della convenzione di concessione del finanziamento con gli enti beneficiari

Le nuove scuole regione per regione

Saranno 6 i nuovi istituti scolastici in Abruzzo, 6 in Basilicata, 16 in Calabria, 35 in Campania, 23 in Emilia-Romagna, 9 in Friuli-Venezia-Giulia, 12 nel Lazio, 3 in Liguria, 15 in Lombardia, 9 nelle Marche, 2 in Molise, 9 in Piemonte, 12 in Puglia, 7 in Sardegna, 14 in Sicilia, 16 in Toscana, 2 in Trentino-Alto Adige, 6 in Umbria, 2 in Valle d’Aosta e 12 in Veneto.

Ventisette Enti locali riceveranno un finanziamento sopra i 10 milioni di euro, l’intervento più consistente è quello del Comune di Castel Volturno (CE), che otterrà circa 29,6 milioni di euro

Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 543. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono state: Campania (95), Lombardia (61), Veneto (47), Emilia-Romagna (45), Toscana (42).

Gli interventi sono stati selezionati in via automatica sulla base di criteri che riguardavano le caratteristiche dell'edificio pubblico preesistente che andrà sostituito (come, ad esempio, la vetustà della struttura, la sua classe energetica, l'indice di vulnerabilità sismica) e quelle dell'area in cui si trovava e che andrà a ospitare la nuova scuola (rischio idrogeologico, appartenenza ad aree interne, montane, isolane).

Le graduatorie:

https://pnrr.istruzione.it/avviso/nuove-scuole/

 

E’ stata diramata l'11 maggio 2022, la nota nr. 994, avente per oggetto "Volgere in positivo le difficoltà, #LaScuoladEstate2022" con cui le scuole, in collaborazione con enti locali, terzo settore, istituzioni pubbliche e private, vengono chiamate a farsi carico, nel periodo estivo, delle difficoltà del mondo infantile e dei giovani, con un'attenzione particolare ai minori provenienti dalle zone di guerra.

Le proposte "finalizzate al rinforzo e al potenziamento delle competenze linguistiche, disciplinari, relazionali e sociali dei propri allievi", si svilupperanno e si articoleranno infasi e le attività e i contenuti saranno gestiti in totale autonomia didattica e organizzativa delle scuola e dei loro organi collegiali.

Alle scuole si chiede di programmare attività in tre fasi (giugno – luglio / agosto – settembre) che hanno lo scopo di:

·       prendersi cura delle necessità vecchie e nuove degli studenti, che siano di apprendimento, relazionali o di accoglienza

·       riconfermare che la scuola è la seconda casa” dei bambini e dei ragazzi e che, quindi, non può chiudere le proprie porte e andarsene in vacanza.

L’adesione ovviamente sarà su forma volontaria, sia da parte delle famiglie degli studenti quanto da parte del personale scolastico. 

Le risorse, pari a 278 milioni di euro saranno attinte dai PON "per la scuola 2014-2020", fondo permanente per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, progetti per minori stranieri non accompagnati, estensione e riorientamento di attività già progettate per l'anno s olastico 2021-2022 ex lege n.440/1997.

L’Help Desk Amministrativo-Contabile, messo a disposizione dal MI sarà di supporto alle scuole

Le scuole dovranno rendicontare i progetti attuati con il Piano Estate 2021 utilizzando l’allegato tecnico allegato.


 

 

I sindacati della scuola, FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams hanno effettuato un comunicato unitario decidendo di avviare un percorso di forte protesta, con diverse forme di mobilitazione, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale della scuola”. Intanto la prima decisione è lo Sciopero della scuola per l’intera giornata il 30 maggio.

Questa la decisione assunta dai sindacati di categoria

Nessuna risposta è giunta,  al termine della riunione che si è svolta al Ministero del Lavoro, in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi dal Governo.


 

 

È stato finalmente pubblicato da parte del Ministro della Pubblica Amministrazione l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto 2019-2021 relativo al comparto “Istruzione e Ricerca”. È ora possibile avviare le trattative per rinnovare un contratto scaduto.

L’Atto di indirizzo serve formalmente all’ARAN per avviare formalmente le trattative per il rinnovo contrattuale; questo contiene, per quanto riguarda il settore scuola, delle indicazioni specifiche, vediamole nel dettaglio:

Relazioni sindacali: resta confermato l’attuale assetto delle relazioni sindacali delineato con il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Madia).

Formazione: si ribadisce, se ancora non fosse sufficiente chiaro, che la formazione è un diritto del lavoratore che si esplica all’interno dell’orario di servizio e che, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, il contratto potrà prevedere un numero di ore di formazione obbligatorie con riferimento al personale docente, senza risorse aggiuntive.

Didattica a distanza e lavoro agile: la didattica in presenza è l’ordinaria mentre  qualora si dovesse far ricorso alla didattica a distanza - a seguito di specifica disposizione normativa (es … pandemia), il contratto dovrà disciplinare i diritti e la prestazione lavorativa dei docenti.

Per il personale ATA il lavoro da casa e il lavoro agile potranno essere regolate come una delle possibili modalità di effettuazione della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti.

Ordinamento professionale personale ATA: il CCNL procederà alla revisione e aggiornamento dell’ordinamento professionale del personale ATA utilizzando le risorse aggiuntive inserite dalla legge di bilancio per l’anno 2022.

Funzioni di sostegno all’autonomia scolastica: si sottolinea l’importanza di rivisitare le funzioni strumentali al PTOF soprattutto per le particolari funzioni svolte dai docenti a supporto dell’attività collegiale e dell’autonomia scolastica (come coordinatori di classe, di dipartimento, di Ptof, tutor dei neo-immessi in ruolo).

Parte economica:  è chiaro che si parla solamente dellerisorse già stanziate con le precedenti leggi di bilancio e a quelle stanziate dall’ultima legge di bilancio 2022 che consentono un aumento percentuale del 3,78% al netto dell’elemento perequativo.


 

 

possono presentare domanda per la copertura di posti all’estero, a partire dall’anno scolastico 2022-2023.

La domanda deve essere trasmessa entro il 15 maggio 2022

Il bando con tutte le regole è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Concorsi n. 30 del 15 aprile

 

Chi può partecipare

Il personale docente e il personale ATA (solo DSGA e assistenti amministrativi)

Requisiti

1.almeno 3 anni di servizio di ruolo con superamento dell’anno di prova.  L’anno in corso è escluso da tale conteggio;

2. possesso di una certificazione linguistica minima di livello B2;

3. per il personale docente, aver partecipato ad un corso di intercultura e/o internazionalizzazione di almeno 25 ore.

Modelli da utilizzare – come partecipare

Il candidato/a,  dovrà utilizzare e compilare debitamente in ogni sua parte, esclusivamente:

il modello allegato 4 per i docenti;

il modello allegato 5 il personale ATA;

reperibili sul sito istituzionale del MAECI al seguente link: https://www.esteri.it/mae/scuole/Selezioni_personale_scolastico_2022. zip

deve produrre apposita istanza al seguente indirizzo: dgdp.05_selezione@cert.esteri.it

esclusivamente via pec, a lui/lei intestata, avente ad oggetto “Selezione personale docente ed ATA”.

Scadenza

La domanda deve essere trasmessa entro il 15 maggio 2022

Procedura

La procedura di selezione si articolerà in una selezione per titoli e colloquio comprensivo dell’accertamento linguistico che si svolgerà in modalità telematica o in presenza.


 

 

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato il 13/04/2022 la nota nr. 22890  con le disposizioni sui comandi dei dirigenti scolastici e personale docente perl’anno scolastico 2022/2023 ai sensi dell’art.26 comma 8 della L.448/1998 e dell’art.1 comma 65 della L.107/2015.

Si tratta di incarichi triennali di supporto all’autonomia scolastica all’Amministrazione centrale del Ministero dell’istruzione e agli Uffici scolastici regionali.

I posti saranno assegnati con un primo contingente di 150 unità.

Sono, previsti incarichi presso gli Entidi prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti per le attività del settore nel nr. massimo di 100 unità .

Sono altresì previsti incarichi, con assegnazioni di durata annuale nel limite massimo di 50 unità, presso le Associazioni professionali dei dirigenti scolastici e del personale docente, enti cooperativi da esse promossi nonché Istituzioni che svolgono formazione e ricerca educativa e didattica.

 

Le richieste sono da effettuarsi entro le ore 23.59 del 13 maggio 2022.

 

In riferimento ai Progetti nazionali di rete ai sensi dell’art.1 c. 65 della L.107/2015, il personale destinatario della posizione di comando, sarà gestito dall’USR senza oneri aggiuntivi nell’ambito della dotazione organica di potenziamento. Dopo dopo cinque anni continuativi in posizione di fuori ruolo è prevista la perdita di titolarità sull’istituzione scolastica di appartenenza.

 

Si ricorda che fino alle 23,59 del 18 maggio è possibile inoltrare la domanda per l’aggiornamento delle graduatorie ATA 24 mesi, utili per le supplenze e per le assunzioni in ruolo nell’anno scolastico 2022/23.

Il requisito fondamentale per l’inclusione nelle graduatorie permanenti è un’anzianità di servizio di almeno due anni. Ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

Le domande sono compilabili su Polis Istanze online e sempre fino alle 23,59 del 18 maggio, gli aspiranti possono modificare la domanda o annullare l’inoltro e ricompilare la domanda.

Per compilare la domanda serve lo SPID e occorre collegarsi a Polis Istanze on line, successivamente cliccare sull’icona dedicata all’aggiornamento ATA 24 mesi.

Il requisito del titolo di studio:

A ) – Assistente Amministrativo :
Diploma di maturità .

B ) – Assistente Tecnico :
Diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale .
C ) – Cuoco :
Diploma di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina.

D ) – Infermiere :
Laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per l’esercizio della professione di infermiere.

E ) – Guardarobiere :
Diploma di qualifica professionale di Operatore della moda.

F ) – Addetto alle aziende agrarie :
– Diploma di qualifica professionale di :
operatore agrituristico;
operatore agro industriale;
operatore agro ambientale.

G ) – Collaboratore Scolastico :
diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale;
diploma di maestro d’arte;
diploma di scuola magistrale per l’infanzia;
qualsiasi diploma di maturità;
attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Altri requisiti

a) essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui si concorre;

b) il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito nella graduatoria provinciale ad esaurimento della medesima provincia e del medesimo profilo (per il profilo di CS) e negli elenchi provinciali per le supplenze (per i profili di AA – AT – CR – CO – GA – IF);

c) il personale che non si trovi nelle condizioni di cui alla precedente lettera a) né nelle condizioni di cui alla precedente lettera b) conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre (AA – AT – CR – CO – GA – IF – CS).

 

sindacati rappresentatividella scuola, Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, contro il decreto legge n. 36  hanno proclamato lo sciopero della scuola per l’intera giornata del 30 maggio p.v.

Al programma della protesta parteciperà anche l’Anief, ed è probabile che, se il testo dovesse rimanere immutato nelle commissioni parlamentari del Senato e se il Governo non dovesse mandare segnali di apertura, si possa arrivare a chiedere ai lavoratori di boicottare gli scrutini di fine anno scolastico.

Sostanzialmente i sindacati chiedono tre cose:

 

1.   lo stralcio completo delle disposizioni di legge, contenute nel decreto legge 36 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile scorso;

2.   l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale;

3.   la stabilizzazione del personale precario.

 

RASSEGNA NORMATIVA Rivista on line N.5/2022

Il periodico mensile di www.giustoscuola.it

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Concorso docenti educazione motoria nella primaria: CSI rileva criticità

Istituita Commissione per lo studio della Geografia

Laboratori green nelle scuole. Oltre 155 milioni a 3.500 progetti

Sul sito del MI sezione dedicata all’accoglienza studenti ucraini

Il Ministero rassicura: risorse sufficienti per proroga organico emergenza

Bianchi: La scuola non dia troppe nozioni

Decreto reclutamento, nuove disposizioni per l’abilitazione

Opzione contributiva e riscatto della laurea

Docenti e ATA da destinare all’estero

Incentivi economici per i docenti che si formano: premiato il 40% dei partecipanti

Innalzamento livello di sicurezza per l’accesso a NoiPA: trovata una soluzione temporanea per impedire il disservizio alle scuole

Tagli agli organici a partire dal 2026

ARGOMENTI DEL MESE

La riforma del reclutamento degli insegnanti è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale - Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36

Stefano Callà

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Ministero sul nuovo modello di PEI

Silvia Renzulli

La maggiorazione dell’assegno unico spetta anche ai percettori di Naspi e Dis-Coll 

Salvatore Argenta

Incrementi dei requisiti per andare in pensione fermi fino al 2027

Antonello Di Pace

I CASI DI SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Appalti pubblici: gli errori di calcolo nella formulazione dell’offerta economica

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Indicazioni dei giorni di assenza

Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Computo delle assenze per infortunio

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Onere della prova del lavoratore

Nozione legale di dispositivi di protezione individuale 

Licenziamento disciplinare

Licenziamento per giusta causa

LE SCADENZE DEL MESE

LA NORMATIVA

Decreto Ministeriale n. 333 del 31 marzo 2022 - Attivazione vii ciclo corso specializzazione sostegno didattico allegato A

Nota MIUR prot. n. 659 del 31 marzo 2022 - Obblighi vaccinali a carico del personale della scuola - quesiti

Nota MIUR prot. n. 695 del 5 aprile 2022 - Decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 - impiego delle certificazioni verdi (green pass base) chiarimenti

Nota MIUR prot. n. 13671 del 5 aprile 2022 - Indizione dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA. Indizione dei concorsi nell’anno scolastico 2021-22 - Graduatorie a.s. 2022-2023

Nota MIUR prot. 22550 del 12 aprile 2022 - Avviso pubblico per la realizzazione di ambienti e laboratori per l’educazione e la formazione alla transizione ecologica

Nota MIUR prot. n. 547 del 13 aprile 2022 - Procedura di acquisto delle mascherine FFP2 art. 19 del D.L. 27 gennaio 2022, n. 4 - indicazioni operative per le Istituzioni scolastiche statali e paritarie

Nota MIUR prot. n. 23425 del 14 aprile 2022 - PON “Per la Scuola - Competenze e Ambienti per l’Apprendimento 2014-2020” raccomandazioni per l’attuazione dei progetti a valere sul FSE e sul FESR


 

 

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2022

Riecco gli scrutini, i giudizi, i voti… i voti?!
Editoriale di Vittorio Venuti

Tempo di scrutini, tempo di giudizi e voti. Un richiamo al drammatico significato che può assumere il voto è stato evidenziato dal triste evento del quattordicenne che si è lasciato cadere dalla finestra dell’aula, in un cambio dell’ora, dopo che, in precedenza, l’insegnante aveva attribuito un voto insufficiente a tutti gli alunni avendoli trovati impreparati in una interrogazione “a sorpresa”. Può un brutto voto determinare uno sconvolgimento tale da indurre al suicidio?
Non vogliamo unirci al coro di quanti hanno cercato di indagare su questo aspetto e, sul caso, preferiamo il silenzio nel rispetto del giovane e della sua famiglia. La scuola non può che piangere per un altro “figlio” perduto e interrogarsi ancora, e con più insistenza, sul valore del voto al di là di questa tragica vicenda.

Si dice che la scuola sia rimasta la stessa da tempi ormai immemorabili e che, nel frattempo, lo scenario socio economico, nel quale la scuola insiste, sia mutato e gli alunni non siano più quelli di una volta; il mondo si sia ristretto in un telefonino e internet rappresenti l’oceano nel quale si nascondono tutti i tesori, tutta la conoscenza dei libri e, anche, tutte le insidie possibili, ma... . Ma la scuola è rimasta più o meno la stessa. Tranne qualche illuminata eccezione: cattedra, banchi, lavagna tradizionale e, nelle situazioni più all’avanguardia, computer e LIM. L’impostazione, comunque, è sempre la stessa e giudizi e voti restano il perno attorno al quale ruotano le relazioni insegnante-allievo e insegnamento-apprendimento, quasi sempre distanti dalle clamorose esortazioni della psicologia e della pedagogia che, da oltre un secolo, spingono per una loro riconsiderazione, sulla scorta di evidenze anche scientifiche.
Se per i giudizi della Primaria si può spingere perché si formino gli insegnanti a comprendere che non possono essere assimilati ai numeri e che devono assumere valenza formativa non solo per gli alunni ma anche e soprattutto per gli stessi docenti - avendo sempre come traguardo la promozione della persona dell’alunno -, per i voti non si può che dire “basta!”, non servono, sono un imbroglio così come vengono espressi, sono il retaggio di una scuola che non ha il coraggio di rinnovarsi, di comprendere che il suo tempo si è esaurito da un bel po’. Qui non si tratta di mettere in discussione la valutazione, ma riflettere sul suo significato di “misurazione” e sugli esiti che produce in termini di promozione o bocciatura.
Per la precisione, si tratta di comprendere quale significato ha oggi una scuola che attribuisca voti e licenzi o bocci sulla base di numeri. Si può affermare che questo che sia eticamente corretto? E su quali basi? Probabilmente c’è da riflettere sul senso e sul modo di fare scuola, visto che l’istruzione, la formazione e l’educazione devono essere appannaggio di tutti al di là della loro età e nel rispetto delle caratteristiche che li definiscono, intendendo tra le caratteristiche i talenti, le disposizioni, le capacità cognitive, e laborative ed apprenditive di ciascuno. La scuola deve essere in grado di sedurre gli alunni, perché si affermi la “valenza erotica” dell’insegnamento come dell’apprendimento. La scuola deve modificarsi e riformarsi già dalla primaria, che invece si è progressivamente “secondarizzata”, divenendo esattrice di prestazioni e abdicando alla sua missione di accompagnamento, orientamento e promozione dello sviluppo dei bambini, che non avviene a comando. Già durante la primaria capita di vedere i famosi “passerotti” di Don Milani lanciati in aria senz’ali.
La scuola deve essere un luogo in cui i ragazzi vanno volentieri, perché la relazione che hanno stabilito con gli insegnanti è rassicurante, allegra, serena; perché riconoscono nell’insegnante un alleato, perché l’insegnante passeggia tra i banchi ed entra in contatto con tutti, perché non è prevenuto, perché dà a tutti credito, perché affascina col suo modo di spiegare, perché riconosce di non sapere tutto ma di essere disposto ad imparare, perché riesce a prestare attenzione a tutti non solo come alunni ma specialmente come persone. Il voto è anche la misura di come l’insegnante ha interagito con l’allievo, di come ha adattato a ciascuno il proprio linguaggio e lo stile d’insegnamento, di come ha saputo tradurre i contenuti, di come ha rilevato i punti di forza e di debolezza di ognuno e di come ha intercettato le strategie didattiche più opportune. Il voto rispecchia sempre una duplice aspetto: la prestazione dell’allievo da una parte e la prestazione dell’insegnante dall’altra. Il voto è l’esito di una negoziazione, esplicita o implicita che sia. Ma sono da intendere, come oggetti di negoziazione, anche le spiegazioni dell’insegnante, i compiti che si assegnano, le interrogazioni, gli adattamenti dei contenuti, i contenuti stessi. Ogni relazione comporta una negoziazione.
Il discorso, come si può notare, è lungo e non può trovare soluzioni se non nella sensibilità degli insegnanti. La scuola deve cambiare, questo è fuor di dubbio, e il voto è una delle calamità più importanti del nostro sistema d’istruzione, che richiede di essere presa al più in considerazione, perché condiziona l’intero impianto scolastico. Si provi ad immaginare cosa succederebbe se si abolisse il voto in favore della valutazione: si sarebbe costretti a modificare dalla base lo stesso sistema. Si vedrebbero le persone!
In chiusura, trovo azzeccata l’attribuzione o di “generazione rancorosa” - coniata da un dirigente scolastico in un post su un social - a quella schiera di intellettuali, dal nome anche prestigioso, che, ricordando i loro tempi, firmano manifesti perché gli esami di Stato siano più severi, perché si torni a bocciare come una volta, perché si torni a dare voti bassi, torni il rigore e non si “regalino” promozioni, perché gli studenti devono sapere cos’è il sacrificio, perché la vita bisogna guadagnarsela... . Sic! Intanto, ai giovani stiamo rubando il futuro e la scuola ancora fa melina.

Panoramica degli articoli.
Apriamo questo primo numero della rivista dell’anno nuovo con una buona notizia per i dirigenti scolastici che riguarda la sicurezza dei locali scolastici. Paolo Pieri nel suo pezzo “Sicurezza a scuola: incremento della formazione e chiarimento del ruolo e dei compiti del Dirigente scolastico” illustra i contenuti della “miniriforma” apportata dal parlamento al D.Lgs. 81/2008 che fa finalmente chiarezza sul ruolo e sui compiti dei Dirigenti scolastici, separandoli da quelli degli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. I Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche sono stati esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Francesco G. Nuzzaci commenta la bozza di regolamento messa in circolazione dal MI in ordine al “Nuovo concorso ordinario per titoli ed esami per posti di Dirigente Scolastico”, che sconta l’adeguamento delle procedure previste dalla legge 128/2013 che lo restituiscono, depotenziato, a livello regionale adducendo ragioni di straordinaria necessità e urgenza. Al momento, l’unica novità sembra essere riservata alla preselezione (computer-based e senza alcuna banca dati a disposizione), prevista qualora il numero dei candidati della regione - di una sola regione - prescelta dovesse risultare superiore a quattro volte il numero dei posti messi ivi a concorso. Immutate la prova scritta e quella orale, più critica appare la disposizione relativa al periodo di formazione e prova.
Anna Armone espone “Il diritto di accesso al fascicolo personale del personale della scuola tra accesso documentale e privacy”, nel quale riprende l’articolo 29 del DPR n.686/1957 attuativo del T.U. Impiegati Civili, nel quale si configura il diritto del Dipendente a prendere visione e copia di atti che lo riguardano detenuti dalla P.A. e, a seguire, gli interventi delle successive disposizioni di merito.
Vittorio Trifoglio propone una riflessione su “Le fasi in cui può essere articolata la progettazione di un progetto PON”, nel quale puntualizza il fenomeno per cui, nonostante gli ingenti finanziamenti disponibili, siano molte le Istituzioni scolastiche che faticano nell’utilizzarli, alcune scuole rinuncino addirittura in partenza ed altre in corso d’opera imputandone la causa alle difficolta riscontrate nella gestione dei progetti.
Rossella De Luca focalizza l’attenzione sui “Nuovi strumenti a supporto della gestione documentale delle istituzioni scolastiche” richiamando due note del MI volte a promuovere la messa a disposizione e la diffusione di nuovi strumenti atti a supportare la gestione documentale delle Istituzioni scolastiche, secondo un modello che prevede la digitalizzazione dell’intero «ciclo di vita» dei documenti, dalla nascita (creazione o acquisizione) fino alla conservazione e/o allo scarto, al fine di favorire la trasformazione della gestione documentale da cartacea a “paperless”, ossia dematerializzata.
Filippo Cancellieri discute sui “Presupposti psico-culturali e impieghi della didattica narrativa” partendo dal presupposto che la diffusa disaffezione all’impegno e allo studio degli allievi è, almeno in parte, ascrivibile alla sopravvivenza di strategie d’insegnamento impermeabili a pratiche didattiche attive, creative, laboratoriali, narrative; fenomeno che si manifesta in maniera minore nel settore della primaria e dell’infanzia, ma che si avverte con maggiore insistenza nelle secondarie, dove i processi di insegnamento logico-deduttivi, i costrutti e le mappe teorici, le sistemizzazioni disciplinari pervadono gli stessi saperi umanistici.
Michela Lella pone l’inquietante interrogativo: “Torneranno a sorridere i nostri bambini?”. La questione si pone maggiormente adesso che sono stati coinvolti nella campagna vaccinale 5 - 12 anni, fascia d’età considerata l’anello debole nella catena dei soggetti maggiormente esposti alle insidie della pandemia. Quali effetti avrà su di loro la limitata attivazione dei percorsi di socializzazione, che ha indebolito i legami di comunità descrivendo un habitat scolastico insolito e, per lo più, estraneo alla vita reale?
Stefano Stefanel porge all’attenzione “La cultura di whatsapp e il dirigente scolastico”. È indubbio che questo social stia prendendo sempre più piede nel mondo scolastico essendo strettamente connesso con l’apprendimento informale e risultando in palese contraddizione con l’impostazione classica e generalizzata del nostro sistema scolastico. Nel rapporto tra whatsapp e scuola si possono isolare diverse tipologie di aggregazioni, che hanno una ricaduta diretta sull’attività didattica, organizzativa e gestionale; in ambito strettamente didattico. L’uso autonomo del digitale e soprattutto di whatsapp condiziona l’apprendimento linguistico degli studenti senza che la scuola sia stata finora in grado di fare alcunché.
Michele Di Filippo, “Per un’Europa più ecologica, digitale e resiliente”, si riferisce al Piano finanziario straordinario approvato a luglio 2020 dal Consiglio Europeo e denominato Next Generation EU, attivato per fronteggiare la grave crisi generata dalla pandemia da Covid-19. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato dal governo italiano sono stati destinati 26,1 miliardi di euro alla missione istruzione e ricerca, avendo a riguardo due linee d’azione: il potenziamento della didattica e il diritto allo studio, e la missione dalla ricerca all’impresa.
Ada Maurizio, per la rubrica CPIA, prospetta “Dalla parte degli ultimi: una sfida pedagogica che viene dal passato”, evocando la storia di Don Roberto Sardelli che, parallelamente a Don Milani, ha segnato profondamente la “pedagogia degli ultimi” volgendo lo sguardo ai ragazzi che vivevano nell’indigenza sociale e culturale della baraccopoli romana, a suo modo un precursore della “scuola capovolta”.
Mario Di Mauro, per la Scuola in Europa, propone “Strano rebus quello del rapporto tra istruzione e formazione…”, interrogandosi se e quanto possa essere risolutivo o solo accomodante il 2030 dell’Agenda OECD per poter competere con profitto tra continenti, un convinto proposito nel far fronte ad ogni situazione di difficoltà in cui un paese può trovarsi rispetto ad altri. Un ruolo importante giocheranno istruzione e formazione da intendere finalmente e sostanzialmente insieme.
Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della gestione, focalizza la sua attenzione su “Gli studenti con disabilità tra orientamento e autoconsapevolezza”, rilevando l’importanza di considerare che ciascuno si evolve guardando contemporaneamente a se stesso, alla società e al lavoro, tre aspetti che sottendono tre processi strettamente correlati ed inseparabili, che trovano la loro consistenza e finalizzazione nella capacità di operare delle scelte. Per gli allievi con disabilità le difficoltà ad impossessarsi di una strategia decisionale sono consistenti quanto più grave è il deficit, eppure è certamente possibile fornire loro una modalità strategica, come conferma la psicologia della mediazione.
Stefano Callà, per la rubrica i Casi della Scuola analizza, attraverso il commento di due decisioni del Tar Friuli Venezia Giulia, la procedura ad evidenza pubblica per giungere alla Nomina del Responsabile della protezione dei dati (DPO) nella pubblica amministrazione.
Valentino Donà, per lo Sportello Assicurativo, propone il caso di un alunno che ha subito un sinistro durante l’attività di educazione fisica ricevendo certificazione medica dal Pronto Soccorso, certificato poi respinto dalla Compagnia di Assicurazione in quanto prodotto dal Pronto Soccorso dopo le 24 ore dall’evento. X
 

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