Ultime notizie

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

(Dirigere La SCUOLA N.2/2023)

Riflettendo sul dibattito intorno alla scuola e sugli accadimenti che la riguardano, viene da pensare che si stia sempre più concretizzando la prospettiva del“punto limite”,il punto da cui è possibile precipitare ma non più tornare indietro. Fallimento per una nuova rinascita o fallimento per agevolare una visione più confacente all’autonomia regionale di cui tanto e con più convinzione le persone di governo vanno esternando?

Le dichiarate intenzioni del Ministro Valditara confermano che sono in preparazione importanti innovazioni. Dopo l’annunciata riforma che interesserà il mondo del sostegno, il Ministro informa (intervista su Il Messaggero del 9 gennaio 2023) dell’introduzione di un tutor per ogni gruppo classe per gli studenti difficili già dal prossimo anno, figure specializzate per aiutare gli insegnanti e contrastare la dispersione scolastica, oggi al 13,2%. Si prospetta, inoltra, di rendere gli istituti più accoglienti.

La scuola destinata al caos?

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

Linee guida pnrr e fase di progettazione

Vittorio Trifoglio

 

La rotazione degli incarichi ai dirigenti scolastici secondo la normativa anticorruzione

Francesco G. Nuzzaci

 

Il divieto di utilizzo del cellulare in classe: come garantire la sua effettiva applicazione?

Pietro Netti

 

La gestione delle graduatorie per il conferimento delle supplenze

Gianluca Dradi

 

Indicazioni minime per la redazione del pei nella scuola secondaria

Tullio Faia

 

La Legge di Bilancio 2023: quali le novità in materia di fisco, lavoro, pensioni e scuola

Raffaella Scibinico

 

Le disposizioni della Legge di Bilancio 2023 per la scuola

Raffaella Scibinico

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

Scontato certo ma ancora essenziale il libro di testo per un giovane che si apre alla conoscenza e al mondo

 

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Stefano Callà

La conversione della sanzione in attività socialmente utile

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Didattica inclusiva ed emozioni

 

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO a cura di Vincenzo Casella

Manleva in caso di infortunio


 

 

Argomenti

PNRR Come funziona il Piano Scuola 4.0

Nella progettazione occorre coinvolgere tutta la comunità scolastica quale principio ispiratore dell’autonomia didattica e organizzativa. Il Dirigente, in collaborazione con l’Animatore digitale, il Team per l’innovazione e le altre Funzioni strumentali costituisce il “gruppo di progettazione”, coinvolgendo i docenti e gli studenti, personale ATA e DSGA.

Carmelo Febbe e Angelo Orsingher

 

I costi standard del pnrr e dei pon fse e le ricadute sulle contrattazione

Una contrattazione attenta alle ricadute lavorative e remunerative sul personale può delineare una equa ripartizione dei carichi di lavoro e delle responsabilità. Per far ciò, devono essere garantite la trasparenza e la parità di acceso alle attività e alle opportunità di crescita professionale.

Vittorio Trifoglio

 

Certificazione unica 2023: scadenza per l’invio 16 marzo 2023

Il modello definitivo della Certificazione Unica (CU) 2023 approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate il 17 gennaio 2023 e le relative istruzioni per la compilazione sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Salvatore Argenta

 

Adempimenti previdenziali sui compensi accessori fuori cedolino unico

Il Decreto (c.d. Milleproroghe) ha disposto una proroga in materia di adempimenti previdenziali relativi ai compensi accessori pagati dalle scuole nel periodo 2012-2019.

Raffaella Scibinico

 

La ricostruzione della carriera dei docenti di religione cattolica a tempo determinato

Il diritto ad una progressione della carriera è stato riconosciuto ai docenti di religione a tempo determinato a partire dell’entrata in vigore della legge 11/07/1980. È altresì previsto che i docenti di religione maturino aumenti biennali nel caso non abbiano diritto alla progressione della carriera (cfr. C.M. 254 del 10.09.1980). 1° parte

Luciana Petrucci Ciaschini

 

Verifiche obbligatorie prima di pagare somme superiori a 5 mila euro

Con la gestione dei Pon, ma anche per acquisti di altro genere, non sarà infrequente, per le istituzioni scolastiche, imbattersi in pagamenti che superano la soglia dei 5mila euro. In tali casi, occorre sicuramente osservare comportamenti coerenti con la disciplina di settore.

Angelo Muratore

 

Il futuro è un fatto pedagogico

La responsabilità della scuola sta nell’attribuire senso ed efficacia all’azione didattica. In questo senso Howard Gardner delinea nelle “Cinque chiavi del futuro” i modi di pensare, le capacità e gli approcci mentali che dovranno essere sostenuti durante i processi di insegnamento e di apprendimento in modo da garantire agli alunni un adeguato e ampio uso della propria mente.

Michela Lella

 

Per “riformare” la scuola dobbiamo migliorare l’azione didattica. A partire dalla progettazione delle unità di apprendimento 

Le ragioni e le cause, ovvero i fattori in gioco, sono tanti e tra di loro strettamente connessi. Scegliamo, piuttosto, qui, di occuparci di una sola questione: come migliorare la progettazione e la messa in atto delle unità di apprendimento. E spieghiamo perché.

Giacomo Mondelli

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Un dipendente scolastico che svolgeva attività durante la malattia ha dovuto risarcire il danno patrimoniale

 

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Uscita autonoma dei minori: cosa prevede l’art. 19-bis del Decreto Legge n. 148/2017

 

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

Siamo noi il problema del problema

 

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE

 

Il termine ultimo per la presentazione delle relative istanze di cessazione dal servizio, con effetti dall’inizio dell’anno scolastico 2023/24, è fissato al 28 febbraio 2023.

Il Ministero ha disposto gli adeguamenti agli applicativi per la presentazione delle istanze on-line di cui alla nota n. 31924 del 8 settembre 2022, con esclusivo riguardo alla c.d. “quota 103” e alla c.d. “Opzione donna vincolata a condizioni soggettive. Le relative istanze dovranno essere presentate, tramite il sistema Polis, dal 1° al 28 febbraio 2023 utilizzando le funzioni che saranno disponibili nell’ambito della sezione “Istanze Online” del sito.

Le istanze Polis disponibili sono:

- Cessazioni On Line - personale docente, educativo, IRC e ATA -Quota 103

- Cessazioni On Line - personale docente, educativo, IRC e ATA -Opzione donna

- Cessazioni On Line – Dirigenti Scolastici – Quota 103

- Cessazioni On Line – Dirigenti Scolastici – Opzione donna

È escluso il personale in carico alle province di Trento e Bolzano.

Rimane confermato, anche per i dirigenti scolastici, il termine finale del 28 febbraio 2023, per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie e delle altre tipologie di accesso al trattamento pensionistico, come già previsto dal D.M. n. 238 del 8 settembre 2022.

Per la successiva presentazione delle domande di pensione all’Inps si rinvia alle modalità descritte nella nota n. 31924 del 8 settembre 2022. In particolare, nella domanda per opzione donna, messa a disposizione dall’INPS sul sito istituzionale, occorrerà indicare le specifiche condizioni soggettive.

 

Il MIM comunica i primi dati delle scelte delle studentesse e degli studenti per l’anno scolastico 2023/2024.

- I Licei restano in testa alle preferenze, con i loro diversi indirizzi, che quest’anno vengono scelti dal 57,1% dei neoiscritti (l’anno scorso erano stati il 56,6%). Il 26,1% opta per i Licei scientifici (26% un anno fa).

- Gli Istituti tecnici aumentano le iscrizioni, che salgono al 30,9%, rispetto al 30,7% dell’a.s. 2022/2023. Il Settore Economico cresce, dal 10,3% del 2022/2023 all’11,5%.

- Gli Istituti professionali passano dal 12,7% al 12,1%. Gli indirizzi maggiormente scelti sono “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera” (4%), “Manutenzione e Assistenza Tecnica” e “Servizi per la Sanità e l’assistenza Sociale” (entrambi all’1,6%) e “Servizi Commerciali” (1,3%).

Scuola primaria:

Viene avanzata domanda di tempo pieno (per un totale di 40 ore settimanali) dal 48,4% delle famiglie. Segue la scelta delle 27 ore settimanali, con il 31,1% delle richieste.

In media, oltre il 92% degli utenti si ritiene soddisfatto del funzionamento delle iscrizioni online, sia per la semplicità della procedura che per il tempo risparmiato.


 

 

Sulle voci di una possibile differenziazione regionale delle retribuzioni degli insegnanti, il ministro Valditara rassicura “Non è mai stato messo in discussione il contratto nazionale del mondo della scuola, non ho mai parlato di compensi diversi fra Nord e Sud; ho solo riportato una problematica sollevata da alcune regioni riguardo il differente costo della vita nelle diverse città italiane.

Insieme con sindacati e Regioni si ragionerà anche di questo aspetto, per cercare soluzioni adeguate in favore di docenti e personale scolastico”.

A completamento della suggestione proposta, il ministro auspica la necessità di “trovare nuove strade, anche sperimentali, di sinergia tra il sistema produttivo, la società civile e la scuola, per finanziare l'istruzione, oltre allo sforzo del governo". Per evitare il rischio di trovare molte aziende disposte a finanziare gli istituti solo in alcuni territori, creando disparità insanabili per la scuola pubblica, secondo il ministro la soluzione è “la creazione di un fondo perequativo centralizzato e ministeriale che ci consenta, con i fondi attratti per un liceo di Brescia, di finanziarne anche uno a Palermo o un istituto professionale a Caserta. Dobbiamo avere il coraggio di togliere istruzione e ricerca dai vincoli di Maastricht. Chi vive e lavora in una regione d'Italia in cui più alto è il costo della vita potrebbe guadagnare di più.

 Sulla ventilata proposta del ministro era intervenuto subito il segretario della Cgil Maurizio Landini “Credo che tornare a una differenziazione di gabbie salariali come c'era cinquant'anni fa sia una follia, il nostro Paese è già abbastanza diviso non ha bisogno di aumentare le divisioni", ha detto Landini. "Penso che il ministro anziché fare delle dichiarazioni che ci portano indietro cinquant'anni dovrebbe porsi il problema di come affrontare la situazione”.

Lascia quantomeno perplessi il “” di Mario Rusconi (ANP), per il quale aumentare gli stipendi al personale scolastico che vive al nord“è una misura abbastanza sensata.Molti docenti rovano posto di lavoro nelle regioni ma non accettano perché il costo della vita è troppo alto; è una misura che dovrebbe essere estesa anche ad altri impiegati. E’ un problema il fatto che l’Italia abbia una economia con costi della vita molto diversi, in più chi lavora al nord ha i costi legati al pendolarismo, perché due volte al mese almeno va a trovare la famiglia che si trova al sud. Certamente sul tema servirebbe una contrattazione sindacale apposita”.Quanto all'ingresso dei privati nella scuola, Rusconi precisa che “già questo avviene, soprattutto alle superiori e alle tecniche professionali. Bisogna vedere le condizioni in cui il privato entra, ma le scuole hanno bisogno di fondi, le risorse a disposizione degli enti locali non sono molte. E le scuole dovrebbero avere lo statuto di Fondazioni per avere celerità nello svolgimento dei lavori e risparmio nei costi”.

 

L'INFORMAZIONE IN BREVE

·       Il 30 gennaio scade il termine per effettuare le iscrizioni degli alunni per l'anno scolastico 2023/2024.

·       Contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021: verso l’area dei funzionari ed elevate qualificazioni - La proposta dell’ARAN

·       Per il personale scolastico in pensione i tempi dei nuovi aumenti contrattuali sono più dilatati

·       Docente di sostegno per l’intero orario scolastico - Pronuncia del TAR Campania

·       PNRR e Scuola digitale 2022-2026: siti web delle istituzioni scolastiche

·       Fascicolo virtuale (FVOE) - Le precisazioni dell'ANAC

·       Rinnovo Contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021 - Le precisazioni dell'ARAN in ordine al nuovo ordinamento professionale del personale ATA

·       Divieto di utilizzo del cellulare in classe

ARGOMENTI DEL MESE

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il regolamento concernente la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica

Antonio Sapiente

I corsi ad indirizzo musicale della scuola secondaria di 1° grado

Filippo Sturaro

Non va richiesto il durc per gli abbonamenti a riviste e pubblicazioni

Angelo Muratore

Le proroghe disposte per la scuola per l’anno 2023 dal c.d. Decreto Legge milleproroghe

Salvatore Argenta

Gli interventi della Legge di bilancio 2023 sulla scuola

Salvatore Pecorella

Legge di bilancio 2023: le misure che possono interessare il personale della scuola

Antonio Calabrese

Modificati i coefficienti per il calcolo della pensione con il sistema contributivo

Redazione

Per l’anno 2023 assegno unico e universale corrisposto d’ufficio

Silvia Renzulli

I CASI DI SCUOLA...a cura di Antonio Di Lello

La carta del docente riconosciuta anche al personale a tempo determinato

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

Contestazione disciplinare “per relationem”

Contestazione disciplinare - Diverso apprezzamento o diversa qualificazione del medesimo fatto

Licenziamento Disciplinare per illeciti di rilevanza penale - Contestazione per relationem

Rifiuto di visita medica, provvedimenti disciplinari e licenziamento per giusta causa

Un nuovo orientamento della Cassazione in materia di indennità sostituiva delle ferie non godute

Sanzione disciplinare irrogata al dipendente assente durante la visita medica di controllo

LE SCADENZE DEL MESE

NORMATIVA

·       Nota MIUR prot. n. 14388 del 28 novembre 2022 - Attuazione deld.m. 934/2022, del d.d. 1452/2022 e del d.d. 1639/2022 - indicazioni operative “Orientamento 2026”

·       Nota MIUR prot. n. 4286 del 5 dicembre 2022 - Avviso PNRR “1.4.1 Esperienza del Cittadino nei servizi pubblici” - attività di sviluppo, implementazione e verifica dei Siti web delle Istituzioni scolastiche

·       Nota MIUR prot. n. 4333 del 7 dicembre 2022 - Scuola digitale 2022-2026 - Pubblicazione di nuovi avvisi di finanziamento

·       Nota MIUR prot. n. 4573 del 22 dicembre 2022 - Personale Comparto Scuola - Variazioni di Stato Giuridico: Assenze e Posizioni di stato


 

 

Mala tempora currunt sed peiora parantur

Editoriale a cura di Vittorio Venuti

(Dirigere La SCUOLA N.1/2023)

 

Corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori. Ovviamene, non sappiamo se sarà così e lo speriamo davvero, ma le suggestioni che provengono dai “piani alti”, non fanno ben sperare per la scuola. Al giro di boa in cui ci troviamo, sembra che si debba andare alla deriva.

Sorvoliamo sulle affermazioni poco accorte che ci è toccato registrare, quale quella del Merito come“chiaro messaggio politico”, una minaccia più che non una spiegazione; o quella sull’umiliazione come pratica educativa/formativa, o l’annuncio di una riforma del sostegno. Senza dubbio, pregevole l’intenzione di riformare il settore, perché “l’insegnante di sostegno deve fare emergere i talenti, deve saper valorizzare lo studente. I ragazzi hanno necessità di un docente che non cambi di anno in anno. È importante una riforma del reclutamento, qui dobbiamo intervenire. Un lavoro così delicato non può essere dato così facilmente. Bisogna avere una formazione adeguata”. In realtà, tutti gli

Mala tempora currunt sed peiora parantur

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Periodo di formazione e prova per i docenti neoassunti

di Tullio Faia

Controversie relative al contenzioso disciplinare degli alunni

di Stefano Callà

Un caso di responsabilità diretta nei confronti della pubblica amministrazione: l’esercizio della libera professione da parte del docente senza autorizzazione

di Anna Armone

 

Istruzione e divario di genere: riflessioni per rompere il tetto di cristallo

Filippo Cancellieri

 

La forza della scuola

di Michela Lella

 

Le character skills: non bastavano le competenze della mente?

di Luciano Lelli

 

Le scuole ad indirizzo musicale: opportunità per una formazione estetica

di Loredana De Simone

 

Transizione ecologica e culturale

di Rossella De Luca

 

Figure di sistema: criticità e possibili sviluppi 

di Vittorio Trifoglio

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

L’educare in Spagna, forse la palestra giusta per una autonomia insieme identitaria e comunitaria

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICA a cura di Gianluca Dradi

La remunerazione dei commissari degli esami di Stato e la durata del viaggio

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Per sua natura, l’apprendimento è “democratico, lento e rivoluzionario”

 

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO a cura di Valentino Donà

Le coperture assicurative in occasione della settimana bianca

 

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE a cura di Antonio Di Lello

Ricorso del genitore contro il voto di condotta attribuito al figlio

 

Argomenti

I presidi alla prova di resilienza

Ostentare in pubblico l’eroica perseveranza che contraddistingue un leader di successo, non risulta vantaggioso ai fini dell’esercizio di una effettiva leadership orientata all’apprendimento continuo di e per tutta la comunità scolastica.

Michela Lella

 

Il programma biennale degli acquisti di beni e servizi

L’attività di programmazione è disciplinata dall’art. 21 del Codice dei Contratti Pubblici e ha ricevuto attuazione attraverso il Decreto 16 gennaio 2018, n. 14 del Ministro delle infrastrutture.

Maria Rosaria Tosiani

 

Le conseguenze per l’uso improprio dei permessi ex legge 104/1992

Angelo Muratore

 

Nuove regole in materia di congedo parentale e congedo di paternità - Le istruzioni dell’INPS

Stefano Callà

 

Appalti pubblici, al via il fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) che manda in pensione il sistema dell’AVCPASS

Raffaella Scibinico

 

Anagrafe delle prestazioni nuovo formato 2.0

A partire dal 22 Settembre 2022 è cambiata l’anagrafe degli incarichi conferiti.

Maria Rosaria Tosiani

 

La disciplina dell’indennità di missione

Le modalità di rimborso delle spese sostenute per le missioni anche in occasione dei prossimi viaggi d’istruzione che le scuole si apprestano ad organizzare.

Raffaella Scibinico

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Pronuncia della Corte di Cassazione su conversione della malattia in ferie

 

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Dipendente assente per gravi patologie. Ripetizione di emolumenti

 

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

Organizzazione come cervello

 

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE

 

DIRIGERE LA SCUOLA N.1/2022

Riecco gli scrutini, i giudizi, i voti… i voti?!
Editoriale di Vittorio Venuti

Tempo di scrutini, tempo di giudizi e voti. Un richiamo al drammatico significato che può assumere il voto è stato evidenziato dal triste evento del quattordicenne che si è lasciato cadere dalla finestra dell’aula, in un cambio dell’ora, dopo che, in precedenza, l’insegnante aveva attribuito un voto insufficiente a tutti gli alunni avendoli trovati impreparati in una interrogazione “a sorpresa”. Può un brutto voto determinare uno sconvolgimento tale da indurre al suicidio?
Non vogliamo unirci al coro di quanti hanno cercato di indagare su questo aspetto e, sul caso, preferiamo il silenzio nel rispetto del giovane e della sua famiglia. La scuola non può che piangere per un altro “figlio” perduto e interrogarsi ancora, e con più insistenza, sul valore del voto al di là di questa tragica vicenda.

Si dice che la scuola sia rimasta la stessa da tempi ormai immemorabili e che, nel frattempo, lo scenario socio economico, nel quale la scuola insiste, sia mutato e gli alunni non siano più quelli di una volta; il mondo si sia ristretto in un telefonino e internet rappresenti l’oceano nel quale si nascondono tutti i tesori, tutta la conoscenza dei libri e, anche, tutte le insidie possibili, ma... . Ma la scuola è rimasta più o meno la stessa. Tranne qualche illuminata eccezione: cattedra, banchi, lavagna tradizionale e, nelle situazioni più all’avanguardia, computer e LIM. L’impostazione, comunque, è sempre la stessa e giudizi e voti restano il perno attorno al quale ruotano le relazioni insegnante-allievo e insegnamento-apprendimento, quasi sempre distanti dalle clamorose esortazioni della psicologia e della pedagogia che, da oltre un secolo, spingono per una loro riconsiderazione, sulla scorta di evidenze anche scientifiche.
Se per i giudizi della Primaria si può spingere perché si formino gli insegnanti a comprendere che non possono essere assimilati ai numeri e che devono assumere valenza formativa non solo per gli alunni ma anche e soprattutto per gli stessi docenti - avendo sempre come traguardo la promozione della persona dell’alunno -, per i voti non si può che dire “basta!”, non servono, sono un imbroglio così come vengono espressi, sono il retaggio di una scuola che non ha il coraggio di rinnovarsi, di comprendere che il suo tempo si è esaurito da un bel po’. Qui non si tratta di mettere in discussione la valutazione, ma riflettere sul suo significato di “misurazione” e sugli esiti che produce in termini di promozione o bocciatura.
Per la precisione, si tratta di comprendere quale significato ha oggi una scuola che attribuisca voti e licenzi o bocci sulla base di numeri. Si può affermare che questo che sia eticamente corretto? E su quali basi? Probabilmente c’è da riflettere sul senso e sul modo di fare scuola, visto che l’istruzione, la formazione e l’educazione devono essere appannaggio di tutti al di là della loro età e nel rispetto delle caratteristiche che li definiscono, intendendo tra le caratteristiche i talenti, le disposizioni, le capacità cognitive, e laborative ed apprenditive di ciascuno. La scuola deve essere in grado di sedurre gli alunni, perché si affermi la “valenza erotica” dell’insegnamento come dell’apprendimento. La scuola deve modificarsi e riformarsi già dalla primaria, che invece si è progressivamente “secondarizzata”, divenendo esattrice di prestazioni e abdicando alla sua missione di accompagnamento, orientamento e promozione dello sviluppo dei bambini, che non avviene a comando. Già durante la primaria capita di vedere i famosi “passerotti” di Don Milani lanciati in aria senz’ali.
La scuola deve essere un luogo in cui i ragazzi vanno volentieri, perché la relazione che hanno stabilito con gli insegnanti è rassicurante, allegra, serena; perché riconoscono nell’insegnante un alleato, perché l’insegnante passeggia tra i banchi ed entra in contatto con tutti, perché non è prevenuto, perché dà a tutti credito, perché affascina col suo modo di spiegare, perché riconosce di non sapere tutto ma di essere disposto ad imparare, perché riesce a prestare attenzione a tutti non solo come alunni ma specialmente come persone. Il voto è anche la misura di come l’insegnante ha interagito con l’allievo, di come ha adattato a ciascuno il proprio linguaggio e lo stile d’insegnamento, di come ha saputo tradurre i contenuti, di come ha rilevato i punti di forza e di debolezza di ognuno e di come ha intercettato le strategie didattiche più opportune. Il voto rispecchia sempre una duplice aspetto: la prestazione dell’allievo da una parte e la prestazione dell’insegnante dall’altra. Il voto è l’esito di una negoziazione, esplicita o implicita che sia. Ma sono da intendere, come oggetti di negoziazione, anche le spiegazioni dell’insegnante, i compiti che si assegnano, le interrogazioni, gli adattamenti dei contenuti, i contenuti stessi. Ogni relazione comporta una negoziazione.
Il discorso, come si può notare, è lungo e non può trovare soluzioni se non nella sensibilità degli insegnanti. La scuola deve cambiare, questo è fuor di dubbio, e il voto è una delle calamità più importanti del nostro sistema d’istruzione, che richiede di essere presa al più in considerazione, perché condiziona l’intero impianto scolastico. Si provi ad immaginare cosa succederebbe se si abolisse il voto in favore della valutazione: si sarebbe costretti a modificare dalla base lo stesso sistema. Si vedrebbero le persone!
In chiusura, trovo azzeccata l’attribuzione o di “generazione rancorosa” - coniata da un dirigente scolastico in un post su un social - a quella schiera di intellettuali, dal nome anche prestigioso, che, ricordando i loro tempi, firmano manifesti perché gli esami di Stato siano più severi, perché si torni a bocciare come una volta, perché si torni a dare voti bassi, torni il rigore e non si “regalino” promozioni, perché gli studenti devono sapere cos’è il sacrificio, perché la vita bisogna guadagnarsela... . Sic! Intanto, ai giovani stiamo rubando il futuro e la scuola ancora fa melina.

Panoramica degli articoli.
Apriamo questo primo numero della rivista dell’anno nuovo con una buona notizia per i dirigenti scolastici che riguarda la sicurezza dei locali scolastici. Paolo Pieri nel suo pezzo “Sicurezza a scuola: incremento della formazione e chiarimento del ruolo e dei compiti del Dirigente scolastico” illustra i contenuti della “miniriforma” apportata dal parlamento al D.Lgs. 81/2008 che fa finalmente chiarezza sul ruolo e sui compiti dei Dirigenti scolastici, separandoli da quelli degli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. I Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche sono stati esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione di cui al comma 3, necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Francesco G. Nuzzaci commenta la bozza di regolamento messa in circolazione dal MI in ordine al “Nuovo concorso ordinario per titoli ed esami per posti di Dirigente Scolastico”, che sconta l’adeguamento delle procedure previste dalla legge 128/2013 che lo restituiscono, depotenziato, a livello regionale adducendo ragioni di straordinaria necessità e urgenza. Al momento, l’unica novità sembra essere riservata alla preselezione (computer-based e senza alcuna banca dati a disposizione), prevista qualora il numero dei candidati della regione - di una sola regione - prescelta dovesse risultare superiore a quattro volte il numero dei posti messi ivi a concorso. Immutate la prova scritta e quella orale, più critica appare la disposizione relativa al periodo di formazione e prova.
Anna Armone espone “Il diritto di accesso al fascicolo personale del personale della scuola tra accesso documentale e privacy”, nel quale riprende l’articolo 29 del DPR n.686/1957 attuativo del T.U. Impiegati Civili, nel quale si configura il diritto del Dipendente a prendere visione e copia di atti che lo riguardano detenuti dalla P.A. e, a seguire, gli interventi delle successive disposizioni di merito.
Vittorio Trifoglio propone una riflessione su “Le fasi in cui può essere articolata la progettazione di un progetto PON”, nel quale puntualizza il fenomeno per cui, nonostante gli ingenti finanziamenti disponibili, siano molte le Istituzioni scolastiche che faticano nell’utilizzarli, alcune scuole rinuncino addirittura in partenza ed altre in corso d’opera imputandone la causa alle difficolta riscontrate nella gestione dei progetti.
Rossella De Luca focalizza l’attenzione sui “Nuovi strumenti a supporto della gestione documentale delle istituzioni scolastiche” richiamando due note del MI volte a promuovere la messa a disposizione e la diffusione di nuovi strumenti atti a supportare la gestione documentale delle Istituzioni scolastiche, secondo un modello che prevede la digitalizzazione dell’intero «ciclo di vita» dei documenti, dalla nascita (creazione o acquisizione) fino alla conservazione e/o allo scarto, al fine di favorire la trasformazione della gestione documentale da cartacea a “paperless”, ossia dematerializzata.
Filippo Cancellieri discute sui “Presupposti psico-culturali e impieghi della didattica narrativa” partendo dal presupposto che la diffusa disaffezione all’impegno e allo studio degli allievi è, almeno in parte, ascrivibile alla sopravvivenza di strategie d’insegnamento impermeabili a pratiche didattiche attive, creative, laboratoriali, narrative; fenomeno che si manifesta in maniera minore nel settore della primaria e dell’infanzia, ma che si avverte con maggiore insistenza nelle secondarie, dove i processi di insegnamento logico-deduttivi, i costrutti e le mappe teorici, le sistemizzazioni disciplinari pervadono gli stessi saperi umanistici.
Michela Lella pone l’inquietante interrogativo: “Torneranno a sorridere i nostri bambini?”. La questione si pone maggiormente adesso che sono stati coinvolti nella campagna vaccinale 5 - 12 anni, fascia d’età considerata l’anello debole nella catena dei soggetti maggiormente esposti alle insidie della pandemia. Quali effetti avrà su di loro la limitata attivazione dei percorsi di socializzazione, che ha indebolito i legami di comunità descrivendo un habitat scolastico insolito e, per lo più, estraneo alla vita reale?
Stefano Stefanel porge all’attenzione “La cultura di whatsapp e il dirigente scolastico”. È indubbio che questo social stia prendendo sempre più piede nel mondo scolastico essendo strettamente connesso con l’apprendimento informale e risultando in palese contraddizione con l’impostazione classica e generalizzata del nostro sistema scolastico. Nel rapporto tra whatsapp e scuola si possono isolare diverse tipologie di aggregazioni, che hanno una ricaduta diretta sull’attività didattica, organizzativa e gestionale; in ambito strettamente didattico. L’uso autonomo del digitale e soprattutto di whatsapp condiziona l’apprendimento linguistico degli studenti senza che la scuola sia stata finora in grado di fare alcunché.
Michele Di Filippo, “Per un’Europa più ecologica, digitale e resiliente”, si riferisce al Piano finanziario straordinario approvato a luglio 2020 dal Consiglio Europeo e denominato Next Generation EU, attivato per fronteggiare la grave crisi generata dalla pandemia da Covid-19. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato dal governo italiano sono stati destinati 26,1 miliardi di euro alla missione istruzione e ricerca, avendo a riguardo due linee d’azione: il potenziamento della didattica e il diritto allo studio, e la missione dalla ricerca all’impresa.
Ada Maurizio, per la rubrica CPIA, prospetta “Dalla parte degli ultimi: una sfida pedagogica che viene dal passato”, evocando la storia di Don Roberto Sardelli che, parallelamente a Don Milani, ha segnato profondamente la “pedagogia degli ultimi” volgendo lo sguardo ai ragazzi che vivevano nell’indigenza sociale e culturale della baraccopoli romana, a suo modo un precursore della “scuola capovolta”.
Mario Di Mauro, per la Scuola in Europa, propone “Strano rebus quello del rapporto tra istruzione e formazione…”, interrogandosi se e quanto possa essere risolutivo o solo accomodante il 2030 dell’Agenda OECD per poter competere con profitto tra continenti, un convinto proposito nel far fronte ad ogni situazione di difficoltà in cui un paese può trovarsi rispetto ad altri. Un ruolo importante giocheranno istruzione e formazione da intendere finalmente e sostanzialmente insieme.
Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della gestione, focalizza la sua attenzione su “Gli studenti con disabilità tra orientamento e autoconsapevolezza”, rilevando l’importanza di considerare che ciascuno si evolve guardando contemporaneamente a se stesso, alla società e al lavoro, tre aspetti che sottendono tre processi strettamente correlati ed inseparabili, che trovano la loro consistenza e finalizzazione nella capacità di operare delle scelte. Per gli allievi con disabilità le difficoltà ad impossessarsi di una strategia decisionale sono consistenti quanto più grave è il deficit, eppure è certamente possibile fornire loro una modalità strategica, come conferma la psicologia della mediazione.
Stefano Callà, per la rubrica i Casi della Scuola analizza, attraverso il commento di due decisioni del Tar Friuli Venezia Giulia, la procedura ad evidenza pubblica per giungere alla Nomina del Responsabile della protezione dei dati (DPO) nella pubblica amministrazione.
Valentino Donà, per lo Sportello Assicurativo, propone il caso di un alunno che ha subito un sinistro durante l’attività di educazione fisica ricevendo certificazione medica dal Pronto Soccorso, certificato poi respinto dalla Compagnia di Assicurazione in quanto prodotto dal Pronto Soccorso dopo le 24 ore dall’evento. X
 

E-commerce

Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novita' del nostro sito.

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo