Ultime notizie

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana Summa:  “Riparti Scuola”: fare un salto di qualità

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

5Autonomia scolastica e rendicontazione sociale Gian Carlo Sacchi

10Oltre le competenze disciplinari e didattiche: le competenze chiave come componente della professionalità dei docenti Maria Grazia Accorsi

16L’intervista di Ivana Summa alla sindaca di San Lazzaro di SavenaIsabella Conti

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

18La mediazione didattica efficace Flavia Marostica

22 L’autovalutazione delle Risorse Umane per lo sviluppo organizzativo scolasticoFeldia Loperfido e Giuseppe Ritella

25 L’educazione civica tra reale e virtuale  Andrea Porcarelli

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

30 Teatro in gioco Gheti Valente

34 Dal curricolo alla micro-progettazione d’aula Claudia Pinti, Roberta Agostinis, Marcella Bortolussi

Il curricolo per competenze nella scuola del 2° ciclo

41 Cittadinanza, Costituzione, Educazione civica: una progettualità multidisciplinare Marco Pellizzoni

Il curricolo per competenze nella scuola degli adulti

46 La semplificazione del testo per comprendere e leggere in L2 Nicoletta Morbioli

Rubriche

Esperienze DIGITALI

50Esperienze digitali: ascoltiamo gli studenti Ivana Summa

Scuole che INNOVANO

53 L’autovalutazione come ricerca-azione Marika Fiorese

Il CURRICOLO della CREATIVITà

56I Virus tra arte e scienza Nicoletta Tomba

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

59L’esercizio del potere disciplinare del dirigente scolastico nei confronti dei docenti Anna Armone

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

62 Moltiplicare le intelligenze dei singoli per efficaci gruppi di studio e lavoroMariacristina Gubellini

FARE L'insegnante n.6/2019 - 2020

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana summa  -“Riparti Scuola”: fare un salto di qualità

Giuseppe De Rita, nel suo ultimo contributo - Il lungo Mezzogiorno (Laterza 2020) - così scrive: “Non è l’economia che traina il sociale, ma il contrario; per fare sviluppo occorrono processi di autocoscienza e di autopropulsione collettiva, non interventi dall’alto...”. Nel seguito del suo ragionamento, il grande sociologo mette in evidenza la necessità che l’intervento pubblico incontri lo spirito di iniziativa delle popolazioni locali, superando “l’attendismo senza partecipazione.”Sono necessarie non le procedure, bensì processi di partecipazione collettiva, che vedano come co-protagoniste le forze locali. Insomma, per agire in modo efficace - il discorso del nostro sociologo riguarda lo sviluppo del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra - lo sviluppo deve essere partecipato dal basso, creando una“cultura di comunità”. Le politiche centrali devono limitarsi alla visione strategica che è frutto di scelte in base alle quali emergono obiettivi definiti, il cui perseguimento va gestito dalle forze locali.

RIVISTA ON LINE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

GLI ARGOMENTI DEL MESE

Gianluca Dradi- Le problematiche del rimborso dei viaggi di istruzione“sospesi”

Salvatore Argenta- Dal 1° luglio 2020 per i lavoratori dipendenti cambia la busta paga

Salvatore Cubasina- Erogazione anticipata del tfr/tfs nei confronti dei dipendenti

Sandro Valente- Come ripartirà il nuovo anno scolastico

Antonio Sapiente -Pubblicità degli esiti degli scrutini

Antonio Sapiente- Rilevazione esiti scrutini analitici per studente

Salvatore Pecorella- Le novità del Decreto scuola dopo la definitiva approvazione del Parlamento

Salvatore Pecorella- Ulteriori finanziamenti per le istituzioni scolastiche  nel Decreto Rilancio

Bruno Giacinto- Gestione Separata Inps: requisiti per indennità di maternità, paternità e congedo parentale

Antonio Sapiente- Comunicazione degli esiti degli esami di stato

Salvatore Pecorella- Bonus Baby Sitting

Silvia Renzulli- Per gli interventi sulle scuole poteri commissariali a sindaci e presidenti di provincia

Antonio Sapiente- Prestiti ai dipendenti pubblici

 

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

·       Riconoscimento anzianità di servizio con contratti a termine

·       Giusta retribuzione e anzianità di servizio

·       Diritto di precedenza per l’assistenza a familiare disabile

·       Diritto di precedenza per l’assistenza ai genitori

·       Illegittimità del vincolo dei 5 anni per i neo assunti

·       Controversia in materia di equo indennizzo

·       Riconoscimento malattia professionale

·       Dichiarate costituzionalmente legittime le norme sui licenziamenti disciplinari per falsa attestazione della presenza in servizio

·       Giurisprudenza in tema di smart working

 

L'INFORMAZIONE

·       Dal 1° luglio il limite del contante scende a 2.000 euro

·       Nuove fasce  per gli assegni familiari

·       Buste paga più pesanti per 16 milioni di lavoratori

·       Dal 1° settembre 2020 sono oltre 40.000 le domande di pensionamento  accolte

·       Graduatorie supplenti - ritornano le graduatorie provinciali

 

NORMATIVA

·       DECRETO-LEGGE n. 22 dell’ 8 aprile 2020 - Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, nonchè in materia di procedure concorsuali e di abilitazione e per la continuità della gestione accademica

·       Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 aprile 2020, n. 51 - Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR, in attuazione dell’articolo 23, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26

·       Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione n. 39 del 18 giugno 2020 - Schema di decreto inerente le “Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica”, ai sensi dell’art. 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92


 

CONCORSO DIRETTORE SGA - COME PREPARARSI ALLA PROVA ORALE

CORSO DI PREPARAZIONE ON LINE ( WEBINAR)

- 16 Webinar specifici finalizzati alla preparazione della prova orale

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Nel corso dei webinar vengono affrontati e discussi solo casi di scuola inerenti le funzioni del Direttore sga.

In dotazione verrà anche fornita una guida pratica su come affrontare la prova orale - Costo del corso solamente 100,00 euro

Per consentire ai numerosi candidati che hanno seguito anche i nostri corsi di preparazione alle prove del concorso per direttore SGA e sono in attesa di sostenere la prova orale vogliamo proporre a condizioni molto vantaggiose l'acquisto dei seguenti testi con lo sconto del 50% fino ad esaurimento scorte

FARE L'INSEGNANTE N. 5/2020

Editoriale di Ivana Summa -La scuola di fronte ad un compito di realtà

Che cosa hanno fatto le scuole in questi mesi di choc organizzativo? Presto detto: hanno affrontato un “compito di realtà” somministrato, contemporaneamente e impetuosamente, a ciascun insegnante, al dirigente scolastico e a tutto il personale della scuola, da soli e collettivamente. Chi ci legge sa benissimo che cosa sia un compito di tale natura e come lo stesso - se somministrato in ambito scolastico e formativo - riguardi sia la fase di progettazione del curricolo d’istituto e dei curricoli disciplinari, sia la fase di valutazione delle competenze. Ma perché sia efficace sul piano dell’acquisizione di competenze da parte del soggetto che apprende, è necessaria la cosiddetta autovalutazione che, essendo un processo metacognitivo ed esercitando una sorta di controllo sul proprio apprendimento, induce comprensione profonda e consapevolezza delle proprie capacità.

DIRIGERE LA SCUOLA N.7

Editoriale di Vittorio Venuti -Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Indubitabilmente il coronavirus ci ha fatto precipitare in una condizione esistenziale ad elevata drammaticità, squassando certezze, abitudini e tutto ciò che si dava per scontato, in primo luogo la nostra pervicace tendenza a ritenerci, per lo più, padroni del mondo, centri permanenti e ingordi di interessi e voglie, in qualche modo trascurando di essere anche al centro di manovre e seduzioni in quanto pedine di giochi giocati ad un livello decisamente superiore, ma non per questo più nobili.La scuola ha resistito allo schianto e ha messo in atto una modalità di funzionamento che, occorre riconoscere, è stata formidabile, per quanto confusa e manchevole per molti aspetti, essendo stata essa stessa oggetto, negli ultimi decenni, di politiche malaccorte e discordanti che l’hanno penalizzata e “tagliuzzata” fuori logica e fuori misura compromettendone finanche il regolare funzionamento. Possiamo dire che la scuola si è, finora, salvata grazie al naturale istinto di sopravvivenza che si riconosce agli organismi viventi (e la scuola lo è) e per la forte capacità creativa di adattamento e di riprogettazione che, in certi momenti, proprio gli organismi viventi sanno esprimere; quindi non per grazia di un sistema centrale che, incomprensibilmente e caparbiamente, ha perseguito logiche fuorviate e disorientanti, come se il destino della scuola fosse cosa marginale nel progetto politico del Paese.

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·IL MANUALE PER LA PREPARAZIONE AL CONCORSO DIRETTORE SGA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE a cura di A, Armone, R. Callà, M.R. Tosiani - Pagine 890, a soli  € 25,00  anziché 50,00

·Il testo COME SUPERARE LA PRIMA E LA SECONDA PROVA SCRITTA- CONCORSO DIRETTORE SGA  a cura di R. CALLA', M.R. TOSIANI, A. ARMONE- Pagine 530, a soli € 15,00  anziché € 30,00 .  Il testo vi propone per una lettura rapida e veloce in vista della prova orale: 54 quesiti di diritto amministrativo, 58  di civile, 53 di contabilità, 22  di diritto del lavoro e rapporto di lavoro, 23 di legislazione scolastica, 9 di diritto penale e responsabilità.

Al prezzo scontato dei testi bisogna solamente aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA per la rapida consegna.

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Dal coronavirus il coraggio di cambiare… con creatività

Michela Lella-La comunità scolastica ai tempi del corona virus

Ivana Summa-Che impresa cambiare la scuola!

Anna Armone-La privacy a scuola

Edgardo Escamilo-Il coronavirus e la disciplina sullo stress lavoro-correlato

Michele Di Filippo -Deludenti i risultati dell’indagine OCSE-PISA 2018 Financial Literacy 

Vittoria Striato-Come la creatività può favorire l’acquisizione di competenze

Annalisa Frigenti - Anna Immacolata Lepore -Un possibile percorso per l’apprendimento del testo argomentativo attraverso una didattica per competenze: La “Logica” del fumetto

Antonio Sapiente-Il  passaggio di gestione tra dirigenti scolastici

Antonietta Di Martino -Inserto sicurezza:Il ruolo datoriale nella scuola: aspetti giuridici e aspetti di crescita professionale

 

Rubriche

 

I CASI DELLA SCUOLA A cura di ... Antonio Di Lello -Alunno disabile grave posticipo ingresso primaria

 

LA SCUOLA IN EUROPAA cura di ... Mario Di Mauro -Perchè guardare alle tante Europe che ci portiamo dentro? 

 

APPUNTI DI PSICOLOGIA DELLA GESTIONEA cura di ... Vittorio Venuti -Inclusione, metacognizione e creatività alla base della scuola che sarà

Argomenti:

Michela Lella-La nuova frontiera della scuola pubblica

Maria Rosaria Tosiani-Le misure economiche del governo per rilanciare l’economia del paese dopo i guasti del coronavirus

Antonio Di Lello-Periodo di formazione e di prova Il funzionamento del comitato di valutazione dei docenti (5° Parte)

Luciana Petrucci Ciaschini -I decreti d’inquadramento tramite SIDI 

Salvatore Giacinto -Il quadro normativo sulla tutela degli alunni disabili (1° Parte)

Sandro Valente -I contratti per servizi assicurativi degli istituti scolastici

Sandro Valente -Come stipulare il contratto di assicurazione

Stanislao Copia-Come deve avvenire la fatturazione elettronica dei servizi assicurativi

Maria Rosaria Tosiani-Le novità del Decreto Scuola dopo la definitiva approvazione del Parlamento

Rosanna Visocchi-Licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo

Rubriche:

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Antonio Di Lello -Precedenza nel trasferimento per assistere il genitore disabile

 

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore -Attività alternative alla religione cattolica

 

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA... a cura di Vittorio Venuti -Io, il mio lavoro e il.. Coronavirus

 

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Rivista trimestrale di

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

In questo numero:

Editorialedi Anna Armone -  La valutazione ai tempi del coronavirus

Raffaele Iosa  - L’iclusione in comune

Renato Loiero  - Emergenza covid-19: gli interventi normativi nel settore scolastico

Francesco G. Nuzzaci  - Dalla fase emergenziale alla fase quasi-strutturale della didattica a distanza: l’an, l’id e il quomodo

Vanna Maria Monducci  - Didattica a distanza: opportunità per una didattica nuova d

Federica Marotta -  La flessibilità normativa del limite minimo di frequenza: la decisione del T.A.R. Puglia - Sezione II - n. 233

Nicoletta Tomba -  L’ “incoronamento” del digitale

Adriano Cecconi -  La revisione legale dei conti delle istituzioni scolastiche

Giuseppe Zavettieri -  Ruolo, funzioni e responsabilità del personale docente

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA  a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO a cura di Giuliana Costantini

FARE L'insegnante n.6/2018 -2019

Rivista mensile di Formazione e Aggiornamento professionale e culturale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado

Editoriale di  Luciano Lelli  Direttore editoriale

1.Come è più che noto a tutti gli addetti ai lavori, la valutazione è impegno continuo (oggetto di studio e ricerca, preoccupazione, anche in non pochi casi ossessione) in ambito scolastico. Essa, per altro, è attività esercitata anche in svariati altri campi operativi: per esemplificazione mi riferisco alla valutazione, costantemente reperibile nei giornali, delle prestazioni dei calciatori (giudicate con voti numerici e giudizi verbali).

Nella scuola essa costituisce un processo ininterrotto di ampliamento/articolazione dei principi fondativi, delle metodologie di attuazione, della rilevanza funzionale ad essa attribuita: fino al vigente livello molto elevato di complessità al quale si è pervenuti, tale da non escludere l’alta opportunità di intervenire, da parte di tutti i corresponsabili della valutazione, per essenzializzarla, per far sì che essa sia valenza operativa imprescindibile, non formalistica, non troppo onerosa in fatto di concretizzazione, effettivamente capace di contribuire all’implementazione qualitativa del sistema scolastico nazionale.

2.È conoscenza diffusa che per un tempo assai espanso di funzionamento del sistema scolastico ha costantemente agito in egemonia, anzi in esclusività d’uso, la valutazione interna. Essa era (e ovviamente ancora è) responsabilità degli insegnanti erogatori del servizio formativo, circostanza che implica inevitabilmente qualche problematica di accettabilità funzionale, come sempre accade allorché chi dà corso a una prestazione è anche giudice inappellabile della pertinenza della stessa. Essa, per una molteplicità di decenni, ha avuto quali destinatari esclusivi gli allievi, essendo sorta di dogma che gli insegnanti,fossero gli esiti di apprendimento dei discenti di buona rilevanza o carenti, erano in ogni caso“al di sopra di ogni sospetto”.

Ancora, la valutazione interna tradizionale, della quale sto tratteggiando alcune caratteristiche, aveva tipologia prettamente individualistica (con diffusa natura impressionistica, cioè era alquanto condizionata dalle impressioni di superficie espresse dai docenti nella loro relazione didattica con gli allievi); nei casi di certo non infrequenti di rilevante professionalità degli insegnanti, essa operava in forma di intuizione, cioè a dire di percezione immediata delle specificità di apprendimento, senza ricorso a particolari strumentazioni di apprezzamento; derivava inoltre, nelle sue manifestazioni, da criteri nettamente soggettivi, spesso di non agevole intendimento da parte di studenti e loro genitori.

Essa costantemente si avvaleva di strumenti rilevativi codificati e raramente messi in discussione, strumenti che tuttora sostanziano la valutazione privilegiata da molti docenti (mi riferisco in specie alle cosiddette interrogazioni - termine che inevitabilmente rinvia a atteggiamenti inquisitori e quasi polizieschi - e ai compiti in classe, per generazioni e generazioni di studenti vere e proprie prove cruciali, da evitare quando la sottoposizione ad esse non era proprio imprescindibile, indispensabile per il proseguimento formale del percorso di istruzione).

Il tipo di valutazione qui schizzato nelle sue apparenze più evidenti subiva largamente l’influsso di due effetti, il Pigmalione (per il quale la previsione formulata dall’insegnante riguardo agli sviluppi formativi di un alunno ha un esplicito e diretto influsso sulla configurazione degli stessi e comunque sul giudizio concernente la loro caratura, “previsione che si avvera”) e l’effetto alone, definibile come condizionamento per incidenza del quale una considerazione parziale, di verso positivo o negativo, tende ad estendersi alla totalità delle manifestazioni di ogni soggetto.

Infine, quando la valutazione interna è protagonista indubitabile, nella maniera attuativa codificata e sedimentata da assai protratta durata, si dà quasi senza scampo una separatezza sostanziale tra la medesima e le azioni di insegnamento, intervenendo per lo più la stessa a posteriori, non per porre in discussione la pertinenza dell’insegnamento bensì per misurare se e come gli allievi hanno introiettato nelle loro menti lo stesso.

Con la messa in evidenza di alcune caratteristiche non all’impronta qualificanti della valutazione interna, non intendo comunque far opera di demonizzazione, come diffusamente accaduto diciamo all’incirca nell’ultimo quarto di secolo: in essa, infatti, non è difficile ravvisare anche valenze di buona, convincente caratura: l’incidenza nella sua caratterizzazione delle doti culturali dei docenti; la sua prossimità alle peculiarità espressive di ogni alunno, circostanza che ne fa anche sul versante emotivo una pratica“calda”, coinvolgente, rassicurativa, appunto per la vicinanza che essa consente tra docente e discenti; la sua adozione in modalità dinamica e flessibile; il pregio, già evidenziato, della sua tipologia di intervento in forma di intuizione (quando di tale attitudine di comprensione gli insegnanti sono adeguatamente dotati).

3. Nel lungo periodo in cui la valutazione interna l’ha fatta da padrona, perfino l’ipotesi di corredarla parzialmente con modalità di valutazione esterna suscitava un rifiuto indignato. Poi si è verificata una sorta di frana, di tsunami e la valutazione esterna è scesa impetuosamente in campo con piglio di invasione totalizzante: ecco, quindi, l’entrata in scena delle prove OCSE-Pisa, di quelle INVALSI, di altra matrice ancora, vogliose tutte di ritagliarsi uno spazio.

Siffatto ricorso a miriadi di valutatori esterni è proprio indispensabile, ha davvero apportato un miglioramento della funzione della scuola di tipo autenticamente innovativo? Non intendo intervenire in proposito con perentorietà: ma un margine di dubbio mi pare legittimato.

Quali sono i connotati con più immediatezza percepibili e con progressiva frequenza condivisi nelle pratiche della valutazione esterna? Essa ha configurazione quasi inevitabilmente comparativa, soddisfa a una sorta di concupiscenza della classificazione, mira a una standardizzazione delle modalità di controllo, nell’adesione fideistica alle quali, tra l’altro, non è irrilevante il rischio di banalizzazione. Essa, perlopiù, viene intesa come azione di natura oggettiva, diametralmente differenziata rispetto alla soggettività della valutazione interna. In tal modo caratterizzandola non si tiene però nel debito conto la circostanza, molto evidenziata dagli epistemologi del Novecento, che l’oggettività, come corrispondenza tra la realtà e la descrizione della stessa, è un mito nel quale pure si è confidato per secoli: in particolare nell’analisi degli apprendimenti scolastici l’oggettività sfugge inesorabilmente; nella migliore delle circostanze si può addivenire ad atteggiamenti adeguati di intersoggettività, sempre per altro esprimibili sotto il segno della ipoteticità, dell’eventualità, della probabilità.

La valutazione esterna, ancora, quasi senza scampo condizionata dagli strumenti con i quali essa viene agita, implica l’egemonia logica dell’«aut aut» (una risposta è o vera o falsa). Però, la pratica di una avvalorante e formativa cultura richiede che ci si comporti intellettualmente non escludendo il «vel» (cioè a dire ritenendo che una tesi possa essere congetturalmente anche vera e falsa in contemporanea, soprattutto nella sua natura di opinione) e neppure l’«et» (la eventualità che un discorso non sia ineluttabilmente oppositivo rispetto ad un altro ma che con lo stesso si possa efficacemente integrare per comprendere meglio la realtà). Ancora (ma i rilievi critici si potrebbero espandere ulteriormente) nella valutazione esterna è insidiosamente innestato il rischio di eterogenesi dei fini: ciò vuol dire che essa con forte propensione si può snaturare, trasformandosi da strumento per qualificare l’insegnamento alla subordinazione del medesimo alle sue invasive logiche.

4. Riservo una breve nota a questo punto - coerente con le idee fondanti dell’intera riflessione - alla proposta di una impostazione virtualmente pregnante ed equilibrata della problematica qui argomentata: un dimensionamento sobrio della valutazione, come consapevolezza concettuale ed operativa che è bene non sottostare passivamente alla sua pretesa di perentoria centralità, attivando una integrazione strutturale avveduta e controllata dei due versanti qui discussi della stessa, nei modi in cui tentano forse di porre in essere (con esiti però al momento ancora assai labilied evanescenti per quanto attiene alla vivificazione autentica del servizio scolastico) recenti disposizioni normative, il DPR n. 80/2013 e il Decreto Legislativo n. 62/2017. Ma, allo stato attuale dell’arte, vale a dire tenendo conto dell’accanimento generalmente riversato sulla valutazione scolastica, sono davvero evitabili fenomeni distorsivi quali l’eccessiva immanenza, il formalismo, il ritualismo, la costrizione istituzionale a una profusione esagerata di energie professionali nel giudizio delle prestazioni degli allievi e pure di se stessi in quanto docenti?

5. Proseguo la ricognizione facendo entrare in scena una avvertenza che ritengo fondamentale: la distinzione, concettuale e operativa, tra valutazione come controllo qualitativo e quantitativo degli apprendimenti (verifica, misurazione sono i termini con i quali essa è diffusamente designata) e come apprezzamento, manifestazione di giudizio. Per quanto concerne la prima declinazione essa risulta con pochi dubbi utile nella qualificazione della formazione, per la sua attitudine a fornire conoscenze atte a calibrare assiduamente al meglio la configurazione della formazione. Il secondo versante invece, che pure attrae e gratifica in certo senso legioni di insegnanti, non lo si può considerare sempre e senza discussione essenziale e indispensabile (sostenendo sommessamente la tesi appena delineata, sono ovviamente consapevole che nella vigente mentalità di gran parte degli operatori scolastici essa è congettura anche scandalosamente venata di paradossalità).

6. Metto adesso in rampa di lancio un’altra avvertenza che considero imprescindibile, la quale però fatica tuttora nel venire condivisa: la valutazione non dovrebbe mai pretendere di riferirsi alle personalità degli allievi, in maniera per dir così ontologica, esprimendo sui progetti di vita degli stessi previsioni categoriche e con facilità errate, sia di segno positivo che negativo, limitandosi rispettosamente e cautamente ad osservare prestazioni sempre contingenti, condizionate da una pluralità di fattori concomitanti quasi sempre fuor della conoscenza dei docenti valutatori, per lo più sfuggenti all’attitudine rivelativa della valutazione. In proposito può essere illuminativo un aneddoto relativo ad Albert Einstein scolaro di sette anni. È stato trovato un giudizio valutativo della sua maestra, che suona pressappoco così: “Albert è un bambino sempre distratto e con la testa tra le nuvole, poco interessato agli argomenti svolti a scuola. Non combinerà mai nulla di buono nella vita”.

7.Un accenno ritengo a questo punto non impertinente riservare a una modalità valutativa attualmente imperversante, quella delle prove di verifica. Esse sono ormai egemonicamente istituzionalizzate a legittimazione dei giudizi valutativi periodicamente previsti dalle norme. Si ottemperi pure a quanto al momento la legislazione richiede: ma è proprio necessario dare ad esse un peso sempre incombente e minaccioso, far percepire agli allievi che il loro stare a scuola dipende notevolmente dalla loro adeguatezza alle richieste delle prove di verifica, generare così anche effetti ansiogeni e di saturazione sia nei discenti che nei loro genitori (nonché negli insegnanti stessi)? Ad arricchimento, non reificazione polemica delle tipologie valutative al momento in auge, replico la convinzione che si dovrebbe avere buona coscienza del fatto che è qualificante il ricorso anche a una costante valutazione intuitiva, scevra da schematismi e da gabbie criteriali, intrecciata alla natura immediata e palese sia delle tipologie dell’insegnamento privilegiate che degli apprendimenti da esse indotti o almeno favoriti.

In chiusura: principio apicale al quale tutti i corresponsabili del sistema scolastico si dovrebbero attenere è che missione della scuola è l’insegnamento orientato alla formazione integrale delle persone che della scuola per diritto basilare si avvalgono, non già l’accertamento, con tratti in alcuni casi di maniacalità, degli apprendimenti probabilmente conseguiti. X

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