Ultime notizie

Intervenendo in collegamento al dibattito con gli studenti del Liceo Malpighi di Bologna sul tema “È un Paese per giovani?” organizzato a Bologna nell’ambito del Festival Francescano 2021,sulle modalità di svolgimento del prossimo esame di maturità il Ministro Bianchi ha ribadito che al Ministero si sta valutando con attenzione il modello attuato nello scorso anno scolastico. Il Ministro ha anche ricordato che l’esame si è svolto con commissari tutti interni ed il solo presidente esterno.

Il Ministro non ha mancato di fare apprezzamenti per il modo in cui si è operato lo scorso anno: “Abbiamo fatto esami di Stato in presenza, scelto una via di cui do un giudizio positivo. Ho visto tesine sviluppate anche con strumenti multimediali molto sofisticati. Noi adesso stiamo valutando questa esperienza, come stiamo valutando le esperienze precedenti, e definiremo in tempo adeguato, prima di quanto avveniva negli anni passati, le modalità di svolgimento dell’esame di maturità di quest’anno

L’unico dato certo, al momento, è che si partirà alle 8,30 del 22 giugno, per l’eventuale prima prova scritta, come stabilito dall’ordinanza ministeriale 191 del 23 giugno.

A fronte de delle numerose cattedre ancora scoperte, il MI starebbe valutando la possibilità, per gli inseriti nelle GPS, di presentare la domanda di messa a disposizione, rivedendo il divieto finora vigente. Pronta la bozza della circolare, si aspetta la comunicazione ufficiale. Il provvedimento potrebbe riguardare.

La nomina dell’aspirante potrà essere disposta solamente dopo l’effettiva conclusione delle operazioni di nomina dalle GPS nell’ambito territoriale di riferimento e in quello nel quale è incluso, nonché le graduatorie d’istituto della scuola interessata e delle scuole viciniori.

La circolare dovrebbe essere emanata a breve.

Come da Nota MI n. 2056 del 22/09/21, il Ministero dell'istruzione (MI) e Sport e salute S.p.A. promuovono per questo anno scolastico il progetto nazionale "Scuola Attiva Kids". Costituisce l'evoluzione di "Sport di Classe" realizzato negli scorsi anni e prevede la collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per favorire l'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Rivolto a tutte le classi di scuola primaria delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il progetto ha l'obiettivo di valorizzare l'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria per le sue valenze formative, per la promozione di corretti e sani stili di vita e per favorire l'inclusione sociale.

Rivolto a tutte le classi di scuola primaria delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il progetto ha l’obiettivo di valorizzare l’educazione fisica e sportiva nella scuola primaria per le sue valenze formative, per la promozione di corretti e sani stili di vita e per favorire l’inclusione sociale. Il progetto tiene conto di quanto previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (Decreto Ministeriale 16 novembre 2012, n. 254), dall’ordinanza sulla valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria (Ordinanza MI n. 172 del 4 dicembre 2020 e relative Linee Guida) nonché dalle Linee Guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica (articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92). È previsto un sistema di governance nazionale e, al contempo, territoriale ed il progetto è supportato tecnicamente da una Commissione didattico-scientifica nazionale, di cui fanno parte esperti individuati da questo Ministero, da Sport e salute e dal CIP.

Alla nota è allegato l’Avviso pubblico per l’affidamento dell’incarico di Tutor Sportivo Scolastico nell’ambito del progetto nazionale “Scuola Attiva Kids” per l’anno scolastico 2021/2022.


 

V

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Venerdì 1° ottobre si svolgerà l’incontro “Opportunità e sfide della cittadinanza digitale” organizzato dalla Sottosegretaria Barbara Floridiae aperto da un intervento del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Queste le domande attorno alle quali si intreccerà il dibattito: Come può la scuola contribuire a formare i cittadini di domani? Quali competenze e conoscenze sono necessarie per affrontare questa sfida e coglierne tutte le opportunità?

Il webinar, al quale parteciperanno alcuni tra i massimi esperti di digitale e social media in campo educativo, si svolgerà dalle ore 15.30 alle 18.30 ed è aperto a coloro che sono interessati al tema proposto e, in particolare, al personale scolastico.

La partecipazione all’evento sarà riconosciuta, al personale, come attività di formazione (la frequenza minima per il rilascio dell’attestato è il 75% dell’orario previsto). In questo caso sarà necessario compilare il form al link entro le ore 19.00 del 30 settembre 2021. I docenti dovranno preventivamente registrarsi sulla piattaforma S.O.F.I.A (ID corso SOFIA numero 63883).   

Sarà possibile inviare riflessioni e domande all’indirizzo segreteria.floridia@istruzione.it. I relatori risponderanno durante la diretta.  

Il webinar si potrà seguire al seguente link. L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Ministero (in questo caso non sarà rilasciato attestato di frequenza).   

Da uno studio condotto dalla CISL emerge che sono circa 2mila i docenti che hanno rinunciato alla supplenza a Milano e più di mille quelli a Torino. La stessa situazione preoccupante si registra anche a Brescia e Firenze con circa 500 rinunce a posti ATA. Problemi non solo al Settentrione: si attende personale anche nella città metropolitana di Roma

"La procedura informatizzata per la domanda ha facilitato le candidature, oltre 450mila, ma poi molti si sono ritirati, soprattutto al Nord, e questo sta mandando in crisi alcune scuole", afferma Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola. Questo perché "forse la sede di destinazione per loro non è facilmente raggiungibile, o in generale l'insegnamento risulta di scarsa attrattività in certe aree. Dal Centro in giù non succede".

Di positivo c’è che l'immissione in ruolo di 60mila unità di cui 12mila insegnanti di sostegno. Ciò che manca, invece, sono "i candidati nelle Gps, le graduatorie provinciali, del Nord dove le università hanno chiuso le specializzazioni in sostegno limitandole a numeri risibili. Sono già esaurite le graduatorie a Venezia e in molte province dell'Emilia Romagna".

Così "non si coprono scuole di infanzia e primarie e si deve procedere con la messa a disposizione", afferma Maddalena Gissi, che aggiunge: "In Calabria, Sicilia e Campania le graduatorie invece sono infinite. Serve una migliore programmazione nelle università per il settore scuola". Per cui, secondo la segretaria di Cisl Scuola, se non si mette mano alla questione "il problema si riproporrà a settembre e per i prossimi dieci anni. Sommato a quello delle classi numerose, che in media hanno oggi 25-26 alunni".(Da SkyTg24)

Luciana  Petrucci Ciaschini

La ricostruzione della carriera del personale della scuola

La normativa, il contenzioso e la gestione del SIDI

Testo aggiornato a luglio 2021 - Pagine 230 - € 25,00

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Aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA

Presentazione

Sono anni che ormai la competenza alla gestione delle pratiche di ricostruzione della carriera è  delle Istituzioni scolastiche l’art. 14 del D.P.R. 08.03.1999 n. 275,infatti,ha definito le competenze delle Istituzioni scolastiche ed in particolare al comma 1 ha specificato che alle medesime sono attribuite le funzioni relative alle ricostruzioni della carriera ed allo stato giuridico ed economico del personale della scuola.

Maria Rosaria Tosiani

Gestione Amministrativa e Contabile dei compensi  accessori del personale scolastico

Modalità di progettazione e liquidazione dei compensi accessori - Ritenute e certificazioni fiscali

Collaborazione con gli esperti esterni

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Presentazione

Una guida agile e completa chevuoleessereunefficacestrumentodisupportoinunsettorequalequello dellagestionedeicompensiaccessorichestadiventandosemprepiùstrategicopersvilupparelamotivazioneelacrescitaprofessionaledelpersonale.

RASSEGNA NORMATIVA N. 9/2021

Il periodico mensile di giustoscuola.it

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Sorveglianza sanitaria eccezionale proroga al 31 dicembre

In mancanza di vaccinazione è legittima la sospensione dal lavoro

Con la pensione di inabilità non si può essere a carico per fruire delle detrazioni

Minaccia il compagno, sì alla sospensione

L' imposta di bollo sulla fatturazione elettronica

Prescrizione decennale a seguito di somme indebitamente erogate con decreto di ricostruzione della carriera

Assegno temporaneo per figli minori

ARGOMENTI DEL MESE         

Le regole sul funzionamento e costituzione degli Organi Collegiali nella scuola

C. Febbe e A. Orsingher

Riepilogo delle norme sulla costituzione e funzionamento degli Organi Collegiali

C. Febbe e A. Orsingher

Sulle modalità applicative della certificazione verde COVID-19 nella scuola

Francesco G. Nuzzaci

Dalle Linee guida per la continuità educativa al Piano nazionale 0-6  per il quinquennio 2021-2025

Gabriele Ventura

Le indicazioni operative per l’utilizzo dei 350 milioni assegnati alle scuole per il contrasto al  COVID-19

Silvia Renzulli

Le istruzioni sul conferimento delle supplenze per l’anno 2021/2022

Salvatore Argenta

Il preside che non ha fatto entrare i due docenti a scuola ha commesso reato di abuso di ufficio?

Stefano Callà

Chiarimenti INPS sulle pensioni in cumulo

Salvatore Pecorella

I CASI DI SCUOLA a cura di Stefano Callà

Certificazione di esenzione vaccinale: quale medico può firmarlo e quale contenuto deve presentare

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

Il docente incaricato ha diritto a percepire il medesimo trattamento retributivo spettante ai dirigenti scolastici

LE SCADENZE DEL MESE

NORMATIVA

Decreto Legge n. 111 del 6 agosto 2021 - Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti

Nota MIUR prot. 25099 del 6 agosto 2021 - Decreto ministeriale 6 agosto 2021 n. 251 - Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (A.T.A.) per l’anno scolastico 2021/22

Nota MIUR prot. 10893 del 7 agosto 2021 - Indicazioni MUR sull’applicazione nell’AFAM del decreto legge 111_21

Avviso del 9 agosto 2021 - D.M. 30.7.2021, n. 242. Avviso apertura funzioni per la presentazione delle istanze di partecipazione alle procedure di attribuzione dei contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 59 comma 4 del decreto legge 25 maggio 2021 n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 luglio 2021 n. 106 e dell’art. 2, comma 4, lettere a) e b), dell’Ordinanza ministeriale 10.7.2020, n. 60

Nota MIUR prot. n. 1237 del 13 agosto 2021 - Decreto-legge n. 111/2021 “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti” - Parere tecnico

Protocollo d’intesa del 14 agosto 2021 - Per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19 (Anno scolastico 2021/2022)

Nota MIUR prot. 26613 del 26 agosto 2021 - Decreto Ministeriale 6 agosto 2021 n. 251 - Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (A.T.A.) per l’anno scolastico 2021/22. Contingente 1.000 unità di personale assistente tecnico, laboratorio “Informatica” (cod. T72)

Nota MIUR prot. 26615 del 26 agosto 2021 - Conferimento contratti di supplenza sui posti eventualmente residuati all’esito della procedura di cui all’articolo 58, comma 5-sexies, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69. Indicazioni operative


 

DIRIGERE LA SCUOLA N.9/2021

La scuola riparte col nulla di fatto … o quasi

Editoriale di Vittorio Venuti

Buon anno scolastico! Si riparte e abbiamo ancora nelle orecchie il tormentone che pappagallescamente abbiamo sentito ripetere allo sfinimento da una folta schiera di politici: la scuola deve riaprire in presenza! Riaprire in presenza è una priorità! Giusto, senz’altro… ma è mai possibile che tutti si sentano in diritto di dire ciò che la scuola deve o non deve fare? Che la scuola venga assunta come pretesto per apparire improvvisando un interesse palesemente strumentale?

Di contro, a fronte di cotante dichiarazioni, si riparte riprendendo dal punto in cui si era rimasti, ovvero con tutte le problematiche che la pandemia aveva rivelato in ordine alla conclamata limitatezza funzionale della scuola, in ordine agli spazi, alle aule, alle classi numerose, alla formazione degli insegnanti, alle carenze strutturali degli edifici, alla inadeguatezza dei trasporti. Nulla, non è cambiato nulla e tutto riprende all’insegna di una ventilata“in sicurezza” che, giocoforza si appaia ad “insicurezza”, perché, riconosciamolo, niente si può“aprire in sicurezza”

AMMINISTRARE LA SCUOLA N.9/2021

Argomenti:

Michela Lella - La leadership scolastica fra Covid e futuro - Il PTOF dovrà essere rivisto alla luce dei cambiamenti che si stanno verificando e contenere un orientamento di sfida comune tale da coinvolgere tutti i lavoratori nel progetto di scuola

Maria Rosaria Tosiani - Le direttive del dirigente come atto propedeutico per indirizzare l’organizzazione dei servizi amministrativi - Un adempimento necessario a cui il dirigente non può sottrarsi

Antonio Sapiente - Il Direttore sga responsabile dell’organizzazione dei servizi - Con l’inizio dell’anno scolastico il Direttore SGA deve proporre al Dirigente il piano delle attività del personale ATA

Rocco Callà - Sul piano delle attività del personale ATA solo confronto sindacale e non contrattazione - Gli spazi sindacali sul confronto in ordine alla materia dell’organizzazione del lavoro e dell’articolazione dell’orario di lavoro

Antonello Di Pace - Controllo autocertificazioni graduatorie di terza fascia personale ATA

Le problematiche sul controllo dei titoli e delle autodichiarazioni inserite nelle domande ATA per le graduatorie di terza fascia

Gianluca Dradi - Le problematiche sul controllo delle dichiarazioni contenute nelle domande ATA per la formazione delle graduatorie di terza fascia

Raffaella Scibi - Le problematiche sui compensi accessori corrisposti al Direttore SGA

Raffaella Scibi - L’indennità di direzione e di reggenza spettante al Direttore SGA

Modalità di determinazione e liquidazione dell’indennità di direzione

 

RUBRICHE

COSA SIGNIFICA...  a cura di Angelo Muratore - Accesso amministrativo

PAROLE CHIAVE... a cura di Carmen Iuvone - Annullamento d’ufficio in via di autotutela. Termini ridotti a 12 mesi

L’ANGOLO DELLA PSICOLOGIA a cura di Vittorio Venuti - Il senso del pensare positivo

GIOCANDO S’IMPARA

RISPOSTA AI QUESITI POSTI DAI LETTORI

NOTE DI GIURISPRUDENZA IN MATERIA SCOLASTICA

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana Summa

Insieme, di anno in anno, per diventare squadra

Di recente sul “Corriere della sera” è intervenuto il prof. Sabino Cassese affermando, tra l’altro, quanto segue: <<Si apre una nuova stagione per lo Stato. Il governo Draghi, anche senza suonare la grancassa, ha annunciato molte nuove assunzioni, fatte con metodo diverso. Da queste dipenderà lo stato di salute del nostro settore pubblico. Se non si faranno con giudizio, ne pagheremo il prezzo. È il momento, quindi, di chiedersi che Stato vogliamo, dove deve crescere, dove dimagrire. Seimila posti nella scuola serviranno a dotarla di insegnanti nelle materie scientifiche; 46 mila posti sono destinati a coprire i vuoti sempre nella scuola, dove si prevedono assunzioni fino a 120 mila insegnanti. Quasi 17 mila posti saranno destinati a rendere celeri i processi. Diverse centinaia di posti sono previsti per la realizzazione del Piano di ripresa e la transizione ecologica. Le cifre non sono state tutte precisate (gli insegnanti precari che si vorrebbe stabilizzare sono secondo alcuni 200 mila, secondo altri 300 mila), e neppure i tempi determinati>>.

Ci fermiamo qui perché l’esortazione del prof. Cassese a scegliere i migliori e meritevoli attraverso modalità concorsuali nuove non può che trovarci d’accordo anche se - almeno per la selezione e il reclutamento dei docenti - si adotteranno forme concorsuali che, tutto sommato, replicano chiaramente quelle passate, poiché è necessario salvaguardare i “diritti acquisiti” ed è urgente colmare i vuoti di organico con una qualche modalità concorsuale. Tutti, nella scuola, maturano un qualche diritto ad essere assunti a tempo indeterminato, in quanto - e questo è comprensibile - sia pure come supplenti hanno dato un contributo a far funzionare la scuola.

La stessa constatazione possiamo fare per quanto riguarda le assunzioni da graduatorie di diverso tipo e dall’acronimo impronunciabile. E il tema della necessità e dell’urgenza si ripropone, anno dopo anno, perché i ministri di turno si scontrano con i problemi della gestione del personale precario, in mobilità e, perfino con quello di ruolo che si sposta annualmente per diversi motivi personali come, ad esempio, avvicinarsi ai luoghi di residenza, soprattutto dalla cattedra conquistata al Nord ad una al Sud. Di fatti, non esiste - a livello giuridico - né la continuità di insegnamento né la continuità di apprendimento e, dunque, la scuola è precaria per definizione. Se è di importanza vitale affidare l’insegnamento ad insegnanti efficaci, siamo tuttavia costretti a constatare che non si è ancora trovato il percorso più appropriato. Si diventa efficaci, infatti, quando una scuola diventa una comunità di professionisti che, insieme e di anno in anno, progettano curricoli adeguati al contesto scolastico, realizzano attività didattiche come “sensate esperienze”, valutano la propria scuola e se stessi per poter valutare gli alunni.

Ma oltre all’endemica questione che riguarda gli insegnanti (formazione iniziale, reclutamento, diritti e doveri), ogni ministro traccia ipotesi di grandi riforme come, ad esempio, rivedere i cicli scolastici e i contenuti delle discipline, salvo poi accontentarsi di qualche decreto per combattere il bullismo, per affrontare i bisogni educativi speciali, per fare inclusione, per invertire la tendenza alla dispersione/mortalità scolastica. Sono tutte “riforme di carta” sia perché si trasformano in documenti che ogni scuola é tenuta ad elaborare, sia perché restano sulla carta. Nonostante le delibere collegiali, infatti, tutte queste innovazioni, in fase realizzativa, debbono fare i conti con le reali competenze dei docenti e con la loro resistenza al cambiamento.

Dobbiamo chiederci, a questo punto, se è così importante concentrarsi su questi due aspetti - insegnanti e contenuti dell’insegnamento - che, peraltro appartengono alle politiche scolastiche centrali che trascurano, invece, tutto l’universo organizzativo che si muove nelle nostre scuole. Stiamo parlando dell’attuale organizzazione del lavoro che, paradossalmente, riesce a conciliare processi di produzione di tipo fordista con un’erogazione del prodotto di tipo artigianale.è un paradosso, ma è il modello organizzativo della scuola che persiste da decenni e resiste, perfino rafforzato, con l’autonomia scolastica. Insomma, stiamo dicendo che, da una parte, la divisione del lavoro (l’insegnamento) è rigidamente parcellizzata in materie, classi, orari, aule e in programmazioni/progettazioni e in diverse forme di collegialità previste dalla legge (D. Delegato n. 417/1974) che dovrebbero dare unitarietà all’offerta formativa del singolo istituto scolastico e dell’intero sistema di istruzione e, dall’altra, il singolo insegnante si comporta come l’artigiano nella sua bottega, in quanto la sua prestazione è diversa da ogni altro artigiano. Per non parlare poi della presenza, nelle nostre scuole, di “artisti dell’insegnamento”, singoli insegnanti dalle prestazioni inimitabili (scrittori, musicisti, pittori...) o “numeri primi” dell’innovazione.

Quest’ultimo aspetto è reso possibile dal riconoscimento costituzionale - mai normato - che l’insegnamento è libero e va affidato alla professionalità - esercitata secondo scienza e coscienza - del singolo docente. La rigidità organizzativa determinata dalle norme generale, di fatti, si infrange sull’altare della libertà di insegnamento che il curricolo d’istituto e il piano dell’offerta formativa non riescono ad incanalare nel progetto della scuola e, comunque, è soggetta alla libera interpretazione del ruolo. E così accade, nonostante la responsabilità attribuita al dirigente scolastico per garantire la “qualità dei processi formativi”, che il diritto allo studio di ciascun alunno continua a dipendere sia dalla professionalità dei docenti che incontra che dal loro stato giuridico.

Se come afferma Daniel Pennac, quasi tutti gli studenti, lungo la loro carriera scolastica hanno la fortuna di incontrare almeno un professore geniale che lascia la propria impronta formativa, è quasi impossibile poter scegliere di frequentare una scuola geniale.

Ed è proprio questo che l’autonomia scolastica dovrebbe garantire attraverso una collegialità non burocratica e rituale che impone documenti corposi ma non riesce a far lavorare gli insegnanti con quel senso di appartenenza tipico di una squadra che è un insieme dinamico di persone che si percepiscono vicendevolmente interdipendenti perché condividono un compito comune. Si basa sulla convinzione che nessuno possa arrivare alla meta se non ci si arriva tutti insieme remando nella stessa direzione. Questo lavorare insieme si chiama cooperazione e fa sì che un gruppo diventi una vera e propria squadra. Nella scuola, i gruppi ci sono e si chiamano consigli di classe, team docenti, dipartimenti disciplinari ma, nella maggior parte dei casi lavorano per sommatoria di prestazioni, senza diventare vere e proprie squadre.

E fare squadra per vincere le sfide sempre più complesse poste alla scuola, specialmente in questa straordinaria fase di sconvolgimento globale inatteso ma presente con tutti i rischi e le opportunità, è possibile se l’allenatore (il dirigente scolastico) con il suo staff (le tante figure che pullulano nelle nostre scuole) agisce come ha fatto, per ben tre anni Roberto Mancini, l’allenatore della nazionale italiana di calcio. Passo dopo passo, ha trasformato un gruppo di calciatori, non sempre gli stessi e non tutti “numeri uno”, in una squadra. Lo constatiamo nel linguaggio che usa il noi al posto dell’io, lo constatiamo nelle prestazioni dei singoli che agiscono in modo interdipendente, lo constatiamo quando si divertono mentre giocano e vincono.

Concludiamo questo editoriale citando alcuni contributi. In particolare vogliamo evidenziare le riflessioni di M. G. Accorsi che sottolinea la valenza formativa del Curriculum dello studente, introdotto dalla legge n. 107/2015 e che vede la luce dopo sei anni come strumento di supporto all’esame di stato. Tuttavia non possiamo constatare, ancora una volta, che le modalità e i tempi con cui è stato concretamente introdotto rispondono ad una logica riepilogativa, a posteriori, anche se basata su una riflessione personale.

Ci auguriamo che, dal prossimo anno, il Curriculum dello Studente diventi strumento di progettazione e di orientamento, sia per il singolo studente che per la scuola. Né possiamo tacere del contributo di Anna Alemanno che, lavorando insieme ad un consistente gruppo di insegnanti che hanno saputo “fare squadra” collegandosi da diverse regioni (Abruzzo, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto) hanno realizzato un percorso che offre sia un contributo teorico-divulgativo sia un’attività di costruzione di contenuti digitali, utili a stimolare la creatività di docenti e bambini. Infine, segnaliamo il contributo di R. M. Caffio che trasforma una classe di scuola secondaria di 1° grado, in un gruppo motivato, intraprendente, dalle forti relazioni interne e social.

Un gruppo che si emoziona nel “fare la radio”, primo strumento di comunicazione unidirezionale che, storicamente, è sempre più diventato un luogo di incontro, di dialogo, di comunicazione. Se la classe non diventa squadra, resta un luogo casuale che facilmente si trasforma in luogo di disagio e di distrazione, basato sullo stare “fermi e zitti!”.

E, a proposito dello stretto rapporto tra le emozioni e la formazione si legga con attenzione la preziosa recensione di C. Gubellini che fa un’efficace sintesi del volume di M.H. Immordino-Yang, prestigiosa ricercatrice nel campo delle neuroscienze affettive e l’educazione. Un libro da studiare per aggiornare le proprie conoscenze di psicologia dell’educazione. X

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