Ultime notizie

Dirigere La SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale di Vittorio Venuti

 

Il 26 maggio scorso Andrea Canevaro ci ha lasciato. Il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando la notizia è stato “e adesso come facciamo?”, talmente pregnante era la sua figura, riferimento ineludibile di quell’ambito di ricerca pedagogica che aprì al riconoscimento e all’educazione delle persone in situazione di disabilità.

Cedo volentieri lo spazio dell’editoriale a Maria Teresa Roda, testimone di una rivoluzione pedagogica di cui Canevaro fu grande protagonista.

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 7/2022

Argomenti

Michela Lella - Il ruolo trasformativo della scuola

In una società che si dichiara avanzata e moderna, non è più tollerabile, sostenere gli elevati tassi di abbandoni poiché il fallimento della scuola è senza dubbio una sconfitta per la nostra società.

Maria Rosaria Tosiani - Quando si possono pagare le ferie maturate e non godute al personale a tempo determinato?

Anna Armone - Perché avere paura di andare in giudizio davanti alla Corte dei conti

Luciana Petrucci Ciaschini - Docenti di religione immessi in ruolo dall’a.s. 2008/2009 in poi

Le procedure SIDI per la ricostruzione della carriera.

Maria Rosaria Tosiani - Il pagamento delle ore eccedenti

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher  - Dall’autonomia scolastica al bilancio sociale

Il Bilancio sociale al servizio di una scuola autonoma, responsabile e di qualità.

Raffaella Scibi - Breve guida alle procedure negoziali per l’acquisto di beni e l’affidamento di servizi (Prima parte)

Nicoletta Dal Martello - Il passaggio delle consegne tra Direttori SGA

Gli adempimenti che il direttore uscente e il direttore subentrante devono perfezionare con l’inizio del nuovo anno scolastico.

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Proposta per una diversa organizzazione scolastica e per una retribuzione più adeguata

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Impugnazione del bando di gara da parte di chi non ha partecipato

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

La scuola, organismo che deve creare aggregazione

GIOCANDO S’IMPARA

ORIENTAMENTI DELL’ARAN

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE


DIRIGERE LA SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

Pasquale Annese - La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

Antonietta Di Martino - L’evoluzione della figura del preposto

Michela Lella - Una nuova leadership per la scuola post pandemica

Tullio Faia - Dal piano triennale dell’offerta formativa al bilancio sociale

Filippo Cancellieri - L’accoglienza dei profughi: aspetti culturali, didattici, organizzativi

Giacinto Iannuzzi - Motivazione e organizzazione. Elementi essenziali per una necessaria rifondazione della scuola

Rosaria Scotti - Le sfide del multiculturalismo nel film La classe - Entre les murs di Laurent Cantet

 

Rubriche

Dirigere un CPIA a cura di Ada Maurizio

Fierida winter: focus sull’insegnamento dell’italiano L2

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

I movimenti studenteschi in Europa, ieri, oggi, domani

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Anna Armone

Il diritto di accesso agli atti del procedimento disciplinare

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Che scuola è se non forma educando?

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO  a cura di Valentino Donà

Assistente di lingua straniera


 

 

 

Alto Adige: 5 settembre

Abruzzo: 12 settembre

Basilicata: 12 settembre

Calabria: 14 settembre

Campania: 13 settembre

Emilia Romagna: 15 settembre

Friuli Venezia Giulia: 12 settembre

Lazio 15 settembre

Liguria: 14 settembre

Lombardia: 12 settembre

Marche: 14 settembre

Molise: 14 settembre

Piemonte: 12 settembre

Puglia:14 settembre

Sardegna: 14 settembre

Sicilia: 19 settembre

Toscana: 15 settembre

Trentino:12 settembre

Umbria: 14 settembre

Valle d’Aosta: 19 settembre

Veneto: 12 settembre

 

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza relativa al calendario delle festività e degli Esami per l’anno scolastico 2022/2023. Intanto, le regioni hanno approvato i calendari scolastici regionali con l’inizio e il termine delle lezioni.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2022/2023, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2023, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023 - ivi compresi i percorsi di secondo livello per gli adulti iscritti e frequentanti i suddetti percorsi - ha inizio, per l’intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il giorno 21 giugno 2023 alle ore 8:30

La prima prova scritta suppletiva si svolgerà il giorno 5 luglio 2023 alle ore 8:30.

L’Esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di primo livelloper gli adulti iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si effettua, in via ordinaria, entro il termine dell’anno scolastico, secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Il calendario delle festività relativo all’anno scolastico 2022/2023 è:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre;
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

 

Dai dati rilevati attraverso un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale, la traccia della p4ova di Italiano maggiormente scelta dai maturandi (21,2%) è stata quella relativa alle potenzialità e rischi di un mondo interconnesso, che parte da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni.

Il 18% delle candidate e dei candidati ha invece optato per la traccia che parte da un brano tratto dal libro “La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre, che proponeva una riflessione sulle leggi razziali.

Al terzo posto, con il 16,5% delle preferenze, l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga.

Il 15,8% dei candidati si è cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks.

Il 14% delle studentesse e degli studenti ha scelto la traccia che partiva da un passaggio del libro “Perché una Costituzione della Terra?” di Luigi Ferrajoli.

L’11,6% ha preferito quella che faceva riferimento al discorso pronunciato l’8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il 2,9% delle studentesse e degli studenti ha scelto l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.

La traccia più scelta a livello nazionale è anche quella preferita negli Istituti tecnici (24%) e negli Istituti professionali (26,9%). Nei Licei i ragazzi hanno preferito la traccia su Verga (21,5%).

Il ministro Bianchi rassicura che “La Maturità 2022 è partita regolarmente, abbiamo assegnato tracce che consentissero a studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di esprimere il proprio pensiero e di valorizzare il proprio percorso di studi”.


 

 

La rivista FARE L'INSEGNBANTE diretta da IVANA SUMMA , edita da Euroedizioni Torino, dopo la favorevole accoglienza dei corsi proposti lo scorso anno che hanno visto la partecipazione di numerosissimi docenti delle scuole di ogni ordine scolastico, organizza anche per il prossimo anno scolastico 2022 /2023, i seguenti corsi di formazione professionale destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Nell'ottica di supportare la formazione professionale dei docenti a tutti i  partecipanti ai  corsi sarà attivato gratuitamente per l'anno scolastico 2022/2023  un abbonamento annuale on line  alla Rivista FARE L'INSEGNANTE

- Rivista bimestrale di aggiornamento culturale e professionale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il programma dettagliato

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato con Nota 2189 del 20 giugno 2022 che le funzioni per la presentazione delle istanze per la scelta delle sedi (Allegato G) resteranno aperte, a partire dalle ore 9.00 del 20 giugno sino alle ore 23.59 dell’11 luglio 2022, per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti, di cui all'OM 23.02.2009, n. 21, - prima fascia personale ATA a. s. 202223

La Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica ha pubblicato un apposito avviso in SIDI e su POLIS (nota DGCASIS).

Il MI informa, inoltre, che l’aggiornamento per la scelta delle sedi per il personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (DD.MM. 19/04/2001 n. 75 e 24/03/2004 n. 35), mediante compilazione dell’Allegato A, avviene a cadenza triennale, in concomitanza con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia.

Il modello di domanda (allegato G) va inviato esclusivamente tramite istanze online e per poter accedere alla procedura sulla home page del Ministero è necessario utilizzare lo SPID.


 

 

Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda all’INPS per l’assegno unico e universale per figli a carico, con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022.

Dal 1° luglio l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento sarà effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’importo dell’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ISEE (o ha ISEE pari o superiore a 40.000 euro) avrà infatti l’importo minimo (50 euro per ogni figlio) e potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Entro il 30 giugno la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022; dal 1° luglio la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, il diritto all’assegno è riconosciuto se frequenta o è iscritto:

·  alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;

·  a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;

·  a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF;

·  a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;

·  a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.


 

 

Con riferimento all’art. 13,comma 11, del CCNL scuola 29 novembre 2007, che recita:

L’art. 13, comma 11, del, prevede che “compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto“.

L’Aranha recentemente risposto al seguente quesito:

La scuola è tenuta ad imporre al personale ATA la fruizione nel periodo 1 luglio-31 agosto di “almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo” oppure può accettare richieste di fruizione frazionata delle ferie da parte dei lavoratori, come per esempio tutti i venerdì e lunedì dei mesi di luglio e agosto?

L’Aran in proposito rileva che dalla disposizione contrattuale si evince quanto segue:

a) occorre programmare dei turni per il godimento delle ferie;

b) nella programmazione di tali turni il dirigente scolastico deve garantire al dipendente il godimento di almeno 15 giorni di ferie continuative nel periodo 1luglio – 31 agosto;

c) il dipendente può richiedere il frazionamento delle ferie in più periodi;

d) le decisioni in merito alla possibilità di accogliere la richiesta di frazionamento vengono assunte dal dirigente scolastico che, nella sua valutazione, dovrà principalmente tener conto della compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio.

Ne consegue che il dirigente scolastico, nel pianificare le ferie, deve contemperare le esigenze di servizio (che comunque prevalgono) con le necessità e richieste del lavoratore, il quale può chiedere di non fruire dei 15 giorni consecutivi nel periodo 1 luglio – 31 agosto. Al contrario, il datore di lavoro – in assenza di una tale richiesta – non può non garantirli.

In conclusione, l’Aran ritiene che la fruizione dei 15 gg anche in modo frazionato debba avvenire preferibilmente nel periodo 1 luglio-31 agosto, tenendo conto, comunque, delle esigenze di servizio, del rispetto dei turni prestabiliti e del fatto che agli altri dipendenti deve, comunque, essere garantita la fruizione continuativa dei 15 giorni di ferie.


 

 

DIRIGERE LA SCUOLA n.8/2021

La valutazione:una riflessione d’obbligo prima della ripartenza

Editoriale di Vittorio Venuti

L'abbandono dei voti in decimi nella scuola primaria in favore del ritorno ai giudizi, per effetto della Legge n. 41/2020, ha provocato, come c’era d’attendersi, parecchio disagio a causa della intempestività del provvedimento, che ha colto impreparati scuole ed insegnanti. La disposizione riconduce agli effetti della Legge n. 517/1977 - che aveva istituzionalizzato la “scheda personale” -, in qualche modo facendo intendere che il problema forse più importante della scuola sia il sistema di valutazione e dando corpo alla suggestione che i voti etichettanogli alunni comprimendoli asfitticamente in un numero, mentre ciò non accade con i giudizi. Però… però, quel che si vorrebbe fare uscire dalla porta, fatalmente rientra dalla finestra, quindi, per comodità, i vari livelli di giudizio previsti sono stati bellamente tradotti in numeri.

In effetti, non è semplice comprendere la differenza tra i voti e i giudizi che sono stati promossi in loro vece, anche se la descrizione dei significati che li qualifica appare abbastanza esaustiva: si giudica l’autonomia di lavoro del bambino, la continuità nella prestazione, la capacità di utilizzare le risorse fornite dal docente o di reperirle altrove.

Rifuggendo l’idea di voler essere polemici a tutti i costi, c’è da chiedersi quale immagine di bambino si voglia promuovere in questo modo: un bambino efficiente e produttivo? Non è così semplice immaginare l’autonomia dei bambini delle prime classi, il modo di stare attenti e di corrispondere alle richieste degli insegnanti, la loro capacità di autovalutarsi. La pretesa fondamentale del nuovo sistema valutativo sembra volersi poggiare sull’oggettività. Ma veramente è possibile disgiungere gli aspetti oggettivi da quelli soggettivi? E veramente si pensa che l’oggettività si possa applicare a bambini della primaria? Peraltro, a che pro? Di veramente oggettivo nella valutazione non c’è nulla, altrimenti si dovrebbero isolare i soggetti uno ad uno in ambiente neutrale, senza contatti neanche visivi con insegnanti e compagni e tutti sottoposti al medesimo stimolo. Possibile? E, comunque, in ragione di cosa e di quale obiettivo? E quanto potrebbe corretta o giusta una tale procedura?

Quel che ci interessa sottolineare è un altro aspetto, che possiamo sintetizzare in un ulteriore interrogativo: questo nuovo sistema di valutazione tiene conto dell’orientamento inclusivo che deve avere la scuola? Se impegno della scuola deve essere quello di riconoscere, accogliere e valorizzare le diversità, come si può promuovere un sistema valutativo che pretende di distribuire gli allievi su livelli predefiniti? Né si può pensare che il giudizio finale possa compensare eventuali “dislivelli”. È un po’ come voler negare ciò che persino le neuroscienze dimostrano: esiste un’innegabile incidenza reciproca tra ambiente e soggetto, tra gli stati emotivi del bambino e la sua disponibilità cognitiva o prestazionale. È un po’ come se si volesse ignorare persino la gerarchia motivazionale di A. Maslow, semplicissima nella sua formulazione ma così ampiamente disattesa nella progettualità che riguarda la scuola. Ed è anche come se non si volesse tenere presente l’importanza che rivestono i neuroni specchio nella relazione insegnante-allievo e nella definizione del processo empatico che li interessa.

Eppure di valutazione c’è necessità… il che è indiscutibile. Allora, c’è da chiedersi perché non si proceda ad una formazione più specifica sul significato stesso della valutazione avendo a riferimento la prospettiva disegnata dall’inclusione. Una materia, questa della valutazione, colpevolmente trascurata, che non si può pretendere di affrontare di punto in bianco promuovendo un ritorno ai giudizi attualizzandoli sul versante del rigore docimologico, certamente inapplicabile; per di più senza prevedere una congruente corrispondenza con scuola dell’Infanzia da una parte e secondaria di primo grado dall’altra.

Nell’attesa che i responsabili del sistema d’istruzione orientino la loro attenzione verso una lettura più attenta dell’inclusione, sarebbe auspicabile che, proprio in virtù dell’esperienza di quest’anno scolastico appena trascorso, i vari collegi docenti della scuola primaria si interrogassero su cosa ha o non funzionato e se, soprattutto, questo nuovo approccio valutativo renda giustizia ai bambini. Ricordiamo che questi, i bambini, tra la scuola dell’infanzia e tutto il primo ciclo d’istruzione attraversano fasi evolutive importantissime, che condizionano il loro comportamento affettivo, emotivo, cognitivo e sociale e che, su queste linee di sviluppo, procedono in ordine sparso, secondo tempi e modalità che sono propri di ciascuno.

Si è voluto, forse, offrire una sponda al soggettivismo valutativo dell’insegnante predisponendo una griglia entro cui fare rientrare il rendimento dei bambini? Pregevole, ma non adeguato alla bisogna! La verità è che sulla scuola si improvvisa troppo, si esternano soluzioni anche improbabili e si studia poco, troppo poco, quasi sempre dimenticando il trascorso della scuola - logica premessa per il suo sviluppo - e, soprattutto senza una fondata riflessione sulle conoscenze offerte dalla psicologia, dalla pedagogia scientifica, dalle neuroscienze, dall’epigenetica, incapaci anche di apprezzare i mutamenti che caratterizzano i bambini e i giovani di oggi rispetto anche al più recentissimo passato.

Edgar Morin avverte che“tutto ciò che non si rigenera, degenera”, ma occorre che la rigenerazione non sia pretestuosa o stantia, perché non c’è niente di peggio che mutare tutto per non cambiare nulla.

 

Panoramica degli articoli di questo numero.

Michela Lella, in considerazione del fatto che durante la pandemia sono saltate tutte le vecchie abitudini lavorative, che garantivano il normale funzionamento di una qualsiasi organizzazione, riflette sui“Nuovi assetti organizzativi della scuola”, ritenendo importante che, in questo momento, nella scuola, si volgesse lo sguardo verso quelle abitudini ormai stabilizzate che consentono al sistema di funzionare anche in presenza di improvvise battute d’arresto e che l’abilità dirigenziale si esplicasse nel saper gestire le scuole come ambienti inconsueti, rinnovati e più qualificati sia in ordine alla sicurezza sia in riferimento ai nuovi bisogni dei lavoratori.

Pasquale Annesetratta del “Piano Scuola Estate”focalizzando l’attenzione sugli strumenti operativi per gestire le risorse di pertinenza in vista della riapertura del prossimo anno scolastico, in particolare riferendosi al comma 6 dell’art. n. 41 del D.L. 22 marzo 2021 e all’art. n. 48 del D. M. 2 marzo 2021 specificamente per quanto riguarda le procedure di acquisto tramite affidamento diretto. Il contributo comprende le diverse tipologie di determina del dirigente scolastico.

Antonio Sapientepropone “Il passaggio di gestione tra dirigenti scolastici”ricordando che non si tratta di un atto obbligatorio, perché non sanzionato da alcuna disposizione, ma quanto mai opportuno qualificandosi come atto di trasparenza e correttezza amministrativa verso il Dirigente subentrante. Per quest’ultimo, rappresenta una delle prime operazioni che deve compiere per circoscrivere e delimitare la propria responsabilità.

Salvatore Argentapropone “Il passaggio di consegne tra Direttori DSGA”,un provvedimento obbligatorio che investe anche le responsabilità del dirigente scolastico. Secondo l’articolo 30, comma 5 del Regolamento di contabilità scolastica, il passaggio delle consegne si profila come un’operazione molto importante, al fine di rendere trasparente la responsabilità delle gestioni di pertinenza e, laddove dovesse emergere un danno erariale, di individuare le relative responsabilità.

Francesco G. Nuzzaci, sotto il titolo “Cronaca di un caos annunciato!”, tratta della rotazione e attribuzione degli incarichi dirigenziali riferendosi al problema scatenato dall’abrogazione in via interpretativa del comma 978, art. 1 della L. 178/72020 che, per il solo anno 2021-2022 abbassa i parametri minimi di normo-dimensionamento delle istituzioni scolastiche da 600 alunni a 400 nelle zone in deroga, come previsto dalla legge 128/2013, precludendo la possibilità di assumere a tempo indeterminato dirigenti scolastici e direttori SGA.

Anna Armonenel suo pezzo “Finalmente la voce del Garante Privacy sulle immagini dei minori” focalizza l’attenzione sulla liceità della pubblicazione delle immagini dei minori commentando l’intervento sanzionatorio del garante della privacy a proposito di un episodio capitato al Sindaco di Messina.

Alessandra Battistarappresenta, in“Gli Educatori dei Convitti e degli Educandati ed i loro diritti negati”,una questione particolarmente importante descrivendo la situazione in cui si trovano i Docenti Educatori delle Istituzioni Educative Statali, abilitati dallo Stato con concorso pubblico per titoli ed esami, contro cui il Ministero dell’Istruzione sembra avere ingaggiato una “crociata negazionista e illogica” della loro funzione docente, con blocco delle assunzioni, esclusione dalle GaE della primaria, negazione del bonus Carta Docente, esclusione dalla formazione e dall’aggiornamento, negazione dell’equipollenza dell’abilitazione a quella per i docenti della scuola primaria.

Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, propone il contributo“È ormai tempo di Global Education si va dicendo…” avendo come sfondo l’interrogativo di quale tipo di scuola si tratti. Si situa in tale solco l’apparizione nel gergale post-moderno dell’anglicismo STEM, già da una decina d’anni. Il contributo si srotola in una disamina attenta delle diverse riflessioni, esperienze e proposte che ruotano attorno alla Global Education.

Vincenzo Casellapropone alla lettura la“Sospensione della polizza assicurativa scolastica”, per rispondere all’interrogativo se, a causa della pandemia di Covid19, sia possibile attuare la sospensione fino alla normale ripresa delle attività didattiche o, in alternativa, sia possibile richiedere un rimborso per il periodo assicurativo non goduto.

Vittorio Venuti, per la rubrica di Psicologia della Gestione, soffermandosi ancora sull’importanza della relazione insegnante-allievo, specialmente - ma non esclusivamente - nella scuola dell’Infanzia e nella scuola Primaria, propone il contributo “L’immagine di sé e il Fattore RP”,nel quale enfatizza la necessità di tener conto dell’incidenza che tale relazione ha sull’educando nella costruzione della propria autostima e della propria immagine di sé, essendo ampiamente conclamata l’esistenza di un rapporto diretto tra questi costrutti e l’apprendimento. Il Fattore RP è una strategia di gestione del rapporto tra ricompense e punizioni, giudizi negativi e positivi in ragione del fatto che tale indice si ripercuote proprio sulla costruzione dell’immagine di sé.

Stefano Callà, per La Scuola nella Giurisprudenza, propone“Un altro caso di “whistleblowing”: necessaria l’indispensabilità della conoscenza dell’identità del segnalante ai fini della sua conoscenza da parte del dirigente sanzionato”. Il concetto di whistleblowing è stato inserito nella normativa italiana per la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. Nel contesto del whistleblowing sono essenzialmente due le basi giuridiche sulle quali si può fondare un trattamento dei dati personali: l’adempimento ad un obbligo legale, l’esecuzione di un compito di interesse pubblico e il perseguimento dell’interesse legittimo del titolare del trattamento.X

E-commerce

Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novita' del nostro sito.

Copyright © 2010 Euroedizioni Torino
Via G. Amati 116/7 - 10078 Venaria Reale (TO)
Tel. +39 0112264714 Fax. +39 011 2730803 P.I. 07009890018

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo