Ultime notizie

Dirigere La SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale di Vittorio Venuti

 

Il 26 maggio scorso Andrea Canevaro ci ha lasciato. Il primo pensiero che mi è venuto in mente ascoltando la notizia è stato “e adesso come facciamo?”, talmente pregnante era la sua figura, riferimento ineludibile di quell’ambito di ricerca pedagogica che aprì al riconoscimento e all’educazione delle persone in situazione di disabilità.

Cedo volentieri lo spazio dell’editoriale a Maria Teresa Roda, testimone di una rivoluzione pedagogica di cui Canevaro fu grande protagonista.

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 7/2022

Argomenti

Michela Lella - Il ruolo trasformativo della scuola

In una società che si dichiara avanzata e moderna, non è più tollerabile, sostenere gli elevati tassi di abbandoni poiché il fallimento della scuola è senza dubbio una sconfitta per la nostra società.

Maria Rosaria Tosiani - Quando si possono pagare le ferie maturate e non godute al personale a tempo determinato?

Anna Armone - Perché avere paura di andare in giudizio davanti alla Corte dei conti

Luciana Petrucci Ciaschini - Docenti di religione immessi in ruolo dall’a.s. 2008/2009 in poi

Le procedure SIDI per la ricostruzione della carriera.

Maria Rosaria Tosiani - Il pagamento delle ore eccedenti

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher  - Dall’autonomia scolastica al bilancio sociale

Il Bilancio sociale al servizio di una scuola autonoma, responsabile e di qualità.

Raffaella Scibi - Breve guida alle procedure negoziali per l’acquisto di beni e l’affidamento di servizi (Prima parte)

Nicoletta Dal Martello - Il passaggio delle consegne tra Direttori SGA

Gli adempimenti che il direttore uscente e il direttore subentrante devono perfezionare con l’inizio del nuovo anno scolastico.

 

Rubriche

PENSIAMOCI SU... a cura di Angelo Muratore

Proposta per una diversa organizzazione scolastica e per una retribuzione più adeguata

I CASI DELLA SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Impugnazione del bando di gara da parte di chi non ha partecipato

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

La scuola, organismo che deve creare aggregazione

GIOCANDO S’IMPARA

ORIENTAMENTI DELL’ARAN

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE


DIRIGERE LA SCUOLA N.7/2022

In ricordo di Andrea Canevaro

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

 

Pasquale Annese - La nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

Antonietta Di Martino - L’evoluzione della figura del preposto

Michela Lella - Una nuova leadership per la scuola post pandemica

Tullio Faia - Dal piano triennale dell’offerta formativa al bilancio sociale

Filippo Cancellieri - L’accoglienza dei profughi: aspetti culturali, didattici, organizzativi

Giacinto Iannuzzi - Motivazione e organizzazione. Elementi essenziali per una necessaria rifondazione della scuola

Rosaria Scotti - Le sfide del multiculturalismo nel film La classe - Entre les murs di Laurent Cantet

 

Rubriche

Dirigere un CPIA a cura di Ada Maurizio

Fierida winter: focus sull’insegnamento dell’italiano L2

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

I movimenti studenteschi in Europa, ieri, oggi, domani

I CASI DELLA SCUOLA a cura di Anna Armone

Il diritto di accesso agli atti del procedimento disciplinare

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

Che scuola è se non forma educando?

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO  a cura di Valentino Donà

Assistente di lingua straniera


 

 

 

Alto Adige: 5 settembre

Abruzzo: 12 settembre

Basilicata: 12 settembre

Calabria: 14 settembre

Campania: 13 settembre

Emilia Romagna: 15 settembre

Friuli Venezia Giulia: 12 settembre

Lazio 15 settembre

Liguria: 14 settembre

Lombardia: 12 settembre

Marche: 14 settembre

Molise: 14 settembre

Piemonte: 12 settembre

Puglia:14 settembre

Sardegna: 14 settembre

Sicilia: 19 settembre

Toscana: 15 settembre

Trentino:12 settembre

Umbria: 14 settembre

Valle d’Aosta: 19 settembre

Veneto: 12 settembre

 

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato l’Ordinanza relativa al calendario delle festività e degli Esami per l’anno scolastico 2022/2023. Intanto, le regioni hanno approvato i calendari scolastici regionali con l’inizio e il termine delle lezioni.

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2022/2023, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2023, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

L’esame di Stato conclusivo dei percorsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023 - ivi compresi i percorsi di secondo livello per gli adulti iscritti e frequentanti i suddetti percorsi - ha inizio, per l’intero territorio nazionale, con la prima prova scritta, il giorno 21 giugno 2023 alle ore 8:30

La prima prova scritta suppletiva si svolgerà il giorno 5 luglio 2023 alle ore 8:30.

L’Esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di primo livelloper gli adulti iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti si effettua, in via ordinaria, entro il termine dell’anno scolastico, secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Il calendario delle festività relativo all’anno scolastico 2022/2023 è:

tutte le domeniche;
il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
l’8 dicembre, Immacolata Concezione;
il 25 dicembre, Natale;
il 26 dicembre;
il 1° gennaio, Capodanno;
il 6 gennaio, Epifania;
il giorno di lunedì dopo Pasqua;
il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
il 1° maggio, festa del lavoro;
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
la festa del Santo Patrono.

 

Dai dati rilevati attraverso un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale, la traccia della p4ova di Italiano maggiormente scelta dai maturandi (21,2%) è stata quella relativa alle potenzialità e rischi di un mondo interconnesso, che parte da un brano tratto dal libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni.

Il 18% delle candidate e dei candidati ha invece optato per la traccia che parte da un brano tratto dal libro “La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre, che proponeva una riflessione sulle leggi razziali.

Al terzo posto, con il 16,5% delle preferenze, l’analisi del testo tratto da “Nedda. Bozzetto siciliano” di Giovanni Verga.

Il 15,8% dei candidati si è cimentato con il tema della musica, a partire da un brano tratto da “Musicofilia” di Oliver Sacks.

Il 14% delle studentesse e degli studenti ha scelto la traccia che partiva da un passaggio del libro “Perché una Costituzione della Terra?” di Luigi Ferrajoli.

L’11,6% ha preferito quella che faceva riferimento al discorso pronunciato l’8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati dal Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Il 2,9% delle studentesse e degli studenti ha scelto l’analisi della poesia “La via ferrata” di Giovanni Pascoli.

La traccia più scelta a livello nazionale è anche quella preferita negli Istituti tecnici (24%) e negli Istituti professionali (26,9%). Nei Licei i ragazzi hanno preferito la traccia su Verga (21,5%).

Il ministro Bianchi rassicura che “La Maturità 2022 è partita regolarmente, abbiamo assegnato tracce che consentissero a studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di esprimere il proprio pensiero e di valorizzare il proprio percorso di studi”.


 

 

La rivista FARE L'INSEGNBANTE diretta da IVANA SUMMA , edita da Euroedizioni Torino, dopo la favorevole accoglienza dei corsi proposti lo scorso anno che hanno visto la partecipazione di numerosissimi docenti delle scuole di ogni ordine scolastico, organizza anche per il prossimo anno scolastico 2022 /2023, i seguenti corsi di formazione professionale destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Nell'ottica di supportare la formazione professionale dei docenti a tutti i  partecipanti ai  corsi sarà attivato gratuitamente per l'anno scolastico 2022/2023  un abbonamento annuale on line  alla Rivista FARE L'INSEGNANTE

- Rivista bimestrale di aggiornamento culturale e professionale per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il programma dettagliato

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato con Nota 2189 del 20 giugno 2022 che le funzioni per la presentazione delle istanze per la scelta delle sedi (Allegato G) resteranno aperte, a partire dalle ore 9.00 del 20 giugno sino alle ore 23.59 dell’11 luglio 2022, per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti, di cui all'OM 23.02.2009, n. 21, - prima fascia personale ATA a. s. 202223

La Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica ha pubblicato un apposito avviso in SIDI e su POLIS (nota DGCASIS).

Il MI informa, inoltre, che l’aggiornamento per la scelta delle sedi per il personale inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (DD.MM. 19/04/2001 n. 75 e 24/03/2004 n. 35), mediante compilazione dell’Allegato A, avviene a cadenza triennale, in concomitanza con l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia.

Il modello di domanda (allegato G) va inviato esclusivamente tramite istanze online e per poter accedere alla procedura sulla home page del Ministero è necessario utilizzare lo SPID.


 

 

Fino al 30 giugno sarà possibile inoltrare la domanda all’INPS per l’assegno unico e universale per figli a carico, con il riconoscimento di tutti gli arretrati, calcolati a partire dal mese di marzo 2022.

Dal 1° luglio l’assegno decorrerà dal mese successivo a quello di presentazione e il pagamento sarà effettuato dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

L’importo dell’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ISEE (o ha ISEE pari o superiore a 40.000 euro) avrà infatti l’importo minimo (50 euro per ogni figlio) e potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Entro il 30 giugno la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo 2022; dal 1° luglio la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, il diritto all’assegno è riconosciuto se frequenta o è iscritto:

·  alla scuola (sia pubblica che privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore;

·  a un percorso di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale), a cui si accede dopo la scuola media e che normalmente ha una durata di 3 o 4 anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale ovvero, dopo il quarto anno, il Diploma professionale di tecnico;

·  a percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF;

·  a Istituti Tecnici Superiori (ITS), di durata biennale o triennale, cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5º livello EQF;

·  a un corso di laurea riconosciuto dall’ordinamento.


 

 

Con riferimento all’art. 13,comma 11, del CCNL scuola 29 novembre 2007, che recita:

L’art. 13, comma 11, del, prevede che “compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto“.

L’Aranha recentemente risposto al seguente quesito:

La scuola è tenuta ad imporre al personale ATA la fruizione nel periodo 1 luglio-31 agosto di “almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo” oppure può accettare richieste di fruizione frazionata delle ferie da parte dei lavoratori, come per esempio tutti i venerdì e lunedì dei mesi di luglio e agosto?

L’Aran in proposito rileva che dalla disposizione contrattuale si evince quanto segue:

a) occorre programmare dei turni per il godimento delle ferie;

b) nella programmazione di tali turni il dirigente scolastico deve garantire al dipendente il godimento di almeno 15 giorni di ferie continuative nel periodo 1luglio – 31 agosto;

c) il dipendente può richiedere il frazionamento delle ferie in più periodi;

d) le decisioni in merito alla possibilità di accogliere la richiesta di frazionamento vengono assunte dal dirigente scolastico che, nella sua valutazione, dovrà principalmente tener conto della compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio.

Ne consegue che il dirigente scolastico, nel pianificare le ferie, deve contemperare le esigenze di servizio (che comunque prevalgono) con le necessità e richieste del lavoratore, il quale può chiedere di non fruire dei 15 giorni consecutivi nel periodo 1 luglio – 31 agosto. Al contrario, il datore di lavoro – in assenza di una tale richiesta – non può non garantirli.

In conclusione, l’Aran ritiene che la fruizione dei 15 gg anche in modo frazionato debba avvenire preferibilmente nel periodo 1 luglio-31 agosto, tenendo conto, comunque, delle esigenze di servizio, del rispetto dei turni prestabiliti e del fatto che agli altri dipendenti deve, comunque, essere garantita la fruizione continuativa dei 15 giorni di ferie.


 

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastica n. 3/2021

Stranezze ... ... a proposito di privacy il Ministero non fornisce indicazioni univoche!

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

Capita spesso di rimanere disorientati mettendo a confronto le opinioni dei vertici amministrativi dell’amministrazione scolastica su tematiche identiche. È come se una mano non sapesse cosa fa l’altra.

È accaduto che, in occasione degli scrutini ed esami finali, il Ministero dell’istruzione ha provveduto a pubblicare la nota n. 13914 dell’11 giugnoavente come oggetto “Pubblicazioneon line degli esiti degli scrutini -indicazioni operative”. Nella nota si legge quanto segue: “In merito allapubblicazione on line degli esiti degli scrutini delle classi intermedie delle scuole secondariedi primoe di secondo gradoe degli esiti degli scrutini di ammissione all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione si richiamano le disposizioni contenute nella nota 9 giugno 2020 n. 9168, che restano valide anche per il corrente anno scolastico.

In particolare, gli esiti degli scrutini con la sola indicazione per ogni studente “ammesso” e “non ammesso” (ivi compresi, per le classi finali, i crediti scolastici attribuiti ai candidati), sono pubblicati, distintamente per ogni classe, solo e unicamente nell’area documentale riservata del registro elettronico, cui accedono tutti gli studenti della classe di riferimento. I voti in decimi riferiti alle singole discipline sono riportati, oltre che nel documento di valutazione, anche nell’area riservata del registro elettronico a cui può accedere il singolo studente mediante le proprie credenziali personali.

Bene, il capo dipartimento ha correttamente applicato la normativa sulla protezione dei dati personali degli alunni e studenti, così come era stato chiarito opportunamente dal garante Privacy nel giugno 2020 a seguito di uno “scivolone” ministeriale che aveva originariamente previsto la pubblicazione degli esiti scolastici sull’albo online della scuola.

Giusto per ricordare i fondamenti giuridici della materia, la pubblicazione online di provvedimenti amministrativi, prevista dalla l. 69/2009, trova un limite nella considerazione degli effetti che tale pubblicazione può causare sulla dignità personale attuale e futura.

L’Autorità garante per la protezione dei dati personali chiarisce, in occasione di una dichiarazione all’Ansa dell’11 giugno 2020, che a ‘’differenza delle tradizionali forme di pubblicità degli scrutini - che oltre ad avere una base normativa consentono la tutela dei dati personali dei ragazzi - la pubblicazione online dei voti costituisce una forma di diffusione di dati particolarmente invasiva, e non coerente con la più recente normativa sulla privacy’’. Una volta esposti, infatti, i voti rischiano di rimanere in rete per un tempo indefinito e possono essere, da chiunque, anche estraneo all’ambito scolastico, e per qualsiasi fine, registrati, utilizzati, incrociati con altri dati presenti sul web, determinando in questo modo una ingiustificata violazione del diritto alla riservatezza degli studenti, che sono in gran parte minori, con possibili ripercussioni anche sullo sviluppo della loro personalità, in particolare per quelli di loro che abbiano ricevuto giudizi negativi.

La necessaria pubblicità agli esiti scolastici - conclude il Garante - può essere peraltro realizzata, senza violare la privacy degli studenti, prevedendo la pubblicazione degli scrutini non sull’albo on line, ma, utilizzando altre piattaforme che evitino i rischi sopra evidenziati.

Il Ministero ha, dunque, proceduto, anche quest’anno, coerentemente con la previsione normativa sulla Privacy.

Ma probabilmente il Ministero difetta di comunicazione interna tra i vari dipartimenti. La policy sulla Privacy dovrebbe essere condivisa tra i vertici dell’amministrazione e tutto il personale dirigente dovrebbe davvero essere consapevole dei cardini fondamentali della materia. E invece pare proprio di no.

Con la nota del 18 maggio 2021, il Capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione ha invitato tutte le istituzioni scolastiche affinché, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico 2021/2022, propongano i propri lavori di carattere creativo e artistico su alcuni temi proposti dalla stessa nota.

Alla nota ministeriale sono allegate due schede. La prima scheda è ricognitiva dei dati della scuola e contiene un primo elemento dissonante: la conferma della richiesta di consenso degli interessati al trattamento dei dati personali. Incredibile, ma è dal 1996, cioè dalla prima legge sulla Privacy, che il consenso non rientra tra le basi giuridiche per il trattamento dei dati personali da parte della PA. Oggi la base giuridica è costituita, ai sensi degli art. 6 del regolamento UE 679/2016 e 2-ter del Codice Privacy, esclusivamente da una norma di legge o regolamento.

 

Ma è l’allegato 2 a sollevare dubbi sulla - diciamo - consapevolezza di chi ha strutturato la nota. Ecco l’incipit

 

 

Il/la sottoscritto/a Prof. __________________, n.q. di responsabile delle attività didattiche e progettuali organizzate dall’istituto __________________ di __________________, mail __________________, nr. Telefono __________________ nell’ambito delle iniziative promosse in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell’ a.s. 2020/2021.

 

 

Si deduce chiaramente il coinvolgimento in prima persona di un docente che……

 

 

autorizza

 

Il Ministero dell’Istruzione alla diffusione di tutto il materiale miltimediale dalla stessa realizzato in cui sono presenti le immagini di minori dando, altresì, il pieno consenso alla possibile diffusione degli stessi sul sito web del Ministero dell’Istruzione, nonchè nei quotidiani online, reti TV nazionali e locali e social network.

Sollevando, inoltre, i responsabili dell’evento da ogni responsabilità inerente l’uso scorretto dei dati personali forniti e delle foto da parte di terzi.

 

Firma leggibile

__________________

 

 

Elementi incomprensibili di tale previsione: il docente non dispone di dati propri e non può autorizzare un altro soggetto all’uso di dati altrui; i dati dei minori sono esclusivamente nella disponibilità dei genitori; non esiste possibilità di diffusione di dati di minori che possano portare all’identificazione degli stessi (come in questo caso in cui sono collegati chiaramente alla scuola di appartenenza); gli organi di stampa e le reti TV possono utilizzare immagini di minori chiedendo espressamente il consenso ai genitori, così come prevedono le norme giornalistiche e, in particolare, la Carta di Treviso.

Ma non finisce qui. Per sostenere il fondamento giuridico di tale architettura, in nota vengono riportate le norme di riferimento. Il richiamo al diritto d’autore è fuori luogo, poiché riguarda il proprietario dell’immagine, non l’utilizzatore, cioè il soggetto pubblico che deve sottostare alle norme che disciplinano la propria attività. Infine, viene richiamato l’art. 23 del Codice Privacy, che è stato abrogato dal d.lgs. 101/2018, ma che, in ogni caso, riguardava i soggetti privati e gli enti pubblici “economici”. Non ci sono davvero parole di commento.

Intanto il Garante Privacy si è espresso sulla pubblicazione, da parte del sindaco di Messina, sul proprio profilo fb di immagini di minori. Il Garante ha richiamato le basi giuridiche che abbiamo già citato, riconoscendo la responsabilità dell’amministratore pubblico.

Chi spiegherà tutto ciò al Ministero? Ma, innanzitutto, quando il ministro interverrà sulla filiera dirigenziale per uniformare, non la visione di policy, ma le conoscenze di base nell’esercizio dell’azione amministrativa?

 

Veniamo al contenuto della rivista. Iniziamo conFrancesco Nuzzaci che illustra il contenuto e il senso del Patto per la scuola. La disamina è complessa, articolata e guidata da un modello logico sistemico che l’autore ricompone strada facendo. Centrali sono le figure del dirigente e del collegio dei docenti, variabili dipendenti nella prefigurazione di un middle management che è la vera novità del piano. Ed è proprio su questo elemento della configurazione organizzativa della scuola che si sofferma l’autore, tracciando un quadro logico della possibile governance.

 

Mario Maviglia approfondisce la funzione di consulenza del dirigente tecnico. Si tratta di un aspetto non regolato né da norme primarie, né da fonti interne, ma che assume un rilievo determinante nell’esercizio della funzione in ambito scolastico. Per illustrare questo aspetto strategico del ruolo, l’autore ricorre alle scienze organizzative e ai relativi modelli utilizzabili. Analizza altresì le fasi del processo consulenziale, fornendo un valido percorso teorico-pratico a tutti coloro che si accostano alla comprensione di tale figura.

 

Vanna Monducci completa l’analisi sugli effetti della pandemia sui sistemi di istruzione ed educazione attraverso i seguenti obiettivi: fare il punto sulle lezioni apprese durante la pandemia, monitorare il modo in cui le soluzioni di apprendimento a distanza stanno affrontando le esigenze degli studenti nei diversi Paesi, e analizzare i dati per evidenziare le risposte più rilevanti che sono state adottate per la riprogrammazione del servizio di istruzione post-pandemia, in vista di un settembre che non si presenta affatto semplice. Ne deriva un panorama davvero diversificato sui diversi interventi, ma che riflette fondamentalmente la policy sull’istruzione di ogni Paese.

 

Carmen Iuvoneoffre ai lettori il panorama della riforma allal. 241/1990 apportata dal DL 77/2021. L’esemplificazione abbraccia anche il richiamo ai casi di invalidità dell’atto amministrativo, ma si sofferma, in particolare, sulle modifiche al silenzio assenso, sul potere sostitutivo e sull’autotutela, istituti di interesse anche per le istituzioni scolastiche.

 

Renato Loieroillustra l'esame avviato dalla Camera dei deputati sulle proposte di legge per la ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di Istruzione e formazione tecnica superiore, prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il PNRR ha previsto esplicitamente la riforma del sistema ITS e il loro rafforzamento (con l'obiettivo di ottenere in breve almeno il raddoppio del numero degli iscritti) come leva per lo sviluppo del Paese. L’analisi fatta dall’autore è puntuale sugli ITS e sugli IFTS, ma anche sugli interventi a corredo, quale l’Anagrafe nazionale degli studenti e la banca dati nazionale.

 

Luciano Lelli affronta una delle tematiche più infuocate del mondo della scuola, le competenze professionali dei docenti. Riportiamo le parole dell’autore che richiamano gli «attrezzi del mestiere» imprescindibili per ogni insegnante che aspiri ad essere adeguato alle esigenze di formazione di bambini, ragazzi e giovani (neppure escludendo gli adulti) usciti magari scossi e frastornati dalla sorta di manifestazione di ostilità della natura, quale può essere interpretato il virus evidenziatore degli enormi limiti entro i quali si arrabatta la conoscenza scientifica umana.

 

Federica Marottacon l’analisi della Sentenza del C.d.S n. 00616/2020REG ha voluto procedere all’analisi di un tema che, visto dall’esterno potrebbe risultare anche banale, ma che, in sé racchiude delle implicazioni molto rilevanti. Parliamo dell’utilizzo del registro elettronico, una piattaforma online che permette al docente di inserire i principali dati sull'andamento scolastico dei propri alunni, e alle famiglie di accedere ad una area riservata dove poter osservare in maniera tempestiva l’andamento scolastico dello studente. Considerata la novità legata all’utilizzo massiccio delle apparecchiature elettroniche risulta interessante capire come queste devono e possono integrarsi nella vita quotidiana e in quei meccanismi burocratici ai quali siamo abituati, ma che, ad oggi, hanno subito importanti cambiamenti.

 

Giuliana Costantinirecensisce quattro libri assai diversi tra di loro. Il primo libro, L’assedio invisibile, narra di un peacekeeper impegnato nella difesa di beni culturali, in particolare del monastero di Decani; il secondo libro, di Donatella di Pietrantonio, esplora l’animo delle donne, attraverso il racconto di due donne totalmente diverse tra di loro. È un libro duro nella ricerca della luce in fondo all’animo umano. The Black Days contiene una serie di racconti attraverso la rappresentazione pittorica dei giorni del Covid. L’ultimo libro, L’acqua del lago non è mai dolce, è la storia di una ragazzina che lotta contro la durezza della vita e cerca, come tutti, la strada della felicità.

 

Chiudiamo con la rassegna cinematografica di Vincenzo Palermo. Il primo film è “Stella”, una ragazzina di undici anni, sospesa tra due mondi nella Parigi del 1977: l’uno è popolato dagli ubriaconi e i disadattati che frequentano la pensione gestita dai genitori, l’altro è quello altolocato della scuola media in cui si reca ogni mattina. Perché vederlo? Ce lo spiega l’autore della rassegna: attraverso le riprese realistiche e la guida della voce fuori campo, il film accompagna lo spettatore in un viaggio emotivo alla ricerca di se stessi.

Il secondo film, “Quello che non vedi”, tratto dal romanzo omonimo di Julia Walton, si inserisce in un crocevia tematico che racconta gli amori adolescenziali, la piaga del bullismo nelle scuole, i conflitti innescati dalle differenti classi sociali dei protagonisti, la ricerca del proprio posto in un mondo respingente e poco empatico. Anche in questo, perché vederlo? Come afferma l’autore “utilizzando la formula classica del racconto di formazione per teenager, il regista strizza l’occhio al fantasy visionario e riesce a rendere accattivante il dramma attraverso gli inserti surreali e le personificazioni delle pulsioni del protagonista malato, incarnate nei muscoli del bodyguard, nella sessualità accesa del ragazzino disinibito, nell’appagante atarassia della sacerdotessa new age”. X

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