Ultime notizie

Il Ministero dell’Istruzione dà il via all’aggiornamento biennale delle Graduatorie Provinciali di Supplenza di I e II fascia (GPS) e alle corrispondenti Graduatorie di Istituto.
Le GPS sono articolate in 2 fasce:

La prima fascia è destinata agli aspiranti in possesso di:

·       abilitazione per le Graduatorie dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di I e II grado e personale educativo;

·       specializzazione per le Graduatorie di sostegno.

La seconda fascia è destinata agli aspiranti non abilitati e non specializzati che non rientrano nella categoria precedente.

Gli aspiranti possono presentare istanza di nuovo inserimento, aggiornare e/o trasferire la domanda del 2020 oppure, se non hanno nuovi titoli da dichiarare, confermare la propria iscrizione senza necessità di presentare istanza, tranne che per i titoli soggetti a scadenza.

Dalle ore 09.00 del 12 maggio 2022 alle ore 23.59 del 31 maggio 2022 gli aspiranti potranno accedere all’istanza “Graduatorie Provinciali e di Istituto di supplenza aa.ss. 2022/23 e 2023/24 sempre disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sul portale “Istanze Online”.

Novità introdotta nel 2022 è la possibilità di accedere con riserva in caso di abilitazione/specializzazione conseguita dopo il termine di presentazione delle domande, da confermare con apposita ulteriore istanza entro il prossimo 20 luglio

Inoltre è data la possibilità di dichiarare servizi il cui termine vada oltre il termine di presentazione delle istanze. Questa possibilità dà anche modo di iscriversi con riserva nelle GPS di seconda fascia di sostegno nel caso in cui detto servizio rappresenti la terza annualità di almeno 180 giorni di servizio sul sostegno.

Nella stessa istanza è possibile inserire le sedi per l’iscrizione nelle Graduatorie d’Istituto di seconda e terza fascia.

Le Graduatorie Provinciali di Supplenza e di Istituto sono utilizzate per coprire le supplenze:

·       fino al 31 agosto (Graduatorie Provinciali di Supplenza);

·       fino al termine delle attività didattiche (Graduatorie Provinciali di Supplenza);

·       fino all’ultimo giorno di effettiva permanenza delle esigenze di servizio (Graduatorie di Istituto).

Dall’a.s. 2022/23 le operazioni di conferimento delle supplenze annuali e temporanee sono completamente digitalizzate per consentire un’assegnazione delle cattedre più rapida ed efficiente.

L’O.M.112 nel 6 maggio 2022:

http://www.istruzionepiemonte.it/wp-content/uploads/2022/05/ordinanza-ministeriale-112-del-6-maggio-2022-procedure-aggiornamento-graduatorie-provinciali-e-di-istituto-personale-docente-ed-educativo.pdf

 

Sono 216 le nuove scuole, innovative e sostenibili, finanziate con le risorse del PNRR, a fronte delle 195 previste inizialmente, per uno stanziamento complessivo di un miliardo e 189 milioni di euro.

Al Mezzogiorno viene riconosciuto il 42,4% dei fondi.

Le nuove scuole saranno concepite come spazi aperti e inclusivi, costruite in modo sostenibile e verranno edificate sui territori di 85 Province, a partire dai principi contenuti nel documento “Progettare, costruire e abitare la scuola”, elaborato da un gruppo di lavoro, composto da grandi architetti, pedagogisti ed esperti della scuola, voluto e istituito dal Ministro Bianchi. Il decalogo, che è stato presentato nei giorni scorsi in Triennale a Milano, è pensato per fornire un nuovo orizzonte culturale sulla scuola e dare indicazioni utili ai progettisti che si occuperanno della realizzazione degli istituti scolastici del futuro.

Gli interventi previsti riguarderanno scuole dei diversi ordini e saranno realizzati sia nelle grandi città che nei piccoli Comuni, con l’obiettivo di dotare tutte le Regioni, sulla base delle richieste avanzate, di una nuova architettura scolastica che sia poi di ispirazione per tutte le nuove costruzioni.
Dopo la fase di individuazione delle 216 aree di costruzione, si passerà adesso all’indizione del concorso di progettazione. Al termine del concorso, il Ministero dell’Istruzione procederà alla stipula della convenzione di concessione del finanziamento con gli enti beneficiari

Le nuove scuole regione per regione

Saranno 6 i nuovi istituti scolastici in Abruzzo, 6 in Basilicata, 16 in Calabria, 35 in Campania, 23 in Emilia-Romagna, 9 in Friuli-Venezia-Giulia, 12 nel Lazio, 3 in Liguria, 15 in Lombardia, 9 nelle Marche, 2 in Molise, 9 in Piemonte, 12 in Puglia, 7 in Sardegna, 14 in Sicilia, 16 in Toscana, 2 in Trentino-Alto Adige, 6 in Umbria, 2 in Valle d’Aosta e 12 in Veneto.

Ventisette Enti locali riceveranno un finanziamento sopra i 10 milioni di euro, l’intervento più consistente è quello del Comune di Castel Volturno (CE), che otterrà circa 29,6 milioni di euro

Le domande pervenute alla scadenza dell’avviso sono state 543. Le cinque regioni che hanno inoltrato più candidature sono state: Campania (95), Lombardia (61), Veneto (47), Emilia-Romagna (45), Toscana (42).

Gli interventi sono stati selezionati in via automatica sulla base di criteri che riguardavano le caratteristiche dell'edificio pubblico preesistente che andrà sostituito (come, ad esempio, la vetustà della struttura, la sua classe energetica, l'indice di vulnerabilità sismica) e quelle dell'area in cui si trovava e che andrà a ospitare la nuova scuola (rischio idrogeologico, appartenenza ad aree interne, montane, isolane).

Le graduatorie:

https://pnrr.istruzione.it/avviso/nuove-scuole/

 

E’ stata diramata l'11 maggio 2022, la nota nr. 994, avente per oggetto "Volgere in positivo le difficoltà, #LaScuoladEstate2022" con cui le scuole, in collaborazione con enti locali, terzo settore, istituzioni pubbliche e private, vengono chiamate a farsi carico, nel periodo estivo, delle difficoltà del mondo infantile e dei giovani, con un'attenzione particolare ai minori provenienti dalle zone di guerra.

Le proposte "finalizzate al rinforzo e al potenziamento delle competenze linguistiche, disciplinari, relazionali e sociali dei propri allievi", si svilupperanno e si articoleranno infasi e le attività e i contenuti saranno gestiti in totale autonomia didattica e organizzativa delle scuola e dei loro organi collegiali.

Alle scuole si chiede di programmare attività in tre fasi (giugno – luglio / agosto – settembre) che hanno lo scopo di:

·       prendersi cura delle necessità vecchie e nuove degli studenti, che siano di apprendimento, relazionali o di accoglienza

·       riconfermare che la scuola è la seconda casa” dei bambini e dei ragazzi e che, quindi, non può chiudere le proprie porte e andarsene in vacanza.

L’adesione ovviamente sarà su forma volontaria, sia da parte delle famiglie degli studenti quanto da parte del personale scolastico. 

Le risorse, pari a 278 milioni di euro saranno attinte dai PON "per la scuola 2014-2020", fondo permanente per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, progetti per minori stranieri non accompagnati, estensione e riorientamento di attività già progettate per l'anno s olastico 2021-2022 ex lege n.440/1997.

L’Help Desk Amministrativo-Contabile, messo a disposizione dal MI sarà di supporto alle scuole

Le scuole dovranno rendicontare i progetti attuati con il Piano Estate 2021 utilizzando l’allegato tecnico allegato.


 

 

I sindacati della scuola, FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams hanno effettuato un comunicato unitario decidendo di avviare un percorso di forte protesta, con diverse forme di mobilitazione, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale della scuola”. Intanto la prima decisione è lo Sciopero della scuola per l’intera giornata il 30 maggio.

Questa la decisione assunta dai sindacati di categoria

Nessuna risposta è giunta,  al termine della riunione che si è svolta al Ministero del Lavoro, in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi dal Governo.


 

 

È stato finalmente pubblicato da parte del Ministro della Pubblica Amministrazione l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto 2019-2021 relativo al comparto “Istruzione e Ricerca”. È ora possibile avviare le trattative per rinnovare un contratto scaduto.

L’Atto di indirizzo serve formalmente all’ARAN per avviare formalmente le trattative per il rinnovo contrattuale; questo contiene, per quanto riguarda il settore scuola, delle indicazioni specifiche, vediamole nel dettaglio:

Relazioni sindacali: resta confermato l’attuale assetto delle relazioni sindacali delineato con il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Madia).

Formazione: si ribadisce, se ancora non fosse sufficiente chiaro, che la formazione è un diritto del lavoratore che si esplica all’interno dell’orario di servizio e che, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, il contratto potrà prevedere un numero di ore di formazione obbligatorie con riferimento al personale docente, senza risorse aggiuntive.

Didattica a distanza e lavoro agile: la didattica in presenza è l’ordinaria mentre  qualora si dovesse far ricorso alla didattica a distanza - a seguito di specifica disposizione normativa (es … pandemia), il contratto dovrà disciplinare i diritti e la prestazione lavorativa dei docenti.

Per il personale ATA il lavoro da casa e il lavoro agile potranno essere regolate come una delle possibili modalità di effettuazione della prestazione lavorativa da parte dei dipendenti.

Ordinamento professionale personale ATA: il CCNL procederà alla revisione e aggiornamento dell’ordinamento professionale del personale ATA utilizzando le risorse aggiuntive inserite dalla legge di bilancio per l’anno 2022.

Funzioni di sostegno all’autonomia scolastica: si sottolinea l’importanza di rivisitare le funzioni strumentali al PTOF soprattutto per le particolari funzioni svolte dai docenti a supporto dell’attività collegiale e dell’autonomia scolastica (come coordinatori di classe, di dipartimento, di Ptof, tutor dei neo-immessi in ruolo).

Parte economica:  è chiaro che si parla solamente dellerisorse già stanziate con le precedenti leggi di bilancio e a quelle stanziate dall’ultima legge di bilancio 2022 che consentono un aumento percentuale del 3,78% al netto dell’elemento perequativo.


 

 

possono presentare domanda per la copertura di posti all’estero, a partire dall’anno scolastico 2022-2023.

La domanda deve essere trasmessa entro il 15 maggio 2022

Il bando con tutte le regole è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Concorsi n. 30 del 15 aprile

 

Chi può partecipare

Il personale docente e il personale ATA (solo DSGA e assistenti amministrativi)

Requisiti

1.almeno 3 anni di servizio di ruolo con superamento dell’anno di prova.  L’anno in corso è escluso da tale conteggio;

2. possesso di una certificazione linguistica minima di livello B2;

3. per il personale docente, aver partecipato ad un corso di intercultura e/o internazionalizzazione di almeno 25 ore.

Modelli da utilizzare – come partecipare

Il candidato/a,  dovrà utilizzare e compilare debitamente in ogni sua parte, esclusivamente:

il modello allegato 4 per i docenti;

il modello allegato 5 il personale ATA;

reperibili sul sito istituzionale del MAECI al seguente link: https://www.esteri.it/mae/scuole/Selezioni_personale_scolastico_2022. zip

deve produrre apposita istanza al seguente indirizzo: dgdp.05_selezione@cert.esteri.it

esclusivamente via pec, a lui/lei intestata, avente ad oggetto “Selezione personale docente ed ATA”.

Scadenza

La domanda deve essere trasmessa entro il 15 maggio 2022

Procedura

La procedura di selezione si articolerà in una selezione per titoli e colloquio comprensivo dell’accertamento linguistico che si svolgerà in modalità telematica o in presenza.


 

 

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato il 13/04/2022 la nota nr. 22890  con le disposizioni sui comandi dei dirigenti scolastici e personale docente perl’anno scolastico 2022/2023 ai sensi dell’art.26 comma 8 della L.448/1998 e dell’art.1 comma 65 della L.107/2015.

Si tratta di incarichi triennali di supporto all’autonomia scolastica all’Amministrazione centrale del Ministero dell’istruzione e agli Uffici scolastici regionali.

I posti saranno assegnati con un primo contingente di 150 unità.

Sono, previsti incarichi presso gli Entidi prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti per le attività del settore nel nr. massimo di 100 unità .

Sono altresì previsti incarichi, con assegnazioni di durata annuale nel limite massimo di 50 unità, presso le Associazioni professionali dei dirigenti scolastici e del personale docente, enti cooperativi da esse promossi nonché Istituzioni che svolgono formazione e ricerca educativa e didattica.

 

Le richieste sono da effettuarsi entro le ore 23.59 del 13 maggio 2022.

 

In riferimento ai Progetti nazionali di rete ai sensi dell’art.1 c. 65 della L.107/2015, il personale destinatario della posizione di comando, sarà gestito dall’USR senza oneri aggiuntivi nell’ambito della dotazione organica di potenziamento. Dopo dopo cinque anni continuativi in posizione di fuori ruolo è prevista la perdita di titolarità sull’istituzione scolastica di appartenenza.

 

Si ricorda che fino alle 23,59 del 18 maggio è possibile inoltrare la domanda per l’aggiornamento delle graduatorie ATA 24 mesi, utili per le supplenze e per le assunzioni in ruolo nell’anno scolastico 2022/23.

Il requisito fondamentale per l’inclusione nelle graduatorie permanenti è un’anzianità di servizio di almeno due anni. Ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

Le domande sono compilabili su Polis Istanze online e sempre fino alle 23,59 del 18 maggio, gli aspiranti possono modificare la domanda o annullare l’inoltro e ricompilare la domanda.

Per compilare la domanda serve lo SPID e occorre collegarsi a Polis Istanze on line, successivamente cliccare sull’icona dedicata all’aggiornamento ATA 24 mesi.

Il requisito del titolo di studio:

A ) – Assistente Amministrativo :
Diploma di maturità .

B ) – Assistente Tecnico :
Diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale .
C ) – Cuoco :
Diploma di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina.

D ) – Infermiere :
Laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per l’esercizio della professione di infermiere.

E ) – Guardarobiere :
Diploma di qualifica professionale di Operatore della moda.

F ) – Addetto alle aziende agrarie :
– Diploma di qualifica professionale di :
operatore agrituristico;
operatore agro industriale;
operatore agro ambientale.

G ) – Collaboratore Scolastico :
diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale;
diploma di maestro d’arte;
diploma di scuola magistrale per l’infanzia;
qualsiasi diploma di maturità;
attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Altri requisiti

a) essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui si concorre;

b) il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito nella graduatoria provinciale ad esaurimento della medesima provincia e del medesimo profilo (per il profilo di CS) e negli elenchi provinciali per le supplenze (per i profili di AA – AT – CR – CO – GA – IF);

c) il personale che non si trovi nelle condizioni di cui alla precedente lettera a) né nelle condizioni di cui alla precedente lettera b) conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre (AA – AT – CR – CO – GA – IF – CS).

 

sindacati rappresentatividella scuola, Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, contro il decreto legge n. 36  hanno proclamato lo sciopero della scuola per l’intera giornata del 30 maggio p.v.

Al programma della protesta parteciperà anche l’Anief, ed è probabile che, se il testo dovesse rimanere immutato nelle commissioni parlamentari del Senato e se il Governo non dovesse mandare segnali di apertura, si possa arrivare a chiedere ai lavoratori di boicottare gli scrutini di fine anno scolastico.

Sostanzialmente i sindacati chiedono tre cose:

 

1.   lo stralcio completo delle disposizioni di legge, contenute nel decreto legge 36 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile scorso;

2.   l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale;

3.   la stabilizzazione del personale precario.

 

RASSEGNA NORMATIVA Rivista on line N.5/2022

Il periodico mensile di www.giustoscuola.it

L'INFORMAZIONE IN BREVE

Concorso docenti educazione motoria nella primaria: CSI rileva criticità

Istituita Commissione per lo studio della Geografia

Laboratori green nelle scuole. Oltre 155 milioni a 3.500 progetti

Sul sito del MI sezione dedicata all’accoglienza studenti ucraini

Il Ministero rassicura: risorse sufficienti per proroga organico emergenza

Bianchi: La scuola non dia troppe nozioni

Decreto reclutamento, nuove disposizioni per l’abilitazione

Opzione contributiva e riscatto della laurea

Docenti e ATA da destinare all’estero

Incentivi economici per i docenti che si formano: premiato il 40% dei partecipanti

Innalzamento livello di sicurezza per l’accesso a NoiPA: trovata una soluzione temporanea per impedire il disservizio alle scuole

Tagli agli organici a partire dal 2026

ARGOMENTI DEL MESE

La riforma del reclutamento degli insegnanti è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale - Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36

Stefano Callà

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Ministero sul nuovo modello di PEI

Silvia Renzulli

La maggiorazione dell’assegno unico spetta anche ai percettori di Naspi e Dis-Coll 

Salvatore Argenta

Incrementi dei requisiti per andare in pensione fermi fino al 2027

Antonello Di Pace

I CASI DI SCUOLA... a cura di Stefano Callà

Appalti pubblici: gli errori di calcolo nella formulazione dell’offerta economica

NOTE DI GIURISPRUDENZA SCOLASTICA

Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Indicazioni dei giorni di assenza

Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Computo delle assenze per infortunio

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro - Onere della prova del lavoratore

Nozione legale di dispositivi di protezione individuale 

Licenziamento disciplinare

Licenziamento per giusta causa

LE SCADENZE DEL MESE

LA NORMATIVA

Decreto Ministeriale n. 333 del 31 marzo 2022 - Attivazione vii ciclo corso specializzazione sostegno didattico allegato A

Nota MIUR prot. n. 659 del 31 marzo 2022 - Obblighi vaccinali a carico del personale della scuola - quesiti

Nota MIUR prot. n. 695 del 5 aprile 2022 - Decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 - impiego delle certificazioni verdi (green pass base) chiarimenti

Nota MIUR prot. n. 13671 del 5 aprile 2022 - Indizione dei concorsi per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA. Indizione dei concorsi nell’anno scolastico 2021-22 - Graduatorie a.s. 2022-2023

Nota MIUR prot. 22550 del 12 aprile 2022 - Avviso pubblico per la realizzazione di ambienti e laboratori per l’educazione e la formazione alla transizione ecologica

Nota MIUR prot. n. 547 del 13 aprile 2022 - Procedura di acquisto delle mascherine FFP2 art. 19 del D.L. 27 gennaio 2022, n. 4 - indicazioni operative per le Istituzioni scolastiche statali e paritarie

Nota MIUR prot. n. 23425 del 14 aprile 2022 - PON “Per la Scuola - Competenze e Ambienti per l’Apprendimento 2014-2020” raccomandazioni per l’attuazione dei progetti a valere sul FSE e sul FESR


 

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastican.1/2022

“Pandemia e nuova regolazione dell’abuso d’ufficio”

di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

In questi tempi di pandemia si allentano i legami rigidi regolativi dell’azione amministrativa, in particolare in due casi: la riforma dell’art. 2-ter del codice della privacy e la riforma dell’abuso d’ufficio. Sull’art. 2-ter rinviamo la discussione a più avanti, a quando le amministrazioni cominceranno ad assumere decisioni di responsabilità sul trattamento di dati (e ne vedremo delle belle...). Soffermiamoci sul reato di abuso d’ufficio, perché lo sfondo è l’agire amministrativo con le sue regole formali e le sue norme comportamentali.

L’occasione per discuterne nasce da una recente sentenza, la n. 8/2022 con cui la Corte Costituzionale si è pronunciata - ritenendola non fondata - sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dal GUP del Tribunale di Catanzaro sull’art. 23, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale), convertito, con modificazioni, nella legge 11 settembre 2020, n. 120, che ha sostituito, nell’art. 323 c.p., la locuzione, riferita alla violazione integrativa del reato, «di norme di legge o di regolamento»con l’altra, più restrittiva, «di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità».

La figura delittuosa dell’abuso d’ufficio assolve ad una funzione di chiusura nell’ambito del sistema dei delitti del pubblico ufficiale contro la pubblica amministrazione. Rappresentando il punto di emersione della tematica del sindacato del giudice penale sull’attività amministrativa, questa tematica è sempre stata attraversata da una dialettica molto forte tra istanze legalitarie che spingono verso un controllo generale dell’azione amministrativa, proprio come se dovesse per porre un freno alla mala gestione della cosa pubblica, e l’esigenza di evitare invece un’esigenza pervasiva del giudice penale sull’operato dei pubblici amministratori attraverso un’azione che potrebbe ledere la sfera di autonomia che spetta appunto ai pubblici amministratori.

In effetti, nonostante il bisogno di contrastare l’atteggiamento difensivo della burocrazia e i suoi effetti negativi agendo sulle cause di questo fenomeno fosse già stato avvertito da tempo, la decisione di mettere mano all’intervento normativo è maturata solo a seguito dell’emergenza pandemica e ciò è accaduto nell’ambito di un provvedimento d’urgenza volto a dare uno slancio all’economia interna che è stata messa a dura prova dalla chiusura delle attività produttive. Ci si riferisce al decreto-legge 76 del 2020 nominato decreto semplificazioni.

Questo articolo ha modificato, come abbiamo visto, l’articolo 323 del codice penale sostituendo la frase di norme di legge o di regolamento con la frase“di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge o dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.Operando in questo senso, la nuova norma ha ristretto la fattispecie delittuosa operando proprio una sorta di abolizione parziale su tre diversi punti: rispetto all’oggetto la violazione commessa dal soggetto pubblico deve essere relativa ad una regola di condotta e non ad esempio ad una regola organizzativa; rispetto alla fonte la regola violata deve essere specifica ed espressamente prevista da una legge o da un atto avente forza di legge con esclusione delle norme regolamentari; rispetto al contenuto la regola violata non deve lasciare spazio alla discrezionalità.

Relativamente alla fonte regolativa troviamo l’estromissione del riferimento ai regolamenti mentre invece la violazione è previsto che abbia ad oggetto regole specifiche previste da fonti primarie e che non lasciano appunto spazio alla discrezionalità. È proprio chiaro l’intento del legislatore di chiudere la strada alle precedenti interpretazioni giurisprudenziali che avevano ampliato la sfera di operatività della vecchia legge n.234 del 97. Il fatto che l’abuso debba consistere nella violazione di regole specifiche mira ad impedire che si assuma nell’ambito della condotta tipica anche l’inosservanza di norme di principio, quali ad esempio l’articolo 97 della costituzione. Secondo il Gup di Catanzaro, richiedendo che le regole siano espressamente previste dalla legge e tali da non lasciare spazi di discrezionalità significa negare il rilievo agli atti che possono essere viziati dall’eccesso di potere vizio di legittimità.

Sempre secondo questo giudice il reato di abuso d’ufficio è a garanzia del buon andamento dell’imparzialità e della trasparenza della pubblica amministrazione. Ciò ovviamente sembra in contrasto con il decreto-legge che ha modificato l’articolo che riguarda invece la semplificazione dell’azione amministrativa. Aver ancorato il fatto tipico alla violazione di aperte “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità” farebbe sì che l’abuso per poter assumere rilievo penale dovrebbe risolversi nell’inosservanza di una norma legislativa che prevede un’attività amministrativa vincolata sia nell’an che nel quid che è nel quomodo.

Secondo il giudice di Catanzaro la scelta di togliere la rilevanza penale ad ogni forma di esercizio della discrezionalità potrebbe portare alla violazione del principio di eguaglianza, poiché si attribuirebbe all’agente pubblico un potere dispositivo assoluto e sottratto alla valutazione del giudice. In questo modo la norma nella nuova formulazione equiparerebbe il pubblico funzionario a un privato perché tale soggetto ha la piena disponibilità della cosa di cui è proprietario.

In effetti i casi di attività amministrativa integralmente vincolata sono molto rari e potrebbero attenere ad una sfera molto limitata dell’agire della pubblica amministrazione. Con questa norma il legislatore sembra aver circoscritto la rilevanza penale ad una casistica molto marginale sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, lasciando senza nessuna risposta punitiva quelle condotte molto più gravi di coloro che avendo il potere di decidere discrezionalmente si trovano in una situazione privilegiata e possono abusarne.

La Corte Costituzionale nella decisione ricostruisce il senso di questo intervento riformatore partendo dalla relazione al disegno di legge di conversione, laddove la modifica dell’articolo 323 del codice penale viene giustificata con la mera esigenza di definire in maniera più compiuta la condotta rilevante ai fini del reato di abuso di ufficio, senza alcuna precisazione riguardo al collegamento dell’intervento con gli obiettivi di fondo del provvedimento d’urgenza. Invece questo collegamento è ben individuabile, proprio per come ha anche richiamato il presidente del Consiglio dei ministri presentando il decreto, nell’idea che la ripresa del Paese possa essere facilitata da una puntuale delimitazione delle responsabilità.

La paura della firma e la burocrazia difensiva portate avanti dal timore di un’imputazione per abuso d’ufficio si tradurrebbero proprio quale fonte di inefficienza e immobilismo in un ostacolo al rilancio economico che invece richiede una pubblica amministrazione dinamica ed efficiente. Proprio in questa ottica la modifica operata all’articolo del codice penale non rimane una monade isolata. Infatti questa norma si correla al capo del decreto semplificazioni dedicato alle responsabilità a disposizioni volte a tranquillizzare i pubblici amministratori rispetto all’altro rischio che accompagna il loro operato quindi la responsabilità erariale. Ecco perché la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità dell’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76 concludendo che, nonostantei connotati della straordinarietà e dell’urgenza la norma non può considerarsi, comunque sia,manifestamente irragionevole o arbitraria».

 

Ed ora veniamo ai contributi di questo numero.

Un primo, poderoso contributo è quello diFrancesco Nuzzaci, una sorta di viaggio nei luoghi del conflitto a scuola. L’autore affronta, sul versante dei rapporti interni, la costruzione di documenti, l’esercizio di libertà, la gestione del personale con le connesse sanzioni disciplinari. La visione dell’autore poggia sull’impianto normativo e giurisprudenziale, ma anche sull’analisi degli elementi organizzativi che caratterizzano la scuola. Lo stesso processo segue l’analisi dei luoghi di potenziale conflitto nei rapporti esterni con le famiglie, l’Amministrazione, gli enti locali. Il disincanto è accompagnato da un efficace tentativo di mediazione, in particolare nella parte conclusiva dell’articolo che affronta il tema delle relazioni sindacali. Ecco, dunque, un breve codicillo, di buon auspicio.

 

Renato Loieroillustra i contenuti della legge di bilancio 2022 in tema di scuola primaria e secondaria soffermandosi su quelli di maggiore rilevanza in relazione alla straordinaria situazione connessa alla pandemia. In particolare, illustra i provvedimenti “COVID”, che alla data di pubblicazione di questo numero dovrebbero essere in via di attenuazione o eliminazione, ma prosegue con l’analisi di norme specifiche che vanno dal personale docente ai Direttori sga. Infine richiama, tra le altre, norme specifiche che intervengono sui finanziamenti per il contrasto al cyberbullismo ma anche per il potenziamento dei servizi indicati per gli alunni con disabilità delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado.

 

Vanna Monducci in questa seconda parte (la prima parte è stata pubblicata sul n. 4/2021) focalizza l’analisi sul rapporto tra educazione e obiettivi dello sviluppo sostenibile e dell’equità nell’istruzione. L’obiettivo 4 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), fissati dai leader mondiali nel 2015, prevedeva di assicurare “un’educazione di qualità inclusiva ed equa e di promuovere opportunità di opportunità di apprendimento per tutti”. Un gran numero di indicatori nell’edizione 2021 analizza la partecipazione e la progressione attraverso nell’istruzione di una serie di dimensioni di equità: genere, origine immigrata o paese d’origine, e regioni subnazionali. La dimensione socio-economica è valutata attraverso un’analisi degli indicatori per tipo di istituzione educativa, sia pubblica che privata, così come attraverso gli indicatori di finanziamento dell’istruzione.

 

Vito Tenoreaffronta un tema assai ampio relativo ai limiti alla libertà di pensiero nell’uso dei social media da parte del personale scolastico e degli alunni. In questa prima parte del saggio, nella sua interezza complesso ed esaustivo, l’autore affronta la tematica sulle esternazioni tramite social, anche nella scuola. Affronta il problema della contrapposizione tra la rivendicata libertà di pensiero sottesa a tante esternazioni sovente improvvide su social media e il rispetto del prossimo e di alcuni valori fondanti della Carta costituzionale e della società, con particolare riferimento al mondo della Scuola, ontologicamente fabbrica, faro e guida del rispetto dell’altro e delle regole di convivenza sociale. Viene successivamente affrontata la declinazione della libertà di pensiero nella Costituzione e i limiti all’attività giornalistica e nelle esternazioni da parte dei dipendenti privati.

 

Paola Calendafa una disamina concisa ed efficace della responsabilità e degli obblighi del dirigente scolastico in materia di sicurezza nelle scuole, anche alla luce dell’intervento riformatore del d. 146/2021 che ha modificato il d.lgs. 81/2006.

 

Luciano Lelli affronta criticamente la gestione organizzativa della scuola a seguito della pandemia, in particolare l’uso della DAD. L’articolo è comunque centrato su un documento intitolato Manifesto per la nuova Scuola, al quale hanno aderito, sottoscrivendolo, alcuni intellettuali di diffusa nomea (tra di essi Alessandro Barbero, Carlo Ginzburg, Vito Mancuso, Dacia Maraini, Massimo Recalcati, Gustavo Zagrebelsky). Il documento è stato rilanciato da innumerevoli fonti informative; non risulta però che sia stato oggetto di diffuse disamine critiche. Come riporta l’autore, esso non pare dotato di strabiliante energia innovativa: ha però il merito di elencare una protratta serie di problematiche inerenti il funzionamento delle scuole italiane, per lo più in spirito di distanziamento e dissenso rispetto agli assetti normativi e operativi attualmente prevalenti nel nostro sistema scolastico.

 

Federica Marottacommenta un orientamento giurisprudenziale già trattato, relativo alle sanzioni disciplinari in ambito scolastico e, nello specifico, ai casi in cui queste vengano comminate a minori con certificazione di disabilità o di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. L’autrice pone l’accento sull’importanza della sanzione come metodo educativo e che, per questo, deve essere comminata in relazione ai diversi bisogni educativi speciali di ognuno.

 

Giuliana Costantini, nella rassegna libraria, illustra quattro libri, tutti diversamente interessanti. Il primo libro, Racconti del Risorgimento a cura di Gabriele Pedullà, è un’antologia del tutto particolare dedicata agli scrittori del Risorgimento italiano, lontana però dei toni melodrammatici che ci aspettiamo: c’è l’amor di patria ma ci sono anche i sogni dei giovani di quel periodo storico trattato con grande rispetto anche se talvolta con leggera ironia. Si alternano testi brevi nei quali le grandi firme di fine 800 e dei primi del 900 fanno perfino i conti con le delusioni di quanto non è stato poi realizzato dopo ben tre guerre di indipendenza. Il secondo libro, di Carla Fiore, è un poliziesco che l’autrice costruisce intorno ad un personaggio “atipico”, la zia Priscilla, una garbata signorina colta e coraggiosa che non vuole strafare, ma con l’aria un po’ sorniona è pronta a cogliere i particolari di ogni situazione e non sfigura quindi accanto alle investigatrici femminili. Il terzo libro, di Franco De Anna, Di scuola si soffre. Memorie di un ispettore scolastico, è una specie di manuale interiore per tutti coloro che vogliono affrontare una professione cruciale in qualsiasi sistema scolastico, quella dell’ispettore. Ma è anche la storia di un coinvolgimento vero che, davvero nella sua vita, lo ha visto in prima linea impegnato e appassionato. L’ultimo libro, di Rosario Pellecchia, Le balene mangiano da sole, è un delicato romanzo sulla storia di un’amicizia tra un rider e un bambino solitario con il quale nasce un’intesa che porterà i due a condividere un pezzo di strada delle loro giovani vite.

 

Nella rassegna cinematografica, che l’autore mette a disposizione dei lettori per essere utilizzata nell’attività didattica, Vincenzo Palermopropone tre film. Il primo, The Tender Bar è una coinvolgente storia suburbana che mette a confronto due quadri sociali compositi: la realtà proletaria e piena di armonia della famiglia di JR e le altolocate dimore dei borghesi presso cui il ragazzino, ormai cresciuto, consumerà il suo apprendistato esistenziale. Imbevuto di un tenero sentimentalismo, il resoconto delle vicende umane di JR è una fedele trasposizione del memoir scritto dal vero JR Moehringer, giornalista e scrittore nato a New York negli anni Sessanta. Il secondo film, Squid Game è una riflessione distopica sul male assoluto ma necessario del capitalismo, incapace di scalfire totalmente l’etica umana e la solidarietà sociale, ma talmente forte da annebbiare le coscienze tenute in pugno da un sistema totalitario. Il terzo film, Freaks Out riscrive la Storia contemporanea piegandola a un incanto romanzesco che è un unicum nelle nostre produzioni nazionali. X

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