Ultime notizie

Scienza dell’Amministrazione Scolastican.4/2022

Torniamo ancora sulla trasparenza: a proposito dell’ultimo sollecito dell’ANAC sugli obblighi di pubblicazione

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

 

La richiesta formulata dall’Anac alle singole istituzioni scolastiche di pubblicazione della griglia ricognitiva degli obblighi di pubblicazione ha scatenato la giusta reazione da parte di sindacati, associazioni di dirigenti e scuole. Si sovverte con leggerezza il costrutto normativo e la logica facendo coincidere controllore e controllato. Ma c’è dell’atro. L’Anac, quando s’imbatte nella scuola perde il senno. Ha cominciato a perderlo quando ha emanato la delibera 430/2016 per regolare l’applicazione della normativa sulla prevenzione della corruzione e trasparenza alle istituzioni scolastiche. Prima ha impiegato qualche anno a definire gli organi preposti, identificando, alla fine, nel Direttore generale dell’USR il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e nel dirigente scolastico il referente della trasparenza.

SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA N.4/2022

Rivista trimestrale di SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

Editorialedi Anna Armone: Torniamo ancora sulla trasparenza: a proposito dell’ultimo sollecito dell’ANAC sugli obblighi di pubblicazione

La legge sulla concorrenza e le novità sulla disciplina del procedimento amministrativo

di Carmen Iuvone

L’affidamento diretto nei fondi pnrr: rischio o opportunità?

di Pasquale Annese

Creatività e promozione della cultura umanistica nelle scuole

di Alessia De Pasquale

La formazione in servizio e il fabbisogno di educatori e insegnanti per il sistema integrato zero sei di Gabriele Ventura - Massimo Nutini

Uno sguardo a ritroso sul destino degli organi collegiali della scuola

di Ivana Summa

Education at Glance 2022

di Vanna Maria Monducci

Mansioni superiori all’interno dell’Istituzione scolastica: il docente collaboratore del Dirigente Scolastico ha diritto ad una retribuzione maggiore?

di Federica Marotta

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SUL MONDO DELLA SCUOLA

a cura di Vincenzo Palermo

RECENSIONI DI TESTI LEGATI A TEMI DI INTERESSE SCOLASTICO

 a cura di Giuliana Costantini

 

FARE L'insegnante n. 1/2022/ 2023

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

La sovranità scolastica

Editoriale di Ivana Summa

(FARE L'insegnante n. 2/2022/ 2023)

In queste ultime settimane si fa un gran parlare di sovranità e mi è venuto spontaneo utilizzare questo termine a proposito dell’istituzione scuola, perché il territorio della scuola, pur essendo a disposizione di tutti i cittadini, è dominio di chi la frequenta e, in primis, i due soggetti senza i quali la scuola non esisterebbe: gli alunni e gli insegnanti. E la scuola ha il diritto di rivendicare il proprio ruolo nel realizzare il merito e l’inclusione perché - come argomenta in modo ineccepibile la nostra maestra - la scuola rifiuta di selezionare gli alunni in base a criteri che sono estranei alla sua stessa funzione. Ma leggiamo insieme la lettera.

FARE L'insegnante n. 2/2022 - 2023

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

EDITORIALE  di Ivana Summa

La sovranità scolastica

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

Valutazione e autovalutazione nella scuola: uno sguardo critico sul panorama attuale

Federica Pilotti

Il governo Meloni e il Pnrr Istruzione: la sfida del merito

Marco Campione - Salvatore Milazzo

Gli insegnanti sui social: tipologie

Mario Maviglia - Laura Bertocchi

La biblioteca digitale in classe: una risorsa per l’insegnamento e per l’apprendimento

Elisabetta Siboni

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

La biblioteca digitale in classe: una risorsa per l’insegnamento e per l’apprendimento

Lucia Rosaria Rinaldi

Il conflitto nella relazione genitori-figli/e: un’opportunità per la scuola e la famiglia, per crescere insieme

Lara Vinciguerra

Educare l’adolescente tra società liquida e crisi dei riti di passaggio

Andrea Porcarelli

Obesità infantile

Pirkia Schilkraut

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

Come rendere più efficace la didattica? Le indicazioni provenienti dalla ricerca internazionale

Loto Montina

Dalle Indicazioni Nazionali al coro: un esempio di buona pratica musicale Serena Lazzeri

La biblioteca digitale in classe

Elisabetta Siboni

 

Il curricolo per competenze nell’istruzione per gli ADULTI

Quattro parole che traggono in inganno

 Nicoletta Morbioli

 

Rubriche

Il CURRICOLO della CREATIVITà

Cambiare il Mondo con un libro

Alessia De Pasquale

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

Un caso di responsabilità disciplinare del docente finito bene (per il docente)

Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

La nascita della storiografia (occidentale)

Flavia Marostica

 

Dirigere La SCUOLA N.12/2022

Al via la scuola dell’Istruzione e del Merito

Editoriale di Vittorio Venuti

(Dirigere La Scuola n.12/2022)

Dal Ministero della Pubblica Istruzionesiamo passati prima al Ministero dell’Istruzione- con sottintesi intuibili ma mai espressi - e, adesso, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, questa volta con una preziosa indicazione che ci proviene dallo stesso neoministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara che, insediandosi, ha dichiarato che tale denominazione è “chiaro messaggio politico”, come a dire: “chi vuol intendere intenda”.Non vogliamo entrare qui nel merito del Merito, in quanto convinti che, se ci si riferisce agli studenti, tutti devono poter essere messi in condizione di “meritare”, ciascuno secondo le proprie dotazioni e disponibilità, specialmente se guardiamo al primo ciclo d’istruzione, quindi confidiamo che si rimuovano gli ostacoli che si frappongono a che ciascuno sia veramente al centro dell’istruzione che gli compete e, dal Nord al Sud, possa frequentare una scuola sicura, bella, accogliente, con laboratori attrezzati, palestra e possibilmente campo gioco, che sappia di nuovo e faccia venir voglia di starci e di ritornarci perché ci si sta bene. Le disuguaglianze, in questo senso, sono più di quanto siano evidenti e la scuola non può permettersi di esserne già per sé stessa origine. Il merito non si misura con i voti e deve essere appannaggio di tutti, senza distinzione.

DIRIGERE LA SCUOLA N. 12/2022

Al via la scuola dell’Istruzione e del Merito

Editoriale a cura di... Vittorio Venuti

Perché non pensare in grande?

Anna Armone

Le azioni utili a presidiare il pnrr

Vittorio Trifoglio

L’istruzione nell’era del merito

Filippo Cancellieri

Rendicontazione sociale: conclusione di un processo ciclico per la trasparenza, la comunicazione, la relazione e la qualità

Tullio Faia

L’agenda del Dirigente scolastico: il tempo come risorsa o come persecuzione?

Mario Maviglia - Laura Bertocchi

Il percorso di formazione e di prova del personale docente ed educativo

Tullio Faia

I contributi volontari nella scuola

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

Le problematiche relative alla corretta procedura di affidamento dei contratti di brokeraggio assicurativo

Stefano Feltrin

 

Rubriche

LA SCUOLA IN EUROPA a cura di Mario Di Mauro

A quando l’Unione che serve e da tutti attesa ormai da qualche millennio?

 

GIURISPRUDENZA SCOLASTICA a cura di Gianluca Dradi

Annullamento, resurrezione e modifica del D.I. 182/2020

 

PSICOLOGIA DELLA GESTIONE a cura di Vittorio Venuti

I 5 atteggiamenti di Thomas R. Hoerr

 

SPORTELLO SICUREZZA E ASSICURATIVO a cura di Valentino Donà

Gli atti vandalici possono essere coperti dalla polizza assicurativa?

 

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Negato l’Accesso agli atti richiesto dal dirigente per conoscere i nominativi di coloro che avevano fatto esposti contro di lui

 

AMMINISTRARE LA SCUOLA N. 12/2022

Argomenti

Le risorse del pnrr una opportunità per le istituzioni scolastiche

Tipologie di finanziamenti, tempistica, modalità di utilizzo.

Focus sulle procedure da seguire per la migrazione al cloud, l’implementazione di un modello standard di siti web per le scuole ed infine sulle azioni del Piano Scuola 4.0.

Maria Rosaria Tosiani

Quali sono i finanziamenti pnrr attualmente avviati

Una sintesi per orientarsi sui finanziamenti e relativi adempimenti di questa complessa gestione dei fondi PNRR.

Maria Rosaria Tosiani

Il dirigente come coordinatore relazionale

Per guidare una scuola oggi è necessaria una figura istituzionale dotata di eccellenti doti professionali, di capacità relazionali straordinarie, ma soprattutto occorre una persona ricca di virtù umane e che abbia una grande passione per il proprio lavoro.

Michela Lella

 

Il conferimento degli incarichi agli esperti esterni per l’arricchimento dell’offerta formativa

Modalità, procedure, schemi di parcelle e liquidazione dei compensi.

Raffaella Scibinico

 

Donazioni di beni alle istituzioni scolastiche

Disciplina del contratto di donazione, modalità, procedure e adempimenti per acquisire i beni. Prima di accettare una donazione, è sempre opportuno valutare se l’accettazione sia effettivamente un vantaggio per la scuola e non diventi invece un onere. La scuola infatti può anche non accettare una donazione se non la ritiene utile.

Carmelo Febbe - Angelo Orsingher

 

Liquidazione TFS-TFR solo online

Dal 1° gennaio 2023, le pubbliche amministrazioni dovranno trasmettere all’Inps i dati relativi ai trattamenti di fine servizio e ai trattamenti di fine rapporto esclusivamente tramite il canale telematico.

Raffaella Scibinico

 

Rubriche

COSA SIGNIFICA... a cura di Angelo Muratore

Anno finanziario e Anno scolastico

 

LA SCUOLA NELLA GIURISPRUDENZA... a cura di Luciana Petrucci Ciaschini

Il pagamento delle ferie al personale docente a tempo determinato

 

PSICOLOGIA DEL LAVORO... a cura di Vittorio Venuti

Dalla dipendenza all’interdipendenza organizzativa

 

GIOCANDO S’IMPARA

QUESITI DEI LETTORI

OSSERVATORIO GIURISPRUDENZIALE

 

Come superare la prova scritta

Il corso avrà inizio  il prossimo 13 Dicembre 2022 - alle ore 17.

La partecipazione al primo incontro  è  GRATUITA!

Per iscriversi è sufficiente inviare a direttore@euroedizioni.it   i propri dati (nome, cognome e indirizzo completo). 

A coloro che effettueranno l'iscrizione sarà inviato il link di collegamento al webinar.

Il corso costa solo 150,00 euro.

Nel costo del corso è compreso anche il simulatore on line  con oltre 1000 test a risposta multipla su tutte le materie del concorso per esercitarsi al pc e superare la prova scritta.

E' stato pubblicato il regolamento di cui al D.M. 259 del 30/09/2022 con il quale il Ministero dell'Istruzione rende nota la nuova procedura di reclutamento dei docenti disostegno.

Il Regolamento applica la legge di Bilancio 2021 (Legge 178/2020 art. 1 c. 980).

Il concorso sarà su base nazionale ma articolato su base regionale.

questa nuova procedura concorsuale potrà essere utilizzata per assegnare i posti di sostegno dei diversi ordini e gradi di scuola nel momento che dovessero rimanere posti liberi in caso di esaurimento di tutte le altre graduatorie utilizzabili ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato comprese le GAE e graduatorie dei concorsi.

Per la scuola secondaria questa procedura potrà restare in piedi fino al 31 dicembre 2025.

In allegato la nostra offerta per preparare il concorso

 

In data 11 novembre il Ministero e le OO.SS.  hanno firmato il contratto nella sua sezione economica. Gli aumenti vanno, a seconda dell’anzianità di servizio:

Personale Docente

-       Docente scuola dell’Infanzia e primaria: da 63,00 a 93,00 euro

-       Docente diplomato istituti sec. II grado: da 63,00 a 96,00 euro

-       Docente scuola media – Ins. Ed. fi. Sc. Media: da 69,00 a 103,00 euro

-       Docente laureato istituti sec. II grado: da 69,00 a 108,00 euro

Personale ATA

-       Collaboratore scolastico: da 49,00 a 64 euro

-       Collaboratore scol. dei servizi addetto az. agrarie: da 50,00 a 65,00 euro

-       Ass. amm.e Tecnico/Cuoco/infermiere/Guardarobiere: da 55,00 a 74,00 euro

-       Coordinatore amministrativo e tecnico: da 63,00 a 92,00 euro

-       Direttore dei servizi generali e amm.vi: da 72,00 a 113,00 euro

 

Queste le dichiarazioni del Ministro Valditara a commento della firma dell’accordo politico in data 10 novembre:

Oggi è una giornata storica, caratterizzata anzitutto da un nuovo modo di intendere il rapporto tra il governo e le parti sociali, impostato sul confronto costruttivo e sulla risoluzione pragmatica dei problemi. Questo sarà sempre l’approccio che porterò avanti con chi rappresenta i lavoratori del comparto scuola”.

Con questo accordo otteniamo lo sblocco di risorse per Natale e, grazie anche alle risorse aggiuntive di 100 milioni deliberate nel decreto legge, l’implementazione di un aumento medio dello stipendio dei docenti pari immediatamente a 100 euro mensili, e a regime a quasi 120 euro mensili, incremento più consistente degli ultimi contratti” prosegue il Ministro.

“Diamo così un primo segnale concreto sul tema delle retribuzioni, fondamentale per rivalorizzare e restituire autorevolezza alla figura del docente. Siamo consapevoli che si tratta di un primo passo, un primo passo atteso da tanto tempo e ottenuto in un contesto peraltro difficile a causa della crisi energetica: abbiamo voluto dare subito un chiaro segnale politico di svolta rispetto al passato. Quando ho annunciato una Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana”.

 

Scienza dell’Amministrazione Scolastican.1/2022

“Pandemia e nuova regolazione dell’abuso d’ufficio”

di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

In questi tempi di pandemia si allentano i legami rigidi regolativi dell’azione amministrativa, in particolare in due casi: la riforma dell’art. 2-ter del codice della privacy e la riforma dell’abuso d’ufficio. Sull’art. 2-ter rinviamo la discussione a più avanti, a quando le amministrazioni cominceranno ad assumere decisioni di responsabilità sul trattamento di dati (e ne vedremo delle belle...). Soffermiamoci sul reato di abuso d’ufficio, perché lo sfondo è l’agire amministrativo con le sue regole formali e le sue norme comportamentali.

L’occasione per discuterne nasce da una recente sentenza, la n. 8/2022 con cui la Corte Costituzionale si è pronunciata - ritenendola non fondata - sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dal GUP del Tribunale di Catanzaro sull’art. 23, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale), convertito, con modificazioni, nella legge 11 settembre 2020, n. 120, che ha sostituito, nell’art. 323 c.p., la locuzione, riferita alla violazione integrativa del reato, «di norme di legge o di regolamento»con l’altra, più restrittiva, «di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità».

La figura delittuosa dell’abuso d’ufficio assolve ad una funzione di chiusura nell’ambito del sistema dei delitti del pubblico ufficiale contro la pubblica amministrazione. Rappresentando il punto di emersione della tematica del sindacato del giudice penale sull’attività amministrativa, questa tematica è sempre stata attraversata da una dialettica molto forte tra istanze legalitarie che spingono verso un controllo generale dell’azione amministrativa, proprio come se dovesse per porre un freno alla mala gestione della cosa pubblica, e l’esigenza di evitare invece un’esigenza pervasiva del giudice penale sull’operato dei pubblici amministratori attraverso un’azione che potrebbe ledere la sfera di autonomia che spetta appunto ai pubblici amministratori.

In effetti, nonostante il bisogno di contrastare l’atteggiamento difensivo della burocrazia e i suoi effetti negativi agendo sulle cause di questo fenomeno fosse già stato avvertito da tempo, la decisione di mettere mano all’intervento normativo è maturata solo a seguito dell’emergenza pandemica e ciò è accaduto nell’ambito di un provvedimento d’urgenza volto a dare uno slancio all’economia interna che è stata messa a dura prova dalla chiusura delle attività produttive. Ci si riferisce al decreto-legge 76 del 2020 nominato decreto semplificazioni.

Questo articolo ha modificato, come abbiamo visto, l’articolo 323 del codice penale sostituendo la frase di norme di legge o di regolamento con la frase“di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge o dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.Operando in questo senso, la nuova norma ha ristretto la fattispecie delittuosa operando proprio una sorta di abolizione parziale su tre diversi punti: rispetto all’oggetto la violazione commessa dal soggetto pubblico deve essere relativa ad una regola di condotta e non ad esempio ad una regola organizzativa; rispetto alla fonte la regola violata deve essere specifica ed espressamente prevista da una legge o da un atto avente forza di legge con esclusione delle norme regolamentari; rispetto al contenuto la regola violata non deve lasciare spazio alla discrezionalità.

Relativamente alla fonte regolativa troviamo l’estromissione del riferimento ai regolamenti mentre invece la violazione è previsto che abbia ad oggetto regole specifiche previste da fonti primarie e che non lasciano appunto spazio alla discrezionalità. È proprio chiaro l’intento del legislatore di chiudere la strada alle precedenti interpretazioni giurisprudenziali che avevano ampliato la sfera di operatività della vecchia legge n.234 del 97. Il fatto che l’abuso debba consistere nella violazione di regole specifiche mira ad impedire che si assuma nell’ambito della condotta tipica anche l’inosservanza di norme di principio, quali ad esempio l’articolo 97 della costituzione. Secondo il Gup di Catanzaro, richiedendo che le regole siano espressamente previste dalla legge e tali da non lasciare spazi di discrezionalità significa negare il rilievo agli atti che possono essere viziati dall’eccesso di potere vizio di legittimità.

Sempre secondo questo giudice il reato di abuso d’ufficio è a garanzia del buon andamento dell’imparzialità e della trasparenza della pubblica amministrazione. Ciò ovviamente sembra in contrasto con il decreto-legge che ha modificato l’articolo che riguarda invece la semplificazione dell’azione amministrativa. Aver ancorato il fatto tipico alla violazione di aperte “specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità” farebbe sì che l’abuso per poter assumere rilievo penale dovrebbe risolversi nell’inosservanza di una norma legislativa che prevede un’attività amministrativa vincolata sia nell’an che nel quid che è nel quomodo.

Secondo il giudice di Catanzaro la scelta di togliere la rilevanza penale ad ogni forma di esercizio della discrezionalità potrebbe portare alla violazione del principio di eguaglianza, poiché si attribuirebbe all’agente pubblico un potere dispositivo assoluto e sottratto alla valutazione del giudice. In questo modo la norma nella nuova formulazione equiparerebbe il pubblico funzionario a un privato perché tale soggetto ha la piena disponibilità della cosa di cui è proprietario.

In effetti i casi di attività amministrativa integralmente vincolata sono molto rari e potrebbero attenere ad una sfera molto limitata dell’agire della pubblica amministrazione. Con questa norma il legislatore sembra aver circoscritto la rilevanza penale ad una casistica molto marginale sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, lasciando senza nessuna risposta punitiva quelle condotte molto più gravi di coloro che avendo il potere di decidere discrezionalmente si trovano in una situazione privilegiata e possono abusarne.

La Corte Costituzionale nella decisione ricostruisce il senso di questo intervento riformatore partendo dalla relazione al disegno di legge di conversione, laddove la modifica dell’articolo 323 del codice penale viene giustificata con la mera esigenza di definire in maniera più compiuta la condotta rilevante ai fini del reato di abuso di ufficio, senza alcuna precisazione riguardo al collegamento dell’intervento con gli obiettivi di fondo del provvedimento d’urgenza. Invece questo collegamento è ben individuabile, proprio per come ha anche richiamato il presidente del Consiglio dei ministri presentando il decreto, nell’idea che la ripresa del Paese possa essere facilitata da una puntuale delimitazione delle responsabilità.

La paura della firma e la burocrazia difensiva portate avanti dal timore di un’imputazione per abuso d’ufficio si tradurrebbero proprio quale fonte di inefficienza e immobilismo in un ostacolo al rilancio economico che invece richiede una pubblica amministrazione dinamica ed efficiente. Proprio in questa ottica la modifica operata all’articolo del codice penale non rimane una monade isolata. Infatti questa norma si correla al capo del decreto semplificazioni dedicato alle responsabilità a disposizioni volte a tranquillizzare i pubblici amministratori rispetto all’altro rischio che accompagna il loro operato quindi la responsabilità erariale. Ecco perché la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità dell’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76 concludendo che, nonostantei connotati della straordinarietà e dell’urgenza la norma non può considerarsi, comunque sia,manifestamente irragionevole o arbitraria».

 

Ed ora veniamo ai contributi di questo numero.

Un primo, poderoso contributo è quello diFrancesco Nuzzaci, una sorta di viaggio nei luoghi del conflitto a scuola. L’autore affronta, sul versante dei rapporti interni, la costruzione di documenti, l’esercizio di libertà, la gestione del personale con le connesse sanzioni disciplinari. La visione dell’autore poggia sull’impianto normativo e giurisprudenziale, ma anche sull’analisi degli elementi organizzativi che caratterizzano la scuola. Lo stesso processo segue l’analisi dei luoghi di potenziale conflitto nei rapporti esterni con le famiglie, l’Amministrazione, gli enti locali. Il disincanto è accompagnato da un efficace tentativo di mediazione, in particolare nella parte conclusiva dell’articolo che affronta il tema delle relazioni sindacali. Ecco, dunque, un breve codicillo, di buon auspicio.

 

Renato Loieroillustra i contenuti della legge di bilancio 2022 in tema di scuola primaria e secondaria soffermandosi su quelli di maggiore rilevanza in relazione alla straordinaria situazione connessa alla pandemia. In particolare, illustra i provvedimenti “COVID”, che alla data di pubblicazione di questo numero dovrebbero essere in via di attenuazione o eliminazione, ma prosegue con l’analisi di norme specifiche che vanno dal personale docente ai Direttori sga. Infine richiama, tra le altre, norme specifiche che intervengono sui finanziamenti per il contrasto al cyberbullismo ma anche per il potenziamento dei servizi indicati per gli alunni con disabilità delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado.

 

Vanna Monducci in questa seconda parte (la prima parte è stata pubblicata sul n. 4/2021) focalizza l’analisi sul rapporto tra educazione e obiettivi dello sviluppo sostenibile e dell’equità nell’istruzione. L’obiettivo 4 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), fissati dai leader mondiali nel 2015, prevedeva di assicurare “un’educazione di qualità inclusiva ed equa e di promuovere opportunità di opportunità di apprendimento per tutti”. Un gran numero di indicatori nell’edizione 2021 analizza la partecipazione e la progressione attraverso nell’istruzione di una serie di dimensioni di equità: genere, origine immigrata o paese d’origine, e regioni subnazionali. La dimensione socio-economica è valutata attraverso un’analisi degli indicatori per tipo di istituzione educativa, sia pubblica che privata, così come attraverso gli indicatori di finanziamento dell’istruzione.

 

Vito Tenoreaffronta un tema assai ampio relativo ai limiti alla libertà di pensiero nell’uso dei social media da parte del personale scolastico e degli alunni. In questa prima parte del saggio, nella sua interezza complesso ed esaustivo, l’autore affronta la tematica sulle esternazioni tramite social, anche nella scuola. Affronta il problema della contrapposizione tra la rivendicata libertà di pensiero sottesa a tante esternazioni sovente improvvide su social media e il rispetto del prossimo e di alcuni valori fondanti della Carta costituzionale e della società, con particolare riferimento al mondo della Scuola, ontologicamente fabbrica, faro e guida del rispetto dell’altro e delle regole di convivenza sociale. Viene successivamente affrontata la declinazione della libertà di pensiero nella Costituzione e i limiti all’attività giornalistica e nelle esternazioni da parte dei dipendenti privati.

 

Paola Calendafa una disamina concisa ed efficace della responsabilità e degli obblighi del dirigente scolastico in materia di sicurezza nelle scuole, anche alla luce dell’intervento riformatore del d. 146/2021 che ha modificato il d.lgs. 81/2006.

 

Luciano Lelli affronta criticamente la gestione organizzativa della scuola a seguito della pandemia, in particolare l’uso della DAD. L’articolo è comunque centrato su un documento intitolato Manifesto per la nuova Scuola, al quale hanno aderito, sottoscrivendolo, alcuni intellettuali di diffusa nomea (tra di essi Alessandro Barbero, Carlo Ginzburg, Vito Mancuso, Dacia Maraini, Massimo Recalcati, Gustavo Zagrebelsky). Il documento è stato rilanciato da innumerevoli fonti informative; non risulta però che sia stato oggetto di diffuse disamine critiche. Come riporta l’autore, esso non pare dotato di strabiliante energia innovativa: ha però il merito di elencare una protratta serie di problematiche inerenti il funzionamento delle scuole italiane, per lo più in spirito di distanziamento e dissenso rispetto agli assetti normativi e operativi attualmente prevalenti nel nostro sistema scolastico.

 

Federica Marottacommenta un orientamento giurisprudenziale già trattato, relativo alle sanzioni disciplinari in ambito scolastico e, nello specifico, ai casi in cui queste vengano comminate a minori con certificazione di disabilità o di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. L’autrice pone l’accento sull’importanza della sanzione come metodo educativo e che, per questo, deve essere comminata in relazione ai diversi bisogni educativi speciali di ognuno.

 

Giuliana Costantini, nella rassegna libraria, illustra quattro libri, tutti diversamente interessanti. Il primo libro, Racconti del Risorgimento a cura di Gabriele Pedullà, è un’antologia del tutto particolare dedicata agli scrittori del Risorgimento italiano, lontana però dei toni melodrammatici che ci aspettiamo: c’è l’amor di patria ma ci sono anche i sogni dei giovani di quel periodo storico trattato con grande rispetto anche se talvolta con leggera ironia. Si alternano testi brevi nei quali le grandi firme di fine 800 e dei primi del 900 fanno perfino i conti con le delusioni di quanto non è stato poi realizzato dopo ben tre guerre di indipendenza. Il secondo libro, di Carla Fiore, è un poliziesco che l’autrice costruisce intorno ad un personaggio “atipico”, la zia Priscilla, una garbata signorina colta e coraggiosa che non vuole strafare, ma con l’aria un po’ sorniona è pronta a cogliere i particolari di ogni situazione e non sfigura quindi accanto alle investigatrici femminili. Il terzo libro, di Franco De Anna, Di scuola si soffre. Memorie di un ispettore scolastico, è una specie di manuale interiore per tutti coloro che vogliono affrontare una professione cruciale in qualsiasi sistema scolastico, quella dell’ispettore. Ma è anche la storia di un coinvolgimento vero che, davvero nella sua vita, lo ha visto in prima linea impegnato e appassionato. L’ultimo libro, di Rosario Pellecchia, Le balene mangiano da sole, è un delicato romanzo sulla storia di un’amicizia tra un rider e un bambino solitario con il quale nasce un’intesa che porterà i due a condividere un pezzo di strada delle loro giovani vite.

 

Nella rassegna cinematografica, che l’autore mette a disposizione dei lettori per essere utilizzata nell’attività didattica, Vincenzo Palermopropone tre film. Il primo, The Tender Bar è una coinvolgente storia suburbana che mette a confronto due quadri sociali compositi: la realtà proletaria e piena di armonia della famiglia di JR e le altolocate dimore dei borghesi presso cui il ragazzino, ormai cresciuto, consumerà il suo apprendistato esistenziale. Imbevuto di un tenero sentimentalismo, il resoconto delle vicende umane di JR è una fedele trasposizione del memoir scritto dal vero JR Moehringer, giornalista e scrittore nato a New York negli anni Sessanta. Il secondo film, Squid Game è una riflessione distopica sul male assoluto ma necessario del capitalismo, incapace di scalfire totalmente l’etica umana e la solidarietà sociale, ma talmente forte da annebbiare le coscienze tenute in pugno da un sistema totalitario. Il terzo film, Freaks Out riscrive la Storia contemporanea piegandola a un incanto romanzesco che è un unicum nelle nostre produzioni nazionali. X

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